A casa con i Longobardi

Mancano pochi giorni al Natale e per gli Spoletini non è Natale se in casa non c’è l’attorta!

Il tipico dolce dalla caratteristica forma arrotolata, da qui il nome attorta, a base di mele e di frutta secca, la cui origine viene fatta risalire ai Longobardi. A quel popolo che di Spoleto aveva fatto la capitale dell’omonimo ducato. A quel popolo di conquistatori che, venuti in contatto con la popolazione della Penisola e i territori dell’impero bizantino, avevano preso dai costumi latini l’abitudine di preparare, sia pure in forma semplificata, la secunda mensa, ossia una portata dolce a conclusione del pasto più importante della giornata.

Utilizzavano principalmente frutta fresca colta sugli alberi come mele, mele cotogne, pere, ciliegie, pesche, fichi, sorbe, nespole fresca, oppure cotta e condita col miele. Anche la frutta secca come noci, nocciole, mandorle e castagne era una presenza fissa a tavola, in quanto garantiva un importante apporto nutritivo anche alle diete più povere dei ceti umili.

Ingredienti base, questi, non solo dell’attorta ma anche della gubana, il dolce tipico di Cividale del Friuli, la città che fu capitale del primo ducato longobardo in Italia. Leggende varie fanno risalire la gubana (da “guba” che in lingua slava significa “piega” per la forma ripiegata su sé stessa) addirittura ai Goti.

In entrambi i dolci gli ingredienti vengono posizionati su una base di pasta (nell’attorta sottile mentre nella gubana alta 2-3 cm e ben lievitata) che poi viene arrotolata su sé stessa e quindi, nell’attorta attorcigliata dandole la forma di una spirale, mentre nella gubana ripiegata in modo da farla sviluppare anche in altezza.

A tavola con re Rotari | Ricetta gubana di Cividale del FriuliDownload

A questo punto, per chi volesse cimentarsi in cucina, ecco le due ricette tratte dal quaderno didattico sull’alimentazione edito Associazione Italia Langobardorum: “Alla tavola di Re Rotari. Tradizioni alimentari e culinarie nell’Italia dei Longobardi”, Spoleto 2018.

Buon lunedì con i Longobardi e auguri per le prossime festività.

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