Il Ducato di Spoleto: Palazzo Mauri

Nelle settimane scorse abbiamo parlato della nascita del Ducato di Spoleto e della scarsità di fonti al riguardo. Tuttavia è possibile risalire a quale fosse l’organizzazione urbana e l’architettura pubblica e residenziale della città di Spoleto in età longobarda?

Sembra che nel periodo altomedievale tutto il settore meridionale dell’abitato romano abbia assunto particolare rilievo, in particolar modo quello che gravitava sull’asse stradale che collegava il teatro con il punto di innesto della via Flaminia nell’asse del cardo maximus.

Scavi archeologici condotti a seguito dei lavori di ristrutturazione degli edifici storici hanno portato alla luce, nell’ultimo periodo, alcune testimonianze sicuramente significative per cominciare a delineare il quadro della situazione urbana della capitale del Ducato.

Tra questi vanno segnalati due ambienti del complesso termale rinvenuti sotto Palazzo Mauri, in prossimità del foro di età romana: il primo presenta una vasca semicircolare rivestita di cocciopesto; l’altro, a pianta quadrata di circa 6 m di lato, ha una straordinaria pavimentazione a mosaico, con tombino centrale per il deflusso delle acque realizzato in marmo e scolpito a bassorilievo con motivi vegetali.

Mosaico Palazzo Mauri

La decorazione musiva figurata, marginata da una treccia che racchiude triangoli e rosette, comprende tralci di vite che si dipartono da quattro cesti centrali e si sviluppano in ampi ed elegantissimi girali, che racchiudono grappoli d’uva e pampini.

Tra i tralci sono rappresentati vari animali, cervi, uccelli, tra i quali è riconoscibile una pavoncella, un cavallo e una lepre.

L’intervento di restauro del pavimento, condotto nel 2008, ha permesso di accertare nel triangolo di fronte all’ingresso, quindi in posizione privilegiata per lo spettatore, la raffigurazione di un agnello, che qualifica senza ombra di dubbio in senso cristiano tutta la simbologia della rappresentazione. All’interno dei cesti nascono boccioli di gigli e di rose. L’opera musiva è realizzata prevalentemente con i colori rosso e nero su fondo bianco ed è impreziosita con tessere in pasta vitrea blu, verde e bordeaux, usate nella rappresentazione degli animali e in particolar modo nell’agnello, e con tessere in marmo bianco, usato in sostituzione del calcare nella raffigurazione di alcuni grappoli e di settori della treccia perimetrale.

Il mosaico, che sembra attribuibile agli ultimi decenni del VI secolo, costituisce un documento di eccezionale interesse perché la qualità della raffigurazione denuncia un’altissima committenza e nello stesso tempo attesta la presenza nell’area di un complesso edilizio di notevole rilievo.

L’edificio termale potrebbe essere stato quindi oggetto di interventi di ripavimentazione commissionati dai primi duchi longobardi ed essere in rapporto con la loro residenza o, piuttosto, con la sede vescovile, tenuto conto del carattere cristiano della rappresentazione, che può indurre a ritenerlo adibito a battistero.

Nella galleria fotografica potete ammirare oltre al mosaico ristrutturato e alcuni particolari, una ricostruzione di come doveva essere l’intero pavimento ma il consiglio è di venirlo ad ammirare di persona.

Palazzo Mauri, dimora gentilizia del XVII sec., è ora sede della Biblioteca Comunale ‘G. Carducci’ e nel link trovate gli orari di apertura.

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