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Mag
9
Lun
MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | MARK FRANCIS Re-Echo / MATTEO MONTANI Costellazione privata @ Palazzo Collicola
Mag 9 giorno intero

Mark Francis. Re-Echo
a cura di Marco Tonelli
Palazzo Collicola, Spoleto 26 marzo – 29 maggio 2022
Vernissage sabato 26 marzo ore 11.00

Uno dei pittori inglesi mid-career più interessanti della sua generazione, Mark Francis per la prima volta vede i suoi dipinti esposti in una mostra personale in un museo pubblico in Italia. Affermatosi internazionalmente alla fine degli anni Novanta tra gli Young British Artists nella mostra epocale della collezione Saatchi Sensation presso la Royal Academy di Londra nel 1997, nella mostra Re-Echo (il cui significato allude all’effetto fisico del risuonare) presenta 15 dipinti realizzati tra 2021 e 2022, caratterizzati da frequenze, lunghezza d’onda e ampiezze verticali tipiche di onde di energia, come questi dipinti fossero in grado di captare e misurare forze invisibili (magnetiche, sonore, atomiche) e ben al di là delle umane capacità di percezione.

_____________________________________

MATTEO MONTANI Costellazione privata 
a cura di Davide Silvioli
26 marzo – 29 maggio 2022
Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”, Palazzo Collicola, Spoleto

Con il progetto di Matteo Montani Costellazione privata, Palazzo Collicola rinnova l’attenzione verso la ricerca pittorica contemporanea, ospitando il lavoro di un pittore italiano accreditato anche a livello internazionale.

La mostra, a cura di Davide Silvioli, si snoda all’interno delle sale della Galleria d’Arte Moderna del Museo, occupando anche ambienti architettonici del Palazzo. L’intervento dell’artista si compone di una serie di opere – mai esposte finora – risalenti a periodi differenti ma accomunate dalla raffinatezza data dal formato ridotto, frutto di una selezione che il pittore romano ha operato direttamente all’interno delle superfici pittoriche stesse, estrapolandone esclusivamente dettagli che mettono in luce le diverse cifre stilistiche della sua rigorosa ricerca. Il lavoro di Montani, così, si delinea al pari di una nuova presenza estetica nel mezzo delle opere che compongono la collezione permanente, suggerendo ora affinità linguistiche inaspettate e ora dissonanze ricercate. Così strutturata, l’operazione, pur nel suo essere disseminata come una costellazione, proprio come quest’ultima è da leggersi come un unicum, quindi come un medesimo intervento site-specific, mirato a fornire chiavi di lettura alternative per interfacciarsi tanto con il patrimonio artistico contemporaneo del Museo quanto con la ricerca di Montani. Attraverso una cerchia di opere espressamente selezionate o realizzate per l’occasione, l’esposizione si muove su questi due binari paralleli – la collezione e il lavoro di Montani – che, contaminandosi nell’esperienza di mostra, scaturiscono nuovi spunti d’interpretazione sia nei confronti dell’uno che dell’altro.

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Mag 9 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

Facebook: Cinéma Sala Pegasus
cinemasalapegasus@gmail.com
Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
Facebook: Cinema Sala Frau
cinemasalafrau@gmail.com
Tel. 0743/522177

Per ricevere la NEWSLETTER invia una e-mail all’indirizzo cinemasalapegasus@gmail.com

Mag
10
Mar
Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Mag 10 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

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Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
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Tel. 0743/522177

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Mag
11
Mer
MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | GENETICA DELLA FORMA | Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo @ Palazzo Collicola
Mag 11 giorno intero

GENETICA DELLA FORMA
Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo

a cura di Davide Silvioli
Palazzo Collicola, Spoleto 9 April – 29 May 2022

Nella programmazione stagionale di Palazzo Collicola, la mostra collettiva Genetica della forma costituisce un momento di attenzione su come pratiche artistiche contemporanee stiano riformulando l’entità della forma nell’opera d’arte, a partire dall’analisi del lavoro di una selezione di artisti emergenti e mid-career. Il progetto, a cura di Davide Silvioli, porta in esposizione una cerchia di sette artisti, differenti per lessico e riferimenti, parificati dall’impiego di metodologie che sperimentano mezzi, processi, materie e materiali, ora innovativi e ora tradizionali, talvolta ibridandoli, fino a creare nuove destinazioni estetiche, dove la forma, risultando insubordinabile alle prescrizioni canoniche di euritmia e composizione, si apre all’effetto instabile di operazioni che ne alterano e pregiudicano qualsiasi pretesa di compiutezza o ultimazione. Il titolo della mostra, su questa base, trae spunto dall’aneddoto secondo cui gli scienziati James Watson e Francis Crick, nella scoperta della morfologia a doppia elica della struttura del DNA, sembra furono ispirati da alcuni scarabocchi eseguiti da Crick nel suo quaderno di lavoro. Pur nella sua apparente semplicità, questo episodio racconta molto sulla natura della forma nell’universo molecolare così come in quello della ricerca artistica, racchiudendo la complessità del rapporto fra forma e sostanza, fra forma e ambiente esterno, fra forma naturale e forma artificiale, fra forma e sembianza, fra la forma e la sua percezione. Pertanto, i linguaggi di Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo, con un grado elevato di interdisciplinarità, rappresentano sette ricerche che, pur valutando le rispettive soggettività, argomentano in maniera adeguata e unanime le premesse teoriche della mostra. Scandite lungo le sale del piano terra del Museo, le loro opere, transitando dalla scultura all’installazione fino al video, e sfuggendo a facili nomenclature, forniscono uno scenario sintetico ma esaustivo di come la categoria classica della forma, nel progetto interpretata come il risultato dell’effetto simultaneo – non sempre disciplinabile – di impulsi endogeni ed esogeni, sia tuttora in fase di revisione da parte della contemporaneità.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | MARK FRANCIS Re-Echo / MATTEO MONTANI Costellazione privata @ Palazzo Collicola
Mag 11 giorno intero

Mark Francis. Re-Echo
a cura di Marco Tonelli
Palazzo Collicola, Spoleto 26 marzo – 29 maggio 2022
Vernissage sabato 26 marzo ore 11.00

Uno dei pittori inglesi mid-career più interessanti della sua generazione, Mark Francis per la prima volta vede i suoi dipinti esposti in una mostra personale in un museo pubblico in Italia. Affermatosi internazionalmente alla fine degli anni Novanta tra gli Young British Artists nella mostra epocale della collezione Saatchi Sensation presso la Royal Academy di Londra nel 1997, nella mostra Re-Echo (il cui significato allude all’effetto fisico del risuonare) presenta 15 dipinti realizzati tra 2021 e 2022, caratterizzati da frequenze, lunghezza d’onda e ampiezze verticali tipiche di onde di energia, come questi dipinti fossero in grado di captare e misurare forze invisibili (magnetiche, sonore, atomiche) e ben al di là delle umane capacità di percezione.

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MATTEO MONTANI Costellazione privata 
a cura di Davide Silvioli
26 marzo – 29 maggio 2022
Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”, Palazzo Collicola, Spoleto

Con il progetto di Matteo Montani Costellazione privata, Palazzo Collicola rinnova l’attenzione verso la ricerca pittorica contemporanea, ospitando il lavoro di un pittore italiano accreditato anche a livello internazionale.

La mostra, a cura di Davide Silvioli, si snoda all’interno delle sale della Galleria d’Arte Moderna del Museo, occupando anche ambienti architettonici del Palazzo. L’intervento dell’artista si compone di una serie di opere – mai esposte finora – risalenti a periodi differenti ma accomunate dalla raffinatezza data dal formato ridotto, frutto di una selezione che il pittore romano ha operato direttamente all’interno delle superfici pittoriche stesse, estrapolandone esclusivamente dettagli che mettono in luce le diverse cifre stilistiche della sua rigorosa ricerca. Il lavoro di Montani, così, si delinea al pari di una nuova presenza estetica nel mezzo delle opere che compongono la collezione permanente, suggerendo ora affinità linguistiche inaspettate e ora dissonanze ricercate. Così strutturata, l’operazione, pur nel suo essere disseminata come una costellazione, proprio come quest’ultima è da leggersi come un unicum, quindi come un medesimo intervento site-specific, mirato a fornire chiavi di lettura alternative per interfacciarsi tanto con il patrimonio artistico contemporaneo del Museo quanto con la ricerca di Montani. Attraverso una cerchia di opere espressamente selezionate o realizzate per l’occasione, l’esposizione si muove su questi due binari paralleli – la collezione e il lavoro di Montani – che, contaminandosi nell’esperienza di mostra, scaturiscono nuovi spunti d’interpretazione sia nei confronti dell’uno che dell’altro.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
Mag 11 giorno intero

VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
a cura di Lorenzo Fiorucci
Palazzo Collicola, Spoleto 9 aprile – 29 maggio 2022


Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola è una mostra personale in omaggio ai cento anni della nascita di un artista, che con la sua arte ha segnato le sorti di buona parte dello sviluppo pittorico italiano dal dopoguerra fino ai primi anni duemila. Vasco Bendini (Bologna 1922- Roma 2015), seppure Emiliano d’origine e molti anni vissuti a Roma, era particolarmente legato a Spoleto grazie all’amicizia con Bruno Toscano, maturata fin dai tempi del Premio Spoleto, che vinse in ben due occasioni (1955 – 1957), e poi ancora coltivata nel tempo fino alla donazione di un nucleo consistente di opere, quasi tutte degli anni Cinquanta, voluta da Vasco ed effettuata da Marcella Valentini Bendini, per arricchire la galleria spoletina nel 1989. Un rapporto dunque importante, con la città e con il suo museo, e che oggi intende rendergli omaggio riscoprendo quel gruppo di opere donate dove compare anche l’unico esemplare superstite del ciclo dei Diluvi. Un percorso espositivo a cura di Lorenzo Fiorucci, in cui le opere si alternano a documenti e analisi critiche, in particolare di Francesco Arcangeli, primo sostenitore di Bendini oltre che influente critico del gruppo di Spoleto. È infatti attraverso la teorizzazione dell’ultimo naturalismo che si aprirà in Italia, già dal 1954, il dibattito attorno ad una giovane generazione di artisti (in particolare Emiliani e Lombardi, ma anche gli Spoletini), in cui Vasco Bendini è, assieme a Mattia Moreni, Ennio Morlotti ed altri, tra i protagonisti di questa vicenda critica che apre ad una nuova visione dell’arte: esistenziale. Bendini che verso il 1950 “lotta con Masaccio”, come ricorda Arcangeli, subito dopo “inizia a riempire grandi carte a pastello, di tempeste e diluvi: turbini che ricordiamo appena, spire agitate, neri che crollano a valanga su sé stessi. Non ne resta più nulla: eppure l’abbandono a quella isolatissima e quasi assurda anarchia era […] d’una schiettezza assoluta.” Di quei Diluvi resta, come detto, l’unica testimonianza proprio a Spoleto, ma accanto a questa si susseguono tele e carte di intenso afflato spirituale, scambiate al tempo per etera astrazione, ma a riguardarle oggi permangono intense e delicate ombre di volti sottili, oscillanti tra il ricordo dell’immagine e la visione quasi subcosciente, generate a piccoli colpi. È la grammatica del tachisme informale che affiora e che restituisce queste immagini con intensa emozione. Sono questi gli anni, dall’inizio dei ‘50 all’inizio dei ’60, con un’appendice sugli anni Ottanta dove l’artista torna a reinterpretare alcuni dei temi iniziali del suo ricco percorso artistico, che interessano la mostra spoletina alla quale si affianca la pubblicazione del catalogo, offerto dall’editore Freemocco di Deruta, e che conterrà tra gli altri contributi, un’intervista di Bruno Toscano.


Vasco Bendini (Bologna 27 febbraio 1922 – Roma 31 gennaio 2015) Allievo di Virgilio Guidi e Giorgio Morandi, frequenta i loro corsi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, tuttavia la prima mostra avviene in terra lombarda, a Milano alla galleria Bergamini nel 1949, lungo il decennio successivo espone in numerose collettive e personali, in particolare a Firenze nel 1953 presso Galleria la Torre presentato da Francesco Arcangeli che poco dopo lo inserisce nel gruppo degli Ultimi naturalisti teorizzato dalle pagine della rivista “Paragone” (1954). Nel 1956 partecipa alla Biennale di Venezia nel 1959 ed è invitato alla Quadriennale di Roma, mentre nel 1961 è in Brasile alla Biennale di San Paolo e nel 1962 a quella di Tokyo e poi di nuovo a Venezia nel 1964. La sua pittura risente dell’ambito Informale, nella declinazione arcangeliana di natura venata da una propensione verso l’astrattismo. La svolta avviene nel 1966 quando presentato da Giulio Carlo Argan presso la galleria l’Attico di Roma, compare nella sua pittura una certa inflessione formale che saranno tipiche dell’arte povera. Una tendenza che si conferma anche un anno dopo, quando presenta le sue tele presso lo Studio Bentivoglio di Bologna, con uno scritto di Arcangeli. Gli anni Settanta si aprono con la terza partecipazione alla Biennale di Venezia, nel 1972, invitato da Renato Barilli. Nel 1973 si trasferisce nella capitale, dove torna a risiedere nel 2012 dopo un intervallo di vita lavorativa a Parma. Sono gli anni in cui inaugura importanti mostre personali ed antologiche in Italia e all’estero tra cui C.S.A.C. di Parma, Istituto Italiano di Cultura a Colonia, Il Museo d’Arte Moderna di Saarbruecken e il Museo d’Arte Moderna di Saarlouis, la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna, L’unione Culturale Franco Antonicelli di Torino, La Casa del Mantegna a Mantova, La Galleria Comunale d’Arte Moderna di Spoleto, il P.A.C. di Milano, la Pinacoteca di Ravenna, la Galleria Civica di Modena, Palazzo Forti di Verona, la Galleria Civica d’arte contemporanea di Trento, la Loggetta Lombardesca, il Museo della Città di Ravenna, il Palazzo Comunale di Salò, il Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma, il Teatro Farnese di Parma, il Palazzo Sarcinelli di Conegliano, la Civica Galleria di Lissone, il Museo Bocchi di Parma, il Castello Masnago di Varese, il MACRO di Roma, il Museo Palazzo de’ Mayo di Chieti. Durante il suo soggiorno a Parma riceve numerosi premi alla carriera, tra cui il Premio Lissone 2002, il Premio Marina di Ravenna, il Premio Guglielmo Marconi, Il Premio G.B. Salvi a Sassoferrato (Ancona), la Targa Ricordo Volponi a Bologna, la mostra omaggio al MACRO di Roma. Nel 2009, sotto la Presidenza di Marcella Valentini Bendini, viene costituito a Parma l’Archivio dell’opera di Vasco Bendini, poi trasferito a Roma. Vice Presidente Irene Santori. Infine nel 2012 viene presentata l’ultima monografia dell’artista alla Accademia di San Luca di Roma.

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Mag 11 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

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Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
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Tel. 0743/522177

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Mag
12
Gio
MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | GENETICA DELLA FORMA | Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo @ Palazzo Collicola
Mag 12 giorno intero

GENETICA DELLA FORMA
Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo

a cura di Davide Silvioli
Palazzo Collicola, Spoleto 9 April – 29 May 2022

Nella programmazione stagionale di Palazzo Collicola, la mostra collettiva Genetica della forma costituisce un momento di attenzione su come pratiche artistiche contemporanee stiano riformulando l’entità della forma nell’opera d’arte, a partire dall’analisi del lavoro di una selezione di artisti emergenti e mid-career. Il progetto, a cura di Davide Silvioli, porta in esposizione una cerchia di sette artisti, differenti per lessico e riferimenti, parificati dall’impiego di metodologie che sperimentano mezzi, processi, materie e materiali, ora innovativi e ora tradizionali, talvolta ibridandoli, fino a creare nuove destinazioni estetiche, dove la forma, risultando insubordinabile alle prescrizioni canoniche di euritmia e composizione, si apre all’effetto instabile di operazioni che ne alterano e pregiudicano qualsiasi pretesa di compiutezza o ultimazione. Il titolo della mostra, su questa base, trae spunto dall’aneddoto secondo cui gli scienziati James Watson e Francis Crick, nella scoperta della morfologia a doppia elica della struttura del DNA, sembra furono ispirati da alcuni scarabocchi eseguiti da Crick nel suo quaderno di lavoro. Pur nella sua apparente semplicità, questo episodio racconta molto sulla natura della forma nell’universo molecolare così come in quello della ricerca artistica, racchiudendo la complessità del rapporto fra forma e sostanza, fra forma e ambiente esterno, fra forma naturale e forma artificiale, fra forma e sembianza, fra la forma e la sua percezione. Pertanto, i linguaggi di Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo, con un grado elevato di interdisciplinarità, rappresentano sette ricerche che, pur valutando le rispettive soggettività, argomentano in maniera adeguata e unanime le premesse teoriche della mostra. Scandite lungo le sale del piano terra del Museo, le loro opere, transitando dalla scultura all’installazione fino al video, e sfuggendo a facili nomenclature, forniscono uno scenario sintetico ma esaustivo di come la categoria classica della forma, nel progetto interpretata come il risultato dell’effetto simultaneo – non sempre disciplinabile – di impulsi endogeni ed esogeni, sia tuttora in fase di revisione da parte della contemporaneità.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | MARK FRANCIS Re-Echo / MATTEO MONTANI Costellazione privata @ Palazzo Collicola
Mag 12 giorno intero

Mark Francis. Re-Echo
a cura di Marco Tonelli
Palazzo Collicola, Spoleto 26 marzo – 29 maggio 2022
Vernissage sabato 26 marzo ore 11.00

Uno dei pittori inglesi mid-career più interessanti della sua generazione, Mark Francis per la prima volta vede i suoi dipinti esposti in una mostra personale in un museo pubblico in Italia. Affermatosi internazionalmente alla fine degli anni Novanta tra gli Young British Artists nella mostra epocale della collezione Saatchi Sensation presso la Royal Academy di Londra nel 1997, nella mostra Re-Echo (il cui significato allude all’effetto fisico del risuonare) presenta 15 dipinti realizzati tra 2021 e 2022, caratterizzati da frequenze, lunghezza d’onda e ampiezze verticali tipiche di onde di energia, come questi dipinti fossero in grado di captare e misurare forze invisibili (magnetiche, sonore, atomiche) e ben al di là delle umane capacità di percezione.

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MATTEO MONTANI Costellazione privata 
a cura di Davide Silvioli
26 marzo – 29 maggio 2022
Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”, Palazzo Collicola, Spoleto

Con il progetto di Matteo Montani Costellazione privata, Palazzo Collicola rinnova l’attenzione verso la ricerca pittorica contemporanea, ospitando il lavoro di un pittore italiano accreditato anche a livello internazionale.

La mostra, a cura di Davide Silvioli, si snoda all’interno delle sale della Galleria d’Arte Moderna del Museo, occupando anche ambienti architettonici del Palazzo. L’intervento dell’artista si compone di una serie di opere – mai esposte finora – risalenti a periodi differenti ma accomunate dalla raffinatezza data dal formato ridotto, frutto di una selezione che il pittore romano ha operato direttamente all’interno delle superfici pittoriche stesse, estrapolandone esclusivamente dettagli che mettono in luce le diverse cifre stilistiche della sua rigorosa ricerca. Il lavoro di Montani, così, si delinea al pari di una nuova presenza estetica nel mezzo delle opere che compongono la collezione permanente, suggerendo ora affinità linguistiche inaspettate e ora dissonanze ricercate. Così strutturata, l’operazione, pur nel suo essere disseminata come una costellazione, proprio come quest’ultima è da leggersi come un unicum, quindi come un medesimo intervento site-specific, mirato a fornire chiavi di lettura alternative per interfacciarsi tanto con il patrimonio artistico contemporaneo del Museo quanto con la ricerca di Montani. Attraverso una cerchia di opere espressamente selezionate o realizzate per l’occasione, l’esposizione si muove su questi due binari paralleli – la collezione e il lavoro di Montani – che, contaminandosi nell’esperienza di mostra, scaturiscono nuovi spunti d’interpretazione sia nei confronti dell’uno che dell’altro.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
Mag 12 giorno intero

VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
a cura di Lorenzo Fiorucci
Palazzo Collicola, Spoleto 9 aprile – 29 maggio 2022


Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola è una mostra personale in omaggio ai cento anni della nascita di un artista, che con la sua arte ha segnato le sorti di buona parte dello sviluppo pittorico italiano dal dopoguerra fino ai primi anni duemila. Vasco Bendini (Bologna 1922- Roma 2015), seppure Emiliano d’origine e molti anni vissuti a Roma, era particolarmente legato a Spoleto grazie all’amicizia con Bruno Toscano, maturata fin dai tempi del Premio Spoleto, che vinse in ben due occasioni (1955 – 1957), e poi ancora coltivata nel tempo fino alla donazione di un nucleo consistente di opere, quasi tutte degli anni Cinquanta, voluta da Vasco ed effettuata da Marcella Valentini Bendini, per arricchire la galleria spoletina nel 1989. Un rapporto dunque importante, con la città e con il suo museo, e che oggi intende rendergli omaggio riscoprendo quel gruppo di opere donate dove compare anche l’unico esemplare superstite del ciclo dei Diluvi. Un percorso espositivo a cura di Lorenzo Fiorucci, in cui le opere si alternano a documenti e analisi critiche, in particolare di Francesco Arcangeli, primo sostenitore di Bendini oltre che influente critico del gruppo di Spoleto. È infatti attraverso la teorizzazione dell’ultimo naturalismo che si aprirà in Italia, già dal 1954, il dibattito attorno ad una giovane generazione di artisti (in particolare Emiliani e Lombardi, ma anche gli Spoletini), in cui Vasco Bendini è, assieme a Mattia Moreni, Ennio Morlotti ed altri, tra i protagonisti di questa vicenda critica che apre ad una nuova visione dell’arte: esistenziale. Bendini che verso il 1950 “lotta con Masaccio”, come ricorda Arcangeli, subito dopo “inizia a riempire grandi carte a pastello, di tempeste e diluvi: turbini che ricordiamo appena, spire agitate, neri che crollano a valanga su sé stessi. Non ne resta più nulla: eppure l’abbandono a quella isolatissima e quasi assurda anarchia era […] d’una schiettezza assoluta.” Di quei Diluvi resta, come detto, l’unica testimonianza proprio a Spoleto, ma accanto a questa si susseguono tele e carte di intenso afflato spirituale, scambiate al tempo per etera astrazione, ma a riguardarle oggi permangono intense e delicate ombre di volti sottili, oscillanti tra il ricordo dell’immagine e la visione quasi subcosciente, generate a piccoli colpi. È la grammatica del tachisme informale che affiora e che restituisce queste immagini con intensa emozione. Sono questi gli anni, dall’inizio dei ‘50 all’inizio dei ’60, con un’appendice sugli anni Ottanta dove l’artista torna a reinterpretare alcuni dei temi iniziali del suo ricco percorso artistico, che interessano la mostra spoletina alla quale si affianca la pubblicazione del catalogo, offerto dall’editore Freemocco di Deruta, e che conterrà tra gli altri contributi, un’intervista di Bruno Toscano.


Vasco Bendini (Bologna 27 febbraio 1922 – Roma 31 gennaio 2015) Allievo di Virgilio Guidi e Giorgio Morandi, frequenta i loro corsi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, tuttavia la prima mostra avviene in terra lombarda, a Milano alla galleria Bergamini nel 1949, lungo il decennio successivo espone in numerose collettive e personali, in particolare a Firenze nel 1953 presso Galleria la Torre presentato da Francesco Arcangeli che poco dopo lo inserisce nel gruppo degli Ultimi naturalisti teorizzato dalle pagine della rivista “Paragone” (1954). Nel 1956 partecipa alla Biennale di Venezia nel 1959 ed è invitato alla Quadriennale di Roma, mentre nel 1961 è in Brasile alla Biennale di San Paolo e nel 1962 a quella di Tokyo e poi di nuovo a Venezia nel 1964. La sua pittura risente dell’ambito Informale, nella declinazione arcangeliana di natura venata da una propensione verso l’astrattismo. La svolta avviene nel 1966 quando presentato da Giulio Carlo Argan presso la galleria l’Attico di Roma, compare nella sua pittura una certa inflessione formale che saranno tipiche dell’arte povera. Una tendenza che si conferma anche un anno dopo, quando presenta le sue tele presso lo Studio Bentivoglio di Bologna, con uno scritto di Arcangeli. Gli anni Settanta si aprono con la terza partecipazione alla Biennale di Venezia, nel 1972, invitato da Renato Barilli. Nel 1973 si trasferisce nella capitale, dove torna a risiedere nel 2012 dopo un intervallo di vita lavorativa a Parma. Sono gli anni in cui inaugura importanti mostre personali ed antologiche in Italia e all’estero tra cui C.S.A.C. di Parma, Istituto Italiano di Cultura a Colonia, Il Museo d’Arte Moderna di Saarbruecken e il Museo d’Arte Moderna di Saarlouis, la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna, L’unione Culturale Franco Antonicelli di Torino, La Casa del Mantegna a Mantova, La Galleria Comunale d’Arte Moderna di Spoleto, il P.A.C. di Milano, la Pinacoteca di Ravenna, la Galleria Civica di Modena, Palazzo Forti di Verona, la Galleria Civica d’arte contemporanea di Trento, la Loggetta Lombardesca, il Museo della Città di Ravenna, il Palazzo Comunale di Salò, il Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma, il Teatro Farnese di Parma, il Palazzo Sarcinelli di Conegliano, la Civica Galleria di Lissone, il Museo Bocchi di Parma, il Castello Masnago di Varese, il MACRO di Roma, il Museo Palazzo de’ Mayo di Chieti. Durante il suo soggiorno a Parma riceve numerosi premi alla carriera, tra cui il Premio Lissone 2002, il Premio Marina di Ravenna, il Premio Guglielmo Marconi, Il Premio G.B. Salvi a Sassoferrato (Ancona), la Targa Ricordo Volponi a Bologna, la mostra omaggio al MACRO di Roma. Nel 2009, sotto la Presidenza di Marcella Valentini Bendini, viene costituito a Parma l’Archivio dell’opera di Vasco Bendini, poi trasferito a Roma. Vice Presidente Irene Santori. Infine nel 2012 viene presentata l’ultima monografia dell’artista alla Accademia di San Luca di Roma.

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Mag 12 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

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Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
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Mag
13
Ven
MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | GENETICA DELLA FORMA | Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo @ Palazzo Collicola
Mag 13 giorno intero

GENETICA DELLA FORMA
Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo

a cura di Davide Silvioli
Palazzo Collicola, Spoleto 9 April – 29 May 2022

Nella programmazione stagionale di Palazzo Collicola, la mostra collettiva Genetica della forma costituisce un momento di attenzione su come pratiche artistiche contemporanee stiano riformulando l’entità della forma nell’opera d’arte, a partire dall’analisi del lavoro di una selezione di artisti emergenti e mid-career. Il progetto, a cura di Davide Silvioli, porta in esposizione una cerchia di sette artisti, differenti per lessico e riferimenti, parificati dall’impiego di metodologie che sperimentano mezzi, processi, materie e materiali, ora innovativi e ora tradizionali, talvolta ibridandoli, fino a creare nuove destinazioni estetiche, dove la forma, risultando insubordinabile alle prescrizioni canoniche di euritmia e composizione, si apre all’effetto instabile di operazioni che ne alterano e pregiudicano qualsiasi pretesa di compiutezza o ultimazione. Il titolo della mostra, su questa base, trae spunto dall’aneddoto secondo cui gli scienziati James Watson e Francis Crick, nella scoperta della morfologia a doppia elica della struttura del DNA, sembra furono ispirati da alcuni scarabocchi eseguiti da Crick nel suo quaderno di lavoro. Pur nella sua apparente semplicità, questo episodio racconta molto sulla natura della forma nell’universo molecolare così come in quello della ricerca artistica, racchiudendo la complessità del rapporto fra forma e sostanza, fra forma e ambiente esterno, fra forma naturale e forma artificiale, fra forma e sembianza, fra la forma e la sua percezione. Pertanto, i linguaggi di Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo, con un grado elevato di interdisciplinarità, rappresentano sette ricerche che, pur valutando le rispettive soggettività, argomentano in maniera adeguata e unanime le premesse teoriche della mostra. Scandite lungo le sale del piano terra del Museo, le loro opere, transitando dalla scultura all’installazione fino al video, e sfuggendo a facili nomenclature, forniscono uno scenario sintetico ma esaustivo di come la categoria classica della forma, nel progetto interpretata come il risultato dell’effetto simultaneo – non sempre disciplinabile – di impulsi endogeni ed esogeni, sia tuttora in fase di revisione da parte della contemporaneità.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | MARK FRANCIS Re-Echo / MATTEO MONTANI Costellazione privata @ Palazzo Collicola
Mag 13 giorno intero

Mark Francis. Re-Echo
a cura di Marco Tonelli
Palazzo Collicola, Spoleto 26 marzo – 29 maggio 2022
Vernissage sabato 26 marzo ore 11.00

Uno dei pittori inglesi mid-career più interessanti della sua generazione, Mark Francis per la prima volta vede i suoi dipinti esposti in una mostra personale in un museo pubblico in Italia. Affermatosi internazionalmente alla fine degli anni Novanta tra gli Young British Artists nella mostra epocale della collezione Saatchi Sensation presso la Royal Academy di Londra nel 1997, nella mostra Re-Echo (il cui significato allude all’effetto fisico del risuonare) presenta 15 dipinti realizzati tra 2021 e 2022, caratterizzati da frequenze, lunghezza d’onda e ampiezze verticali tipiche di onde di energia, come questi dipinti fossero in grado di captare e misurare forze invisibili (magnetiche, sonore, atomiche) e ben al di là delle umane capacità di percezione.

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MATTEO MONTANI Costellazione privata 
a cura di Davide Silvioli
26 marzo – 29 maggio 2022
Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”, Palazzo Collicola, Spoleto

Con il progetto di Matteo Montani Costellazione privata, Palazzo Collicola rinnova l’attenzione verso la ricerca pittorica contemporanea, ospitando il lavoro di un pittore italiano accreditato anche a livello internazionale.

La mostra, a cura di Davide Silvioli, si snoda all’interno delle sale della Galleria d’Arte Moderna del Museo, occupando anche ambienti architettonici del Palazzo. L’intervento dell’artista si compone di una serie di opere – mai esposte finora – risalenti a periodi differenti ma accomunate dalla raffinatezza data dal formato ridotto, frutto di una selezione che il pittore romano ha operato direttamente all’interno delle superfici pittoriche stesse, estrapolandone esclusivamente dettagli che mettono in luce le diverse cifre stilistiche della sua rigorosa ricerca. Il lavoro di Montani, così, si delinea al pari di una nuova presenza estetica nel mezzo delle opere che compongono la collezione permanente, suggerendo ora affinità linguistiche inaspettate e ora dissonanze ricercate. Così strutturata, l’operazione, pur nel suo essere disseminata come una costellazione, proprio come quest’ultima è da leggersi come un unicum, quindi come un medesimo intervento site-specific, mirato a fornire chiavi di lettura alternative per interfacciarsi tanto con il patrimonio artistico contemporaneo del Museo quanto con la ricerca di Montani. Attraverso una cerchia di opere espressamente selezionate o realizzate per l’occasione, l’esposizione si muove su questi due binari paralleli – la collezione e il lavoro di Montani – che, contaminandosi nell’esperienza di mostra, scaturiscono nuovi spunti d’interpretazione sia nei confronti dell’uno che dell’altro.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
Mag 13 giorno intero

VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
a cura di Lorenzo Fiorucci
Palazzo Collicola, Spoleto 9 aprile – 29 maggio 2022


Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola è una mostra personale in omaggio ai cento anni della nascita di un artista, che con la sua arte ha segnato le sorti di buona parte dello sviluppo pittorico italiano dal dopoguerra fino ai primi anni duemila. Vasco Bendini (Bologna 1922- Roma 2015), seppure Emiliano d’origine e molti anni vissuti a Roma, era particolarmente legato a Spoleto grazie all’amicizia con Bruno Toscano, maturata fin dai tempi del Premio Spoleto, che vinse in ben due occasioni (1955 – 1957), e poi ancora coltivata nel tempo fino alla donazione di un nucleo consistente di opere, quasi tutte degli anni Cinquanta, voluta da Vasco ed effettuata da Marcella Valentini Bendini, per arricchire la galleria spoletina nel 1989. Un rapporto dunque importante, con la città e con il suo museo, e che oggi intende rendergli omaggio riscoprendo quel gruppo di opere donate dove compare anche l’unico esemplare superstite del ciclo dei Diluvi. Un percorso espositivo a cura di Lorenzo Fiorucci, in cui le opere si alternano a documenti e analisi critiche, in particolare di Francesco Arcangeli, primo sostenitore di Bendini oltre che influente critico del gruppo di Spoleto. È infatti attraverso la teorizzazione dell’ultimo naturalismo che si aprirà in Italia, già dal 1954, il dibattito attorno ad una giovane generazione di artisti (in particolare Emiliani e Lombardi, ma anche gli Spoletini), in cui Vasco Bendini è, assieme a Mattia Moreni, Ennio Morlotti ed altri, tra i protagonisti di questa vicenda critica che apre ad una nuova visione dell’arte: esistenziale. Bendini che verso il 1950 “lotta con Masaccio”, come ricorda Arcangeli, subito dopo “inizia a riempire grandi carte a pastello, di tempeste e diluvi: turbini che ricordiamo appena, spire agitate, neri che crollano a valanga su sé stessi. Non ne resta più nulla: eppure l’abbandono a quella isolatissima e quasi assurda anarchia era […] d’una schiettezza assoluta.” Di quei Diluvi resta, come detto, l’unica testimonianza proprio a Spoleto, ma accanto a questa si susseguono tele e carte di intenso afflato spirituale, scambiate al tempo per etera astrazione, ma a riguardarle oggi permangono intense e delicate ombre di volti sottili, oscillanti tra il ricordo dell’immagine e la visione quasi subcosciente, generate a piccoli colpi. È la grammatica del tachisme informale che affiora e che restituisce queste immagini con intensa emozione. Sono questi gli anni, dall’inizio dei ‘50 all’inizio dei ’60, con un’appendice sugli anni Ottanta dove l’artista torna a reinterpretare alcuni dei temi iniziali del suo ricco percorso artistico, che interessano la mostra spoletina alla quale si affianca la pubblicazione del catalogo, offerto dall’editore Freemocco di Deruta, e che conterrà tra gli altri contributi, un’intervista di Bruno Toscano.


Vasco Bendini (Bologna 27 febbraio 1922 – Roma 31 gennaio 2015) Allievo di Virgilio Guidi e Giorgio Morandi, frequenta i loro corsi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, tuttavia la prima mostra avviene in terra lombarda, a Milano alla galleria Bergamini nel 1949, lungo il decennio successivo espone in numerose collettive e personali, in particolare a Firenze nel 1953 presso Galleria la Torre presentato da Francesco Arcangeli che poco dopo lo inserisce nel gruppo degli Ultimi naturalisti teorizzato dalle pagine della rivista “Paragone” (1954). Nel 1956 partecipa alla Biennale di Venezia nel 1959 ed è invitato alla Quadriennale di Roma, mentre nel 1961 è in Brasile alla Biennale di San Paolo e nel 1962 a quella di Tokyo e poi di nuovo a Venezia nel 1964. La sua pittura risente dell’ambito Informale, nella declinazione arcangeliana di natura venata da una propensione verso l’astrattismo. La svolta avviene nel 1966 quando presentato da Giulio Carlo Argan presso la galleria l’Attico di Roma, compare nella sua pittura una certa inflessione formale che saranno tipiche dell’arte povera. Una tendenza che si conferma anche un anno dopo, quando presenta le sue tele presso lo Studio Bentivoglio di Bologna, con uno scritto di Arcangeli. Gli anni Settanta si aprono con la terza partecipazione alla Biennale di Venezia, nel 1972, invitato da Renato Barilli. Nel 1973 si trasferisce nella capitale, dove torna a risiedere nel 2012 dopo un intervallo di vita lavorativa a Parma. Sono gli anni in cui inaugura importanti mostre personali ed antologiche in Italia e all’estero tra cui C.S.A.C. di Parma, Istituto Italiano di Cultura a Colonia, Il Museo d’Arte Moderna di Saarbruecken e il Museo d’Arte Moderna di Saarlouis, la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna, L’unione Culturale Franco Antonicelli di Torino, La Casa del Mantegna a Mantova, La Galleria Comunale d’Arte Moderna di Spoleto, il P.A.C. di Milano, la Pinacoteca di Ravenna, la Galleria Civica di Modena, Palazzo Forti di Verona, la Galleria Civica d’arte contemporanea di Trento, la Loggetta Lombardesca, il Museo della Città di Ravenna, il Palazzo Comunale di Salò, il Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma, il Teatro Farnese di Parma, il Palazzo Sarcinelli di Conegliano, la Civica Galleria di Lissone, il Museo Bocchi di Parma, il Castello Masnago di Varese, il MACRO di Roma, il Museo Palazzo de’ Mayo di Chieti. Durante il suo soggiorno a Parma riceve numerosi premi alla carriera, tra cui il Premio Lissone 2002, il Premio Marina di Ravenna, il Premio Guglielmo Marconi, Il Premio G.B. Salvi a Sassoferrato (Ancona), la Targa Ricordo Volponi a Bologna, la mostra omaggio al MACRO di Roma. Nel 2009, sotto la Presidenza di Marcella Valentini Bendini, viene costituito a Parma l’Archivio dell’opera di Vasco Bendini, poi trasferito a Roma. Vice Presidente Irene Santori. Infine nel 2012 viene presentata l’ultima monografia dell’artista alla Accademia di San Luca di Roma.

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Mag 13 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

Facebook: Cinéma Sala Pegasus
cinemasalapegasus@gmail.com
Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
Facebook: Cinema Sala Frau
cinemasalafrau@gmail.com
Tel. 0743/522177

Per ricevere la NEWSLETTER invia una e-mail all’indirizzo cinemasalapegasus@gmail.com

FUORI OPERA | Sette Concerti speciali del Lirico Sperimentale @ Cinéma Sala Pegasus | Villa Redenta
Mag 13@16:00

Il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto “A. Belli” inaugura una serie di sette Concerti delle Masterclass del 76° Corso di Avviamento al Debutto dei giovani Cantanti solisti vincitori delle due ultime edizioni del prestigioso Concorso Comunità Europea.

Si comincia venerdì 13 maggio alle ore 16.00 presso la Sala Pegasus di Spoleto (in piazza Giovanni Bovio) con un Concerto che celebra la masterclass del Maestro Marco Boemi e che vedrà protagonisti, oltre allo stesso Direttore d’orchestra e pianista di fama internazionale, i giovani cantanti solisti del Corso che si esibiranno su musiche di Johannes Brahms, Franz Schubert e Robert Schumann.

Il Concerto sarà dedicato al compianto Spiros Argiris, celeberrimo Direttore d’orchestra di nazionalità greca prematuramente scomparso nel maggio del 1996. Legato al Teatro Lirico Sperimentale, al Direttore Claudio Lepore e al Direttore artistico Michelangelo Zurletti da un rapporto di profonda amicizia e stima, Argiris, per diversi anni direttore al Festival dei Due Mondi, ha partecipato per varie Stagioni all’attività del Lirico Sperimentale, compresi i Corsi di perfezionamento per professori d’orchestra, dirigendo tra l’altro un’indimenticabile produzione de Il pipistrello di Johann Strauss nel 1990, con i poco più che ventenni Roberto De Candia e Sonia Ganassi al loro debutto e, per l’appunto, con un giovane Marco Boemi in qualità di Maestro Collaboratore.

Nel ricordo degli anni trascorsi a Spoleto e in virtù dell’amicizia con lo Sperimentale, dopo la sua morte la signora Lena Argiris ha donato all’Istituzione tutta la collezione di spartiti e libri del Maestro Argiris, che costituiscono una delle risorse documentali più importanti del Centro Studi Belli-Argiris dello Sperimentale (il cui inventario è consultabile al seguente link https://www.tls-belli.it/centro-studi-archivio-storico/, oppure direttamente in loco, su appuntamento, chiamando 0743.221645).

Ma, anche per far fronte alle richieste di turisti e appassionati, questa serie di Concerti dello Sperimentale continuerà poi, sempre alle 16.00 e sempre alla Sala Pegasus, il 28 maggio per la masterclass di Carmela Remigio, il 3 giugno in occasione della masterclass di Raffaele Cortesi, il 21 giugno con il celebre baritono Renato Bruson, per proseguire il 26 giugno e il 3 luglio, a Villa Redenta, per le masterclass di Enza Ferrari e dello stesso Roberto De Candia, e quindi terminare, il 16 luglio di nuovo alla Pegasus con il Concerto di fine masterclass di Marina Comparato.

Tutti i Concerti, con arie tratte dalle principali opere di Giuseppe Verdi, Gioachino Rossini, Giacomo Puccini, Gaetano Donizetti, Wolfgang Amadeus Mozart e altri, sono realizzati per un pubblico eterogeneo, adatti anche ai più giovani e a tutti coloro che vogliano concedersi un intermezzo musicale piacevole a Spoleto, un “fuori opera” appunto, che rimarchi oggi più che mai il valore culturale e sociale della musica e di tutte le forme artistiche, verso le quali il Teatro Lirico Sperimentale da ormai 76 anni mostra interesse e propensione.

Al pianoforte siederanno i maestri Carolina Benedettini e Minjeong Kim, mentre le giovani voci saranno di: Elena Antonini soprano, Veronica Aracri mezzosoprano, Sara Cortolezzis soprano, Oronzo D’Urso tenore, Elena Finelli soprano, Inna Kaluhina soprano, Maria Stella Maurizi soprano, Alessia Merepeza soprano, Davide Peroni baritono, Giacomo Pieracci basso, Matteo Lorenzo Pietrapiana baritono, Davide Romeo baritono, Elena Salvatori soprano, Antonia Salzano mezzosoprano e Roberto Manuel Zangari tenore.

L’ingresso per tutti e sette i concerti sarà libero e gratuito, fino ad esaurimento posti.

CALENDARIO

Concerti delle Masterclass del 76° Corso di avviamento al debutto
Cantanti Solisti del Teatro Lirico Sperimentale

Venerdì 13 maggio – Sala Pegasus ore 16.00
con il M° Marco Boemi
in memoria del M° Spiros Argiris

Sabato 28 maggio – Sala Pegasus ore 16.00
con il M° Carmela Remigio

Venerdì 3 giugno – Sala Pegasus ore 16.00
con il M° Raffaele Cortesi

Martedì 21 giugno – Sala Pegasus ore 16.00
con il M° Renato Bruson

Domenica 26 giugno – Villa Redenta, Sala Monterosso ore 16.00
con il M° Enza Ferrari

Domenica 3 luglio – Villa Redenta, Sala Monterosso ore 16.00
con il M° Roberto De Candia

Sabato 16 luglio – Sala Pegasus ore 16.00
con il M° Marina Comparato

Info e prenotazioni:
Teatro Lirico Sperimentale “A. Belli”
Tel. 0743.221645
Sito web: www.tls-belli.it
Email: ufficio.stampa@tls-belli.it segreteria@tls-belli.it

DA DOVE NASCONO LE EMOZIONI? @ Sala Frau
Mag 13@16:30
<!--:it-->DA DOVE NASCONO LE EMOZIONI?<!--:--> @ Sala Frau

DA DOVE NASCONO LE EMOZIONI
Venerdì 13 maggio, ore 16.30 alla Sala Frau | Ingresso libero

Da dove nascono le emozioni?. Questo il titolo dell’iniziativa organizzata dal Comune di Spoleto a conclusione del ciclo di incontri tenuti con i genitori nell’ambito del percorso Il principe e la principessa di casa.

L’incontro inizierà con la proiezione del film Freud: passioni segrete, del regista John Huston alla quale seguirà il dibattito con i presenti condotto dallo psicoterapeuta, dott. Mauro Benedetti.

L’evento, aperto a tutti cittadini, si terrà venerdì 13 maggio alle ore 16.30 alla Sala Frau. L’ingresso è libero (obbligatoria la mascherina).

“Il Principe e la Principessa di casa”, è stata l’iniziativa che il Comune di Spoleto ha organizzato tra novembre e dicembre dello scorso anno, per accompagnare i genitori nel loro compito educativo. Si è trattato di tre incontri, rivolti ai genitori di bambini da 0 a 14 anni, per affrontare il tema del ruolo genitoriale, in continuo divenire di fronte a passaggi necessari e fondamentali per la crescita dei figli, un modo per pensare a come i genitori si pongono nel rapporto con i figli e come contribuiscono alla formazione di un buon carattere.

Per informazioni è possibile contattare i numeri 0743 218732 e 218519.

Mag
14
Sab
MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | GENETICA DELLA FORMA | Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo @ Palazzo Collicola
Mag 14 giorno intero

GENETICA DELLA FORMA
Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo

a cura di Davide Silvioli
Palazzo Collicola, Spoleto 9 April – 29 May 2022

Nella programmazione stagionale di Palazzo Collicola, la mostra collettiva Genetica della forma costituisce un momento di attenzione su come pratiche artistiche contemporanee stiano riformulando l’entità della forma nell’opera d’arte, a partire dall’analisi del lavoro di una selezione di artisti emergenti e mid-career. Il progetto, a cura di Davide Silvioli, porta in esposizione una cerchia di sette artisti, differenti per lessico e riferimenti, parificati dall’impiego di metodologie che sperimentano mezzi, processi, materie e materiali, ora innovativi e ora tradizionali, talvolta ibridandoli, fino a creare nuove destinazioni estetiche, dove la forma, risultando insubordinabile alle prescrizioni canoniche di euritmia e composizione, si apre all’effetto instabile di operazioni che ne alterano e pregiudicano qualsiasi pretesa di compiutezza o ultimazione. Il titolo della mostra, su questa base, trae spunto dall’aneddoto secondo cui gli scienziati James Watson e Francis Crick, nella scoperta della morfologia a doppia elica della struttura del DNA, sembra furono ispirati da alcuni scarabocchi eseguiti da Crick nel suo quaderno di lavoro. Pur nella sua apparente semplicità, questo episodio racconta molto sulla natura della forma nell’universo molecolare così come in quello della ricerca artistica, racchiudendo la complessità del rapporto fra forma e sostanza, fra forma e ambiente esterno, fra forma naturale e forma artificiale, fra forma e sembianza, fra la forma e la sua percezione. Pertanto, i linguaggi di Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo, con un grado elevato di interdisciplinarità, rappresentano sette ricerche che, pur valutando le rispettive soggettività, argomentano in maniera adeguata e unanime le premesse teoriche della mostra. Scandite lungo le sale del piano terra del Museo, le loro opere, transitando dalla scultura all’installazione fino al video, e sfuggendo a facili nomenclature, forniscono uno scenario sintetico ma esaustivo di come la categoria classica della forma, nel progetto interpretata come il risultato dell’effetto simultaneo – non sempre disciplinabile – di impulsi endogeni ed esogeni, sia tuttora in fase di revisione da parte della contemporaneità.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | MARK FRANCIS Re-Echo / MATTEO MONTANI Costellazione privata @ Palazzo Collicola
Mag 14 giorno intero

Mark Francis. Re-Echo
a cura di Marco Tonelli
Palazzo Collicola, Spoleto 26 marzo – 29 maggio 2022
Vernissage sabato 26 marzo ore 11.00

Uno dei pittori inglesi mid-career più interessanti della sua generazione, Mark Francis per la prima volta vede i suoi dipinti esposti in una mostra personale in un museo pubblico in Italia. Affermatosi internazionalmente alla fine degli anni Novanta tra gli Young British Artists nella mostra epocale della collezione Saatchi Sensation presso la Royal Academy di Londra nel 1997, nella mostra Re-Echo (il cui significato allude all’effetto fisico del risuonare) presenta 15 dipinti realizzati tra 2021 e 2022, caratterizzati da frequenze, lunghezza d’onda e ampiezze verticali tipiche di onde di energia, come questi dipinti fossero in grado di captare e misurare forze invisibili (magnetiche, sonore, atomiche) e ben al di là delle umane capacità di percezione.

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MATTEO MONTANI Costellazione privata 
a cura di Davide Silvioli
26 marzo – 29 maggio 2022
Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”, Palazzo Collicola, Spoleto

Con il progetto di Matteo Montani Costellazione privata, Palazzo Collicola rinnova l’attenzione verso la ricerca pittorica contemporanea, ospitando il lavoro di un pittore italiano accreditato anche a livello internazionale.

La mostra, a cura di Davide Silvioli, si snoda all’interno delle sale della Galleria d’Arte Moderna del Museo, occupando anche ambienti architettonici del Palazzo. L’intervento dell’artista si compone di una serie di opere – mai esposte finora – risalenti a periodi differenti ma accomunate dalla raffinatezza data dal formato ridotto, frutto di una selezione che il pittore romano ha operato direttamente all’interno delle superfici pittoriche stesse, estrapolandone esclusivamente dettagli che mettono in luce le diverse cifre stilistiche della sua rigorosa ricerca. Il lavoro di Montani, così, si delinea al pari di una nuova presenza estetica nel mezzo delle opere che compongono la collezione permanente, suggerendo ora affinità linguistiche inaspettate e ora dissonanze ricercate. Così strutturata, l’operazione, pur nel suo essere disseminata come una costellazione, proprio come quest’ultima è da leggersi come un unicum, quindi come un medesimo intervento site-specific, mirato a fornire chiavi di lettura alternative per interfacciarsi tanto con il patrimonio artistico contemporaneo del Museo quanto con la ricerca di Montani. Attraverso una cerchia di opere espressamente selezionate o realizzate per l’occasione, l’esposizione si muove su questi due binari paralleli – la collezione e il lavoro di Montani – che, contaminandosi nell’esperienza di mostra, scaturiscono nuovi spunti d’interpretazione sia nei confronti dell’uno che dell’altro.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
Mag 14 giorno intero

VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
a cura di Lorenzo Fiorucci
Palazzo Collicola, Spoleto 9 aprile – 29 maggio 2022


Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola è una mostra personale in omaggio ai cento anni della nascita di un artista, che con la sua arte ha segnato le sorti di buona parte dello sviluppo pittorico italiano dal dopoguerra fino ai primi anni duemila. Vasco Bendini (Bologna 1922- Roma 2015), seppure Emiliano d’origine e molti anni vissuti a Roma, era particolarmente legato a Spoleto grazie all’amicizia con Bruno Toscano, maturata fin dai tempi del Premio Spoleto, che vinse in ben due occasioni (1955 – 1957), e poi ancora coltivata nel tempo fino alla donazione di un nucleo consistente di opere, quasi tutte degli anni Cinquanta, voluta da Vasco ed effettuata da Marcella Valentini Bendini, per arricchire la galleria spoletina nel 1989. Un rapporto dunque importante, con la città e con il suo museo, e che oggi intende rendergli omaggio riscoprendo quel gruppo di opere donate dove compare anche l’unico esemplare superstite del ciclo dei Diluvi. Un percorso espositivo a cura di Lorenzo Fiorucci, in cui le opere si alternano a documenti e analisi critiche, in particolare di Francesco Arcangeli, primo sostenitore di Bendini oltre che influente critico del gruppo di Spoleto. È infatti attraverso la teorizzazione dell’ultimo naturalismo che si aprirà in Italia, già dal 1954, il dibattito attorno ad una giovane generazione di artisti (in particolare Emiliani e Lombardi, ma anche gli Spoletini), in cui Vasco Bendini è, assieme a Mattia Moreni, Ennio Morlotti ed altri, tra i protagonisti di questa vicenda critica che apre ad una nuova visione dell’arte: esistenziale. Bendini che verso il 1950 “lotta con Masaccio”, come ricorda Arcangeli, subito dopo “inizia a riempire grandi carte a pastello, di tempeste e diluvi: turbini che ricordiamo appena, spire agitate, neri che crollano a valanga su sé stessi. Non ne resta più nulla: eppure l’abbandono a quella isolatissima e quasi assurda anarchia era […] d’una schiettezza assoluta.” Di quei Diluvi resta, come detto, l’unica testimonianza proprio a Spoleto, ma accanto a questa si susseguono tele e carte di intenso afflato spirituale, scambiate al tempo per etera astrazione, ma a riguardarle oggi permangono intense e delicate ombre di volti sottili, oscillanti tra il ricordo dell’immagine e la visione quasi subcosciente, generate a piccoli colpi. È la grammatica del tachisme informale che affiora e che restituisce queste immagini con intensa emozione. Sono questi gli anni, dall’inizio dei ‘50 all’inizio dei ’60, con un’appendice sugli anni Ottanta dove l’artista torna a reinterpretare alcuni dei temi iniziali del suo ricco percorso artistico, che interessano la mostra spoletina alla quale si affianca la pubblicazione del catalogo, offerto dall’editore Freemocco di Deruta, e che conterrà tra gli altri contributi, un’intervista di Bruno Toscano.


Vasco Bendini (Bologna 27 febbraio 1922 – Roma 31 gennaio 2015) Allievo di Virgilio Guidi e Giorgio Morandi, frequenta i loro corsi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, tuttavia la prima mostra avviene in terra lombarda, a Milano alla galleria Bergamini nel 1949, lungo il decennio successivo espone in numerose collettive e personali, in particolare a Firenze nel 1953 presso Galleria la Torre presentato da Francesco Arcangeli che poco dopo lo inserisce nel gruppo degli Ultimi naturalisti teorizzato dalle pagine della rivista “Paragone” (1954). Nel 1956 partecipa alla Biennale di Venezia nel 1959 ed è invitato alla Quadriennale di Roma, mentre nel 1961 è in Brasile alla Biennale di San Paolo e nel 1962 a quella di Tokyo e poi di nuovo a Venezia nel 1964. La sua pittura risente dell’ambito Informale, nella declinazione arcangeliana di natura venata da una propensione verso l’astrattismo. La svolta avviene nel 1966 quando presentato da Giulio Carlo Argan presso la galleria l’Attico di Roma, compare nella sua pittura una certa inflessione formale che saranno tipiche dell’arte povera. Una tendenza che si conferma anche un anno dopo, quando presenta le sue tele presso lo Studio Bentivoglio di Bologna, con uno scritto di Arcangeli. Gli anni Settanta si aprono con la terza partecipazione alla Biennale di Venezia, nel 1972, invitato da Renato Barilli. Nel 1973 si trasferisce nella capitale, dove torna a risiedere nel 2012 dopo un intervallo di vita lavorativa a Parma. Sono gli anni in cui inaugura importanti mostre personali ed antologiche in Italia e all’estero tra cui C.S.A.C. di Parma, Istituto Italiano di Cultura a Colonia, Il Museo d’Arte Moderna di Saarbruecken e il Museo d’Arte Moderna di Saarlouis, la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna, L’unione Culturale Franco Antonicelli di Torino, La Casa del Mantegna a Mantova, La Galleria Comunale d’Arte Moderna di Spoleto, il P.A.C. di Milano, la Pinacoteca di Ravenna, la Galleria Civica di Modena, Palazzo Forti di Verona, la Galleria Civica d’arte contemporanea di Trento, la Loggetta Lombardesca, il Museo della Città di Ravenna, il Palazzo Comunale di Salò, il Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma, il Teatro Farnese di Parma, il Palazzo Sarcinelli di Conegliano, la Civica Galleria di Lissone, il Museo Bocchi di Parma, il Castello Masnago di Varese, il MACRO di Roma, il Museo Palazzo de’ Mayo di Chieti. Durante il suo soggiorno a Parma riceve numerosi premi alla carriera, tra cui il Premio Lissone 2002, il Premio Marina di Ravenna, il Premio Guglielmo Marconi, Il Premio G.B. Salvi a Sassoferrato (Ancona), la Targa Ricordo Volponi a Bologna, la mostra omaggio al MACRO di Roma. Nel 2009, sotto la Presidenza di Marcella Valentini Bendini, viene costituito a Parma l’Archivio dell’opera di Vasco Bendini, poi trasferito a Roma. Vice Presidente Irene Santori. Infine nel 2012 viene presentata l’ultima monografia dell’artista alla Accademia di San Luca di Roma.

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Mag 14 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

Facebook: Cinéma Sala Pegasus
cinemasalapegasus@gmail.com
Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
Facebook: Cinema Sala Frau
cinemasalafrau@gmail.com
Tel. 0743/522177

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Concerti a Casa Menotti | DUO PELLECCHIA – VENDEMIA @ Casa Menotti - via dell'Arringo
Mag 14@17:00
<!--:it-->Concerti a Casa Menotti | DUO PELLECCHIA – VENDEMIA<!--:--><!--:en-->Concerts at Casa Menotti | PELLECCHIA – VENDEMIA DUO<!--:--> @ Casa Menotti - via dell'Arringo

DUO PELLECCHIA – VENDEMIA
Piero Pellecchia: clarinetto
Rossella Vendemia: pianoforte

PROGRAMMA

G. Bizet: Divertimento dalla Carmen
J. Egea: Fantasia sulla Cenerentola
J. Egea: Fantasia sul Barbiere di Siviglia
***
R. Cognazzo: Rotazione 1 (girotondo su temi di Nino Rota)
R. Cognazzo: Rotazione 2 (altro girotondo su temi di Nino Rota)
R. Cognazzo: Rotazione 3 (ulteriore girotondo semiserio su temi di Nino Rota)

Piero Pellecchia si è diplomato in clarinetto al Conservatorio San Pietro a Maiella di Napoli sotto la guida del M° Salvatore Natale, con il quale si è anche perfezionato. E’ stato premiato in vari concorsi nazionali sia come solista che in gruppi da camera. Subito dopo il diploma ha intrapreso una intensa attività concertistica in varie formazioni (duo col pianoforte, trio, quartetto,sestetto, da solista con l’orchestra, ecc.)che lo hanno portato ad avere all’attivo 800 concerti eseguiti nelle maggiori città italiane (Roma, Napoli, Torino, Milano, Firenze, Bologna, Palermo, Catania, Cagliari, Bari, Perugia, Parma, Ferrara, ecc.). Ha collaborato con varie orchestre tra le quali quella del Teatro San Carlo di Napoli. Ha inciso 4 Cd da solista e pubblicato brani didattici per varie case editrici. Numerosi compositori contemporanei gli hanno dedicato loro opere. È docente di clarinetto nella Scuola Media ad Indirizzo Musicale.

Rossella Vendemia si è diplomata in pianoforte sotto la guida della prof.ssa Annamaria Pennella ed in clavicembalo con la prof.ssa Rosa Klarer, presso il Conservatorio San Pietro a Maiella di Napoli; specializzata nella collaborazione Pianistica per cantanti d’opera e nella musica da camera, da circa 20 anni svolge una intensa attività concertistica in qualità di maestro collaboratore al pianoforte, esibendosi presso teatri ed auditorium prestigiosi, all’interno di festival e rassegne di alto valore artistico, riscuotendo vivi apprezzamenti di pubblico e critica. È docente titolare di cattedra presso il Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala” di Benevento.

Per informazioni e prenotazioni:
Casa Menotti
Tel. +39 0743 46620
info@casamenotti.it
segreteria@casamenotti.it

NOTTE EUROPEA DEI MUSEI | Casa Romana e Palazzo Collicola @ Casa Romana e Palazzo Collicola
Mag 14@19:30–22:30

Casa Romana – Palazzo Collicola
Notte europea dei musei

Sabato 14 maggio 2022

In occasione della Notte Europea dei Musei 2022che si terrà sabato 14 maggio, la Casa Romana e Palazzo Collicola rimarranno aperti in via straordinaria dalle 19:30 alle 22:30.
A Palazzo Collicola l’ingresso è consentito fino a 30 minuti prima della chiusura.
Un’occasione eccezionale per visitare i musei comunali di Spoleto nella suggestiva cornice notturna ad una tariffa agevolata d’ingresso di 1 euro.

Per informazioni
Sistema Museo
0743 46434 / 40255
spoleto@sistemamuseo.it

NOTTE EUROPEA DEI MUSEI | Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto @ Museo Archeologico e Teatro Romano
Mag 14@19:30–22:30
<!--:it-->NOTTE EUROPEA DEI MUSEI | Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto<!--:--> @ Museo Archeologico e Teatro Romano

Sabato 14 maggio, In occasione della Notte Europea dei Musei, il Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto ospiterà Spolia 2022-2023. Bestiario postatomico , un progetto curato da Franco Troiani, che vede coinvolti vari musei, chiese ed istituti culturali del territorio spoletino.

Alle ore 19.30 partirà un itinerario dedicato ed ispirato ad animali dipinti e/o scolpiti presenti nelle opere e nei reperti di Rocca Albornoz, Casa Romana, Palazzo Mauri e Museo archeologico e teatro romano, affiancati da opere di artisti contemporanei ispirate alle varie simbologie di bestiari antichi, medioevali e moderni all’interno di vetrine e percorsi espositivi.
La visita guidata alle 21.30 Animali nei reperti di Piazza d’Armi sarà a cura della direttrice Silvia Casciarri.
A conclusione un drink offerto da “Amici in Arte”.

Alle ore 21,30 – Installazioni di Tiziano Campi, Sauro Cardinali, Bruno Ceccobelli, Emanuele De Donno, Stefano Di Stasio, Myriam Laplante, Luca Pucci. Tre sculture di Anonimo contemporaneo. “Artisti, artieri, libri, bestiari e documenti in via di definizione…”
Letture di Elisa Cappelli. Video di Matteo Pompili “Viaggiatori sulla Flaminia in FrecciaBianca Ravenna . Spoleto . Roma” 2021. Video di Roberto De Simone “Premio Yves Klein” Ippodromo di Capannelle Roma 2010 (Fotofinish della corsa. Una corsa di galoppo “immateriale” in omaggio a Yves Klein, commentata dallo storico cronista Piero Celli). Visita guidata con la direttrice Silvia Casciarri.

NOTTE EUROPEA DEI MUSEI | Rocca Albornoz – Museo Nazionale del Ducato di Spoleto @ Rocca Albornoz - Museo Nazionale del Ducato di Spoleto
Mag 14@19:30–22:30

Rocca Albornoz – Museo Nazionale del Ducato di Spoleto
Notte europea dei musei

Sabato 14 maggio 2022

In occasione della Notte Europea dei Musei 2022 che si terrà sabato 14 maggio, la Rocca Albornoz e il Museo Nazionale del Ducato di Spoleto rimarranno aperti in via straordinaria dalle ore 19:30 alle ore 22:30 (ultimo ingresso ore 21:45) alla tariffa agevolata di 1 euro.

Per l’occasione uno dei gioielli architettonici della città ospiterà una serie di eventi volti alla valorizzazione del patrimonio storico artistico della città.

Alle ore 19:30 è prevista la visita guidata Animali in Rocca a cura di Lucia Tardocchi inserita nel programma Spolia 2022-2023. Bestiario Postatomico a cura di Franco Troiani e alle ore 21:00 una speciale visita guidata a cura di Sistema Museo ai Camminamenti difensivi della fortezza e ai costumi storici realizzati per l’opera Lucrezia Borgia di Donizetti dagli studenti dell’IPSIA di Spoleto.

Tariffe di partecipazione visite guidate

ore 19:30 – Animali in Rocca
Gratuita, previo acquisto del biglietto d’ingresso al museo 1,00

ore 21:00 – Camminamenti difensivi e costumi storici
Intero € 4,00
Ridotto € 3,00 per i possessori della Spoleto Card e dai 7 ai 17 anni |
Gratuito fino a 6 anni |
Previo acquisto del biglietto di ingresso al museo € 1,00

Le visite guidate sono a numero chiuso e la prenotazione è obbligatoria.
L’appuntamento per le visite guidate è presso la biglietteria della Rocca Albornoz.
La partecipazione alle visite guidate prevede il rispetto dell’attuale normativa Covid-19.

In occasione dell’apertura straordinaria serale è garantito il servizio di accesso al monumento tramite gli ascensori della mobilità alternativa fino alle ore 22.30 (il servizio delle scale mobili Ponzianina P2 è attivo fino alle ore 23.00).
È consigliato il percorso meccanizzato P3 Posterna / uscita Piazza Campello – Rocca Albornoz – Museo Nazionale del Ducato di Spoleto – aperto fino alle ore 01.00

Per informazioni e prenotazioni
Rocca Albornoz – Museo Nazionale del Ducato di Spoleto
Sistema Museo – 0743.224952

NOTTE EUROPEA DEI MUSEI | Tempietto sul Clitunno @ Tempietto sul Clitunno - Campello sul Clitunno
Mag 14@19:30–22:30

Tempietto sul Clitunno
Notte europea dei musei

Sabato 14 maggio 2022
Campello sul Clitunno

Il Tempietto al chiaro di luna
Visita guidata esperienziale

Anche Campello sul Clitunno, così come tante altre città d’ Europa, aderisce alla Notte Europea dei Musei, una serata speciale istituita sin dal 2005, con musei e istituti culturali eccezionalmente aperti e accessibili in orario serale al costo simbolico di 1 euro. Quest’anno l’iniziativa ricade nella serata di sabato 14 maggio.

Per l’occasione, a partire dalle ore 19:30 fino alle ore 22:30, sarà possibile accedere al Tempietto sul Clitunno, museo a cielo aperto, al costo simbolico di 1€.

Il programma della serata prevede alle ore 21:00 una visita guidata esperienziale denominata Il Tempietto al chiaro di luna a cura di Sistema Museo; un’occasione speciale per farsi coinvolgere alla scoperta di un mirabile gioiello architettonico di epoca longobarda. L’iniziativa, rivolta a grandi e piccini, rompe il tradizionale schema della visita guidata trasformandola in un quiz che guiderà i partecipanti alla scoperta delle peculiarità del monumento UNESCO, immersi nell’affascinante atmosfera della luce notturna.

La partecipazione alla visita guidata è gratuita, previo acquisto del biglietto d’ingresso al monumento € 1,00.
La visita guidata è a numero chiuso e la prenotazione è obbligatoria fino ad esaurimento posti.
La partecipazione alla visita guidata prevede il rispetto dell’attuale normativa Covid-19.

Informazioni e prenotazioni:
Sistema Museo – 0743.275085 / tempiettodelclitunno@sistemamuseo.it
ufficio.comunicazione@comune.campello.pg.it

Mag
15
Dom
INTERNATIONAL DANCE COMPETITION @ Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti
Mag 15 giorno intero
<!--:it-->INTERNATIONAL DANCE COMPETITION<!--:--><!--:en-->INTERNATIONAL DANCE COMPETITION<!--:--> @ Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti

​​L’International Dance Competition torna a Spoleto per la sua trentesima edizione dal 15 al 21 maggio 2022. Un traguardo importante per uno dei concorsi di danza più longevi in assoluto che, nel corso degli anni, ha saputo consolidare la sua fama in Italia e nel mondo.

Tra i pochissimi concorsi al mondo, e l’unico in Italia, a far parte dell’International Federation Ballet Competition, l’International Dance Competition Città di Spoleto, ha visto, tra i suoi iscritti, giovanissimi talenti che oggi calcano i palcoscenici più blasonati.

A giudicare i danzatori sarà, come da regolamento, una giuria internazionale composta da direttori artistici di teatri e accademie, critici di danza, coreografi di chiara fama ed esperienza. Tra i punti fermi anche le borse di studio che consentiranno ai più bravi di effettuare esperienze significative presso Enti ed Accademie in Italia e all’estero. E poi lezioni di tecnica classica e moderna e iniziative collaterali. Il Direttore Generale Paolo Boncompagni e il Direttore Artistico Irina Kashkova insieme a tutto lo staff sono a lavoro per selezionare giurati, danzatori, eventi e novità dell’edizione 2022.

La manifestazione, patrocinata dal Comune di Spoleto, coinvolgerà la città intera poiché ospiterà partecipanti, accompagnatori e famiglie in diverse strutture ricettive del territorio per una settimana e si concluderà, come di consueto, con l’attesissimo Gala dei Vincitori in programma per sabato 21 maggio presso il Teatro Gian Carlo Menotti. La prima novità è che a seguito dell’invito ricevuto dal Nervi Music Ballet Festival i vincitori della Trentesima edizione ed altri vincitori di edizioni passate si esibiranno sul prestigioso palco del Festival di Nervi.

EVENTI SPECIALI

Domenica 15 maggio, ore 21.00
MUTDANCE
Compagnia di danza coreana
Ingresso € 20

Sabato 21 maggio, ore 21.00
GRAN GALA
Ingresso € 20

Per informazioni, iscrizioni e prenotazioni: info@idcspoleto.com o +39 328 3078377

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | GENETICA DELLA FORMA | Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo @ Palazzo Collicola
Mag 15 giorno intero

GENETICA DELLA FORMA
Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo

a cura di Davide Silvioli
Palazzo Collicola, Spoleto 9 April – 29 May 2022

Nella programmazione stagionale di Palazzo Collicola, la mostra collettiva Genetica della forma costituisce un momento di attenzione su come pratiche artistiche contemporanee stiano riformulando l’entità della forma nell’opera d’arte, a partire dall’analisi del lavoro di una selezione di artisti emergenti e mid-career. Il progetto, a cura di Davide Silvioli, porta in esposizione una cerchia di sette artisti, differenti per lessico e riferimenti, parificati dall’impiego di metodologie che sperimentano mezzi, processi, materie e materiali, ora innovativi e ora tradizionali, talvolta ibridandoli, fino a creare nuove destinazioni estetiche, dove la forma, risultando insubordinabile alle prescrizioni canoniche di euritmia e composizione, si apre all’effetto instabile di operazioni che ne alterano e pregiudicano qualsiasi pretesa di compiutezza o ultimazione. Il titolo della mostra, su questa base, trae spunto dall’aneddoto secondo cui gli scienziati James Watson e Francis Crick, nella scoperta della morfologia a doppia elica della struttura del DNA, sembra furono ispirati da alcuni scarabocchi eseguiti da Crick nel suo quaderno di lavoro. Pur nella sua apparente semplicità, questo episodio racconta molto sulla natura della forma nell’universo molecolare così come in quello della ricerca artistica, racchiudendo la complessità del rapporto fra forma e sostanza, fra forma e ambiente esterno, fra forma naturale e forma artificiale, fra forma e sembianza, fra la forma e la sua percezione. Pertanto, i linguaggi di Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo, con un grado elevato di interdisciplinarità, rappresentano sette ricerche che, pur valutando le rispettive soggettività, argomentano in maniera adeguata e unanime le premesse teoriche della mostra. Scandite lungo le sale del piano terra del Museo, le loro opere, transitando dalla scultura all’installazione fino al video, e sfuggendo a facili nomenclature, forniscono uno scenario sintetico ma esaustivo di come la categoria classica della forma, nel progetto interpretata come il risultato dell’effetto simultaneo – non sempre disciplinabile – di impulsi endogeni ed esogeni, sia tuttora in fase di revisione da parte della contemporaneità.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | MARK FRANCIS Re-Echo / MATTEO MONTANI Costellazione privata @ Palazzo Collicola
Mag 15 giorno intero

Mark Francis. Re-Echo
a cura di Marco Tonelli
Palazzo Collicola, Spoleto 26 marzo – 29 maggio 2022
Vernissage sabato 26 marzo ore 11.00

Uno dei pittori inglesi mid-career più interessanti della sua generazione, Mark Francis per la prima volta vede i suoi dipinti esposti in una mostra personale in un museo pubblico in Italia. Affermatosi internazionalmente alla fine degli anni Novanta tra gli Young British Artists nella mostra epocale della collezione Saatchi Sensation presso la Royal Academy di Londra nel 1997, nella mostra Re-Echo (il cui significato allude all’effetto fisico del risuonare) presenta 15 dipinti realizzati tra 2021 e 2022, caratterizzati da frequenze, lunghezza d’onda e ampiezze verticali tipiche di onde di energia, come questi dipinti fossero in grado di captare e misurare forze invisibili (magnetiche, sonore, atomiche) e ben al di là delle umane capacità di percezione.

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MATTEO MONTANI Costellazione privata 
a cura di Davide Silvioli
26 marzo – 29 maggio 2022
Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”, Palazzo Collicola, Spoleto

Con il progetto di Matteo Montani Costellazione privata, Palazzo Collicola rinnova l’attenzione verso la ricerca pittorica contemporanea, ospitando il lavoro di un pittore italiano accreditato anche a livello internazionale.

La mostra, a cura di Davide Silvioli, si snoda all’interno delle sale della Galleria d’Arte Moderna del Museo, occupando anche ambienti architettonici del Palazzo. L’intervento dell’artista si compone di una serie di opere – mai esposte finora – risalenti a periodi differenti ma accomunate dalla raffinatezza data dal formato ridotto, frutto di una selezione che il pittore romano ha operato direttamente all’interno delle superfici pittoriche stesse, estrapolandone esclusivamente dettagli che mettono in luce le diverse cifre stilistiche della sua rigorosa ricerca. Il lavoro di Montani, così, si delinea al pari di una nuova presenza estetica nel mezzo delle opere che compongono la collezione permanente, suggerendo ora affinità linguistiche inaspettate e ora dissonanze ricercate. Così strutturata, l’operazione, pur nel suo essere disseminata come una costellazione, proprio come quest’ultima è da leggersi come un unicum, quindi come un medesimo intervento site-specific, mirato a fornire chiavi di lettura alternative per interfacciarsi tanto con il patrimonio artistico contemporaneo del Museo quanto con la ricerca di Montani. Attraverso una cerchia di opere espressamente selezionate o realizzate per l’occasione, l’esposizione si muove su questi due binari paralleli – la collezione e il lavoro di Montani – che, contaminandosi nell’esperienza di mostra, scaturiscono nuovi spunti d’interpretazione sia nei confronti dell’uno che dell’altro.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
Mag 15 giorno intero

VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
a cura di Lorenzo Fiorucci
Palazzo Collicola, Spoleto 9 aprile – 29 maggio 2022


Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola è una mostra personale in omaggio ai cento anni della nascita di un artista, che con la sua arte ha segnato le sorti di buona parte dello sviluppo pittorico italiano dal dopoguerra fino ai primi anni duemila. Vasco Bendini (Bologna 1922- Roma 2015), seppure Emiliano d’origine e molti anni vissuti a Roma, era particolarmente legato a Spoleto grazie all’amicizia con Bruno Toscano, maturata fin dai tempi del Premio Spoleto, che vinse in ben due occasioni (1955 – 1957), e poi ancora coltivata nel tempo fino alla donazione di un nucleo consistente di opere, quasi tutte degli anni Cinquanta, voluta da Vasco ed effettuata da Marcella Valentini Bendini, per arricchire la galleria spoletina nel 1989. Un rapporto dunque importante, con la città e con il suo museo, e che oggi intende rendergli omaggio riscoprendo quel gruppo di opere donate dove compare anche l’unico esemplare superstite del ciclo dei Diluvi. Un percorso espositivo a cura di Lorenzo Fiorucci, in cui le opere si alternano a documenti e analisi critiche, in particolare di Francesco Arcangeli, primo sostenitore di Bendini oltre che influente critico del gruppo di Spoleto. È infatti attraverso la teorizzazione dell’ultimo naturalismo che si aprirà in Italia, già dal 1954, il dibattito attorno ad una giovane generazione di artisti (in particolare Emiliani e Lombardi, ma anche gli Spoletini), in cui Vasco Bendini è, assieme a Mattia Moreni, Ennio Morlotti ed altri, tra i protagonisti di questa vicenda critica che apre ad una nuova visione dell’arte: esistenziale. Bendini che verso il 1950 “lotta con Masaccio”, come ricorda Arcangeli, subito dopo “inizia a riempire grandi carte a pastello, di tempeste e diluvi: turbini che ricordiamo appena, spire agitate, neri che crollano a valanga su sé stessi. Non ne resta più nulla: eppure l’abbandono a quella isolatissima e quasi assurda anarchia era […] d’una schiettezza assoluta.” Di quei Diluvi resta, come detto, l’unica testimonianza proprio a Spoleto, ma accanto a questa si susseguono tele e carte di intenso afflato spirituale, scambiate al tempo per etera astrazione, ma a riguardarle oggi permangono intense e delicate ombre di volti sottili, oscillanti tra il ricordo dell’immagine e la visione quasi subcosciente, generate a piccoli colpi. È la grammatica del tachisme informale che affiora e che restituisce queste immagini con intensa emozione. Sono questi gli anni, dall’inizio dei ‘50 all’inizio dei ’60, con un’appendice sugli anni Ottanta dove l’artista torna a reinterpretare alcuni dei temi iniziali del suo ricco percorso artistico, che interessano la mostra spoletina alla quale si affianca la pubblicazione del catalogo, offerto dall’editore Freemocco di Deruta, e che conterrà tra gli altri contributi, un’intervista di Bruno Toscano.


Vasco Bendini (Bologna 27 febbraio 1922 – Roma 31 gennaio 2015) Allievo di Virgilio Guidi e Giorgio Morandi, frequenta i loro corsi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, tuttavia la prima mostra avviene in terra lombarda, a Milano alla galleria Bergamini nel 1949, lungo il decennio successivo espone in numerose collettive e personali, in particolare a Firenze nel 1953 presso Galleria la Torre presentato da Francesco Arcangeli che poco dopo lo inserisce nel gruppo degli Ultimi naturalisti teorizzato dalle pagine della rivista “Paragone” (1954). Nel 1956 partecipa alla Biennale di Venezia nel 1959 ed è invitato alla Quadriennale di Roma, mentre nel 1961 è in Brasile alla Biennale di San Paolo e nel 1962 a quella di Tokyo e poi di nuovo a Venezia nel 1964. La sua pittura risente dell’ambito Informale, nella declinazione arcangeliana di natura venata da una propensione verso l’astrattismo. La svolta avviene nel 1966 quando presentato da Giulio Carlo Argan presso la galleria l’Attico di Roma, compare nella sua pittura una certa inflessione formale che saranno tipiche dell’arte povera. Una tendenza che si conferma anche un anno dopo, quando presenta le sue tele presso lo Studio Bentivoglio di Bologna, con uno scritto di Arcangeli. Gli anni Settanta si aprono con la terza partecipazione alla Biennale di Venezia, nel 1972, invitato da Renato Barilli. Nel 1973 si trasferisce nella capitale, dove torna a risiedere nel 2012 dopo un intervallo di vita lavorativa a Parma. Sono gli anni in cui inaugura importanti mostre personali ed antologiche in Italia e all’estero tra cui C.S.A.C. di Parma, Istituto Italiano di Cultura a Colonia, Il Museo d’Arte Moderna di Saarbruecken e il Museo d’Arte Moderna di Saarlouis, la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna, L’unione Culturale Franco Antonicelli di Torino, La Casa del Mantegna a Mantova, La Galleria Comunale d’Arte Moderna di Spoleto, il P.A.C. di Milano, la Pinacoteca di Ravenna, la Galleria Civica di Modena, Palazzo Forti di Verona, la Galleria Civica d’arte contemporanea di Trento, la Loggetta Lombardesca, il Museo della Città di Ravenna, il Palazzo Comunale di Salò, il Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma, il Teatro Farnese di Parma, il Palazzo Sarcinelli di Conegliano, la Civica Galleria di Lissone, il Museo Bocchi di Parma, il Castello Masnago di Varese, il MACRO di Roma, il Museo Palazzo de’ Mayo di Chieti. Durante il suo soggiorno a Parma riceve numerosi premi alla carriera, tra cui il Premio Lissone 2002, il Premio Marina di Ravenna, il Premio Guglielmo Marconi, Il Premio G.B. Salvi a Sassoferrato (Ancona), la Targa Ricordo Volponi a Bologna, la mostra omaggio al MACRO di Roma. Nel 2009, sotto la Presidenza di Marcella Valentini Bendini, viene costituito a Parma l’Archivio dell’opera di Vasco Bendini, poi trasferito a Roma. Vice Presidente Irene Santori. Infine nel 2012 viene presentata l’ultima monografia dell’artista alla Accademia di San Luca di Roma.

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Mag 15 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

Facebook: Cinéma Sala Pegasus
cinemasalapegasus@gmail.com
Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
Facebook: Cinema Sala Frau
cinemasalafrau@gmail.com
Tel. 0743/522177

Per ricevere la NEWSLETTER invia una e-mail all’indirizzo cinemasalapegasus@gmail.com

Trekking in città SPOLETO CARD | Spoleto romanica @ Chiesa dei SS GIovanni e Paolo (ritrovo a Palazzo Collicola)
Mag 15@11:00

SPOLETO CARD: LE VISITE IN PROGRAMMA A MAGGIO
Cinque gli appuntamenti organizzati per conoscere il patrimonio storico e artistico della città

Si comincia domenica 1 maggio alle ore 11.00 con Storie d’amore e di armi, la visita dedicata al ciclo pittorico della Camera Pinta (il luogo di incontro sarà la biglietteria della Rocca Albornoz).

Il secondo appuntamento è previsto per domenica 8 maggio alle ore 18.00 e riguarderà il Tempietto sul Clitunno, ‘Un monumento che affascina da secoli’, dal 2011 Patrimonio Unesco nel sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” (l’incontro sarà la biglietteria del Tempietto).

Domenica 15 maggio alle ore 11.00 appuntamento con Spoleto romanica, il trekking guidato organizzato per conoscere la Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo (il luogo di incontro sarà la biglietteria di Palazzo Collicola).

Mosaici e pitture parietali sarà invece il tema della visita guidata tematica alla Casa romana in programma domenica 22 maggio alle ore 10.00 (il luogo di incontro sarà la biglietteria della Casa romana).

L’ultima visita guidata del mese riguarderà La famiglia Collicola. L’appuntamento per scoprire l’appartamento gentilizio di Palazzo Collicola è in programma domenica 29 maggio alle ore 11.00.

Le visite guidate tematiche ed i trekking in città sono gratuiti per i possessori della Spoleto card.
Coloro che non hanno la Spoleto card potranno partecipare alle visite guidate in programma con una tariffa agevolata di € 4,00 a persona e ai trekking in città alla tariffa di € 7,50 (entrambi oltre al biglietto del museo).

Le visite guidate e i trekking in città sono solo su prenotazione, a numero chiuso fino ad esaurimento posti e secondo il rispetto dell’attuale normativa Covid-19.

Per i trekking in città la prenotazione è obbligatoria entro le ore 18 del giorno precedente.

Per informazioni e prenotazione:
Soc. Coop. Sistema Museo – Spoleto – Tel e Fax 0743.46434 – 0743.224952 e-mail: info@spoletocard.it
Ufficio Turistico di Spoleto – Tel 0743.218620 e-mail: front.iat@comune.spoleto.pg.it

UMBRIA CULTURE FOR FAMILY – Il guardaroba di Lucrezia @ Rocca Albornoz
Mag 15@11:00
I Concerti dell’Associazione Officina d’Arte e Tessuti | Musica dal Novecento ai giorni nostri – Concerto n. 2 @ Cinéma Sala Pegasus
Mag 15@11:30

I Concerti dell’Associazione Officina d’Arte e Tessuti
Musica dal Novecento ai giorni nostri – concerto n. 2

Domenica 15 maggio ore 11.30 – Sala Pegasus, Piazza G. Bovio

Paolo Andriotti, Violoncello – Lucia Sorci, Pianoforte

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Programma
Paul Hindemith, 3 Leichte Stücke
Anton Webern, Tre Piccoli Pezzi e Sonata per violoncello e pianoforte
Paolo Andriotti, Stukke (prima esecuzione assoluta)
Paolo Rotili, Composizione per violoncello solo (prima esecuzione assoluta)
Claude Debussy, Sonata per violoncello e pianoforte
Igor Stravinsky, Suite italienne

Un programma complesso e stimolante perché, accanto a musiche dei Maestri del ‘900 che hanno contribuito al rinnovamento del linguaggio musicale, ponendo le basi della musica moderna, sarà possibile ascoltare le musiche di due Maestri contemporanei, che pur su strade e concezioni diverse ne hanno proseguito il percorso.

I concerti organizzati dall’Associazione Officina d’Arte e Tessuti di Spoleto, che si affianca all’omonima galleria di Via Plinio il Giovane e ne eredita l’attività in campo musicale, proseguiranno fino a dicembre 2023, in coincidenza della 3a Biennale di Fiber Art.

Organizzazione: Associazione Officina d’Arte e Tessuti – Spoleto
A cura di Pierfrancesco Caprio e Fabio Caprio

Biglietti: 5€ come donazione all’associazione

Info e prenotazioni:
officinadartetessuti21@gmail.com
Tel. +39 333 3763011

RAGGIO DI MAGGIO Incontro tra poesia e musica @ Spoleto e Eggi
Mag 15@17:00

La manifestazione organizzata dalla Pro Loco di Spoleto in collaborazione con l’Associazione “Fare Cultura” giunge alla settima edizione.

Un connubio tra musica e poesia con la partecipazione di artisti e poeti spoletini.

Come tutti gli anni saranno tre gli appuntamenti a cui gli spoletini e non, potranno assistere.

Il primo sarà organizzato Domenica 8 maggio alle ore 17.00 nel giardino del Convento delle “Suore di S.Angelo” con la presenza del maestro Gianluca Bibiani, fisarmonicista di levatura nazionale, e dei poeti spoletini coordinati dal Prof. Sandro Costanzi.

Il secondo avrà luogo Domenica 15 maggio sempre alle ore 17.00, presso l’androne di Palazzo Antonelli sito in Corso Garibaldi. Unitamente ai poeti dell’Ass. “Fare Cultura” si esibirà il violinista Francesco Enrico.

Il terzo appuntamento verrà allestito Domenica 22 maggio alle 17.00 presso il Circolo A.R.C.I. di Eggi. Sarà il Quintetto di Ottoni “Girolamo Fantini” che curerà la parte musicale del pomeriggio, mentre i poeti declameranno le proprie poesie. A cura di una guida locale sarà possibile effettuare una visita guidata del Borgo di Eggi.

Tutti gli incontri sono ad ingresso libero.

VISIONI D’AUTORE | La regista Beatrice Baldacci presenta LA TANA @ Cinéma Sala Pegasus
Mag 15@18:30

Domenica 15 maggio ore 18.30 – Cinéma Sala Pegasus
Visioni d’Autore
La regista Beatrice Baldacci presenta LA TANA

Evento organizzato dal Comune Di Spoleto in collaborazione con Graziella Bildesheim di Maia Associazione Culturale, Cinéma Sala Pegasus e Roberto Lazzerini, formatore esperto di cinema.



Domenica 15 maggio secondo appuntamento di Visioni d’Autore 2022.
Ospite in sala alle ore 18:30 la regista Beatrice Baldacci con la sua opera prima La Tana, premiata ad Alice nella Città, sviluppata all’interno del programma Biennale College Cinema 2020/21 e presentata in anteprima alla 78ª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, dove ha ricevuto il Premio Hollywood Foreign Press Association.

Al termine della proiezione Q&A a cura di Roberto Lazzerini, formatore esperto di cinema.

Biglietti:
– in prevendita nel sito internet www.cinemasalapegasus.it
– al botteghino negli orari di apertura del cinema

Il film sarà in replica nei giorni successivi.

Mag
16
Lun
INTERNATIONAL DANCE COMPETITION @ Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti
Mag 16 giorno intero
<!--:it-->INTERNATIONAL DANCE COMPETITION<!--:--><!--:en-->INTERNATIONAL DANCE COMPETITION<!--:--> @ Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti

​​L’International Dance Competition torna a Spoleto per la sua trentesima edizione dal 15 al 21 maggio 2022. Un traguardo importante per uno dei concorsi di danza più longevi in assoluto che, nel corso degli anni, ha saputo consolidare la sua fama in Italia e nel mondo.

Tra i pochissimi concorsi al mondo, e l’unico in Italia, a far parte dell’International Federation Ballet Competition, l’International Dance Competition Città di Spoleto, ha visto, tra i suoi iscritti, giovanissimi talenti che oggi calcano i palcoscenici più blasonati.

A giudicare i danzatori sarà, come da regolamento, una giuria internazionale composta da direttori artistici di teatri e accademie, critici di danza, coreografi di chiara fama ed esperienza. Tra i punti fermi anche le borse di studio che consentiranno ai più bravi di effettuare esperienze significative presso Enti ed Accademie in Italia e all’estero. E poi lezioni di tecnica classica e moderna e iniziative collaterali. Il Direttore Generale Paolo Boncompagni e il Direttore Artistico Irina Kashkova insieme a tutto lo staff sono a lavoro per selezionare giurati, danzatori, eventi e novità dell’edizione 2022.

La manifestazione, patrocinata dal Comune di Spoleto, coinvolgerà la città intera poiché ospiterà partecipanti, accompagnatori e famiglie in diverse strutture ricettive del territorio per una settimana e si concluderà, come di consueto, con l’attesissimo Gala dei Vincitori in programma per sabato 21 maggio presso il Teatro Gian Carlo Menotti. La prima novità è che a seguito dell’invito ricevuto dal Nervi Music Ballet Festival i vincitori della Trentesima edizione ed altri vincitori di edizioni passate si esibiranno sul prestigioso palco del Festival di Nervi.

EVENTI SPECIALI

Domenica 15 maggio, ore 21.00
MUTDANCE
Compagnia di danza coreana
Ingresso € 20

Sabato 21 maggio, ore 21.00
GRAN GALA
Ingresso € 20

Per informazioni, iscrizioni e prenotazioni: info@idcspoleto.com o +39 328 3078377

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | GENETICA DELLA FORMA | Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo @ Palazzo Collicola
Mag 16 giorno intero

GENETICA DELLA FORMA
Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo

a cura di Davide Silvioli
Palazzo Collicola, Spoleto 9 April – 29 May 2022

Nella programmazione stagionale di Palazzo Collicola, la mostra collettiva Genetica della forma costituisce un momento di attenzione su come pratiche artistiche contemporanee stiano riformulando l’entità della forma nell’opera d’arte, a partire dall’analisi del lavoro di una selezione di artisti emergenti e mid-career. Il progetto, a cura di Davide Silvioli, porta in esposizione una cerchia di sette artisti, differenti per lessico e riferimenti, parificati dall’impiego di metodologie che sperimentano mezzi, processi, materie e materiali, ora innovativi e ora tradizionali, talvolta ibridandoli, fino a creare nuove destinazioni estetiche, dove la forma, risultando insubordinabile alle prescrizioni canoniche di euritmia e composizione, si apre all’effetto instabile di operazioni che ne alterano e pregiudicano qualsiasi pretesa di compiutezza o ultimazione. Il titolo della mostra, su questa base, trae spunto dall’aneddoto secondo cui gli scienziati James Watson e Francis Crick, nella scoperta della morfologia a doppia elica della struttura del DNA, sembra furono ispirati da alcuni scarabocchi eseguiti da Crick nel suo quaderno di lavoro. Pur nella sua apparente semplicità, questo episodio racconta molto sulla natura della forma nell’universo molecolare così come in quello della ricerca artistica, racchiudendo la complessità del rapporto fra forma e sostanza, fra forma e ambiente esterno, fra forma naturale e forma artificiale, fra forma e sembianza, fra la forma e la sua percezione. Pertanto, i linguaggi di Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo, con un grado elevato di interdisciplinarità, rappresentano sette ricerche che, pur valutando le rispettive soggettività, argomentano in maniera adeguata e unanime le premesse teoriche della mostra. Scandite lungo le sale del piano terra del Museo, le loro opere, transitando dalla scultura all’installazione fino al video, e sfuggendo a facili nomenclature, forniscono uno scenario sintetico ma esaustivo di come la categoria classica della forma, nel progetto interpretata come il risultato dell’effetto simultaneo – non sempre disciplinabile – di impulsi endogeni ed esogeni, sia tuttora in fase di revisione da parte della contemporaneità.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | MARK FRANCIS Re-Echo / MATTEO MONTANI Costellazione privata @ Palazzo Collicola
Mag 16 giorno intero

Mark Francis. Re-Echo
a cura di Marco Tonelli
Palazzo Collicola, Spoleto 26 marzo – 29 maggio 2022
Vernissage sabato 26 marzo ore 11.00

Uno dei pittori inglesi mid-career più interessanti della sua generazione, Mark Francis per la prima volta vede i suoi dipinti esposti in una mostra personale in un museo pubblico in Italia. Affermatosi internazionalmente alla fine degli anni Novanta tra gli Young British Artists nella mostra epocale della collezione Saatchi Sensation presso la Royal Academy di Londra nel 1997, nella mostra Re-Echo (il cui significato allude all’effetto fisico del risuonare) presenta 15 dipinti realizzati tra 2021 e 2022, caratterizzati da frequenze, lunghezza d’onda e ampiezze verticali tipiche di onde di energia, come questi dipinti fossero in grado di captare e misurare forze invisibili (magnetiche, sonore, atomiche) e ben al di là delle umane capacità di percezione.

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MATTEO MONTANI Costellazione privata 
a cura di Davide Silvioli
26 marzo – 29 maggio 2022
Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”, Palazzo Collicola, Spoleto

Con il progetto di Matteo Montani Costellazione privata, Palazzo Collicola rinnova l’attenzione verso la ricerca pittorica contemporanea, ospitando il lavoro di un pittore italiano accreditato anche a livello internazionale.

La mostra, a cura di Davide Silvioli, si snoda all’interno delle sale della Galleria d’Arte Moderna del Museo, occupando anche ambienti architettonici del Palazzo. L’intervento dell’artista si compone di una serie di opere – mai esposte finora – risalenti a periodi differenti ma accomunate dalla raffinatezza data dal formato ridotto, frutto di una selezione che il pittore romano ha operato direttamente all’interno delle superfici pittoriche stesse, estrapolandone esclusivamente dettagli che mettono in luce le diverse cifre stilistiche della sua rigorosa ricerca. Il lavoro di Montani, così, si delinea al pari di una nuova presenza estetica nel mezzo delle opere che compongono la collezione permanente, suggerendo ora affinità linguistiche inaspettate e ora dissonanze ricercate. Così strutturata, l’operazione, pur nel suo essere disseminata come una costellazione, proprio come quest’ultima è da leggersi come un unicum, quindi come un medesimo intervento site-specific, mirato a fornire chiavi di lettura alternative per interfacciarsi tanto con il patrimonio artistico contemporaneo del Museo quanto con la ricerca di Montani. Attraverso una cerchia di opere espressamente selezionate o realizzate per l’occasione, l’esposizione si muove su questi due binari paralleli – la collezione e il lavoro di Montani – che, contaminandosi nell’esperienza di mostra, scaturiscono nuovi spunti d’interpretazione sia nei confronti dell’uno che dell’altro.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
Mag 16 giorno intero

VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
a cura di Lorenzo Fiorucci
Palazzo Collicola, Spoleto 9 aprile – 29 maggio 2022


Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola è una mostra personale in omaggio ai cento anni della nascita di un artista, che con la sua arte ha segnato le sorti di buona parte dello sviluppo pittorico italiano dal dopoguerra fino ai primi anni duemila. Vasco Bendini (Bologna 1922- Roma 2015), seppure Emiliano d’origine e molti anni vissuti a Roma, era particolarmente legato a Spoleto grazie all’amicizia con Bruno Toscano, maturata fin dai tempi del Premio Spoleto, che vinse in ben due occasioni (1955 – 1957), e poi ancora coltivata nel tempo fino alla donazione di un nucleo consistente di opere, quasi tutte degli anni Cinquanta, voluta da Vasco ed effettuata da Marcella Valentini Bendini, per arricchire la galleria spoletina nel 1989. Un rapporto dunque importante, con la città e con il suo museo, e che oggi intende rendergli omaggio riscoprendo quel gruppo di opere donate dove compare anche l’unico esemplare superstite del ciclo dei Diluvi. Un percorso espositivo a cura di Lorenzo Fiorucci, in cui le opere si alternano a documenti e analisi critiche, in particolare di Francesco Arcangeli, primo sostenitore di Bendini oltre che influente critico del gruppo di Spoleto. È infatti attraverso la teorizzazione dell’ultimo naturalismo che si aprirà in Italia, già dal 1954, il dibattito attorno ad una giovane generazione di artisti (in particolare Emiliani e Lombardi, ma anche gli Spoletini), in cui Vasco Bendini è, assieme a Mattia Moreni, Ennio Morlotti ed altri, tra i protagonisti di questa vicenda critica che apre ad una nuova visione dell’arte: esistenziale. Bendini che verso il 1950 “lotta con Masaccio”, come ricorda Arcangeli, subito dopo “inizia a riempire grandi carte a pastello, di tempeste e diluvi: turbini che ricordiamo appena, spire agitate, neri che crollano a valanga su sé stessi. Non ne resta più nulla: eppure l’abbandono a quella isolatissima e quasi assurda anarchia era […] d’una schiettezza assoluta.” Di quei Diluvi resta, come detto, l’unica testimonianza proprio a Spoleto, ma accanto a questa si susseguono tele e carte di intenso afflato spirituale, scambiate al tempo per etera astrazione, ma a riguardarle oggi permangono intense e delicate ombre di volti sottili, oscillanti tra il ricordo dell’immagine e la visione quasi subcosciente, generate a piccoli colpi. È la grammatica del tachisme informale che affiora e che restituisce queste immagini con intensa emozione. Sono questi gli anni, dall’inizio dei ‘50 all’inizio dei ’60, con un’appendice sugli anni Ottanta dove l’artista torna a reinterpretare alcuni dei temi iniziali del suo ricco percorso artistico, che interessano la mostra spoletina alla quale si affianca la pubblicazione del catalogo, offerto dall’editore Freemocco di Deruta, e che conterrà tra gli altri contributi, un’intervista di Bruno Toscano.


Vasco Bendini (Bologna 27 febbraio 1922 – Roma 31 gennaio 2015) Allievo di Virgilio Guidi e Giorgio Morandi, frequenta i loro corsi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, tuttavia la prima mostra avviene in terra lombarda, a Milano alla galleria Bergamini nel 1949, lungo il decennio successivo espone in numerose collettive e personali, in particolare a Firenze nel 1953 presso Galleria la Torre presentato da Francesco Arcangeli che poco dopo lo inserisce nel gruppo degli Ultimi naturalisti teorizzato dalle pagine della rivista “Paragone” (1954). Nel 1956 partecipa alla Biennale di Venezia nel 1959 ed è invitato alla Quadriennale di Roma, mentre nel 1961 è in Brasile alla Biennale di San Paolo e nel 1962 a quella di Tokyo e poi di nuovo a Venezia nel 1964. La sua pittura risente dell’ambito Informale, nella declinazione arcangeliana di natura venata da una propensione verso l’astrattismo. La svolta avviene nel 1966 quando presentato da Giulio Carlo Argan presso la galleria l’Attico di Roma, compare nella sua pittura una certa inflessione formale che saranno tipiche dell’arte povera. Una tendenza che si conferma anche un anno dopo, quando presenta le sue tele presso lo Studio Bentivoglio di Bologna, con uno scritto di Arcangeli. Gli anni Settanta si aprono con la terza partecipazione alla Biennale di Venezia, nel 1972, invitato da Renato Barilli. Nel 1973 si trasferisce nella capitale, dove torna a risiedere nel 2012 dopo un intervallo di vita lavorativa a Parma. Sono gli anni in cui inaugura importanti mostre personali ed antologiche in Italia e all’estero tra cui C.S.A.C. di Parma, Istituto Italiano di Cultura a Colonia, Il Museo d’Arte Moderna di Saarbruecken e il Museo d’Arte Moderna di Saarlouis, la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna, L’unione Culturale Franco Antonicelli di Torino, La Casa del Mantegna a Mantova, La Galleria Comunale d’Arte Moderna di Spoleto, il P.A.C. di Milano, la Pinacoteca di Ravenna, la Galleria Civica di Modena, Palazzo Forti di Verona, la Galleria Civica d’arte contemporanea di Trento, la Loggetta Lombardesca, il Museo della Città di Ravenna, il Palazzo Comunale di Salò, il Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma, il Teatro Farnese di Parma, il Palazzo Sarcinelli di Conegliano, la Civica Galleria di Lissone, il Museo Bocchi di Parma, il Castello Masnago di Varese, il MACRO di Roma, il Museo Palazzo de’ Mayo di Chieti. Durante il suo soggiorno a Parma riceve numerosi premi alla carriera, tra cui il Premio Lissone 2002, il Premio Marina di Ravenna, il Premio Guglielmo Marconi, Il Premio G.B. Salvi a Sassoferrato (Ancona), la Targa Ricordo Volponi a Bologna, la mostra omaggio al MACRO di Roma. Nel 2009, sotto la Presidenza di Marcella Valentini Bendini, viene costituito a Parma l’Archivio dell’opera di Vasco Bendini, poi trasferito a Roma. Vice Presidente Irene Santori. Infine nel 2012 viene presentata l’ultima monografia dell’artista alla Accademia di San Luca di Roma.

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Mag 16 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

Facebook: Cinéma Sala Pegasus
cinemasalapegasus@gmail.com
Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
Facebook: Cinema Sala Frau
cinemasalafrau@gmail.com
Tel. 0743/522177

Per ricevere la NEWSLETTER invia una e-mail all’indirizzo cinemasalapegasus@gmail.com

Mag
17
Mar
INTERNATIONAL DANCE COMPETITION @ Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti
Mag 17 giorno intero
<!--:it-->INTERNATIONAL DANCE COMPETITION<!--:--><!--:en-->INTERNATIONAL DANCE COMPETITION<!--:--> @ Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti

​​L’International Dance Competition torna a Spoleto per la sua trentesima edizione dal 15 al 21 maggio 2022. Un traguardo importante per uno dei concorsi di danza più longevi in assoluto che, nel corso degli anni, ha saputo consolidare la sua fama in Italia e nel mondo.

Tra i pochissimi concorsi al mondo, e l’unico in Italia, a far parte dell’International Federation Ballet Competition, l’International Dance Competition Città di Spoleto, ha visto, tra i suoi iscritti, giovanissimi talenti che oggi calcano i palcoscenici più blasonati.

A giudicare i danzatori sarà, come da regolamento, una giuria internazionale composta da direttori artistici di teatri e accademie, critici di danza, coreografi di chiara fama ed esperienza. Tra i punti fermi anche le borse di studio che consentiranno ai più bravi di effettuare esperienze significative presso Enti ed Accademie in Italia e all’estero. E poi lezioni di tecnica classica e moderna e iniziative collaterali. Il Direttore Generale Paolo Boncompagni e il Direttore Artistico Irina Kashkova insieme a tutto lo staff sono a lavoro per selezionare giurati, danzatori, eventi e novità dell’edizione 2022.

La manifestazione, patrocinata dal Comune di Spoleto, coinvolgerà la città intera poiché ospiterà partecipanti, accompagnatori e famiglie in diverse strutture ricettive del territorio per una settimana e si concluderà, come di consueto, con l’attesissimo Gala dei Vincitori in programma per sabato 21 maggio presso il Teatro Gian Carlo Menotti. La prima novità è che a seguito dell’invito ricevuto dal Nervi Music Ballet Festival i vincitori della Trentesima edizione ed altri vincitori di edizioni passate si esibiranno sul prestigioso palco del Festival di Nervi.

EVENTI SPECIALI

Domenica 15 maggio, ore 21.00
MUTDANCE
Compagnia di danza coreana
Ingresso € 20

Sabato 21 maggio, ore 21.00
GRAN GALA
Ingresso € 20

Per informazioni, iscrizioni e prenotazioni: info@idcspoleto.com o +39 328 3078377

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Mag 17 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

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Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
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Tel. 0743/522177

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Mag
18
Mer
INTERNATIONAL DANCE COMPETITION @ Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti
Mag 18 giorno intero
<!--:it-->INTERNATIONAL DANCE COMPETITION<!--:--><!--:en-->INTERNATIONAL DANCE COMPETITION<!--:--> @ Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti

​​L’International Dance Competition torna a Spoleto per la sua trentesima edizione dal 15 al 21 maggio 2022. Un traguardo importante per uno dei concorsi di danza più longevi in assoluto che, nel corso degli anni, ha saputo consolidare la sua fama in Italia e nel mondo.

Tra i pochissimi concorsi al mondo, e l’unico in Italia, a far parte dell’International Federation Ballet Competition, l’International Dance Competition Città di Spoleto, ha visto, tra i suoi iscritti, giovanissimi talenti che oggi calcano i palcoscenici più blasonati.

A giudicare i danzatori sarà, come da regolamento, una giuria internazionale composta da direttori artistici di teatri e accademie, critici di danza, coreografi di chiara fama ed esperienza. Tra i punti fermi anche le borse di studio che consentiranno ai più bravi di effettuare esperienze significative presso Enti ed Accademie in Italia e all’estero. E poi lezioni di tecnica classica e moderna e iniziative collaterali. Il Direttore Generale Paolo Boncompagni e il Direttore Artistico Irina Kashkova insieme a tutto lo staff sono a lavoro per selezionare giurati, danzatori, eventi e novità dell’edizione 2022.

La manifestazione, patrocinata dal Comune di Spoleto, coinvolgerà la città intera poiché ospiterà partecipanti, accompagnatori e famiglie in diverse strutture ricettive del territorio per una settimana e si concluderà, come di consueto, con l’attesissimo Gala dei Vincitori in programma per sabato 21 maggio presso il Teatro Gian Carlo Menotti. La prima novità è che a seguito dell’invito ricevuto dal Nervi Music Ballet Festival i vincitori della Trentesima edizione ed altri vincitori di edizioni passate si esibiranno sul prestigioso palco del Festival di Nervi.

EVENTI SPECIALI

Domenica 15 maggio, ore 21.00
MUTDANCE
Compagnia di danza coreana
Ingresso € 20

Sabato 21 maggio, ore 21.00
GRAN GALA
Ingresso € 20

Per informazioni, iscrizioni e prenotazioni: info@idcspoleto.com o +39 328 3078377

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | GENETICA DELLA FORMA | Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo @ Palazzo Collicola
Mag 18 giorno intero

GENETICA DELLA FORMA
Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo

a cura di Davide Silvioli
Palazzo Collicola, Spoleto 9 April – 29 May 2022

Nella programmazione stagionale di Palazzo Collicola, la mostra collettiva Genetica della forma costituisce un momento di attenzione su come pratiche artistiche contemporanee stiano riformulando l’entità della forma nell’opera d’arte, a partire dall’analisi del lavoro di una selezione di artisti emergenti e mid-career. Il progetto, a cura di Davide Silvioli, porta in esposizione una cerchia di sette artisti, differenti per lessico e riferimenti, parificati dall’impiego di metodologie che sperimentano mezzi, processi, materie e materiali, ora innovativi e ora tradizionali, talvolta ibridandoli, fino a creare nuove destinazioni estetiche, dove la forma, risultando insubordinabile alle prescrizioni canoniche di euritmia e composizione, si apre all’effetto instabile di operazioni che ne alterano e pregiudicano qualsiasi pretesa di compiutezza o ultimazione. Il titolo della mostra, su questa base, trae spunto dall’aneddoto secondo cui gli scienziati James Watson e Francis Crick, nella scoperta della morfologia a doppia elica della struttura del DNA, sembra furono ispirati da alcuni scarabocchi eseguiti da Crick nel suo quaderno di lavoro. Pur nella sua apparente semplicità, questo episodio racconta molto sulla natura della forma nell’universo molecolare così come in quello della ricerca artistica, racchiudendo la complessità del rapporto fra forma e sostanza, fra forma e ambiente esterno, fra forma naturale e forma artificiale, fra forma e sembianza, fra la forma e la sua percezione. Pertanto, i linguaggi di Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo, con un grado elevato di interdisciplinarità, rappresentano sette ricerche che, pur valutando le rispettive soggettività, argomentano in maniera adeguata e unanime le premesse teoriche della mostra. Scandite lungo le sale del piano terra del Museo, le loro opere, transitando dalla scultura all’installazione fino al video, e sfuggendo a facili nomenclature, forniscono uno scenario sintetico ma esaustivo di come la categoria classica della forma, nel progetto interpretata come il risultato dell’effetto simultaneo – non sempre disciplinabile – di impulsi endogeni ed esogeni, sia tuttora in fase di revisione da parte della contemporaneità.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | MARK FRANCIS Re-Echo / MATTEO MONTANI Costellazione privata @ Palazzo Collicola
Mag 18 giorno intero

Mark Francis. Re-Echo
a cura di Marco Tonelli
Palazzo Collicola, Spoleto 26 marzo – 29 maggio 2022
Vernissage sabato 26 marzo ore 11.00

Uno dei pittori inglesi mid-career più interessanti della sua generazione, Mark Francis per la prima volta vede i suoi dipinti esposti in una mostra personale in un museo pubblico in Italia. Affermatosi internazionalmente alla fine degli anni Novanta tra gli Young British Artists nella mostra epocale della collezione Saatchi Sensation presso la Royal Academy di Londra nel 1997, nella mostra Re-Echo (il cui significato allude all’effetto fisico del risuonare) presenta 15 dipinti realizzati tra 2021 e 2022, caratterizzati da frequenze, lunghezza d’onda e ampiezze verticali tipiche di onde di energia, come questi dipinti fossero in grado di captare e misurare forze invisibili (magnetiche, sonore, atomiche) e ben al di là delle umane capacità di percezione.

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MATTEO MONTANI Costellazione privata 
a cura di Davide Silvioli
26 marzo – 29 maggio 2022
Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”, Palazzo Collicola, Spoleto

Con il progetto di Matteo Montani Costellazione privata, Palazzo Collicola rinnova l’attenzione verso la ricerca pittorica contemporanea, ospitando il lavoro di un pittore italiano accreditato anche a livello internazionale.

La mostra, a cura di Davide Silvioli, si snoda all’interno delle sale della Galleria d’Arte Moderna del Museo, occupando anche ambienti architettonici del Palazzo. L’intervento dell’artista si compone di una serie di opere – mai esposte finora – risalenti a periodi differenti ma accomunate dalla raffinatezza data dal formato ridotto, frutto di una selezione che il pittore romano ha operato direttamente all’interno delle superfici pittoriche stesse, estrapolandone esclusivamente dettagli che mettono in luce le diverse cifre stilistiche della sua rigorosa ricerca. Il lavoro di Montani, così, si delinea al pari di una nuova presenza estetica nel mezzo delle opere che compongono la collezione permanente, suggerendo ora affinità linguistiche inaspettate e ora dissonanze ricercate. Così strutturata, l’operazione, pur nel suo essere disseminata come una costellazione, proprio come quest’ultima è da leggersi come un unicum, quindi come un medesimo intervento site-specific, mirato a fornire chiavi di lettura alternative per interfacciarsi tanto con il patrimonio artistico contemporaneo del Museo quanto con la ricerca di Montani. Attraverso una cerchia di opere espressamente selezionate o realizzate per l’occasione, l’esposizione si muove su questi due binari paralleli – la collezione e il lavoro di Montani – che, contaminandosi nell’esperienza di mostra, scaturiscono nuovi spunti d’interpretazione sia nei confronti dell’uno che dell’altro.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
Mag 18 giorno intero

VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
a cura di Lorenzo Fiorucci
Palazzo Collicola, Spoleto 9 aprile – 29 maggio 2022


Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola è una mostra personale in omaggio ai cento anni della nascita di un artista, che con la sua arte ha segnato le sorti di buona parte dello sviluppo pittorico italiano dal dopoguerra fino ai primi anni duemila. Vasco Bendini (Bologna 1922- Roma 2015), seppure Emiliano d’origine e molti anni vissuti a Roma, era particolarmente legato a Spoleto grazie all’amicizia con Bruno Toscano, maturata fin dai tempi del Premio Spoleto, che vinse in ben due occasioni (1955 – 1957), e poi ancora coltivata nel tempo fino alla donazione di un nucleo consistente di opere, quasi tutte degli anni Cinquanta, voluta da Vasco ed effettuata da Marcella Valentini Bendini, per arricchire la galleria spoletina nel 1989. Un rapporto dunque importante, con la città e con il suo museo, e che oggi intende rendergli omaggio riscoprendo quel gruppo di opere donate dove compare anche l’unico esemplare superstite del ciclo dei Diluvi. Un percorso espositivo a cura di Lorenzo Fiorucci, in cui le opere si alternano a documenti e analisi critiche, in particolare di Francesco Arcangeli, primo sostenitore di Bendini oltre che influente critico del gruppo di Spoleto. È infatti attraverso la teorizzazione dell’ultimo naturalismo che si aprirà in Italia, già dal 1954, il dibattito attorno ad una giovane generazione di artisti (in particolare Emiliani e Lombardi, ma anche gli Spoletini), in cui Vasco Bendini è, assieme a Mattia Moreni, Ennio Morlotti ed altri, tra i protagonisti di questa vicenda critica che apre ad una nuova visione dell’arte: esistenziale. Bendini che verso il 1950 “lotta con Masaccio”, come ricorda Arcangeli, subito dopo “inizia a riempire grandi carte a pastello, di tempeste e diluvi: turbini che ricordiamo appena, spire agitate, neri che crollano a valanga su sé stessi. Non ne resta più nulla: eppure l’abbandono a quella isolatissima e quasi assurda anarchia era […] d’una schiettezza assoluta.” Di quei Diluvi resta, come detto, l’unica testimonianza proprio a Spoleto, ma accanto a questa si susseguono tele e carte di intenso afflato spirituale, scambiate al tempo per etera astrazione, ma a riguardarle oggi permangono intense e delicate ombre di volti sottili, oscillanti tra il ricordo dell’immagine e la visione quasi subcosciente, generate a piccoli colpi. È la grammatica del tachisme informale che affiora e che restituisce queste immagini con intensa emozione. Sono questi gli anni, dall’inizio dei ‘50 all’inizio dei ’60, con un’appendice sugli anni Ottanta dove l’artista torna a reinterpretare alcuni dei temi iniziali del suo ricco percorso artistico, che interessano la mostra spoletina alla quale si affianca la pubblicazione del catalogo, offerto dall’editore Freemocco di Deruta, e che conterrà tra gli altri contributi, un’intervista di Bruno Toscano.


Vasco Bendini (Bologna 27 febbraio 1922 – Roma 31 gennaio 2015) Allievo di Virgilio Guidi e Giorgio Morandi, frequenta i loro corsi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, tuttavia la prima mostra avviene in terra lombarda, a Milano alla galleria Bergamini nel 1949, lungo il decennio successivo espone in numerose collettive e personali, in particolare a Firenze nel 1953 presso Galleria la Torre presentato da Francesco Arcangeli che poco dopo lo inserisce nel gruppo degli Ultimi naturalisti teorizzato dalle pagine della rivista “Paragone” (1954). Nel 1956 partecipa alla Biennale di Venezia nel 1959 ed è invitato alla Quadriennale di Roma, mentre nel 1961 è in Brasile alla Biennale di San Paolo e nel 1962 a quella di Tokyo e poi di nuovo a Venezia nel 1964. La sua pittura risente dell’ambito Informale, nella declinazione arcangeliana di natura venata da una propensione verso l’astrattismo. La svolta avviene nel 1966 quando presentato da Giulio Carlo Argan presso la galleria l’Attico di Roma, compare nella sua pittura una certa inflessione formale che saranno tipiche dell’arte povera. Una tendenza che si conferma anche un anno dopo, quando presenta le sue tele presso lo Studio Bentivoglio di Bologna, con uno scritto di Arcangeli. Gli anni Settanta si aprono con la terza partecipazione alla Biennale di Venezia, nel 1972, invitato da Renato Barilli. Nel 1973 si trasferisce nella capitale, dove torna a risiedere nel 2012 dopo un intervallo di vita lavorativa a Parma. Sono gli anni in cui inaugura importanti mostre personali ed antologiche in Italia e all’estero tra cui C.S.A.C. di Parma, Istituto Italiano di Cultura a Colonia, Il Museo d’Arte Moderna di Saarbruecken e il Museo d’Arte Moderna di Saarlouis, la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna, L’unione Culturale Franco Antonicelli di Torino, La Casa del Mantegna a Mantova, La Galleria Comunale d’Arte Moderna di Spoleto, il P.A.C. di Milano, la Pinacoteca di Ravenna, la Galleria Civica di Modena, Palazzo Forti di Verona, la Galleria Civica d’arte contemporanea di Trento, la Loggetta Lombardesca, il Museo della Città di Ravenna, il Palazzo Comunale di Salò, il Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma, il Teatro Farnese di Parma, il Palazzo Sarcinelli di Conegliano, la Civica Galleria di Lissone, il Museo Bocchi di Parma, il Castello Masnago di Varese, il MACRO di Roma, il Museo Palazzo de’ Mayo di Chieti. Durante il suo soggiorno a Parma riceve numerosi premi alla carriera, tra cui il Premio Lissone 2002, il Premio Marina di Ravenna, il Premio Guglielmo Marconi, Il Premio G.B. Salvi a Sassoferrato (Ancona), la Targa Ricordo Volponi a Bologna, la mostra omaggio al MACRO di Roma. Nel 2009, sotto la Presidenza di Marcella Valentini Bendini, viene costituito a Parma l’Archivio dell’opera di Vasco Bendini, poi trasferito a Roma. Vice Presidente Irene Santori. Infine nel 2012 viene presentata l’ultima monografia dell’artista alla Accademia di San Luca di Roma.

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Mag 18 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

Facebook: Cinéma Sala Pegasus
cinemasalapegasus@gmail.com
Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
Facebook: Cinema Sala Frau
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Tel. 0743/522177

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Mag
19
Gio
INTERNATIONAL DANCE COMPETITION @ Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti
Mag 19 giorno intero
<!--:it-->INTERNATIONAL DANCE COMPETITION<!--:--><!--:en-->INTERNATIONAL DANCE COMPETITION<!--:--> @ Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti

​​L’International Dance Competition torna a Spoleto per la sua trentesima edizione dal 15 al 21 maggio 2022. Un traguardo importante per uno dei concorsi di danza più longevi in assoluto che, nel corso degli anni, ha saputo consolidare la sua fama in Italia e nel mondo.

Tra i pochissimi concorsi al mondo, e l’unico in Italia, a far parte dell’International Federation Ballet Competition, l’International Dance Competition Città di Spoleto, ha visto, tra i suoi iscritti, giovanissimi talenti che oggi calcano i palcoscenici più blasonati.

A giudicare i danzatori sarà, come da regolamento, una giuria internazionale composta da direttori artistici di teatri e accademie, critici di danza, coreografi di chiara fama ed esperienza. Tra i punti fermi anche le borse di studio che consentiranno ai più bravi di effettuare esperienze significative presso Enti ed Accademie in Italia e all’estero. E poi lezioni di tecnica classica e moderna e iniziative collaterali. Il Direttore Generale Paolo Boncompagni e il Direttore Artistico Irina Kashkova insieme a tutto lo staff sono a lavoro per selezionare giurati, danzatori, eventi e novità dell’edizione 2022.

La manifestazione, patrocinata dal Comune di Spoleto, coinvolgerà la città intera poiché ospiterà partecipanti, accompagnatori e famiglie in diverse strutture ricettive del territorio per una settimana e si concluderà, come di consueto, con l’attesissimo Gala dei Vincitori in programma per sabato 21 maggio presso il Teatro Gian Carlo Menotti. La prima novità è che a seguito dell’invito ricevuto dal Nervi Music Ballet Festival i vincitori della Trentesima edizione ed altri vincitori di edizioni passate si esibiranno sul prestigioso palco del Festival di Nervi.

EVENTI SPECIALI

Domenica 15 maggio, ore 21.00
MUTDANCE
Compagnia di danza coreana
Ingresso € 20

Sabato 21 maggio, ore 21.00
GRAN GALA
Ingresso € 20

Per informazioni, iscrizioni e prenotazioni: info@idcspoleto.com o +39 328 3078377

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | GENETICA DELLA FORMA | Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo @ Palazzo Collicola
Mag 19 giorno intero

GENETICA DELLA FORMA
Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo

a cura di Davide Silvioli
Palazzo Collicola, Spoleto 9 April – 29 May 2022

Nella programmazione stagionale di Palazzo Collicola, la mostra collettiva Genetica della forma costituisce un momento di attenzione su come pratiche artistiche contemporanee stiano riformulando l’entità della forma nell’opera d’arte, a partire dall’analisi del lavoro di una selezione di artisti emergenti e mid-career. Il progetto, a cura di Davide Silvioli, porta in esposizione una cerchia di sette artisti, differenti per lessico e riferimenti, parificati dall’impiego di metodologie che sperimentano mezzi, processi, materie e materiali, ora innovativi e ora tradizionali, talvolta ibridandoli, fino a creare nuove destinazioni estetiche, dove la forma, risultando insubordinabile alle prescrizioni canoniche di euritmia e composizione, si apre all’effetto instabile di operazioni che ne alterano e pregiudicano qualsiasi pretesa di compiutezza o ultimazione. Il titolo della mostra, su questa base, trae spunto dall’aneddoto secondo cui gli scienziati James Watson e Francis Crick, nella scoperta della morfologia a doppia elica della struttura del DNA, sembra furono ispirati da alcuni scarabocchi eseguiti da Crick nel suo quaderno di lavoro. Pur nella sua apparente semplicità, questo episodio racconta molto sulla natura della forma nell’universo molecolare così come in quello della ricerca artistica, racchiudendo la complessità del rapporto fra forma e sostanza, fra forma e ambiente esterno, fra forma naturale e forma artificiale, fra forma e sembianza, fra la forma e la sua percezione. Pertanto, i linguaggi di Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo, con un grado elevato di interdisciplinarità, rappresentano sette ricerche che, pur valutando le rispettive soggettività, argomentano in maniera adeguata e unanime le premesse teoriche della mostra. Scandite lungo le sale del piano terra del Museo, le loro opere, transitando dalla scultura all’installazione fino al video, e sfuggendo a facili nomenclature, forniscono uno scenario sintetico ma esaustivo di come la categoria classica della forma, nel progetto interpretata come il risultato dell’effetto simultaneo – non sempre disciplinabile – di impulsi endogeni ed esogeni, sia tuttora in fase di revisione da parte della contemporaneità.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | MARK FRANCIS Re-Echo / MATTEO MONTANI Costellazione privata @ Palazzo Collicola
Mag 19 giorno intero

Mark Francis. Re-Echo
a cura di Marco Tonelli
Palazzo Collicola, Spoleto 26 marzo – 29 maggio 2022
Vernissage sabato 26 marzo ore 11.00

Uno dei pittori inglesi mid-career più interessanti della sua generazione, Mark Francis per la prima volta vede i suoi dipinti esposti in una mostra personale in un museo pubblico in Italia. Affermatosi internazionalmente alla fine degli anni Novanta tra gli Young British Artists nella mostra epocale della collezione Saatchi Sensation presso la Royal Academy di Londra nel 1997, nella mostra Re-Echo (il cui significato allude all’effetto fisico del risuonare) presenta 15 dipinti realizzati tra 2021 e 2022, caratterizzati da frequenze, lunghezza d’onda e ampiezze verticali tipiche di onde di energia, come questi dipinti fossero in grado di captare e misurare forze invisibili (magnetiche, sonore, atomiche) e ben al di là delle umane capacità di percezione.

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MATTEO MONTANI Costellazione privata 
a cura di Davide Silvioli
26 marzo – 29 maggio 2022
Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”, Palazzo Collicola, Spoleto

Con il progetto di Matteo Montani Costellazione privata, Palazzo Collicola rinnova l’attenzione verso la ricerca pittorica contemporanea, ospitando il lavoro di un pittore italiano accreditato anche a livello internazionale.

La mostra, a cura di Davide Silvioli, si snoda all’interno delle sale della Galleria d’Arte Moderna del Museo, occupando anche ambienti architettonici del Palazzo. L’intervento dell’artista si compone di una serie di opere – mai esposte finora – risalenti a periodi differenti ma accomunate dalla raffinatezza data dal formato ridotto, frutto di una selezione che il pittore romano ha operato direttamente all’interno delle superfici pittoriche stesse, estrapolandone esclusivamente dettagli che mettono in luce le diverse cifre stilistiche della sua rigorosa ricerca. Il lavoro di Montani, così, si delinea al pari di una nuova presenza estetica nel mezzo delle opere che compongono la collezione permanente, suggerendo ora affinità linguistiche inaspettate e ora dissonanze ricercate. Così strutturata, l’operazione, pur nel suo essere disseminata come una costellazione, proprio come quest’ultima è da leggersi come un unicum, quindi come un medesimo intervento site-specific, mirato a fornire chiavi di lettura alternative per interfacciarsi tanto con il patrimonio artistico contemporaneo del Museo quanto con la ricerca di Montani. Attraverso una cerchia di opere espressamente selezionate o realizzate per l’occasione, l’esposizione si muove su questi due binari paralleli – la collezione e il lavoro di Montani – che, contaminandosi nell’esperienza di mostra, scaturiscono nuovi spunti d’interpretazione sia nei confronti dell’uno che dell’altro.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
Mag 19 giorno intero

VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
a cura di Lorenzo Fiorucci
Palazzo Collicola, Spoleto 9 aprile – 29 maggio 2022


Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola è una mostra personale in omaggio ai cento anni della nascita di un artista, che con la sua arte ha segnato le sorti di buona parte dello sviluppo pittorico italiano dal dopoguerra fino ai primi anni duemila. Vasco Bendini (Bologna 1922- Roma 2015), seppure Emiliano d’origine e molti anni vissuti a Roma, era particolarmente legato a Spoleto grazie all’amicizia con Bruno Toscano, maturata fin dai tempi del Premio Spoleto, che vinse in ben due occasioni (1955 – 1957), e poi ancora coltivata nel tempo fino alla donazione di un nucleo consistente di opere, quasi tutte degli anni Cinquanta, voluta da Vasco ed effettuata da Marcella Valentini Bendini, per arricchire la galleria spoletina nel 1989. Un rapporto dunque importante, con la città e con il suo museo, e che oggi intende rendergli omaggio riscoprendo quel gruppo di opere donate dove compare anche l’unico esemplare superstite del ciclo dei Diluvi. Un percorso espositivo a cura di Lorenzo Fiorucci, in cui le opere si alternano a documenti e analisi critiche, in particolare di Francesco Arcangeli, primo sostenitore di Bendini oltre che influente critico del gruppo di Spoleto. È infatti attraverso la teorizzazione dell’ultimo naturalismo che si aprirà in Italia, già dal 1954, il dibattito attorno ad una giovane generazione di artisti (in particolare Emiliani e Lombardi, ma anche gli Spoletini), in cui Vasco Bendini è, assieme a Mattia Moreni, Ennio Morlotti ed altri, tra i protagonisti di questa vicenda critica che apre ad una nuova visione dell’arte: esistenziale. Bendini che verso il 1950 “lotta con Masaccio”, come ricorda Arcangeli, subito dopo “inizia a riempire grandi carte a pastello, di tempeste e diluvi: turbini che ricordiamo appena, spire agitate, neri che crollano a valanga su sé stessi. Non ne resta più nulla: eppure l’abbandono a quella isolatissima e quasi assurda anarchia era […] d’una schiettezza assoluta.” Di quei Diluvi resta, come detto, l’unica testimonianza proprio a Spoleto, ma accanto a questa si susseguono tele e carte di intenso afflato spirituale, scambiate al tempo per etera astrazione, ma a riguardarle oggi permangono intense e delicate ombre di volti sottili, oscillanti tra il ricordo dell’immagine e la visione quasi subcosciente, generate a piccoli colpi. È la grammatica del tachisme informale che affiora e che restituisce queste immagini con intensa emozione. Sono questi gli anni, dall’inizio dei ‘50 all’inizio dei ’60, con un’appendice sugli anni Ottanta dove l’artista torna a reinterpretare alcuni dei temi iniziali del suo ricco percorso artistico, che interessano la mostra spoletina alla quale si affianca la pubblicazione del catalogo, offerto dall’editore Freemocco di Deruta, e che conterrà tra gli altri contributi, un’intervista di Bruno Toscano.


Vasco Bendini (Bologna 27 febbraio 1922 – Roma 31 gennaio 2015) Allievo di Virgilio Guidi e Giorgio Morandi, frequenta i loro corsi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, tuttavia la prima mostra avviene in terra lombarda, a Milano alla galleria Bergamini nel 1949, lungo il decennio successivo espone in numerose collettive e personali, in particolare a Firenze nel 1953 presso Galleria la Torre presentato da Francesco Arcangeli che poco dopo lo inserisce nel gruppo degli Ultimi naturalisti teorizzato dalle pagine della rivista “Paragone” (1954). Nel 1956 partecipa alla Biennale di Venezia nel 1959 ed è invitato alla Quadriennale di Roma, mentre nel 1961 è in Brasile alla Biennale di San Paolo e nel 1962 a quella di Tokyo e poi di nuovo a Venezia nel 1964. La sua pittura risente dell’ambito Informale, nella declinazione arcangeliana di natura venata da una propensione verso l’astrattismo. La svolta avviene nel 1966 quando presentato da Giulio Carlo Argan presso la galleria l’Attico di Roma, compare nella sua pittura una certa inflessione formale che saranno tipiche dell’arte povera. Una tendenza che si conferma anche un anno dopo, quando presenta le sue tele presso lo Studio Bentivoglio di Bologna, con uno scritto di Arcangeli. Gli anni Settanta si aprono con la terza partecipazione alla Biennale di Venezia, nel 1972, invitato da Renato Barilli. Nel 1973 si trasferisce nella capitale, dove torna a risiedere nel 2012 dopo un intervallo di vita lavorativa a Parma. Sono gli anni in cui inaugura importanti mostre personali ed antologiche in Italia e all’estero tra cui C.S.A.C. di Parma, Istituto Italiano di Cultura a Colonia, Il Museo d’Arte Moderna di Saarbruecken e il Museo d’Arte Moderna di Saarlouis, la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna, L’unione Culturale Franco Antonicelli di Torino, La Casa del Mantegna a Mantova, La Galleria Comunale d’Arte Moderna di Spoleto, il P.A.C. di Milano, la Pinacoteca di Ravenna, la Galleria Civica di Modena, Palazzo Forti di Verona, la Galleria Civica d’arte contemporanea di Trento, la Loggetta Lombardesca, il Museo della Città di Ravenna, il Palazzo Comunale di Salò, il Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma, il Teatro Farnese di Parma, il Palazzo Sarcinelli di Conegliano, la Civica Galleria di Lissone, il Museo Bocchi di Parma, il Castello Masnago di Varese, il MACRO di Roma, il Museo Palazzo de’ Mayo di Chieti. Durante il suo soggiorno a Parma riceve numerosi premi alla carriera, tra cui il Premio Lissone 2002, il Premio Marina di Ravenna, il Premio Guglielmo Marconi, Il Premio G.B. Salvi a Sassoferrato (Ancona), la Targa Ricordo Volponi a Bologna, la mostra omaggio al MACRO di Roma. Nel 2009, sotto la Presidenza di Marcella Valentini Bendini, viene costituito a Parma l’Archivio dell’opera di Vasco Bendini, poi trasferito a Roma. Vice Presidente Irene Santori. Infine nel 2012 viene presentata l’ultima monografia dell’artista alla Accademia di San Luca di Roma.

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Mag 19 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

Facebook: Cinéma Sala Pegasus
cinemasalapegasus@gmail.com
Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
Facebook: Cinema Sala Frau
cinemasalafrau@gmail.com
Tel. 0743/522177

Per ricevere la NEWSLETTER invia una e-mail all’indirizzo cinemasalapegasus@gmail.com

Mag
20
Ven
INTERNATIONAL DANCE COMPETITION @ Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti
Mag 20 giorno intero
<!--:it-->INTERNATIONAL DANCE COMPETITION<!--:--><!--:en-->INTERNATIONAL DANCE COMPETITION<!--:--> @ Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti

​​L’International Dance Competition torna a Spoleto per la sua trentesima edizione dal 15 al 21 maggio 2022. Un traguardo importante per uno dei concorsi di danza più longevi in assoluto che, nel corso degli anni, ha saputo consolidare la sua fama in Italia e nel mondo.

Tra i pochissimi concorsi al mondo, e l’unico in Italia, a far parte dell’International Federation Ballet Competition, l’International Dance Competition Città di Spoleto, ha visto, tra i suoi iscritti, giovanissimi talenti che oggi calcano i palcoscenici più blasonati.

A giudicare i danzatori sarà, come da regolamento, una giuria internazionale composta da direttori artistici di teatri e accademie, critici di danza, coreografi di chiara fama ed esperienza. Tra i punti fermi anche le borse di studio che consentiranno ai più bravi di effettuare esperienze significative presso Enti ed Accademie in Italia e all’estero. E poi lezioni di tecnica classica e moderna e iniziative collaterali. Il Direttore Generale Paolo Boncompagni e il Direttore Artistico Irina Kashkova insieme a tutto lo staff sono a lavoro per selezionare giurati, danzatori, eventi e novità dell’edizione 2022.

La manifestazione, patrocinata dal Comune di Spoleto, coinvolgerà la città intera poiché ospiterà partecipanti, accompagnatori e famiglie in diverse strutture ricettive del territorio per una settimana e si concluderà, come di consueto, con l’attesissimo Gala dei Vincitori in programma per sabato 21 maggio presso il Teatro Gian Carlo Menotti. La prima novità è che a seguito dell’invito ricevuto dal Nervi Music Ballet Festival i vincitori della Trentesima edizione ed altri vincitori di edizioni passate si esibiranno sul prestigioso palco del Festival di Nervi.

EVENTI SPECIALI

Domenica 15 maggio, ore 21.00
MUTDANCE
Compagnia di danza coreana
Ingresso € 20

Sabato 21 maggio, ore 21.00
GRAN GALA
Ingresso € 20

Per informazioni, iscrizioni e prenotazioni: info@idcspoleto.com o +39 328 3078377

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | GENETICA DELLA FORMA | Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo @ Palazzo Collicola
Mag 20 giorno intero

GENETICA DELLA FORMA
Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo

a cura di Davide Silvioli
Palazzo Collicola, Spoleto 9 April – 29 May 2022

Nella programmazione stagionale di Palazzo Collicola, la mostra collettiva Genetica della forma costituisce un momento di attenzione su come pratiche artistiche contemporanee stiano riformulando l’entità della forma nell’opera d’arte, a partire dall’analisi del lavoro di una selezione di artisti emergenti e mid-career. Il progetto, a cura di Davide Silvioli, porta in esposizione una cerchia di sette artisti, differenti per lessico e riferimenti, parificati dall’impiego di metodologie che sperimentano mezzi, processi, materie e materiali, ora innovativi e ora tradizionali, talvolta ibridandoli, fino a creare nuove destinazioni estetiche, dove la forma, risultando insubordinabile alle prescrizioni canoniche di euritmia e composizione, si apre all’effetto instabile di operazioni che ne alterano e pregiudicano qualsiasi pretesa di compiutezza o ultimazione. Il titolo della mostra, su questa base, trae spunto dall’aneddoto secondo cui gli scienziati James Watson e Francis Crick, nella scoperta della morfologia a doppia elica della struttura del DNA, sembra furono ispirati da alcuni scarabocchi eseguiti da Crick nel suo quaderno di lavoro. Pur nella sua apparente semplicità, questo episodio racconta molto sulla natura della forma nell’universo molecolare così come in quello della ricerca artistica, racchiudendo la complessità del rapporto fra forma e sostanza, fra forma e ambiente esterno, fra forma naturale e forma artificiale, fra forma e sembianza, fra la forma e la sua percezione. Pertanto, i linguaggi di Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo, con un grado elevato di interdisciplinarità, rappresentano sette ricerche che, pur valutando le rispettive soggettività, argomentano in maniera adeguata e unanime le premesse teoriche della mostra. Scandite lungo le sale del piano terra del Museo, le loro opere, transitando dalla scultura all’installazione fino al video, e sfuggendo a facili nomenclature, forniscono uno scenario sintetico ma esaustivo di come la categoria classica della forma, nel progetto interpretata come il risultato dell’effetto simultaneo – non sempre disciplinabile – di impulsi endogeni ed esogeni, sia tuttora in fase di revisione da parte della contemporaneità.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | MARK FRANCIS Re-Echo / MATTEO MONTANI Costellazione privata @ Palazzo Collicola
Mag 20 giorno intero

Mark Francis. Re-Echo
a cura di Marco Tonelli
Palazzo Collicola, Spoleto 26 marzo – 29 maggio 2022
Vernissage sabato 26 marzo ore 11.00

Uno dei pittori inglesi mid-career più interessanti della sua generazione, Mark Francis per la prima volta vede i suoi dipinti esposti in una mostra personale in un museo pubblico in Italia. Affermatosi internazionalmente alla fine degli anni Novanta tra gli Young British Artists nella mostra epocale della collezione Saatchi Sensation presso la Royal Academy di Londra nel 1997, nella mostra Re-Echo (il cui significato allude all’effetto fisico del risuonare) presenta 15 dipinti realizzati tra 2021 e 2022, caratterizzati da frequenze, lunghezza d’onda e ampiezze verticali tipiche di onde di energia, come questi dipinti fossero in grado di captare e misurare forze invisibili (magnetiche, sonore, atomiche) e ben al di là delle umane capacità di percezione.

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MATTEO MONTANI Costellazione privata 
a cura di Davide Silvioli
26 marzo – 29 maggio 2022
Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”, Palazzo Collicola, Spoleto

Con il progetto di Matteo Montani Costellazione privata, Palazzo Collicola rinnova l’attenzione verso la ricerca pittorica contemporanea, ospitando il lavoro di un pittore italiano accreditato anche a livello internazionale.

La mostra, a cura di Davide Silvioli, si snoda all’interno delle sale della Galleria d’Arte Moderna del Museo, occupando anche ambienti architettonici del Palazzo. L’intervento dell’artista si compone di una serie di opere – mai esposte finora – risalenti a periodi differenti ma accomunate dalla raffinatezza data dal formato ridotto, frutto di una selezione che il pittore romano ha operato direttamente all’interno delle superfici pittoriche stesse, estrapolandone esclusivamente dettagli che mettono in luce le diverse cifre stilistiche della sua rigorosa ricerca. Il lavoro di Montani, così, si delinea al pari di una nuova presenza estetica nel mezzo delle opere che compongono la collezione permanente, suggerendo ora affinità linguistiche inaspettate e ora dissonanze ricercate. Così strutturata, l’operazione, pur nel suo essere disseminata come una costellazione, proprio come quest’ultima è da leggersi come un unicum, quindi come un medesimo intervento site-specific, mirato a fornire chiavi di lettura alternative per interfacciarsi tanto con il patrimonio artistico contemporaneo del Museo quanto con la ricerca di Montani. Attraverso una cerchia di opere espressamente selezionate o realizzate per l’occasione, l’esposizione si muove su questi due binari paralleli – la collezione e il lavoro di Montani – che, contaminandosi nell’esperienza di mostra, scaturiscono nuovi spunti d’interpretazione sia nei confronti dell’uno che dell’altro.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
Mag 20 giorno intero

VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
a cura di Lorenzo Fiorucci
Palazzo Collicola, Spoleto 9 aprile – 29 maggio 2022


Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola è una mostra personale in omaggio ai cento anni della nascita di un artista, che con la sua arte ha segnato le sorti di buona parte dello sviluppo pittorico italiano dal dopoguerra fino ai primi anni duemila. Vasco Bendini (Bologna 1922- Roma 2015), seppure Emiliano d’origine e molti anni vissuti a Roma, era particolarmente legato a Spoleto grazie all’amicizia con Bruno Toscano, maturata fin dai tempi del Premio Spoleto, che vinse in ben due occasioni (1955 – 1957), e poi ancora coltivata nel tempo fino alla donazione di un nucleo consistente di opere, quasi tutte degli anni Cinquanta, voluta da Vasco ed effettuata da Marcella Valentini Bendini, per arricchire la galleria spoletina nel 1989. Un rapporto dunque importante, con la città e con il suo museo, e che oggi intende rendergli omaggio riscoprendo quel gruppo di opere donate dove compare anche l’unico esemplare superstite del ciclo dei Diluvi. Un percorso espositivo a cura di Lorenzo Fiorucci, in cui le opere si alternano a documenti e analisi critiche, in particolare di Francesco Arcangeli, primo sostenitore di Bendini oltre che influente critico del gruppo di Spoleto. È infatti attraverso la teorizzazione dell’ultimo naturalismo che si aprirà in Italia, già dal 1954, il dibattito attorno ad una giovane generazione di artisti (in particolare Emiliani e Lombardi, ma anche gli Spoletini), in cui Vasco Bendini è, assieme a Mattia Moreni, Ennio Morlotti ed altri, tra i protagonisti di questa vicenda critica che apre ad una nuova visione dell’arte: esistenziale. Bendini che verso il 1950 “lotta con Masaccio”, come ricorda Arcangeli, subito dopo “inizia a riempire grandi carte a pastello, di tempeste e diluvi: turbini che ricordiamo appena, spire agitate, neri che crollano a valanga su sé stessi. Non ne resta più nulla: eppure l’abbandono a quella isolatissima e quasi assurda anarchia era […] d’una schiettezza assoluta.” Di quei Diluvi resta, come detto, l’unica testimonianza proprio a Spoleto, ma accanto a questa si susseguono tele e carte di intenso afflato spirituale, scambiate al tempo per etera astrazione, ma a riguardarle oggi permangono intense e delicate ombre di volti sottili, oscillanti tra il ricordo dell’immagine e la visione quasi subcosciente, generate a piccoli colpi. È la grammatica del tachisme informale che affiora e che restituisce queste immagini con intensa emozione. Sono questi gli anni, dall’inizio dei ‘50 all’inizio dei ’60, con un’appendice sugli anni Ottanta dove l’artista torna a reinterpretare alcuni dei temi iniziali del suo ricco percorso artistico, che interessano la mostra spoletina alla quale si affianca la pubblicazione del catalogo, offerto dall’editore Freemocco di Deruta, e che conterrà tra gli altri contributi, un’intervista di Bruno Toscano.


Vasco Bendini (Bologna 27 febbraio 1922 – Roma 31 gennaio 2015) Allievo di Virgilio Guidi e Giorgio Morandi, frequenta i loro corsi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, tuttavia la prima mostra avviene in terra lombarda, a Milano alla galleria Bergamini nel 1949, lungo il decennio successivo espone in numerose collettive e personali, in particolare a Firenze nel 1953 presso Galleria la Torre presentato da Francesco Arcangeli che poco dopo lo inserisce nel gruppo degli Ultimi naturalisti teorizzato dalle pagine della rivista “Paragone” (1954). Nel 1956 partecipa alla Biennale di Venezia nel 1959 ed è invitato alla Quadriennale di Roma, mentre nel 1961 è in Brasile alla Biennale di San Paolo e nel 1962 a quella di Tokyo e poi di nuovo a Venezia nel 1964. La sua pittura risente dell’ambito Informale, nella declinazione arcangeliana di natura venata da una propensione verso l’astrattismo. La svolta avviene nel 1966 quando presentato da Giulio Carlo Argan presso la galleria l’Attico di Roma, compare nella sua pittura una certa inflessione formale che saranno tipiche dell’arte povera. Una tendenza che si conferma anche un anno dopo, quando presenta le sue tele presso lo Studio Bentivoglio di Bologna, con uno scritto di Arcangeli. Gli anni Settanta si aprono con la terza partecipazione alla Biennale di Venezia, nel 1972, invitato da Renato Barilli. Nel 1973 si trasferisce nella capitale, dove torna a risiedere nel 2012 dopo un intervallo di vita lavorativa a Parma. Sono gli anni in cui inaugura importanti mostre personali ed antologiche in Italia e all’estero tra cui C.S.A.C. di Parma, Istituto Italiano di Cultura a Colonia, Il Museo d’Arte Moderna di Saarbruecken e il Museo d’Arte Moderna di Saarlouis, la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna, L’unione Culturale Franco Antonicelli di Torino, La Casa del Mantegna a Mantova, La Galleria Comunale d’Arte Moderna di Spoleto, il P.A.C. di Milano, la Pinacoteca di Ravenna, la Galleria Civica di Modena, Palazzo Forti di Verona, la Galleria Civica d’arte contemporanea di Trento, la Loggetta Lombardesca, il Museo della Città di Ravenna, il Palazzo Comunale di Salò, il Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma, il Teatro Farnese di Parma, il Palazzo Sarcinelli di Conegliano, la Civica Galleria di Lissone, il Museo Bocchi di Parma, il Castello Masnago di Varese, il MACRO di Roma, il Museo Palazzo de’ Mayo di Chieti. Durante il suo soggiorno a Parma riceve numerosi premi alla carriera, tra cui il Premio Lissone 2002, il Premio Marina di Ravenna, il Premio Guglielmo Marconi, Il Premio G.B. Salvi a Sassoferrato (Ancona), la Targa Ricordo Volponi a Bologna, la mostra omaggio al MACRO di Roma. Nel 2009, sotto la Presidenza di Marcella Valentini Bendini, viene costituito a Parma l’Archivio dell’opera di Vasco Bendini, poi trasferito a Roma. Vice Presidente Irene Santori. Infine nel 2012 viene presentata l’ultima monografia dell’artista alla Accademia di San Luca di Roma.

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Mag 20 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

Facebook: Cinéma Sala Pegasus
cinemasalapegasus@gmail.com
Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
Facebook: Cinema Sala Frau
cinemasalafrau@gmail.com
Tel. 0743/522177

Per ricevere la NEWSLETTER invia una e-mail all’indirizzo cinemasalapegasus@gmail.com

Proiezione di LA DONNA PER ME di Marco Martani @ Cinema Sala Frau
Mag 20@21:30
<!--:it-->Proiezione di LA DONNA PER ME di Marco Martani <!--:--> @ Cinema Sala Frau

Sala Frau, 20 e 21 maggio alle ore 21.30
Proiezione di La donna per me di Marco Martani
prodotto da Lucky Red con Rai Cinema e in collaborazione con Sky.

Venerdì 20 e sabato 21 maggio alle ore 21.30 il regista Marco Martani sarà in città per la presentazione della commedia romantica che ha come protagonisti Andrea Arcangeli e Alessandra Mastronardi e un cast di attori come Stefano Fresi, Cristiano Caccamo e Eduardo Scarpetta e il cantante Francesco Gabbani.

Girato a Spoleto nella primavera del 2021 e presentato in anteprima a Roma, il film sarà disponibile su Sky a partire da lunedì 23 maggio.

Per partecipare alle due serate in programma sarà sufficiente recarsi all’ufficio del turismo in Corso Mazzini (Largo Ferrer, 6) per ritirare i voucher invito (non c’è bisogno di prenotazione).

Mag
21
Sab
INTERNATIONAL DANCE COMPETITION @ Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti
Mag 21 giorno intero
<!--:it-->INTERNATIONAL DANCE COMPETITION<!--:--><!--:en-->INTERNATIONAL DANCE COMPETITION<!--:--> @ Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti

​​L’International Dance Competition torna a Spoleto per la sua trentesima edizione dal 15 al 21 maggio 2022. Un traguardo importante per uno dei concorsi di danza più longevi in assoluto che, nel corso degli anni, ha saputo consolidare la sua fama in Italia e nel mondo.

Tra i pochissimi concorsi al mondo, e l’unico in Italia, a far parte dell’International Federation Ballet Competition, l’International Dance Competition Città di Spoleto, ha visto, tra i suoi iscritti, giovanissimi talenti che oggi calcano i palcoscenici più blasonati.

A giudicare i danzatori sarà, come da regolamento, una giuria internazionale composta da direttori artistici di teatri e accademie, critici di danza, coreografi di chiara fama ed esperienza. Tra i punti fermi anche le borse di studio che consentiranno ai più bravi di effettuare esperienze significative presso Enti ed Accademie in Italia e all’estero. E poi lezioni di tecnica classica e moderna e iniziative collaterali. Il Direttore Generale Paolo Boncompagni e il Direttore Artistico Irina Kashkova insieme a tutto lo staff sono a lavoro per selezionare giurati, danzatori, eventi e novità dell’edizione 2022.

La manifestazione, patrocinata dal Comune di Spoleto, coinvolgerà la città intera poiché ospiterà partecipanti, accompagnatori e famiglie in diverse strutture ricettive del territorio per una settimana e si concluderà, come di consueto, con l’attesissimo Gala dei Vincitori in programma per sabato 21 maggio presso il Teatro Gian Carlo Menotti. La prima novità è che a seguito dell’invito ricevuto dal Nervi Music Ballet Festival i vincitori della Trentesima edizione ed altri vincitori di edizioni passate si esibiranno sul prestigioso palco del Festival di Nervi.

EVENTI SPECIALI

Domenica 15 maggio, ore 21.00
MUTDANCE
Compagnia di danza coreana
Ingresso € 20

Sabato 21 maggio, ore 21.00
GRAN GALA
Ingresso € 20

Per informazioni, iscrizioni e prenotazioni: info@idcspoleto.com o +39 328 3078377

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