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Mag
17
Mar
INTERNATIONAL DANCE COMPETITION @ Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti
Mag 17 giorno intero
<!--:it-->INTERNATIONAL DANCE COMPETITION<!--:--><!--:en-->INTERNATIONAL DANCE COMPETITION<!--:--> @ Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti

​​L’International Dance Competition torna a Spoleto per la sua trentesima edizione dal 15 al 21 maggio 2022. Un traguardo importante per uno dei concorsi di danza più longevi in assoluto che, nel corso degli anni, ha saputo consolidare la sua fama in Italia e nel mondo.

Tra i pochissimi concorsi al mondo, e l’unico in Italia, a far parte dell’International Federation Ballet Competition, l’International Dance Competition Città di Spoleto, ha visto, tra i suoi iscritti, giovanissimi talenti che oggi calcano i palcoscenici più blasonati.

A giudicare i danzatori sarà, come da regolamento, una giuria internazionale composta da direttori artistici di teatri e accademie, critici di danza, coreografi di chiara fama ed esperienza. Tra i punti fermi anche le borse di studio che consentiranno ai più bravi di effettuare esperienze significative presso Enti ed Accademie in Italia e all’estero. E poi lezioni di tecnica classica e moderna e iniziative collaterali. Il Direttore Generale Paolo Boncompagni e il Direttore Artistico Irina Kashkova insieme a tutto lo staff sono a lavoro per selezionare giurati, danzatori, eventi e novità dell’edizione 2022.

La manifestazione, patrocinata dal Comune di Spoleto, coinvolgerà la città intera poiché ospiterà partecipanti, accompagnatori e famiglie in diverse strutture ricettive del territorio per una settimana e si concluderà, come di consueto, con l’attesissimo Gala dei Vincitori in programma per sabato 21 maggio presso il Teatro Gian Carlo Menotti. La prima novità è che a seguito dell’invito ricevuto dal Nervi Music Ballet Festival i vincitori della Trentesima edizione ed altri vincitori di edizioni passate si esibiranno sul prestigioso palco del Festival di Nervi.

EVENTI SPECIALI

Domenica 15 maggio, ore 21.00
MUTDANCE
Compagnia di danza coreana
Ingresso € 20

Sabato 21 maggio, ore 21.00
GRAN GALA
Ingresso € 20

Per informazioni, iscrizioni e prenotazioni: info@idcspoleto.com o +39 328 3078377

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Mag 17 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

Facebook: Cinéma Sala Pegasus
cinemasalapegasus@gmail.com
Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
Facebook: Cinema Sala Frau
cinemasalafrau@gmail.com
Tel. 0743/522177

Per ricevere la NEWSLETTER invia una e-mail all’indirizzo cinemasalapegasus@gmail.com

Mag
18
Mer
INTERNATIONAL DANCE COMPETITION @ Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti
Mag 18 giorno intero
<!--:it-->INTERNATIONAL DANCE COMPETITION<!--:--><!--:en-->INTERNATIONAL DANCE COMPETITION<!--:--> @ Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti

​​L’International Dance Competition torna a Spoleto per la sua trentesima edizione dal 15 al 21 maggio 2022. Un traguardo importante per uno dei concorsi di danza più longevi in assoluto che, nel corso degli anni, ha saputo consolidare la sua fama in Italia e nel mondo.

Tra i pochissimi concorsi al mondo, e l’unico in Italia, a far parte dell’International Federation Ballet Competition, l’International Dance Competition Città di Spoleto, ha visto, tra i suoi iscritti, giovanissimi talenti che oggi calcano i palcoscenici più blasonati.

A giudicare i danzatori sarà, come da regolamento, una giuria internazionale composta da direttori artistici di teatri e accademie, critici di danza, coreografi di chiara fama ed esperienza. Tra i punti fermi anche le borse di studio che consentiranno ai più bravi di effettuare esperienze significative presso Enti ed Accademie in Italia e all’estero. E poi lezioni di tecnica classica e moderna e iniziative collaterali. Il Direttore Generale Paolo Boncompagni e il Direttore Artistico Irina Kashkova insieme a tutto lo staff sono a lavoro per selezionare giurati, danzatori, eventi e novità dell’edizione 2022.

La manifestazione, patrocinata dal Comune di Spoleto, coinvolgerà la città intera poiché ospiterà partecipanti, accompagnatori e famiglie in diverse strutture ricettive del territorio per una settimana e si concluderà, come di consueto, con l’attesissimo Gala dei Vincitori in programma per sabato 21 maggio presso il Teatro Gian Carlo Menotti. La prima novità è che a seguito dell’invito ricevuto dal Nervi Music Ballet Festival i vincitori della Trentesima edizione ed altri vincitori di edizioni passate si esibiranno sul prestigioso palco del Festival di Nervi.

EVENTI SPECIALI

Domenica 15 maggio, ore 21.00
MUTDANCE
Compagnia di danza coreana
Ingresso € 20

Sabato 21 maggio, ore 21.00
GRAN GALA
Ingresso € 20

Per informazioni, iscrizioni e prenotazioni: info@idcspoleto.com o +39 328 3078377

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | GENETICA DELLA FORMA | Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo @ Palazzo Collicola
Mag 18 giorno intero

GENETICA DELLA FORMA
Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo

a cura di Davide Silvioli
Palazzo Collicola, Spoleto 9 April – 29 May 2022

Nella programmazione stagionale di Palazzo Collicola, la mostra collettiva Genetica della forma costituisce un momento di attenzione su come pratiche artistiche contemporanee stiano riformulando l’entità della forma nell’opera d’arte, a partire dall’analisi del lavoro di una selezione di artisti emergenti e mid-career. Il progetto, a cura di Davide Silvioli, porta in esposizione una cerchia di sette artisti, differenti per lessico e riferimenti, parificati dall’impiego di metodologie che sperimentano mezzi, processi, materie e materiali, ora innovativi e ora tradizionali, talvolta ibridandoli, fino a creare nuove destinazioni estetiche, dove la forma, risultando insubordinabile alle prescrizioni canoniche di euritmia e composizione, si apre all’effetto instabile di operazioni che ne alterano e pregiudicano qualsiasi pretesa di compiutezza o ultimazione. Il titolo della mostra, su questa base, trae spunto dall’aneddoto secondo cui gli scienziati James Watson e Francis Crick, nella scoperta della morfologia a doppia elica della struttura del DNA, sembra furono ispirati da alcuni scarabocchi eseguiti da Crick nel suo quaderno di lavoro. Pur nella sua apparente semplicità, questo episodio racconta molto sulla natura della forma nell’universo molecolare così come in quello della ricerca artistica, racchiudendo la complessità del rapporto fra forma e sostanza, fra forma e ambiente esterno, fra forma naturale e forma artificiale, fra forma e sembianza, fra la forma e la sua percezione. Pertanto, i linguaggi di Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo, con un grado elevato di interdisciplinarità, rappresentano sette ricerche che, pur valutando le rispettive soggettività, argomentano in maniera adeguata e unanime le premesse teoriche della mostra. Scandite lungo le sale del piano terra del Museo, le loro opere, transitando dalla scultura all’installazione fino al video, e sfuggendo a facili nomenclature, forniscono uno scenario sintetico ma esaustivo di come la categoria classica della forma, nel progetto interpretata come il risultato dell’effetto simultaneo – non sempre disciplinabile – di impulsi endogeni ed esogeni, sia tuttora in fase di revisione da parte della contemporaneità.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | MARK FRANCIS Re-Echo / MATTEO MONTANI Costellazione privata @ Palazzo Collicola
Mag 18 giorno intero

Mark Francis. Re-Echo
a cura di Marco Tonelli
Palazzo Collicola, Spoleto 26 marzo – 29 maggio 2022
Vernissage sabato 26 marzo ore 11.00

Uno dei pittori inglesi mid-career più interessanti della sua generazione, Mark Francis per la prima volta vede i suoi dipinti esposti in una mostra personale in un museo pubblico in Italia. Affermatosi internazionalmente alla fine degli anni Novanta tra gli Young British Artists nella mostra epocale della collezione Saatchi Sensation presso la Royal Academy di Londra nel 1997, nella mostra Re-Echo (il cui significato allude all’effetto fisico del risuonare) presenta 15 dipinti realizzati tra 2021 e 2022, caratterizzati da frequenze, lunghezza d’onda e ampiezze verticali tipiche di onde di energia, come questi dipinti fossero in grado di captare e misurare forze invisibili (magnetiche, sonore, atomiche) e ben al di là delle umane capacità di percezione.

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MATTEO MONTANI Costellazione privata 
a cura di Davide Silvioli
26 marzo – 29 maggio 2022
Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”, Palazzo Collicola, Spoleto

Con il progetto di Matteo Montani Costellazione privata, Palazzo Collicola rinnova l’attenzione verso la ricerca pittorica contemporanea, ospitando il lavoro di un pittore italiano accreditato anche a livello internazionale.

La mostra, a cura di Davide Silvioli, si snoda all’interno delle sale della Galleria d’Arte Moderna del Museo, occupando anche ambienti architettonici del Palazzo. L’intervento dell’artista si compone di una serie di opere – mai esposte finora – risalenti a periodi differenti ma accomunate dalla raffinatezza data dal formato ridotto, frutto di una selezione che il pittore romano ha operato direttamente all’interno delle superfici pittoriche stesse, estrapolandone esclusivamente dettagli che mettono in luce le diverse cifre stilistiche della sua rigorosa ricerca. Il lavoro di Montani, così, si delinea al pari di una nuova presenza estetica nel mezzo delle opere che compongono la collezione permanente, suggerendo ora affinità linguistiche inaspettate e ora dissonanze ricercate. Così strutturata, l’operazione, pur nel suo essere disseminata come una costellazione, proprio come quest’ultima è da leggersi come un unicum, quindi come un medesimo intervento site-specific, mirato a fornire chiavi di lettura alternative per interfacciarsi tanto con il patrimonio artistico contemporaneo del Museo quanto con la ricerca di Montani. Attraverso una cerchia di opere espressamente selezionate o realizzate per l’occasione, l’esposizione si muove su questi due binari paralleli – la collezione e il lavoro di Montani – che, contaminandosi nell’esperienza di mostra, scaturiscono nuovi spunti d’interpretazione sia nei confronti dell’uno che dell’altro.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
Mag 18 giorno intero

VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
a cura di Lorenzo Fiorucci
Palazzo Collicola, Spoleto 9 aprile – 29 maggio 2022


Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola è una mostra personale in omaggio ai cento anni della nascita di un artista, che con la sua arte ha segnato le sorti di buona parte dello sviluppo pittorico italiano dal dopoguerra fino ai primi anni duemila. Vasco Bendini (Bologna 1922- Roma 2015), seppure Emiliano d’origine e molti anni vissuti a Roma, era particolarmente legato a Spoleto grazie all’amicizia con Bruno Toscano, maturata fin dai tempi del Premio Spoleto, che vinse in ben due occasioni (1955 – 1957), e poi ancora coltivata nel tempo fino alla donazione di un nucleo consistente di opere, quasi tutte degli anni Cinquanta, voluta da Vasco ed effettuata da Marcella Valentini Bendini, per arricchire la galleria spoletina nel 1989. Un rapporto dunque importante, con la città e con il suo museo, e che oggi intende rendergli omaggio riscoprendo quel gruppo di opere donate dove compare anche l’unico esemplare superstite del ciclo dei Diluvi. Un percorso espositivo a cura di Lorenzo Fiorucci, in cui le opere si alternano a documenti e analisi critiche, in particolare di Francesco Arcangeli, primo sostenitore di Bendini oltre che influente critico del gruppo di Spoleto. È infatti attraverso la teorizzazione dell’ultimo naturalismo che si aprirà in Italia, già dal 1954, il dibattito attorno ad una giovane generazione di artisti (in particolare Emiliani e Lombardi, ma anche gli Spoletini), in cui Vasco Bendini è, assieme a Mattia Moreni, Ennio Morlotti ed altri, tra i protagonisti di questa vicenda critica che apre ad una nuova visione dell’arte: esistenziale. Bendini che verso il 1950 “lotta con Masaccio”, come ricorda Arcangeli, subito dopo “inizia a riempire grandi carte a pastello, di tempeste e diluvi: turbini che ricordiamo appena, spire agitate, neri che crollano a valanga su sé stessi. Non ne resta più nulla: eppure l’abbandono a quella isolatissima e quasi assurda anarchia era […] d’una schiettezza assoluta.” Di quei Diluvi resta, come detto, l’unica testimonianza proprio a Spoleto, ma accanto a questa si susseguono tele e carte di intenso afflato spirituale, scambiate al tempo per etera astrazione, ma a riguardarle oggi permangono intense e delicate ombre di volti sottili, oscillanti tra il ricordo dell’immagine e la visione quasi subcosciente, generate a piccoli colpi. È la grammatica del tachisme informale che affiora e che restituisce queste immagini con intensa emozione. Sono questi gli anni, dall’inizio dei ‘50 all’inizio dei ’60, con un’appendice sugli anni Ottanta dove l’artista torna a reinterpretare alcuni dei temi iniziali del suo ricco percorso artistico, che interessano la mostra spoletina alla quale si affianca la pubblicazione del catalogo, offerto dall’editore Freemocco di Deruta, e che conterrà tra gli altri contributi, un’intervista di Bruno Toscano.


Vasco Bendini (Bologna 27 febbraio 1922 – Roma 31 gennaio 2015) Allievo di Virgilio Guidi e Giorgio Morandi, frequenta i loro corsi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, tuttavia la prima mostra avviene in terra lombarda, a Milano alla galleria Bergamini nel 1949, lungo il decennio successivo espone in numerose collettive e personali, in particolare a Firenze nel 1953 presso Galleria la Torre presentato da Francesco Arcangeli che poco dopo lo inserisce nel gruppo degli Ultimi naturalisti teorizzato dalle pagine della rivista “Paragone” (1954). Nel 1956 partecipa alla Biennale di Venezia nel 1959 ed è invitato alla Quadriennale di Roma, mentre nel 1961 è in Brasile alla Biennale di San Paolo e nel 1962 a quella di Tokyo e poi di nuovo a Venezia nel 1964. La sua pittura risente dell’ambito Informale, nella declinazione arcangeliana di natura venata da una propensione verso l’astrattismo. La svolta avviene nel 1966 quando presentato da Giulio Carlo Argan presso la galleria l’Attico di Roma, compare nella sua pittura una certa inflessione formale che saranno tipiche dell’arte povera. Una tendenza che si conferma anche un anno dopo, quando presenta le sue tele presso lo Studio Bentivoglio di Bologna, con uno scritto di Arcangeli. Gli anni Settanta si aprono con la terza partecipazione alla Biennale di Venezia, nel 1972, invitato da Renato Barilli. Nel 1973 si trasferisce nella capitale, dove torna a risiedere nel 2012 dopo un intervallo di vita lavorativa a Parma. Sono gli anni in cui inaugura importanti mostre personali ed antologiche in Italia e all’estero tra cui C.S.A.C. di Parma, Istituto Italiano di Cultura a Colonia, Il Museo d’Arte Moderna di Saarbruecken e il Museo d’Arte Moderna di Saarlouis, la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna, L’unione Culturale Franco Antonicelli di Torino, La Casa del Mantegna a Mantova, La Galleria Comunale d’Arte Moderna di Spoleto, il P.A.C. di Milano, la Pinacoteca di Ravenna, la Galleria Civica di Modena, Palazzo Forti di Verona, la Galleria Civica d’arte contemporanea di Trento, la Loggetta Lombardesca, il Museo della Città di Ravenna, il Palazzo Comunale di Salò, il Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma, il Teatro Farnese di Parma, il Palazzo Sarcinelli di Conegliano, la Civica Galleria di Lissone, il Museo Bocchi di Parma, il Castello Masnago di Varese, il MACRO di Roma, il Museo Palazzo de’ Mayo di Chieti. Durante il suo soggiorno a Parma riceve numerosi premi alla carriera, tra cui il Premio Lissone 2002, il Premio Marina di Ravenna, il Premio Guglielmo Marconi, Il Premio G.B. Salvi a Sassoferrato (Ancona), la Targa Ricordo Volponi a Bologna, la mostra omaggio al MACRO di Roma. Nel 2009, sotto la Presidenza di Marcella Valentini Bendini, viene costituito a Parma l’Archivio dell’opera di Vasco Bendini, poi trasferito a Roma. Vice Presidente Irene Santori. Infine nel 2012 viene presentata l’ultima monografia dell’artista alla Accademia di San Luca di Roma.

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Mag 18 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

Facebook: Cinéma Sala Pegasus
cinemasalapegasus@gmail.com
Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
Facebook: Cinema Sala Frau
cinemasalafrau@gmail.com
Tel. 0743/522177

Per ricevere la NEWSLETTER invia una e-mail all’indirizzo cinemasalapegasus@gmail.com

Mag
19
Gio
INTERNATIONAL DANCE COMPETITION @ Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti
Mag 19 giorno intero
<!--:it-->INTERNATIONAL DANCE COMPETITION<!--:--><!--:en-->INTERNATIONAL DANCE COMPETITION<!--:--> @ Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti

​​L’International Dance Competition torna a Spoleto per la sua trentesima edizione dal 15 al 21 maggio 2022. Un traguardo importante per uno dei concorsi di danza più longevi in assoluto che, nel corso degli anni, ha saputo consolidare la sua fama in Italia e nel mondo.

Tra i pochissimi concorsi al mondo, e l’unico in Italia, a far parte dell’International Federation Ballet Competition, l’International Dance Competition Città di Spoleto, ha visto, tra i suoi iscritti, giovanissimi talenti che oggi calcano i palcoscenici più blasonati.

A giudicare i danzatori sarà, come da regolamento, una giuria internazionale composta da direttori artistici di teatri e accademie, critici di danza, coreografi di chiara fama ed esperienza. Tra i punti fermi anche le borse di studio che consentiranno ai più bravi di effettuare esperienze significative presso Enti ed Accademie in Italia e all’estero. E poi lezioni di tecnica classica e moderna e iniziative collaterali. Il Direttore Generale Paolo Boncompagni e il Direttore Artistico Irina Kashkova insieme a tutto lo staff sono a lavoro per selezionare giurati, danzatori, eventi e novità dell’edizione 2022.

La manifestazione, patrocinata dal Comune di Spoleto, coinvolgerà la città intera poiché ospiterà partecipanti, accompagnatori e famiglie in diverse strutture ricettive del territorio per una settimana e si concluderà, come di consueto, con l’attesissimo Gala dei Vincitori in programma per sabato 21 maggio presso il Teatro Gian Carlo Menotti. La prima novità è che a seguito dell’invito ricevuto dal Nervi Music Ballet Festival i vincitori della Trentesima edizione ed altri vincitori di edizioni passate si esibiranno sul prestigioso palco del Festival di Nervi.

EVENTI SPECIALI

Domenica 15 maggio, ore 21.00
MUTDANCE
Compagnia di danza coreana
Ingresso € 20

Sabato 21 maggio, ore 21.00
GRAN GALA
Ingresso € 20

Per informazioni, iscrizioni e prenotazioni: info@idcspoleto.com o +39 328 3078377

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | GENETICA DELLA FORMA | Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo @ Palazzo Collicola
Mag 19 giorno intero

GENETICA DELLA FORMA
Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo

a cura di Davide Silvioli
Palazzo Collicola, Spoleto 9 April – 29 May 2022

Nella programmazione stagionale di Palazzo Collicola, la mostra collettiva Genetica della forma costituisce un momento di attenzione su come pratiche artistiche contemporanee stiano riformulando l’entità della forma nell’opera d’arte, a partire dall’analisi del lavoro di una selezione di artisti emergenti e mid-career. Il progetto, a cura di Davide Silvioli, porta in esposizione una cerchia di sette artisti, differenti per lessico e riferimenti, parificati dall’impiego di metodologie che sperimentano mezzi, processi, materie e materiali, ora innovativi e ora tradizionali, talvolta ibridandoli, fino a creare nuove destinazioni estetiche, dove la forma, risultando insubordinabile alle prescrizioni canoniche di euritmia e composizione, si apre all’effetto instabile di operazioni che ne alterano e pregiudicano qualsiasi pretesa di compiutezza o ultimazione. Il titolo della mostra, su questa base, trae spunto dall’aneddoto secondo cui gli scienziati James Watson e Francis Crick, nella scoperta della morfologia a doppia elica della struttura del DNA, sembra furono ispirati da alcuni scarabocchi eseguiti da Crick nel suo quaderno di lavoro. Pur nella sua apparente semplicità, questo episodio racconta molto sulla natura della forma nell’universo molecolare così come in quello della ricerca artistica, racchiudendo la complessità del rapporto fra forma e sostanza, fra forma e ambiente esterno, fra forma naturale e forma artificiale, fra forma e sembianza, fra la forma e la sua percezione. Pertanto, i linguaggi di Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo, con un grado elevato di interdisciplinarità, rappresentano sette ricerche che, pur valutando le rispettive soggettività, argomentano in maniera adeguata e unanime le premesse teoriche della mostra. Scandite lungo le sale del piano terra del Museo, le loro opere, transitando dalla scultura all’installazione fino al video, e sfuggendo a facili nomenclature, forniscono uno scenario sintetico ma esaustivo di come la categoria classica della forma, nel progetto interpretata come il risultato dell’effetto simultaneo – non sempre disciplinabile – di impulsi endogeni ed esogeni, sia tuttora in fase di revisione da parte della contemporaneità.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | MARK FRANCIS Re-Echo / MATTEO MONTANI Costellazione privata @ Palazzo Collicola
Mag 19 giorno intero

Mark Francis. Re-Echo
a cura di Marco Tonelli
Palazzo Collicola, Spoleto 26 marzo – 29 maggio 2022
Vernissage sabato 26 marzo ore 11.00

Uno dei pittori inglesi mid-career più interessanti della sua generazione, Mark Francis per la prima volta vede i suoi dipinti esposti in una mostra personale in un museo pubblico in Italia. Affermatosi internazionalmente alla fine degli anni Novanta tra gli Young British Artists nella mostra epocale della collezione Saatchi Sensation presso la Royal Academy di Londra nel 1997, nella mostra Re-Echo (il cui significato allude all’effetto fisico del risuonare) presenta 15 dipinti realizzati tra 2021 e 2022, caratterizzati da frequenze, lunghezza d’onda e ampiezze verticali tipiche di onde di energia, come questi dipinti fossero in grado di captare e misurare forze invisibili (magnetiche, sonore, atomiche) e ben al di là delle umane capacità di percezione.

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MATTEO MONTANI Costellazione privata 
a cura di Davide Silvioli
26 marzo – 29 maggio 2022
Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”, Palazzo Collicola, Spoleto

Con il progetto di Matteo Montani Costellazione privata, Palazzo Collicola rinnova l’attenzione verso la ricerca pittorica contemporanea, ospitando il lavoro di un pittore italiano accreditato anche a livello internazionale.

La mostra, a cura di Davide Silvioli, si snoda all’interno delle sale della Galleria d’Arte Moderna del Museo, occupando anche ambienti architettonici del Palazzo. L’intervento dell’artista si compone di una serie di opere – mai esposte finora – risalenti a periodi differenti ma accomunate dalla raffinatezza data dal formato ridotto, frutto di una selezione che il pittore romano ha operato direttamente all’interno delle superfici pittoriche stesse, estrapolandone esclusivamente dettagli che mettono in luce le diverse cifre stilistiche della sua rigorosa ricerca. Il lavoro di Montani, così, si delinea al pari di una nuova presenza estetica nel mezzo delle opere che compongono la collezione permanente, suggerendo ora affinità linguistiche inaspettate e ora dissonanze ricercate. Così strutturata, l’operazione, pur nel suo essere disseminata come una costellazione, proprio come quest’ultima è da leggersi come un unicum, quindi come un medesimo intervento site-specific, mirato a fornire chiavi di lettura alternative per interfacciarsi tanto con il patrimonio artistico contemporaneo del Museo quanto con la ricerca di Montani. Attraverso una cerchia di opere espressamente selezionate o realizzate per l’occasione, l’esposizione si muove su questi due binari paralleli – la collezione e il lavoro di Montani – che, contaminandosi nell’esperienza di mostra, scaturiscono nuovi spunti d’interpretazione sia nei confronti dell’uno che dell’altro.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
Mag 19 giorno intero

VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
a cura di Lorenzo Fiorucci
Palazzo Collicola, Spoleto 9 aprile – 29 maggio 2022


Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola è una mostra personale in omaggio ai cento anni della nascita di un artista, che con la sua arte ha segnato le sorti di buona parte dello sviluppo pittorico italiano dal dopoguerra fino ai primi anni duemila. Vasco Bendini (Bologna 1922- Roma 2015), seppure Emiliano d’origine e molti anni vissuti a Roma, era particolarmente legato a Spoleto grazie all’amicizia con Bruno Toscano, maturata fin dai tempi del Premio Spoleto, che vinse in ben due occasioni (1955 – 1957), e poi ancora coltivata nel tempo fino alla donazione di un nucleo consistente di opere, quasi tutte degli anni Cinquanta, voluta da Vasco ed effettuata da Marcella Valentini Bendini, per arricchire la galleria spoletina nel 1989. Un rapporto dunque importante, con la città e con il suo museo, e che oggi intende rendergli omaggio riscoprendo quel gruppo di opere donate dove compare anche l’unico esemplare superstite del ciclo dei Diluvi. Un percorso espositivo a cura di Lorenzo Fiorucci, in cui le opere si alternano a documenti e analisi critiche, in particolare di Francesco Arcangeli, primo sostenitore di Bendini oltre che influente critico del gruppo di Spoleto. È infatti attraverso la teorizzazione dell’ultimo naturalismo che si aprirà in Italia, già dal 1954, il dibattito attorno ad una giovane generazione di artisti (in particolare Emiliani e Lombardi, ma anche gli Spoletini), in cui Vasco Bendini è, assieme a Mattia Moreni, Ennio Morlotti ed altri, tra i protagonisti di questa vicenda critica che apre ad una nuova visione dell’arte: esistenziale. Bendini che verso il 1950 “lotta con Masaccio”, come ricorda Arcangeli, subito dopo “inizia a riempire grandi carte a pastello, di tempeste e diluvi: turbini che ricordiamo appena, spire agitate, neri che crollano a valanga su sé stessi. Non ne resta più nulla: eppure l’abbandono a quella isolatissima e quasi assurda anarchia era […] d’una schiettezza assoluta.” Di quei Diluvi resta, come detto, l’unica testimonianza proprio a Spoleto, ma accanto a questa si susseguono tele e carte di intenso afflato spirituale, scambiate al tempo per etera astrazione, ma a riguardarle oggi permangono intense e delicate ombre di volti sottili, oscillanti tra il ricordo dell’immagine e la visione quasi subcosciente, generate a piccoli colpi. È la grammatica del tachisme informale che affiora e che restituisce queste immagini con intensa emozione. Sono questi gli anni, dall’inizio dei ‘50 all’inizio dei ’60, con un’appendice sugli anni Ottanta dove l’artista torna a reinterpretare alcuni dei temi iniziali del suo ricco percorso artistico, che interessano la mostra spoletina alla quale si affianca la pubblicazione del catalogo, offerto dall’editore Freemocco di Deruta, e che conterrà tra gli altri contributi, un’intervista di Bruno Toscano.


Vasco Bendini (Bologna 27 febbraio 1922 – Roma 31 gennaio 2015) Allievo di Virgilio Guidi e Giorgio Morandi, frequenta i loro corsi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, tuttavia la prima mostra avviene in terra lombarda, a Milano alla galleria Bergamini nel 1949, lungo il decennio successivo espone in numerose collettive e personali, in particolare a Firenze nel 1953 presso Galleria la Torre presentato da Francesco Arcangeli che poco dopo lo inserisce nel gruppo degli Ultimi naturalisti teorizzato dalle pagine della rivista “Paragone” (1954). Nel 1956 partecipa alla Biennale di Venezia nel 1959 ed è invitato alla Quadriennale di Roma, mentre nel 1961 è in Brasile alla Biennale di San Paolo e nel 1962 a quella di Tokyo e poi di nuovo a Venezia nel 1964. La sua pittura risente dell’ambito Informale, nella declinazione arcangeliana di natura venata da una propensione verso l’astrattismo. La svolta avviene nel 1966 quando presentato da Giulio Carlo Argan presso la galleria l’Attico di Roma, compare nella sua pittura una certa inflessione formale che saranno tipiche dell’arte povera. Una tendenza che si conferma anche un anno dopo, quando presenta le sue tele presso lo Studio Bentivoglio di Bologna, con uno scritto di Arcangeli. Gli anni Settanta si aprono con la terza partecipazione alla Biennale di Venezia, nel 1972, invitato da Renato Barilli. Nel 1973 si trasferisce nella capitale, dove torna a risiedere nel 2012 dopo un intervallo di vita lavorativa a Parma. Sono gli anni in cui inaugura importanti mostre personali ed antologiche in Italia e all’estero tra cui C.S.A.C. di Parma, Istituto Italiano di Cultura a Colonia, Il Museo d’Arte Moderna di Saarbruecken e il Museo d’Arte Moderna di Saarlouis, la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna, L’unione Culturale Franco Antonicelli di Torino, La Casa del Mantegna a Mantova, La Galleria Comunale d’Arte Moderna di Spoleto, il P.A.C. di Milano, la Pinacoteca di Ravenna, la Galleria Civica di Modena, Palazzo Forti di Verona, la Galleria Civica d’arte contemporanea di Trento, la Loggetta Lombardesca, il Museo della Città di Ravenna, il Palazzo Comunale di Salò, il Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma, il Teatro Farnese di Parma, il Palazzo Sarcinelli di Conegliano, la Civica Galleria di Lissone, il Museo Bocchi di Parma, il Castello Masnago di Varese, il MACRO di Roma, il Museo Palazzo de’ Mayo di Chieti. Durante il suo soggiorno a Parma riceve numerosi premi alla carriera, tra cui il Premio Lissone 2002, il Premio Marina di Ravenna, il Premio Guglielmo Marconi, Il Premio G.B. Salvi a Sassoferrato (Ancona), la Targa Ricordo Volponi a Bologna, la mostra omaggio al MACRO di Roma. Nel 2009, sotto la Presidenza di Marcella Valentini Bendini, viene costituito a Parma l’Archivio dell’opera di Vasco Bendini, poi trasferito a Roma. Vice Presidente Irene Santori. Infine nel 2012 viene presentata l’ultima monografia dell’artista alla Accademia di San Luca di Roma.

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Mag 19 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

Facebook: Cinéma Sala Pegasus
cinemasalapegasus@gmail.com
Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
Facebook: Cinema Sala Frau
cinemasalafrau@gmail.com
Tel. 0743/522177

Per ricevere la NEWSLETTER invia una e-mail all’indirizzo cinemasalapegasus@gmail.com

Mag
20
Ven
INTERNATIONAL DANCE COMPETITION @ Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti
Mag 20 giorno intero
<!--:it-->INTERNATIONAL DANCE COMPETITION<!--:--><!--:en-->INTERNATIONAL DANCE COMPETITION<!--:--> @ Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti

​​L’International Dance Competition torna a Spoleto per la sua trentesima edizione dal 15 al 21 maggio 2022. Un traguardo importante per uno dei concorsi di danza più longevi in assoluto che, nel corso degli anni, ha saputo consolidare la sua fama in Italia e nel mondo.

Tra i pochissimi concorsi al mondo, e l’unico in Italia, a far parte dell’International Federation Ballet Competition, l’International Dance Competition Città di Spoleto, ha visto, tra i suoi iscritti, giovanissimi talenti che oggi calcano i palcoscenici più blasonati.

A giudicare i danzatori sarà, come da regolamento, una giuria internazionale composta da direttori artistici di teatri e accademie, critici di danza, coreografi di chiara fama ed esperienza. Tra i punti fermi anche le borse di studio che consentiranno ai più bravi di effettuare esperienze significative presso Enti ed Accademie in Italia e all’estero. E poi lezioni di tecnica classica e moderna e iniziative collaterali. Il Direttore Generale Paolo Boncompagni e il Direttore Artistico Irina Kashkova insieme a tutto lo staff sono a lavoro per selezionare giurati, danzatori, eventi e novità dell’edizione 2022.

La manifestazione, patrocinata dal Comune di Spoleto, coinvolgerà la città intera poiché ospiterà partecipanti, accompagnatori e famiglie in diverse strutture ricettive del territorio per una settimana e si concluderà, come di consueto, con l’attesissimo Gala dei Vincitori in programma per sabato 21 maggio presso il Teatro Gian Carlo Menotti. La prima novità è che a seguito dell’invito ricevuto dal Nervi Music Ballet Festival i vincitori della Trentesima edizione ed altri vincitori di edizioni passate si esibiranno sul prestigioso palco del Festival di Nervi.

EVENTI SPECIALI

Domenica 15 maggio, ore 21.00
MUTDANCE
Compagnia di danza coreana
Ingresso € 20

Sabato 21 maggio, ore 21.00
GRAN GALA
Ingresso € 20

Per informazioni, iscrizioni e prenotazioni: info@idcspoleto.com o +39 328 3078377

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | GENETICA DELLA FORMA | Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo @ Palazzo Collicola
Mag 20 giorno intero

GENETICA DELLA FORMA
Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo

a cura di Davide Silvioli
Palazzo Collicola, Spoleto 9 April – 29 May 2022

Nella programmazione stagionale di Palazzo Collicola, la mostra collettiva Genetica della forma costituisce un momento di attenzione su come pratiche artistiche contemporanee stiano riformulando l’entità della forma nell’opera d’arte, a partire dall’analisi del lavoro di una selezione di artisti emergenti e mid-career. Il progetto, a cura di Davide Silvioli, porta in esposizione una cerchia di sette artisti, differenti per lessico e riferimenti, parificati dall’impiego di metodologie che sperimentano mezzi, processi, materie e materiali, ora innovativi e ora tradizionali, talvolta ibridandoli, fino a creare nuove destinazioni estetiche, dove la forma, risultando insubordinabile alle prescrizioni canoniche di euritmia e composizione, si apre all’effetto instabile di operazioni che ne alterano e pregiudicano qualsiasi pretesa di compiutezza o ultimazione. Il titolo della mostra, su questa base, trae spunto dall’aneddoto secondo cui gli scienziati James Watson e Francis Crick, nella scoperta della morfologia a doppia elica della struttura del DNA, sembra furono ispirati da alcuni scarabocchi eseguiti da Crick nel suo quaderno di lavoro. Pur nella sua apparente semplicità, questo episodio racconta molto sulla natura della forma nell’universo molecolare così come in quello della ricerca artistica, racchiudendo la complessità del rapporto fra forma e sostanza, fra forma e ambiente esterno, fra forma naturale e forma artificiale, fra forma e sembianza, fra la forma e la sua percezione. Pertanto, i linguaggi di Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo, con un grado elevato di interdisciplinarità, rappresentano sette ricerche che, pur valutando le rispettive soggettività, argomentano in maniera adeguata e unanime le premesse teoriche della mostra. Scandite lungo le sale del piano terra del Museo, le loro opere, transitando dalla scultura all’installazione fino al video, e sfuggendo a facili nomenclature, forniscono uno scenario sintetico ma esaustivo di come la categoria classica della forma, nel progetto interpretata come il risultato dell’effetto simultaneo – non sempre disciplinabile – di impulsi endogeni ed esogeni, sia tuttora in fase di revisione da parte della contemporaneità.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | MARK FRANCIS Re-Echo / MATTEO MONTANI Costellazione privata @ Palazzo Collicola
Mag 20 giorno intero

Mark Francis. Re-Echo
a cura di Marco Tonelli
Palazzo Collicola, Spoleto 26 marzo – 29 maggio 2022
Vernissage sabato 26 marzo ore 11.00

Uno dei pittori inglesi mid-career più interessanti della sua generazione, Mark Francis per la prima volta vede i suoi dipinti esposti in una mostra personale in un museo pubblico in Italia. Affermatosi internazionalmente alla fine degli anni Novanta tra gli Young British Artists nella mostra epocale della collezione Saatchi Sensation presso la Royal Academy di Londra nel 1997, nella mostra Re-Echo (il cui significato allude all’effetto fisico del risuonare) presenta 15 dipinti realizzati tra 2021 e 2022, caratterizzati da frequenze, lunghezza d’onda e ampiezze verticali tipiche di onde di energia, come questi dipinti fossero in grado di captare e misurare forze invisibili (magnetiche, sonore, atomiche) e ben al di là delle umane capacità di percezione.

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MATTEO MONTANI Costellazione privata 
a cura di Davide Silvioli
26 marzo – 29 maggio 2022
Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”, Palazzo Collicola, Spoleto

Con il progetto di Matteo Montani Costellazione privata, Palazzo Collicola rinnova l’attenzione verso la ricerca pittorica contemporanea, ospitando il lavoro di un pittore italiano accreditato anche a livello internazionale.

La mostra, a cura di Davide Silvioli, si snoda all’interno delle sale della Galleria d’Arte Moderna del Museo, occupando anche ambienti architettonici del Palazzo. L’intervento dell’artista si compone di una serie di opere – mai esposte finora – risalenti a periodi differenti ma accomunate dalla raffinatezza data dal formato ridotto, frutto di una selezione che il pittore romano ha operato direttamente all’interno delle superfici pittoriche stesse, estrapolandone esclusivamente dettagli che mettono in luce le diverse cifre stilistiche della sua rigorosa ricerca. Il lavoro di Montani, così, si delinea al pari di una nuova presenza estetica nel mezzo delle opere che compongono la collezione permanente, suggerendo ora affinità linguistiche inaspettate e ora dissonanze ricercate. Così strutturata, l’operazione, pur nel suo essere disseminata come una costellazione, proprio come quest’ultima è da leggersi come un unicum, quindi come un medesimo intervento site-specific, mirato a fornire chiavi di lettura alternative per interfacciarsi tanto con il patrimonio artistico contemporaneo del Museo quanto con la ricerca di Montani. Attraverso una cerchia di opere espressamente selezionate o realizzate per l’occasione, l’esposizione si muove su questi due binari paralleli – la collezione e il lavoro di Montani – che, contaminandosi nell’esperienza di mostra, scaturiscono nuovi spunti d’interpretazione sia nei confronti dell’uno che dell’altro.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
Mag 20 giorno intero

VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
a cura di Lorenzo Fiorucci
Palazzo Collicola, Spoleto 9 aprile – 29 maggio 2022


Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola è una mostra personale in omaggio ai cento anni della nascita di un artista, che con la sua arte ha segnato le sorti di buona parte dello sviluppo pittorico italiano dal dopoguerra fino ai primi anni duemila. Vasco Bendini (Bologna 1922- Roma 2015), seppure Emiliano d’origine e molti anni vissuti a Roma, era particolarmente legato a Spoleto grazie all’amicizia con Bruno Toscano, maturata fin dai tempi del Premio Spoleto, che vinse in ben due occasioni (1955 – 1957), e poi ancora coltivata nel tempo fino alla donazione di un nucleo consistente di opere, quasi tutte degli anni Cinquanta, voluta da Vasco ed effettuata da Marcella Valentini Bendini, per arricchire la galleria spoletina nel 1989. Un rapporto dunque importante, con la città e con il suo museo, e che oggi intende rendergli omaggio riscoprendo quel gruppo di opere donate dove compare anche l’unico esemplare superstite del ciclo dei Diluvi. Un percorso espositivo a cura di Lorenzo Fiorucci, in cui le opere si alternano a documenti e analisi critiche, in particolare di Francesco Arcangeli, primo sostenitore di Bendini oltre che influente critico del gruppo di Spoleto. È infatti attraverso la teorizzazione dell’ultimo naturalismo che si aprirà in Italia, già dal 1954, il dibattito attorno ad una giovane generazione di artisti (in particolare Emiliani e Lombardi, ma anche gli Spoletini), in cui Vasco Bendini è, assieme a Mattia Moreni, Ennio Morlotti ed altri, tra i protagonisti di questa vicenda critica che apre ad una nuova visione dell’arte: esistenziale. Bendini che verso il 1950 “lotta con Masaccio”, come ricorda Arcangeli, subito dopo “inizia a riempire grandi carte a pastello, di tempeste e diluvi: turbini che ricordiamo appena, spire agitate, neri che crollano a valanga su sé stessi. Non ne resta più nulla: eppure l’abbandono a quella isolatissima e quasi assurda anarchia era […] d’una schiettezza assoluta.” Di quei Diluvi resta, come detto, l’unica testimonianza proprio a Spoleto, ma accanto a questa si susseguono tele e carte di intenso afflato spirituale, scambiate al tempo per etera astrazione, ma a riguardarle oggi permangono intense e delicate ombre di volti sottili, oscillanti tra il ricordo dell’immagine e la visione quasi subcosciente, generate a piccoli colpi. È la grammatica del tachisme informale che affiora e che restituisce queste immagini con intensa emozione. Sono questi gli anni, dall’inizio dei ‘50 all’inizio dei ’60, con un’appendice sugli anni Ottanta dove l’artista torna a reinterpretare alcuni dei temi iniziali del suo ricco percorso artistico, che interessano la mostra spoletina alla quale si affianca la pubblicazione del catalogo, offerto dall’editore Freemocco di Deruta, e che conterrà tra gli altri contributi, un’intervista di Bruno Toscano.


Vasco Bendini (Bologna 27 febbraio 1922 – Roma 31 gennaio 2015) Allievo di Virgilio Guidi e Giorgio Morandi, frequenta i loro corsi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, tuttavia la prima mostra avviene in terra lombarda, a Milano alla galleria Bergamini nel 1949, lungo il decennio successivo espone in numerose collettive e personali, in particolare a Firenze nel 1953 presso Galleria la Torre presentato da Francesco Arcangeli che poco dopo lo inserisce nel gruppo degli Ultimi naturalisti teorizzato dalle pagine della rivista “Paragone” (1954). Nel 1956 partecipa alla Biennale di Venezia nel 1959 ed è invitato alla Quadriennale di Roma, mentre nel 1961 è in Brasile alla Biennale di San Paolo e nel 1962 a quella di Tokyo e poi di nuovo a Venezia nel 1964. La sua pittura risente dell’ambito Informale, nella declinazione arcangeliana di natura venata da una propensione verso l’astrattismo. La svolta avviene nel 1966 quando presentato da Giulio Carlo Argan presso la galleria l’Attico di Roma, compare nella sua pittura una certa inflessione formale che saranno tipiche dell’arte povera. Una tendenza che si conferma anche un anno dopo, quando presenta le sue tele presso lo Studio Bentivoglio di Bologna, con uno scritto di Arcangeli. Gli anni Settanta si aprono con la terza partecipazione alla Biennale di Venezia, nel 1972, invitato da Renato Barilli. Nel 1973 si trasferisce nella capitale, dove torna a risiedere nel 2012 dopo un intervallo di vita lavorativa a Parma. Sono gli anni in cui inaugura importanti mostre personali ed antologiche in Italia e all’estero tra cui C.S.A.C. di Parma, Istituto Italiano di Cultura a Colonia, Il Museo d’Arte Moderna di Saarbruecken e il Museo d’Arte Moderna di Saarlouis, la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna, L’unione Culturale Franco Antonicelli di Torino, La Casa del Mantegna a Mantova, La Galleria Comunale d’Arte Moderna di Spoleto, il P.A.C. di Milano, la Pinacoteca di Ravenna, la Galleria Civica di Modena, Palazzo Forti di Verona, la Galleria Civica d’arte contemporanea di Trento, la Loggetta Lombardesca, il Museo della Città di Ravenna, il Palazzo Comunale di Salò, il Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma, il Teatro Farnese di Parma, il Palazzo Sarcinelli di Conegliano, la Civica Galleria di Lissone, il Museo Bocchi di Parma, il Castello Masnago di Varese, il MACRO di Roma, il Museo Palazzo de’ Mayo di Chieti. Durante il suo soggiorno a Parma riceve numerosi premi alla carriera, tra cui il Premio Lissone 2002, il Premio Marina di Ravenna, il Premio Guglielmo Marconi, Il Premio G.B. Salvi a Sassoferrato (Ancona), la Targa Ricordo Volponi a Bologna, la mostra omaggio al MACRO di Roma. Nel 2009, sotto la Presidenza di Marcella Valentini Bendini, viene costituito a Parma l’Archivio dell’opera di Vasco Bendini, poi trasferito a Roma. Vice Presidente Irene Santori. Infine nel 2012 viene presentata l’ultima monografia dell’artista alla Accademia di San Luca di Roma.

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Mag 20 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

Facebook: Cinéma Sala Pegasus
cinemasalapegasus@gmail.com
Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
Facebook: Cinema Sala Frau
cinemasalafrau@gmail.com
Tel. 0743/522177

Per ricevere la NEWSLETTER invia una e-mail all’indirizzo cinemasalapegasus@gmail.com

Proiezione di LA DONNA PER ME di Marco Martani @ Cinema Sala Frau
Mag 20@21:30
<!--:it-->Proiezione di LA DONNA PER ME di Marco Martani <!--:--> @ Cinema Sala Frau

Sala Frau, 20 e 21 maggio alle ore 21.30
Proiezione di La donna per me di Marco Martani
prodotto da Lucky Red con Rai Cinema e in collaborazione con Sky.

Venerdì 20 e sabato 21 maggio alle ore 21.30 il regista Marco Martani sarà in città per la presentazione della commedia romantica che ha come protagonisti Andrea Arcangeli e Alessandra Mastronardi e un cast di attori come Stefano Fresi, Cristiano Caccamo e Eduardo Scarpetta e il cantante Francesco Gabbani.

Girato a Spoleto nella primavera del 2021 e presentato in anteprima a Roma, il film sarà disponibile su Sky a partire da lunedì 23 maggio.

Per partecipare alle due serate in programma sarà sufficiente recarsi all’ufficio del turismo in Corso Mazzini (Largo Ferrer, 6) per ritirare i voucher invito (non c’è bisogno di prenotazione).

Mag
21
Sab
INTERNATIONAL DANCE COMPETITION @ Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti
Mag 21 giorno intero
<!--:it-->INTERNATIONAL DANCE COMPETITION<!--:--><!--:en-->INTERNATIONAL DANCE COMPETITION<!--:--> @ Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti

​​L’International Dance Competition torna a Spoleto per la sua trentesima edizione dal 15 al 21 maggio 2022. Un traguardo importante per uno dei concorsi di danza più longevi in assoluto che, nel corso degli anni, ha saputo consolidare la sua fama in Italia e nel mondo.

Tra i pochissimi concorsi al mondo, e l’unico in Italia, a far parte dell’International Federation Ballet Competition, l’International Dance Competition Città di Spoleto, ha visto, tra i suoi iscritti, giovanissimi talenti che oggi calcano i palcoscenici più blasonati.

A giudicare i danzatori sarà, come da regolamento, una giuria internazionale composta da direttori artistici di teatri e accademie, critici di danza, coreografi di chiara fama ed esperienza. Tra i punti fermi anche le borse di studio che consentiranno ai più bravi di effettuare esperienze significative presso Enti ed Accademie in Italia e all’estero. E poi lezioni di tecnica classica e moderna e iniziative collaterali. Il Direttore Generale Paolo Boncompagni e il Direttore Artistico Irina Kashkova insieme a tutto lo staff sono a lavoro per selezionare giurati, danzatori, eventi e novità dell’edizione 2022.

La manifestazione, patrocinata dal Comune di Spoleto, coinvolgerà la città intera poiché ospiterà partecipanti, accompagnatori e famiglie in diverse strutture ricettive del territorio per una settimana e si concluderà, come di consueto, con l’attesissimo Gala dei Vincitori in programma per sabato 21 maggio presso il Teatro Gian Carlo Menotti. La prima novità è che a seguito dell’invito ricevuto dal Nervi Music Ballet Festival i vincitori della Trentesima edizione ed altri vincitori di edizioni passate si esibiranno sul prestigioso palco del Festival di Nervi.

EVENTI SPECIALI

Domenica 15 maggio, ore 21.00
MUTDANCE
Compagnia di danza coreana
Ingresso € 20

Sabato 21 maggio, ore 21.00
GRAN GALA
Ingresso € 20

Per informazioni, iscrizioni e prenotazioni: info@idcspoleto.com o +39 328 3078377

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | GENETICA DELLA FORMA | Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo @ Palazzo Collicola
Mag 21 giorno intero

GENETICA DELLA FORMA
Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo

a cura di Davide Silvioli
Palazzo Collicola, Spoleto 9 April – 29 May 2022

Nella programmazione stagionale di Palazzo Collicola, la mostra collettiva Genetica della forma costituisce un momento di attenzione su come pratiche artistiche contemporanee stiano riformulando l’entità della forma nell’opera d’arte, a partire dall’analisi del lavoro di una selezione di artisti emergenti e mid-career. Il progetto, a cura di Davide Silvioli, porta in esposizione una cerchia di sette artisti, differenti per lessico e riferimenti, parificati dall’impiego di metodologie che sperimentano mezzi, processi, materie e materiali, ora innovativi e ora tradizionali, talvolta ibridandoli, fino a creare nuove destinazioni estetiche, dove la forma, risultando insubordinabile alle prescrizioni canoniche di euritmia e composizione, si apre all’effetto instabile di operazioni che ne alterano e pregiudicano qualsiasi pretesa di compiutezza o ultimazione. Il titolo della mostra, su questa base, trae spunto dall’aneddoto secondo cui gli scienziati James Watson e Francis Crick, nella scoperta della morfologia a doppia elica della struttura del DNA, sembra furono ispirati da alcuni scarabocchi eseguiti da Crick nel suo quaderno di lavoro. Pur nella sua apparente semplicità, questo episodio racconta molto sulla natura della forma nell’universo molecolare così come in quello della ricerca artistica, racchiudendo la complessità del rapporto fra forma e sostanza, fra forma e ambiente esterno, fra forma naturale e forma artificiale, fra forma e sembianza, fra la forma e la sua percezione. Pertanto, i linguaggi di Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo, con un grado elevato di interdisciplinarità, rappresentano sette ricerche che, pur valutando le rispettive soggettività, argomentano in maniera adeguata e unanime le premesse teoriche della mostra. Scandite lungo le sale del piano terra del Museo, le loro opere, transitando dalla scultura all’installazione fino al video, e sfuggendo a facili nomenclature, forniscono uno scenario sintetico ma esaustivo di come la categoria classica della forma, nel progetto interpretata come il risultato dell’effetto simultaneo – non sempre disciplinabile – di impulsi endogeni ed esogeni, sia tuttora in fase di revisione da parte della contemporaneità.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | MARK FRANCIS Re-Echo / MATTEO MONTANI Costellazione privata @ Palazzo Collicola
Mag 21 giorno intero

Mark Francis. Re-Echo
a cura di Marco Tonelli
Palazzo Collicola, Spoleto 26 marzo – 29 maggio 2022
Vernissage sabato 26 marzo ore 11.00

Uno dei pittori inglesi mid-career più interessanti della sua generazione, Mark Francis per la prima volta vede i suoi dipinti esposti in una mostra personale in un museo pubblico in Italia. Affermatosi internazionalmente alla fine degli anni Novanta tra gli Young British Artists nella mostra epocale della collezione Saatchi Sensation presso la Royal Academy di Londra nel 1997, nella mostra Re-Echo (il cui significato allude all’effetto fisico del risuonare) presenta 15 dipinti realizzati tra 2021 e 2022, caratterizzati da frequenze, lunghezza d’onda e ampiezze verticali tipiche di onde di energia, come questi dipinti fossero in grado di captare e misurare forze invisibili (magnetiche, sonore, atomiche) e ben al di là delle umane capacità di percezione.

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MATTEO MONTANI Costellazione privata 
a cura di Davide Silvioli
26 marzo – 29 maggio 2022
Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”, Palazzo Collicola, Spoleto

Con il progetto di Matteo Montani Costellazione privata, Palazzo Collicola rinnova l’attenzione verso la ricerca pittorica contemporanea, ospitando il lavoro di un pittore italiano accreditato anche a livello internazionale.

La mostra, a cura di Davide Silvioli, si snoda all’interno delle sale della Galleria d’Arte Moderna del Museo, occupando anche ambienti architettonici del Palazzo. L’intervento dell’artista si compone di una serie di opere – mai esposte finora – risalenti a periodi differenti ma accomunate dalla raffinatezza data dal formato ridotto, frutto di una selezione che il pittore romano ha operato direttamente all’interno delle superfici pittoriche stesse, estrapolandone esclusivamente dettagli che mettono in luce le diverse cifre stilistiche della sua rigorosa ricerca. Il lavoro di Montani, così, si delinea al pari di una nuova presenza estetica nel mezzo delle opere che compongono la collezione permanente, suggerendo ora affinità linguistiche inaspettate e ora dissonanze ricercate. Così strutturata, l’operazione, pur nel suo essere disseminata come una costellazione, proprio come quest’ultima è da leggersi come un unicum, quindi come un medesimo intervento site-specific, mirato a fornire chiavi di lettura alternative per interfacciarsi tanto con il patrimonio artistico contemporaneo del Museo quanto con la ricerca di Montani. Attraverso una cerchia di opere espressamente selezionate o realizzate per l’occasione, l’esposizione si muove su questi due binari paralleli – la collezione e il lavoro di Montani – che, contaminandosi nell’esperienza di mostra, scaturiscono nuovi spunti d’interpretazione sia nei confronti dell’uno che dell’altro.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
Mag 21 giorno intero

VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
a cura di Lorenzo Fiorucci
Palazzo Collicola, Spoleto 9 aprile – 29 maggio 2022


Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola è una mostra personale in omaggio ai cento anni della nascita di un artista, che con la sua arte ha segnato le sorti di buona parte dello sviluppo pittorico italiano dal dopoguerra fino ai primi anni duemila. Vasco Bendini (Bologna 1922- Roma 2015), seppure Emiliano d’origine e molti anni vissuti a Roma, era particolarmente legato a Spoleto grazie all’amicizia con Bruno Toscano, maturata fin dai tempi del Premio Spoleto, che vinse in ben due occasioni (1955 – 1957), e poi ancora coltivata nel tempo fino alla donazione di un nucleo consistente di opere, quasi tutte degli anni Cinquanta, voluta da Vasco ed effettuata da Marcella Valentini Bendini, per arricchire la galleria spoletina nel 1989. Un rapporto dunque importante, con la città e con il suo museo, e che oggi intende rendergli omaggio riscoprendo quel gruppo di opere donate dove compare anche l’unico esemplare superstite del ciclo dei Diluvi. Un percorso espositivo a cura di Lorenzo Fiorucci, in cui le opere si alternano a documenti e analisi critiche, in particolare di Francesco Arcangeli, primo sostenitore di Bendini oltre che influente critico del gruppo di Spoleto. È infatti attraverso la teorizzazione dell’ultimo naturalismo che si aprirà in Italia, già dal 1954, il dibattito attorno ad una giovane generazione di artisti (in particolare Emiliani e Lombardi, ma anche gli Spoletini), in cui Vasco Bendini è, assieme a Mattia Moreni, Ennio Morlotti ed altri, tra i protagonisti di questa vicenda critica che apre ad una nuova visione dell’arte: esistenziale. Bendini che verso il 1950 “lotta con Masaccio”, come ricorda Arcangeli, subito dopo “inizia a riempire grandi carte a pastello, di tempeste e diluvi: turbini che ricordiamo appena, spire agitate, neri che crollano a valanga su sé stessi. Non ne resta più nulla: eppure l’abbandono a quella isolatissima e quasi assurda anarchia era […] d’una schiettezza assoluta.” Di quei Diluvi resta, come detto, l’unica testimonianza proprio a Spoleto, ma accanto a questa si susseguono tele e carte di intenso afflato spirituale, scambiate al tempo per etera astrazione, ma a riguardarle oggi permangono intense e delicate ombre di volti sottili, oscillanti tra il ricordo dell’immagine e la visione quasi subcosciente, generate a piccoli colpi. È la grammatica del tachisme informale che affiora e che restituisce queste immagini con intensa emozione. Sono questi gli anni, dall’inizio dei ‘50 all’inizio dei ’60, con un’appendice sugli anni Ottanta dove l’artista torna a reinterpretare alcuni dei temi iniziali del suo ricco percorso artistico, che interessano la mostra spoletina alla quale si affianca la pubblicazione del catalogo, offerto dall’editore Freemocco di Deruta, e che conterrà tra gli altri contributi, un’intervista di Bruno Toscano.


Vasco Bendini (Bologna 27 febbraio 1922 – Roma 31 gennaio 2015) Allievo di Virgilio Guidi e Giorgio Morandi, frequenta i loro corsi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, tuttavia la prima mostra avviene in terra lombarda, a Milano alla galleria Bergamini nel 1949, lungo il decennio successivo espone in numerose collettive e personali, in particolare a Firenze nel 1953 presso Galleria la Torre presentato da Francesco Arcangeli che poco dopo lo inserisce nel gruppo degli Ultimi naturalisti teorizzato dalle pagine della rivista “Paragone” (1954). Nel 1956 partecipa alla Biennale di Venezia nel 1959 ed è invitato alla Quadriennale di Roma, mentre nel 1961 è in Brasile alla Biennale di San Paolo e nel 1962 a quella di Tokyo e poi di nuovo a Venezia nel 1964. La sua pittura risente dell’ambito Informale, nella declinazione arcangeliana di natura venata da una propensione verso l’astrattismo. La svolta avviene nel 1966 quando presentato da Giulio Carlo Argan presso la galleria l’Attico di Roma, compare nella sua pittura una certa inflessione formale che saranno tipiche dell’arte povera. Una tendenza che si conferma anche un anno dopo, quando presenta le sue tele presso lo Studio Bentivoglio di Bologna, con uno scritto di Arcangeli. Gli anni Settanta si aprono con la terza partecipazione alla Biennale di Venezia, nel 1972, invitato da Renato Barilli. Nel 1973 si trasferisce nella capitale, dove torna a risiedere nel 2012 dopo un intervallo di vita lavorativa a Parma. Sono gli anni in cui inaugura importanti mostre personali ed antologiche in Italia e all’estero tra cui C.S.A.C. di Parma, Istituto Italiano di Cultura a Colonia, Il Museo d’Arte Moderna di Saarbruecken e il Museo d’Arte Moderna di Saarlouis, la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna, L’unione Culturale Franco Antonicelli di Torino, La Casa del Mantegna a Mantova, La Galleria Comunale d’Arte Moderna di Spoleto, il P.A.C. di Milano, la Pinacoteca di Ravenna, la Galleria Civica di Modena, Palazzo Forti di Verona, la Galleria Civica d’arte contemporanea di Trento, la Loggetta Lombardesca, il Museo della Città di Ravenna, il Palazzo Comunale di Salò, il Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma, il Teatro Farnese di Parma, il Palazzo Sarcinelli di Conegliano, la Civica Galleria di Lissone, il Museo Bocchi di Parma, il Castello Masnago di Varese, il MACRO di Roma, il Museo Palazzo de’ Mayo di Chieti. Durante il suo soggiorno a Parma riceve numerosi premi alla carriera, tra cui il Premio Lissone 2002, il Premio Marina di Ravenna, il Premio Guglielmo Marconi, Il Premio G.B. Salvi a Sassoferrato (Ancona), la Targa Ricordo Volponi a Bologna, la mostra omaggio al MACRO di Roma. Nel 2009, sotto la Presidenza di Marcella Valentini Bendini, viene costituito a Parma l’Archivio dell’opera di Vasco Bendini, poi trasferito a Roma. Vice Presidente Irene Santori. Infine nel 2012 viene presentata l’ultima monografia dell’artista alla Accademia di San Luca di Roma.

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Mag 21 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

Facebook: Cinéma Sala Pegasus
cinemasalapegasus@gmail.com
Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
Facebook: Cinema Sala Frau
cinemasalafrau@gmail.com
Tel. 0743/522177

Per ricevere la NEWSLETTER invia una e-mail all’indirizzo cinemasalapegasus@gmail.com

Concerti a Casa Menotti | RECITAL DI GIROLAMO – DE SIMONE @ Casa Menotti - via dell'Arringo
Mag 21@17:00
<!--:it-->Concerti a Casa Menotti | RECITAL DI GIROLAMO - DE SIMONE<!--:--><!--:en-->Concerts at Casa Menotti | RECITAL DI GIROLAMO - DE SIMONE<!--:--> @ Casa Menotti - via dell'Arringo

RECITAL DI GIROLAMO – DE SIMONE

PROGRAMMA

Luciano CILIO: Quadri – da “Dialoghi del presente” (1977)
Siavash BEIZAI: Canti d’amore e di guerra – da “Persian Folksongs” (1995)
Girolamo DE SIMONE: Inni e antiche danze – da “Ai piedi del monte” (2009)

Girolamo De Simone, pianoforte

Girolamo De Simone (Napoli 1964), vive e lavora alle pendici del Monte Somma, a ridosso del Vesuvio. Musicista e agitatore culturale, è considerato come uno degli esponenti delle avanguardie italiane legate alla musica di frontiera. Ha ricevuto molteplici riconoscimenti, tra cui il “Premio Internazionale Capri Musica per la musica contemporanea – 2004”, e il “Premio Masaniello 2013, Napoli, città di suoni”. Pianista, elettro-performer e compositore, nella sua formazione si è riferito ad Eugenio Fels, che lo ha seguito dai primi passi fino al diploma di pianoforte, a Riccardo Risaliti, Gordon Murray (clavicembalo) e a Eliano Mattiozzi-Petralia (direzione d’orchestra). Negli anni Ottanta sono poi determinanti gli incontri con il compositore autodidatta Luciano Cilio (1982) e con John Cage, che conosce in occasione di “Events” (Napoli, 1984). Non si tratta di suoi ‘insegnanti’, ma di figure carismatiche che segneranno le scelte future, non solo musicali.

Dopo l’esordio ufficiale con Cilio e Fels a Villa Pignatelli (Napoli) nel 1982, De Simone partecipa a numerosi festival, raccogliendo consensi per le ricerche sui nuovi linguaggi e per la riscoperta di repertori inediti o rari. Ha suonato o ricevuto esecuzioni per l’UNESCO a Parigi, per la CEE a Bruxelles, per la Radio-televisione Svizzera, e, in Italia, tra le altre, per il Teatro San Carlo di Napoli, L’Auditorium Parco della Musica a Roma, la prestigiosa Sala Vanni e l’Auditorium del Cherubini a Firenze, il Chiostro di San Francesco a Ravello, il Santuario di Rivotorto ad Assisi, il monastero de La Verna (Ar), il Museo Nitsch di Napoli.

Sue opere sono state trasmesse da Rai Due, Rai Tre, Radio Rai Due, Radio Rai Tre, dal canale nazionale tedesco “Deutschlandfunk” e dal Canale Due della R.S.I., Radio della Svizzera italiana. Tra le attività più recenti, l’inaugurazione della stagione 2018 della Fondazione Morra, nello storico Palazzo Ayerbo D’Aragona Cassano a Napoli, con una performance dedicata al musicista Fluxus Giuseppe Chiari. Sempre recentemente, il Teatro San Carlo di Napoli gli ha commissionato “Monteverdi Pianocloud”, in occasione delle Celebrazioni monteverdiane. Nel 2019 è stato l’unico italiano invitato a comporre, ed eseguire in performance, un brano originale dal Festival ECM – Angeli Musicanti, in occasione del 50° anniversario della storica etichetta tedesca.

In qualità di teorico delle musiche di frontiera Girolamo De Simone ha pubblicato libri, saggi, articoli e recensioni anticipando le tematiche della contaminazione tra generi musicali, della critica allo sperimentalismo e delle nuove estetiche mass-mediali. Sue pubblicazioni appaiono per le Edizioni Scientifiche Italiane, Liguori, Guida, Curci, Suvini Zerboni, Crac, Nardini, et al. Nel 1985 fonda a Napoli l’Associazione Ferenc Liszt, poi Ente di rilievo. Dal 1994 è Direttore responsabile della rivista di musiche contemporanee ‘Konsequenz’, più volte premiata dal Ministero per i Beni Culturali come periodico di elevato valore scientifico. Scrive per molteplici riviste musicali e segnatamente, a partire dal 1994, per il quotidiano nazionale “il manifesto”, anche con una rubrica intitolata “border” che consolida l’attenzione italiana verso la musica di frontiera. Come operatore culturale ha ideato o assunto la direzione artistica di storiche rassegne dedicate ai plurali della musica: ‘Galassia Gutenberg Musica’ (Napoli, Mostra d’Oltremare, fino al 1993); ‘Eclettica Musica Millemondi’ (Napoli, Teatro d’Innovazione Galleria Toledo, dal 1997 ad oggi); ‘Evenienze Konsequenz’ (Napoli, Teatro Sancarluccio, 2004); nel 1998 ha diretto la sezione contemporanea della Festa della Musica di Napoli (Chiostro di Monteoliveto).

Girolamo De Simone ha conosciuto personalità quali John Cage, Elliot Carter, Michael Nyman ed ha lavorato/interagito con Luc Ferrari, Vittorio Rieti, Pietro Grossi, Luciano Chailly, Giuseppe Chiari, Daniele Lombardi, Giancarlo Cardini, Enrico Cocco (…). Si è prodotto in performances che l’hanno visto affiancarsi a Ludovico Einaudi (Aversa 2000), Tuxedomoon (Napoli 2001), Michael Nyman (Capri 2005) e a numerosi altri protagonisti della scena musicale italiana e internazionale.

Per informazioni e prenotazioni:
Casa Menotti
Tel. +39 0743 46620
info@casamenotti.it
segreteria@casamenotti.it

LA MAMA UMBRIA Eventi e Spettacoli @ Cantiere Oberdan
Mag 21@21:30

4 Maggio 2022 dalle 18.30 alle 20.30
SPOLETO, Creative Hub Cantiere Oberdan

WORKSHOP-LAB Gratuito
CONVERSAZIONI CON IL PARADISO – gruppo nanou
condotto da: Marco Valerio Amico
con gli artisti in residenza: – Andrea Dionisi, Agnese Gabrielli, Emanuel Santos

Il gruppo nanou, in residenza artistica a Spoleto, offre un workshop Lab gratuito, rivolto in particolare ai giovani di Spoleto, per sperimentare nuovi linguaggi e immagini coreografiche che vengono prodotte “accidentalmente”. Partendo dal loro nuovo progetto PARADISO a partire dalla Terza Cantica della Commedia di Dante Alighieri; come il Paradiso, è uno spazio altro, abitato da figure leggere ed evanescenti

8 Maggio 2022 @18.30 La MaMa RE_MAIN
SPOLETO, Creative Hub Cantiere Oberdan

Restituzione Pubblica – Prova aperta residenza:
CONVERSAZIONI CON IL PARADISO
PROGETTO Marco Valerio Amico, Alfredo Pirri, Bruno Dorella
COREOGRAFIE Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci
CON Andrea Dionisi, Agnese Gabrielli, Emanuel Santos
PRODUZIONE Nanou Associazione Culturale, Ravenna Festival

Paradiso è l’inizio di un cammino comune a partire dalla Terza Cantica della Commedia di Dante Alighieri; come il Paradiso, è uno spazio altro, abitato da figure leggere ed evanescenti; un campo lungo cinematografico in cui immergersi grazie alla musica di Bruno Dorella – per una coreografia in sinergia con l’arte visiva.
I gesti perdono ogni traccia di naturalismo per trasformarsi in una coreografia astratta, il cui significato è nel desiderio di colmare la distanza tra lo sguardo (dello spettatore) e i corpi in azione. Il limite degli sfondi è forzato, lacerato, deteriorato dal corpo che lo aggredisce con la sua azione coreografica.
Le immagini coreografiche vengono prodotte “accidentalmente”, e i corpi vengono immediatamente polverizzati grazie al processo di astrazione che produce una plasticità pura che supera ogni altra istanza.

21 MAGGIO @ 21.30 La MaMa RE_MAIN
SPOLETO, Creative Hub Cantiere Oberdan
VENERE IN PELLICCIA
Regia: Luca Biancalana
Voci recitanti: Alessio Ragni – Federica Pieravanti – Giulio Alunni Brozzetti – Anna Corvo – Paolo Polvanesi – Francesca Pesci – Pietro Oliva Fonteni – Marina Sozi
Musicisti: Saverio Mariani (tastiere) Mauro Moscati (chitarra)Lorenzo Fiori (basso) Andrea Sensidoni (percussioni)
Assistente alla regia: Giorgio Neri
Costumi e oggetti di scena: Maria Pia Silveri – Marina Sozi Disegno luci: Marco Andreoli

Thomas è un regista e drammaturgo alla disperata ricerca del!’ attrice che possa interpretare Wanda, la protagonista della sua ultima pièce, adattamento teatrale del romanzo scritto nel 1870 da Leopold van Sacher-Masoch: “Venere in pelliccia”. Alla fine di una giornata di deludenti provini entra in teatro una donna volgare, sboccata e troppo ignorante per interpretare un ruolo tanto sofisticato; eppure poco alla volta, lavorando insieme sul testo, Thomas e Wanda, attraverso un duello arguto e malizioso, supereranno il confine tra realtà e finzione in un gioco sempre più conturbante. Un testo irresistibile rende omaggio al classico della letteratura erotica, da cui, nel 2013, David Ives e Roman Polanski hanno tratto la sceneggiatura per l’omonimo film, presentato in concorso al Festival di Cannes.
Biglietti su Eventbrite; https://www.eventbrite.it/e/venere-in-pelliccia-tickets-331458610627

Proiezione di LA DONNA PER ME di Marco Martani @ Cinema Sala Frau
Mag 21@21:30
<!--:it-->Proiezione di LA DONNA PER ME di Marco Martani <!--:--> @ Cinema Sala Frau

Sala Frau, 20 e 21 maggio alle ore 21.30
Proiezione di La donna per me di Marco Martani
prodotto da Lucky Red con Rai Cinema e in collaborazione con Sky.

Venerdì 20 e sabato 21 maggio alle ore 21.30 il regista Marco Martani sarà in città per la presentazione della commedia romantica che ha come protagonisti Andrea Arcangeli e Alessandra Mastronardi e un cast di attori come Stefano Fresi, Cristiano Caccamo e Eduardo Scarpetta e il cantante Francesco Gabbani.

Girato a Spoleto nella primavera del 2021 e presentato in anteprima a Roma, il film sarà disponibile su Sky a partire da lunedì 23 maggio.

Per partecipare alle due serate in programma sarà sufficiente recarsi all’ufficio del turismo in Corso Mazzini (Largo Ferrer, 6) per ritirare i voucher invito (non c’è bisogno di prenotazione).

Mag
22
Dom
MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | GENETICA DELLA FORMA | Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo @ Palazzo Collicola
Mag 22 giorno intero

GENETICA DELLA FORMA
Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo

a cura di Davide Silvioli
Palazzo Collicola, Spoleto 9 April – 29 May 2022

Nella programmazione stagionale di Palazzo Collicola, la mostra collettiva Genetica della forma costituisce un momento di attenzione su come pratiche artistiche contemporanee stiano riformulando l’entità della forma nell’opera d’arte, a partire dall’analisi del lavoro di una selezione di artisti emergenti e mid-career. Il progetto, a cura di Davide Silvioli, porta in esposizione una cerchia di sette artisti, differenti per lessico e riferimenti, parificati dall’impiego di metodologie che sperimentano mezzi, processi, materie e materiali, ora innovativi e ora tradizionali, talvolta ibridandoli, fino a creare nuove destinazioni estetiche, dove la forma, risultando insubordinabile alle prescrizioni canoniche di euritmia e composizione, si apre all’effetto instabile di operazioni che ne alterano e pregiudicano qualsiasi pretesa di compiutezza o ultimazione. Il titolo della mostra, su questa base, trae spunto dall’aneddoto secondo cui gli scienziati James Watson e Francis Crick, nella scoperta della morfologia a doppia elica della struttura del DNA, sembra furono ispirati da alcuni scarabocchi eseguiti da Crick nel suo quaderno di lavoro. Pur nella sua apparente semplicità, questo episodio racconta molto sulla natura della forma nell’universo molecolare così come in quello della ricerca artistica, racchiudendo la complessità del rapporto fra forma e sostanza, fra forma e ambiente esterno, fra forma naturale e forma artificiale, fra forma e sembianza, fra la forma e la sua percezione. Pertanto, i linguaggi di Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo, con un grado elevato di interdisciplinarità, rappresentano sette ricerche che, pur valutando le rispettive soggettività, argomentano in maniera adeguata e unanime le premesse teoriche della mostra. Scandite lungo le sale del piano terra del Museo, le loro opere, transitando dalla scultura all’installazione fino al video, e sfuggendo a facili nomenclature, forniscono uno scenario sintetico ma esaustivo di come la categoria classica della forma, nel progetto interpretata come il risultato dell’effetto simultaneo – non sempre disciplinabile – di impulsi endogeni ed esogeni, sia tuttora in fase di revisione da parte della contemporaneità.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | MARK FRANCIS Re-Echo / MATTEO MONTANI Costellazione privata @ Palazzo Collicola
Mag 22 giorno intero

Mark Francis. Re-Echo
a cura di Marco Tonelli
Palazzo Collicola, Spoleto 26 marzo – 29 maggio 2022
Vernissage sabato 26 marzo ore 11.00

Uno dei pittori inglesi mid-career più interessanti della sua generazione, Mark Francis per la prima volta vede i suoi dipinti esposti in una mostra personale in un museo pubblico in Italia. Affermatosi internazionalmente alla fine degli anni Novanta tra gli Young British Artists nella mostra epocale della collezione Saatchi Sensation presso la Royal Academy di Londra nel 1997, nella mostra Re-Echo (il cui significato allude all’effetto fisico del risuonare) presenta 15 dipinti realizzati tra 2021 e 2022, caratterizzati da frequenze, lunghezza d’onda e ampiezze verticali tipiche di onde di energia, come questi dipinti fossero in grado di captare e misurare forze invisibili (magnetiche, sonore, atomiche) e ben al di là delle umane capacità di percezione.

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MATTEO MONTANI Costellazione privata 
a cura di Davide Silvioli
26 marzo – 29 maggio 2022
Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”, Palazzo Collicola, Spoleto

Con il progetto di Matteo Montani Costellazione privata, Palazzo Collicola rinnova l’attenzione verso la ricerca pittorica contemporanea, ospitando il lavoro di un pittore italiano accreditato anche a livello internazionale.

La mostra, a cura di Davide Silvioli, si snoda all’interno delle sale della Galleria d’Arte Moderna del Museo, occupando anche ambienti architettonici del Palazzo. L’intervento dell’artista si compone di una serie di opere – mai esposte finora – risalenti a periodi differenti ma accomunate dalla raffinatezza data dal formato ridotto, frutto di una selezione che il pittore romano ha operato direttamente all’interno delle superfici pittoriche stesse, estrapolandone esclusivamente dettagli che mettono in luce le diverse cifre stilistiche della sua rigorosa ricerca. Il lavoro di Montani, così, si delinea al pari di una nuova presenza estetica nel mezzo delle opere che compongono la collezione permanente, suggerendo ora affinità linguistiche inaspettate e ora dissonanze ricercate. Così strutturata, l’operazione, pur nel suo essere disseminata come una costellazione, proprio come quest’ultima è da leggersi come un unicum, quindi come un medesimo intervento site-specific, mirato a fornire chiavi di lettura alternative per interfacciarsi tanto con il patrimonio artistico contemporaneo del Museo quanto con la ricerca di Montani. Attraverso una cerchia di opere espressamente selezionate o realizzate per l’occasione, l’esposizione si muove su questi due binari paralleli – la collezione e il lavoro di Montani – che, contaminandosi nell’esperienza di mostra, scaturiscono nuovi spunti d’interpretazione sia nei confronti dell’uno che dell’altro.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
Mag 22 giorno intero

VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
a cura di Lorenzo Fiorucci
Palazzo Collicola, Spoleto 9 aprile – 29 maggio 2022


Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola è una mostra personale in omaggio ai cento anni della nascita di un artista, che con la sua arte ha segnato le sorti di buona parte dello sviluppo pittorico italiano dal dopoguerra fino ai primi anni duemila. Vasco Bendini (Bologna 1922- Roma 2015), seppure Emiliano d’origine e molti anni vissuti a Roma, era particolarmente legato a Spoleto grazie all’amicizia con Bruno Toscano, maturata fin dai tempi del Premio Spoleto, che vinse in ben due occasioni (1955 – 1957), e poi ancora coltivata nel tempo fino alla donazione di un nucleo consistente di opere, quasi tutte degli anni Cinquanta, voluta da Vasco ed effettuata da Marcella Valentini Bendini, per arricchire la galleria spoletina nel 1989. Un rapporto dunque importante, con la città e con il suo museo, e che oggi intende rendergli omaggio riscoprendo quel gruppo di opere donate dove compare anche l’unico esemplare superstite del ciclo dei Diluvi. Un percorso espositivo a cura di Lorenzo Fiorucci, in cui le opere si alternano a documenti e analisi critiche, in particolare di Francesco Arcangeli, primo sostenitore di Bendini oltre che influente critico del gruppo di Spoleto. È infatti attraverso la teorizzazione dell’ultimo naturalismo che si aprirà in Italia, già dal 1954, il dibattito attorno ad una giovane generazione di artisti (in particolare Emiliani e Lombardi, ma anche gli Spoletini), in cui Vasco Bendini è, assieme a Mattia Moreni, Ennio Morlotti ed altri, tra i protagonisti di questa vicenda critica che apre ad una nuova visione dell’arte: esistenziale. Bendini che verso il 1950 “lotta con Masaccio”, come ricorda Arcangeli, subito dopo “inizia a riempire grandi carte a pastello, di tempeste e diluvi: turbini che ricordiamo appena, spire agitate, neri che crollano a valanga su sé stessi. Non ne resta più nulla: eppure l’abbandono a quella isolatissima e quasi assurda anarchia era […] d’una schiettezza assoluta.” Di quei Diluvi resta, come detto, l’unica testimonianza proprio a Spoleto, ma accanto a questa si susseguono tele e carte di intenso afflato spirituale, scambiate al tempo per etera astrazione, ma a riguardarle oggi permangono intense e delicate ombre di volti sottili, oscillanti tra il ricordo dell’immagine e la visione quasi subcosciente, generate a piccoli colpi. È la grammatica del tachisme informale che affiora e che restituisce queste immagini con intensa emozione. Sono questi gli anni, dall’inizio dei ‘50 all’inizio dei ’60, con un’appendice sugli anni Ottanta dove l’artista torna a reinterpretare alcuni dei temi iniziali del suo ricco percorso artistico, che interessano la mostra spoletina alla quale si affianca la pubblicazione del catalogo, offerto dall’editore Freemocco di Deruta, e che conterrà tra gli altri contributi, un’intervista di Bruno Toscano.


Vasco Bendini (Bologna 27 febbraio 1922 – Roma 31 gennaio 2015) Allievo di Virgilio Guidi e Giorgio Morandi, frequenta i loro corsi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, tuttavia la prima mostra avviene in terra lombarda, a Milano alla galleria Bergamini nel 1949, lungo il decennio successivo espone in numerose collettive e personali, in particolare a Firenze nel 1953 presso Galleria la Torre presentato da Francesco Arcangeli che poco dopo lo inserisce nel gruppo degli Ultimi naturalisti teorizzato dalle pagine della rivista “Paragone” (1954). Nel 1956 partecipa alla Biennale di Venezia nel 1959 ed è invitato alla Quadriennale di Roma, mentre nel 1961 è in Brasile alla Biennale di San Paolo e nel 1962 a quella di Tokyo e poi di nuovo a Venezia nel 1964. La sua pittura risente dell’ambito Informale, nella declinazione arcangeliana di natura venata da una propensione verso l’astrattismo. La svolta avviene nel 1966 quando presentato da Giulio Carlo Argan presso la galleria l’Attico di Roma, compare nella sua pittura una certa inflessione formale che saranno tipiche dell’arte povera. Una tendenza che si conferma anche un anno dopo, quando presenta le sue tele presso lo Studio Bentivoglio di Bologna, con uno scritto di Arcangeli. Gli anni Settanta si aprono con la terza partecipazione alla Biennale di Venezia, nel 1972, invitato da Renato Barilli. Nel 1973 si trasferisce nella capitale, dove torna a risiedere nel 2012 dopo un intervallo di vita lavorativa a Parma. Sono gli anni in cui inaugura importanti mostre personali ed antologiche in Italia e all’estero tra cui C.S.A.C. di Parma, Istituto Italiano di Cultura a Colonia, Il Museo d’Arte Moderna di Saarbruecken e il Museo d’Arte Moderna di Saarlouis, la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna, L’unione Culturale Franco Antonicelli di Torino, La Casa del Mantegna a Mantova, La Galleria Comunale d’Arte Moderna di Spoleto, il P.A.C. di Milano, la Pinacoteca di Ravenna, la Galleria Civica di Modena, Palazzo Forti di Verona, la Galleria Civica d’arte contemporanea di Trento, la Loggetta Lombardesca, il Museo della Città di Ravenna, il Palazzo Comunale di Salò, il Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma, il Teatro Farnese di Parma, il Palazzo Sarcinelli di Conegliano, la Civica Galleria di Lissone, il Museo Bocchi di Parma, il Castello Masnago di Varese, il MACRO di Roma, il Museo Palazzo de’ Mayo di Chieti. Durante il suo soggiorno a Parma riceve numerosi premi alla carriera, tra cui il Premio Lissone 2002, il Premio Marina di Ravenna, il Premio Guglielmo Marconi, Il Premio G.B. Salvi a Sassoferrato (Ancona), la Targa Ricordo Volponi a Bologna, la mostra omaggio al MACRO di Roma. Nel 2009, sotto la Presidenza di Marcella Valentini Bendini, viene costituito a Parma l’Archivio dell’opera di Vasco Bendini, poi trasferito a Roma. Vice Presidente Irene Santori. Infine nel 2012 viene presentata l’ultima monografia dell’artista alla Accademia di San Luca di Roma.

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Mag 22 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

Facebook: Cinéma Sala Pegasus
cinemasalapegasus@gmail.com
Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
Facebook: Cinema Sala Frau
cinemasalafrau@gmail.com
Tel. 0743/522177

Per ricevere la NEWSLETTER invia una e-mail all’indirizzo cinemasalapegasus@gmail.com

SPOLETO IN GIOCO @ piazza Garibaldi e piazza San Gabriele dell’Addolorata
Mag 22 giorno intero
<!--:it-->SPOLETO IN GIOCO<!--:--> @ piazza Garibaldi e piazza San Gabriele dell’Addolorata

TORNA ‘SPOLETO IN GIOCO’: ATTIVITÀ, INCONTRI E LABORATORI PER BAMBINI E ADOLESCENTI
Domenica 22 maggio quattordici appuntamenti in piazza Garibaldi e piazza San Gabriele dell’Addolorata

Torna l’appuntamento con Spoleto in Gioco, organizzato dal Comune di Spoleto in collaborazione con le associazioni territoriali e le scuole. Dopo due anni di interruzione a causa dell’emergenza sanitaria, domenica 22 maggio piazza Garibaldi e piazza San Gabriele dell’Addolorata verranno pedonalizzate per permettere lo svolgimento delle attività ludico laboratoriali dedicate ai bambini e agli adolescenti. L’evento è in programma dalle ore 10 alle 19, con quattordici appuntamenti in totale.

Piazza Garibaldi e Pastorale Giovanile

POMPIEROPOLI | Dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 18
A cura dell’associazione Pompieri volontari
Ore 10.00 Dimostrazione operativa attività simulata di ricerca antidroga con le unità cinofile della Guardia di Finanza del comando di Perugia

ESTOLINO | Dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 18
A cura del Gruppo comunale dei volontari della Protezione Civile
Alla scoperta del rischio un’idea di sicurezza

SMART LAB | Dalle ore 15 alle 18
Laboratori di robotica a cura del Digipass Spoleto in collaborazione con Ideattivamente

LO SPAZIO NATURA IN CITTÀ
Regala una piantina | Ore 10-11 (dai 6 ai 14 anni) | Ore 16-17 (dai 2 ai 6 anni)
Facciamo fiorire la città | Ore 11-12 (dai 6 ai 14 anni) | Ore 17-18 (dai 2 ai 6 anni)
La fragolina Cammina Cammina racconta | Ore 12-13 (letture per bimbi fino ai 6 anni)

IMPOLLIAMOCI | Ore 18-19
A cura della fattoria didattica Zafferano e dintorni per conto di coop B+ e CIR Food
Giochi e letture sugli insetti speciali (Consigliata la prenotazione ai vari laboratori al numero 3495245022)

PANPERFOCACCIA | Ore 10-13 Presentazione del nuovo sito
A cura di Coop B+ e CIRFood
Distribuzione di materiale ludico/informativo e offerta di degustazioni/spuntini per bambini

PROGETTO INSIDE
Ore 16 laboratorio per bambini e famiglie sul tema dell’inclusione tramite il linguaggio della fotografia
Ore 17 Mostra fotografica, tavola rotonda e premiazione delle opere fotografiche a cura dell’associazione Gillo in collaborazione con l’associazione Il Filo Rosso e del progetto NETWORKING azioni e strumenti innovativi per la ricostruzione del patrimonio sociale post Covid-19
Ore 16-18 FANTASIE DI CARTA… OGNI FAVOLA È UN GIOCO circuiti su gomma a cura della scuola Infanzia di Protte – II Circolo
Ore 10-13 e 16-18 REGOLIAMOCI, giochi per costruire cittadinanza a cura dell’associazione Libera Umbria presidio di Spoleto “A. Fiume”

Piazza S. Gabriele dell’Addolorata | Creative Hub Cantiere Oberdan

MINIBASKET | Dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 18
A cura dell’associazione sportiva Atomika

TIRO CON L’ARCO | Dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 18
A cura dell’associazione sportiva Arcieri del bosco sacro

GINNASTICA RITMICA | Dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 18
A cura dell’associazione sportiva La Fenice

MINI VOLLEY | Dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 18
A cura dell’associazione sportiva Volley Spoleto

PERCORSI IN BICI | Dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 18
A cura dell’associazione sportiva MTB Club Spoleto

LAB3D | Dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 18
A cura del Digipass Spoleto

LABORATORIO DI TEATRO DANZA | Dalle ore 11 alle 12
A cura del Creative Hub Cantiere Oberdan nell’ambito del progetto di residenza di HOME FUTURO PRESENTE 2022, movimenti di danza nei territori del sisma organizzazione DANCE GALLERY in collaborazione LaMaMa Umbria

ESTOLINO ALLA SCOPERTA DEL RISCHIO UN’IDEA DI SICUREZZA | Dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 18
A cura del Gruppo comunale dei volontari della Protezione Civile

Visita guidata SPOLETO CARD | Casa Romana – Mosaici e pitture parietali @ Casa Romana
Mag 22@10:00

SPOLETO CARD: LE VISITE IN PROGRAMMA A MAGGIO
Cinque gli appuntamenti organizzati per conoscere il patrimonio storico e artistico della città

Si comincia domenica 1 maggio alle ore 11.00 con Storie d’amore e di armi, la visita dedicata al ciclo pittorico della Camera Pinta (il luogo di incontro sarà la biglietteria della Rocca Albornoz).

Il secondo appuntamento è previsto per domenica 8 maggio alle ore 18.00 e riguarderà il Tempietto sul Clitunno, ‘Un monumento che affascina da secoli’, dal 2011 Patrimonio Unesco nel sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” (l’incontro sarà la biglietteria del Tempietto).

Domenica 15 maggio alle ore 11.00 appuntamento con ‘Spoleto romanica’, il trekking guidato organizzato per conoscere la Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo (il luogo di incontro sarà la biglietteria di Palazzo Collicola).

Mosaici e pitture parietali sarà invece il tema della visita guidata tematica alla Casa romana in programma domenica 22 maggio alle ore 10.00 (il luogo di incontro sarà la biglietteria della Casa romana).

L’ultima visita guidata del mese riguarderà La famiglia Collicola. L’appuntamento per scoprire l’appartamento gentilizio di Palazzo Collicola è in programma domenica 29 maggio alle ore 11.00.

Le visite guidate tematiche ed i trekking in città sono gratuiti per i possessori della Spoleto card.
Coloro che non hanno la Spoleto card potranno partecipare alle visite guidate in programma con una tariffa agevolata di € 4,00 a persona e ai trekking in città alla tariffa di € 7,50 (entrambi oltre al biglietto del museo).

Le visite guidate e i trekking in città sono solo su prenotazione, a numero chiuso fino ad esaurimento posti e secondo il rispetto dell’attuale normativa Covid-19.

Per i trekking in città la prenotazione è obbligatoria entro le ore 18 del giorno precedente.

Per informazioni e prenotazione:
Soc. Coop. Sistema Museo – Spoleto – Tel e Fax 0743.46434 – 0743.224952 e-mail: info@spoletocard.it
Ufficio Turistico di Spoleto – Tel 0743.218620 e-mail: front.iat@comune.spoleto.pg.it

EDOARDO RIGANTI FULGINEI | Concerto per pianoforte @ Teatro Caio Melisso
Mag 22@17:00
<!--:it-->EDOARDO RIGANTI FULGINEI | Concerto per pianoforte<!--:--><!--:en-->EDOARDO RIGANTI FULGINEI | Piano Concert<!--:--> @ Teatro Caio Melisso

AL TEATRO CAIO MELISSO – SPAZIO CARLA FENDI IL CONCERTO DEL GIOVANE PIANISTA EDOARDO RIGANTI FULGINEI
Domenica 22 maggio, ore 17. L’incasso dell’evento finanzierà il restauro del pianoforte Steinway & Sons

Torna in concerto a Spoleto il giovane pianista Edoardo Riganti Fulginei.
L’appuntamento è in programma domenica 22 maggio alle ore 17.00 al Teatro Caio Melisso – Spazio Carla Fendi.

L’ingresso all’evento, organizzato dal Comune di Spoleto con il sostegno dell’Associazione Amici di Spoleto e della Fidapa BPW Italy sezione di Spoleto, sarà ad offerta ed i fondi raccolti serviranno a finanziare il restauro del pianoforte gran coda Steinway & Sons, al momento custodito al deposito dei beni culturali del Comune di Spoleto.

Edoardo Riganti Fulginei, già vincitore, a 17 anni, di oltre 20 concorsi pianistici nazionali ed internazionali, ha al suo attivo numerosi concerti sia in Italia, che all’estero, in particolare negli Stati Uniti d’America dove ha potuto esibirsi anche al Canergie Hall di New York.

Al Teatro Caio Melisso – Spazio Carla Fendi presenterà musiche di Fryderyk Chopin (2 Sonata Op.35; Studi Op. 25 n.9-10-11), Sergey Vasil’evič Rachmaninov (2 Sonata op.36 – Ed. 1931) e Franz Joseph Haydn (Sonata n.49 in Do Diesis Minore Hob. XVI 36).

La prenotazione dei posti è possibile telefonando al numero 338 8562727 oppure al botteghino del Teatro domenica 22 dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 17.00.

RAGGIO DI MAGGIO Incontro tra poesia e musica @ Spoleto e Eggi
Mag 22@17:00

La manifestazione organizzata dalla Pro Loco di Spoleto in collaborazione con l’Associazione “Fare Cultura” giunge alla settima edizione.

Un connubio tra musica e poesia con la partecipazione di artisti e poeti spoletini.

Come tutti gli anni saranno tre gli appuntamenti a cui gli spoletini e non, potranno assistere.

Il primo sarà organizzato Domenica 8 maggio alle ore 17.00 nel giardino del Convento delle “Suore di S.Angelo” con la presenza del maestro Gianluca Bibiani, fisarmonicista di levatura nazionale, e dei poeti spoletini coordinati dal Prof. Sandro Costanzi.

Il secondo avrà luogo Domenica 15 maggio sempre alle ore 17.00, presso l’androne di Palazzo Antonelli sito in Corso Garibaldi. Unitamente ai poeti dell’Ass. “Fare Cultura” si esibirà il violinista Francesco Enrico.

Il terzo appuntamento verrà allestito Domenica 22 maggio alle 17.00 presso il Circolo A.R.C.I. di Eggi. Sarà il Quintetto di Ottoni “Girolamo Fantini” che curerà la parte musicale del pomeriggio, mentre i poeti declameranno le proprie poesie. A cura di una guida locale sarà possibile effettuare una visita guidata del Borgo di Eggi.

Tutti gli incontri sono ad ingresso libero.

Mag
23
Lun
MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | GENETICA DELLA FORMA | Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo @ Palazzo Collicola
Mag 23 giorno intero

GENETICA DELLA FORMA
Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo

a cura di Davide Silvioli
Palazzo Collicola, Spoleto 9 April – 29 May 2022

Nella programmazione stagionale di Palazzo Collicola, la mostra collettiva Genetica della forma costituisce un momento di attenzione su come pratiche artistiche contemporanee stiano riformulando l’entità della forma nell’opera d’arte, a partire dall’analisi del lavoro di una selezione di artisti emergenti e mid-career. Il progetto, a cura di Davide Silvioli, porta in esposizione una cerchia di sette artisti, differenti per lessico e riferimenti, parificati dall’impiego di metodologie che sperimentano mezzi, processi, materie e materiali, ora innovativi e ora tradizionali, talvolta ibridandoli, fino a creare nuove destinazioni estetiche, dove la forma, risultando insubordinabile alle prescrizioni canoniche di euritmia e composizione, si apre all’effetto instabile di operazioni che ne alterano e pregiudicano qualsiasi pretesa di compiutezza o ultimazione. Il titolo della mostra, su questa base, trae spunto dall’aneddoto secondo cui gli scienziati James Watson e Francis Crick, nella scoperta della morfologia a doppia elica della struttura del DNA, sembra furono ispirati da alcuni scarabocchi eseguiti da Crick nel suo quaderno di lavoro. Pur nella sua apparente semplicità, questo episodio racconta molto sulla natura della forma nell’universo molecolare così come in quello della ricerca artistica, racchiudendo la complessità del rapporto fra forma e sostanza, fra forma e ambiente esterno, fra forma naturale e forma artificiale, fra forma e sembianza, fra la forma e la sua percezione. Pertanto, i linguaggi di Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo, con un grado elevato di interdisciplinarità, rappresentano sette ricerche che, pur valutando le rispettive soggettività, argomentano in maniera adeguata e unanime le premesse teoriche della mostra. Scandite lungo le sale del piano terra del Museo, le loro opere, transitando dalla scultura all’installazione fino al video, e sfuggendo a facili nomenclature, forniscono uno scenario sintetico ma esaustivo di come la categoria classica della forma, nel progetto interpretata come il risultato dell’effetto simultaneo – non sempre disciplinabile – di impulsi endogeni ed esogeni, sia tuttora in fase di revisione da parte della contemporaneità.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | MARK FRANCIS Re-Echo / MATTEO MONTANI Costellazione privata @ Palazzo Collicola
Mag 23 giorno intero

Mark Francis. Re-Echo
a cura di Marco Tonelli
Palazzo Collicola, Spoleto 26 marzo – 29 maggio 2022
Vernissage sabato 26 marzo ore 11.00

Uno dei pittori inglesi mid-career più interessanti della sua generazione, Mark Francis per la prima volta vede i suoi dipinti esposti in una mostra personale in un museo pubblico in Italia. Affermatosi internazionalmente alla fine degli anni Novanta tra gli Young British Artists nella mostra epocale della collezione Saatchi Sensation presso la Royal Academy di Londra nel 1997, nella mostra Re-Echo (il cui significato allude all’effetto fisico del risuonare) presenta 15 dipinti realizzati tra 2021 e 2022, caratterizzati da frequenze, lunghezza d’onda e ampiezze verticali tipiche di onde di energia, come questi dipinti fossero in grado di captare e misurare forze invisibili (magnetiche, sonore, atomiche) e ben al di là delle umane capacità di percezione.

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MATTEO MONTANI Costellazione privata 
a cura di Davide Silvioli
26 marzo – 29 maggio 2022
Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”, Palazzo Collicola, Spoleto

Con il progetto di Matteo Montani Costellazione privata, Palazzo Collicola rinnova l’attenzione verso la ricerca pittorica contemporanea, ospitando il lavoro di un pittore italiano accreditato anche a livello internazionale.

La mostra, a cura di Davide Silvioli, si snoda all’interno delle sale della Galleria d’Arte Moderna del Museo, occupando anche ambienti architettonici del Palazzo. L’intervento dell’artista si compone di una serie di opere – mai esposte finora – risalenti a periodi differenti ma accomunate dalla raffinatezza data dal formato ridotto, frutto di una selezione che il pittore romano ha operato direttamente all’interno delle superfici pittoriche stesse, estrapolandone esclusivamente dettagli che mettono in luce le diverse cifre stilistiche della sua rigorosa ricerca. Il lavoro di Montani, così, si delinea al pari di una nuova presenza estetica nel mezzo delle opere che compongono la collezione permanente, suggerendo ora affinità linguistiche inaspettate e ora dissonanze ricercate. Così strutturata, l’operazione, pur nel suo essere disseminata come una costellazione, proprio come quest’ultima è da leggersi come un unicum, quindi come un medesimo intervento site-specific, mirato a fornire chiavi di lettura alternative per interfacciarsi tanto con il patrimonio artistico contemporaneo del Museo quanto con la ricerca di Montani. Attraverso una cerchia di opere espressamente selezionate o realizzate per l’occasione, l’esposizione si muove su questi due binari paralleli – la collezione e il lavoro di Montani – che, contaminandosi nell’esperienza di mostra, scaturiscono nuovi spunti d’interpretazione sia nei confronti dell’uno che dell’altro.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
Mag 23 giorno intero

VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
a cura di Lorenzo Fiorucci
Palazzo Collicola, Spoleto 9 aprile – 29 maggio 2022


Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola è una mostra personale in omaggio ai cento anni della nascita di un artista, che con la sua arte ha segnato le sorti di buona parte dello sviluppo pittorico italiano dal dopoguerra fino ai primi anni duemila. Vasco Bendini (Bologna 1922- Roma 2015), seppure Emiliano d’origine e molti anni vissuti a Roma, era particolarmente legato a Spoleto grazie all’amicizia con Bruno Toscano, maturata fin dai tempi del Premio Spoleto, che vinse in ben due occasioni (1955 – 1957), e poi ancora coltivata nel tempo fino alla donazione di un nucleo consistente di opere, quasi tutte degli anni Cinquanta, voluta da Vasco ed effettuata da Marcella Valentini Bendini, per arricchire la galleria spoletina nel 1989. Un rapporto dunque importante, con la città e con il suo museo, e che oggi intende rendergli omaggio riscoprendo quel gruppo di opere donate dove compare anche l’unico esemplare superstite del ciclo dei Diluvi. Un percorso espositivo a cura di Lorenzo Fiorucci, in cui le opere si alternano a documenti e analisi critiche, in particolare di Francesco Arcangeli, primo sostenitore di Bendini oltre che influente critico del gruppo di Spoleto. È infatti attraverso la teorizzazione dell’ultimo naturalismo che si aprirà in Italia, già dal 1954, il dibattito attorno ad una giovane generazione di artisti (in particolare Emiliani e Lombardi, ma anche gli Spoletini), in cui Vasco Bendini è, assieme a Mattia Moreni, Ennio Morlotti ed altri, tra i protagonisti di questa vicenda critica che apre ad una nuova visione dell’arte: esistenziale. Bendini che verso il 1950 “lotta con Masaccio”, come ricorda Arcangeli, subito dopo “inizia a riempire grandi carte a pastello, di tempeste e diluvi: turbini che ricordiamo appena, spire agitate, neri che crollano a valanga su sé stessi. Non ne resta più nulla: eppure l’abbandono a quella isolatissima e quasi assurda anarchia era […] d’una schiettezza assoluta.” Di quei Diluvi resta, come detto, l’unica testimonianza proprio a Spoleto, ma accanto a questa si susseguono tele e carte di intenso afflato spirituale, scambiate al tempo per etera astrazione, ma a riguardarle oggi permangono intense e delicate ombre di volti sottili, oscillanti tra il ricordo dell’immagine e la visione quasi subcosciente, generate a piccoli colpi. È la grammatica del tachisme informale che affiora e che restituisce queste immagini con intensa emozione. Sono questi gli anni, dall’inizio dei ‘50 all’inizio dei ’60, con un’appendice sugli anni Ottanta dove l’artista torna a reinterpretare alcuni dei temi iniziali del suo ricco percorso artistico, che interessano la mostra spoletina alla quale si affianca la pubblicazione del catalogo, offerto dall’editore Freemocco di Deruta, e che conterrà tra gli altri contributi, un’intervista di Bruno Toscano.


Vasco Bendini (Bologna 27 febbraio 1922 – Roma 31 gennaio 2015) Allievo di Virgilio Guidi e Giorgio Morandi, frequenta i loro corsi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, tuttavia la prima mostra avviene in terra lombarda, a Milano alla galleria Bergamini nel 1949, lungo il decennio successivo espone in numerose collettive e personali, in particolare a Firenze nel 1953 presso Galleria la Torre presentato da Francesco Arcangeli che poco dopo lo inserisce nel gruppo degli Ultimi naturalisti teorizzato dalle pagine della rivista “Paragone” (1954). Nel 1956 partecipa alla Biennale di Venezia nel 1959 ed è invitato alla Quadriennale di Roma, mentre nel 1961 è in Brasile alla Biennale di San Paolo e nel 1962 a quella di Tokyo e poi di nuovo a Venezia nel 1964. La sua pittura risente dell’ambito Informale, nella declinazione arcangeliana di natura venata da una propensione verso l’astrattismo. La svolta avviene nel 1966 quando presentato da Giulio Carlo Argan presso la galleria l’Attico di Roma, compare nella sua pittura una certa inflessione formale che saranno tipiche dell’arte povera. Una tendenza che si conferma anche un anno dopo, quando presenta le sue tele presso lo Studio Bentivoglio di Bologna, con uno scritto di Arcangeli. Gli anni Settanta si aprono con la terza partecipazione alla Biennale di Venezia, nel 1972, invitato da Renato Barilli. Nel 1973 si trasferisce nella capitale, dove torna a risiedere nel 2012 dopo un intervallo di vita lavorativa a Parma. Sono gli anni in cui inaugura importanti mostre personali ed antologiche in Italia e all’estero tra cui C.S.A.C. di Parma, Istituto Italiano di Cultura a Colonia, Il Museo d’Arte Moderna di Saarbruecken e il Museo d’Arte Moderna di Saarlouis, la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna, L’unione Culturale Franco Antonicelli di Torino, La Casa del Mantegna a Mantova, La Galleria Comunale d’Arte Moderna di Spoleto, il P.A.C. di Milano, la Pinacoteca di Ravenna, la Galleria Civica di Modena, Palazzo Forti di Verona, la Galleria Civica d’arte contemporanea di Trento, la Loggetta Lombardesca, il Museo della Città di Ravenna, il Palazzo Comunale di Salò, il Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma, il Teatro Farnese di Parma, il Palazzo Sarcinelli di Conegliano, la Civica Galleria di Lissone, il Museo Bocchi di Parma, il Castello Masnago di Varese, il MACRO di Roma, il Museo Palazzo de’ Mayo di Chieti. Durante il suo soggiorno a Parma riceve numerosi premi alla carriera, tra cui il Premio Lissone 2002, il Premio Marina di Ravenna, il Premio Guglielmo Marconi, Il Premio G.B. Salvi a Sassoferrato (Ancona), la Targa Ricordo Volponi a Bologna, la mostra omaggio al MACRO di Roma. Nel 2009, sotto la Presidenza di Marcella Valentini Bendini, viene costituito a Parma l’Archivio dell’opera di Vasco Bendini, poi trasferito a Roma. Vice Presidente Irene Santori. Infine nel 2012 viene presentata l’ultima monografia dell’artista alla Accademia di San Luca di Roma.

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Mag 23 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

Facebook: Cinéma Sala Pegasus
cinemasalapegasus@gmail.com
Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
Facebook: Cinema Sala Frau
cinemasalafrau@gmail.com
Tel. 0743/522177

Per ricevere la NEWSLETTER invia una e-mail all’indirizzo cinemasalapegasus@gmail.com

Mag
24
Mar
Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Mag 24 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

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cinemasalapegasus@gmail.com
Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
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Tel. 0743/522177

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Mag
25
Mer
MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | GENETICA DELLA FORMA | Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo @ Palazzo Collicola
Mag 25 giorno intero

GENETICA DELLA FORMA
Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo

a cura di Davide Silvioli
Palazzo Collicola, Spoleto 9 April – 29 May 2022

Nella programmazione stagionale di Palazzo Collicola, la mostra collettiva Genetica della forma costituisce un momento di attenzione su come pratiche artistiche contemporanee stiano riformulando l’entità della forma nell’opera d’arte, a partire dall’analisi del lavoro di una selezione di artisti emergenti e mid-career. Il progetto, a cura di Davide Silvioli, porta in esposizione una cerchia di sette artisti, differenti per lessico e riferimenti, parificati dall’impiego di metodologie che sperimentano mezzi, processi, materie e materiali, ora innovativi e ora tradizionali, talvolta ibridandoli, fino a creare nuove destinazioni estetiche, dove la forma, risultando insubordinabile alle prescrizioni canoniche di euritmia e composizione, si apre all’effetto instabile di operazioni che ne alterano e pregiudicano qualsiasi pretesa di compiutezza o ultimazione. Il titolo della mostra, su questa base, trae spunto dall’aneddoto secondo cui gli scienziati James Watson e Francis Crick, nella scoperta della morfologia a doppia elica della struttura del DNA, sembra furono ispirati da alcuni scarabocchi eseguiti da Crick nel suo quaderno di lavoro. Pur nella sua apparente semplicità, questo episodio racconta molto sulla natura della forma nell’universo molecolare così come in quello della ricerca artistica, racchiudendo la complessità del rapporto fra forma e sostanza, fra forma e ambiente esterno, fra forma naturale e forma artificiale, fra forma e sembianza, fra la forma e la sua percezione. Pertanto, i linguaggi di Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo, con un grado elevato di interdisciplinarità, rappresentano sette ricerche che, pur valutando le rispettive soggettività, argomentano in maniera adeguata e unanime le premesse teoriche della mostra. Scandite lungo le sale del piano terra del Museo, le loro opere, transitando dalla scultura all’installazione fino al video, e sfuggendo a facili nomenclature, forniscono uno scenario sintetico ma esaustivo di come la categoria classica della forma, nel progetto interpretata come il risultato dell’effetto simultaneo – non sempre disciplinabile – di impulsi endogeni ed esogeni, sia tuttora in fase di revisione da parte della contemporaneità.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | MARK FRANCIS Re-Echo / MATTEO MONTANI Costellazione privata @ Palazzo Collicola
Mag 25 giorno intero

Mark Francis. Re-Echo
a cura di Marco Tonelli
Palazzo Collicola, Spoleto 26 marzo – 29 maggio 2022
Vernissage sabato 26 marzo ore 11.00

Uno dei pittori inglesi mid-career più interessanti della sua generazione, Mark Francis per la prima volta vede i suoi dipinti esposti in una mostra personale in un museo pubblico in Italia. Affermatosi internazionalmente alla fine degli anni Novanta tra gli Young British Artists nella mostra epocale della collezione Saatchi Sensation presso la Royal Academy di Londra nel 1997, nella mostra Re-Echo (il cui significato allude all’effetto fisico del risuonare) presenta 15 dipinti realizzati tra 2021 e 2022, caratterizzati da frequenze, lunghezza d’onda e ampiezze verticali tipiche di onde di energia, come questi dipinti fossero in grado di captare e misurare forze invisibili (magnetiche, sonore, atomiche) e ben al di là delle umane capacità di percezione.

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MATTEO MONTANI Costellazione privata 
a cura di Davide Silvioli
26 marzo – 29 maggio 2022
Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”, Palazzo Collicola, Spoleto

Con il progetto di Matteo Montani Costellazione privata, Palazzo Collicola rinnova l’attenzione verso la ricerca pittorica contemporanea, ospitando il lavoro di un pittore italiano accreditato anche a livello internazionale.

La mostra, a cura di Davide Silvioli, si snoda all’interno delle sale della Galleria d’Arte Moderna del Museo, occupando anche ambienti architettonici del Palazzo. L’intervento dell’artista si compone di una serie di opere – mai esposte finora – risalenti a periodi differenti ma accomunate dalla raffinatezza data dal formato ridotto, frutto di una selezione che il pittore romano ha operato direttamente all’interno delle superfici pittoriche stesse, estrapolandone esclusivamente dettagli che mettono in luce le diverse cifre stilistiche della sua rigorosa ricerca. Il lavoro di Montani, così, si delinea al pari di una nuova presenza estetica nel mezzo delle opere che compongono la collezione permanente, suggerendo ora affinità linguistiche inaspettate e ora dissonanze ricercate. Così strutturata, l’operazione, pur nel suo essere disseminata come una costellazione, proprio come quest’ultima è da leggersi come un unicum, quindi come un medesimo intervento site-specific, mirato a fornire chiavi di lettura alternative per interfacciarsi tanto con il patrimonio artistico contemporaneo del Museo quanto con la ricerca di Montani. Attraverso una cerchia di opere espressamente selezionate o realizzate per l’occasione, l’esposizione si muove su questi due binari paralleli – la collezione e il lavoro di Montani – che, contaminandosi nell’esperienza di mostra, scaturiscono nuovi spunti d’interpretazione sia nei confronti dell’uno che dell’altro.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
Mag 25 giorno intero

VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
a cura di Lorenzo Fiorucci
Palazzo Collicola, Spoleto 9 aprile – 29 maggio 2022


Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola è una mostra personale in omaggio ai cento anni della nascita di un artista, che con la sua arte ha segnato le sorti di buona parte dello sviluppo pittorico italiano dal dopoguerra fino ai primi anni duemila. Vasco Bendini (Bologna 1922- Roma 2015), seppure Emiliano d’origine e molti anni vissuti a Roma, era particolarmente legato a Spoleto grazie all’amicizia con Bruno Toscano, maturata fin dai tempi del Premio Spoleto, che vinse in ben due occasioni (1955 – 1957), e poi ancora coltivata nel tempo fino alla donazione di un nucleo consistente di opere, quasi tutte degli anni Cinquanta, voluta da Vasco ed effettuata da Marcella Valentini Bendini, per arricchire la galleria spoletina nel 1989. Un rapporto dunque importante, con la città e con il suo museo, e che oggi intende rendergli omaggio riscoprendo quel gruppo di opere donate dove compare anche l’unico esemplare superstite del ciclo dei Diluvi. Un percorso espositivo a cura di Lorenzo Fiorucci, in cui le opere si alternano a documenti e analisi critiche, in particolare di Francesco Arcangeli, primo sostenitore di Bendini oltre che influente critico del gruppo di Spoleto. È infatti attraverso la teorizzazione dell’ultimo naturalismo che si aprirà in Italia, già dal 1954, il dibattito attorno ad una giovane generazione di artisti (in particolare Emiliani e Lombardi, ma anche gli Spoletini), in cui Vasco Bendini è, assieme a Mattia Moreni, Ennio Morlotti ed altri, tra i protagonisti di questa vicenda critica che apre ad una nuova visione dell’arte: esistenziale. Bendini che verso il 1950 “lotta con Masaccio”, come ricorda Arcangeli, subito dopo “inizia a riempire grandi carte a pastello, di tempeste e diluvi: turbini che ricordiamo appena, spire agitate, neri che crollano a valanga su sé stessi. Non ne resta più nulla: eppure l’abbandono a quella isolatissima e quasi assurda anarchia era […] d’una schiettezza assoluta.” Di quei Diluvi resta, come detto, l’unica testimonianza proprio a Spoleto, ma accanto a questa si susseguono tele e carte di intenso afflato spirituale, scambiate al tempo per etera astrazione, ma a riguardarle oggi permangono intense e delicate ombre di volti sottili, oscillanti tra il ricordo dell’immagine e la visione quasi subcosciente, generate a piccoli colpi. È la grammatica del tachisme informale che affiora e che restituisce queste immagini con intensa emozione. Sono questi gli anni, dall’inizio dei ‘50 all’inizio dei ’60, con un’appendice sugli anni Ottanta dove l’artista torna a reinterpretare alcuni dei temi iniziali del suo ricco percorso artistico, che interessano la mostra spoletina alla quale si affianca la pubblicazione del catalogo, offerto dall’editore Freemocco di Deruta, e che conterrà tra gli altri contributi, un’intervista di Bruno Toscano.


Vasco Bendini (Bologna 27 febbraio 1922 – Roma 31 gennaio 2015) Allievo di Virgilio Guidi e Giorgio Morandi, frequenta i loro corsi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, tuttavia la prima mostra avviene in terra lombarda, a Milano alla galleria Bergamini nel 1949, lungo il decennio successivo espone in numerose collettive e personali, in particolare a Firenze nel 1953 presso Galleria la Torre presentato da Francesco Arcangeli che poco dopo lo inserisce nel gruppo degli Ultimi naturalisti teorizzato dalle pagine della rivista “Paragone” (1954). Nel 1956 partecipa alla Biennale di Venezia nel 1959 ed è invitato alla Quadriennale di Roma, mentre nel 1961 è in Brasile alla Biennale di San Paolo e nel 1962 a quella di Tokyo e poi di nuovo a Venezia nel 1964. La sua pittura risente dell’ambito Informale, nella declinazione arcangeliana di natura venata da una propensione verso l’astrattismo. La svolta avviene nel 1966 quando presentato da Giulio Carlo Argan presso la galleria l’Attico di Roma, compare nella sua pittura una certa inflessione formale che saranno tipiche dell’arte povera. Una tendenza che si conferma anche un anno dopo, quando presenta le sue tele presso lo Studio Bentivoglio di Bologna, con uno scritto di Arcangeli. Gli anni Settanta si aprono con la terza partecipazione alla Biennale di Venezia, nel 1972, invitato da Renato Barilli. Nel 1973 si trasferisce nella capitale, dove torna a risiedere nel 2012 dopo un intervallo di vita lavorativa a Parma. Sono gli anni in cui inaugura importanti mostre personali ed antologiche in Italia e all’estero tra cui C.S.A.C. di Parma, Istituto Italiano di Cultura a Colonia, Il Museo d’Arte Moderna di Saarbruecken e il Museo d’Arte Moderna di Saarlouis, la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna, L’unione Culturale Franco Antonicelli di Torino, La Casa del Mantegna a Mantova, La Galleria Comunale d’Arte Moderna di Spoleto, il P.A.C. di Milano, la Pinacoteca di Ravenna, la Galleria Civica di Modena, Palazzo Forti di Verona, la Galleria Civica d’arte contemporanea di Trento, la Loggetta Lombardesca, il Museo della Città di Ravenna, il Palazzo Comunale di Salò, il Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma, il Teatro Farnese di Parma, il Palazzo Sarcinelli di Conegliano, la Civica Galleria di Lissone, il Museo Bocchi di Parma, il Castello Masnago di Varese, il MACRO di Roma, il Museo Palazzo de’ Mayo di Chieti. Durante il suo soggiorno a Parma riceve numerosi premi alla carriera, tra cui il Premio Lissone 2002, il Premio Marina di Ravenna, il Premio Guglielmo Marconi, Il Premio G.B. Salvi a Sassoferrato (Ancona), la Targa Ricordo Volponi a Bologna, la mostra omaggio al MACRO di Roma. Nel 2009, sotto la Presidenza di Marcella Valentini Bendini, viene costituito a Parma l’Archivio dell’opera di Vasco Bendini, poi trasferito a Roma. Vice Presidente Irene Santori. Infine nel 2012 viene presentata l’ultima monografia dell’artista alla Accademia di San Luca di Roma.

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Mag 25 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

Facebook: Cinéma Sala Pegasus
cinemasalapegasus@gmail.com
Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
Facebook: Cinema Sala Frau
cinemasalafrau@gmail.com
Tel. 0743/522177

Per ricevere la NEWSLETTER invia una e-mail all’indirizzo cinemasalapegasus@gmail.com

Mag
26
Gio
MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | GENETICA DELLA FORMA | Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo @ Palazzo Collicola
Mag 26 giorno intero

GENETICA DELLA FORMA
Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo

a cura di Davide Silvioli
Palazzo Collicola, Spoleto 9 April – 29 May 2022

Nella programmazione stagionale di Palazzo Collicola, la mostra collettiva Genetica della forma costituisce un momento di attenzione su come pratiche artistiche contemporanee stiano riformulando l’entità della forma nell’opera d’arte, a partire dall’analisi del lavoro di una selezione di artisti emergenti e mid-career. Il progetto, a cura di Davide Silvioli, porta in esposizione una cerchia di sette artisti, differenti per lessico e riferimenti, parificati dall’impiego di metodologie che sperimentano mezzi, processi, materie e materiali, ora innovativi e ora tradizionali, talvolta ibridandoli, fino a creare nuove destinazioni estetiche, dove la forma, risultando insubordinabile alle prescrizioni canoniche di euritmia e composizione, si apre all’effetto instabile di operazioni che ne alterano e pregiudicano qualsiasi pretesa di compiutezza o ultimazione. Il titolo della mostra, su questa base, trae spunto dall’aneddoto secondo cui gli scienziati James Watson e Francis Crick, nella scoperta della morfologia a doppia elica della struttura del DNA, sembra furono ispirati da alcuni scarabocchi eseguiti da Crick nel suo quaderno di lavoro. Pur nella sua apparente semplicità, questo episodio racconta molto sulla natura della forma nell’universo molecolare così come in quello della ricerca artistica, racchiudendo la complessità del rapporto fra forma e sostanza, fra forma e ambiente esterno, fra forma naturale e forma artificiale, fra forma e sembianza, fra la forma e la sua percezione. Pertanto, i linguaggi di Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo, con un grado elevato di interdisciplinarità, rappresentano sette ricerche che, pur valutando le rispettive soggettività, argomentano in maniera adeguata e unanime le premesse teoriche della mostra. Scandite lungo le sale del piano terra del Museo, le loro opere, transitando dalla scultura all’installazione fino al video, e sfuggendo a facili nomenclature, forniscono uno scenario sintetico ma esaustivo di come la categoria classica della forma, nel progetto interpretata come il risultato dell’effetto simultaneo – non sempre disciplinabile – di impulsi endogeni ed esogeni, sia tuttora in fase di revisione da parte della contemporaneità.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | MARK FRANCIS Re-Echo / MATTEO MONTANI Costellazione privata @ Palazzo Collicola
Mag 26 giorno intero

Mark Francis. Re-Echo
a cura di Marco Tonelli
Palazzo Collicola, Spoleto 26 marzo – 29 maggio 2022
Vernissage sabato 26 marzo ore 11.00

Uno dei pittori inglesi mid-career più interessanti della sua generazione, Mark Francis per la prima volta vede i suoi dipinti esposti in una mostra personale in un museo pubblico in Italia. Affermatosi internazionalmente alla fine degli anni Novanta tra gli Young British Artists nella mostra epocale della collezione Saatchi Sensation presso la Royal Academy di Londra nel 1997, nella mostra Re-Echo (il cui significato allude all’effetto fisico del risuonare) presenta 15 dipinti realizzati tra 2021 e 2022, caratterizzati da frequenze, lunghezza d’onda e ampiezze verticali tipiche di onde di energia, come questi dipinti fossero in grado di captare e misurare forze invisibili (magnetiche, sonore, atomiche) e ben al di là delle umane capacità di percezione.

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MATTEO MONTANI Costellazione privata 
a cura di Davide Silvioli
26 marzo – 29 maggio 2022
Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”, Palazzo Collicola, Spoleto

Con il progetto di Matteo Montani Costellazione privata, Palazzo Collicola rinnova l’attenzione verso la ricerca pittorica contemporanea, ospitando il lavoro di un pittore italiano accreditato anche a livello internazionale.

La mostra, a cura di Davide Silvioli, si snoda all’interno delle sale della Galleria d’Arte Moderna del Museo, occupando anche ambienti architettonici del Palazzo. L’intervento dell’artista si compone di una serie di opere – mai esposte finora – risalenti a periodi differenti ma accomunate dalla raffinatezza data dal formato ridotto, frutto di una selezione che il pittore romano ha operato direttamente all’interno delle superfici pittoriche stesse, estrapolandone esclusivamente dettagli che mettono in luce le diverse cifre stilistiche della sua rigorosa ricerca. Il lavoro di Montani, così, si delinea al pari di una nuova presenza estetica nel mezzo delle opere che compongono la collezione permanente, suggerendo ora affinità linguistiche inaspettate e ora dissonanze ricercate. Così strutturata, l’operazione, pur nel suo essere disseminata come una costellazione, proprio come quest’ultima è da leggersi come un unicum, quindi come un medesimo intervento site-specific, mirato a fornire chiavi di lettura alternative per interfacciarsi tanto con il patrimonio artistico contemporaneo del Museo quanto con la ricerca di Montani. Attraverso una cerchia di opere espressamente selezionate o realizzate per l’occasione, l’esposizione si muove su questi due binari paralleli – la collezione e il lavoro di Montani – che, contaminandosi nell’esperienza di mostra, scaturiscono nuovi spunti d’interpretazione sia nei confronti dell’uno che dell’altro.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
Mag 26 giorno intero

VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
a cura di Lorenzo Fiorucci
Palazzo Collicola, Spoleto 9 aprile – 29 maggio 2022


Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola è una mostra personale in omaggio ai cento anni della nascita di un artista, che con la sua arte ha segnato le sorti di buona parte dello sviluppo pittorico italiano dal dopoguerra fino ai primi anni duemila. Vasco Bendini (Bologna 1922- Roma 2015), seppure Emiliano d’origine e molti anni vissuti a Roma, era particolarmente legato a Spoleto grazie all’amicizia con Bruno Toscano, maturata fin dai tempi del Premio Spoleto, che vinse in ben due occasioni (1955 – 1957), e poi ancora coltivata nel tempo fino alla donazione di un nucleo consistente di opere, quasi tutte degli anni Cinquanta, voluta da Vasco ed effettuata da Marcella Valentini Bendini, per arricchire la galleria spoletina nel 1989. Un rapporto dunque importante, con la città e con il suo museo, e che oggi intende rendergli omaggio riscoprendo quel gruppo di opere donate dove compare anche l’unico esemplare superstite del ciclo dei Diluvi. Un percorso espositivo a cura di Lorenzo Fiorucci, in cui le opere si alternano a documenti e analisi critiche, in particolare di Francesco Arcangeli, primo sostenitore di Bendini oltre che influente critico del gruppo di Spoleto. È infatti attraverso la teorizzazione dell’ultimo naturalismo che si aprirà in Italia, già dal 1954, il dibattito attorno ad una giovane generazione di artisti (in particolare Emiliani e Lombardi, ma anche gli Spoletini), in cui Vasco Bendini è, assieme a Mattia Moreni, Ennio Morlotti ed altri, tra i protagonisti di questa vicenda critica che apre ad una nuova visione dell’arte: esistenziale. Bendini che verso il 1950 “lotta con Masaccio”, come ricorda Arcangeli, subito dopo “inizia a riempire grandi carte a pastello, di tempeste e diluvi: turbini che ricordiamo appena, spire agitate, neri che crollano a valanga su sé stessi. Non ne resta più nulla: eppure l’abbandono a quella isolatissima e quasi assurda anarchia era […] d’una schiettezza assoluta.” Di quei Diluvi resta, come detto, l’unica testimonianza proprio a Spoleto, ma accanto a questa si susseguono tele e carte di intenso afflato spirituale, scambiate al tempo per etera astrazione, ma a riguardarle oggi permangono intense e delicate ombre di volti sottili, oscillanti tra il ricordo dell’immagine e la visione quasi subcosciente, generate a piccoli colpi. È la grammatica del tachisme informale che affiora e che restituisce queste immagini con intensa emozione. Sono questi gli anni, dall’inizio dei ‘50 all’inizio dei ’60, con un’appendice sugli anni Ottanta dove l’artista torna a reinterpretare alcuni dei temi iniziali del suo ricco percorso artistico, che interessano la mostra spoletina alla quale si affianca la pubblicazione del catalogo, offerto dall’editore Freemocco di Deruta, e che conterrà tra gli altri contributi, un’intervista di Bruno Toscano.


Vasco Bendini (Bologna 27 febbraio 1922 – Roma 31 gennaio 2015) Allievo di Virgilio Guidi e Giorgio Morandi, frequenta i loro corsi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, tuttavia la prima mostra avviene in terra lombarda, a Milano alla galleria Bergamini nel 1949, lungo il decennio successivo espone in numerose collettive e personali, in particolare a Firenze nel 1953 presso Galleria la Torre presentato da Francesco Arcangeli che poco dopo lo inserisce nel gruppo degli Ultimi naturalisti teorizzato dalle pagine della rivista “Paragone” (1954). Nel 1956 partecipa alla Biennale di Venezia nel 1959 ed è invitato alla Quadriennale di Roma, mentre nel 1961 è in Brasile alla Biennale di San Paolo e nel 1962 a quella di Tokyo e poi di nuovo a Venezia nel 1964. La sua pittura risente dell’ambito Informale, nella declinazione arcangeliana di natura venata da una propensione verso l’astrattismo. La svolta avviene nel 1966 quando presentato da Giulio Carlo Argan presso la galleria l’Attico di Roma, compare nella sua pittura una certa inflessione formale che saranno tipiche dell’arte povera. Una tendenza che si conferma anche un anno dopo, quando presenta le sue tele presso lo Studio Bentivoglio di Bologna, con uno scritto di Arcangeli. Gli anni Settanta si aprono con la terza partecipazione alla Biennale di Venezia, nel 1972, invitato da Renato Barilli. Nel 1973 si trasferisce nella capitale, dove torna a risiedere nel 2012 dopo un intervallo di vita lavorativa a Parma. Sono gli anni in cui inaugura importanti mostre personali ed antologiche in Italia e all’estero tra cui C.S.A.C. di Parma, Istituto Italiano di Cultura a Colonia, Il Museo d’Arte Moderna di Saarbruecken e il Museo d’Arte Moderna di Saarlouis, la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna, L’unione Culturale Franco Antonicelli di Torino, La Casa del Mantegna a Mantova, La Galleria Comunale d’Arte Moderna di Spoleto, il P.A.C. di Milano, la Pinacoteca di Ravenna, la Galleria Civica di Modena, Palazzo Forti di Verona, la Galleria Civica d’arte contemporanea di Trento, la Loggetta Lombardesca, il Museo della Città di Ravenna, il Palazzo Comunale di Salò, il Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma, il Teatro Farnese di Parma, il Palazzo Sarcinelli di Conegliano, la Civica Galleria di Lissone, il Museo Bocchi di Parma, il Castello Masnago di Varese, il MACRO di Roma, il Museo Palazzo de’ Mayo di Chieti. Durante il suo soggiorno a Parma riceve numerosi premi alla carriera, tra cui il Premio Lissone 2002, il Premio Marina di Ravenna, il Premio Guglielmo Marconi, Il Premio G.B. Salvi a Sassoferrato (Ancona), la Targa Ricordo Volponi a Bologna, la mostra omaggio al MACRO di Roma. Nel 2009, sotto la Presidenza di Marcella Valentini Bendini, viene costituito a Parma l’Archivio dell’opera di Vasco Bendini, poi trasferito a Roma. Vice Presidente Irene Santori. Infine nel 2012 viene presentata l’ultima monografia dell’artista alla Accademia di San Luca di Roma.

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Mag 26 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

Facebook: Cinéma Sala Pegasus
cinemasalapegasus@gmail.com
Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
Facebook: Cinema Sala Frau
cinemasalafrau@gmail.com
Tel. 0743/522177

Per ricevere la NEWSLETTER invia una e-mail all’indirizzo cinemasalapegasus@gmail.com

Mag
27
Ven
CONVEGNO | La Spoleto-Norcia: storia e futuro di territori e comunità. La vecchia ferrovia per il turismo sostenibile sulle orme del trenino blu @ Complesso Monumentale di San Nicolò
Mag 27 giorno intero
<!--:it-->CONVEGNO | La Spoleto-Norcia: storia e futuro di territori e comunità. La vecchia ferrovia per il turismo sostenibile sulle orme del trenino blu <!--:--> @ Complesso Monumentale di San Nicolò

LA SPOLETO-NORCIA: STORIA E FUTURO DI TERRITORI E COMUNITÀ
Il 27 e 28 maggio al Chiostro di San Nicolò due giorni di incontri, dibattiti e confronti sulla vecchia ferrovia
In programma due escursioni gratuite per esplorare e conoscere il tracciato fino al viadotto di Caprareccia

Tre giorni di incontri, dibattiti, confronti ed escursioni. La Spoleto-Norcia: storia e futuro di territori e comunità. La vecchia ferrovia per il turismo sostenibile sulle orme del trenino blu è il titolo dell’evento organizzato dal Comune di Spoleto in programma da venerdì 27 a domenica 29 maggio.

L’iniziativa vedrà la partecipazione di Rai per il Sociale, Regione Umbria, Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Umbria, le associazioni di categoria (già confermata la presenza di ConfCommercio Umbria) e dei comuni di Norcia, Cerreto, Vallo di Nera e Sant’Anatolia di Narco. Non solo. Insieme agli esperti che si confronteranno sulla tutela e la valorizzazione del tracciato, affrontando anche le possibili prospettive di sviluppo della vecchia ferrovia, interverranno anche i rappresentanti di Alleanza Mobilità Dolce (AMODO), una rete di oltre 40 associazioni unite per promuovere la mobilità dolce e il rilancio dei territori in Italia e la Cooperazione per la Mobilità Dolce (Co.Mo.Do.).

Centrale, nel corso degli interventi che si alterneranno al Chiostro di San Nicolò venerdì 27 (dalle ore 9.30) e la mattina di sabato 28 maggio (inizio alle ore 9.00), la presentazione del progetto Intervento integrato di sviluppo, tutela e valorizzazione del tracciato ex ferrovia Spoleto-Norcia, finanziato dalla Consulta delle Fondazioni delle Casse di Risparmio dell’Umbria, grazie al quale verranno poi analizzati i diversi aspetti relativi alla storia, al presente e al futuro del tracciato della vecchia ferrovia Spoleto-Norcia.

Insieme al sindaco Andrea Sisti e agli assessori Giovanni Angelini Paroli e Agnese Protasi, interverranno tra gli altri l’assessore della Regione Umbria Enrico Melasecche, il professore Luciano Giacché, già direttore del CEDRAV e docente di Antropologia dell’alimentazione alla Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Perugia e Giovanni Parapini, responsabile RAI per il sociale Umbria.

Al termine dei lavori si terrà la presentazione dell’edizione 2022 della Spoleto Norcia in MTB. La conferenza stampa è in programma sabato 28 maggio alle ore 12.30.

Nel pomeriggio di sabato 28 e la mattina di domenica 29 maggio saranno due le escursioni organizzate per esplorare e conoscere il tracciato della Spoleto-Norcia. Sabato 28 alle ore 15.00 è in programma un’escursione guidata con partenza presso l’Hotel Barbarossa. Il percorso a piedi, che arriverà fino al viadotto di Caprareccia per poi fare ritorno a Spoleto, sarà curata dai volontari di “Spoleto Cammina”.

Domenica 29 maggio alle ore 10.00, le guide cicloescursionistiche del MTB Club Spoleto, condurranno una pedalata ecologica aperta a tutti da Spoleto fino al viadotto di Caprareccia e ritorno (l’appuntamento è inserito nel calendario ufficiale della Federazione Ciclistica Italiana – Comitato Regionale Umbria).

Le due escursioni sono gratuite ma è richiesta la prenotazione obbligatoria. Per partecipare è necessario chiamare l’ufficio del turismo al numero 0743 218620 o scrivere all’email info@iat.spoleto.pg.it (le prenotazioni devono essere effettuate entro venerdì 27 maggio alle ore 17.00).

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | GENETICA DELLA FORMA | Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo @ Palazzo Collicola
Mag 27 giorno intero

GENETICA DELLA FORMA
Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo

a cura di Davide Silvioli
Palazzo Collicola, Spoleto 9 April – 29 May 2022

Nella programmazione stagionale di Palazzo Collicola, la mostra collettiva Genetica della forma costituisce un momento di attenzione su come pratiche artistiche contemporanee stiano riformulando l’entità della forma nell’opera d’arte, a partire dall’analisi del lavoro di una selezione di artisti emergenti e mid-career. Il progetto, a cura di Davide Silvioli, porta in esposizione una cerchia di sette artisti, differenti per lessico e riferimenti, parificati dall’impiego di metodologie che sperimentano mezzi, processi, materie e materiali, ora innovativi e ora tradizionali, talvolta ibridandoli, fino a creare nuove destinazioni estetiche, dove la forma, risultando insubordinabile alle prescrizioni canoniche di euritmia e composizione, si apre all’effetto instabile di operazioni che ne alterano e pregiudicano qualsiasi pretesa di compiutezza o ultimazione. Il titolo della mostra, su questa base, trae spunto dall’aneddoto secondo cui gli scienziati James Watson e Francis Crick, nella scoperta della morfologia a doppia elica della struttura del DNA, sembra furono ispirati da alcuni scarabocchi eseguiti da Crick nel suo quaderno di lavoro. Pur nella sua apparente semplicità, questo episodio racconta molto sulla natura della forma nell’universo molecolare così come in quello della ricerca artistica, racchiudendo la complessità del rapporto fra forma e sostanza, fra forma e ambiente esterno, fra forma naturale e forma artificiale, fra forma e sembianza, fra la forma e la sua percezione. Pertanto, i linguaggi di Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo, con un grado elevato di interdisciplinarità, rappresentano sette ricerche che, pur valutando le rispettive soggettività, argomentano in maniera adeguata e unanime le premesse teoriche della mostra. Scandite lungo le sale del piano terra del Museo, le loro opere, transitando dalla scultura all’installazione fino al video, e sfuggendo a facili nomenclature, forniscono uno scenario sintetico ma esaustivo di come la categoria classica della forma, nel progetto interpretata come il risultato dell’effetto simultaneo – non sempre disciplinabile – di impulsi endogeni ed esogeni, sia tuttora in fase di revisione da parte della contemporaneità.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | MARK FRANCIS Re-Echo / MATTEO MONTANI Costellazione privata @ Palazzo Collicola
Mag 27 giorno intero

Mark Francis. Re-Echo
a cura di Marco Tonelli
Palazzo Collicola, Spoleto 26 marzo – 29 maggio 2022
Vernissage sabato 26 marzo ore 11.00

Uno dei pittori inglesi mid-career più interessanti della sua generazione, Mark Francis per la prima volta vede i suoi dipinti esposti in una mostra personale in un museo pubblico in Italia. Affermatosi internazionalmente alla fine degli anni Novanta tra gli Young British Artists nella mostra epocale della collezione Saatchi Sensation presso la Royal Academy di Londra nel 1997, nella mostra Re-Echo (il cui significato allude all’effetto fisico del risuonare) presenta 15 dipinti realizzati tra 2021 e 2022, caratterizzati da frequenze, lunghezza d’onda e ampiezze verticali tipiche di onde di energia, come questi dipinti fossero in grado di captare e misurare forze invisibili (magnetiche, sonore, atomiche) e ben al di là delle umane capacità di percezione.

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MATTEO MONTANI Costellazione privata 
a cura di Davide Silvioli
26 marzo – 29 maggio 2022
Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”, Palazzo Collicola, Spoleto

Con il progetto di Matteo Montani Costellazione privata, Palazzo Collicola rinnova l’attenzione verso la ricerca pittorica contemporanea, ospitando il lavoro di un pittore italiano accreditato anche a livello internazionale.

La mostra, a cura di Davide Silvioli, si snoda all’interno delle sale della Galleria d’Arte Moderna del Museo, occupando anche ambienti architettonici del Palazzo. L’intervento dell’artista si compone di una serie di opere – mai esposte finora – risalenti a periodi differenti ma accomunate dalla raffinatezza data dal formato ridotto, frutto di una selezione che il pittore romano ha operato direttamente all’interno delle superfici pittoriche stesse, estrapolandone esclusivamente dettagli che mettono in luce le diverse cifre stilistiche della sua rigorosa ricerca. Il lavoro di Montani, così, si delinea al pari di una nuova presenza estetica nel mezzo delle opere che compongono la collezione permanente, suggerendo ora affinità linguistiche inaspettate e ora dissonanze ricercate. Così strutturata, l’operazione, pur nel suo essere disseminata come una costellazione, proprio come quest’ultima è da leggersi come un unicum, quindi come un medesimo intervento site-specific, mirato a fornire chiavi di lettura alternative per interfacciarsi tanto con il patrimonio artistico contemporaneo del Museo quanto con la ricerca di Montani. Attraverso una cerchia di opere espressamente selezionate o realizzate per l’occasione, l’esposizione si muove su questi due binari paralleli – la collezione e il lavoro di Montani – che, contaminandosi nell’esperienza di mostra, scaturiscono nuovi spunti d’interpretazione sia nei confronti dell’uno che dell’altro.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
Mag 27 giorno intero

VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
a cura di Lorenzo Fiorucci
Palazzo Collicola, Spoleto 9 aprile – 29 maggio 2022


Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola è una mostra personale in omaggio ai cento anni della nascita di un artista, che con la sua arte ha segnato le sorti di buona parte dello sviluppo pittorico italiano dal dopoguerra fino ai primi anni duemila. Vasco Bendini (Bologna 1922- Roma 2015), seppure Emiliano d’origine e molti anni vissuti a Roma, era particolarmente legato a Spoleto grazie all’amicizia con Bruno Toscano, maturata fin dai tempi del Premio Spoleto, che vinse in ben due occasioni (1955 – 1957), e poi ancora coltivata nel tempo fino alla donazione di un nucleo consistente di opere, quasi tutte degli anni Cinquanta, voluta da Vasco ed effettuata da Marcella Valentini Bendini, per arricchire la galleria spoletina nel 1989. Un rapporto dunque importante, con la città e con il suo museo, e che oggi intende rendergli omaggio riscoprendo quel gruppo di opere donate dove compare anche l’unico esemplare superstite del ciclo dei Diluvi. Un percorso espositivo a cura di Lorenzo Fiorucci, in cui le opere si alternano a documenti e analisi critiche, in particolare di Francesco Arcangeli, primo sostenitore di Bendini oltre che influente critico del gruppo di Spoleto. È infatti attraverso la teorizzazione dell’ultimo naturalismo che si aprirà in Italia, già dal 1954, il dibattito attorno ad una giovane generazione di artisti (in particolare Emiliani e Lombardi, ma anche gli Spoletini), in cui Vasco Bendini è, assieme a Mattia Moreni, Ennio Morlotti ed altri, tra i protagonisti di questa vicenda critica che apre ad una nuova visione dell’arte: esistenziale. Bendini che verso il 1950 “lotta con Masaccio”, come ricorda Arcangeli, subito dopo “inizia a riempire grandi carte a pastello, di tempeste e diluvi: turbini che ricordiamo appena, spire agitate, neri che crollano a valanga su sé stessi. Non ne resta più nulla: eppure l’abbandono a quella isolatissima e quasi assurda anarchia era […] d’una schiettezza assoluta.” Di quei Diluvi resta, come detto, l’unica testimonianza proprio a Spoleto, ma accanto a questa si susseguono tele e carte di intenso afflato spirituale, scambiate al tempo per etera astrazione, ma a riguardarle oggi permangono intense e delicate ombre di volti sottili, oscillanti tra il ricordo dell’immagine e la visione quasi subcosciente, generate a piccoli colpi. È la grammatica del tachisme informale che affiora e che restituisce queste immagini con intensa emozione. Sono questi gli anni, dall’inizio dei ‘50 all’inizio dei ’60, con un’appendice sugli anni Ottanta dove l’artista torna a reinterpretare alcuni dei temi iniziali del suo ricco percorso artistico, che interessano la mostra spoletina alla quale si affianca la pubblicazione del catalogo, offerto dall’editore Freemocco di Deruta, e che conterrà tra gli altri contributi, un’intervista di Bruno Toscano.


Vasco Bendini (Bologna 27 febbraio 1922 – Roma 31 gennaio 2015) Allievo di Virgilio Guidi e Giorgio Morandi, frequenta i loro corsi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, tuttavia la prima mostra avviene in terra lombarda, a Milano alla galleria Bergamini nel 1949, lungo il decennio successivo espone in numerose collettive e personali, in particolare a Firenze nel 1953 presso Galleria la Torre presentato da Francesco Arcangeli che poco dopo lo inserisce nel gruppo degli Ultimi naturalisti teorizzato dalle pagine della rivista “Paragone” (1954). Nel 1956 partecipa alla Biennale di Venezia nel 1959 ed è invitato alla Quadriennale di Roma, mentre nel 1961 è in Brasile alla Biennale di San Paolo e nel 1962 a quella di Tokyo e poi di nuovo a Venezia nel 1964. La sua pittura risente dell’ambito Informale, nella declinazione arcangeliana di natura venata da una propensione verso l’astrattismo. La svolta avviene nel 1966 quando presentato da Giulio Carlo Argan presso la galleria l’Attico di Roma, compare nella sua pittura una certa inflessione formale che saranno tipiche dell’arte povera. Una tendenza che si conferma anche un anno dopo, quando presenta le sue tele presso lo Studio Bentivoglio di Bologna, con uno scritto di Arcangeli. Gli anni Settanta si aprono con la terza partecipazione alla Biennale di Venezia, nel 1972, invitato da Renato Barilli. Nel 1973 si trasferisce nella capitale, dove torna a risiedere nel 2012 dopo un intervallo di vita lavorativa a Parma. Sono gli anni in cui inaugura importanti mostre personali ed antologiche in Italia e all’estero tra cui C.S.A.C. di Parma, Istituto Italiano di Cultura a Colonia, Il Museo d’Arte Moderna di Saarbruecken e il Museo d’Arte Moderna di Saarlouis, la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna, L’unione Culturale Franco Antonicelli di Torino, La Casa del Mantegna a Mantova, La Galleria Comunale d’Arte Moderna di Spoleto, il P.A.C. di Milano, la Pinacoteca di Ravenna, la Galleria Civica di Modena, Palazzo Forti di Verona, la Galleria Civica d’arte contemporanea di Trento, la Loggetta Lombardesca, il Museo della Città di Ravenna, il Palazzo Comunale di Salò, il Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma, il Teatro Farnese di Parma, il Palazzo Sarcinelli di Conegliano, la Civica Galleria di Lissone, il Museo Bocchi di Parma, il Castello Masnago di Varese, il MACRO di Roma, il Museo Palazzo de’ Mayo di Chieti. Durante il suo soggiorno a Parma riceve numerosi premi alla carriera, tra cui il Premio Lissone 2002, il Premio Marina di Ravenna, il Premio Guglielmo Marconi, Il Premio G.B. Salvi a Sassoferrato (Ancona), la Targa Ricordo Volponi a Bologna, la mostra omaggio al MACRO di Roma. Nel 2009, sotto la Presidenza di Marcella Valentini Bendini, viene costituito a Parma l’Archivio dell’opera di Vasco Bendini, poi trasferito a Roma. Vice Presidente Irene Santori. Infine nel 2012 viene presentata l’ultima monografia dell’artista alla Accademia di San Luca di Roma.

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Mag 27 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

Facebook: Cinéma Sala Pegasus
cinemasalapegasus@gmail.com
Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
Facebook: Cinema Sala Frau
cinemasalafrau@gmail.com
Tel. 0743/522177

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Mag
28
Sab
CONVEGNO | La Spoleto-Norcia: storia e futuro di territori e comunità. La vecchia ferrovia per il turismo sostenibile sulle orme del trenino blu @ Complesso Monumentale di San Nicolò
Mag 28 giorno intero
<!--:it-->CONVEGNO | La Spoleto-Norcia: storia e futuro di territori e comunità. La vecchia ferrovia per il turismo sostenibile sulle orme del trenino blu <!--:--> @ Complesso Monumentale di San Nicolò

LA SPOLETO-NORCIA: STORIA E FUTURO DI TERRITORI E COMUNITÀ
Il 27 e 28 maggio al Chiostro di San Nicolò due giorni di incontri, dibattiti e confronti sulla vecchia ferrovia
In programma due escursioni gratuite per esplorare e conoscere il tracciato fino al viadotto di Caprareccia

Tre giorni di incontri, dibattiti, confronti ed escursioni. La Spoleto-Norcia: storia e futuro di territori e comunità. La vecchia ferrovia per il turismo sostenibile sulle orme del trenino blu è il titolo dell’evento organizzato dal Comune di Spoleto in programma da venerdì 27 a domenica 29 maggio.

L’iniziativa vedrà la partecipazione di Rai per il Sociale, Regione Umbria, Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Umbria, le associazioni di categoria (già confermata la presenza di ConfCommercio Umbria) e dei comuni di Norcia, Cerreto, Vallo di Nera e Sant’Anatolia di Narco. Non solo. Insieme agli esperti che si confronteranno sulla tutela e la valorizzazione del tracciato, affrontando anche le possibili prospettive di sviluppo della vecchia ferrovia, interverranno anche i rappresentanti di Alleanza Mobilità Dolce (AMODO), una rete di oltre 40 associazioni unite per promuovere la mobilità dolce e il rilancio dei territori in Italia e la Cooperazione per la Mobilità Dolce (Co.Mo.Do.).

Centrale, nel corso degli interventi che si alterneranno al Chiostro di San Nicolò venerdì 27 (dalle ore 9.30) e la mattina di sabato 28 maggio (inizio alle ore 9.00), la presentazione del progetto Intervento integrato di sviluppo, tutela e valorizzazione del tracciato ex ferrovia Spoleto-Norcia, finanziato dalla Consulta delle Fondazioni delle Casse di Risparmio dell’Umbria, grazie al quale verranno poi analizzati i diversi aspetti relativi alla storia, al presente e al futuro del tracciato della vecchia ferrovia Spoleto-Norcia.

Insieme al sindaco Andrea Sisti e agli assessori Giovanni Angelini Paroli e Agnese Protasi, interverranno tra gli altri l’assessore della Regione Umbria Enrico Melasecche, il professore Luciano Giacché, già direttore del CEDRAV e docente di Antropologia dell’alimentazione alla Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Perugia e Giovanni Parapini, responsabile RAI per il sociale Umbria.

Al termine dei lavori si terrà la presentazione dell’edizione 2022 della Spoleto Norcia in MTB. La conferenza stampa è in programma sabato 28 maggio alle ore 12.30.

Nel pomeriggio di sabato 28 e la mattina di domenica 29 maggio saranno due le escursioni organizzate per esplorare e conoscere il tracciato della Spoleto-Norcia. Sabato 28 alle ore 15.00 è in programma un’escursione guidata con partenza presso l’Hotel Barbarossa. Il percorso a piedi, che arriverà fino al viadotto di Caprareccia per poi fare ritorno a Spoleto, sarà curata dai volontari di “Spoleto Cammina”.

Domenica 29 maggio alle ore 10.00, le guide cicloescursionistiche del MTB Club Spoleto, condurranno una pedalata ecologica aperta a tutti da Spoleto fino al viadotto di Caprareccia e ritorno (l’appuntamento è inserito nel calendario ufficiale della Federazione Ciclistica Italiana – Comitato Regionale Umbria).

Le due escursioni sono gratuite ma è richiesta la prenotazione obbligatoria. Per partecipare è necessario chiamare l’ufficio del turismo al numero 0743 218620 o scrivere all’email info@iat.spoleto.pg.it (le prenotazioni devono essere effettuate entro venerdì 27 maggio alle ore 17.00).

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | GENETICA DELLA FORMA | Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo @ Palazzo Collicola
Mag 28 giorno intero

GENETICA DELLA FORMA
Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo

a cura di Davide Silvioli
Palazzo Collicola, Spoleto 9 April – 29 May 2022

Nella programmazione stagionale di Palazzo Collicola, la mostra collettiva Genetica della forma costituisce un momento di attenzione su come pratiche artistiche contemporanee stiano riformulando l’entità della forma nell’opera d’arte, a partire dall’analisi del lavoro di una selezione di artisti emergenti e mid-career. Il progetto, a cura di Davide Silvioli, porta in esposizione una cerchia di sette artisti, differenti per lessico e riferimenti, parificati dall’impiego di metodologie che sperimentano mezzi, processi, materie e materiali, ora innovativi e ora tradizionali, talvolta ibridandoli, fino a creare nuove destinazioni estetiche, dove la forma, risultando insubordinabile alle prescrizioni canoniche di euritmia e composizione, si apre all’effetto instabile di operazioni che ne alterano e pregiudicano qualsiasi pretesa di compiutezza o ultimazione. Il titolo della mostra, su questa base, trae spunto dall’aneddoto secondo cui gli scienziati James Watson e Francis Crick, nella scoperta della morfologia a doppia elica della struttura del DNA, sembra furono ispirati da alcuni scarabocchi eseguiti da Crick nel suo quaderno di lavoro. Pur nella sua apparente semplicità, questo episodio racconta molto sulla natura della forma nell’universo molecolare così come in quello della ricerca artistica, racchiudendo la complessità del rapporto fra forma e sostanza, fra forma e ambiente esterno, fra forma naturale e forma artificiale, fra forma e sembianza, fra la forma e la sua percezione. Pertanto, i linguaggi di Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo, con un grado elevato di interdisciplinarità, rappresentano sette ricerche che, pur valutando le rispettive soggettività, argomentano in maniera adeguata e unanime le premesse teoriche della mostra. Scandite lungo le sale del piano terra del Museo, le loro opere, transitando dalla scultura all’installazione fino al video, e sfuggendo a facili nomenclature, forniscono uno scenario sintetico ma esaustivo di come la categoria classica della forma, nel progetto interpretata come il risultato dell’effetto simultaneo – non sempre disciplinabile – di impulsi endogeni ed esogeni, sia tuttora in fase di revisione da parte della contemporaneità.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | MARK FRANCIS Re-Echo / MATTEO MONTANI Costellazione privata @ Palazzo Collicola
Mag 28 giorno intero

Mark Francis. Re-Echo
a cura di Marco Tonelli
Palazzo Collicola, Spoleto 26 marzo – 29 maggio 2022
Vernissage sabato 26 marzo ore 11.00

Uno dei pittori inglesi mid-career più interessanti della sua generazione, Mark Francis per la prima volta vede i suoi dipinti esposti in una mostra personale in un museo pubblico in Italia. Affermatosi internazionalmente alla fine degli anni Novanta tra gli Young British Artists nella mostra epocale della collezione Saatchi Sensation presso la Royal Academy di Londra nel 1997, nella mostra Re-Echo (il cui significato allude all’effetto fisico del risuonare) presenta 15 dipinti realizzati tra 2021 e 2022, caratterizzati da frequenze, lunghezza d’onda e ampiezze verticali tipiche di onde di energia, come questi dipinti fossero in grado di captare e misurare forze invisibili (magnetiche, sonore, atomiche) e ben al di là delle umane capacità di percezione.

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MATTEO MONTANI Costellazione privata 
a cura di Davide Silvioli
26 marzo – 29 maggio 2022
Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”, Palazzo Collicola, Spoleto

Con il progetto di Matteo Montani Costellazione privata, Palazzo Collicola rinnova l’attenzione verso la ricerca pittorica contemporanea, ospitando il lavoro di un pittore italiano accreditato anche a livello internazionale.

La mostra, a cura di Davide Silvioli, si snoda all’interno delle sale della Galleria d’Arte Moderna del Museo, occupando anche ambienti architettonici del Palazzo. L’intervento dell’artista si compone di una serie di opere – mai esposte finora – risalenti a periodi differenti ma accomunate dalla raffinatezza data dal formato ridotto, frutto di una selezione che il pittore romano ha operato direttamente all’interno delle superfici pittoriche stesse, estrapolandone esclusivamente dettagli che mettono in luce le diverse cifre stilistiche della sua rigorosa ricerca. Il lavoro di Montani, così, si delinea al pari di una nuova presenza estetica nel mezzo delle opere che compongono la collezione permanente, suggerendo ora affinità linguistiche inaspettate e ora dissonanze ricercate. Così strutturata, l’operazione, pur nel suo essere disseminata come una costellazione, proprio come quest’ultima è da leggersi come un unicum, quindi come un medesimo intervento site-specific, mirato a fornire chiavi di lettura alternative per interfacciarsi tanto con il patrimonio artistico contemporaneo del Museo quanto con la ricerca di Montani. Attraverso una cerchia di opere espressamente selezionate o realizzate per l’occasione, l’esposizione si muove su questi due binari paralleli – la collezione e il lavoro di Montani – che, contaminandosi nell’esperienza di mostra, scaturiscono nuovi spunti d’interpretazione sia nei confronti dell’uno che dell’altro.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
Mag 28 giorno intero

VASCO BENDINI | Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola
a cura di Lorenzo Fiorucci
Palazzo Collicola, Spoleto 9 aprile – 29 maggio 2022


Volti e diluvi. Opere della collezione di Palazzo Collicola è una mostra personale in omaggio ai cento anni della nascita di un artista, che con la sua arte ha segnato le sorti di buona parte dello sviluppo pittorico italiano dal dopoguerra fino ai primi anni duemila. Vasco Bendini (Bologna 1922- Roma 2015), seppure Emiliano d’origine e molti anni vissuti a Roma, era particolarmente legato a Spoleto grazie all’amicizia con Bruno Toscano, maturata fin dai tempi del Premio Spoleto, che vinse in ben due occasioni (1955 – 1957), e poi ancora coltivata nel tempo fino alla donazione di un nucleo consistente di opere, quasi tutte degli anni Cinquanta, voluta da Vasco ed effettuata da Marcella Valentini Bendini, per arricchire la galleria spoletina nel 1989. Un rapporto dunque importante, con la città e con il suo museo, e che oggi intende rendergli omaggio riscoprendo quel gruppo di opere donate dove compare anche l’unico esemplare superstite del ciclo dei Diluvi. Un percorso espositivo a cura di Lorenzo Fiorucci, in cui le opere si alternano a documenti e analisi critiche, in particolare di Francesco Arcangeli, primo sostenitore di Bendini oltre che influente critico del gruppo di Spoleto. È infatti attraverso la teorizzazione dell’ultimo naturalismo che si aprirà in Italia, già dal 1954, il dibattito attorno ad una giovane generazione di artisti (in particolare Emiliani e Lombardi, ma anche gli Spoletini), in cui Vasco Bendini è, assieme a Mattia Moreni, Ennio Morlotti ed altri, tra i protagonisti di questa vicenda critica che apre ad una nuova visione dell’arte: esistenziale. Bendini che verso il 1950 “lotta con Masaccio”, come ricorda Arcangeli, subito dopo “inizia a riempire grandi carte a pastello, di tempeste e diluvi: turbini che ricordiamo appena, spire agitate, neri che crollano a valanga su sé stessi. Non ne resta più nulla: eppure l’abbandono a quella isolatissima e quasi assurda anarchia era […] d’una schiettezza assoluta.” Di quei Diluvi resta, come detto, l’unica testimonianza proprio a Spoleto, ma accanto a questa si susseguono tele e carte di intenso afflato spirituale, scambiate al tempo per etera astrazione, ma a riguardarle oggi permangono intense e delicate ombre di volti sottili, oscillanti tra il ricordo dell’immagine e la visione quasi subcosciente, generate a piccoli colpi. È la grammatica del tachisme informale che affiora e che restituisce queste immagini con intensa emozione. Sono questi gli anni, dall’inizio dei ‘50 all’inizio dei ’60, con un’appendice sugli anni Ottanta dove l’artista torna a reinterpretare alcuni dei temi iniziali del suo ricco percorso artistico, che interessano la mostra spoletina alla quale si affianca la pubblicazione del catalogo, offerto dall’editore Freemocco di Deruta, e che conterrà tra gli altri contributi, un’intervista di Bruno Toscano.


Vasco Bendini (Bologna 27 febbraio 1922 – Roma 31 gennaio 2015) Allievo di Virgilio Guidi e Giorgio Morandi, frequenta i loro corsi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, tuttavia la prima mostra avviene in terra lombarda, a Milano alla galleria Bergamini nel 1949, lungo il decennio successivo espone in numerose collettive e personali, in particolare a Firenze nel 1953 presso Galleria la Torre presentato da Francesco Arcangeli che poco dopo lo inserisce nel gruppo degli Ultimi naturalisti teorizzato dalle pagine della rivista “Paragone” (1954). Nel 1956 partecipa alla Biennale di Venezia nel 1959 ed è invitato alla Quadriennale di Roma, mentre nel 1961 è in Brasile alla Biennale di San Paolo e nel 1962 a quella di Tokyo e poi di nuovo a Venezia nel 1964. La sua pittura risente dell’ambito Informale, nella declinazione arcangeliana di natura venata da una propensione verso l’astrattismo. La svolta avviene nel 1966 quando presentato da Giulio Carlo Argan presso la galleria l’Attico di Roma, compare nella sua pittura una certa inflessione formale che saranno tipiche dell’arte povera. Una tendenza che si conferma anche un anno dopo, quando presenta le sue tele presso lo Studio Bentivoglio di Bologna, con uno scritto di Arcangeli. Gli anni Settanta si aprono con la terza partecipazione alla Biennale di Venezia, nel 1972, invitato da Renato Barilli. Nel 1973 si trasferisce nella capitale, dove torna a risiedere nel 2012 dopo un intervallo di vita lavorativa a Parma. Sono gli anni in cui inaugura importanti mostre personali ed antologiche in Italia e all’estero tra cui C.S.A.C. di Parma, Istituto Italiano di Cultura a Colonia, Il Museo d’Arte Moderna di Saarbruecken e il Museo d’Arte Moderna di Saarlouis, la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna, L’unione Culturale Franco Antonicelli di Torino, La Casa del Mantegna a Mantova, La Galleria Comunale d’Arte Moderna di Spoleto, il P.A.C. di Milano, la Pinacoteca di Ravenna, la Galleria Civica di Modena, Palazzo Forti di Verona, la Galleria Civica d’arte contemporanea di Trento, la Loggetta Lombardesca, il Museo della Città di Ravenna, il Palazzo Comunale di Salò, il Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma, il Teatro Farnese di Parma, il Palazzo Sarcinelli di Conegliano, la Civica Galleria di Lissone, il Museo Bocchi di Parma, il Castello Masnago di Varese, il MACRO di Roma, il Museo Palazzo de’ Mayo di Chieti. Durante il suo soggiorno a Parma riceve numerosi premi alla carriera, tra cui il Premio Lissone 2002, il Premio Marina di Ravenna, il Premio Guglielmo Marconi, Il Premio G.B. Salvi a Sassoferrato (Ancona), la Targa Ricordo Volponi a Bologna, la mostra omaggio al MACRO di Roma. Nel 2009, sotto la Presidenza di Marcella Valentini Bendini, viene costituito a Parma l’Archivio dell’opera di Vasco Bendini, poi trasferito a Roma. Vice Presidente Irene Santori. Infine nel 2012 viene presentata l’ultima monografia dell’artista alla Accademia di San Luca di Roma.

Programmazione CINEMA a Spoleto @ Sala Pegasus e Sala Frau
Mag 28 giorno intero

Cinéma Sala Pegasus
Piazza Bovio
Sito web: www.cinemasalapegasus.it

Facebook: Cinéma Sala Pegasus
cinemasalapegasus@gmail.com
Tel. 0743 522620

Cinema Sala Frau
Vicolo San Filippo 16
Sito web: www.spoletocinemaalcentro.it
Facebook: Cinema Sala Frau
cinemasalafrau@gmail.com
Tel. 0743/522177

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FUORI OPERA | Sette Concerti speciali del Lirico Sperimentale @ Cinéma Sala Pegasus | Villa Redenta
Mag 28@16:00

Il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto “A. Belli” inaugura una serie di sette Concerti delle Masterclass del 76° Corso di Avviamento al Debutto dei giovani Cantanti solisti vincitori delle due ultime edizioni del prestigioso Concorso Comunità Europea.

Si comincia venerdì 13 maggio alle ore 16.00 presso la Sala Pegasus di Spoleto (in piazza Giovanni Bovio) con un Concerto che celebra la masterclass del Maestro Marco Boemi e che vedrà protagonisti, oltre allo stesso Direttore d’orchestra e pianista di fama internazionale, i giovani cantanti solisti del Corso che si esibiranno su musiche di Johannes Brahms, Franz Schubert e Robert Schumann.

Il Concerto sarà dedicato al compianto Spiros Argiris, celeberrimo Direttore d’orchestra di nazionalità greca prematuramente scomparso nel maggio del 1996. Legato al Teatro Lirico Sperimentale, al Direttore Claudio Lepore e al Direttore artistico Michelangelo Zurletti da un rapporto di profonda amicizia e stima, Argiris, per diversi anni direttore al Festival dei Due Mondi, ha partecipato per varie Stagioni all’attività del Lirico Sperimentale, compresi i Corsi di perfezionamento per professori d’orchestra, dirigendo tra l’altro un’indimenticabile produzione de Il pipistrello di Johann Strauss nel 1990, con i poco più che ventenni Roberto De Candia e Sonia Ganassi al loro debutto e, per l’appunto, con un giovane Marco Boemi in qualità di Maestro Collaboratore.

Nel ricordo degli anni trascorsi a Spoleto e in virtù dell’amicizia con lo Sperimentale, dopo la sua morte la signora Lena Argiris ha donato all’Istituzione tutta la collezione di spartiti e libri del Maestro Argiris, che costituiscono una delle risorse documentali più importanti del Centro Studi Belli-Argiris dello Sperimentale (il cui inventario è consultabile al seguente link https://www.tls-belli.it/centro-studi-archivio-storico/, oppure direttamente in loco, su appuntamento, chiamando 0743.221645).

Ma, anche per far fronte alle richieste di turisti e appassionati, questa serie di Concerti dello Sperimentale continuerà poi, sempre alle 16.00 e sempre alla Sala Pegasus, il 28 maggio per la masterclass di Carmela Remigio, il 3 giugno in occasione della masterclass di Raffaele Cortesi, il 21 giugno con il celebre baritono Renato Bruson, per proseguire il 26 giugno e il 3 luglio, a Villa Redenta, per le masterclass di Enza Ferrari e dello stesso Roberto De Candia, e quindi terminare, il 16 luglio di nuovo alla Pegasus con il Concerto di fine masterclass di Marina Comparato.

Tutti i Concerti, con arie tratte dalle principali opere di Giuseppe Verdi, Gioachino Rossini, Giacomo Puccini, Gaetano Donizetti, Wolfgang Amadeus Mozart e altri, sono realizzati per un pubblico eterogeneo, adatti anche ai più giovani e a tutti coloro che vogliano concedersi un intermezzo musicale piacevole a Spoleto, un “fuori opera” appunto, che rimarchi oggi più che mai il valore culturale e sociale della musica e di tutte le forme artistiche, verso le quali il Teatro Lirico Sperimentale da ormai 76 anni mostra interesse e propensione.

Al pianoforte siederanno i maestri Carolina Benedettini e Minjeong Kim, mentre le giovani voci saranno di: Elena Antonini soprano, Veronica Aracri mezzosoprano, Sara Cortolezzis soprano, Oronzo D’Urso tenore, Elena Finelli soprano, Inna Kaluhina soprano, Maria Stella Maurizi soprano, Alessia Merepeza soprano, Davide Peroni baritono, Giacomo Pieracci basso, Matteo Lorenzo Pietrapiana baritono, Davide Romeo baritono, Elena Salvatori soprano, Antonia Salzano mezzosoprano e Roberto Manuel Zangari tenore.

L’ingresso per tutti e sette i concerti sarà libero e gratuito, fino ad esaurimento posti.

CALENDARIO

Concerti delle Masterclass del 76° Corso di avviamento al debutto
Cantanti Solisti del Teatro Lirico Sperimentale

Venerdì 13 maggio – Sala Pegasus ore 16.00
con il M° Marco Boemi
in memoria del M° Spiros Argiris

Sabato 28 maggio – Sala Pegasus ore 16.00
con il M° Carmela Remigio

Venerdì 3 giugno – Sala Pegasus ore 16.00
con il M° Raffaele Cortesi

Martedì 21 giugno – Sala Pegasus ore 16.00
con il M° Renato Bruson

Domenica 26 giugno – Villa Redenta, Sala Monterosso ore 16.00
con il M° Enza Ferrari

Domenica 3 luglio – Villa Redenta, Sala Monterosso ore 16.00
con il M° Roberto De Candia

Sabato 16 luglio – Sala Pegasus ore 16.00
con il M° Marina Comparato

Info e prenotazioni:
Teatro Lirico Sperimentale “A. Belli”
Tel. 0743.221645
Sito web: www.tls-belli.it
Email: ufficio.stampa@tls-belli.it segreteria@tls-belli.it

Mag
29
Dom
MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | GENETICA DELLA FORMA | Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo @ Palazzo Collicola
Mag 29 giorno intero

GENETICA DELLA FORMA
Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo

a cura di Davide Silvioli
Palazzo Collicola, Spoleto 9 April – 29 May 2022

Nella programmazione stagionale di Palazzo Collicola, la mostra collettiva Genetica della forma costituisce un momento di attenzione su come pratiche artistiche contemporanee stiano riformulando l’entità della forma nell’opera d’arte, a partire dall’analisi del lavoro di una selezione di artisti emergenti e mid-career. Il progetto, a cura di Davide Silvioli, porta in esposizione una cerchia di sette artisti, differenti per lessico e riferimenti, parificati dall’impiego di metodologie che sperimentano mezzi, processi, materie e materiali, ora innovativi e ora tradizionali, talvolta ibridandoli, fino a creare nuove destinazioni estetiche, dove la forma, risultando insubordinabile alle prescrizioni canoniche di euritmia e composizione, si apre all’effetto instabile di operazioni che ne alterano e pregiudicano qualsiasi pretesa di compiutezza o ultimazione. Il titolo della mostra, su questa base, trae spunto dall’aneddoto secondo cui gli scienziati James Watson e Francis Crick, nella scoperta della morfologia a doppia elica della struttura del DNA, sembra furono ispirati da alcuni scarabocchi eseguiti da Crick nel suo quaderno di lavoro. Pur nella sua apparente semplicità, questo episodio racconta molto sulla natura della forma nell’universo molecolare così come in quello della ricerca artistica, racchiudendo la complessità del rapporto fra forma e sostanza, fra forma e ambiente esterno, fra forma naturale e forma artificiale, fra forma e sembianza, fra la forma e la sua percezione. Pertanto, i linguaggi di Antonio Barbieri, Giulio Bensasson, Roberto Ghezzi, Giulia Manfredi, Miriam Montani, Bernardo Tirabosco, Medina Zabo, con un grado elevato di interdisciplinarità, rappresentano sette ricerche che, pur valutando le rispettive soggettività, argomentano in maniera adeguata e unanime le premesse teoriche della mostra. Scandite lungo le sale del piano terra del Museo, le loro opere, transitando dalla scultura all’installazione fino al video, e sfuggendo a facili nomenclature, forniscono uno scenario sintetico ma esaustivo di come la categoria classica della forma, nel progetto interpretata come il risultato dell’effetto simultaneo – non sempre disciplinabile – di impulsi endogeni ed esogeni, sia tuttora in fase di revisione da parte della contemporaneità.

MOSTRE A PALAZZO COLLICOLA | MARK FRANCIS Re-Echo / MATTEO MONTANI Costellazione privata @ Palazzo Collicola
Mag 29 giorno intero

Mark Francis. Re-Echo
a cura di Marco Tonelli
Palazzo Collicola, Spoleto 26 marzo – 29 maggio 2022
Vernissage sabato 26 marzo ore 11.00

Uno dei pittori inglesi mid-career più interessanti della sua generazione, Mark Francis per la prima volta vede i suoi dipinti esposti in una mostra personale in un museo pubblico in Italia. Affermatosi internazionalmente alla fine degli anni Novanta tra gli Young British Artists nella mostra epocale della collezione Saatchi Sensation presso la Royal Academy di Londra nel 1997, nella mostra Re-Echo (il cui significato allude all’effetto fisico del risuonare) presenta 15 dipinti realizzati tra 2021 e 2022, caratterizzati da frequenze, lunghezza d’onda e ampiezze verticali tipiche di onde di energia, come questi dipinti fossero in grado di captare e misurare forze invisibili (magnetiche, sonore, atomiche) e ben al di là delle umane capacità di percezione.

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MATTEO MONTANI Costellazione privata 
a cura di Davide Silvioli
26 marzo – 29 maggio 2022
Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”, Palazzo Collicola, Spoleto

Con il progetto di Matteo Montani Costellazione privata, Palazzo Collicola rinnova l’attenzione verso la ricerca pittorica contemporanea, ospitando il lavoro di un pittore italiano accreditato anche a livello internazionale.

La mostra, a cura di Davide Silvioli, si snoda all’interno delle sale della Galleria d’Arte Moderna del Museo, occupando anche ambienti architettonici del Palazzo. L’intervento dell’artista si compone di una serie di opere – mai esposte finora – risalenti a periodi differenti ma accomunate dalla raffinatezza data dal formato ridotto, frutto di una selezione che il pittore romano ha operato direttamente all’interno delle superfici pittoriche stesse, estrapolandone esclusivamente dettagli che mettono in luce le diverse cifre stilistiche della sua rigorosa ricerca. Il lavoro di Montani, così, si delinea al pari di una nuova presenza estetica nel mezzo delle opere che compongono la collezione permanente, suggerendo ora affinità linguistiche inaspettate e ora dissonanze ricercate. Così strutturata, l’operazione, pur nel suo essere disseminata come una costellazione, proprio come quest’ultima è da leggersi come un unicum, quindi come un medesimo intervento site-specific, mirato a fornire chiavi di lettura alternative per interfacciarsi tanto con il patrimonio artistico contemporaneo del Museo quanto con la ricerca di Montani. Attraverso una cerchia di opere espressamente selezionate o realizzate per l’occasione, l’esposizione si muove su questi due binari paralleli – la collezione e il lavoro di Montani – che, contaminandosi nell’esperienza di mostra, scaturiscono nuovi spunti d’interpretazione sia nei confronti dell’uno che dell’altro.

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