Mostre a Palazzo Collicola. Raspi e Notargiacomo. Inaugurazione sabato 14 dicembre

Inaugurano, sabato 14 dicembre alle ore 11.30, due mostre a Palazzo Collicola: “Raspi: collages e dipinti 1959-1963” a cura di Giorgio Flamini e “Convergenze. Notargiacomo e la collezione della GAM di Spoleto” a cura di Marco Tonelli.

La mostra su Piero Raspi si propone come un focus su un artista che oltre ad esser nato a Spoleto e aver fatto parte del gruppo dei 6 di Spoleto, è presente nella collezione della Galleria d’Arte Moderna della città. Per la sua mostra “Convergenze” invece Gianfranco Notargiacomo dialoga con artisti e opere della collezione conservata nei depositi di Santo Chiodo, con venti dipinti di autori con cui ha avuto un rapporto effettivo.

Nati come sperimentazione tra il 1958 e il 1964, i Collages rappresentano il raggiungimento di un’importante indagine estetica di Piero Raspi. Già nelle prime opere, realizzate nel 1958 quando ancora faceva parte del gruppo dei 6, le astratte e raffinate architetture di semplici fogli giustapposti e sovrapposti sembrano essere percorse da guizzi vitali che nel tempo si faranno via via più marcati. Con l’avvio degli anni ’60, la struttura delle opere diviene più dinamica con l’affiorare, tra gli strati di carta, di componenti quali fotografie, lettere e oggetti tridimensionali. Questo riferimento alla realtà quotidiana, imprime ai Collages un’energia da non-sense, che rende le opere affini alla decontestualizzazione new-dada tipica in quello stesso periodo dell’americano Robert Rauschenberg. La produzione, si alterna ai grandi quadri informali, pur con evidenti differenze: dalle dimensioni ai materiali, dall’impatto cromatico a quello spaziale. Ma ciò che maggiormente differenzia i quadri dai Collages è la presenza in quest’ultimi di una vena ironica leggera e sottile come una velatura. Caratteristica comune a tutti, è l’essere stati per anni celati negli archivi dell’autore è per questo essere, per alcuni, assolutamente inediti.

La mostra inaugura a Palazzo Collicola sabato 14 dicembre alle ore 11.30 e sarà visitabile fino a domenica 8 marzo 2020, dal venerdì alla domenica, giovedì 26 dicembre 2019 e lunedì 6 gennaio 2020 dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.30.

Gianfranco Notargiacomo è un artista per molti versi precursore dai linguaggi non codificati capace di passare dalla forma all’immagine, dalla struttura alla pittura con la stessa perizia e intelligenza. Proprio per questo ha rappresentato la soluzione ai nodi contrapposti l’uno con l’altro, contrastanti, intrecciati. Divergenti e convergenti allo stesso tempo. La Galleria d’Arte Moderna di Spoleto, come tutti i musei del mondo, possiede un deposito ricco di opere, per lo più donazioni o acquisizioni fatte nel corso degli anni, alcune delle quali destinate a ruotare nel corso del tempo e uscire di volta in volta dai depositi. Gianfranco Notargiacomo ha accolto l’invito per la sua mostra a cercare un dialogo con gli artisti e le opere della collezione conservate nei depositi di Santo Chiodo, trovando la chiave di volta della proposta curatoriale in circa venti dipinti di autori con cui ha avuto un rapporto effettivo. Tra di essi figurano Burri, Sadun, Bendini, Pace, Vacchi, Asdrubali, Rossano, Gandini, Cascella, Ceroli, Boille, Cotani, Mattiacci, Luzzi, Pozzati. La mostra Convergenze inaugura a Palazzo Collicola sabato 14 dicembre alle ore 11.30 e sarà visitabile fino a domenica 8 marzo 2020. Il progetto espositivo riprende il titolo dalla celebre installazione Le nostre divergenze, la prima mostra personale dell’artista tenutasi a Roma nel 1971 presso la Galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis, poi riproposta varie volte nel corso dei decenni in vari spazi museali, tra cui la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma: oltre duecento omìni in plastilina colorata che invadono la galleria in tutti i suoi spazi. La prima volta che fu esposta in pubblico l’installazione fu definita nell’Herald Tribune da Edith Schloss come “The most surprising show”. Negli spazi del piano terra di Palazzo Collicola, proprio dove una volta era collocata la collezione permanente della Galleria d’Arte Moderna, circa 140 omìni dialogheranno con le opere selezionate dal deposito della collezione, in un fluire continuo tra memoria e presente, come fossero testimoni incantati di un’apparizione, di uno svelamento. Con l’occasione della mostra Notargiacomo donerà alla Galleria d’Arte Moderna di Spoleto una sua scultura, un tipico Takete, che farà anch’esso parte della mostra insieme ad altre sculture della serie, simbolicamente a far convergere, come recita il titolo, le sue opere con quelle del museo. Nel corso della mostra, si terrà un incontro pubblico in cui l’artista illustrerà punto per punto i suoi legami con i singoli artisti con cui ha scelto di dialogare. La mostra è fatta in collaborazione con studenti dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia e la RUFA di Roma.

La mostra sarà aperta al pubblico dal venerdì alla domenica, giovedì 26 dicembre 2019 e lunedì 6 gennaio 2020 dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.30.

BIOGRAFIE DEGLI ARTISTI

Piero Raspi – Nasce il 12 febbraio del 1926 a Spoleto. Nella cittadina umbra avvierà, nell’ambito del post-cubismo, la sua fortunata carriera artistica e sarà tra i fondatori, nei primi anni Cinquanta, del Gruppo di Spoleto oltre che del Premio Spoleto. Dalla metà degli anni Cinquanta il riferimento principale diventa l’ambito informale, da cui apprende nuove possibilità espressive della materia al di fuori di ogni superstite esigenza figurativa. Nel 1957, entra a far parte degli artisti gravitanti attorno alla galleria “L’Attico” di Roma, dove esporrà ciclicamente. Il 1958 è l’anno in cui partecipa alla Biennale di Venezia, giungendo alla ribalta internazionale. In questo periodo viene identificato come uno dei protagonisti dell’informale materico, affine alla poetica di Burri e Tàpies. Con l’inizio degli anni Sessanta tiene numerose mostre personali e collettive in Italia, tra cui la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma. All’estero espone in numerose città, tra le altre, Londra, Los Angeles, San Paolo del Brasile, Rio de Janeiro, Stoccarda, Parigi, Bruxelles, Colonia, Montreal, Madrid, Barcellona, Edimburgo, Chicago, Lucerna, Tel Aviv, Salisburgo, Zurigo e Tokyo. Nel 1967 si reca negli Stati Uniti stabilendosi in Pennsylvania. Qui si confronta con le nuove ricerche dalla Pop Art. In questo periodo dipinge una serie di quadri che poi espone a Philadelphia e New York. A partire dal 1978, inizia una nuova fase pittorica contrassegnata da opere di un inedito cromatismo. Con l’inizio del nuovo millennio, oltre alla realizzazione dei monocromi, abbraccia altre forme di espressione creativa e ricorre all’uso di nuovi materiali come l’acciaio. Realizza nel 2001 a Spoleto, presso l’Albornoz Palace, una scultura parietale in lastre di acciaio, dove trasferisce le astratte e raffinate architetture dei Collages realizzati dalla fine degli anni Cinquanta. A partire dal secondo decennio degli anni Duemila, si concentra sulla revisione critica e catalogazione delle sue opere, oltre che al restauro di alcune carte e Collages degli anni Cinquanta e Sessanta. www.pieroraspi.com

Gianfranco Notargiacomo (Roma, 1945) Esporrà negli anni Settanta presso Galleria La Tartaruga di Roma, la Galleria La Salita, il Palazzo delle Esposizioni. Nel 1980 partecipa alla mostra ideata da Flavio Caroli Magico Primario, presso il Palazzo dei Diamanti a Ferrara. In questi anni nasce il profondo rapporto con Emilio Vedova, che lo segnalerà per il Premio della Presidenza della Repubblica presso l’Accademia Nazionale di San Luca. Nel 1982, nel 1986 e nel 2011 è invitato alla Biennale di Venezia e terrà negli anni Ottanta mostre personali a Castel Sant’Elmo a Napoli, Casa del Mantegna a Mantova, Museo Laboratorio dell’Università La Sapienza di Roma, Palazzo Reale di Milano. Nel 2009 tiene la mostra Le nostre divergenze 1971-2009 curata da Mariastella Margozzi alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Nel 2011 è in Cina, prima a Hangzhou, al Zhejiang Daily Ideal Culture Development Company, poi a Shanghai, al Museo Heng Yuanxiang, dove realizza due grandi Takète. Nel 2013 al Forte Malatesta di Ascoli Piceno si tiene l’antologica A grandi linee. Tra le numerose collettive è invitato alla VIII e alla XI Biennale de Paris e alla Biennale di Sydney, ha esposto alla Hayward Gallery di Londra, al Frankfurter Kunstverein di Francoforte, al Museo di San Paolo del Brasile, al Taiwan Museum of Art ed è presente nella collezione Artisti Italiani del XX secolo alla Farnesina del Ministero degli Affari Esteri. E’ stato docente presso l’Accademia di Belle Arti de L’Aquila, di Firenze e di Roma, dove nel 2015 riceve il titolo Maestro Accademico Emerito. Nel 2013, per iniziativa del Presidente della Repubblica, riceve l’onorificenza di Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana. www.notargiacomo.com

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