Giorno della Memoria: alcuni consigli di lettura scelti tra i nuovi acquisti della biblioteca

In occasione del Giorno della Memoria – ricorrenza internazionale che si celebra il 27 gennaio, giorno della liberazione di Auschwitz nel 1945, per commemorare le vittime dell’Olocausto – la Biblioteca propone una serie di percorsi di lettura sulla Shoah, scegliendo tra i libri e le opere che sono state acquistate di recente.

Opere di fiction o testimonianze documentali, graphic novel o classici rivisitati a fumetti, ricerche storiche o formulazioni sociologiche o psicologiche, sono tutti tasselli che servono a tentare di penetrare nelle sfaccettature di un immane tragedia e di analizzare le dinamiche di un orrore che ha segnato per sempre il nostro tempo.

Nell’elenco sono compresi – dalla biblioteca Carandente, specializzata in storia dell’arte contemporanea – cataloghi di artisti che hanno raccontato la tragedia dell’Olocausto o che hanno vissuto in prima persona l’esperienza dei campi di concentramento.

Per facilitare la consultazione all’interno della pagina, i volumi sono stati suddivisi per macro generi, indicando anche anche quei libri più orientati alla sensibilità e al linguaggio dei ragazzi:
👉 Romanzi, graphic novel e narrativa
👉 Saggistica
👉 Graphic novel e storie illustrate per ragazzi
👉 Romanzi e narrativa per ragazzi
👉 Cataloghi d’arte della biblioteca Carandente

Romanzi, graphic novel e narrativa Dora Bruder di Patrick Modiano (Guanda, 1998)



31 dicembre 1941. Sul “Paris-Soir” appare un annuncio: si cercano notizie di una ragazza di quindici anni, il suo nome è Dora Bruder. A denunciarne la scomparsa sono i genitori, ebrei emigrati da tempo in Francia. Quasi cinquant’anni dopo Patrick Modiano  – premio Nobel per la letteratura 2014 – si imbatte in quelle poche righe di giornale, in quella richiesta d’aiuto rimasta sospesa. Non sa niente di Dora, ma ne è ugualmente attratto: cerca di ricostruirne la vita, i motivi che l’hanno fatta scappare, cerca di immaginare le sue giornate nel periodo della fuga. A poco a poco ricompone la storia dei Bruder: la nascita della ragazza, le origini dei genitori, i loro trasferimenti, l’ultimo domicilio della famiglia. Modiano segue l’ombra di Dora per le vie di una città che conosce e ama, la Parigi dei quartieri periferici, degli hotel ormai chiusi da tempo, dei cinema che non esistono più. Sono luoghi che hanno vissuto la guerra e conosciuto l’atmosfera sinistra dell’occupazione. L’atmosfera in cui vive la stessa Dora fino a quando, otto mesi dopo la fuga, verrà deportata ad Auschwitz insieme al padre. Qui, dove comincia la Storia degli uomini, si chiude per sempre la storia privata di Dora in mezzo a quella di milioni di altre vittime. 

Diario (edizione integrale) di Etty Hillesum (Adelphi, 2012)



All’inizio di questo Diario, Etty è una giovane donna di Amsterdam, intensa e passionale. È ebrea, ma non osservante. I temi religiosi la attirano, e talvolta ne parla. Poi, a poco a poco, la realtà della persecuzione comincia a infiltrarsi fra le righe del diario. Etty registra le voci su amici scomparsi nei campi di concentramento, uccisi o imprigionati. Un giorno, davanti a un gruppo sparuto di alberi, trova il cartello: «Vietato agli ebrei». Un altro giorno, certi negozi vengono proibiti agli ebrei. Un altro giorno, gli ebrei non possono più usare la bicicletta. Ma, quanto più il cerchio si stringe, tanto più Etty sembra acquistare una straordinaria forza dell’anima. Non pensa un solo momento, anche se ne avrebbe l’occasione, a salvarsi. Pensa a come potrà essere d’aiuto ai tanti che stanno per condividere con lei il «destino di massa» della morte amministrata dalle autorità tedesche. Confinata a Westerbork, campo di transito da cui sarà mandata ad Auschwitz, Etty esalta persino in quel «pezzetto di brughiera recintato dal filo spinato» la sua capacità di essere un «cuore pensante». Se la tecnica nazista consisteva innanzitutto nel provocare l’avvilimento fisico e psichico delle vittime, si può dire che su Etty abbia provocato l’effetto contrario.

Maus di Art Spiegelman (Einaudi, 2000)



La storia di una famiglia ebraica tra gli anni della guerra e il presente, fra la Germania nazista e gli Stati Uniti. Un padre, scampato all’Olocausto, e un figlio che fa il cartoonist e cerca di trovare un ponte che lo leghi alla vicenda indicibile di suo padre. Una piccola struggente storia famigliare sullo sfondo della più immane tragedia del Novecento. Raccontato nella forma del fumetto: gli ebrei sono topi, i nazisti, gatti. Un libro imprescindibile, commovente e lieto, tragico e necessario, come la vita, che ottenne nel 1991 il premio Pulitzer. Un’opera autobiografica firmata da Art Spiegelman, autore i cui disegni e fumetti sono apparsi su numerosi quotidiani e riviste, dal «New York Times» al «Village Voice» e al «New Yorker», e sono stati esposti in musei e gallerie negli Stati Uniti e all’estero.

Heimat di Nora Krug (Einaudi Stile Libero, 2019)



Una giovane donna alla ricerca delle proprie radici che affondano nel periodo e nel luogo più complessi del Novecento: la Germania hitleriana. Nora Krug setaccia archivi, colleziona foto, scova cimeli, rievoca memorie per ricostruire le vicende della sua famiglia e comprendere che ruolo essa abbia avuto durante il Nazismo. Il risultato, poetico e commovente, è un romanzo a fumetti definito dal New York Times “Un modo geniale di fare i conti con il proprio passato”.

Miglior graphic novel 2018 per «The New York Times», «The Guardian» e «The Comics Beat», Vincitore del National Book Critics Circle Award nella categoria Autobiografie, Illustratrice dell’anno per il Moira Gemmill Prize del Victoria and Albert Museum.

Saggistica Salvarsi. Gli ebrei d’Italia sfuggiti alla Shoah. 1943-1945 di Liliana Picciotto (Einaudi, 2017)



Le toccanti storie e testimonianze sugli ebrei, italiani e no, che riuscirono a salvarsi dalla Shoah in Italia, da soli o con l’aiuto e il soccorso di altri. Gli ebrei sfuggiti alla Shoah in Italia furono piú dell’ottantuno per cento. Questo volume presenta i risultati del progetto «Memoria della salvezza» del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC), volto a riflettere su come essi abbiano potuto salvarsi malgrado le ricerche, gli arresti, le deportazioni, da parte delle autorità fasciste e naziste. Al contrario di quanto già descritto da Liliana Picciotto ne Il libro della memoria e in altri studi, si parla qui dunque del «rovescio della medaglia». Nessuno in precedenza si era posto, in modo sistematico e scientifico, la domanda su chi fossero i salvi e come mai si fossero salvati. Si toccano qui temi quali: che cosa sapevano gli ebrei in Italia della Shoah che infuriava già nell’Europa nazista? E che cosa ne sapeva la gente comune? Qual era il rischio per un normale cittadino che desse soccorso agli ebrei?

Non c’è una fine. Trasmettete la memoria di Auschwitz di Piotr M. A. Cywinski (Bollati Boringhieri, 2017)



Auschwitz è un simbolo potente. Ogni anno il luogo nel quale sorgeva il più grande campo di sterminio nazista viene visitato da più di un milione di visitatori, decine di migliaia dei quali provengono dall’Italia. C’è un’intera generazione ormai figlia del profondo significato che quel luogo ha assunto nel nostro tempo, figlia dei viaggi della memoria. Che cosa cercano quei ragazzi ad Auschwitz, che cosa cerchiamo tutti noi? Che storia ci racconta? Piotr Cywiński, direttore del Memoriale e Museo di Auschwitz-Birkenau, in questo libro duro e necessario, vibrante e appassionato, si confronta con queste domande e con i dilemmi che si nascondono in uno dei luoghi più terribili della storia dell’umanità.

Verso la soluzione finale – La conferenza di Wannsee di Peter Longerich (Einaudi, 2018)



La migliore e più accurata storia della conferenza di Wannsee del 20 gennaio 1942, che decise la soluzione finale. Un’indagine sulla follia dottrinaria e omicida del nazismo. Il 20 gennaio 1942 alcune figure di vertice del Terzo Reich si riunirono in una lussuosa villa a Wannsee, nei dintorni di Berlino. Peter Longerich fornisce un’accurata contestualizzazione del verbale della riunione perché le interpretazioni dei motivi che portarono a tenere la conferenza sono varie e contraddittorie. Tranne il verbale, non esistono altri documenti inerenti alla conferenza perché sono andati distrutti. La spiegazione di Longerich è che l’Olocausto non è stato attuato in seguito a una scelta determinata, ma fu il risultato di una politica antisemita di lunga durata, sottoposta a cambiamenti contingenti, e di un processo decisionale con cui Hitler diede vita a un vero e proprio programma di distruzione degli ebrei d’Europa, partendo da una generica e indefinita intenzione di distruggerli.

Il secolo infelice di Imre Kertész (Giunti, 2012)



Imre Kertés, uno degli scrittori ungheresi più importanti del XX secolo, Premio Nobel per la Letteratura nel 2002, nella propria esistenza, ha vissuto per ben due volte ‘L’innavicinabile‘: incarnato nei campi di sterminio di Auschwitz e Buchenwald, dove è stato recluso, e nella situazione storica in cui ha iniziato a raccontare la sua esperienza nei lager, ovvero sotto il tallone del regime comunista sovietico. ‘L’Olocausto e le condizioni di vita in cui scrivevo dell’Olocausto si erano fusi in modo indissolubile.’ L’Olocausto diventa allora un verbo coniugato al presente: è lo stato dal quale l’autore continua instancabilmente a inviarci messaggi e a costruire ponti per testimoniare la verità di quel ‘secolo infelice’ che ha preceduto l’inizio di questo millennio e vi è poi confluito. Ecco perché gli scritti raccolti nel libro non possono essere considerati propriamente ‘saggi’ ma, in modo più pregnante e corretto, devono essere definiti ‘approssimazioni’: resoconti lucidi, crudeli, talvolta ironici ma sempre impietosi, della realtà e della natura umana di cui chi narra ha conosciuto gli straordinari abissi.

1938Storia, racconto, memoria di AA.VV. (Giuntina, 2018)



A 80 anni dalla promulgazione delle “leggi razziali”, scrittori e storici si incontrano in questo volume che raccoglie, con lo spirito di un esperimento, tredici racconti ispirati da documenti ed eventi reali legati alla persecuzione dei diritti da parte del regime fascista. Pensando a un futuro prossimo in cui la memoria non sarà più trasmessa dai testimoni diretti ed esplorando quella linea di confine lungo la quale storia, racconto e ricordo possono interagire, questi testi, che coinvolgono e commuovono il lettore, aspirano nel loro insieme ad essere un laboratorio che stimoli riflessioni inedite sul futuro della Memoria stessa. I racconti di questa antologia costituiscono anche un monito contro il risorgere dell’intolleranza nella nostra società e contro ogni futura forma di discriminazione delle minoranze e dei più deboli.

Graphic novel e storie illustrate per ragazzi Mai più. Per non dimenticare di R. J. Palacio (Giunti, 2020)



Il debutto dell’autrice bestseller R.J. Palacio nel mondo della graphic novel, con un’indimenticabile storia che, ispirandosi a Wonder, parla di gentilezza e coraggio nel contesto della Seconda guerra mondiale. Il racconto prende le mosse proprio dal mondo di Wonder, dalle parole della nonna di Julian, che racconta la sua straziante storia: come lei, giovane ragazza ebrea, fu protetta e nascosta da una famiglia in un villaggio francese sotto occupazione nazista; come il ragazzo che lei e i suoi compagni di classe evitavano divenne il suo salvatore, nonché migliore amico. Un’esperienza commovente, che dimostra come la gentilezza possa cambiare un cuore, costruire ponti e perfino salvare vite. E come dice la nonna a Julian: “Ci vuole sempre coraggio per essere gentili, ma all’epoca, la gentilezza poteva costarti la vita”

La portinaia Apollonia di Lia Levi (Orecchio Acerbo, 2005)



Autunno 1943. Un bambino ebreo e una città occupata dai soldati tedeschi. Il padre non c’è. La madre lavora a casa e Daniel deve correre a fare la fila per comprare da mangiare. Ma è l’arcigna portinaia Apollonia, di sicuro una strega, a spaventarlo più di ogni cosa. Finché un giorno… Forse anche una strega può salvare un bambino? Superpremio Andersen Libro dell’Anno 2005 e miglior libro 6/9 anni.

Il baule dei segreti. La storia delle bambine sopravvissute ad Auschwitz di Andra e Tatiana Bucci (Mondadori, 2020)



1950. Nella soffitta della piccola casa di Trieste riposa un enorme baule. Quando Andra e Tati liberano i ganci dallo strato di polvere e sollevano il pesante coperchio, per un attimo è come tornare indietro nel tempo, perché in quel baule è racchiusa tutta la loro vita fino a oggi. Una scatola di caramelle, poche fotografie, un cucchiaio di latta, un cappottino in morbida lana, un fiore essiccato… Gli oggetti che a poco a poco emergono raccontano la storia di un’intera famiglia ebrea: la pace trovata a Fiume all’inizio del Novecento dopo un lungo peregrinare per l’Europa, l’entrata in vigore nel 1938 delle leggi razziali, l’arresto e la deportazione ad Auschwitz. Poi la Liberazione e, per loro bambine, i giorni tristi dell’orfanotrofio. Infine la rinascita e l’insperato ricongiungimento con i genitori.
La storia vera delle sorelle Bucci, in una edizione per ragazzi, accompagnata dall’intensità dei disegni di Elisabetta Stoinich; una storia che tra dramma e speranza ci invita a non dimenticare.

Anne Frank – Diario di Ari Folman e David Polonsky (Einaudi, 2017)



Il 12 giugno 1942, per il suo tredicesimo compleanno, Anne Frank riceve in regalo un diario. In quelle pagine l’indicibile orrore della persecuzione e della deportazione del popolo ebraico assume una dimensione quotidiana e insieme universale attraverso lo sguardo di una tredicenne ironica, vivace e profonda, animata da una grande voglia di vivere. Oggi, grazie allo sceneggiatore e regista Ari Folman (vincitore del Golden Globe per Valzer con Bashir) e all’illustratore David Polonsky, le parole di Anne si trasformano in una forma nuova che, però, ne mantiene intatto lo spirito. Anne da grande s’immaginava giornalista e scrittrice, e nel racconto per immagini emerge, con toccante chiarezza, la sua capacità di restituire la propria esistenza, ordinaria eppure straordinaria, grazie alla precisione dei dettagli: uno sguardo rubato tra i banchi di scuola, le piccole rivalità con una sorella apparentemente perfetta, il gesto amorevole di un padre in una notte in cui la paura toglie il sonno.

Romanzi e narrativa per ragazzi La ragazza col violino di Virginia Euwer Wolff (Mondadori Junior, 2020)



Pluripremiato romanzo per ragazzi che racconta la storia di Allegra, brillante violinista ammessa alle finali del più importante concorso per giovani musicisti scegliendo il concerto n. 4 di Mozart. Allegra vive in simbiosi con il suo strumento. E, grazie alla magia e alla poesia di quelle note, impara a conoscere se stessa e ad affrontare la pesante eredità delle sue radici, scoprendo la storia di sua nonna,
uccisa in un lager.

Viola dei 100 castelli di Angela Nanetti (Giunti Junior, 2016)



In ”Viola dei 100 castelli”, Angela Nanetti – che ha ricevuto il premio Andersen come migliore autrice nel 2003 – intreccia la tragedia dell’Olocausto con la difficile vita di una bambina ”diversa”, a raccontarci quanto il desiderio di resistere e la voglia di vivere possano aiutare a superare ogni difficoltà. Viola vive in una casa famiglia, una storia difficile alle spalle, una grande immaginazione e tanto coraggio nel cuore. Un incontro fortuito con un cane in fuga e un anziano misterioso, che scoprirà essere sopravvissuto al lager, in una cantina abitata da una macchia sul muro e da un pipistrello, teneri testimoni delle sue vicende, le cambieranno la vita.

Cataloghi d’arte della biblioteca Carandente Il tesoro ebraico di Praga (Mondadori, 1988)



Il tesoro ebraico di Praga è la prima di tre sezioni della mostra Meraviglie dal Ghetto tenuta a Ferrara nel 1988 a Palazzo dei Diamanti e a Palazzo Paradiso. La mostra è una riflessione sulla storia di un museo mai nato dei bene sottratti agli ebrei. L’esposizione è allestita con circa centocinquanta manufatti provenienti dall’allora Museo statale di Praga, oggi Museo Ebraico, in mostra per la prima volta in Europa.

Cagli, disegni di guerra (Silvana editore, 1971)



Nel 1938 l’artista Corrado Cagli è costretto a scegliere la strada dell’esilio, a seguito della proclamazione delle leggi razziali. Si stabilisce prima a Parigi e poi a New York. Nel 1941 si arruola nell’esercito americano e partecipa alle campagne di Belgio, Germania e Francia, tra cui lo Sbarco in Normandia. Memoria drammatica di quel periodo sono il ciclo di disegni sulla guerra, in particolare quelli realizzati a seguito della liberazione del campo di concentramento di Buchenwald.

Renzo Vespignani tra due guerre (Fratelli Pozzo editore, 1975)



Renzo Vespignani realizza grandi cicli pittorici come Tra due guerre, un’analisi inflessibile sul perbenismo e l’autoritarismo piccolo-borghese negli anni del fascismo in Italia. Con il bianco e il nero dell’inchiostro o dell’acquaforte indaga la realtà cruda e patetica, dove sono protagonisti il paesaggio urbano di periferia, le rovine, le macerie causate dai bombardamenti, la povertà del quotidiano e le tragiche vicende dell’olocausto.

Jozef Szajna, Venice Biennale Poland (Warsaw, Central Bureau of Art Exhibitions Zacheta, 1990)



Il pittore polacco Józef Szajna durante l’occupazione tedesca partecipa alla lotta antifascista. Viene arrestato e fatto prigioniero nei campi di concentramento di Auschwitz e Buchenwald. Durante la prigionia realizza disegni che costituiscono importanti memorie visive del campo di concentramento. Dopo la fine della guerra continua ad occuparsi di Auschwitz e nelle sue opere, pittura mista a collage e assemblaggio, si riflette la triste esperienza vissuta nei campi.

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