A casa con i Longobardi – Trasamondo II

Oggi parleremo di un uomo che voleva governare a tutti costi il Ducato di Spoleto tanto da diventarne duca per ben 3 volte: Trasamondo II!

Le scorse settimane abbiamo visto come la politica accentratrice del re Liutprando avesse prima imposto a Faroaldo II di restituire Classe ai Bizantini e avesse poi contribuito a far insorgere il figlio Trasamondo II contro il padre -considerandolo troppo accondiscendente verso il re-, tanto da prenderne il posto e costringerlo a ritirarsi in convento.

Trasamondo II (720-742), incarnando in maniera eccellente le tradizionali istanze autonomiste dei Duchi di Spoleto, fu più volte piegato dal re Liutprando e più volte gli si ribellò, grazie al sostegno dei pontefici, per i quali aveva parteggiato in occasione della controversia iconoclasta.

Identici erano, infatti, gli interessi che muovevano i duchi di Spoleto e di Benevento e il Pontefice contro il re: mantenere la loro indipendenza e il loro potere. Che i tre (Trasamondo II, Romualdo II e Gregorio II) avessero formalizzato un accordo non è certo ma sta di fatto che Liutprando, resosi conto delle loro intenzioni, nel 727 venne in conflitto con il papato, giungendo poi, in quanto cattolico a una ricomposizione con Roma l’anno successivo. Nel 729 riprese anche il controllo sui ducati ribelli di Spoleto e Benevento.


L’insofferenza di Trasamando verso la politica del re incrinò ulteriormente i rapporti tra i due tanto da essere accusato da Liutprando di tradimento. Il 16 giugno 739 il re assediò Spoleto e vi mise a capo Ilderico. Trasamondo riuscì a fuggire e a rifugiarsi a Roma.

Il re conquistò Amelia, Orte, Bomarzo e Blera, ma papa Gregorio si rifiutò di rilasciare il duca.

Nel 740 Trasamondo uccise Ilderico recuperando così il ducato grazie all’aiuto di Roma e di Benevento.

L’inevitabile reazione di Liutprando non tardò. Era il 741 e a Gregorio III era succeduto Zaccaria, un greco, che capovolse le alleanze: le milizie romane si schierano con Liutprando contro Spoleto.

Nel 742 l’esercito di Liutprando penetrò nella pentapoli bizantina e nel ducato di Spoleto dove, tra Fano e Fossombrone, avvenne un’importante battaglia contro l’esercito di Trasamondo.

In questa occasione Paolo Diacono ci racconta l’episodio di due giovani fratelli comandanti della retroguardia del re con i contingenti friulani: Ratchis, duca del Friuli, e Astolfo (entrambi destinati, anni dopo, a cingere la corona) e del coraggio misericordioso di Ratchis nei confronti di un aggressore spoletino (Paolo Diacono, HL VI, 56).

A Terni il re incontrò papa Zaccaria, al quale restituì i beni incamerati pochi anni prima e stabilì una pace ventennale. Roma s’impegnò a non allearsi con Spoleto e Benevento, e a non porre condizioni sulle iniziative del re contro i bizantini ed i loro domini in Italia.

Il nipote del re, Agiprando, divenne il nuovo duca di Spoleto.

Ma Trasamondo, ancora una volta, non si diede per vinto e alla morte di Liutprando nel 744, s’impossessò nuovamente del ducato di Spoleto. Morì un anno dopo.

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