A casa con i Longobardi | Giochi con i longobardi

In occasione dell’International Games Week, la Settimana internazionale dei giochi che coinvolge le biblioteche di tutto il mondo, la Biblioteca comunale “G. Carducci” nei giorni 12, 13 e14 novembre ha proposto un piccolo viaggio nel web tra fantasy, librogame e fumetti.  

E allora, oggi, interrompiamo il viaggio nel Ducato di Spoleto per parlare di come giocavano i Longobardi.

Pensate: la parola “palla” è longobarda e deriva da bàla. Quindi non solo barbari, non solo guerrieri, non solo fondatori del regno d’Italia ma anche calciatori o comunque inventori della parola palla nel senso di sfera, pallone, “cosa che rimbalza”. 

Tuttavia, tra gli svaghi di questo popolo prevale sicuramente la caccia.  Il ruolo fondamentale della caccia è attestato anche nell’Editto di Rotari dove è menzionata ben quarantadue volte. I Longobardi la praticavano non solo per procacciarsi cibo ma anche come modo per esorcizzare la guerra e come tale veniva insegnata ai maschi fin dalla giovane età.

In società sicuramente si praticavano giochi più tranquilli come quelli da tavolo, con pedine o altro. Il gioco del tavoliere, nelle sue molte varianti, era conosciuto tra le popolazioni germaniche e quindi anche dai Longobardi. Paolo Diacono ci ricorda la tragica partita al tavoliere di Rodolfo, re degli Eruli, mentre i suoi uomini venivano sconfitti dai Longobardi di Tato (Tatone) nei territori del Feld, a sud del Danubio, nel 508.

“Si scontrano in campo aperto le schiere di entrambi. Rodulfo schiera i suoi per la battaglia; egli, invece, non avendo dubbi sulla vittoria, rimane nell’accampamento a giocare al tavoliere” [Paolo Diacono, Historia Langobardorum, I-20].

Le Necropoli di Santo Stefano in Pertica e di Gallo a Cividale del Friuli hanno restituito, oltre a corredi molto preziosi, anche manufatti in osso per giocare.

Nella prima, nella ricca tomba maschile n. 24, sono stati rinvenuti dadi (tre esemplari in osso, con cinque facce lisce e una ad angoli rilevati), pedine (gruppo di 28 pedine in corno di cervo) e piastrine da gioco (gruppo di piastrine in osso di forma quadrangolare, con i lati sagomati a S, con occhio di dado entro due incisioni concentriche in ciascun quadrante).

Nella seconda, nella tomba maschile A, insieme al corredo d’armi erano presenti pedine da gioco anch’esse in osso.

Per chi si fosse incuriosito e volesse approfondire l’argomento può consultare “Il gioco nella società e nella cultura dell’alto medioevo. LXV Settimana di studio della Fondazione Centro italiano di studi sull’alto medioevo” (Spoleto, 20-26 aprile 2017), Spoleto 2018, pp. 153-189.

Chiudiamo ricordandovi la scatola gioco “Mettiti in gioco con i Longobardi” realizzata nel 2014 dall’Associazione Italia Langobardorum, grazie al contributo del MiBACT L77/2006, in collaborazione con la Vannini Editrice.

Un viaggio alla scoperta della storia, delle tradizioni e dei monumenti, non solo dei sette riconosciuti Patrimonio UNESCO, che i Longobardi hanno lasciato nella penisola italiana.

Ermelinda e Folco sono i protagonisti del viaggio che vi accompagneranno in quest’avventura; alla guida di un simpatico maggiolone la cugina Helga, appassionata di storia, vi svelerà, attraverso giochi ed enigmi, le 7 tappe del viaggio. Scoprirete insieme a loro i monumenti longobardi più importanti e meglio conservati esistenti sul territorio nazionale: il Tempietto longobardo a Cividale del Friuli (UD), il complesso monastico di San Salvatore – Santa Giulia, sede del Museo della città, con l’area archeologica del Capitolium a Brescia, il castrum di Castelseprio e Torba con la chiesa di Santa Maria foris portas (VA), il Tempietto del Campello sul Clitunno (PG), la Basilica di San Salvatore a Spoleto (PG), la Chiesa di Santa Sofia a Benevento con il chiostro che ospita il Museo del Sannio e, infine, il Santuario garganico di San Michele a Monte Sant’Angelo (FG). Altre le tappe da non perdere come Monza, Pavia, Ascoli Piceno e Ferentillo.

Dove trovare il gioco? Anche nella nostra Biblioteca comunale “G. Carducci”.

Buon lunedì con i Longobardi!

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