Mostre invernali di Palazzo Collicola

F. Manara, C. Marini, Opera Celibe # e “Spoleto Contemporanea”, collettiva sugli artisti che operano a Spoleto. Inaugurazione sabato 7 novembre 2015 ore 12.00

Opening per le mostre invernali di Palazzo Collicola Arti Visive sabato 7 novembre alle ore 12. Le mostre proseguono fino a Domenica 28 Febbraio 2016

Il direttore artistico Gianluca Marziani ha scelto le “Sincronie” di Fausto Manara, i “Fratelli di Sale” di Claudio Marini, l’installazione sonora interattiva “Deep Carpet” di Vincenzo Core alla Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo e soprattutto una collettiva dal titolo “Spoleto contemporanea. Lo sapevate che la città è ricca di energie, idee e visioni?” che si propone di fare il punto sulla Spoleto dei nostri giorni, uno sguardo sul presente per definire le coordinate di quanto prodotto negli ultimi anni in città tra artisti veterani e giovanissimi, uomini e donne, tra coloro che sono rimasti e coloro che tornano, fino agli “stranieri” che hanno scelto Spoleto come città d’elezione: artisti statunitensi, europei ma anche italiani che qui si sono trasferiti, stabilmente o per lunghi periodi. Alla mostra Spoleto Contemporanea seguirà, venerdì 11 dicembre alle ore 17 a di Palazzo Mauri, da una giornata di studi e confronti dal titolo “SPOLETO CONTEMPORANEA. Ipotesi per un Convegno. Tesi per un Dialogo”coordinata da Andrea Tomasini.

Le altre mostre propongono il percorso di Fausto Manara, psichiatra di professione, artista per attitudine elettiva, autore di un complesso progetto tra fotografia e linguaggio elettronico. Attraverso una quarantina di opere entriamo nel suo spiazzante universo digitale, un mondo parallelo in cui la tecnologia diventa pittura e conferma il valore concettuale dello strumento tecnologico. A colpire da subito è la preziosa tessitura epidermica delle opere e l’originalità classica dell’impianto estetico, una visione fuori dall’ordinario che mescola la chiave del futuro con gli archetipi di antiche memorie.

“Fratelli di sale” di Claudio Marini “inizia – spiega Marziani – dove si formula la dimensione del lutto privato, nell’epicentro visivo in cui Claudio rimembra Giancarlo, il fratello morto di recente: è la perdita come filo di luce che traccia mappe nel nero catramoso. Le zone luminose somigliano a vele ma anche a polmoni, non a caso due forme che hanno bisogno di aria, di un flusso continuo per gonfiarsi e vivere. Volendo condividere il peso della memoria, l’artista ha inserito alcuni foglietti su cui sono appuntati numeri riguardanti faccende personali, momenti privati che saldano la fratellanza collettiva con una silenziosa frequenza dell’infinito leopardiano”.

Alla chiesa dei Santi Giovanni e Paolo il compositore Vincenzo Core realizza un’installazione sonora interattiva dal titolo “Deep Carpet”. “Deep Carpet” è il secondo appuntamento del ciclo “Opera Celibe” liberamente tratto dal concetto duchampiano di “macchina celibe”, un ciclo che si propone di sviluppare , tra gli affreschi dell’ex chiesa SS. Giovanni e Paolo, una ricerca sul suono e sulla memoria attraverso una serie di installazioni d’arte digitale, con strumenti e sperimentazioni contemporanee in dialogo con la storia del luogo.

Flyer verticale

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