A tu per tu con l’arte

Casimiro Pentozzi (Spoleto 1784 – notizie fino 1842) Casimiro Pentozzi, pittore e dilettante archeologo spoletino, viene oggi ricordato sprattutto per aver promosso, intorno agli anni ‘40 dell’Ottocento, i lavori di scavo del Ponte Sanguinario provvedendo a mettere in luce a proprie spese un’arcata per farne un rilievo critico e a costruire delle strutture che ne rendessero possibile l’accesso dopo la scoperta fattane qualche tempo prima insieme a Pietro Fontana. Casimiro, come suo padre Giuseppe, faceva parte di un gruppo di decoratori attivi a Spoleto e nel territorio tra la fine del secolo XVIII e i primi decenni del secolo XIX; nella loro bottega mosse i primi passi il giovane Giovanni Catena. Noto anche per le sue capacità di intagliatore di cui è notevole testimonianza la mostra dell’organo della cappella dell’Icone nella Cattedrale intagliata e dorata negli anni 1824-1827 insieme ad Emidio Speca.

Mendicante | Carta/pittura a tempera (cm 65×95) | Sec. XIX prima metà

Fu tra l’altro ottimo copista come attesta il dipinto tratto da un originale dello Spagna nella chiesa di Sant’Andrea a Bazzano Inferiore. Nel 1947 il quadro qui presentato fu consegnato, insieme al suo pendant (Paesaggio con due pastori) dalla custode della Pinacoteca all’allora segretario Avv. Gerolamo Corrà per arredare il suo ufficio. Esso presenta in primo piano la figura di un anziano mendicante con una gamba di legno, che si appoggia a due bastoni; sullo sfondo è un paesaggio collinare con alture ed alberi sparsi. Il dipinto, provvisto di cornice di legno modanata e dorata, è un’opera di discreta qualità in cui prevale il gusto per l’aneddoto popolare e un vivace realismo come dimostra l’attenzione con cui l’artista descrive il protagonista negli indumenti e nei gesti della vita quotidiana, letta e interpretata senza filtri letterari ma con spiccato naturalismo. 

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