Art bonus: presentato il progetto di Confindustria Umbria

Art Bonus: presentato il progetto della Sezione Spoleto-Valnerina di Confindustria Umbria per il restauro dell’arazzo “A verdura con uccelli”


 

L’arazzo “A verdura con uccelli”, in passato appartenuto alla regina Cristina di Svezia, verrà recuperato attraverso il progetto di Art Bonus della Sezione Spoleto-Valnerina di Confindustria Umbria, presieduta da Giacomo Filippi Coccetta.

 

Il bene, di proprietà del Comune di Spoleto, pur presentando un discreto stato conservativo necessita infatti di interventi che ne impediscano il degrado e la perdita. 

 

I dettagli dell’iniziativa, alla quale hanno contribuito nove aziende del territorio, sono stati illustrati a Palazzo Collicola durante una conferenza stampa a cui sono intervenuti il Commissario Straordinario di Spoleto Tiziana Tombesi, il Presidente della Sezione Spoleto-Valnerina di Confindustria Umbria Giacomo Filippi Coccetta, il dirigente del Comune di Spoleto Sandro Frontalini, insieme ai titolari delle aziende che hanno aderito all’Art Bonus garantendo il finanziamento del restauro.

 

Le aziende che hanno partecipato al progetto sono: Antica Norcineria F.lli Ansuini, COO.BE.C. Cooperativa Beni Culturali, Fabiana Filippi, Italmatch Chemicals, Meccanotecnica Umbra, Monini, QFP, Tulli Acque minerali, Urbani Tartufi.

 

Questa iniziativa di mecenatismo – ha sottolineato il Presidente della Sezione Spoleto-Valnerina di Confindustria Umbria, Giacomo Filippi Coccetta – dimostra un forte attaccamento al patrimonio artistico e culturale del nostro territorio. La condivisione tra più aziende, inoltre, ci ha permesso di operare in modo congiunto e sinergico, sotto la spinta di un obiettivo comune: quello di prenderci cura dell’inestimabile patrimonio di cui siamo eredi. Siamo responsabili della bellezza del nostro territorio e deve essere nostra priorità avere un progetto per la bellezza che ci circonda. Dobbiamo continuare ad essere mossi dalla volontà di intervenire per tutelare, diffondere e valorizzare le bellezze del patrimonio artistico e culturale, di ogni genere e in ogni luogo, per essere parte attiva di un progetto virtuoso di rinascita delle eccellenze storico-culturali presenti nel nostro Paese”.

 

C’è oggi da parte delle aziende la consapevolezza rispetto al valore di questi beni, che sono beni di tutti – sono state le parole del Commissario Straordinario del Comune di Spoleto Tiziana Tombesi – Parliamo di un patrimonio che arricchisce anche il contesto in cui le imprese stesse sono collocate, contribuendo a definirne l’immagine e l’identità. Il sostegno ricevuto attraverso l’art bonus per il restauro dell’arazzo dimostra che le imprese del nostro territorio hanno una sempre maggiore attenzione al patrimonio pubblico e questo non può che essere accolto dal Comune con grande soddisfazione“.

 

Il progetto per il recupero dell’arazzo “A verdura con uccelli”, rappresenta, specie in questo periodo difficilissimo legato all’emergenza sanitaria, un sostegno importante e un segnale di attenzione ai valori culturali del territorio. Si tratta del primo progetto di Art Bonus attivato dal Comune di Spoleto. I lavori di restauro dell’arazzo dovrebbero cominciare nel mese di agosto e concludersi entro Natale. Successivamente l’opera sarà ricollocata nella sua sede originaria a Palazzo Collicola.

 

L’arazzo è uno dei cinque esemplari di cui il Comune di Spoleto è venuto in possesso nel 1939 quando acquistò all’asta Palazzo Collicola e tutti i suoi arredi. Da allora è rimasto esposto per molti anni all’interno del Palazzo Comunale. In occasione dei lavori di restauro di quest’ultimo, gli arazzi erano stati ripuliti e parzialmente restaurati. L’intervento di oggi, il cui importo ammonta a 18 mila euro, dà seguito a quel primo intervento manutentivo che consentirà la ricollocazione dell’arazzo a palazzo Collicola.

 

Il percorso storico dell’opera è stato ricostruito da Antonella Proietti, esperta in beni storico-artistici del Comune di Spoleto.

 

L’arazzo faceva parte delle opere che abbellivano il piano nobile del palazzo commissionato dalla famiglia Collicola, che nel Settecento era una delle più importanti famiglie nobili di Spoleto.

 

L’opera, la cui realizzazione in fili di lana e seta risale alla fine del Seicento, era parte dell’eredità della regina Cristina di Svezia, una delle donne più emancipate e acculturate del suo tempo, e abbellivano la sua residenza romana. La Regina nel suo viaggio dalla Svezia a Roma aveva soggiornato anche per alcuni giorni a Spoleto.

 

 

Pin It