Anfiteatro. Il Sindaco scrive alla Governatrice Marini

Il sindaco di Spoleto Daniele Benedetti, con una nota indirizzata alla Presidente dell’Umbria Catiuscia Marini, è tornato a richiedere l’impegno della Regione per i finanziamenti a suo tempo destinati dalla stessa Regione al recupero dell’area dell’anfiteatro romano.

“Di fronte ad una situazione così grave – scrive Benedetti – mi appello alla tua sensibilità e responsabilità istituzionale perché ritengo che occorra una presa di coscienza da parte di tutti e un’assunzione di responsabilità condivisa”.

Dopo le frequenti interlocuzioni avute in questi anni con la Regione sulla situazione dell’area dell’Anfiteatro, il sindaco lancia il grido d’allarme per il grave degrado a cui è sottoposta questa estesa area del centro storico che al suo interno vanta la presenza di un anfiteatro romano, di monasteri, chiostri e chiese di grande rilevanza storico – artistica.

“Il finanziamento destinato dalla Regione Umbria al recupero e alla rifunzionalizzazione del complesso nel 2001, pari ad € 17.300.991,00, nell’ambito del “secondo Programma infrastrutture 2002 – 2004”, a valere sui fondi del terremoto 1997 e successivi – ricorda il sindaco – è stato temporaneamente ridotto ad € 1.486.646,31 con Delibera di Giunta Regionale n° 441 del 08/03/2010. Fino alla data della delibera regionale con cui il finanziamento è stato temporaneamente ridotto a circa 1 milione e mezzo di euro, erano stati eseguite le progettazioni generali e preliminari per il recupero e la rifunzionalizzazione dell’area, nonché l’eliminazione delle superfetazioni e la messa in sicurezza di alcune parti pericolanti. Questi interventi si sono conclusi nel 2007. Da allora, per la mancanza di fondi, stante anche la mancata approvazione del progetto definitivo presentato dal comune nel 2008 la situazione si è molto aggravata.”

La nota del sindaco di Spoleto si conclude con la “richiesta di un incontro tecnico – politico urgente per verificare le concrete possibilità di intervento in modo congiunto tra il Comune di Spoleto e la Regione Umbria, partendo dal presupposto che sul riutilizzo dell’area esiste più di un progetto”.

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