Il Ducato di Spoleto e il suo primo Dux Faroaldo I

Nella primavera del 568 i Longobardi, guidati da Alboino, invasero l’Italia. Occupato il Friuli, estesero progressivamente il proprio dominio su gran parte del territorio nazionale, dando vita a un regno indipendente in grado di contrapporsi al dominio bizantino. Le popolazioni già decimate dalla carestia e dalla peste opposero all’invasione una debole resistenza.

I Bizantini, grazie soprattutto alle loro potenti flotte, conservarono il controllo delle zone costiere e di buona parte delle regioni centro-meridionali. La penisola fu pertanto divisa in due parti.

Apparteneva ai Longobardi tutto il nord della Penisola con le terre del Regno, del Ducato di Cividale e la Tuscia, a eccezione delle coste della Liguria e del Veneto; al centro e al sud si formarono invece i ducati di Spoleto e di Benevento.

Non conosciamo con certezza l’anno in cui fu fondato il Ducato di Spoleto poiché l’unica fonte longobarda che tratti in modo relativamente esauriente il periodo più antico, l’Historia Langobardorum di Paolo Diacono, fornisce in proposito dati piuttosto vaghi accennando alla fama di Spoleto e Benevento.

La storiografia moderna è propensa a sostenere che all’origine della dominazione longobarda nell’Italia centrale non vi sarebbe stata una regolare discesa di truppe guidate dal re Alboino ma ad opera di mercenari longobardi che avevano combattuto nell’esercito bizantino e che durante la guerra gotica erano stati utilizzati nelle regioni dell’Appennino Centrale.

Nel 575 Bisanzio cercò di riconquistare la penisola importando dalla Siria altri mercenari longobardi.

Tra i capi longobardi federati ai Bizantini, agli ordini del generale Baduario, troviamo Faroaldo I. Nello stesso anno questi, animato dal desiderio di una maggiore autonomia, si ribellò ai Bizantini e a capo delle sue truppe cercò di occupare la ricchissima città di Classe, importante porto marittimo dell’Adriatico.

Non essendo però riuscito nel suo intento ripiegò nell’Italia centrale, dove, presumibilmente tra il 575 e il 576, fondò il Ducato di Spoleto che governò, con il titolo di dux, fino alla sua morte, nel 591.

La scelta di Spoleto come sede sovrana può ricollegarsi da un lato alla natura del luogo, che offriva a Faroaldo I un baluardo difensivo contro eventuali attacchi da parte dei bizantini, dall’altro a motivi politici.

Italia Bizantina e Longobarda

È questo il Periodo dei Duchi (detto anche dell’anarchia) indicato come il decennio di interregno tra il 574 (morte di Clefi) al 584 (elezione di Autari), durante il quale il regno longobardo d’Italia non ebbe un sovrano, ma fu governato in maniera collegiale dai vari duchi longobardi, indipendenti l’uno dall’altro.

Di fatto i duchi di Spoleto godettero sempre di una spiccata autonomia nei confronti della politica dei re longobardi ovvero dal potere centrale, anche dopo la conclusione del Periodo dei Duchi e la restaurazione di un’autorità regia centrale con Autari nel 584.

L’invasione nel nostro territorio pare non sia stata particolarmente feroce e che Spoleto, città destinata a diventare uno dei baluardi della potenza longobarda, sia stata trattata meglio di altre da Faroaldo I.

Molte e importanti furono le sue imprese. Conquistò vasti territori, o semplici piazzeforti, nel Piceno, nel Sannio e nell’Umbria meridionale e si spinse fin sotto le mura della città di Roma. Infatti nel 578 Pelagio II fu consacrato papa senza la conferma imperiale perché la città era assediata dai longobardi.

Nel 579 giunse fino a Ravenna per occupare con le sue milizie il territorio di Classe.

«Pure in questo periodo Faroaldo, primo duca degli Spoletini, invasa Classe con un esercito di Longobardi, lasciò nuda l’opulenta città, spogliata di tutte le ricchezze» (Paolo Diacono, Historia Langobardorum, III, 13).

Nel 581 arrivò ad invadere i possedimenti meridionali dei Greci.

Nel tempo dell’interregno fece più imprese il solo duca di Spoleto che tutti gli altri messi insieme (Balbo, Storia d’Italia).

Il Ducato di Spoleto sopravvisse a lungo dopo la caduta del Regno longobardo (774), passando sotto il controllo dei Franchi prima e della nobiltà pontificia poi, fino al 1198. Insieme al Ducato di Benevento costituiva la Langobardia Minor.

I confini del ducato furono spesso incerti e mutarono ripetutamente durante l’esistenza del Regno longobardo; il suo nucleo stabile, comunque, confinava ad est con il Mare Adriatico, a sud con il Ducato di Benevento e per il resto con l’Esarcato d’Italia bizantino: a ovest con il cosiddetto Patrimonium Petri (appartenente alla Santa Sede); a nord con il Corridoio Bizantino che univa Roma a Ravenna e a nord-est con la Pentapoli bizantina.

Appare perciò evidente l’importanza strategico-militare del Ducato di Spoleto con i suoi dieci gastaldati:

  1. Rieti;
  2. Marsi (Avezzano);
  3. Forcona (L’Aquila);
  4. Valva (Sulmona);
  5. Penne;
  6. Spoleto;
  7. Nocera Umbra;
  8. Norcia;
  9. Ascoli Piceno;
  10. Camerino.

La sua popolazione complessiva, secondo alcuni storici, si aggirava nel X secolo intorno ai centomila abitanti e la superficie a 5000 chilometri quadrati circa.

ARCHIVIO NEWS

Pin It

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *