Calendar

Set
30
Gio
CAPOLAVORI DA MUSEO | Visite guidate tematiche nei musei
Set 30 giorno intero

CAPOLAVORI DA MUSEO
Visite guidate tematiche nei musei

SETTEMBRE 2021

Continuano anche le visite guidate tematiche Capolavori da Museo a cura di Sistema Museo, in collaborazione con la Direzione Regionale Musei dell’Umbria – Rocca Albornoz – Museo Nazionale del Ducato di Spoleto – Tempietto sul Clitunno, il Comune di Spoleto e il Comune di Campello sul Clitunno. Si tratta di speciali visite guidate tematiche alle collezioni dei musei della Spoleto Card.

Le visite guidate in programma sono l’occasione per approfondire e scoprire il prezioso patrimonio storico artistico di Spoleto e di Campello sul Clitunno.

CALENDARIO DELLE VISITE GUIDATE – SETTEMBRE 2021

Casa Romana
La domus romana, mosaici e pitture parietali
dal giovedì alla domenica ore 15:30

Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo
Il ciclo pittorico e l’affresco di Thomas Becket
dal venerdì alla domenica ore 17:00

Palazzo Collicola
Le mostre temporanee
giovedì ore 18:00 – Giovanni Carandente. Archives and Documents
giovedì ore 18:00 – Astanze di Stefano Di Stasio
giovedì ore 18:00 – Work in progress – opere della collezione Marignoli di Montecorona
giovedì ore 18:00 – Disegni di Giuseppe Penone

Una nobile passeggiata
dal venerdì alla domenica ore 18:00

Tempietto sul Clitunno
Un monumento che affascina da secoli
dal venerdì alla domenica ore 19:00

Tariffe di partecipazione
Intero € 4,00
Ridotto € 3,00 dai 7 ai 17 anni e per i possessori della Spoleto Card
Gratuito fino a 6 anni
Previo acquisto del biglietto di ingresso al museo.

La partecipazione alle visite guidate prevede il rispetto dell’attuale normativa Covid-19.
Le visite guidate sono a numero chiuso e la prenotazione è obbligatoria fino ad esaurimento posti.

Informazioni e prenotazioni:
Sistema Museo | dal mercoledì al lunedì | 0743.46434 | spoleto@sistemamuseo.it

DALL’ALTO DELLE TORRI | Visite guidate ai percorsi difensivi della fortezza @ Rocca Albornoz - Museo Nazionale del Ducato di Spoleto
Set 30 giorno intero
<!--:it-->DALL'ALTO DELLE TORRI | Visite guidate ai percorsi difensivi della fortezza<!--:--><!--:en-->FROM ABOVE THE TOWERS |  Guided tours of the defensive walkways of the fortress<!--:--> @ Rocca Albornoz - Museo Nazionale del Ducato di Spoleto

Rocca Albornoz – Museo Nazionale del Ducato di Spoleto
DALL’ALTO DELLE TORRI
Visite guidate ai percorsi difensivi della fortezza

A partire da sabato 31 luglio 2021 tornano le visite guidate ai percorsi difensivi della Rocca Albornoz.
Sistema Museo in collaborazione con la Direzione Regionale Musei dell’Umbria – Rocca Albornoz – Museo Nazionale del Ducato di Spoleto promuove delle speciali visite guidate ai camminamenti difensivi della fortezza da cui è possibile dominare la vallata e ammirare l’affascinante panorama. Le visite consentiranno di mettere in relazione il paesaggio con la funzione difensiva della fortezza e la sua posizione strategica nel territorio.

Le visite ai percorsi difensivi sono in programma:
lunedì e giovedì – ore 10:00 – 11:00 – 12:00
venerdì, sabato, domenica e festivi – ore 10:00 – 11:00 – 12:00 – 16:00 – 17:00

Tariffe di partecipazione
Intero € 4,00
Ridotto € 3,00 dai 7 ai 17 anni e per i possessori della Spoleto Card
Gratuito fino a 6 anni
Previo acquisto del biglietto di ingresso al monumento.

La partecipazione alle visite guidate prevede il rispetto dell’attuale normativa Covid-19.
Le visite guidate sono a numero chiuso e la prenotazione è obbligatoria fino ad esaurimento posti.

Informazioni e prenotazioni:
dal giovedì alla domenica e lunedì
Sistema Museo 0743.224952
museoducatospoleto@sistemamuseo.it

Mostra | FRAMMENTI DI MEMORIE. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano
Set 30 giorno intero

Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal 26 settembre 2021 al 6 gennaio 2022
Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina

Fino al 6 gennaio nel giardino del Teatro romano e nelle sale del Museo archeologico nazionale di Spoleto saranno esposti alcuni manufatti del piano di riuso delle macerie realizzato dall’arch. Matteo Ferroni per il Comune di Norcia, messi a confronto con alcuni reperti archeologici della Valnerina. La mostra, intitolata Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina sarà inaugurata dalla direttrice Silvia Casciarri domenica 26 settembre alle ore 11.

L’allestimento mette a confronto due modalità di ricostruzione. Da una parte la ricomposizione filologica dei frammenti archeologici in oggetti originari e dall’altra la ricomposizione dei frammenti architettonici in nuove forme e nuove funzioni.

Orario di apertura:
Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal mercoledì alla domenica 8:30–19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
chiuso lunedì e martedì

Mostra | INCANTO TARDOGOTICO. Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus @ Museo Diocesano
Set 30 giorno intero

Dal 15 giugno al 7 novembre, grazie alla preziosa collaborazione dei Musei Vaticani, verrà riunito e sarà visibile per la prima volta il trittico composto dalla Madonna in trono con il Bambino e gli angeli, attualmente custodito nel Museo Diocesano di Spoleto, e dagli scomparti laterali con le raffigurazioni di Santa Paola Romana e Santa Eustochio che, scampati alla furia del terremoto del 1703, entrarono nel mercato dei collezionisti e sono documentati in Vaticano a partire dal 1867.

La mostra, dal titolo Incanto tardogotico. Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus, è curata da Adele Breda, referente del Reparto per l’Arte Bizantino-medievale dei Musei Vaticani, da Stefania Nardicchi, Conservatore del Museo Diocesano di Spoleto, e da Anna Pizzamano, Dottoranda in “Storia e Beni Culturali della Chiesa” presso la Pontificia Università Gregoriana.

In occasione del recente restauro dei due scomparti laterali conservati all’interno della Collezione Vaticana, riportanti le immagini di due sante poco note, Paola Romana ed Eustochio, madre e figlia che vissero all’epoca di San Girolamo (fine IV secolo), se ne è approfondito lo studio e si è cercato di trovare lo scomparto centrale perduto. Le ricerche hanno individuato al Museo Diocesano di Spoleto una tavola frammentata, dove è rappresentata una Madonna in trono col Bambino tra due angeli. Il dipinto, seppur mancante della parte inferiore, è stato riconosciuto come parte centrale del trittico. L’opera ornava in origine l’altare della chiesa di Santa Maria presso il castello di Abeto di Preci, da cui l’appellativo di Maria Santissima di Piè di Castello.

La Madonna di Spoleto è stata trasferita al Gabinetto di Ricerche Scientifiche applicate ai Beni Culturali dei Musei Vaticani, dove i diversi componenti sono stati esaminati a fondo: l’essenza lignea, i pigmenti, le incisioni e i punzoni ne hanno confermato la piena compatibilità. Con l’intento di approfondire lo studio di un pittore di elevatissima qualità non abbastanza noto, è stata selezionata anche un’opera più tarda del medesimo maestro da mettere a confronto, la Madonna in trono col Bambino tra due angeli, oggi custodita nel Museo di Arte Sacra e Religiosità Popolare “Beato Angelico” di Vicchio del Mugello.

Sono diversi i motivi che hanno condotto a questa scelta. Si tratta, infatti, di polittici realizzati da una delle botteghe fiorentine più raffinate e ricercate del tempo, destinati all’arredo liturgico di cappelle e pievi delle zone rurali di Umbria e Toscana. La sopravvivenza della sola tavola con la Madonna, sia nel caso di Abeto di Preci che in quello di Vicchio, attesta, altresì, una devozione mai interrotta e un legame affettivo e plurisecolare con il territorio, che ha resistito anche alla dispersione degli scomparti laterali. Grazie a questo accostamento è anche possibile intuire le dimensioni originarie della Madonna di Spoleto, gravemente danneggiata nel terremoto del 1703.

Due momenti del percorso stilistico del Maestro della Madonna Straus, attivo a Firenze tra il 1385 e il 1415, un pittore che, da un iniziale neogiottismo, lentamente si apre al nuovo stile internazionale, accogliendo in parte i modi di Lorenzo Monaco e di Gherardo Starnina, ma mantenendo sempre una sua originale arcaicità.

Titolo: Incanto Tardogotico, Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus
Sede: Spoleto, Museo Diocesano
Periodo: 15 giugno -7 novembre 2021
Catalogo: edito da Quattroemme, Perugia
Orari: Tutti giorni dalle 11 alle 18. Giorno di chiusura lunedì
Biglietti: Euro 5,00; gratuito fino a 6 anni e disabili con accompagnatore

Informazioni:
Tel.+39 0577 286300 – duomospoleto@operalaboratori.com
www.spoletonorcia.it

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Set 30 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

Facebook: Cinéma Sala Pegasus
cinemasalapegasus@gmail.com
Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
Facebook: Cinema Sala Frau
cinemasalafrau@gmail.com
Tel. 0743/522177

Per ricevere la NEWSLETTER invia una e-mail all’indirizzo cinemasalapegasus@gmail.com

Tour individuali di Spoleto @ Spoleto, partenza da Piazza della Libertà
Set 30 giorno intero

SPOLETO TOUR INDIVIDUALI

TUTTI I GIORNI previa prenotazione
Mattina: ore 10.00
Pomeriggio: ore 16.00

Itinerario (durata 2 ore): Partenza da Piazza della Libertà, visita del Teatro Romano, Arco di Druso e Germanico, Piazza del Mercato, Cattedrale, Giro della Rocca per ammirare la Rocca Albornoziana e il Ponte delle Torri
Ritrovo: in Piazza della Libertà, di fronte all’info point, 10 minuti prima della partenza

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

Per info e prenotazioni:
Tel. 075 815227/28
numero emergenze: 339 3390103
e-mail: info@assoguide.it

Visite guidate a cura di AGTU (Associazione Guide Turistiche Umbria)

Ott
1
Ven
Mostra | FRAMMENTI DI MEMORIE. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano
Ott 1 giorno intero

Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal 26 settembre 2021 al 6 gennaio 2022
Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina

Fino al 6 gennaio nel giardino del Teatro romano e nelle sale del Museo archeologico nazionale di Spoleto saranno esposti alcuni manufatti del piano di riuso delle macerie realizzato dall’arch. Matteo Ferroni per il Comune di Norcia, messi a confronto con alcuni reperti archeologici della Valnerina. La mostra, intitolata Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina sarà inaugurata dalla direttrice Silvia Casciarri domenica 26 settembre alle ore 11.

L’allestimento mette a confronto due modalità di ricostruzione. Da una parte la ricomposizione filologica dei frammenti archeologici in oggetti originari e dall’altra la ricomposizione dei frammenti architettonici in nuove forme e nuove funzioni.

Orario di apertura:
Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal mercoledì alla domenica 8:30–19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
chiuso lunedì e martedì

Mostra | INCANTO TARDOGOTICO. Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus @ Museo Diocesano
Ott 1 giorno intero

Dal 15 giugno al 7 novembre, grazie alla preziosa collaborazione dei Musei Vaticani, verrà riunito e sarà visibile per la prima volta il trittico composto dalla Madonna in trono con il Bambino e gli angeli, attualmente custodito nel Museo Diocesano di Spoleto, e dagli scomparti laterali con le raffigurazioni di Santa Paola Romana e Santa Eustochio che, scampati alla furia del terremoto del 1703, entrarono nel mercato dei collezionisti e sono documentati in Vaticano a partire dal 1867.

La mostra, dal titolo Incanto tardogotico. Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus, è curata da Adele Breda, referente del Reparto per l’Arte Bizantino-medievale dei Musei Vaticani, da Stefania Nardicchi, Conservatore del Museo Diocesano di Spoleto, e da Anna Pizzamano, Dottoranda in “Storia e Beni Culturali della Chiesa” presso la Pontificia Università Gregoriana.

In occasione del recente restauro dei due scomparti laterali conservati all’interno della Collezione Vaticana, riportanti le immagini di due sante poco note, Paola Romana ed Eustochio, madre e figlia che vissero all’epoca di San Girolamo (fine IV secolo), se ne è approfondito lo studio e si è cercato di trovare lo scomparto centrale perduto. Le ricerche hanno individuato al Museo Diocesano di Spoleto una tavola frammentata, dove è rappresentata una Madonna in trono col Bambino tra due angeli. Il dipinto, seppur mancante della parte inferiore, è stato riconosciuto come parte centrale del trittico. L’opera ornava in origine l’altare della chiesa di Santa Maria presso il castello di Abeto di Preci, da cui l’appellativo di Maria Santissima di Piè di Castello.

La Madonna di Spoleto è stata trasferita al Gabinetto di Ricerche Scientifiche applicate ai Beni Culturali dei Musei Vaticani, dove i diversi componenti sono stati esaminati a fondo: l’essenza lignea, i pigmenti, le incisioni e i punzoni ne hanno confermato la piena compatibilità. Con l’intento di approfondire lo studio di un pittore di elevatissima qualità non abbastanza noto, è stata selezionata anche un’opera più tarda del medesimo maestro da mettere a confronto, la Madonna in trono col Bambino tra due angeli, oggi custodita nel Museo di Arte Sacra e Religiosità Popolare “Beato Angelico” di Vicchio del Mugello.

Sono diversi i motivi che hanno condotto a questa scelta. Si tratta, infatti, di polittici realizzati da una delle botteghe fiorentine più raffinate e ricercate del tempo, destinati all’arredo liturgico di cappelle e pievi delle zone rurali di Umbria e Toscana. La sopravvivenza della sola tavola con la Madonna, sia nel caso di Abeto di Preci che in quello di Vicchio, attesta, altresì, una devozione mai interrotta e un legame affettivo e plurisecolare con il territorio, che ha resistito anche alla dispersione degli scomparti laterali. Grazie a questo accostamento è anche possibile intuire le dimensioni originarie della Madonna di Spoleto, gravemente danneggiata nel terremoto del 1703.

Due momenti del percorso stilistico del Maestro della Madonna Straus, attivo a Firenze tra il 1385 e il 1415, un pittore che, da un iniziale neogiottismo, lentamente si apre al nuovo stile internazionale, accogliendo in parte i modi di Lorenzo Monaco e di Gherardo Starnina, ma mantenendo sempre una sua originale arcaicità.

Titolo: Incanto Tardogotico, Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus
Sede: Spoleto, Museo Diocesano
Periodo: 15 giugno -7 novembre 2021
Catalogo: edito da Quattroemme, Perugia
Orari: Tutti giorni dalle 11 alle 18. Giorno di chiusura lunedì
Biglietti: Euro 5,00; gratuito fino a 6 anni e disabili con accompagnatore

Informazioni:
Tel.+39 0577 286300 – duomospoleto@operalaboratori.com
www.spoletonorcia.it

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Ott 1 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

Facebook: Cinéma Sala Pegasus
cinemasalapegasus@gmail.com
Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
Facebook: Cinema Sala Frau
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Tel. 0743/522177

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Ott
2
Sab
Mostra | FRAMMENTI DI MEMORIE. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano
Ott 2 giorno intero

Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal 26 settembre 2021 al 6 gennaio 2022
Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina

Fino al 6 gennaio nel giardino del Teatro romano e nelle sale del Museo archeologico nazionale di Spoleto saranno esposti alcuni manufatti del piano di riuso delle macerie realizzato dall’arch. Matteo Ferroni per il Comune di Norcia, messi a confronto con alcuni reperti archeologici della Valnerina. La mostra, intitolata Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina sarà inaugurata dalla direttrice Silvia Casciarri domenica 26 settembre alle ore 11.

L’allestimento mette a confronto due modalità di ricostruzione. Da una parte la ricomposizione filologica dei frammenti archeologici in oggetti originari e dall’altra la ricomposizione dei frammenti architettonici in nuove forme e nuove funzioni.

Orario di apertura:
Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal mercoledì alla domenica 8:30–19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
chiuso lunedì e martedì

Mostra | INCANTO TARDOGOTICO. Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus @ Museo Diocesano
Ott 2 giorno intero

Dal 15 giugno al 7 novembre, grazie alla preziosa collaborazione dei Musei Vaticani, verrà riunito e sarà visibile per la prima volta il trittico composto dalla Madonna in trono con il Bambino e gli angeli, attualmente custodito nel Museo Diocesano di Spoleto, e dagli scomparti laterali con le raffigurazioni di Santa Paola Romana e Santa Eustochio che, scampati alla furia del terremoto del 1703, entrarono nel mercato dei collezionisti e sono documentati in Vaticano a partire dal 1867.

La mostra, dal titolo Incanto tardogotico. Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus, è curata da Adele Breda, referente del Reparto per l’Arte Bizantino-medievale dei Musei Vaticani, da Stefania Nardicchi, Conservatore del Museo Diocesano di Spoleto, e da Anna Pizzamano, Dottoranda in “Storia e Beni Culturali della Chiesa” presso la Pontificia Università Gregoriana.

In occasione del recente restauro dei due scomparti laterali conservati all’interno della Collezione Vaticana, riportanti le immagini di due sante poco note, Paola Romana ed Eustochio, madre e figlia che vissero all’epoca di San Girolamo (fine IV secolo), se ne è approfondito lo studio e si è cercato di trovare lo scomparto centrale perduto. Le ricerche hanno individuato al Museo Diocesano di Spoleto una tavola frammentata, dove è rappresentata una Madonna in trono col Bambino tra due angeli. Il dipinto, seppur mancante della parte inferiore, è stato riconosciuto come parte centrale del trittico. L’opera ornava in origine l’altare della chiesa di Santa Maria presso il castello di Abeto di Preci, da cui l’appellativo di Maria Santissima di Piè di Castello.

La Madonna di Spoleto è stata trasferita al Gabinetto di Ricerche Scientifiche applicate ai Beni Culturali dei Musei Vaticani, dove i diversi componenti sono stati esaminati a fondo: l’essenza lignea, i pigmenti, le incisioni e i punzoni ne hanno confermato la piena compatibilità. Con l’intento di approfondire lo studio di un pittore di elevatissima qualità non abbastanza noto, è stata selezionata anche un’opera più tarda del medesimo maestro da mettere a confronto, la Madonna in trono col Bambino tra due angeli, oggi custodita nel Museo di Arte Sacra e Religiosità Popolare “Beato Angelico” di Vicchio del Mugello.

Sono diversi i motivi che hanno condotto a questa scelta. Si tratta, infatti, di polittici realizzati da una delle botteghe fiorentine più raffinate e ricercate del tempo, destinati all’arredo liturgico di cappelle e pievi delle zone rurali di Umbria e Toscana. La sopravvivenza della sola tavola con la Madonna, sia nel caso di Abeto di Preci che in quello di Vicchio, attesta, altresì, una devozione mai interrotta e un legame affettivo e plurisecolare con il territorio, che ha resistito anche alla dispersione degli scomparti laterali. Grazie a questo accostamento è anche possibile intuire le dimensioni originarie della Madonna di Spoleto, gravemente danneggiata nel terremoto del 1703.

Due momenti del percorso stilistico del Maestro della Madonna Straus, attivo a Firenze tra il 1385 e il 1415, un pittore che, da un iniziale neogiottismo, lentamente si apre al nuovo stile internazionale, accogliendo in parte i modi di Lorenzo Monaco e di Gherardo Starnina, ma mantenendo sempre una sua originale arcaicità.

Titolo: Incanto Tardogotico, Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus
Sede: Spoleto, Museo Diocesano
Periodo: 15 giugno -7 novembre 2021
Catalogo: edito da Quattroemme, Perugia
Orari: Tutti giorni dalle 11 alle 18. Giorno di chiusura lunedì
Biglietti: Euro 5,00; gratuito fino a 6 anni e disabili con accompagnatore

Informazioni:
Tel.+39 0577 286300 – duomospoleto@operalaboratori.com
www.spoletonorcia.it

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Ott 2 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

Facebook: Cinéma Sala Pegasus
cinemasalapegasus@gmail.com
Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
Facebook: Cinema Sala Frau
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Tel. 0743/522177

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Ott
3
Dom
Mostra | FRAMMENTI DI MEMORIE. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano
Ott 3 giorno intero

Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal 26 settembre 2021 al 6 gennaio 2022
Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina

Fino al 6 gennaio nel giardino del Teatro romano e nelle sale del Museo archeologico nazionale di Spoleto saranno esposti alcuni manufatti del piano di riuso delle macerie realizzato dall’arch. Matteo Ferroni per il Comune di Norcia, messi a confronto con alcuni reperti archeologici della Valnerina. La mostra, intitolata Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina sarà inaugurata dalla direttrice Silvia Casciarri domenica 26 settembre alle ore 11.

L’allestimento mette a confronto due modalità di ricostruzione. Da una parte la ricomposizione filologica dei frammenti archeologici in oggetti originari e dall’altra la ricomposizione dei frammenti architettonici in nuove forme e nuove funzioni.

Orario di apertura:
Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal mercoledì alla domenica 8:30–19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
chiuso lunedì e martedì

Mostra | INCANTO TARDOGOTICO. Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus @ Museo Diocesano
Ott 3 giorno intero

Dal 15 giugno al 7 novembre, grazie alla preziosa collaborazione dei Musei Vaticani, verrà riunito e sarà visibile per la prima volta il trittico composto dalla Madonna in trono con il Bambino e gli angeli, attualmente custodito nel Museo Diocesano di Spoleto, e dagli scomparti laterali con le raffigurazioni di Santa Paola Romana e Santa Eustochio che, scampati alla furia del terremoto del 1703, entrarono nel mercato dei collezionisti e sono documentati in Vaticano a partire dal 1867.

La mostra, dal titolo Incanto tardogotico. Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus, è curata da Adele Breda, referente del Reparto per l’Arte Bizantino-medievale dei Musei Vaticani, da Stefania Nardicchi, Conservatore del Museo Diocesano di Spoleto, e da Anna Pizzamano, Dottoranda in “Storia e Beni Culturali della Chiesa” presso la Pontificia Università Gregoriana.

In occasione del recente restauro dei due scomparti laterali conservati all’interno della Collezione Vaticana, riportanti le immagini di due sante poco note, Paola Romana ed Eustochio, madre e figlia che vissero all’epoca di San Girolamo (fine IV secolo), se ne è approfondito lo studio e si è cercato di trovare lo scomparto centrale perduto. Le ricerche hanno individuato al Museo Diocesano di Spoleto una tavola frammentata, dove è rappresentata una Madonna in trono col Bambino tra due angeli. Il dipinto, seppur mancante della parte inferiore, è stato riconosciuto come parte centrale del trittico. L’opera ornava in origine l’altare della chiesa di Santa Maria presso il castello di Abeto di Preci, da cui l’appellativo di Maria Santissima di Piè di Castello.

La Madonna di Spoleto è stata trasferita al Gabinetto di Ricerche Scientifiche applicate ai Beni Culturali dei Musei Vaticani, dove i diversi componenti sono stati esaminati a fondo: l’essenza lignea, i pigmenti, le incisioni e i punzoni ne hanno confermato la piena compatibilità. Con l’intento di approfondire lo studio di un pittore di elevatissima qualità non abbastanza noto, è stata selezionata anche un’opera più tarda del medesimo maestro da mettere a confronto, la Madonna in trono col Bambino tra due angeli, oggi custodita nel Museo di Arte Sacra e Religiosità Popolare “Beato Angelico” di Vicchio del Mugello.

Sono diversi i motivi che hanno condotto a questa scelta. Si tratta, infatti, di polittici realizzati da una delle botteghe fiorentine più raffinate e ricercate del tempo, destinati all’arredo liturgico di cappelle e pievi delle zone rurali di Umbria e Toscana. La sopravvivenza della sola tavola con la Madonna, sia nel caso di Abeto di Preci che in quello di Vicchio, attesta, altresì, una devozione mai interrotta e un legame affettivo e plurisecolare con il territorio, che ha resistito anche alla dispersione degli scomparti laterali. Grazie a questo accostamento è anche possibile intuire le dimensioni originarie della Madonna di Spoleto, gravemente danneggiata nel terremoto del 1703.

Due momenti del percorso stilistico del Maestro della Madonna Straus, attivo a Firenze tra il 1385 e il 1415, un pittore che, da un iniziale neogiottismo, lentamente si apre al nuovo stile internazionale, accogliendo in parte i modi di Lorenzo Monaco e di Gherardo Starnina, ma mantenendo sempre una sua originale arcaicità.

Titolo: Incanto Tardogotico, Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus
Sede: Spoleto, Museo Diocesano
Periodo: 15 giugno -7 novembre 2021
Catalogo: edito da Quattroemme, Perugia
Orari: Tutti giorni dalle 11 alle 18. Giorno di chiusura lunedì
Biglietti: Euro 5,00; gratuito fino a 6 anni e disabili con accompagnatore

Informazioni:
Tel.+39 0577 286300 – duomospoleto@operalaboratori.com
www.spoletonorcia.it

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Ott 3 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

Facebook: Cinéma Sala Pegasus
cinemasalapegasus@gmail.com
Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
Facebook: Cinema Sala Frau
cinemasalafrau@gmail.com
Tel. 0743/522177

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DALL’ALTO DELLE TORRI – visita guidata SPOLETO CARD @ Rocca Albornoz - Museo Nazionale del Ducato di Spoleto
Ott 3@11:30

Le visite guidate tematiche nei musei e i trekking in città sono GRATUITI per i POSSESSORI della SPOLETO CARD.

Le visite guidate tematiche e i trekking in città sono SOLO SU PRENOTAZIONE e A NUMERO CHIUSO.

Per i TREKKING IN CITTA’ la PRENOTAZIONE è OBBLIGATORIA entro le ore 18.00 del sabato precedente.

La partecipazione alle visite guidate prevede il rispetto dell’attuale normativa Covid-19.

Coloro che non hanno la SPOLETO CARD potranno partecipare:
– alle VISITE GUIDATE TEMATICHE nei musei con una tariffa di € 3,00 a persona, oltre il biglietto del museo.
– ai TREKKING IN CITTA’ con una tariffa di € 5,00 a persona, oltre il biglietto del museo dove previsto.

La SPOLETO CARD è un biglietto cumulativo che consente di accedere a numerosi siti museali del territorio e usufruire di particolari vantaggi.

La SPOLETO CARD si può acquistare nei siti museali aderenti ed è valida 7 giorni.

TARIFFE SPOLETO CARD:
Red Card: € 9,50
Green Card: € 8,00 (dai 15 ai 25 anni, oltre 65 anni, gruppi)
A cura di: Sistema Museo, in collaborazione con il Comune di Spoleto.

Per informazioni e prenotazioni:
Soc. Coop. Sistema Museo
Tel e fax 0743 46434 – 0743 224952
E-mail: info@spoletocard.it
Sito web: www.spoletocard.it

Ott
4
Lun
Mostra | INCANTO TARDOGOTICO. Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus @ Museo Diocesano
Ott 4 giorno intero

Dal 15 giugno al 7 novembre, grazie alla preziosa collaborazione dei Musei Vaticani, verrà riunito e sarà visibile per la prima volta il trittico composto dalla Madonna in trono con il Bambino e gli angeli, attualmente custodito nel Museo Diocesano di Spoleto, e dagli scomparti laterali con le raffigurazioni di Santa Paola Romana e Santa Eustochio che, scampati alla furia del terremoto del 1703, entrarono nel mercato dei collezionisti e sono documentati in Vaticano a partire dal 1867.

La mostra, dal titolo Incanto tardogotico. Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus, è curata da Adele Breda, referente del Reparto per l’Arte Bizantino-medievale dei Musei Vaticani, da Stefania Nardicchi, Conservatore del Museo Diocesano di Spoleto, e da Anna Pizzamano, Dottoranda in “Storia e Beni Culturali della Chiesa” presso la Pontificia Università Gregoriana.

In occasione del recente restauro dei due scomparti laterali conservati all’interno della Collezione Vaticana, riportanti le immagini di due sante poco note, Paola Romana ed Eustochio, madre e figlia che vissero all’epoca di San Girolamo (fine IV secolo), se ne è approfondito lo studio e si è cercato di trovare lo scomparto centrale perduto. Le ricerche hanno individuato al Museo Diocesano di Spoleto una tavola frammentata, dove è rappresentata una Madonna in trono col Bambino tra due angeli. Il dipinto, seppur mancante della parte inferiore, è stato riconosciuto come parte centrale del trittico. L’opera ornava in origine l’altare della chiesa di Santa Maria presso il castello di Abeto di Preci, da cui l’appellativo di Maria Santissima di Piè di Castello.

La Madonna di Spoleto è stata trasferita al Gabinetto di Ricerche Scientifiche applicate ai Beni Culturali dei Musei Vaticani, dove i diversi componenti sono stati esaminati a fondo: l’essenza lignea, i pigmenti, le incisioni e i punzoni ne hanno confermato la piena compatibilità. Con l’intento di approfondire lo studio di un pittore di elevatissima qualità non abbastanza noto, è stata selezionata anche un’opera più tarda del medesimo maestro da mettere a confronto, la Madonna in trono col Bambino tra due angeli, oggi custodita nel Museo di Arte Sacra e Religiosità Popolare “Beato Angelico” di Vicchio del Mugello.

Sono diversi i motivi che hanno condotto a questa scelta. Si tratta, infatti, di polittici realizzati da una delle botteghe fiorentine più raffinate e ricercate del tempo, destinati all’arredo liturgico di cappelle e pievi delle zone rurali di Umbria e Toscana. La sopravvivenza della sola tavola con la Madonna, sia nel caso di Abeto di Preci che in quello di Vicchio, attesta, altresì, una devozione mai interrotta e un legame affettivo e plurisecolare con il territorio, che ha resistito anche alla dispersione degli scomparti laterali. Grazie a questo accostamento è anche possibile intuire le dimensioni originarie della Madonna di Spoleto, gravemente danneggiata nel terremoto del 1703.

Due momenti del percorso stilistico del Maestro della Madonna Straus, attivo a Firenze tra il 1385 e il 1415, un pittore che, da un iniziale neogiottismo, lentamente si apre al nuovo stile internazionale, accogliendo in parte i modi di Lorenzo Monaco e di Gherardo Starnina, ma mantenendo sempre una sua originale arcaicità.

Titolo: Incanto Tardogotico, Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus
Sede: Spoleto, Museo Diocesano
Periodo: 15 giugno -7 novembre 2021
Catalogo: edito da Quattroemme, Perugia
Orari: Tutti giorni dalle 11 alle 18. Giorno di chiusura lunedì
Biglietti: Euro 5,00; gratuito fino a 6 anni e disabili con accompagnatore

Informazioni:
Tel.+39 0577 286300 – duomospoleto@operalaboratori.com
www.spoletonorcia.it

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Ott 4 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

Facebook: Cinéma Sala Pegasus
cinemasalapegasus@gmail.com
Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
Facebook: Cinema Sala Frau
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Tel. 0743/522177

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Ott
5
Mar
Mostra | INCANTO TARDOGOTICO. Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus @ Museo Diocesano
Ott 5 giorno intero

Dal 15 giugno al 7 novembre, grazie alla preziosa collaborazione dei Musei Vaticani, verrà riunito e sarà visibile per la prima volta il trittico composto dalla Madonna in trono con il Bambino e gli angeli, attualmente custodito nel Museo Diocesano di Spoleto, e dagli scomparti laterali con le raffigurazioni di Santa Paola Romana e Santa Eustochio che, scampati alla furia del terremoto del 1703, entrarono nel mercato dei collezionisti e sono documentati in Vaticano a partire dal 1867.

La mostra, dal titolo Incanto tardogotico. Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus, è curata da Adele Breda, referente del Reparto per l’Arte Bizantino-medievale dei Musei Vaticani, da Stefania Nardicchi, Conservatore del Museo Diocesano di Spoleto, e da Anna Pizzamano, Dottoranda in “Storia e Beni Culturali della Chiesa” presso la Pontificia Università Gregoriana.

In occasione del recente restauro dei due scomparti laterali conservati all’interno della Collezione Vaticana, riportanti le immagini di due sante poco note, Paola Romana ed Eustochio, madre e figlia che vissero all’epoca di San Girolamo (fine IV secolo), se ne è approfondito lo studio e si è cercato di trovare lo scomparto centrale perduto. Le ricerche hanno individuato al Museo Diocesano di Spoleto una tavola frammentata, dove è rappresentata una Madonna in trono col Bambino tra due angeli. Il dipinto, seppur mancante della parte inferiore, è stato riconosciuto come parte centrale del trittico. L’opera ornava in origine l’altare della chiesa di Santa Maria presso il castello di Abeto di Preci, da cui l’appellativo di Maria Santissima di Piè di Castello.

La Madonna di Spoleto è stata trasferita al Gabinetto di Ricerche Scientifiche applicate ai Beni Culturali dei Musei Vaticani, dove i diversi componenti sono stati esaminati a fondo: l’essenza lignea, i pigmenti, le incisioni e i punzoni ne hanno confermato la piena compatibilità. Con l’intento di approfondire lo studio di un pittore di elevatissima qualità non abbastanza noto, è stata selezionata anche un’opera più tarda del medesimo maestro da mettere a confronto, la Madonna in trono col Bambino tra due angeli, oggi custodita nel Museo di Arte Sacra e Religiosità Popolare “Beato Angelico” di Vicchio del Mugello.

Sono diversi i motivi che hanno condotto a questa scelta. Si tratta, infatti, di polittici realizzati da una delle botteghe fiorentine più raffinate e ricercate del tempo, destinati all’arredo liturgico di cappelle e pievi delle zone rurali di Umbria e Toscana. La sopravvivenza della sola tavola con la Madonna, sia nel caso di Abeto di Preci che in quello di Vicchio, attesta, altresì, una devozione mai interrotta e un legame affettivo e plurisecolare con il territorio, che ha resistito anche alla dispersione degli scomparti laterali. Grazie a questo accostamento è anche possibile intuire le dimensioni originarie della Madonna di Spoleto, gravemente danneggiata nel terremoto del 1703.

Due momenti del percorso stilistico del Maestro della Madonna Straus, attivo a Firenze tra il 1385 e il 1415, un pittore che, da un iniziale neogiottismo, lentamente si apre al nuovo stile internazionale, accogliendo in parte i modi di Lorenzo Monaco e di Gherardo Starnina, ma mantenendo sempre una sua originale arcaicità.

Titolo: Incanto Tardogotico, Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus
Sede: Spoleto, Museo Diocesano
Periodo: 15 giugno -7 novembre 2021
Catalogo: edito da Quattroemme, Perugia
Orari: Tutti giorni dalle 11 alle 18. Giorno di chiusura lunedì
Biglietti: Euro 5,00; gratuito fino a 6 anni e disabili con accompagnatore

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Ott 5 giorno intero

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Ott
6
Mer
Mostra | FRAMMENTI DI MEMORIE. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano
Ott 6 giorno intero

Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal 26 settembre 2021 al 6 gennaio 2022
Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina

Fino al 6 gennaio nel giardino del Teatro romano e nelle sale del Museo archeologico nazionale di Spoleto saranno esposti alcuni manufatti del piano di riuso delle macerie realizzato dall’arch. Matteo Ferroni per il Comune di Norcia, messi a confronto con alcuni reperti archeologici della Valnerina. La mostra, intitolata Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina sarà inaugurata dalla direttrice Silvia Casciarri domenica 26 settembre alle ore 11.

L’allestimento mette a confronto due modalità di ricostruzione. Da una parte la ricomposizione filologica dei frammenti archeologici in oggetti originari e dall’altra la ricomposizione dei frammenti architettonici in nuove forme e nuove funzioni.

Orario di apertura:
Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal mercoledì alla domenica 8:30–19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
chiuso lunedì e martedì

Mostra | INCANTO TARDOGOTICO. Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus @ Museo Diocesano
Ott 6 giorno intero

Dal 15 giugno al 7 novembre, grazie alla preziosa collaborazione dei Musei Vaticani, verrà riunito e sarà visibile per la prima volta il trittico composto dalla Madonna in trono con il Bambino e gli angeli, attualmente custodito nel Museo Diocesano di Spoleto, e dagli scomparti laterali con le raffigurazioni di Santa Paola Romana e Santa Eustochio che, scampati alla furia del terremoto del 1703, entrarono nel mercato dei collezionisti e sono documentati in Vaticano a partire dal 1867.

La mostra, dal titolo Incanto tardogotico. Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus, è curata da Adele Breda, referente del Reparto per l’Arte Bizantino-medievale dei Musei Vaticani, da Stefania Nardicchi, Conservatore del Museo Diocesano di Spoleto, e da Anna Pizzamano, Dottoranda in “Storia e Beni Culturali della Chiesa” presso la Pontificia Università Gregoriana.

In occasione del recente restauro dei due scomparti laterali conservati all’interno della Collezione Vaticana, riportanti le immagini di due sante poco note, Paola Romana ed Eustochio, madre e figlia che vissero all’epoca di San Girolamo (fine IV secolo), se ne è approfondito lo studio e si è cercato di trovare lo scomparto centrale perduto. Le ricerche hanno individuato al Museo Diocesano di Spoleto una tavola frammentata, dove è rappresentata una Madonna in trono col Bambino tra due angeli. Il dipinto, seppur mancante della parte inferiore, è stato riconosciuto come parte centrale del trittico. L’opera ornava in origine l’altare della chiesa di Santa Maria presso il castello di Abeto di Preci, da cui l’appellativo di Maria Santissima di Piè di Castello.

La Madonna di Spoleto è stata trasferita al Gabinetto di Ricerche Scientifiche applicate ai Beni Culturali dei Musei Vaticani, dove i diversi componenti sono stati esaminati a fondo: l’essenza lignea, i pigmenti, le incisioni e i punzoni ne hanno confermato la piena compatibilità. Con l’intento di approfondire lo studio di un pittore di elevatissima qualità non abbastanza noto, è stata selezionata anche un’opera più tarda del medesimo maestro da mettere a confronto, la Madonna in trono col Bambino tra due angeli, oggi custodita nel Museo di Arte Sacra e Religiosità Popolare “Beato Angelico” di Vicchio del Mugello.

Sono diversi i motivi che hanno condotto a questa scelta. Si tratta, infatti, di polittici realizzati da una delle botteghe fiorentine più raffinate e ricercate del tempo, destinati all’arredo liturgico di cappelle e pievi delle zone rurali di Umbria e Toscana. La sopravvivenza della sola tavola con la Madonna, sia nel caso di Abeto di Preci che in quello di Vicchio, attesta, altresì, una devozione mai interrotta e un legame affettivo e plurisecolare con il territorio, che ha resistito anche alla dispersione degli scomparti laterali. Grazie a questo accostamento è anche possibile intuire le dimensioni originarie della Madonna di Spoleto, gravemente danneggiata nel terremoto del 1703.

Due momenti del percorso stilistico del Maestro della Madonna Straus, attivo a Firenze tra il 1385 e il 1415, un pittore che, da un iniziale neogiottismo, lentamente si apre al nuovo stile internazionale, accogliendo in parte i modi di Lorenzo Monaco e di Gherardo Starnina, ma mantenendo sempre una sua originale arcaicità.

Titolo: Incanto Tardogotico, Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus
Sede: Spoleto, Museo Diocesano
Periodo: 15 giugno -7 novembre 2021
Catalogo: edito da Quattroemme, Perugia
Orari: Tutti giorni dalle 11 alle 18. Giorno di chiusura lunedì
Biglietti: Euro 5,00; gratuito fino a 6 anni e disabili con accompagnatore

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Ott
7
Gio
Mostra | FRAMMENTI DI MEMORIE. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano
Ott 7 giorno intero

Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal 26 settembre 2021 al 6 gennaio 2022
Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina

Fino al 6 gennaio nel giardino del Teatro romano e nelle sale del Museo archeologico nazionale di Spoleto saranno esposti alcuni manufatti del piano di riuso delle macerie realizzato dall’arch. Matteo Ferroni per il Comune di Norcia, messi a confronto con alcuni reperti archeologici della Valnerina. La mostra, intitolata Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina sarà inaugurata dalla direttrice Silvia Casciarri domenica 26 settembre alle ore 11.

L’allestimento mette a confronto due modalità di ricostruzione. Da una parte la ricomposizione filologica dei frammenti archeologici in oggetti originari e dall’altra la ricomposizione dei frammenti architettonici in nuove forme e nuove funzioni.

Orario di apertura:
Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal mercoledì alla domenica 8:30–19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
chiuso lunedì e martedì

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Dal 15 giugno al 7 novembre, grazie alla preziosa collaborazione dei Musei Vaticani, verrà riunito e sarà visibile per la prima volta il trittico composto dalla Madonna in trono con il Bambino e gli angeli, attualmente custodito nel Museo Diocesano di Spoleto, e dagli scomparti laterali con le raffigurazioni di Santa Paola Romana e Santa Eustochio che, scampati alla furia del terremoto del 1703, entrarono nel mercato dei collezionisti e sono documentati in Vaticano a partire dal 1867.

La mostra, dal titolo Incanto tardogotico. Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus, è curata da Adele Breda, referente del Reparto per l’Arte Bizantino-medievale dei Musei Vaticani, da Stefania Nardicchi, Conservatore del Museo Diocesano di Spoleto, e da Anna Pizzamano, Dottoranda in “Storia e Beni Culturali della Chiesa” presso la Pontificia Università Gregoriana.

In occasione del recente restauro dei due scomparti laterali conservati all’interno della Collezione Vaticana, riportanti le immagini di due sante poco note, Paola Romana ed Eustochio, madre e figlia che vissero all’epoca di San Girolamo (fine IV secolo), se ne è approfondito lo studio e si è cercato di trovare lo scomparto centrale perduto. Le ricerche hanno individuato al Museo Diocesano di Spoleto una tavola frammentata, dove è rappresentata una Madonna in trono col Bambino tra due angeli. Il dipinto, seppur mancante della parte inferiore, è stato riconosciuto come parte centrale del trittico. L’opera ornava in origine l’altare della chiesa di Santa Maria presso il castello di Abeto di Preci, da cui l’appellativo di Maria Santissima di Piè di Castello.

La Madonna di Spoleto è stata trasferita al Gabinetto di Ricerche Scientifiche applicate ai Beni Culturali dei Musei Vaticani, dove i diversi componenti sono stati esaminati a fondo: l’essenza lignea, i pigmenti, le incisioni e i punzoni ne hanno confermato la piena compatibilità. Con l’intento di approfondire lo studio di un pittore di elevatissima qualità non abbastanza noto, è stata selezionata anche un’opera più tarda del medesimo maestro da mettere a confronto, la Madonna in trono col Bambino tra due angeli, oggi custodita nel Museo di Arte Sacra e Religiosità Popolare “Beato Angelico” di Vicchio del Mugello.

Sono diversi i motivi che hanno condotto a questa scelta. Si tratta, infatti, di polittici realizzati da una delle botteghe fiorentine più raffinate e ricercate del tempo, destinati all’arredo liturgico di cappelle e pievi delle zone rurali di Umbria e Toscana. La sopravvivenza della sola tavola con la Madonna, sia nel caso di Abeto di Preci che in quello di Vicchio, attesta, altresì, una devozione mai interrotta e un legame affettivo e plurisecolare con il territorio, che ha resistito anche alla dispersione degli scomparti laterali. Grazie a questo accostamento è anche possibile intuire le dimensioni originarie della Madonna di Spoleto, gravemente danneggiata nel terremoto del 1703.

Due momenti del percorso stilistico del Maestro della Madonna Straus, attivo a Firenze tra il 1385 e il 1415, un pittore che, da un iniziale neogiottismo, lentamente si apre al nuovo stile internazionale, accogliendo in parte i modi di Lorenzo Monaco e di Gherardo Starnina, ma mantenendo sempre una sua originale arcaicità.

Titolo: Incanto Tardogotico, Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus
Sede: Spoleto, Museo Diocesano
Periodo: 15 giugno -7 novembre 2021
Catalogo: edito da Quattroemme, Perugia
Orari: Tutti giorni dalle 11 alle 18. Giorno di chiusura lunedì
Biglietti: Euro 5,00; gratuito fino a 6 anni e disabili con accompagnatore

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Ott
8
Ven
Mostra | FRAMMENTI DI MEMORIE. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano
Ott 8 giorno intero

Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal 26 settembre 2021 al 6 gennaio 2022
Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina

Fino al 6 gennaio nel giardino del Teatro romano e nelle sale del Museo archeologico nazionale di Spoleto saranno esposti alcuni manufatti del piano di riuso delle macerie realizzato dall’arch. Matteo Ferroni per il Comune di Norcia, messi a confronto con alcuni reperti archeologici della Valnerina. La mostra, intitolata Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina sarà inaugurata dalla direttrice Silvia Casciarri domenica 26 settembre alle ore 11.

L’allestimento mette a confronto due modalità di ricostruzione. Da una parte la ricomposizione filologica dei frammenti archeologici in oggetti originari e dall’altra la ricomposizione dei frammenti architettonici in nuove forme e nuove funzioni.

Orario di apertura:
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dal mercoledì alla domenica 8:30–19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
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Dal 15 giugno al 7 novembre, grazie alla preziosa collaborazione dei Musei Vaticani, verrà riunito e sarà visibile per la prima volta il trittico composto dalla Madonna in trono con il Bambino e gli angeli, attualmente custodito nel Museo Diocesano di Spoleto, e dagli scomparti laterali con le raffigurazioni di Santa Paola Romana e Santa Eustochio che, scampati alla furia del terremoto del 1703, entrarono nel mercato dei collezionisti e sono documentati in Vaticano a partire dal 1867.

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In occasione del recente restauro dei due scomparti laterali conservati all’interno della Collezione Vaticana, riportanti le immagini di due sante poco note, Paola Romana ed Eustochio, madre e figlia che vissero all’epoca di San Girolamo (fine IV secolo), se ne è approfondito lo studio e si è cercato di trovare lo scomparto centrale perduto. Le ricerche hanno individuato al Museo Diocesano di Spoleto una tavola frammentata, dove è rappresentata una Madonna in trono col Bambino tra due angeli. Il dipinto, seppur mancante della parte inferiore, è stato riconosciuto come parte centrale del trittico. L’opera ornava in origine l’altare della chiesa di Santa Maria presso il castello di Abeto di Preci, da cui l’appellativo di Maria Santissima di Piè di Castello.

La Madonna di Spoleto è stata trasferita al Gabinetto di Ricerche Scientifiche applicate ai Beni Culturali dei Musei Vaticani, dove i diversi componenti sono stati esaminati a fondo: l’essenza lignea, i pigmenti, le incisioni e i punzoni ne hanno confermato la piena compatibilità. Con l’intento di approfondire lo studio di un pittore di elevatissima qualità non abbastanza noto, è stata selezionata anche un’opera più tarda del medesimo maestro da mettere a confronto, la Madonna in trono col Bambino tra due angeli, oggi custodita nel Museo di Arte Sacra e Religiosità Popolare “Beato Angelico” di Vicchio del Mugello.

Sono diversi i motivi che hanno condotto a questa scelta. Si tratta, infatti, di polittici realizzati da una delle botteghe fiorentine più raffinate e ricercate del tempo, destinati all’arredo liturgico di cappelle e pievi delle zone rurali di Umbria e Toscana. La sopravvivenza della sola tavola con la Madonna, sia nel caso di Abeto di Preci che in quello di Vicchio, attesta, altresì, una devozione mai interrotta e un legame affettivo e plurisecolare con il territorio, che ha resistito anche alla dispersione degli scomparti laterali. Grazie a questo accostamento è anche possibile intuire le dimensioni originarie della Madonna di Spoleto, gravemente danneggiata nel terremoto del 1703.

Due momenti del percorso stilistico del Maestro della Madonna Straus, attivo a Firenze tra il 1385 e il 1415, un pittore che, da un iniziale neogiottismo, lentamente si apre al nuovo stile internazionale, accogliendo in parte i modi di Lorenzo Monaco e di Gherardo Starnina, ma mantenendo sempre una sua originale arcaicità.

Titolo: Incanto Tardogotico, Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus
Sede: Spoleto, Museo Diocesano
Periodo: 15 giugno -7 novembre 2021
Catalogo: edito da Quattroemme, Perugia
Orari: Tutti giorni dalle 11 alle 18. Giorno di chiusura lunedì
Biglietti: Euro 5,00; gratuito fino a 6 anni e disabili con accompagnatore

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Ott 8 giorno intero

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75ma Stagione Lirica Sperimentale di Spoleto e dell’Umbria | CONCERTI D’AUTUNNO @ Sala Pegasus
Ott 8@18:30

75MA STAGIONE LIRICA SPERIMENTALE DI SPOLETO E DELL’UMBRIA
CONCERTI D’AUTUNNO


Venerdì 8 ottobre 2021 ore 18.30
Sabato 9 ottobre 2021 ore 16.30

Sala Pagasus, Piazza Bovio – Spoleto

Al termine della Stagione Lirica Sperimentale 2021, del Corso di Avviamento al Debutto e della Masterclass con il celebre soprano Mariella Devia, i cantanti solisti del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto “A. Belli”, si esibiranno in due concerti pomeridiani nei giorni 8 e 9 ottobre 2021 presso la Sala Pegasus di Spoleto. Le due serate prevedono due differenti programmazioni di autori vari tra cui Donizetti, Mozart, Puccini, Massenet, Pergolesi, ed altri.

L’ingresso ai concerti è gratuito fino a esaurimento posti, previa prenotazione al numero: 366.1767608. Si prega di prenotare entro e non oltre il 7 ottobre 2021 e di presentarsi muniti di greenpass e mascherina.

Al termine dei concerti seguiranno le proiezioni dei seguenti film:

8 ottobre 2021
– ore 21:30, Fino all’ultimo respiro, un film di Jean-Luc Godard. Nuova edizione restaurata, in versione originale sottotitolata;

9 ottobre 2021
– ore 18:30, Titane, un film di Julia Ducournau, vincitore della Palma d’Oro al 74mo Festival di Cannes, v.m. 18;
– ore 21:30, A Chiara un film di Jonas Carpignano, premio Europa Cinema Label alla 52esima Quinzaine des Réalisateurs Cannes 2021

SPOLETO JAZZ SEASON @ Teatro Caio Melisso
Ott 8@21:00
<!--:it-->SPOLETO JAZZ SEASON<!--:--><!--:en-->SPOLETO JAZZ SEASON<!--:--> @ Teatro Caio Melisso

8, 22 ottobre – 12 novembre
SPOLETO JAZZ SEASON
A cura di Visioninmusica
www.visioninmusica.com

Visioninmusica rinnova il suo legame con la città di Spoleto presentando una intrigante edizione in chiave europea di Spoleto Jazz Season. Dinamismo, innovazione e qualità sono da sempre le caratteristiche vincenti di Visioninmusica, e nel cartellone 2021 di SJS spiccano tre eventi affascinanti e distanti per forme e linguaggi musicali. Quest’autunno, nelle suggestive cornici del Teatro Nuovo Gian Carlo Menoti e del Teatro Caio Melisso, risuonerà il grande jazz con protagonisti il piano solo di Enrico Pieranunzi, il trio lussemburghese Reis/Demuth/Wiltgen e le sonorità progressive degli austriaci BartolomeyBittmann.

Venerdì 8 ottobre 2021
Teatro Caio Melisso, ore 21.00
ENRICO PIERANUNZI – UNLIMITED.

Intero € 25,00
Ridotto € 21,00 (soci Visioninmusica, under 18, over 65, e per chi acquista più di un concerto contemporaneamente.

Venerdì 22 ottobre 2021
Teatro Caio Melisso, ore 21.00
REIS DEMUTH WILTGEN – SLY

Intero € 20,00
Ridotto € 17,00 (soci Visioninmusica, under 18, over 65, e per chi acquista più di un concerto contemporaneamente.

Venerdì 12 novembre 2021
Teatro Caio Melisso, ore 21.00
BARTOLOMEYBITTMANN – DYNAMO

Intero € 20,00
Ridotto € 17,00 (soci Visioninmusica, under 18, over 65, e per chi acquista più di un concerto contemporaneamente.

Biglietti:
Caffè dello Sport – viale Trento e Trieste 78, Spoleto – tel. 0743 47796
New Sinfony – galleria del Corso 12, Terni – tel. 0744 407104
Online: www.vivaticket.it
Presso il botteghino del teatro un’ora prima dello spettacolo

Ott
9
Sab
Mostra | FRAMMENTI DI MEMORIE. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano
Ott 9 giorno intero

Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal 26 settembre 2021 al 6 gennaio 2022
Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina

Fino al 6 gennaio nel giardino del Teatro romano e nelle sale del Museo archeologico nazionale di Spoleto saranno esposti alcuni manufatti del piano di riuso delle macerie realizzato dall’arch. Matteo Ferroni per il Comune di Norcia, messi a confronto con alcuni reperti archeologici della Valnerina. La mostra, intitolata Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina sarà inaugurata dalla direttrice Silvia Casciarri domenica 26 settembre alle ore 11.

L’allestimento mette a confronto due modalità di ricostruzione. Da una parte la ricomposizione filologica dei frammenti archeologici in oggetti originari e dall’altra la ricomposizione dei frammenti architettonici in nuove forme e nuove funzioni.

Orario di apertura:
Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal mercoledì alla domenica 8:30–19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
chiuso lunedì e martedì

Mostra | INCANTO TARDOGOTICO. Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus @ Museo Diocesano
Ott 9 giorno intero

Dal 15 giugno al 7 novembre, grazie alla preziosa collaborazione dei Musei Vaticani, verrà riunito e sarà visibile per la prima volta il trittico composto dalla Madonna in trono con il Bambino e gli angeli, attualmente custodito nel Museo Diocesano di Spoleto, e dagli scomparti laterali con le raffigurazioni di Santa Paola Romana e Santa Eustochio che, scampati alla furia del terremoto del 1703, entrarono nel mercato dei collezionisti e sono documentati in Vaticano a partire dal 1867.

La mostra, dal titolo Incanto tardogotico. Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus, è curata da Adele Breda, referente del Reparto per l’Arte Bizantino-medievale dei Musei Vaticani, da Stefania Nardicchi, Conservatore del Museo Diocesano di Spoleto, e da Anna Pizzamano, Dottoranda in “Storia e Beni Culturali della Chiesa” presso la Pontificia Università Gregoriana.

In occasione del recente restauro dei due scomparti laterali conservati all’interno della Collezione Vaticana, riportanti le immagini di due sante poco note, Paola Romana ed Eustochio, madre e figlia che vissero all’epoca di San Girolamo (fine IV secolo), se ne è approfondito lo studio e si è cercato di trovare lo scomparto centrale perduto. Le ricerche hanno individuato al Museo Diocesano di Spoleto una tavola frammentata, dove è rappresentata una Madonna in trono col Bambino tra due angeli. Il dipinto, seppur mancante della parte inferiore, è stato riconosciuto come parte centrale del trittico. L’opera ornava in origine l’altare della chiesa di Santa Maria presso il castello di Abeto di Preci, da cui l’appellativo di Maria Santissima di Piè di Castello.

La Madonna di Spoleto è stata trasferita al Gabinetto di Ricerche Scientifiche applicate ai Beni Culturali dei Musei Vaticani, dove i diversi componenti sono stati esaminati a fondo: l’essenza lignea, i pigmenti, le incisioni e i punzoni ne hanno confermato la piena compatibilità. Con l’intento di approfondire lo studio di un pittore di elevatissima qualità non abbastanza noto, è stata selezionata anche un’opera più tarda del medesimo maestro da mettere a confronto, la Madonna in trono col Bambino tra due angeli, oggi custodita nel Museo di Arte Sacra e Religiosità Popolare “Beato Angelico” di Vicchio del Mugello.

Sono diversi i motivi che hanno condotto a questa scelta. Si tratta, infatti, di polittici realizzati da una delle botteghe fiorentine più raffinate e ricercate del tempo, destinati all’arredo liturgico di cappelle e pievi delle zone rurali di Umbria e Toscana. La sopravvivenza della sola tavola con la Madonna, sia nel caso di Abeto di Preci che in quello di Vicchio, attesta, altresì, una devozione mai interrotta e un legame affettivo e plurisecolare con il territorio, che ha resistito anche alla dispersione degli scomparti laterali. Grazie a questo accostamento è anche possibile intuire le dimensioni originarie della Madonna di Spoleto, gravemente danneggiata nel terremoto del 1703.

Due momenti del percorso stilistico del Maestro della Madonna Straus, attivo a Firenze tra il 1385 e il 1415, un pittore che, da un iniziale neogiottismo, lentamente si apre al nuovo stile internazionale, accogliendo in parte i modi di Lorenzo Monaco e di Gherardo Starnina, ma mantenendo sempre una sua originale arcaicità.

Titolo: Incanto Tardogotico, Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus
Sede: Spoleto, Museo Diocesano
Periodo: 15 giugno -7 novembre 2021
Catalogo: edito da Quattroemme, Perugia
Orari: Tutti giorni dalle 11 alle 18. Giorno di chiusura lunedì
Biglietti: Euro 5,00; gratuito fino a 6 anni e disabili con accompagnatore

Informazioni:
Tel.+39 0577 286300 – duomospoleto@operalaboratori.com
www.spoletonorcia.it

Mostra | VITTORIO MESSINA – DISHABITAT @ Palazzo Collicola
Ott 9 giorno intero

VITTORIO MESSINA | DISHABITAT
Palazzo Collicola, dal 9 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022
a cura di Marco Tonelli e Davide Silvioli

L’inaugurazione è in programma sabato 9 ottobre alle ore 11.30.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione: cultura.turismo@comune.spoleto.pg.it

In una larga parte del suo lavoro Vittorio Messina ha sviluppato il tema dell’Habitat e del costruire, concentrando la sua attenzione sulle iconografie di “celle” e “stanze” intese come elemento base dell’architettura.

Il carattere aperto e enigmatico delle sue opere è accostabile in parte col modo di costruire il pensiero e il linguaggio del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, o coi romanzi dello scrittore praghese Franz Kafka o ancora con le teorie della fisica quantistica. Senza mai basare il suo discorso su contenuti critici, politici, sociali, economici o ideologici, l’opera di Messina è una chiara metafora del costruire l’opera d’arte come attività sempre fluida, dinamica, mobile, concreta e allo stesso tempo misteriosa, immateriale e metafisica, una sorta di cantiere attraversato dalle esigenze del presente e dalle possibilità del futuro.

Come in tante altre occasioni, dunque l’artista ha elaborato appositamente per lo spazio – in questo caso il Piano Nobile di Palazzo Collicola – un progetto specifico dal titolo Dishabitat, composto da due grandi opere pensate e realizzate per il luogo, progetto quindi che si colloca e deriva dalla natura del sito destinato ad accoglierlo, e nello stesso tempo alimenta un campo di riflessione sull’attualità delle condizioni e delle emergenze del nostro tempo.

La ricostruzione essenziale di un edificio tagliato dal pavimento stesso del Salone d’Onore di Palazzo Collicola dal titolo Dishabitat 1 (di cui si vede solo la copertura del tetto e parte del muro di sostegno in blocchetti di gasbeton), analogamente alla trasformazione della lunga Galleria in uno spazio denso di luce rossa dal titolo Dishabitat 2, definiscono un percorso abitativo in forma di cantiere all’interno di ambienti che oggi sono di natura strettamente museale, ma che in passato furono dimora e luoghi di rappresentanza della famiglia Collicola.

L’edificio, costruito dall’architetto Sebastiano Cipriani nel 1730 con annesso giardino, fu acquistato nel 1939 dal Comune di Spoleto ed è diventato poi, nel 2000, sede della Galleria d’Arte Moderna e nel 2010 anche della Pinacoteca civica.

In senso metaforico, rispetto all’idea di un habitat originario, già modificato dalla sua trasformazione in museo, Messina ne ha aggiunto un altro (di qui il termine dishabitat) di matrice concettuale e contemporanea, che rende le sue opere dei veri e propri cantieri metafisici e mentali. L’abbassamento del punto di vista della cima di una casa e la suggestione di una luce rossa provocata dal fenomeno di un allontanamento (il tipico effetto fisico del redshift gravitazionale), sono dunque per Messina forme di distanziamento dal tempo e dal luogo, ma anche di paradossale riavvicinamento al presente, e di elevazione della nostra percezione e visione del mondo.

Il progetto espositivo usufruisce della sponsorizzazione tecnica dell’azienda Leroy-Merlin e del sostegno della Galleria Nicola Pedana, mentre il catalogo della mostra verrà pubblicato nel corso dell’esposizione.

Biografia
Vittorio Messina è nato a Zafferana Etnea (Catania) nel 1946. Compie gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura di Roma, dove, alla fine degli anni Settanta, esordisce nello spazio di Sant’Agata dei Goti, punto di incontro e luogo di sperimentazione della giovane arte di quegli anni, con La Muraglia Cinese, una mostra articolata intorno all’omonimo testo kafkiano.
Fin dalle mostre alla galleria La Salita di Roma (1982), e alla galleria Locus Solus di Genova (1983), il suo lavoro si orienta verso una forma di scultura ambientale, e dopo le personali alla galleria Minini di Brescia (1985) e al PAC di Milano (1986), Messina espone le prime “celle” alla Moltkerei Werkstatt di Colonia e alla galleria Shimada di Yamaguchi (Giappone), veri e propri edifici costruiti con materiali seriali di uso edilizio, autoilluminati con lampade industriali.
Nel 1987, a Palazzo Taverna in Roma (Incontri Internazionali d’Arte), all’interno di un ciclo dove si succedono gli interventi di Maria Nordman, Bruce Naumann e Luca Maria Patella, Messina costruisce una “cella” e pubblica un testo, “Paesaggio con luce lontana”, dove affiora la tematica heisenberghiana dell’indeterminazione, già presente peraltro nella mostra Spostamenti sulla banda del rosso di Villa Romana (Firenze 1985). Da questo momento il suo lavoro si svolge con stringente continuità visionaria nel grande Krater esposto alla mostra Europa Oggi del Museo Pecci di Prato (1988), nell’installazione totale alla galleria Oddi Baglioni di Roma dello stesso anno, fino alla mostra Aetatis suae alla galleria Tucci Russo di Torino (1990).
Dalla “cella” della galleria Minini, Brescia (1991), a quella del Kunstverein di Kassel (1991) e della galleria Victoria Miro (Londra 1992), come nelle 24 finestre della mostra Lux Europae di Edinburgh (1992), fino ai lavori del Castello di Girifalco, Cortona (con Thomas Schütte, 1993), l’opera di Messina si configura con l’imprevedibilità e il disincanto di un vero e proprio cantiere metafisico. Seguono negli anni Novanta, le mostre al Kunstverein di Düsseldorf, alla Villa delle Rose di Bologna, alla National Galerie di Berlino, al Museo di Erfurt, al Museo di Leeds, fino alle grandi installazioni nei Dialoghi (Maschio Angioino e Castel dell’Ovo di Napoli, 2002). Nella mostra A village and its surroundings (H. Moore Foundation, Halifax 1999) alcune installazioni includono l’uso di film-video. In La discrezione del tempo 1 (Museo Ujazdovki, Varsavia, 2002), e in Una città visibile (Modena, 2004), e poi ancora nelle Cronografie, o della città verticale (Cavallerizza Reale, Torino (2006) e in Momentanea Mens (DKM Foundation, Duisburg 2009), lo spazio-tempo dell’habitat umano tende a espandersi ulteriormente, fino alla dilatazione estrema di Hermes, film della durata di 72 ore. Infine, nella mostra alla Galleria Guidi di (Roma, 2011), come nelle opere al MACRO (Eighties are Back, Roma 2011) e nella mostra con Thomas Schütte alla Villa Massimo (Roma 2011), Messina rafforza la componente tautologica del suo lavoro e avvia una nuova riflessione sulle forze e le dimensioni dello spazio reale. Nel 2014 espone al MACRO di Roma e alla Kunsthalle di Göppingen, nel 2015 è invitato alla mostra Au rendez vous des Amis organizzata dalla Fondazione Burri a Città di Castello, nel 2016 tiene una personale presso il Regio Albergo delle Povere e il Museo Riso di Palermo e nel 2019 è invitato alla Biennale de L’Havana.

Orario di apertura:
Palazzo Collicola Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”
Appartamento Nobile e mostre temporanee
dal giovedì al lunedì 10:30-13:00/15:00-17:30
chiuso martedì e mercoledì

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Ott 9 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

Facebook: Cinéma Sala Pegasus
cinemasalapegasus@gmail.com
Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
Facebook: Cinema Sala Frau
cinemasalafrau@gmail.com
Tel. 0743/522177

Per ricevere la NEWSLETTER invia una e-mail all’indirizzo cinemasalapegasus@gmail.com

Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo – F@MU 2021 @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano
Ott 9@11:00
<!--:it-->Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo – F@MU 2021<!--:--> @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano

Sabato 9 ottobre, in occasione della Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo, alle ore 11.00, mattinata speciale tra le vetrine del Museo archeologico nazionale e Teatro romano di Spoleto insieme ad un archeologo.

Attività gratuita per bambini da 6 anni in su, bigliettazione ordinaria.
Per info e prenotazioni: drm-umb.muspoleto@beniculturali.it – 0743 223277

75ma Stagione Lirica Sperimentale di Spoleto e dell’Umbria | CONCERTI D’AUTUNNO @ Sala Pegasus
Ott 9@16:30

75MA STAGIONE LIRICA SPERIMENTALE DI SPOLETO E DELL’UMBRIA
CONCERTI D’AUTUNNO


Venerdì 8 ottobre 2021 ore 18.30
Sabato 9 ottobre 2021 ore 16.30

Sala Pagasus, Piazza Bovio – Spoleto

Al termine della Stagione Lirica Sperimentale 2021, del Corso di Avviamento al Debutto e della Masterclass con il celebre soprano Mariella Devia, i cantanti solisti del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto “A. Belli”, si esibiranno in due concerti pomeridiani nei giorni 8 e 9 ottobre 2021 presso la Sala Pegasus di Spoleto. Le due serate prevedono due differenti programmazioni di autori vari tra cui Donizetti, Mozart, Puccini, Massenet, Pergolesi, ed altri.

L’ingresso ai concerti è gratuito fino a esaurimento posti, previa prenotazione al numero: 366.1767608. Si prega di prenotare entro e non oltre il 7 ottobre 2021 e di presentarsi muniti di greenpass e mascherina.

Al termine dei concerti seguiranno le proiezioni dei seguenti film:

8 ottobre 2021
– ore 21:30, Fino all’ultimo respiro, un film di Jean-Luc Godard. Nuova edizione restaurata, in versione originale sottotitolata;

9 ottobre 2021
– ore 18:30, Titane, un film di Julia Ducournau, vincitore della Palma d’Oro al 74mo Festival di Cannes, v.m. 18;
– ore 21:30, A Chiara un film di Jonas Carpignano, premio Europa Cinema Label alla 52esima Quinzaine des Réalisateurs Cannes 2021

Ott
10
Dom
Mostra | FRAMMENTI DI MEMORIE. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano
Ott 10 giorno intero

Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal 26 settembre 2021 al 6 gennaio 2022
Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina

Fino al 6 gennaio nel giardino del Teatro romano e nelle sale del Museo archeologico nazionale di Spoleto saranno esposti alcuni manufatti del piano di riuso delle macerie realizzato dall’arch. Matteo Ferroni per il Comune di Norcia, messi a confronto con alcuni reperti archeologici della Valnerina. La mostra, intitolata Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina sarà inaugurata dalla direttrice Silvia Casciarri domenica 26 settembre alle ore 11.

L’allestimento mette a confronto due modalità di ricostruzione. Da una parte la ricomposizione filologica dei frammenti archeologici in oggetti originari e dall’altra la ricomposizione dei frammenti architettonici in nuove forme e nuove funzioni.

Orario di apertura:
Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal mercoledì alla domenica 8:30–19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
chiuso lunedì e martedì

Mostra | INCANTO TARDOGOTICO. Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus @ Museo Diocesano
Ott 10 giorno intero

Dal 15 giugno al 7 novembre, grazie alla preziosa collaborazione dei Musei Vaticani, verrà riunito e sarà visibile per la prima volta il trittico composto dalla Madonna in trono con il Bambino e gli angeli, attualmente custodito nel Museo Diocesano di Spoleto, e dagli scomparti laterali con le raffigurazioni di Santa Paola Romana e Santa Eustochio che, scampati alla furia del terremoto del 1703, entrarono nel mercato dei collezionisti e sono documentati in Vaticano a partire dal 1867.

La mostra, dal titolo Incanto tardogotico. Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus, è curata da Adele Breda, referente del Reparto per l’Arte Bizantino-medievale dei Musei Vaticani, da Stefania Nardicchi, Conservatore del Museo Diocesano di Spoleto, e da Anna Pizzamano, Dottoranda in “Storia e Beni Culturali della Chiesa” presso la Pontificia Università Gregoriana.

In occasione del recente restauro dei due scomparti laterali conservati all’interno della Collezione Vaticana, riportanti le immagini di due sante poco note, Paola Romana ed Eustochio, madre e figlia che vissero all’epoca di San Girolamo (fine IV secolo), se ne è approfondito lo studio e si è cercato di trovare lo scomparto centrale perduto. Le ricerche hanno individuato al Museo Diocesano di Spoleto una tavola frammentata, dove è rappresentata una Madonna in trono col Bambino tra due angeli. Il dipinto, seppur mancante della parte inferiore, è stato riconosciuto come parte centrale del trittico. L’opera ornava in origine l’altare della chiesa di Santa Maria presso il castello di Abeto di Preci, da cui l’appellativo di Maria Santissima di Piè di Castello.

La Madonna di Spoleto è stata trasferita al Gabinetto di Ricerche Scientifiche applicate ai Beni Culturali dei Musei Vaticani, dove i diversi componenti sono stati esaminati a fondo: l’essenza lignea, i pigmenti, le incisioni e i punzoni ne hanno confermato la piena compatibilità. Con l’intento di approfondire lo studio di un pittore di elevatissima qualità non abbastanza noto, è stata selezionata anche un’opera più tarda del medesimo maestro da mettere a confronto, la Madonna in trono col Bambino tra due angeli, oggi custodita nel Museo di Arte Sacra e Religiosità Popolare “Beato Angelico” di Vicchio del Mugello.

Sono diversi i motivi che hanno condotto a questa scelta. Si tratta, infatti, di polittici realizzati da una delle botteghe fiorentine più raffinate e ricercate del tempo, destinati all’arredo liturgico di cappelle e pievi delle zone rurali di Umbria e Toscana. La sopravvivenza della sola tavola con la Madonna, sia nel caso di Abeto di Preci che in quello di Vicchio, attesta, altresì, una devozione mai interrotta e un legame affettivo e plurisecolare con il territorio, che ha resistito anche alla dispersione degli scomparti laterali. Grazie a questo accostamento è anche possibile intuire le dimensioni originarie della Madonna di Spoleto, gravemente danneggiata nel terremoto del 1703.

Due momenti del percorso stilistico del Maestro della Madonna Straus, attivo a Firenze tra il 1385 e il 1415, un pittore che, da un iniziale neogiottismo, lentamente si apre al nuovo stile internazionale, accogliendo in parte i modi di Lorenzo Monaco e di Gherardo Starnina, ma mantenendo sempre una sua originale arcaicità.

Titolo: Incanto Tardogotico, Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus
Sede: Spoleto, Museo Diocesano
Periodo: 15 giugno -7 novembre 2021
Catalogo: edito da Quattroemme, Perugia
Orari: Tutti giorni dalle 11 alle 18. Giorno di chiusura lunedì
Biglietti: Euro 5,00; gratuito fino a 6 anni e disabili con accompagnatore

Informazioni:
Tel.+39 0577 286300 – duomospoleto@operalaboratori.com
www.spoletonorcia.it

Mostra | VITTORIO MESSINA – DISHABITAT @ Palazzo Collicola
Ott 10 giorno intero

VITTORIO MESSINA | DISHABITAT
Palazzo Collicola, dal 9 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022
a cura di Marco Tonelli e Davide Silvioli

L’inaugurazione è in programma sabato 9 ottobre alle ore 11.30.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione: cultura.turismo@comune.spoleto.pg.it

In una larga parte del suo lavoro Vittorio Messina ha sviluppato il tema dell’Habitat e del costruire, concentrando la sua attenzione sulle iconografie di “celle” e “stanze” intese come elemento base dell’architettura.

Il carattere aperto e enigmatico delle sue opere è accostabile in parte col modo di costruire il pensiero e il linguaggio del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, o coi romanzi dello scrittore praghese Franz Kafka o ancora con le teorie della fisica quantistica. Senza mai basare il suo discorso su contenuti critici, politici, sociali, economici o ideologici, l’opera di Messina è una chiara metafora del costruire l’opera d’arte come attività sempre fluida, dinamica, mobile, concreta e allo stesso tempo misteriosa, immateriale e metafisica, una sorta di cantiere attraversato dalle esigenze del presente e dalle possibilità del futuro.

Come in tante altre occasioni, dunque l’artista ha elaborato appositamente per lo spazio – in questo caso il Piano Nobile di Palazzo Collicola – un progetto specifico dal titolo Dishabitat, composto da due grandi opere pensate e realizzate per il luogo, progetto quindi che si colloca e deriva dalla natura del sito destinato ad accoglierlo, e nello stesso tempo alimenta un campo di riflessione sull’attualità delle condizioni e delle emergenze del nostro tempo.

La ricostruzione essenziale di un edificio tagliato dal pavimento stesso del Salone d’Onore di Palazzo Collicola dal titolo Dishabitat 1 (di cui si vede solo la copertura del tetto e parte del muro di sostegno in blocchetti di gasbeton), analogamente alla trasformazione della lunga Galleria in uno spazio denso di luce rossa dal titolo Dishabitat 2, definiscono un percorso abitativo in forma di cantiere all’interno di ambienti che oggi sono di natura strettamente museale, ma che in passato furono dimora e luoghi di rappresentanza della famiglia Collicola.

L’edificio, costruito dall’architetto Sebastiano Cipriani nel 1730 con annesso giardino, fu acquistato nel 1939 dal Comune di Spoleto ed è diventato poi, nel 2000, sede della Galleria d’Arte Moderna e nel 2010 anche della Pinacoteca civica.

In senso metaforico, rispetto all’idea di un habitat originario, già modificato dalla sua trasformazione in museo, Messina ne ha aggiunto un altro (di qui il termine dishabitat) di matrice concettuale e contemporanea, che rende le sue opere dei veri e propri cantieri metafisici e mentali. L’abbassamento del punto di vista della cima di una casa e la suggestione di una luce rossa provocata dal fenomeno di un allontanamento (il tipico effetto fisico del redshift gravitazionale), sono dunque per Messina forme di distanziamento dal tempo e dal luogo, ma anche di paradossale riavvicinamento al presente, e di elevazione della nostra percezione e visione del mondo.

Il progetto espositivo usufruisce della sponsorizzazione tecnica dell’azienda Leroy-Merlin e del sostegno della Galleria Nicola Pedana, mentre il catalogo della mostra verrà pubblicato nel corso dell’esposizione.

Biografia
Vittorio Messina è nato a Zafferana Etnea (Catania) nel 1946. Compie gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura di Roma, dove, alla fine degli anni Settanta, esordisce nello spazio di Sant’Agata dei Goti, punto di incontro e luogo di sperimentazione della giovane arte di quegli anni, con La Muraglia Cinese, una mostra articolata intorno all’omonimo testo kafkiano.
Fin dalle mostre alla galleria La Salita di Roma (1982), e alla galleria Locus Solus di Genova (1983), il suo lavoro si orienta verso una forma di scultura ambientale, e dopo le personali alla galleria Minini di Brescia (1985) e al PAC di Milano (1986), Messina espone le prime “celle” alla Moltkerei Werkstatt di Colonia e alla galleria Shimada di Yamaguchi (Giappone), veri e propri edifici costruiti con materiali seriali di uso edilizio, autoilluminati con lampade industriali.
Nel 1987, a Palazzo Taverna in Roma (Incontri Internazionali d’Arte), all’interno di un ciclo dove si succedono gli interventi di Maria Nordman, Bruce Naumann e Luca Maria Patella, Messina costruisce una “cella” e pubblica un testo, “Paesaggio con luce lontana”, dove affiora la tematica heisenberghiana dell’indeterminazione, già presente peraltro nella mostra Spostamenti sulla banda del rosso di Villa Romana (Firenze 1985). Da questo momento il suo lavoro si svolge con stringente continuità visionaria nel grande Krater esposto alla mostra Europa Oggi del Museo Pecci di Prato (1988), nell’installazione totale alla galleria Oddi Baglioni di Roma dello stesso anno, fino alla mostra Aetatis suae alla galleria Tucci Russo di Torino (1990).
Dalla “cella” della galleria Minini, Brescia (1991), a quella del Kunstverein di Kassel (1991) e della galleria Victoria Miro (Londra 1992), come nelle 24 finestre della mostra Lux Europae di Edinburgh (1992), fino ai lavori del Castello di Girifalco, Cortona (con Thomas Schütte, 1993), l’opera di Messina si configura con l’imprevedibilità e il disincanto di un vero e proprio cantiere metafisico. Seguono negli anni Novanta, le mostre al Kunstverein di Düsseldorf, alla Villa delle Rose di Bologna, alla National Galerie di Berlino, al Museo di Erfurt, al Museo di Leeds, fino alle grandi installazioni nei Dialoghi (Maschio Angioino e Castel dell’Ovo di Napoli, 2002). Nella mostra A village and its surroundings (H. Moore Foundation, Halifax 1999) alcune installazioni includono l’uso di film-video. In La discrezione del tempo 1 (Museo Ujazdovki, Varsavia, 2002), e in Una città visibile (Modena, 2004), e poi ancora nelle Cronografie, o della città verticale (Cavallerizza Reale, Torino (2006) e in Momentanea Mens (DKM Foundation, Duisburg 2009), lo spazio-tempo dell’habitat umano tende a espandersi ulteriormente, fino alla dilatazione estrema di Hermes, film della durata di 72 ore. Infine, nella mostra alla Galleria Guidi di (Roma, 2011), come nelle opere al MACRO (Eighties are Back, Roma 2011) e nella mostra con Thomas Schütte alla Villa Massimo (Roma 2011), Messina rafforza la componente tautologica del suo lavoro e avvia una nuova riflessione sulle forze e le dimensioni dello spazio reale. Nel 2014 espone al MACRO di Roma e alla Kunsthalle di Göppingen, nel 2015 è invitato alla mostra Au rendez vous des Amis organizzata dalla Fondazione Burri a Città di Castello, nel 2016 tiene una personale presso il Regio Albergo delle Povere e il Museo Riso di Palermo e nel 2019 è invitato alla Biennale de L’Havana.

Orario di apertura:
Palazzo Collicola Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”
Appartamento Nobile e mostre temporanee
dal giovedì al lunedì 10:30-13:00/15:00-17:30
chiuso martedì e mercoledì

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Ott 10 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

Facebook: Cinéma Sala Pegasus
cinemasalapegasus@gmail.com
Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
Facebook: Cinema Sala Frau
cinemasalafrau@gmail.com
Tel. 0743/522177

Per ricevere la NEWSLETTER invia una e-mail all’indirizzo cinemasalapegasus@gmail.com

Mercatino dell’Antico @ Corso Mazzini - Giardini di Viale Matteotti
Ott 10@08:00

Il Mercatino dell’Antico si svolge ogni seconda domenica del mese in Piazza della Libertà e nelle vie limitrofe, dalla mattina fino al calare del sole. Nei mesi estivi il mercato si sposta nei giardini di Viale Matteotti.

Offre oggetti di vario genere e qualità, da prodotti di artigianato e di piccolo antiquariato, a capi d’abbigliamento, mobili, gioielli, libri, dipinti.

Per partecipare come espositori: Ufficio Commercio del Comune di Spoleto – Tel. 0743 218454 / 55

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Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo – F@MU 2021 @ Rocca Albornoz e Tempietto sul Clitunno
Ott 10@11:30
<!--:it-->Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo - F@MU 2021<!--:--> @ Rocca Albornoz e Tempietto sul Clitunno

Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo – F@MU 2021
Domenica 10 ottobre 2021
“Nulla accade prima di un sogno”
Rocca Albornoz e Museo Nazionale del Ducato di Spoleto
Tempietto sul Clitunno – Campello sul Clitunno

Dopo la pausa dovuta all’emergenza sanitaria, il 10 ottobre 2021 torna F@MU, Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo, giunta all’ottava edizione con il titolo Nulla accade prima di un sogno, occasione questa in cui poter visitare i musei italiani aderenti in modo speciale con tutta la famiglia.

Domenica 10 ottobre gli operatori didattici della Sistema Museo aspettano grandi e piccini per partecipare a Il sogno dei Longobardi, due attività ludico-didattiche rivolte alle famiglie con bambini di età compresa tra 6 e gli 11 anni, attuate in due specialissimi luoghi, custodi della cultura longobarda.

Il programma inizia alle ore 11:30 alla Rocca Albornoz e Museo Nazionale del Ducato di Spoleto, dove i partecipanti saranno condotti da un operatore didattico ad esplorare storie coinvolgenti per scoprire il fantastico mondo del popolo dalle lunghe barbe, i Longobardi.

Il secondo appuntamento è previsto alle ore 14:30 presso il Tempietto sul Clitunno a Campello sul Clitunno, dove i piccoli visitatori potranno ammirare e scoprire i segreti del meraviglioso scrigno d’arte longobardo, che proprio quest’anno celebra i dieci anni di iscrizione nella Lista Patrimonio Mondiale UNESCO quale parte del sito seriale “I longobardi in Italia. I luoghi del Potere (568-774 d.C.)”
 
Il tema proposto, “Il sogno dei Longobardi”, offre l’occasione di guidare famiglie e ragazzi alla scoperta di fantastici avvenimenti che coinvolgeranno tutti i partecipanti per rivivere un’esperienza da sogno!

L’evento è a cura di Sistema Museo con la supervisione del Direttore del Museo Nazionale del Ducato di Spoleto, il contributo e coordinamento del Comune di Campello sul Clitunno e la Direzione Regionale Musei dell’Umbria.

PROGRAMMA delle attività didattiche rivolte alle famiglie

“Il sogno dei Longobardi”
Domenica 10 ottobre 2021
Rocca Albornoz e Museo Nazionale del Ducato – Spoleto: inizio attività alle ore 11:30
Tempietto sul Clitunno – Campello sul Clitunno: inizio attività alle ore 14:30

La partecipazione alle attività in programma è GRATUITA, previo acquisto del biglietto d’ingresso al monumento, secondo le norme vigenti (ingresso gratuito fino a 17 anni).

Le visite guidate sono a numero chiuso e la prenotazione è obbligatoria fino ad esaurimento posti.
La partecipazione alle visite didattiche in programma prevede il rispetto dell’attuale normativa Covid-19.
In caso di maltempo l’attività in programma al Tempietto sul Clitunno sarà annullata.

Per informazioni e prenotazioni:
Sistema Museo – Servizi Educativi
Tempietto sul Clitunno | dal mercoledì alla domenica Tel. 0743. 275085 | tempiettodelclitunno@sistemamuseo.it
Rocca Albornoz | dal lunedì alla domenica Tel. 0743.224952 | museoducatospoleto@sistemamuseo.it

GIOVANNI CARANDENTE. Archives and Documents – visita guidata SPOLETO CARD @ Palazzo Collicola
Ott 10@11:30

Le visite guidate tematiche nei musei e i trekking in città sono GRATUITI per i POSSESSORI della SPOLETO CARD.

Le visite guidate tematiche e i trekking in città sono SOLO SU PRENOTAZIONE e A NUMERO CHIUSO.

Per i TREKKING IN CITTA’ la PRENOTAZIONE è OBBLIGATORIA entro le ore 18.00 del sabato precedente.

La partecipazione alle visite guidate prevede il rispetto dell’attuale normativa Covid-19.

Coloro che non hanno la SPOLETO CARD potranno partecipare:
– alle VISITE GUIDATE TEMATICHE nei musei con una tariffa di € 3,00 a persona, oltre il biglietto del museo.
– ai TREKKING IN CITTA’ con una tariffa di € 5,00 a persona, oltre il biglietto del museo dove previsto.

La SPOLETO CARD è un biglietto cumulativo che consente di accedere a numerosi siti museali del territorio e usufruire di particolari vantaggi.

La SPOLETO CARD si può acquistare nei siti museali aderenti ed è valida 7 giorni.

TARIFFE SPOLETO CARD:
Red Card: € 9,50
Green Card: € 8,00 (dai 15 ai 25 anni, oltre 65 anni, gruppi)
A cura di: Sistema Museo, in collaborazione con il Comune di Spoleto.

Per informazioni e prenotazioni:
Soc. Coop. Sistema Museo
Tel e fax 0743 46434 – 0743 224952
E-mail: info@spoletocard.it
Sito web: www.spoletocard.it

Ott
11
Lun
Mostra | INCANTO TARDOGOTICO. Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus @ Museo Diocesano
Ott 11 giorno intero

Dal 15 giugno al 7 novembre, grazie alla preziosa collaborazione dei Musei Vaticani, verrà riunito e sarà visibile per la prima volta il trittico composto dalla Madonna in trono con il Bambino e gli angeli, attualmente custodito nel Museo Diocesano di Spoleto, e dagli scomparti laterali con le raffigurazioni di Santa Paola Romana e Santa Eustochio che, scampati alla furia del terremoto del 1703, entrarono nel mercato dei collezionisti e sono documentati in Vaticano a partire dal 1867.

La mostra, dal titolo Incanto tardogotico. Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus, è curata da Adele Breda, referente del Reparto per l’Arte Bizantino-medievale dei Musei Vaticani, da Stefania Nardicchi, Conservatore del Museo Diocesano di Spoleto, e da Anna Pizzamano, Dottoranda in “Storia e Beni Culturali della Chiesa” presso la Pontificia Università Gregoriana.

In occasione del recente restauro dei due scomparti laterali conservati all’interno della Collezione Vaticana, riportanti le immagini di due sante poco note, Paola Romana ed Eustochio, madre e figlia che vissero all’epoca di San Girolamo (fine IV secolo), se ne è approfondito lo studio e si è cercato di trovare lo scomparto centrale perduto. Le ricerche hanno individuato al Museo Diocesano di Spoleto una tavola frammentata, dove è rappresentata una Madonna in trono col Bambino tra due angeli. Il dipinto, seppur mancante della parte inferiore, è stato riconosciuto come parte centrale del trittico. L’opera ornava in origine l’altare della chiesa di Santa Maria presso il castello di Abeto di Preci, da cui l’appellativo di Maria Santissima di Piè di Castello.

La Madonna di Spoleto è stata trasferita al Gabinetto di Ricerche Scientifiche applicate ai Beni Culturali dei Musei Vaticani, dove i diversi componenti sono stati esaminati a fondo: l’essenza lignea, i pigmenti, le incisioni e i punzoni ne hanno confermato la piena compatibilità. Con l’intento di approfondire lo studio di un pittore di elevatissima qualità non abbastanza noto, è stata selezionata anche un’opera più tarda del medesimo maestro da mettere a confronto, la Madonna in trono col Bambino tra due angeli, oggi custodita nel Museo di Arte Sacra e Religiosità Popolare “Beato Angelico” di Vicchio del Mugello.

Sono diversi i motivi che hanno condotto a questa scelta. Si tratta, infatti, di polittici realizzati da una delle botteghe fiorentine più raffinate e ricercate del tempo, destinati all’arredo liturgico di cappelle e pievi delle zone rurali di Umbria e Toscana. La sopravvivenza della sola tavola con la Madonna, sia nel caso di Abeto di Preci che in quello di Vicchio, attesta, altresì, una devozione mai interrotta e un legame affettivo e plurisecolare con il territorio, che ha resistito anche alla dispersione degli scomparti laterali. Grazie a questo accostamento è anche possibile intuire le dimensioni originarie della Madonna di Spoleto, gravemente danneggiata nel terremoto del 1703.

Due momenti del percorso stilistico del Maestro della Madonna Straus, attivo a Firenze tra il 1385 e il 1415, un pittore che, da un iniziale neogiottismo, lentamente si apre al nuovo stile internazionale, accogliendo in parte i modi di Lorenzo Monaco e di Gherardo Starnina, ma mantenendo sempre una sua originale arcaicità.

Titolo: Incanto Tardogotico, Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus
Sede: Spoleto, Museo Diocesano
Periodo: 15 giugno -7 novembre 2021
Catalogo: edito da Quattroemme, Perugia
Orari: Tutti giorni dalle 11 alle 18. Giorno di chiusura lunedì
Biglietti: Euro 5,00; gratuito fino a 6 anni e disabili con accompagnatore

Informazioni:
Tel.+39 0577 286300 – duomospoleto@operalaboratori.com
www.spoletonorcia.it

Mostra | VITTORIO MESSINA – DISHABITAT @ Palazzo Collicola
Ott 11 giorno intero

VITTORIO MESSINA | DISHABITAT
Palazzo Collicola, dal 9 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022
a cura di Marco Tonelli e Davide Silvioli

L’inaugurazione è in programma sabato 9 ottobre alle ore 11.30.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione: cultura.turismo@comune.spoleto.pg.it

In una larga parte del suo lavoro Vittorio Messina ha sviluppato il tema dell’Habitat e del costruire, concentrando la sua attenzione sulle iconografie di “celle” e “stanze” intese come elemento base dell’architettura.

Il carattere aperto e enigmatico delle sue opere è accostabile in parte col modo di costruire il pensiero e il linguaggio del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, o coi romanzi dello scrittore praghese Franz Kafka o ancora con le teorie della fisica quantistica. Senza mai basare il suo discorso su contenuti critici, politici, sociali, economici o ideologici, l’opera di Messina è una chiara metafora del costruire l’opera d’arte come attività sempre fluida, dinamica, mobile, concreta e allo stesso tempo misteriosa, immateriale e metafisica, una sorta di cantiere attraversato dalle esigenze del presente e dalle possibilità del futuro.

Come in tante altre occasioni, dunque l’artista ha elaborato appositamente per lo spazio – in questo caso il Piano Nobile di Palazzo Collicola – un progetto specifico dal titolo Dishabitat, composto da due grandi opere pensate e realizzate per il luogo, progetto quindi che si colloca e deriva dalla natura del sito destinato ad accoglierlo, e nello stesso tempo alimenta un campo di riflessione sull’attualità delle condizioni e delle emergenze del nostro tempo.

La ricostruzione essenziale di un edificio tagliato dal pavimento stesso del Salone d’Onore di Palazzo Collicola dal titolo Dishabitat 1 (di cui si vede solo la copertura del tetto e parte del muro di sostegno in blocchetti di gasbeton), analogamente alla trasformazione della lunga Galleria in uno spazio denso di luce rossa dal titolo Dishabitat 2, definiscono un percorso abitativo in forma di cantiere all’interno di ambienti che oggi sono di natura strettamente museale, ma che in passato furono dimora e luoghi di rappresentanza della famiglia Collicola.

L’edificio, costruito dall’architetto Sebastiano Cipriani nel 1730 con annesso giardino, fu acquistato nel 1939 dal Comune di Spoleto ed è diventato poi, nel 2000, sede della Galleria d’Arte Moderna e nel 2010 anche della Pinacoteca civica.

In senso metaforico, rispetto all’idea di un habitat originario, già modificato dalla sua trasformazione in museo, Messina ne ha aggiunto un altro (di qui il termine dishabitat) di matrice concettuale e contemporanea, che rende le sue opere dei veri e propri cantieri metafisici e mentali. L’abbassamento del punto di vista della cima di una casa e la suggestione di una luce rossa provocata dal fenomeno di un allontanamento (il tipico effetto fisico del redshift gravitazionale), sono dunque per Messina forme di distanziamento dal tempo e dal luogo, ma anche di paradossale riavvicinamento al presente, e di elevazione della nostra percezione e visione del mondo.

Il progetto espositivo usufruisce della sponsorizzazione tecnica dell’azienda Leroy-Merlin e del sostegno della Galleria Nicola Pedana, mentre il catalogo della mostra verrà pubblicato nel corso dell’esposizione.

Biografia
Vittorio Messina è nato a Zafferana Etnea (Catania) nel 1946. Compie gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura di Roma, dove, alla fine degli anni Settanta, esordisce nello spazio di Sant’Agata dei Goti, punto di incontro e luogo di sperimentazione della giovane arte di quegli anni, con La Muraglia Cinese, una mostra articolata intorno all’omonimo testo kafkiano.
Fin dalle mostre alla galleria La Salita di Roma (1982), e alla galleria Locus Solus di Genova (1983), il suo lavoro si orienta verso una forma di scultura ambientale, e dopo le personali alla galleria Minini di Brescia (1985) e al PAC di Milano (1986), Messina espone le prime “celle” alla Moltkerei Werkstatt di Colonia e alla galleria Shimada di Yamaguchi (Giappone), veri e propri edifici costruiti con materiali seriali di uso edilizio, autoilluminati con lampade industriali.
Nel 1987, a Palazzo Taverna in Roma (Incontri Internazionali d’Arte), all’interno di un ciclo dove si succedono gli interventi di Maria Nordman, Bruce Naumann e Luca Maria Patella, Messina costruisce una “cella” e pubblica un testo, “Paesaggio con luce lontana”, dove affiora la tematica heisenberghiana dell’indeterminazione, già presente peraltro nella mostra Spostamenti sulla banda del rosso di Villa Romana (Firenze 1985). Da questo momento il suo lavoro si svolge con stringente continuità visionaria nel grande Krater esposto alla mostra Europa Oggi del Museo Pecci di Prato (1988), nell’installazione totale alla galleria Oddi Baglioni di Roma dello stesso anno, fino alla mostra Aetatis suae alla galleria Tucci Russo di Torino (1990).
Dalla “cella” della galleria Minini, Brescia (1991), a quella del Kunstverein di Kassel (1991) e della galleria Victoria Miro (Londra 1992), come nelle 24 finestre della mostra Lux Europae di Edinburgh (1992), fino ai lavori del Castello di Girifalco, Cortona (con Thomas Schütte, 1993), l’opera di Messina si configura con l’imprevedibilità e il disincanto di un vero e proprio cantiere metafisico. Seguono negli anni Novanta, le mostre al Kunstverein di Düsseldorf, alla Villa delle Rose di Bologna, alla National Galerie di Berlino, al Museo di Erfurt, al Museo di Leeds, fino alle grandi installazioni nei Dialoghi (Maschio Angioino e Castel dell’Ovo di Napoli, 2002). Nella mostra A village and its surroundings (H. Moore Foundation, Halifax 1999) alcune installazioni includono l’uso di film-video. In La discrezione del tempo 1 (Museo Ujazdovki, Varsavia, 2002), e in Una città visibile (Modena, 2004), e poi ancora nelle Cronografie, o della città verticale (Cavallerizza Reale, Torino (2006) e in Momentanea Mens (DKM Foundation, Duisburg 2009), lo spazio-tempo dell’habitat umano tende a espandersi ulteriormente, fino alla dilatazione estrema di Hermes, film della durata di 72 ore. Infine, nella mostra alla Galleria Guidi di (Roma, 2011), come nelle opere al MACRO (Eighties are Back, Roma 2011) e nella mostra con Thomas Schütte alla Villa Massimo (Roma 2011), Messina rafforza la componente tautologica del suo lavoro e avvia una nuova riflessione sulle forze e le dimensioni dello spazio reale. Nel 2014 espone al MACRO di Roma e alla Kunsthalle di Göppingen, nel 2015 è invitato alla mostra Au rendez vous des Amis organizzata dalla Fondazione Burri a Città di Castello, nel 2016 tiene una personale presso il Regio Albergo delle Povere e il Museo Riso di Palermo e nel 2019 è invitato alla Biennale de L’Havana.

Orario di apertura:
Palazzo Collicola Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”
Appartamento Nobile e mostre temporanee
dal giovedì al lunedì 10:30-13:00/15:00-17:30
chiuso martedì e mercoledì

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Ott 11 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

Facebook: Cinéma Sala Pegasus
cinemasalapegasus@gmail.com
Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
Facebook: Cinema Sala Frau
cinemasalafrau@gmail.com
Tel. 0743/522177

Per ricevere la NEWSLETTER invia una e-mail all’indirizzo cinemasalapegasus@gmail.com

Ott
12
Mar
Mostra | INCANTO TARDOGOTICO. Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus @ Museo Diocesano
Ott 12 giorno intero

Dal 15 giugno al 7 novembre, grazie alla preziosa collaborazione dei Musei Vaticani, verrà riunito e sarà visibile per la prima volta il trittico composto dalla Madonna in trono con il Bambino e gli angeli, attualmente custodito nel Museo Diocesano di Spoleto, e dagli scomparti laterali con le raffigurazioni di Santa Paola Romana e Santa Eustochio che, scampati alla furia del terremoto del 1703, entrarono nel mercato dei collezionisti e sono documentati in Vaticano a partire dal 1867.

La mostra, dal titolo Incanto tardogotico. Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus, è curata da Adele Breda, referente del Reparto per l’Arte Bizantino-medievale dei Musei Vaticani, da Stefania Nardicchi, Conservatore del Museo Diocesano di Spoleto, e da Anna Pizzamano, Dottoranda in “Storia e Beni Culturali della Chiesa” presso la Pontificia Università Gregoriana.

In occasione del recente restauro dei due scomparti laterali conservati all’interno della Collezione Vaticana, riportanti le immagini di due sante poco note, Paola Romana ed Eustochio, madre e figlia che vissero all’epoca di San Girolamo (fine IV secolo), se ne è approfondito lo studio e si è cercato di trovare lo scomparto centrale perduto. Le ricerche hanno individuato al Museo Diocesano di Spoleto una tavola frammentata, dove è rappresentata una Madonna in trono col Bambino tra due angeli. Il dipinto, seppur mancante della parte inferiore, è stato riconosciuto come parte centrale del trittico. L’opera ornava in origine l’altare della chiesa di Santa Maria presso il castello di Abeto di Preci, da cui l’appellativo di Maria Santissima di Piè di Castello.

La Madonna di Spoleto è stata trasferita al Gabinetto di Ricerche Scientifiche applicate ai Beni Culturali dei Musei Vaticani, dove i diversi componenti sono stati esaminati a fondo: l’essenza lignea, i pigmenti, le incisioni e i punzoni ne hanno confermato la piena compatibilità. Con l’intento di approfondire lo studio di un pittore di elevatissima qualità non abbastanza noto, è stata selezionata anche un’opera più tarda del medesimo maestro da mettere a confronto, la Madonna in trono col Bambino tra due angeli, oggi custodita nel Museo di Arte Sacra e Religiosità Popolare “Beato Angelico” di Vicchio del Mugello.

Sono diversi i motivi che hanno condotto a questa scelta. Si tratta, infatti, di polittici realizzati da una delle botteghe fiorentine più raffinate e ricercate del tempo, destinati all’arredo liturgico di cappelle e pievi delle zone rurali di Umbria e Toscana. La sopravvivenza della sola tavola con la Madonna, sia nel caso di Abeto di Preci che in quello di Vicchio, attesta, altresì, una devozione mai interrotta e un legame affettivo e plurisecolare con il territorio, che ha resistito anche alla dispersione degli scomparti laterali. Grazie a questo accostamento è anche possibile intuire le dimensioni originarie della Madonna di Spoleto, gravemente danneggiata nel terremoto del 1703.

Due momenti del percorso stilistico del Maestro della Madonna Straus, attivo a Firenze tra il 1385 e il 1415, un pittore che, da un iniziale neogiottismo, lentamente si apre al nuovo stile internazionale, accogliendo in parte i modi di Lorenzo Monaco e di Gherardo Starnina, ma mantenendo sempre una sua originale arcaicità.

Titolo: Incanto Tardogotico, Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus
Sede: Spoleto, Museo Diocesano
Periodo: 15 giugno -7 novembre 2021
Catalogo: edito da Quattroemme, Perugia
Orari: Tutti giorni dalle 11 alle 18. Giorno di chiusura lunedì
Biglietti: Euro 5,00; gratuito fino a 6 anni e disabili con accompagnatore

Informazioni:
Tel.+39 0577 286300 – duomospoleto@operalaboratori.com
www.spoletonorcia.it

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Ott 12 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

Facebook: Cinéma Sala Pegasus
cinemasalapegasus@gmail.com
Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
Facebook: Cinema Sala Frau
cinemasalafrau@gmail.com
Tel. 0743/522177

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Ott
13
Mer
Mostra | FRAMMENTI DI MEMORIE. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano
Ott 13 giorno intero

Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal 26 settembre 2021 al 6 gennaio 2022
Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina

Fino al 6 gennaio nel giardino del Teatro romano e nelle sale del Museo archeologico nazionale di Spoleto saranno esposti alcuni manufatti del piano di riuso delle macerie realizzato dall’arch. Matteo Ferroni per il Comune di Norcia, messi a confronto con alcuni reperti archeologici della Valnerina. La mostra, intitolata Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina sarà inaugurata dalla direttrice Silvia Casciarri domenica 26 settembre alle ore 11.

L’allestimento mette a confronto due modalità di ricostruzione. Da una parte la ricomposizione filologica dei frammenti archeologici in oggetti originari e dall’altra la ricomposizione dei frammenti architettonici in nuove forme e nuove funzioni.

Orario di apertura:
Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal mercoledì alla domenica 8:30–19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
chiuso lunedì e martedì

Mostra | INCANTO TARDOGOTICO. Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus @ Museo Diocesano
Ott 13 giorno intero

Dal 15 giugno al 7 novembre, grazie alla preziosa collaborazione dei Musei Vaticani, verrà riunito e sarà visibile per la prima volta il trittico composto dalla Madonna in trono con il Bambino e gli angeli, attualmente custodito nel Museo Diocesano di Spoleto, e dagli scomparti laterali con le raffigurazioni di Santa Paola Romana e Santa Eustochio che, scampati alla furia del terremoto del 1703, entrarono nel mercato dei collezionisti e sono documentati in Vaticano a partire dal 1867.

La mostra, dal titolo Incanto tardogotico. Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus, è curata da Adele Breda, referente del Reparto per l’Arte Bizantino-medievale dei Musei Vaticani, da Stefania Nardicchi, Conservatore del Museo Diocesano di Spoleto, e da Anna Pizzamano, Dottoranda in “Storia e Beni Culturali della Chiesa” presso la Pontificia Università Gregoriana.

In occasione del recente restauro dei due scomparti laterali conservati all’interno della Collezione Vaticana, riportanti le immagini di due sante poco note, Paola Romana ed Eustochio, madre e figlia che vissero all’epoca di San Girolamo (fine IV secolo), se ne è approfondito lo studio e si è cercato di trovare lo scomparto centrale perduto. Le ricerche hanno individuato al Museo Diocesano di Spoleto una tavola frammentata, dove è rappresentata una Madonna in trono col Bambino tra due angeli. Il dipinto, seppur mancante della parte inferiore, è stato riconosciuto come parte centrale del trittico. L’opera ornava in origine l’altare della chiesa di Santa Maria presso il castello di Abeto di Preci, da cui l’appellativo di Maria Santissima di Piè di Castello.

La Madonna di Spoleto è stata trasferita al Gabinetto di Ricerche Scientifiche applicate ai Beni Culturali dei Musei Vaticani, dove i diversi componenti sono stati esaminati a fondo: l’essenza lignea, i pigmenti, le incisioni e i punzoni ne hanno confermato la piena compatibilità. Con l’intento di approfondire lo studio di un pittore di elevatissima qualità non abbastanza noto, è stata selezionata anche un’opera più tarda del medesimo maestro da mettere a confronto, la Madonna in trono col Bambino tra due angeli, oggi custodita nel Museo di Arte Sacra e Religiosità Popolare “Beato Angelico” di Vicchio del Mugello.

Sono diversi i motivi che hanno condotto a questa scelta. Si tratta, infatti, di polittici realizzati da una delle botteghe fiorentine più raffinate e ricercate del tempo, destinati all’arredo liturgico di cappelle e pievi delle zone rurali di Umbria e Toscana. La sopravvivenza della sola tavola con la Madonna, sia nel caso di Abeto di Preci che in quello di Vicchio, attesta, altresì, una devozione mai interrotta e un legame affettivo e plurisecolare con il territorio, che ha resistito anche alla dispersione degli scomparti laterali. Grazie a questo accostamento è anche possibile intuire le dimensioni originarie della Madonna di Spoleto, gravemente danneggiata nel terremoto del 1703.

Due momenti del percorso stilistico del Maestro della Madonna Straus, attivo a Firenze tra il 1385 e il 1415, un pittore che, da un iniziale neogiottismo, lentamente si apre al nuovo stile internazionale, accogliendo in parte i modi di Lorenzo Monaco e di Gherardo Starnina, ma mantenendo sempre una sua originale arcaicità.

Titolo: Incanto Tardogotico, Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus
Sede: Spoleto, Museo Diocesano
Periodo: 15 giugno -7 novembre 2021
Catalogo: edito da Quattroemme, Perugia
Orari: Tutti giorni dalle 11 alle 18. Giorno di chiusura lunedì
Biglietti: Euro 5,00; gratuito fino a 6 anni e disabili con accompagnatore

Informazioni:
Tel.+39 0577 286300 – duomospoleto@operalaboratori.com
www.spoletonorcia.it

Mostra | VITTORIO MESSINA – DISHABITAT @ Palazzo Collicola
Ott 13 giorno intero

VITTORIO MESSINA | DISHABITAT
Palazzo Collicola, dal 9 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022
a cura di Marco Tonelli e Davide Silvioli

L’inaugurazione è in programma sabato 9 ottobre alle ore 11.30.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione: cultura.turismo@comune.spoleto.pg.it

In una larga parte del suo lavoro Vittorio Messina ha sviluppato il tema dell’Habitat e del costruire, concentrando la sua attenzione sulle iconografie di “celle” e “stanze” intese come elemento base dell’architettura.

Il carattere aperto e enigmatico delle sue opere è accostabile in parte col modo di costruire il pensiero e il linguaggio del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, o coi romanzi dello scrittore praghese Franz Kafka o ancora con le teorie della fisica quantistica. Senza mai basare il suo discorso su contenuti critici, politici, sociali, economici o ideologici, l’opera di Messina è una chiara metafora del costruire l’opera d’arte come attività sempre fluida, dinamica, mobile, concreta e allo stesso tempo misteriosa, immateriale e metafisica, una sorta di cantiere attraversato dalle esigenze del presente e dalle possibilità del futuro.

Come in tante altre occasioni, dunque l’artista ha elaborato appositamente per lo spazio – in questo caso il Piano Nobile di Palazzo Collicola – un progetto specifico dal titolo Dishabitat, composto da due grandi opere pensate e realizzate per il luogo, progetto quindi che si colloca e deriva dalla natura del sito destinato ad accoglierlo, e nello stesso tempo alimenta un campo di riflessione sull’attualità delle condizioni e delle emergenze del nostro tempo.

La ricostruzione essenziale di un edificio tagliato dal pavimento stesso del Salone d’Onore di Palazzo Collicola dal titolo Dishabitat 1 (di cui si vede solo la copertura del tetto e parte del muro di sostegno in blocchetti di gasbeton), analogamente alla trasformazione della lunga Galleria in uno spazio denso di luce rossa dal titolo Dishabitat 2, definiscono un percorso abitativo in forma di cantiere all’interno di ambienti che oggi sono di natura strettamente museale, ma che in passato furono dimora e luoghi di rappresentanza della famiglia Collicola.

L’edificio, costruito dall’architetto Sebastiano Cipriani nel 1730 con annesso giardino, fu acquistato nel 1939 dal Comune di Spoleto ed è diventato poi, nel 2000, sede della Galleria d’Arte Moderna e nel 2010 anche della Pinacoteca civica.

In senso metaforico, rispetto all’idea di un habitat originario, già modificato dalla sua trasformazione in museo, Messina ne ha aggiunto un altro (di qui il termine dishabitat) di matrice concettuale e contemporanea, che rende le sue opere dei veri e propri cantieri metafisici e mentali. L’abbassamento del punto di vista della cima di una casa e la suggestione di una luce rossa provocata dal fenomeno di un allontanamento (il tipico effetto fisico del redshift gravitazionale), sono dunque per Messina forme di distanziamento dal tempo e dal luogo, ma anche di paradossale riavvicinamento al presente, e di elevazione della nostra percezione e visione del mondo.

Il progetto espositivo usufruisce della sponsorizzazione tecnica dell’azienda Leroy-Merlin e del sostegno della Galleria Nicola Pedana, mentre il catalogo della mostra verrà pubblicato nel corso dell’esposizione.

Biografia
Vittorio Messina è nato a Zafferana Etnea (Catania) nel 1946. Compie gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura di Roma, dove, alla fine degli anni Settanta, esordisce nello spazio di Sant’Agata dei Goti, punto di incontro e luogo di sperimentazione della giovane arte di quegli anni, con La Muraglia Cinese, una mostra articolata intorno all’omonimo testo kafkiano.
Fin dalle mostre alla galleria La Salita di Roma (1982), e alla galleria Locus Solus di Genova (1983), il suo lavoro si orienta verso una forma di scultura ambientale, e dopo le personali alla galleria Minini di Brescia (1985) e al PAC di Milano (1986), Messina espone le prime “celle” alla Moltkerei Werkstatt di Colonia e alla galleria Shimada di Yamaguchi (Giappone), veri e propri edifici costruiti con materiali seriali di uso edilizio, autoilluminati con lampade industriali.
Nel 1987, a Palazzo Taverna in Roma (Incontri Internazionali d’Arte), all’interno di un ciclo dove si succedono gli interventi di Maria Nordman, Bruce Naumann e Luca Maria Patella, Messina costruisce una “cella” e pubblica un testo, “Paesaggio con luce lontana”, dove affiora la tematica heisenberghiana dell’indeterminazione, già presente peraltro nella mostra Spostamenti sulla banda del rosso di Villa Romana (Firenze 1985). Da questo momento il suo lavoro si svolge con stringente continuità visionaria nel grande Krater esposto alla mostra Europa Oggi del Museo Pecci di Prato (1988), nell’installazione totale alla galleria Oddi Baglioni di Roma dello stesso anno, fino alla mostra Aetatis suae alla galleria Tucci Russo di Torino (1990).
Dalla “cella” della galleria Minini, Brescia (1991), a quella del Kunstverein di Kassel (1991) e della galleria Victoria Miro (Londra 1992), come nelle 24 finestre della mostra Lux Europae di Edinburgh (1992), fino ai lavori del Castello di Girifalco, Cortona (con Thomas Schütte, 1993), l’opera di Messina si configura con l’imprevedibilità e il disincanto di un vero e proprio cantiere metafisico. Seguono negli anni Novanta, le mostre al Kunstverein di Düsseldorf, alla Villa delle Rose di Bologna, alla National Galerie di Berlino, al Museo di Erfurt, al Museo di Leeds, fino alle grandi installazioni nei Dialoghi (Maschio Angioino e Castel dell’Ovo di Napoli, 2002). Nella mostra A village and its surroundings (H. Moore Foundation, Halifax 1999) alcune installazioni includono l’uso di film-video. In La discrezione del tempo 1 (Museo Ujazdovki, Varsavia, 2002), e in Una città visibile (Modena, 2004), e poi ancora nelle Cronografie, o della città verticale (Cavallerizza Reale, Torino (2006) e in Momentanea Mens (DKM Foundation, Duisburg 2009), lo spazio-tempo dell’habitat umano tende a espandersi ulteriormente, fino alla dilatazione estrema di Hermes, film della durata di 72 ore. Infine, nella mostra alla Galleria Guidi di (Roma, 2011), come nelle opere al MACRO (Eighties are Back, Roma 2011) e nella mostra con Thomas Schütte alla Villa Massimo (Roma 2011), Messina rafforza la componente tautologica del suo lavoro e avvia una nuova riflessione sulle forze e le dimensioni dello spazio reale. Nel 2014 espone al MACRO di Roma e alla Kunsthalle di Göppingen, nel 2015 è invitato alla mostra Au rendez vous des Amis organizzata dalla Fondazione Burri a Città di Castello, nel 2016 tiene una personale presso il Regio Albergo delle Povere e il Museo Riso di Palermo e nel 2019 è invitato alla Biennale de L’Havana.

Orario di apertura:
Palazzo Collicola Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”
Appartamento Nobile e mostre temporanee
dal giovedì al lunedì 10:30-13:00/15:00-17:30
chiuso martedì e mercoledì

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Ott 13 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

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Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
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Tel. 0743/522177

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Ott
14
Gio
Mostra | FRAMMENTI DI MEMORIE. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano
Ott 14 giorno intero

Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal 26 settembre 2021 al 6 gennaio 2022
Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina

Fino al 6 gennaio nel giardino del Teatro romano e nelle sale del Museo archeologico nazionale di Spoleto saranno esposti alcuni manufatti del piano di riuso delle macerie realizzato dall’arch. Matteo Ferroni per il Comune di Norcia, messi a confronto con alcuni reperti archeologici della Valnerina. La mostra, intitolata Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina sarà inaugurata dalla direttrice Silvia Casciarri domenica 26 settembre alle ore 11.

L’allestimento mette a confronto due modalità di ricostruzione. Da una parte la ricomposizione filologica dei frammenti archeologici in oggetti originari e dall’altra la ricomposizione dei frammenti architettonici in nuove forme e nuove funzioni.

Orario di apertura:
Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal mercoledì alla domenica 8:30–19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
chiuso lunedì e martedì

Mostra | INCANTO TARDOGOTICO. Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus @ Museo Diocesano
Ott 14 giorno intero

Dal 15 giugno al 7 novembre, grazie alla preziosa collaborazione dei Musei Vaticani, verrà riunito e sarà visibile per la prima volta il trittico composto dalla Madonna in trono con il Bambino e gli angeli, attualmente custodito nel Museo Diocesano di Spoleto, e dagli scomparti laterali con le raffigurazioni di Santa Paola Romana e Santa Eustochio che, scampati alla furia del terremoto del 1703, entrarono nel mercato dei collezionisti e sono documentati in Vaticano a partire dal 1867.

La mostra, dal titolo Incanto tardogotico. Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus, è curata da Adele Breda, referente del Reparto per l’Arte Bizantino-medievale dei Musei Vaticani, da Stefania Nardicchi, Conservatore del Museo Diocesano di Spoleto, e da Anna Pizzamano, Dottoranda in “Storia e Beni Culturali della Chiesa” presso la Pontificia Università Gregoriana.

In occasione del recente restauro dei due scomparti laterali conservati all’interno della Collezione Vaticana, riportanti le immagini di due sante poco note, Paola Romana ed Eustochio, madre e figlia che vissero all’epoca di San Girolamo (fine IV secolo), se ne è approfondito lo studio e si è cercato di trovare lo scomparto centrale perduto. Le ricerche hanno individuato al Museo Diocesano di Spoleto una tavola frammentata, dove è rappresentata una Madonna in trono col Bambino tra due angeli. Il dipinto, seppur mancante della parte inferiore, è stato riconosciuto come parte centrale del trittico. L’opera ornava in origine l’altare della chiesa di Santa Maria presso il castello di Abeto di Preci, da cui l’appellativo di Maria Santissima di Piè di Castello.

La Madonna di Spoleto è stata trasferita al Gabinetto di Ricerche Scientifiche applicate ai Beni Culturali dei Musei Vaticani, dove i diversi componenti sono stati esaminati a fondo: l’essenza lignea, i pigmenti, le incisioni e i punzoni ne hanno confermato la piena compatibilità. Con l’intento di approfondire lo studio di un pittore di elevatissima qualità non abbastanza noto, è stata selezionata anche un’opera più tarda del medesimo maestro da mettere a confronto, la Madonna in trono col Bambino tra due angeli, oggi custodita nel Museo di Arte Sacra e Religiosità Popolare “Beato Angelico” di Vicchio del Mugello.

Sono diversi i motivi che hanno condotto a questa scelta. Si tratta, infatti, di polittici realizzati da una delle botteghe fiorentine più raffinate e ricercate del tempo, destinati all’arredo liturgico di cappelle e pievi delle zone rurali di Umbria e Toscana. La sopravvivenza della sola tavola con la Madonna, sia nel caso di Abeto di Preci che in quello di Vicchio, attesta, altresì, una devozione mai interrotta e un legame affettivo e plurisecolare con il territorio, che ha resistito anche alla dispersione degli scomparti laterali. Grazie a questo accostamento è anche possibile intuire le dimensioni originarie della Madonna di Spoleto, gravemente danneggiata nel terremoto del 1703.

Due momenti del percorso stilistico del Maestro della Madonna Straus, attivo a Firenze tra il 1385 e il 1415, un pittore che, da un iniziale neogiottismo, lentamente si apre al nuovo stile internazionale, accogliendo in parte i modi di Lorenzo Monaco e di Gherardo Starnina, ma mantenendo sempre una sua originale arcaicità.

Titolo: Incanto Tardogotico, Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus
Sede: Spoleto, Museo Diocesano
Periodo: 15 giugno -7 novembre 2021
Catalogo: edito da Quattroemme, Perugia
Orari: Tutti giorni dalle 11 alle 18. Giorno di chiusura lunedì
Biglietti: Euro 5,00; gratuito fino a 6 anni e disabili con accompagnatore

Informazioni:
Tel.+39 0577 286300 – duomospoleto@operalaboratori.com
www.spoletonorcia.it

Mostra | VITTORIO MESSINA – DISHABITAT @ Palazzo Collicola
Ott 14 giorno intero

VITTORIO MESSINA | DISHABITAT
Palazzo Collicola, dal 9 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022
a cura di Marco Tonelli e Davide Silvioli

L’inaugurazione è in programma sabato 9 ottobre alle ore 11.30.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione: cultura.turismo@comune.spoleto.pg.it

In una larga parte del suo lavoro Vittorio Messina ha sviluppato il tema dell’Habitat e del costruire, concentrando la sua attenzione sulle iconografie di “celle” e “stanze” intese come elemento base dell’architettura.

Il carattere aperto e enigmatico delle sue opere è accostabile in parte col modo di costruire il pensiero e il linguaggio del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, o coi romanzi dello scrittore praghese Franz Kafka o ancora con le teorie della fisica quantistica. Senza mai basare il suo discorso su contenuti critici, politici, sociali, economici o ideologici, l’opera di Messina è una chiara metafora del costruire l’opera d’arte come attività sempre fluida, dinamica, mobile, concreta e allo stesso tempo misteriosa, immateriale e metafisica, una sorta di cantiere attraversato dalle esigenze del presente e dalle possibilità del futuro.

Come in tante altre occasioni, dunque l’artista ha elaborato appositamente per lo spazio – in questo caso il Piano Nobile di Palazzo Collicola – un progetto specifico dal titolo Dishabitat, composto da due grandi opere pensate e realizzate per il luogo, progetto quindi che si colloca e deriva dalla natura del sito destinato ad accoglierlo, e nello stesso tempo alimenta un campo di riflessione sull’attualità delle condizioni e delle emergenze del nostro tempo.

La ricostruzione essenziale di un edificio tagliato dal pavimento stesso del Salone d’Onore di Palazzo Collicola dal titolo Dishabitat 1 (di cui si vede solo la copertura del tetto e parte del muro di sostegno in blocchetti di gasbeton), analogamente alla trasformazione della lunga Galleria in uno spazio denso di luce rossa dal titolo Dishabitat 2, definiscono un percorso abitativo in forma di cantiere all’interno di ambienti che oggi sono di natura strettamente museale, ma che in passato furono dimora e luoghi di rappresentanza della famiglia Collicola.

L’edificio, costruito dall’architetto Sebastiano Cipriani nel 1730 con annesso giardino, fu acquistato nel 1939 dal Comune di Spoleto ed è diventato poi, nel 2000, sede della Galleria d’Arte Moderna e nel 2010 anche della Pinacoteca civica.

In senso metaforico, rispetto all’idea di un habitat originario, già modificato dalla sua trasformazione in museo, Messina ne ha aggiunto un altro (di qui il termine dishabitat) di matrice concettuale e contemporanea, che rende le sue opere dei veri e propri cantieri metafisici e mentali. L’abbassamento del punto di vista della cima di una casa e la suggestione di una luce rossa provocata dal fenomeno di un allontanamento (il tipico effetto fisico del redshift gravitazionale), sono dunque per Messina forme di distanziamento dal tempo e dal luogo, ma anche di paradossale riavvicinamento al presente, e di elevazione della nostra percezione e visione del mondo.

Il progetto espositivo usufruisce della sponsorizzazione tecnica dell’azienda Leroy-Merlin e del sostegno della Galleria Nicola Pedana, mentre il catalogo della mostra verrà pubblicato nel corso dell’esposizione.

Biografia
Vittorio Messina è nato a Zafferana Etnea (Catania) nel 1946. Compie gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura di Roma, dove, alla fine degli anni Settanta, esordisce nello spazio di Sant’Agata dei Goti, punto di incontro e luogo di sperimentazione della giovane arte di quegli anni, con La Muraglia Cinese, una mostra articolata intorno all’omonimo testo kafkiano.
Fin dalle mostre alla galleria La Salita di Roma (1982), e alla galleria Locus Solus di Genova (1983), il suo lavoro si orienta verso una forma di scultura ambientale, e dopo le personali alla galleria Minini di Brescia (1985) e al PAC di Milano (1986), Messina espone le prime “celle” alla Moltkerei Werkstatt di Colonia e alla galleria Shimada di Yamaguchi (Giappone), veri e propri edifici costruiti con materiali seriali di uso edilizio, autoilluminati con lampade industriali.
Nel 1987, a Palazzo Taverna in Roma (Incontri Internazionali d’Arte), all’interno di un ciclo dove si succedono gli interventi di Maria Nordman, Bruce Naumann e Luca Maria Patella, Messina costruisce una “cella” e pubblica un testo, “Paesaggio con luce lontana”, dove affiora la tematica heisenberghiana dell’indeterminazione, già presente peraltro nella mostra Spostamenti sulla banda del rosso di Villa Romana (Firenze 1985). Da questo momento il suo lavoro si svolge con stringente continuità visionaria nel grande Krater esposto alla mostra Europa Oggi del Museo Pecci di Prato (1988), nell’installazione totale alla galleria Oddi Baglioni di Roma dello stesso anno, fino alla mostra Aetatis suae alla galleria Tucci Russo di Torino (1990).
Dalla “cella” della galleria Minini, Brescia (1991), a quella del Kunstverein di Kassel (1991) e della galleria Victoria Miro (Londra 1992), come nelle 24 finestre della mostra Lux Europae di Edinburgh (1992), fino ai lavori del Castello di Girifalco, Cortona (con Thomas Schütte, 1993), l’opera di Messina si configura con l’imprevedibilità e il disincanto di un vero e proprio cantiere metafisico. Seguono negli anni Novanta, le mostre al Kunstverein di Düsseldorf, alla Villa delle Rose di Bologna, alla National Galerie di Berlino, al Museo di Erfurt, al Museo di Leeds, fino alle grandi installazioni nei Dialoghi (Maschio Angioino e Castel dell’Ovo di Napoli, 2002). Nella mostra A village and its surroundings (H. Moore Foundation, Halifax 1999) alcune installazioni includono l’uso di film-video. In La discrezione del tempo 1 (Museo Ujazdovki, Varsavia, 2002), e in Una città visibile (Modena, 2004), e poi ancora nelle Cronografie, o della città verticale (Cavallerizza Reale, Torino (2006) e in Momentanea Mens (DKM Foundation, Duisburg 2009), lo spazio-tempo dell’habitat umano tende a espandersi ulteriormente, fino alla dilatazione estrema di Hermes, film della durata di 72 ore. Infine, nella mostra alla Galleria Guidi di (Roma, 2011), come nelle opere al MACRO (Eighties are Back, Roma 2011) e nella mostra con Thomas Schütte alla Villa Massimo (Roma 2011), Messina rafforza la componente tautologica del suo lavoro e avvia una nuova riflessione sulle forze e le dimensioni dello spazio reale. Nel 2014 espone al MACRO di Roma e alla Kunsthalle di Göppingen, nel 2015 è invitato alla mostra Au rendez vous des Amis organizzata dalla Fondazione Burri a Città di Castello, nel 2016 tiene una personale presso il Regio Albergo delle Povere e il Museo Riso di Palermo e nel 2019 è invitato alla Biennale de L’Havana.

Orario di apertura:
Palazzo Collicola Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”
Appartamento Nobile e mostre temporanee
dal giovedì al lunedì 10:30-13:00/15:00-17:30
chiuso martedì e mercoledì

Motogiro d’Italia 2021 @ Spoleto
Ott 14 giorno intero
<!--:it-->Motogiro d'Italia 2021<!--:--> @ Spoleto

MOTOGIRO D’ITALIA 2021
30° anniversario della rievocazione storica

Il 14 Ottobre, Spoleto ospiterà una tappa del Motogiro d’Italia 2021

L’arrivo a Spoleto sia di moto che di auto storiche provenienti da Grosseto è previsto per il pomeriggio di Giovedì 14 presso Via S. Carlo e piazzale Roma. La ripartenza è prevista venerdì 15 alle ore 9.00.

La Carovana dei partecipanti sarà composta da circa 80/100 moto e scooter tra moderni e d’epoca e tra 30/50 vetture dell’Autogiro d’Italia.

Per maggiori informazioni: www.motogiroitalia.it

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Ott 14 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

Facebook: Cinéma Sala Pegasus
cinemasalapegasus@gmail.com
Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
Facebook: Cinema Sala Frau
cinemasalafrau@gmail.com
Tel. 0743/522177

Per ricevere la NEWSLETTER invia una e-mail all’indirizzo cinemasalapegasus@gmail.com

Ott
15
Ven
Mostra | FRAMMENTI DI MEMORIE. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano
Ott 15 giorno intero

Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal 26 settembre 2021 al 6 gennaio 2022
Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina

Fino al 6 gennaio nel giardino del Teatro romano e nelle sale del Museo archeologico nazionale di Spoleto saranno esposti alcuni manufatti del piano di riuso delle macerie realizzato dall’arch. Matteo Ferroni per il Comune di Norcia, messi a confronto con alcuni reperti archeologici della Valnerina. La mostra, intitolata Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina sarà inaugurata dalla direttrice Silvia Casciarri domenica 26 settembre alle ore 11.

L’allestimento mette a confronto due modalità di ricostruzione. Da una parte la ricomposizione filologica dei frammenti archeologici in oggetti originari e dall’altra la ricomposizione dei frammenti architettonici in nuove forme e nuove funzioni.

Orario di apertura:
Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal mercoledì alla domenica 8:30–19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
chiuso lunedì e martedì

Mostra | INCANTO TARDOGOTICO. Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus @ Museo Diocesano
Ott 15 giorno intero

Dal 15 giugno al 7 novembre, grazie alla preziosa collaborazione dei Musei Vaticani, verrà riunito e sarà visibile per la prima volta il trittico composto dalla Madonna in trono con il Bambino e gli angeli, attualmente custodito nel Museo Diocesano di Spoleto, e dagli scomparti laterali con le raffigurazioni di Santa Paola Romana e Santa Eustochio che, scampati alla furia del terremoto del 1703, entrarono nel mercato dei collezionisti e sono documentati in Vaticano a partire dal 1867.

La mostra, dal titolo Incanto tardogotico. Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus, è curata da Adele Breda, referente del Reparto per l’Arte Bizantino-medievale dei Musei Vaticani, da Stefania Nardicchi, Conservatore del Museo Diocesano di Spoleto, e da Anna Pizzamano, Dottoranda in “Storia e Beni Culturali della Chiesa” presso la Pontificia Università Gregoriana.

In occasione del recente restauro dei due scomparti laterali conservati all’interno della Collezione Vaticana, riportanti le immagini di due sante poco note, Paola Romana ed Eustochio, madre e figlia che vissero all’epoca di San Girolamo (fine IV secolo), se ne è approfondito lo studio e si è cercato di trovare lo scomparto centrale perduto. Le ricerche hanno individuato al Museo Diocesano di Spoleto una tavola frammentata, dove è rappresentata una Madonna in trono col Bambino tra due angeli. Il dipinto, seppur mancante della parte inferiore, è stato riconosciuto come parte centrale del trittico. L’opera ornava in origine l’altare della chiesa di Santa Maria presso il castello di Abeto di Preci, da cui l’appellativo di Maria Santissima di Piè di Castello.

La Madonna di Spoleto è stata trasferita al Gabinetto di Ricerche Scientifiche applicate ai Beni Culturali dei Musei Vaticani, dove i diversi componenti sono stati esaminati a fondo: l’essenza lignea, i pigmenti, le incisioni e i punzoni ne hanno confermato la piena compatibilità. Con l’intento di approfondire lo studio di un pittore di elevatissima qualità non abbastanza noto, è stata selezionata anche un’opera più tarda del medesimo maestro da mettere a confronto, la Madonna in trono col Bambino tra due angeli, oggi custodita nel Museo di Arte Sacra e Religiosità Popolare “Beato Angelico” di Vicchio del Mugello.

Sono diversi i motivi che hanno condotto a questa scelta. Si tratta, infatti, di polittici realizzati da una delle botteghe fiorentine più raffinate e ricercate del tempo, destinati all’arredo liturgico di cappelle e pievi delle zone rurali di Umbria e Toscana. La sopravvivenza della sola tavola con la Madonna, sia nel caso di Abeto di Preci che in quello di Vicchio, attesta, altresì, una devozione mai interrotta e un legame affettivo e plurisecolare con il territorio, che ha resistito anche alla dispersione degli scomparti laterali. Grazie a questo accostamento è anche possibile intuire le dimensioni originarie della Madonna di Spoleto, gravemente danneggiata nel terremoto del 1703.

Due momenti del percorso stilistico del Maestro della Madonna Straus, attivo a Firenze tra il 1385 e il 1415, un pittore che, da un iniziale neogiottismo, lentamente si apre al nuovo stile internazionale, accogliendo in parte i modi di Lorenzo Monaco e di Gherardo Starnina, ma mantenendo sempre una sua originale arcaicità.

Titolo: Incanto Tardogotico, Il trittico ricomposto del Maestro della Madonna Straus
Sede: Spoleto, Museo Diocesano
Periodo: 15 giugno -7 novembre 2021
Catalogo: edito da Quattroemme, Perugia
Orari: Tutti giorni dalle 11 alle 18. Giorno di chiusura lunedì
Biglietti: Euro 5,00; gratuito fino a 6 anni e disabili con accompagnatore

Informazioni:
Tel.+39 0577 286300 – duomospoleto@operalaboratori.com
www.spoletonorcia.it

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