ENEIDE LETTA E DIPINTA

Domenica 8 agosto ore 21.00 | Visita alla mostra Stefano Di Stasio. Astanze | Spazio Collicola | Interpreti Elsa Agalbato, Francesco Biscione, Alberto Di Stasio

La sera dell’8 agosto sarà eccezionalmente possibile visitare al piano terra di Palazzo Collicola la mostra Stefano Di Stasio. Astanze, al cui interno verrà presentato al pubblico il monumentale dipinto Enea Eterno del 2011, a completamento del percorso espositivo della mostra personale e che diventerà, proiettato sulla scena dell’Arena Collicola, il tema principale di una serata di letture tratte dall’Eneide di Virgilio, nella traduzione di Cesare Vivaldi e nell’adattamento di Elsa Agalbato, da un’idea di Fabio Sargentini. Oltre alla stessa Agalbato, si alterneranno sul palcoscenico, per circa 90 minuti, gli attori Francesco Biscione e Alberto Di Stasio, in un’avvincente lettura tratta dai canti II, III, IV, XII del celebre poema virgiliano.

Breve sintesi dell’Eneide

Dopo sette anni di peregrinazione sul mare Enea e i suoi compagni, quasi giunti in Italia, sono costretti per una terribile tempesta ad approdare sulle coste africane della Libia. Qui vengono accolti dalla regina Didone che prega Enea di raccontarle la sua storia: la caduta della città di Troia, grazie all’inganno del cavallo dei greci, la perdita della moglie Creùsa, la fuga dalla città con pochi superstiti alla ricerca di una nuova patria, il viaggio verso Creta, nelle isole Strofadi, in Epiro, fino a giungere in Sicilia dove muore il padre Anchise.

Terminato il suo racconto Enea rimane ospite della regina Didone che s’innamora perdutamente di lui. Ma dopo un certo periodo trascorso con lei a Cartagine, viene sollecitato da Giove a riprendere il suo cammino per portare in fondo la sua missione. Abbandona la regina e riprende la via del mare. Didone furiosa e disperata, dopo aver giurato eterna inimicizia tra cartaginesi e troiani, si toglie la vita.

Partito da Cartagine, dopo altri sette anni di peripezie, Enea sbarca nel Lazio. Il re Latino accoglie i troiani con favore e generosità e, ricordandosi della predizione di un oracolo, capisce che Enea è l’uomo destinato a dominare l’Italia e a sposare sua figlia Lavinia che però era già stata promessa a Turno, il re dei Rutuli.

Ma ancora una volta Giunone decide di non rendere facile la vita di Enea, nonostante Venere, sua madre, corra sempre in suo aiuto, e riesce a dividere il popolo troiano da quello latino spingendoli alla guerra.

Il comando della lega dei Latini e dei Rutuli viene assunto da Turno, mentre Enea stringe alleanza con gli Arcadi e con gli Etruschi. La guerra è deflagrante, molti morti tra gli eserciti, i troiani sembrano in vantaggio e il re Latino infine si schiera decisamente con i troiani. Ma Turno vuole ancora combattere e cerca Enea per sfidarlo a duello, nonostante sua sorella Giuturna cerchi di distoglierlo da questo obiettivo.

Il destino e l’aiuto degli Dei sono però favorevoli ad Enea che, dopo aver ferito Turno, vedendo le armi del suo amico Pallante indossate dal re, lo finisce senza esitazione.
Questo sarà l’inizio della storia di Roma

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