A casa con i Longobardi

Io parlo longobardo Oggi inizia il nuovo anno scolastico e tra le lingue da studiare non ci sarà certo il Longobardo, ma quale è la posizione di questa lingua rispetto all’Italiano? Negli articoli pubblicati in questa rubrica abbiamo più volte parlato della carenza di fonti scritte e anche di come i Longobardi affidassero alla trasmissione orale il loro patrimonio di conoscenze e consuetudini. Una carenza di fonti anche per ciò che riguarda testi scritti in questa lingua. I Longobardi, sappiamo, erano un popolo straniero per gli italici, quando nel 568 entrarono nella penisola. La guerra greco-gotica si era conclusa appena quindici anni prima e aveva lasciato un’Italia devastata, spopolata e impoverita. I Longobardi, forti e ben armati, non trovarono praticamente resistenza. Si sostituirono all’élite romana residua, all’inizio, ma presto le due etnie, quella italica e quella longobarda, si fusero. Accadde così che le leggi longobarde si posero come alternativa al diritto romano e quando Rotari volle raccoglierle per iscritto, nel 643, le fece scrivere in latino. Vi troviamo però alcune parole longobarde che non hanno corrispettivo latino, termini specifici longobardi che conosciamo ancora, come la faida e il guidrigildo.

Nelle nostre terre la gente, ai tempi, parlava ancora latino, ma non certo più l’antico latino cosmopolita che aveva dominato il mondo: un latino che si stava facendo volgare, si stava facendo dialetto. Fu in questa loro lingua che penetrarono i termini longobardi, termini legati ai vari aspetti della vita quotidiana. Termini che non penetrarono nell’alto e incorruttibile latino dei dotti ma nella lingua del popolo delle campagne.

Ancora oggi, sia nell’Italiano che nei dialetti regionali, sono moltissime le parole di matrice longobarda, parole quasi tutte di uso comune, anzi appartenenti al nostro lessico fondamentale. Parole molto umili, che parlano di attrezzi, di artigianato, di allevamento, di parti del corpo, di relazioni e di scontri. Numerosi sono anche i nomi propri che ci hanno lasciato i Longobardi come Adelmo, Adolfo, Alberto, Aldo, Armando, Bernardo, Filiberto, Guido, Leopoldo, Matilde, Rodolfo, Ubaldo… Buon lunedì con i Longobardi! ARCHIVIO NEWS

Pin It

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *