Accadde a Spoleto: nel 1893 uno spettacolo di illusionismo al Teatro Nuovo

“Decapitazione naturale di un uomo vivente”, “la donna impalpabile”, “la fontana infernale”, “il diabolico gabinetto Dawenport [sic]”: sono sono alcune delle attrazioni promesse dalla Compagnia Eccentrica Italo-Inglese Reali Illusionisti, guidata da Mister Cesare Watry che negli ultimi giorni del luglio 1893 tiene ben quattro serate in cartellone al Teatro Nuovo di Spoleto.

Da qualche anno Cesare Watry – nome d’arte del ravennate Giovanni Girardi – gira l’Italia e l’Europa esibendosi, con la sua compagnia di affiatati performer – tra cui la moglie Delia Gialdi e l’amico Cesare Girardo – in eccentrici e fantasmagorici spettacoli di magia e di ipnotismo.

Spettacolo illusionismo | Luglio 1893

Le date di Spoleto si ricavano dagli splendidi manifesti illustrati dell’epoca, conservati alla Carducci di Spoleto e annotati da Rinaldo Gherghi, l’allora direttore della biblioteca.

Cesare Watry -figura importante per lo sviluppo dell’arte illusionistica in Italia – è personaggio ormai quasi dimenticato, a cui due testi di riferimento per la storia della magia come “Spettacolo Magico” di Vinicio Raimondi e “La nuova arte magica” di Silvan dedicano infatti poche note biografiche.

Quando si esibì a Spoleto, Watry era un astro nascente del mondo della magia, in grado di riempire i teatri e sbalordire le folle, in procinto di avventurarsi in grandi tournée in Spagna e in America Latina, prima di concludere la sua carriera di grande uomo di spettacolo come impresario teatrale negli anni ‘20 del ‘900. Oltre a mago e illusionista era un apprezzatissimo mnemotecnico tanto da venir chiamato “il nuovo Pico della Mirandola”.

Spoleto può apprezzare quindi un popolare interprete della magia negli ultimi anni del XIX secolo, in una temperie che rappresenta una sorta di età dell’oro dell’arte dell’illusionismo: prima della nascita del GrandGuignol a Parigi, nel vaudeville americano operano Adelaide Herrmann e Harry Kellar, a Londra muove i primi passi Harry Houdini, mentre in Italia è fonte di costante stupore il trasformismo mirabolante di Leopoldo Fregoli, personalità poliedrica che con Witry condivide tra l’altro l’intuizione di aver fuso insieme manipolazione e apparato visivo, avvalendosi delle prime proiezioni di immagini in movimento per aumentare il sortilegio scenico.

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