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Mostra | FRANCO TROIANI: Fotografie. 1997-2007 @ ADD-art galleria
Gen 3 giorno intero

ADD-art galleria (via Palazzo dei Duchi 6), dal 31 ottobre 2021 al 15 gennaio 2022
FRANCO TROIANI: Fotografie. 1997-2007
a cura di Davide Silvioli

L’esposizione vede per la prima volta esposti gli scatti fotografici dell’artista spoletino realizzati tra il 1997 e il 2007, una produzione inedita e raffinata in cui il corpo è il protagonista.

Dal testo del curatore Davide Silvioli:
“Nella ricerca pluriennale di Franco Troiani la fotografia equivale a strumento di studio; spesso un mezzo preliminare alla pratica pittorica. Tuttavia, la fotografia non soffre uno status di subalternità nei confronti degli altri orientamenti perseguiti dall’artista, configurandosi come territorio di sperimentazione completamente autonomo. Troiani, secondo tali accenti, delega esclusivamente alla fotografia l’investigazione sulla figura umana, con l’intenzione di esplorarne l’espressione, la simbologia e il mistero. Sulla base di questa attitudine, la mostra Fotografie. 1997-2007 presenta un corpus di scatti mai esposti, relativi a operazioni intraprese dall’artista fra gli anni Novanta e Duemila, in cui il corpo è il soggetto di una narrazione in grado di ricondurre a tematiche senza tempo di ordine storico-artistico, estetico e filosofico”.

Aperta su appuntamento tramite form su https://www.add-art.it/?page_id=15

Mostra | II EDIZIONE RASSEGNA BIENNALE DI FIBER ART @ Ex Museo Civico, Ex Monte di Pietà, Museo nazionale del Ducato di Spoleto - Rocca Albornoziana, Galleria Officina d’Arte&Tessuti
Gen 3 giorno intero
<!--:it-->Mostra | II EDIZIONE RASSEGNA BIENNALE DI FIBER ART<!--:--><!--:en-->Exhibition | 2nd EDITION FIBER ART BIENNIAL<!--:--> @ Ex Museo Civico, Ex Monte di Pietà, Museo nazionale del Ducato di Spoleto - Rocca Albornoziana, Galleria Officina d’Arte&Tessuti

II EDIZIONE RASSEGNA BIENNALE DI FIBER ART
Spoleto, 8 dicembre 2021 – 16 gennaio 2022
A cura di Maria Giuseppina Caldarola in collaborazione con Margherita Labbe

Palazzo della Signoria (ex Museo Civico)
Palazzo Comunale (ex Monte di Pietà)
Museo nazionale del Ducato di Spoleto – Rocca Albornoziana
Galleria Officina d’Arte&Tessuti, Spoleto

Inaugurazione mercoledì 8 dicembre ore 11
Palazzo Comunale – Via Saffi, 12

Dopo un anno di sospensione a causa della pandemia la Biennale di Fiber Art, giunta alla seconda edizione, torna a Spoleto dall’8 dicembre 2021 al 16 gennaio 2022. La manifestazione ha ottenuto il Patrocinio della Regione Umbria, del Comune di Spoleto e del Museo nazionale del Ducato di Spoleto – Rocca Albornoziana, che ha offerto anche una sala espositiva all’interno della Rocca, mentre il CAOS di Terni ospiterà un incontro il 20 novembre nel quale verrà presentata in anteprima la Biennale.

Quattro le sedi espositive: quattro spazi per porre l’Arte al centro e per riflettere sull’Arte. Il tema fondante della Biennale è la Ricerca, quella effettuata nelle Istituzioni pubbliche a questa dedicate, quella di Enti ed associazioni private.

“Testimonianze” è lo spazio dedicato agli Artisti invitati in quanto rappresentativi della Fiber Art italiana, alcuni con predilezione ricorrente per il medium fibra, altri con interesse non esclusivo per detto medium. Un ecosistema, dove il contributo singolo possa essere percepito come partecipazione ad una visione comune dell’arte e della cultura.
Sin dalla prima edizione i promotori hanno scelto di esporre, accanto ad Artisti consolidati, ricchi di esperienze, con alle spalle una ricerca che li ha resi noti nell’ambito della Fiber Art, opere di giovani che frequentano le Accademie di Belle Arti e ricercano la loro espressione artistica attraverso linguaggi, materiali, tecniche. Questo risponde all’esigenza di scandagliare attraverso il concreto le tendenze dell’Arte del nostro tempo, mediante la forma espressiva della Fiber Art.
Accademie ed Artisti si esprimono individuando, spesso, temi di grande attualità. La crisi ambientale, la vita al tempo della pandemia, l’economia circolare, il tema del riciclo e, a tale proposito, prosegue la collaborazione con la Ditta Galassia di Perugia, produttrice di maglieria in cashmere di alta gamma, attraverso il Progetto “Ritagli d’Autore. Nuove declinazioni del riuso” a cura di Margherita Labbe. Hanno aderito al progetto e concesso il Patrocinio le Accademie di Belle Arti di Brera, Carrara, Catania, Foggia, Lecce, Roma, Torino, Urbino, Venezia.
L’Accademia di Belle Arti di Bologna è presente con quattro opere di cinque allievi del biennio di Decorazione per l’Architettura. È stato interesse dei promotori invitare questa Istituzione per proporre ai visitatori ulteriori elementi della Ricerca in campo artistico attraverso il linguaggio della Fiber Art. Si segnala in particolare il progetto Patrimonio, risorse per lo spazio pubblico, strumenti per la progettazione artistica contemporanea, promosso dall’Accademia in collaborazione con Bologna Musei/Musei Civici d’Arte Antica curato dalla docente Vanna Romualdi. L’installazione multisensoriale site specific ospitata presso la Rocca Albornoziana è parte di questo progetto.
L’associazione-partner DARS di Udine partecipa con una selezione di opere provenienti dall’ultima edizione della Biennale del Libro d’Artista di Udine, oltre ai lavori di quattro artiste attive nell’ambito dell’associazione.
La galleria Officina d’Arte&Tessuti ospita sette fiberartiste invitate per dare vita al progetto “Una nuova materia di espressività’ creativa: il feltro”, curato da Lydia Predominato ed Eva Basile.
Alla musica, che delinea il carattere sinestetico dell’Associazione Officina d’Arte e Tessuti, è dedicato l’appuntamento dell’11 dicembre alle ore 11 per il concerto inaugurale in Sala Pegasus (musiche di P. Hindemith, R. Strauss, L. Dallapiccola).

SCHEDA TECNICA
Presentazione in anteprima presso il CAOS di Terni sabato 20 novembre ore 17
Inaugurazione: 8 dicembre ore 11 Via Saffi,12

Quando: dall’8 dicembre 2021 al 16 gennaio 2022
Dove: Palazzo della Signoria (ex Museo Civico), Piazza Duomo
Palazzo Comunale (ex Monte di Pietà), Via Saffi 12;
Museo Nazionale del Ducato – Rocca Albornoz
galleria Officina d’Arte&Tessuti Via Plinio il Giovane 6/8;

Orari: ex Museo Civico//ex Monte di Pietà da venerdì a domenica 11,00-18,00.
CHIUSO: 24-25-26 dicembre. Dal 28 dicembre al 6 gennaio apertura tutti i giorni 11,00/18,00
galleria Officina d’Arte&Tessuti: da venerdì a domenica previa prenotazione: officinadartetessuti21@gmail.com
Rocca Albornoz: dal 27 dicembre al 9 gennaio: dal lunedì alla domenica: 9.30-13.45 (ultimo ingresso ore 13.15) chiuso: 1 gennaio

Ideazione e Coordinamento M. Giuseppina Caldarola, Pierfrancesco Caprio
Organizzazione Associazione Culturale Officina d’Arte e Tessuti
Allestimento Pierfrancesco Caprio
Media partner ARTEMORBIDA – Textile art Magazine

Gli Artisti
“Testimonianze”: Tiziana Abretti, Riccardo Ajossa, Silvia Beccaria, Loretta Cappanera, Silvia Giani, Bahar Hamzehpour, Ilaria Margutti, Cristina Mariani, Anna Moro Lin, Lydia Predominato, Annacarla Scanu, Virginia Ryan, Manuela Toselli

“Accademie” (docenti, studenti, ex studenti)
Bologna: Camilla Callarelli, Nikola Filipović, Elham M. Aghili, Songy Du, Khorshid Pouyan
Brera: Valerio Ambiveri, Danilo Ferrero, Ada Ghinato, Chiara Giorgetti, Margherita Labbe, Lucia Bonomo, Michele Bruna, Elisa Camozzi, Martina Chiodini, Jessica Fanchini, Giulia Gentilcore e Irene Lupia, Maria D. Iuculano, Natalia Lenini, Vanessa Lobosco, Serena Lombardi, Anna Prestigiacomo, Luana Pulici, Giulia Roncucci, Clemente Rossi, Lorenzo Silvestrini, Giulia Soldi, Giuseppe Stornello, Alice Vercesi, Chiara Vitali
Carrara: Carla Crosio, Mattia Barone, Violetta Reho, Flavia Spasari
Catania: Marcella Barone, Cristina Agnello, Andrea Cacciola, Gabriele Fazio, Diego Greco e Domenico Litrico
Foggia: Laura Scaringi, Paolo Anguilano, Sara P. Bonassisa, Alessandra Fuzio, Grazia P. Galante, Nunzia Inchingolo
Lecce: Aida Dzhafarova, Carmina A. Falcione, Sara Totaro, Giulia Villani
Napoli: Angela Vinciguerra e Maria Tirotta, Andrea Apicella e Christian Lamberti, Maria D’Apuzzo, Noemi Frezza, Angelo Pisano e Sabina Maresca, Gloria Rea e Giuseppina Russo
Roma: Patrizia Bisonni e Antonella Marotta, Gianluca Murasecchi, Alessandra M. Porfidia, Arion Bajrami, Flaminia Cicerchia, Andrea Guerra, Virginia Lorenzetti, Sara Romeo, Eleonora Ruggeri
Torino: Ornella Rovera, Valentina Avonda, Linda Biella, Greta Manzone, Elisa Massimino, Samanta Orsi, Lei Tong
Urbino: Giancarlo Lepore, Ana M. Dinu, Adrian G. Joita e Nadia Latessa, Simone Leanza, Nicola Sebatiani
Venezia: Elena Armellini, Beatrice Bellet, Gaia Bellini, Angela Trione

Artiste DARS: Silvia Braida, Manuela Collini, Renza Moreale, Maddalena Valerio
Selezione Libri d’Artista DARS: ACCADEMIA di BELLE ARTI LECCE: Grazia Tagliente, Angelica Cazzetta, Chiara Funiati
FACOLTÀ DI BELLE ARTI – UNIVERSITÀ COMPLUTENSE DI MADRID: Belén Armario Rodríguez, Nahia Bedialauneta Coira, José Javier Fernández Calderón, Olga Muñoz Montero, Marta Aguilar Moreno, Carmen Hidalgo De Cisneros Wilckens, Mónica Oliva Lozano
ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI PALERMO: Martina Carollo, Teodora Pirau, Chiara Maria Piva, Margherita Spera, Francesca Genna
Il Feltro: Elham M. Aghili, Annamaria Atturo, Daniela Costanzo Giorgio, Barbara Girardi, Grazia Santi, Chiara Valentini, Esther Weber

Info: officinadartetessuti21@gmail.com //+39 333 3763011

Per accedere agli spazi espositivi è necessario essere muniti di Green Pass nel rispetto del DECRETO-LEGGE 8 ottobre 2021, n. 139 e DECRETO-LEGGE 23 luglio 2021 n. 105

La manifestazione ha un Comitato d’Onore del quale fanno parte: Giorgio Di Genova, Stefano Di Stasio, Silvia Grandi, Anna Leonardi, Anna Moro-Lin, Lydia Predominato, Bruno Toscano, Battistina Vargiu.

Mostra | MAURIZIO CANNAVACCIUOLO / CLAUDIO MASSINI “Ma non ho bicchieri come i tuoi” @ Palazzo Collicola
Gen 3 giorno intero

Ma non ho bicchieri come i tuoi
A cura di Marco Tonelli e Lorenzo Fiorucci
Palazzo Collicola, Spoleto
13 novembre 2021– 13 febbraio 2022

Una mostra di pittura, imprevedibile, eccentrica, un dialogo tra due artisti che lavorano sui margini stessi delle immagini e della rappresentazione, della linea e dell’ornamento, dell’illusione e del significato.

Maurizio Cannavacciuolo (1954) e Claudio Massini (1955), entrambi nati a Napoli, coetanei, una storia di lunga amicizia, fatta di interferenze ma non di influenze, hanno condiviso tra anni Settanta e Ottanta la galleria di Lucio Amelio a Napoli, vero e proprio centro del mondo dell’arte contemporanea del tempo in Italia: in occasione di questa mostra a Palazzo Collicola si sono dunque ri-chiamati a vicenda.

Il percorso espositivo (una doppia personale) si snoda lungo le dieci sale del Piano terra dedicate alle mostre temporanee. Cannavacciuolo e Massini espongono 30 opere (tra cui alcuni polittici) realizzate dalla fine degli anni Novanta ad oggi, per lo più dipinti su tela, con la presenza da parte di Cannavacciuolo anche di una grande opera di formelle di ceramica (Sinestesia) a testimonianza della sua apertura verso altri “generi”, mentre spetta a Massini chiudere la mostra con la riproposizione fotografica di interventi di arte sociale realizzati tra il 1974 e il 1980, un periodo di ricerca che oscilla tra l’antropologico e il popolare e che prese forma in un contesto collettivo quale l’intervento realizzato a Sant’Antimo nel 1977 dal titolo La notte di Maggio Mellone.

La mostra cerca di sottolineare diversi aspetti umorali e narrativi dei loro percorsi, che nel caso di Cannavacciuolo si manifestano con una sorta di sana ironia, quasi didattica, da osservatore tenero e spietato che cerca di far riflettere lo spettatore attraverso trappole logiche e visive, in quello di Massini con sottili e precise architetture fatte di equilibri, innumerevoli strati di colore, piccole utopie, orientalismi, polittici, recuperi e nostalgie stile impero, intrecci di costellazioni e edonistiche decorazioni.

I rebus visivi, stravaganti ed impertinenti di Cannavacciuolo di opere come Bubbles, Fire Zazazà!, Excelsior, Bored Sea Food vs Barbed Wire Family o Menina do Rio, calor que provoca arrepio fanno così da perfetto controcanto agli spazi onirici e congelati di Massini di dipinti come Barcellonese, Riparo, Dall’alto e fuori o Architettura fatale, deviando entrambi dalla pratica corrente di modernità, tradizione e contemporaneità.

Due pittori dunque non marginali, complessi e stratificati, antagonisti involontari della scena contemporanea da cui si distinguono per fitte trame di significati e rimandi, ibridazioni e richiami a culture altre e internazionali e quindi parte di una cultura universale.

Mostra | SPOLETOSPHERE Modello, documenti e progetti @ Galleria d’Arte Moderna G. Carandente - Palazzo Collicola
Gen 3 giorno intero

SPOLETOSPHERE
Modello, documenti e progetti

18 dicembre 2021 – 13 febbraio 2022
Galleria d’Arte Moderna G. Carandente – Palazzo Collicola

Presentazione sabato 18 dicembre ore 12,00

VIDEO >> https://www.youtube.com/watch?v=DCgLHwRtv5E

Richard Buckminster Fuller (1895-1983), architetto e designer statunitense, geniale e visionario, nel corso della sua vita progettò sempre immaginando il futuro, come si evince dal suo trattato Operating Manual for Spaceship Earth scritto nel 1969. Temi quali la sostenibilità, l’ecologismo, i problemi energetici e le fonti rinnovabili sono infatti alla base del suo pensiero e delle sue strutture architettoniche, dalla sfera del Dymaxion House alle cupole dei Paperboard Domes fino alle automobili quali la Dymaxion car.

Il tratto più distintivo della sua poetica rimane però senza dubbio la concezione e la realizzazione delle cupole geodetiche (di cui Fuller possiede il brevetto), edifici estremamente leggeri e di facile costruzione che iniziò a progettare a partire dal 1957 in ogni parte del mondo e che hanno perfino ispirato la denominazione di una molecola chimica complessa quale il “fullerene”. Tale fu il successo che l’esercito degli Stati Uniti gli commissionò la costruzione di centinaia di queste strutture per installazioni militari.

Le cupole geodetiche sono strutture composte da elementi triangolari, tubulari e modulari, che si raccordano in punti specifici dando forma a poligoni e che possono essere rivestite di materiali sintetici o coperture leggere, come fu il caso della cosiddetta Spoletosfera (l’unica cupola geodetica di Fuller in Italia) che fu installata nel 1967 in occasione del X Festival dei Due Mondi di Spoleto su progetto di Fuller e Shoji Sadao (architetto giapponese suo collaboratore) e costruita con l’aiuto di studenti di otto paesi e architetti locali, la supervisione di Giovanni Carandente e il contributo della Southern Illinois University, dell’Usa International Council of the Arts e dell’Alluminium Company of America. L’inaugurazione sarà un gran successo alla presenza di Fuller e con l’esecuzione di un vero e proprio happening (due anni dopo anche Mario Ceroli e Claudio Cintoli realizzeranno all’interno della struttura gli happening dal titolo Io e Rimbalzare).

Dando seguito a un accordo tra il Comune di Spoleto e l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia (accordo che ha già visto le due istituzioni collaborare in occasione di alcune mostre a Palazzo Collicola) e sotto la supervisione del professore di modellistica Giuseppe Fioroni, un gruppo di studenti ha riprodotto, dopo rilievi e misurazioni prese in situ, un modello in scala 1:20 della Spoletosfera utilizzando fibre di carbonio e di vetro e alluminio, evidenziandone il principio costruttivo fondato su incastri e alternanze di esagoni e pentagoni e sull’uso di tre diverse misure di aste di collegamento. L’opera verrà donata al museo di Palazzo Collicola dopo la fine della mostra (per l’occasione è stata anche realizzata una breve video presentazione di Vincenzo Alessandria).

Inoltre viene esposta al pubblico per la prima volta una serie di documenti di archivio conservati presso la Biblioteca Carandente tra cui figurano schizzi progettuali originali con indicazioni tecniche autografe di Fuller, articoli e riviste a lui dedicate, fotografie delle fasi del montaggio e dell’inaugurazione o di modellini di altre strutture progettate dall’architetto, oltre a parte della corrispondenza scambiata tra lui e il Festival dei Due Mondi.

Palazzo Collicola – Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”, Appartamento Nobile e mostre temporanee
Giorni e orari di apertura

dal giovedì al lunedì
10:30-13:00/15:00-17:30
chiuso il martedì e il mercoledì

Aperture straordinarie
mercoledì 8, martedì 28, mercoledì 29 dicembre, martedì 4 e mercoledì 5 gennaio
10:30-13:00/15:00-17:30

Mostra | TOCCAR CON MANO I LONGOBARDI @ Rocca Albornoz - Museo Nazionale del Ducato di Spoleto
Gen 3 giorno intero

Dal 12 novembre 2021 e fino al 6 marzo 2022 alla Rocca Albornoz – Museo Nazionale del Ducato di Spoleto una mostra itinerante che offre la possibilità unica di ammirare contemporaneamente i monumenti del sito seriale ‘I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)’, Patrimonio UNESCO da dieci anni

Continuano le celebrazioni per il decennale del sito seriale ‘I longobardi in Italia’ come Patrimonio Mondiale UNESCO, con la mostra itinerante “Toccar con mano i Longobardi” che sarà inaugurata venerdì 12 novembre alle ore 15.30 alla Rocca Albornoz – Museo nazionale del ducato di Spoleto, dopo le tappe di Ancona, Benevento e Monte Sant’Angelo.

L’esposizione, che sarà visitabile fino al 6 marzo, è stata realizzata in collaborazione con il ‘Museo Tattile Statale Omero’ di Ancona e finanziata dal Ministero della Cultura a valere della L.77/2006, si pone l’obiettivo di far conoscere la straordinarietà e la complessità del sito UNESCO attraverso un percorso tattile e una gamma differenziata di opzioni di fruizione che ne facilitano la comprensione, assicurando a tutti un’esperienza multisensoriale ottimale.

Nelle sale saranno esposti sette modellini tridimensionali in scala dei monumenti architettonici che rappresentano maggiormente il sito seriale longobardo e sette modellini relativi alle aree in cui sono situati i monumenti, per permettere l’esplorazione tattile dei loro contesti di provenienza. A rendere il percorso ancor più accessibile saranno le audio descrizioni (in italiano e inglese), registrate dagli attori della Compagnia #SIneNOmine della Casa di Reclusione di Maiano a Spoleto, da ascoltare tramite NFC e QR code, nonché un catalogo in Braille e uno in large print in libera consultazione, infine, per consentire una fruizione dei modelli inclusiva, sono stati realizzati dei video con la tecnica del compositing nella LIS – Lingua dei Segni Italiana, insieme ad immagini e animazioni, sottotitoli e audio.

La mostra ‘Toccar con mano i longobardi’, permette di conoscere e “toccare” le sette eccellenze architettoniche del sito seriale ‘I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)’, da dieci anni riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio Mondiale, un itinerario dei luoghi del potere Longobardo che, oltre alla Basilica di San Salvatore a Spoleto (PG), ricomprende: l’area della Gastaldaga e il complesso episcopale a Cividale del Friuli (UD), l’area monumentale con il Monastero di San Salvatore – Santa Giulia a Brescia, il Castrum con la Torre di Torba e la Chiesa di Santa Maria foris portas a Torba e a Castelseprio (VA), il Tempietto del Clitunno a Campello sul Clitunno (PG), il Complesso di Santa Sofia a Benevento e il Santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo (FG).

L’esposizione è curata dall’Associazione Italia Langobardorum – struttura di gestione del sito seriale – che fa parte del circuito della IX edizione della Biennale “Arteinsieme – cultura e culture senza barriere” un gruppo di musei e luoghi della cultura che promuovono attività finalizzate a favorire la partecipazione delle persone con disabilità e con esigenze speciali in generale o provenienti da culture altre, valorizzando il patrimonio artistico contemporaneo, l’accessibilità dell’arte e dei beni culturali, nella convinzione del forte potere sociale che ha l’arte, che si vive ed esperisce insieme.

INFO: Mostra “Toccar con Mano i Longobardi”
Inaugurazione: venerdì 12 novembre, ore 15.30
Indirizzo Rocca Albornoz-Museo Nazionale del Ducato di Spoleto | Piazza Bernardino Campello 1, Spoleto (PG)
orario dal 27 dicembre al 9 gennaio: dal lunedì alla domenica: 9.30-13.45 (ultimo ingresso 13.15)
chiuso: dal 13 al 26 dicembre | 1, 16 e 30 gennaio | 6 e 20 febbraio | 6 marzo
info e prenotazioni: +39 0743 223055

Mostra | VITTORIO MESSINA – DISHABITAT @ Palazzo Collicola
Gen 3 giorno intero

VITTORIO MESSINA | DISHABITAT
Palazzo Collicola, dal 9 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022
a cura di Marco Tonelli e Davide Silvioli

L’inaugurazione è in programma sabato 9 ottobre alle ore 11.30.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione: cultura.turismo@comune.spoleto.pg.it

In una larga parte del suo lavoro Vittorio Messina ha sviluppato il tema dell’Habitat e del costruire, concentrando la sua attenzione sulle iconografie di “celle” e “stanze” intese come elemento base dell’architettura.

Il carattere aperto e enigmatico delle sue opere è accostabile in parte col modo di costruire il pensiero e il linguaggio del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, o coi romanzi dello scrittore praghese Franz Kafka o ancora con le teorie della fisica quantistica. Senza mai basare il suo discorso su contenuti critici, politici, sociali, economici o ideologici, l’opera di Messina è una chiara metafora del costruire l’opera d’arte come attività sempre fluida, dinamica, mobile, concreta e allo stesso tempo misteriosa, immateriale e metafisica, una sorta di cantiere attraversato dalle esigenze del presente e dalle possibilità del futuro.

Come in tante altre occasioni, dunque l’artista ha elaborato appositamente per lo spazio – in questo caso il Piano Nobile di Palazzo Collicola – un progetto specifico dal titolo Dishabitat, composto da due grandi opere pensate e realizzate per il luogo, progetto quindi che si colloca e deriva dalla natura del sito destinato ad accoglierlo, e nello stesso tempo alimenta un campo di riflessione sull’attualità delle condizioni e delle emergenze del nostro tempo.

La ricostruzione essenziale di un edificio tagliato dal pavimento stesso del Salone d’Onore di Palazzo Collicola dal titolo Dishabitat 1 (di cui si vede solo la copertura del tetto e parte del muro di sostegno in blocchetti di gasbeton), analogamente alla trasformazione della lunga Galleria in uno spazio denso di luce rossa dal titolo Dishabitat 2, definiscono un percorso abitativo in forma di cantiere all’interno di ambienti che oggi sono di natura strettamente museale, ma che in passato furono dimora e luoghi di rappresentanza della famiglia Collicola.

L’edificio, costruito dall’architetto Sebastiano Cipriani nel 1730 con annesso giardino, fu acquistato nel 1939 dal Comune di Spoleto ed è diventato poi, nel 2000, sede della Galleria d’Arte Moderna e nel 2010 anche della Pinacoteca civica.

In senso metaforico, rispetto all’idea di un habitat originario, già modificato dalla sua trasformazione in museo, Messina ne ha aggiunto un altro (di qui il termine dishabitat) di matrice concettuale e contemporanea, che rende le sue opere dei veri e propri cantieri metafisici e mentali. L’abbassamento del punto di vista della cima di una casa e la suggestione di una luce rossa provocata dal fenomeno di un allontanamento (il tipico effetto fisico del redshift gravitazionale), sono dunque per Messina forme di distanziamento dal tempo e dal luogo, ma anche di paradossale riavvicinamento al presente, e di elevazione della nostra percezione e visione del mondo.

Il progetto espositivo usufruisce della sponsorizzazione tecnica dell’azienda Leroy-Merlin e del sostegno della Galleria Nicola Pedana, mentre il catalogo della mostra verrà pubblicato nel corso dell’esposizione.

Biografia
Vittorio Messina è nato a Zafferana Etnea (Catania) nel 1946. Compie gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura di Roma, dove, alla fine degli anni Settanta, esordisce nello spazio di Sant’Agata dei Goti, punto di incontro e luogo di sperimentazione della giovane arte di quegli anni, con La Muraglia Cinese, una mostra articolata intorno all’omonimo testo kafkiano.
Fin dalle mostre alla galleria La Salita di Roma (1982), e alla galleria Locus Solus di Genova (1983), il suo lavoro si orienta verso una forma di scultura ambientale, e dopo le personali alla galleria Minini di Brescia (1985) e al PAC di Milano (1986), Messina espone le prime “celle” alla Moltkerei Werkstatt di Colonia e alla galleria Shimada di Yamaguchi (Giappone), veri e propri edifici costruiti con materiali seriali di uso edilizio, autoilluminati con lampade industriali.
Nel 1987, a Palazzo Taverna in Roma (Incontri Internazionali d’Arte), all’interno di un ciclo dove si succedono gli interventi di Maria Nordman, Bruce Naumann e Luca Maria Patella, Messina costruisce una “cella” e pubblica un testo, “Paesaggio con luce lontana”, dove affiora la tematica heisenberghiana dell’indeterminazione, già presente peraltro nella mostra Spostamenti sulla banda del rosso di Villa Romana (Firenze 1985). Da questo momento il suo lavoro si svolge con stringente continuità visionaria nel grande Krater esposto alla mostra Europa Oggi del Museo Pecci di Prato (1988), nell’installazione totale alla galleria Oddi Baglioni di Roma dello stesso anno, fino alla mostra Aetatis suae alla galleria Tucci Russo di Torino (1990).
Dalla “cella” della galleria Minini, Brescia (1991), a quella del Kunstverein di Kassel (1991) e della galleria Victoria Miro (Londra 1992), come nelle 24 finestre della mostra Lux Europae di Edinburgh (1992), fino ai lavori del Castello di Girifalco, Cortona (con Thomas Schütte, 1993), l’opera di Messina si configura con l’imprevedibilità e il disincanto di un vero e proprio cantiere metafisico. Seguono negli anni Novanta, le mostre al Kunstverein di Düsseldorf, alla Villa delle Rose di Bologna, alla National Galerie di Berlino, al Museo di Erfurt, al Museo di Leeds, fino alle grandi installazioni nei Dialoghi (Maschio Angioino e Castel dell’Ovo di Napoli, 2002). Nella mostra A village and its surroundings (H. Moore Foundation, Halifax 1999) alcune installazioni includono l’uso di film-video. In La discrezione del tempo 1 (Museo Ujazdovki, Varsavia, 2002), e in Una città visibile (Modena, 2004), e poi ancora nelle Cronografie, o della città verticale (Cavallerizza Reale, Torino (2006) e in Momentanea Mens (DKM Foundation, Duisburg 2009), lo spazio-tempo dell’habitat umano tende a espandersi ulteriormente, fino alla dilatazione estrema di Hermes, film della durata di 72 ore. Infine, nella mostra alla Galleria Guidi di (Roma, 2011), come nelle opere al MACRO (Eighties are Back, Roma 2011) e nella mostra con Thomas Schütte alla Villa Massimo (Roma 2011), Messina rafforza la componente tautologica del suo lavoro e avvia una nuova riflessione sulle forze e le dimensioni dello spazio reale. Nel 2014 espone al MACRO di Roma e alla Kunsthalle di Göppingen, nel 2015 è invitato alla mostra Au rendez vous des Amis organizzata dalla Fondazione Burri a Città di Castello, nel 2016 tiene una personale presso il Regio Albergo delle Povere e il Museo Riso di Palermo e nel 2019 è invitato alla Biennale de L’Havana.

Orario di apertura:
Palazzo Collicola Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”
Appartamento Nobile e mostre temporanee
dal giovedì al lunedì 10:30-13:00/15:00-17:30
chiuso martedì e mercoledì

Aperture straordinarie
mercoledì 8, martedì 28, mercoledì 29 dicembre, martedì 4 e mercoledì 5 gennaio
10:30-13:00/15:00-17:30

PRESEPI NATALIZI a Spoleto
Gen 3 giorno intero

IL PRESEPE MONUMENTALE PIÙ GRANDE D’EUROPA
Auditorium della Stella
Giorni di apertura: 8-12 dicembre | 17 dicembre – 9 gennaio | 14 gennaio
Orario: 10-13 e 15-18.30

Un presepe monumentale a grandezza naturale divenuto il più grande d’Europa, realizzato in terracotta, legno e cartapesta dal maestro di arte presepiale Mario Agrestini.
Il presepe, frutto di un lavoro di oltre 40 anni che ricostruisce l’antico mondo contadino, interagisce tra pittura e scultura ed è unico nella sua realizzazione e dimensione.
L’abbigliamento dei personaggi è in parte tessuto a mano ed in parte originario della Giordania, così come tutti gli accessori sia dei personaggi che degli animali presenti.
L’opera è già stata esposta nel 2010 a Roma, nella Sala del Carroccio in Campidoglio.

SPOLETO, LA CITTÀ IN UN PRESEPE – 10a edizione
dal 12 dicembre 2021 al 6 gennaio 2022
Mostre di presepi: Sala degli Ori, Piazza Campello (uscita della mobilità alternativa), Via di Visiale

Programma e info: Pro Loco di Spoleto “A. Busetti” – Via Minervio 2 – Tel. e Fax 0743 46484 – Mob. 375.5035362 E-mail: prospoleto@gmail.com Web: www.prolocospoleto.it

PRESEPI SUBACQUEI
dal 8 dicembre 2021 al 14 gennaio 2022
a cura dell’Associazione G. Parenzi

fontana di piazza Campello
fontana di piazza del Mercato
fontana di piazza della Vittoria
lavatoi di via Posterna

PRESEPE DEGLI ORTI
Orti del Sole, via San Carlo, dall’8 dicembre 2021 al 6 gennaio 2022
Orario: giorni feriali dalle 16 alle 19, giorni festivi dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19. Chiuso in caso di maltempo.

Opera di Agostino Agostinelli sono la piccola Natività in cartapesta posta all’ingresso degli orti e la bella natività a grandezza naturale realizzata per i Presepi al Borgaccio nel 2003.
La terza Natività artistica è stata realizzata dal prof. Massimiliano Albanese.
L’allestimento delle scene è opera di volenterosi “ortolani” innamorati della magia del Presepe.

Lungo il percorso sagome dipinte dal prof. Pietro Mita. Le tre opere creano una grande suggestione, negli Orti del Sole, all’ombra della Rocca e del Ponte delle Torri, un luogo ricco di fascino e da valorizzare. Un fondale di grande atmosfera nella semplicità di un allestimento che richiama l’intima umiltà della Natività.

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Mostra | FRANCO TROIANI: Fotografie. 1997-2007 @ ADD-art galleria
Gen 4 giorno intero

ADD-art galleria (via Palazzo dei Duchi 6), dal 31 ottobre 2021 al 15 gennaio 2022
FRANCO TROIANI: Fotografie. 1997-2007
a cura di Davide Silvioli

L’esposizione vede per la prima volta esposti gli scatti fotografici dell’artista spoletino realizzati tra il 1997 e il 2007, una produzione inedita e raffinata in cui il corpo è il protagonista.

Dal testo del curatore Davide Silvioli:
“Nella ricerca pluriennale di Franco Troiani la fotografia equivale a strumento di studio; spesso un mezzo preliminare alla pratica pittorica. Tuttavia, la fotografia non soffre uno status di subalternità nei confronti degli altri orientamenti perseguiti dall’artista, configurandosi come territorio di sperimentazione completamente autonomo. Troiani, secondo tali accenti, delega esclusivamente alla fotografia l’investigazione sulla figura umana, con l’intenzione di esplorarne l’espressione, la simbologia e il mistero. Sulla base di questa attitudine, la mostra Fotografie. 1997-2007 presenta un corpus di scatti mai esposti, relativi a operazioni intraprese dall’artista fra gli anni Novanta e Duemila, in cui il corpo è il soggetto di una narrazione in grado di ricondurre a tematiche senza tempo di ordine storico-artistico, estetico e filosofico”.

Aperta su appuntamento tramite form su https://www.add-art.it/?page_id=15

Mostra | II EDIZIONE RASSEGNA BIENNALE DI FIBER ART @ Ex Museo Civico, Ex Monte di Pietà, Museo nazionale del Ducato di Spoleto - Rocca Albornoziana, Galleria Officina d’Arte&Tessuti
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<!--:it-->Mostra | II EDIZIONE RASSEGNA BIENNALE DI FIBER ART<!--:--><!--:en-->Exhibition | 2nd EDITION FIBER ART BIENNIAL<!--:--> @ Ex Museo Civico, Ex Monte di Pietà, Museo nazionale del Ducato di Spoleto - Rocca Albornoziana, Galleria Officina d’Arte&Tessuti

II EDIZIONE RASSEGNA BIENNALE DI FIBER ART
Spoleto, 8 dicembre 2021 – 16 gennaio 2022
A cura di Maria Giuseppina Caldarola in collaborazione con Margherita Labbe

Palazzo della Signoria (ex Museo Civico)
Palazzo Comunale (ex Monte di Pietà)
Museo nazionale del Ducato di Spoleto – Rocca Albornoziana
Galleria Officina d’Arte&Tessuti, Spoleto

Inaugurazione mercoledì 8 dicembre ore 11
Palazzo Comunale – Via Saffi, 12

Dopo un anno di sospensione a causa della pandemia la Biennale di Fiber Art, giunta alla seconda edizione, torna a Spoleto dall’8 dicembre 2021 al 16 gennaio 2022. La manifestazione ha ottenuto il Patrocinio della Regione Umbria, del Comune di Spoleto e del Museo nazionale del Ducato di Spoleto – Rocca Albornoziana, che ha offerto anche una sala espositiva all’interno della Rocca, mentre il CAOS di Terni ospiterà un incontro il 20 novembre nel quale verrà presentata in anteprima la Biennale.

Quattro le sedi espositive: quattro spazi per porre l’Arte al centro e per riflettere sull’Arte. Il tema fondante della Biennale è la Ricerca, quella effettuata nelle Istituzioni pubbliche a questa dedicate, quella di Enti ed associazioni private.

“Testimonianze” è lo spazio dedicato agli Artisti invitati in quanto rappresentativi della Fiber Art italiana, alcuni con predilezione ricorrente per il medium fibra, altri con interesse non esclusivo per detto medium. Un ecosistema, dove il contributo singolo possa essere percepito come partecipazione ad una visione comune dell’arte e della cultura.
Sin dalla prima edizione i promotori hanno scelto di esporre, accanto ad Artisti consolidati, ricchi di esperienze, con alle spalle una ricerca che li ha resi noti nell’ambito della Fiber Art, opere di giovani che frequentano le Accademie di Belle Arti e ricercano la loro espressione artistica attraverso linguaggi, materiali, tecniche. Questo risponde all’esigenza di scandagliare attraverso il concreto le tendenze dell’Arte del nostro tempo, mediante la forma espressiva della Fiber Art.
Accademie ed Artisti si esprimono individuando, spesso, temi di grande attualità. La crisi ambientale, la vita al tempo della pandemia, l’economia circolare, il tema del riciclo e, a tale proposito, prosegue la collaborazione con la Ditta Galassia di Perugia, produttrice di maglieria in cashmere di alta gamma, attraverso il Progetto “Ritagli d’Autore. Nuove declinazioni del riuso” a cura di Margherita Labbe. Hanno aderito al progetto e concesso il Patrocinio le Accademie di Belle Arti di Brera, Carrara, Catania, Foggia, Lecce, Roma, Torino, Urbino, Venezia.
L’Accademia di Belle Arti di Bologna è presente con quattro opere di cinque allievi del biennio di Decorazione per l’Architettura. È stato interesse dei promotori invitare questa Istituzione per proporre ai visitatori ulteriori elementi della Ricerca in campo artistico attraverso il linguaggio della Fiber Art. Si segnala in particolare il progetto Patrimonio, risorse per lo spazio pubblico, strumenti per la progettazione artistica contemporanea, promosso dall’Accademia in collaborazione con Bologna Musei/Musei Civici d’Arte Antica curato dalla docente Vanna Romualdi. L’installazione multisensoriale site specific ospitata presso la Rocca Albornoziana è parte di questo progetto.
L’associazione-partner DARS di Udine partecipa con una selezione di opere provenienti dall’ultima edizione della Biennale del Libro d’Artista di Udine, oltre ai lavori di quattro artiste attive nell’ambito dell’associazione.
La galleria Officina d’Arte&Tessuti ospita sette fiberartiste invitate per dare vita al progetto “Una nuova materia di espressività’ creativa: il feltro”, curato da Lydia Predominato ed Eva Basile.
Alla musica, che delinea il carattere sinestetico dell’Associazione Officina d’Arte e Tessuti, è dedicato l’appuntamento dell’11 dicembre alle ore 11 per il concerto inaugurale in Sala Pegasus (musiche di P. Hindemith, R. Strauss, L. Dallapiccola).

SCHEDA TECNICA
Presentazione in anteprima presso il CAOS di Terni sabato 20 novembre ore 17
Inaugurazione: 8 dicembre ore 11 Via Saffi,12

Quando: dall’8 dicembre 2021 al 16 gennaio 2022
Dove: Palazzo della Signoria (ex Museo Civico), Piazza Duomo
Palazzo Comunale (ex Monte di Pietà), Via Saffi 12;
Museo Nazionale del Ducato – Rocca Albornoz
galleria Officina d’Arte&Tessuti Via Plinio il Giovane 6/8;

Orari: ex Museo Civico//ex Monte di Pietà da venerdì a domenica 11,00-18,00.
CHIUSO: 24-25-26 dicembre. Dal 28 dicembre al 6 gennaio apertura tutti i giorni 11,00/18,00
galleria Officina d’Arte&Tessuti: da venerdì a domenica previa prenotazione: officinadartetessuti21@gmail.com
Rocca Albornoz: dal 27 dicembre al 9 gennaio: dal lunedì alla domenica: 9.30-13.45 (ultimo ingresso ore 13.15) chiuso: 1 gennaio

Ideazione e Coordinamento M. Giuseppina Caldarola, Pierfrancesco Caprio
Organizzazione Associazione Culturale Officina d’Arte e Tessuti
Allestimento Pierfrancesco Caprio
Media partner ARTEMORBIDA – Textile art Magazine

Gli Artisti
“Testimonianze”: Tiziana Abretti, Riccardo Ajossa, Silvia Beccaria, Loretta Cappanera, Silvia Giani, Bahar Hamzehpour, Ilaria Margutti, Cristina Mariani, Anna Moro Lin, Lydia Predominato, Annacarla Scanu, Virginia Ryan, Manuela Toselli

“Accademie” (docenti, studenti, ex studenti)
Bologna: Camilla Callarelli, Nikola Filipović, Elham M. Aghili, Songy Du, Khorshid Pouyan
Brera: Valerio Ambiveri, Danilo Ferrero, Ada Ghinato, Chiara Giorgetti, Margherita Labbe, Lucia Bonomo, Michele Bruna, Elisa Camozzi, Martina Chiodini, Jessica Fanchini, Giulia Gentilcore e Irene Lupia, Maria D. Iuculano, Natalia Lenini, Vanessa Lobosco, Serena Lombardi, Anna Prestigiacomo, Luana Pulici, Giulia Roncucci, Clemente Rossi, Lorenzo Silvestrini, Giulia Soldi, Giuseppe Stornello, Alice Vercesi, Chiara Vitali
Carrara: Carla Crosio, Mattia Barone, Violetta Reho, Flavia Spasari
Catania: Marcella Barone, Cristina Agnello, Andrea Cacciola, Gabriele Fazio, Diego Greco e Domenico Litrico
Foggia: Laura Scaringi, Paolo Anguilano, Sara P. Bonassisa, Alessandra Fuzio, Grazia P. Galante, Nunzia Inchingolo
Lecce: Aida Dzhafarova, Carmina A. Falcione, Sara Totaro, Giulia Villani
Napoli: Angela Vinciguerra e Maria Tirotta, Andrea Apicella e Christian Lamberti, Maria D’Apuzzo, Noemi Frezza, Angelo Pisano e Sabina Maresca, Gloria Rea e Giuseppina Russo
Roma: Patrizia Bisonni e Antonella Marotta, Gianluca Murasecchi, Alessandra M. Porfidia, Arion Bajrami, Flaminia Cicerchia, Andrea Guerra, Virginia Lorenzetti, Sara Romeo, Eleonora Ruggeri
Torino: Ornella Rovera, Valentina Avonda, Linda Biella, Greta Manzone, Elisa Massimino, Samanta Orsi, Lei Tong
Urbino: Giancarlo Lepore, Ana M. Dinu, Adrian G. Joita e Nadia Latessa, Simone Leanza, Nicola Sebatiani
Venezia: Elena Armellini, Beatrice Bellet, Gaia Bellini, Angela Trione

Artiste DARS: Silvia Braida, Manuela Collini, Renza Moreale, Maddalena Valerio
Selezione Libri d’Artista DARS: ACCADEMIA di BELLE ARTI LECCE: Grazia Tagliente, Angelica Cazzetta, Chiara Funiati
FACOLTÀ DI BELLE ARTI – UNIVERSITÀ COMPLUTENSE DI MADRID: Belén Armario Rodríguez, Nahia Bedialauneta Coira, José Javier Fernández Calderón, Olga Muñoz Montero, Marta Aguilar Moreno, Carmen Hidalgo De Cisneros Wilckens, Mónica Oliva Lozano
ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI PALERMO: Martina Carollo, Teodora Pirau, Chiara Maria Piva, Margherita Spera, Francesca Genna
Il Feltro: Elham M. Aghili, Annamaria Atturo, Daniela Costanzo Giorgio, Barbara Girardi, Grazia Santi, Chiara Valentini, Esther Weber

Info: officinadartetessuti21@gmail.com //+39 333 3763011

Per accedere agli spazi espositivi è necessario essere muniti di Green Pass nel rispetto del DECRETO-LEGGE 8 ottobre 2021, n. 139 e DECRETO-LEGGE 23 luglio 2021 n. 105

La manifestazione ha un Comitato d’Onore del quale fanno parte: Giorgio Di Genova, Stefano Di Stasio, Silvia Grandi, Anna Leonardi, Anna Moro-Lin, Lydia Predominato, Bruno Toscano, Battistina Vargiu.

Mostra | MAURIZIO CANNAVACCIUOLO / CLAUDIO MASSINI “Ma non ho bicchieri come i tuoi” @ Palazzo Collicola
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Ma non ho bicchieri come i tuoi
A cura di Marco Tonelli e Lorenzo Fiorucci
Palazzo Collicola, Spoleto
13 novembre 2021– 13 febbraio 2022

Una mostra di pittura, imprevedibile, eccentrica, un dialogo tra due artisti che lavorano sui margini stessi delle immagini e della rappresentazione, della linea e dell’ornamento, dell’illusione e del significato.

Maurizio Cannavacciuolo (1954) e Claudio Massini (1955), entrambi nati a Napoli, coetanei, una storia di lunga amicizia, fatta di interferenze ma non di influenze, hanno condiviso tra anni Settanta e Ottanta la galleria di Lucio Amelio a Napoli, vero e proprio centro del mondo dell’arte contemporanea del tempo in Italia: in occasione di questa mostra a Palazzo Collicola si sono dunque ri-chiamati a vicenda.

Il percorso espositivo (una doppia personale) si snoda lungo le dieci sale del Piano terra dedicate alle mostre temporanee. Cannavacciuolo e Massini espongono 30 opere (tra cui alcuni polittici) realizzate dalla fine degli anni Novanta ad oggi, per lo più dipinti su tela, con la presenza da parte di Cannavacciuolo anche di una grande opera di formelle di ceramica (Sinestesia) a testimonianza della sua apertura verso altri “generi”, mentre spetta a Massini chiudere la mostra con la riproposizione fotografica di interventi di arte sociale realizzati tra il 1974 e il 1980, un periodo di ricerca che oscilla tra l’antropologico e il popolare e che prese forma in un contesto collettivo quale l’intervento realizzato a Sant’Antimo nel 1977 dal titolo La notte di Maggio Mellone.

La mostra cerca di sottolineare diversi aspetti umorali e narrativi dei loro percorsi, che nel caso di Cannavacciuolo si manifestano con una sorta di sana ironia, quasi didattica, da osservatore tenero e spietato che cerca di far riflettere lo spettatore attraverso trappole logiche e visive, in quello di Massini con sottili e precise architetture fatte di equilibri, innumerevoli strati di colore, piccole utopie, orientalismi, polittici, recuperi e nostalgie stile impero, intrecci di costellazioni e edonistiche decorazioni.

I rebus visivi, stravaganti ed impertinenti di Cannavacciuolo di opere come Bubbles, Fire Zazazà!, Excelsior, Bored Sea Food vs Barbed Wire Family o Menina do Rio, calor que provoca arrepio fanno così da perfetto controcanto agli spazi onirici e congelati di Massini di dipinti come Barcellonese, Riparo, Dall’alto e fuori o Architettura fatale, deviando entrambi dalla pratica corrente di modernità, tradizione e contemporaneità.

Due pittori dunque non marginali, complessi e stratificati, antagonisti involontari della scena contemporanea da cui si distinguono per fitte trame di significati e rimandi, ibridazioni e richiami a culture altre e internazionali e quindi parte di una cultura universale.

Mostra | SPOLETOSPHERE Modello, documenti e progetti @ Galleria d’Arte Moderna G. Carandente - Palazzo Collicola
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SPOLETOSPHERE
Modello, documenti e progetti

18 dicembre 2021 – 13 febbraio 2022
Galleria d’Arte Moderna G. Carandente – Palazzo Collicola

Presentazione sabato 18 dicembre ore 12,00

VIDEO >> https://www.youtube.com/watch?v=DCgLHwRtv5E

Richard Buckminster Fuller (1895-1983), architetto e designer statunitense, geniale e visionario, nel corso della sua vita progettò sempre immaginando il futuro, come si evince dal suo trattato Operating Manual for Spaceship Earth scritto nel 1969. Temi quali la sostenibilità, l’ecologismo, i problemi energetici e le fonti rinnovabili sono infatti alla base del suo pensiero e delle sue strutture architettoniche, dalla sfera del Dymaxion House alle cupole dei Paperboard Domes fino alle automobili quali la Dymaxion car.

Il tratto più distintivo della sua poetica rimane però senza dubbio la concezione e la realizzazione delle cupole geodetiche (di cui Fuller possiede il brevetto), edifici estremamente leggeri e di facile costruzione che iniziò a progettare a partire dal 1957 in ogni parte del mondo e che hanno perfino ispirato la denominazione di una molecola chimica complessa quale il “fullerene”. Tale fu il successo che l’esercito degli Stati Uniti gli commissionò la costruzione di centinaia di queste strutture per installazioni militari.

Le cupole geodetiche sono strutture composte da elementi triangolari, tubulari e modulari, che si raccordano in punti specifici dando forma a poligoni e che possono essere rivestite di materiali sintetici o coperture leggere, come fu il caso della cosiddetta Spoletosfera (l’unica cupola geodetica di Fuller in Italia) che fu installata nel 1967 in occasione del X Festival dei Due Mondi di Spoleto su progetto di Fuller e Shoji Sadao (architetto giapponese suo collaboratore) e costruita con l’aiuto di studenti di otto paesi e architetti locali, la supervisione di Giovanni Carandente e il contributo della Southern Illinois University, dell’Usa International Council of the Arts e dell’Alluminium Company of America. L’inaugurazione sarà un gran successo alla presenza di Fuller e con l’esecuzione di un vero e proprio happening (due anni dopo anche Mario Ceroli e Claudio Cintoli realizzeranno all’interno della struttura gli happening dal titolo Io e Rimbalzare).

Dando seguito a un accordo tra il Comune di Spoleto e l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia (accordo che ha già visto le due istituzioni collaborare in occasione di alcune mostre a Palazzo Collicola) e sotto la supervisione del professore di modellistica Giuseppe Fioroni, un gruppo di studenti ha riprodotto, dopo rilievi e misurazioni prese in situ, un modello in scala 1:20 della Spoletosfera utilizzando fibre di carbonio e di vetro e alluminio, evidenziandone il principio costruttivo fondato su incastri e alternanze di esagoni e pentagoni e sull’uso di tre diverse misure di aste di collegamento. L’opera verrà donata al museo di Palazzo Collicola dopo la fine della mostra (per l’occasione è stata anche realizzata una breve video presentazione di Vincenzo Alessandria).

Inoltre viene esposta al pubblico per la prima volta una serie di documenti di archivio conservati presso la Biblioteca Carandente tra cui figurano schizzi progettuali originali con indicazioni tecniche autografe di Fuller, articoli e riviste a lui dedicate, fotografie delle fasi del montaggio e dell’inaugurazione o di modellini di altre strutture progettate dall’architetto, oltre a parte della corrispondenza scambiata tra lui e il Festival dei Due Mondi.

Palazzo Collicola – Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”, Appartamento Nobile e mostre temporanee
Giorni e orari di apertura

dal giovedì al lunedì
10:30-13:00/15:00-17:30
chiuso il martedì e il mercoledì

Aperture straordinarie
mercoledì 8, martedì 28, mercoledì 29 dicembre, martedì 4 e mercoledì 5 gennaio
10:30-13:00/15:00-17:30

Mostra | TOCCAR CON MANO I LONGOBARDI @ Rocca Albornoz - Museo Nazionale del Ducato di Spoleto
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Dal 12 novembre 2021 e fino al 6 marzo 2022 alla Rocca Albornoz – Museo Nazionale del Ducato di Spoleto una mostra itinerante che offre la possibilità unica di ammirare contemporaneamente i monumenti del sito seriale ‘I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)’, Patrimonio UNESCO da dieci anni

Continuano le celebrazioni per il decennale del sito seriale ‘I longobardi in Italia’ come Patrimonio Mondiale UNESCO, con la mostra itinerante “Toccar con mano i Longobardi” che sarà inaugurata venerdì 12 novembre alle ore 15.30 alla Rocca Albornoz – Museo nazionale del ducato di Spoleto, dopo le tappe di Ancona, Benevento e Monte Sant’Angelo.

L’esposizione, che sarà visitabile fino al 6 marzo, è stata realizzata in collaborazione con il ‘Museo Tattile Statale Omero’ di Ancona e finanziata dal Ministero della Cultura a valere della L.77/2006, si pone l’obiettivo di far conoscere la straordinarietà e la complessità del sito UNESCO attraverso un percorso tattile e una gamma differenziata di opzioni di fruizione che ne facilitano la comprensione, assicurando a tutti un’esperienza multisensoriale ottimale.

Nelle sale saranno esposti sette modellini tridimensionali in scala dei monumenti architettonici che rappresentano maggiormente il sito seriale longobardo e sette modellini relativi alle aree in cui sono situati i monumenti, per permettere l’esplorazione tattile dei loro contesti di provenienza. A rendere il percorso ancor più accessibile saranno le audio descrizioni (in italiano e inglese), registrate dagli attori della Compagnia #SIneNOmine della Casa di Reclusione di Maiano a Spoleto, da ascoltare tramite NFC e QR code, nonché un catalogo in Braille e uno in large print in libera consultazione, infine, per consentire una fruizione dei modelli inclusiva, sono stati realizzati dei video con la tecnica del compositing nella LIS – Lingua dei Segni Italiana, insieme ad immagini e animazioni, sottotitoli e audio.

La mostra ‘Toccar con mano i longobardi’, permette di conoscere e “toccare” le sette eccellenze architettoniche del sito seriale ‘I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)’, da dieci anni riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio Mondiale, un itinerario dei luoghi del potere Longobardo che, oltre alla Basilica di San Salvatore a Spoleto (PG), ricomprende: l’area della Gastaldaga e il complesso episcopale a Cividale del Friuli (UD), l’area monumentale con il Monastero di San Salvatore – Santa Giulia a Brescia, il Castrum con la Torre di Torba e la Chiesa di Santa Maria foris portas a Torba e a Castelseprio (VA), il Tempietto del Clitunno a Campello sul Clitunno (PG), il Complesso di Santa Sofia a Benevento e il Santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo (FG).

L’esposizione è curata dall’Associazione Italia Langobardorum – struttura di gestione del sito seriale – che fa parte del circuito della IX edizione della Biennale “Arteinsieme – cultura e culture senza barriere” un gruppo di musei e luoghi della cultura che promuovono attività finalizzate a favorire la partecipazione delle persone con disabilità e con esigenze speciali in generale o provenienti da culture altre, valorizzando il patrimonio artistico contemporaneo, l’accessibilità dell’arte e dei beni culturali, nella convinzione del forte potere sociale che ha l’arte, che si vive ed esperisce insieme.

INFO: Mostra “Toccar con Mano i Longobardi”
Inaugurazione: venerdì 12 novembre, ore 15.30
Indirizzo Rocca Albornoz-Museo Nazionale del Ducato di Spoleto | Piazza Bernardino Campello 1, Spoleto (PG)
orario dal 27 dicembre al 9 gennaio: dal lunedì alla domenica: 9.30-13.45 (ultimo ingresso 13.15)
chiuso: dal 13 al 26 dicembre | 1, 16 e 30 gennaio | 6 e 20 febbraio | 6 marzo
info e prenotazioni: +39 0743 223055

Mostra | VITTORIO MESSINA – DISHABITAT @ Palazzo Collicola
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VITTORIO MESSINA | DISHABITAT
Palazzo Collicola, dal 9 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022
a cura di Marco Tonelli e Davide Silvioli

L’inaugurazione è in programma sabato 9 ottobre alle ore 11.30.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione: cultura.turismo@comune.spoleto.pg.it

In una larga parte del suo lavoro Vittorio Messina ha sviluppato il tema dell’Habitat e del costruire, concentrando la sua attenzione sulle iconografie di “celle” e “stanze” intese come elemento base dell’architettura.

Il carattere aperto e enigmatico delle sue opere è accostabile in parte col modo di costruire il pensiero e il linguaggio del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, o coi romanzi dello scrittore praghese Franz Kafka o ancora con le teorie della fisica quantistica. Senza mai basare il suo discorso su contenuti critici, politici, sociali, economici o ideologici, l’opera di Messina è una chiara metafora del costruire l’opera d’arte come attività sempre fluida, dinamica, mobile, concreta e allo stesso tempo misteriosa, immateriale e metafisica, una sorta di cantiere attraversato dalle esigenze del presente e dalle possibilità del futuro.

Come in tante altre occasioni, dunque l’artista ha elaborato appositamente per lo spazio – in questo caso il Piano Nobile di Palazzo Collicola – un progetto specifico dal titolo Dishabitat, composto da due grandi opere pensate e realizzate per il luogo, progetto quindi che si colloca e deriva dalla natura del sito destinato ad accoglierlo, e nello stesso tempo alimenta un campo di riflessione sull’attualità delle condizioni e delle emergenze del nostro tempo.

La ricostruzione essenziale di un edificio tagliato dal pavimento stesso del Salone d’Onore di Palazzo Collicola dal titolo Dishabitat 1 (di cui si vede solo la copertura del tetto e parte del muro di sostegno in blocchetti di gasbeton), analogamente alla trasformazione della lunga Galleria in uno spazio denso di luce rossa dal titolo Dishabitat 2, definiscono un percorso abitativo in forma di cantiere all’interno di ambienti che oggi sono di natura strettamente museale, ma che in passato furono dimora e luoghi di rappresentanza della famiglia Collicola.

L’edificio, costruito dall’architetto Sebastiano Cipriani nel 1730 con annesso giardino, fu acquistato nel 1939 dal Comune di Spoleto ed è diventato poi, nel 2000, sede della Galleria d’Arte Moderna e nel 2010 anche della Pinacoteca civica.

In senso metaforico, rispetto all’idea di un habitat originario, già modificato dalla sua trasformazione in museo, Messina ne ha aggiunto un altro (di qui il termine dishabitat) di matrice concettuale e contemporanea, che rende le sue opere dei veri e propri cantieri metafisici e mentali. L’abbassamento del punto di vista della cima di una casa e la suggestione di una luce rossa provocata dal fenomeno di un allontanamento (il tipico effetto fisico del redshift gravitazionale), sono dunque per Messina forme di distanziamento dal tempo e dal luogo, ma anche di paradossale riavvicinamento al presente, e di elevazione della nostra percezione e visione del mondo.

Il progetto espositivo usufruisce della sponsorizzazione tecnica dell’azienda Leroy-Merlin e del sostegno della Galleria Nicola Pedana, mentre il catalogo della mostra verrà pubblicato nel corso dell’esposizione.

Biografia
Vittorio Messina è nato a Zafferana Etnea (Catania) nel 1946. Compie gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura di Roma, dove, alla fine degli anni Settanta, esordisce nello spazio di Sant’Agata dei Goti, punto di incontro e luogo di sperimentazione della giovane arte di quegli anni, con La Muraglia Cinese, una mostra articolata intorno all’omonimo testo kafkiano.
Fin dalle mostre alla galleria La Salita di Roma (1982), e alla galleria Locus Solus di Genova (1983), il suo lavoro si orienta verso una forma di scultura ambientale, e dopo le personali alla galleria Minini di Brescia (1985) e al PAC di Milano (1986), Messina espone le prime “celle” alla Moltkerei Werkstatt di Colonia e alla galleria Shimada di Yamaguchi (Giappone), veri e propri edifici costruiti con materiali seriali di uso edilizio, autoilluminati con lampade industriali.
Nel 1987, a Palazzo Taverna in Roma (Incontri Internazionali d’Arte), all’interno di un ciclo dove si succedono gli interventi di Maria Nordman, Bruce Naumann e Luca Maria Patella, Messina costruisce una “cella” e pubblica un testo, “Paesaggio con luce lontana”, dove affiora la tematica heisenberghiana dell’indeterminazione, già presente peraltro nella mostra Spostamenti sulla banda del rosso di Villa Romana (Firenze 1985). Da questo momento il suo lavoro si svolge con stringente continuità visionaria nel grande Krater esposto alla mostra Europa Oggi del Museo Pecci di Prato (1988), nell’installazione totale alla galleria Oddi Baglioni di Roma dello stesso anno, fino alla mostra Aetatis suae alla galleria Tucci Russo di Torino (1990).
Dalla “cella” della galleria Minini, Brescia (1991), a quella del Kunstverein di Kassel (1991) e della galleria Victoria Miro (Londra 1992), come nelle 24 finestre della mostra Lux Europae di Edinburgh (1992), fino ai lavori del Castello di Girifalco, Cortona (con Thomas Schütte, 1993), l’opera di Messina si configura con l’imprevedibilità e il disincanto di un vero e proprio cantiere metafisico. Seguono negli anni Novanta, le mostre al Kunstverein di Düsseldorf, alla Villa delle Rose di Bologna, alla National Galerie di Berlino, al Museo di Erfurt, al Museo di Leeds, fino alle grandi installazioni nei Dialoghi (Maschio Angioino e Castel dell’Ovo di Napoli, 2002). Nella mostra A village and its surroundings (H. Moore Foundation, Halifax 1999) alcune installazioni includono l’uso di film-video. In La discrezione del tempo 1 (Museo Ujazdovki, Varsavia, 2002), e in Una città visibile (Modena, 2004), e poi ancora nelle Cronografie, o della città verticale (Cavallerizza Reale, Torino (2006) e in Momentanea Mens (DKM Foundation, Duisburg 2009), lo spazio-tempo dell’habitat umano tende a espandersi ulteriormente, fino alla dilatazione estrema di Hermes, film della durata di 72 ore. Infine, nella mostra alla Galleria Guidi di (Roma, 2011), come nelle opere al MACRO (Eighties are Back, Roma 2011) e nella mostra con Thomas Schütte alla Villa Massimo (Roma 2011), Messina rafforza la componente tautologica del suo lavoro e avvia una nuova riflessione sulle forze e le dimensioni dello spazio reale. Nel 2014 espone al MACRO di Roma e alla Kunsthalle di Göppingen, nel 2015 è invitato alla mostra Au rendez vous des Amis organizzata dalla Fondazione Burri a Città di Castello, nel 2016 tiene una personale presso il Regio Albergo delle Povere e il Museo Riso di Palermo e nel 2019 è invitato alla Biennale de L’Havana.

Orario di apertura:
Palazzo Collicola Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”
Appartamento Nobile e mostre temporanee
dal giovedì al lunedì 10:30-13:00/15:00-17:30
chiuso martedì e mercoledì

Aperture straordinarie
mercoledì 8, martedì 28, mercoledì 29 dicembre, martedì 4 e mercoledì 5 gennaio
10:30-13:00/15:00-17:30

PRESEPI NATALIZI a Spoleto
Gen 4 giorno intero

IL PRESEPE MONUMENTALE PIÙ GRANDE D’EUROPA
Auditorium della Stella
Giorni di apertura: 8-12 dicembre | 17 dicembre – 9 gennaio | 14 gennaio
Orario: 10-13 e 15-18.30

Un presepe monumentale a grandezza naturale divenuto il più grande d’Europa, realizzato in terracotta, legno e cartapesta dal maestro di arte presepiale Mario Agrestini.
Il presepe, frutto di un lavoro di oltre 40 anni che ricostruisce l’antico mondo contadino, interagisce tra pittura e scultura ed è unico nella sua realizzazione e dimensione.
L’abbigliamento dei personaggi è in parte tessuto a mano ed in parte originario della Giordania, così come tutti gli accessori sia dei personaggi che degli animali presenti.
L’opera è già stata esposta nel 2010 a Roma, nella Sala del Carroccio in Campidoglio.

SPOLETO, LA CITTÀ IN UN PRESEPE – 10a edizione
dal 12 dicembre 2021 al 6 gennaio 2022
Mostre di presepi: Sala degli Ori, Piazza Campello (uscita della mobilità alternativa), Via di Visiale

Programma e info: Pro Loco di Spoleto “A. Busetti” – Via Minervio 2 – Tel. e Fax 0743 46484 – Mob. 375.5035362 E-mail: prospoleto@gmail.com Web: www.prolocospoleto.it

PRESEPI SUBACQUEI
dal 8 dicembre 2021 al 14 gennaio 2022
a cura dell’Associazione G. Parenzi

fontana di piazza Campello
fontana di piazza del Mercato
fontana di piazza della Vittoria
lavatoi di via Posterna

PRESEPE DEGLI ORTI
Orti del Sole, via San Carlo, dall’8 dicembre 2021 al 6 gennaio 2022
Orario: giorni feriali dalle 16 alle 19, giorni festivi dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19. Chiuso in caso di maltempo.

Opera di Agostino Agostinelli sono la piccola Natività in cartapesta posta all’ingresso degli orti e la bella natività a grandezza naturale realizzata per i Presepi al Borgaccio nel 2003.
La terza Natività artistica è stata realizzata dal prof. Massimiliano Albanese.
L’allestimento delle scene è opera di volenterosi “ortolani” innamorati della magia del Presepe.

Lungo il percorso sagome dipinte dal prof. Pietro Mita. Le tre opere creano una grande suggestione, negli Orti del Sole, all’ombra della Rocca e del Ponte delle Torri, un luogo ricco di fascino e da valorizzare. Un fondale di grande atmosfera nella semplicità di un allestimento che richiama l’intima umiltà della Natività.

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Mer
Mostra | FRAMMENTI DI MEMORIE. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano
Gen 5 giorno intero

Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal 26 settembre 2021 al 6 gennaio 2022
Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina

Fino al 6 gennaio nel giardino del Teatro romano e nelle sale del Museo archeologico nazionale di Spoleto saranno esposti alcuni manufatti del piano di riuso delle macerie realizzato dall’arch. Matteo Ferroni per il Comune di Norcia, messi a confronto con alcuni reperti archeologici della Valnerina. La mostra, intitolata Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina sarà inaugurata dalla direttrice Silvia Casciarri domenica 26 settembre alle ore 11.

L’allestimento mette a confronto due modalità di ricostruzione. Da una parte la ricomposizione filologica dei frammenti archeologici in oggetti originari e dall’altra la ricomposizione dei frammenti architettonici in nuove forme e nuove funzioni.

Orario di apertura:
Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal mercoledì alla domenica 8:30–19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
chiuso lunedì e martedì

Mostra | FRANCO TROIANI: Fotografie. 1997-2007 @ ADD-art galleria
Gen 5 giorno intero

ADD-art galleria (via Palazzo dei Duchi 6), dal 31 ottobre 2021 al 15 gennaio 2022
FRANCO TROIANI: Fotografie. 1997-2007
a cura di Davide Silvioli

L’esposizione vede per la prima volta esposti gli scatti fotografici dell’artista spoletino realizzati tra il 1997 e il 2007, una produzione inedita e raffinata in cui il corpo è il protagonista.

Dal testo del curatore Davide Silvioli:
“Nella ricerca pluriennale di Franco Troiani la fotografia equivale a strumento di studio; spesso un mezzo preliminare alla pratica pittorica. Tuttavia, la fotografia non soffre uno status di subalternità nei confronti degli altri orientamenti perseguiti dall’artista, configurandosi come territorio di sperimentazione completamente autonomo. Troiani, secondo tali accenti, delega esclusivamente alla fotografia l’investigazione sulla figura umana, con l’intenzione di esplorarne l’espressione, la simbologia e il mistero. Sulla base di questa attitudine, la mostra Fotografie. 1997-2007 presenta un corpus di scatti mai esposti, relativi a operazioni intraprese dall’artista fra gli anni Novanta e Duemila, in cui il corpo è il soggetto di una narrazione in grado di ricondurre a tematiche senza tempo di ordine storico-artistico, estetico e filosofico”.

Aperta su appuntamento tramite form su https://www.add-art.it/?page_id=15

Mostra | II EDIZIONE RASSEGNA BIENNALE DI FIBER ART @ Ex Museo Civico, Ex Monte di Pietà, Museo nazionale del Ducato di Spoleto - Rocca Albornoziana, Galleria Officina d’Arte&Tessuti
Gen 5 giorno intero
<!--:it-->Mostra | II EDIZIONE RASSEGNA BIENNALE DI FIBER ART<!--:--><!--:en-->Exhibition | 2nd EDITION FIBER ART BIENNIAL<!--:--> @ Ex Museo Civico, Ex Monte di Pietà, Museo nazionale del Ducato di Spoleto - Rocca Albornoziana, Galleria Officina d’Arte&Tessuti

II EDIZIONE RASSEGNA BIENNALE DI FIBER ART
Spoleto, 8 dicembre 2021 – 16 gennaio 2022
A cura di Maria Giuseppina Caldarola in collaborazione con Margherita Labbe

Palazzo della Signoria (ex Museo Civico)
Palazzo Comunale (ex Monte di Pietà)
Museo nazionale del Ducato di Spoleto – Rocca Albornoziana
Galleria Officina d’Arte&Tessuti, Spoleto

Inaugurazione mercoledì 8 dicembre ore 11
Palazzo Comunale – Via Saffi, 12

Dopo un anno di sospensione a causa della pandemia la Biennale di Fiber Art, giunta alla seconda edizione, torna a Spoleto dall’8 dicembre 2021 al 16 gennaio 2022. La manifestazione ha ottenuto il Patrocinio della Regione Umbria, del Comune di Spoleto e del Museo nazionale del Ducato di Spoleto – Rocca Albornoziana, che ha offerto anche una sala espositiva all’interno della Rocca, mentre il CAOS di Terni ospiterà un incontro il 20 novembre nel quale verrà presentata in anteprima la Biennale.

Quattro le sedi espositive: quattro spazi per porre l’Arte al centro e per riflettere sull’Arte. Il tema fondante della Biennale è la Ricerca, quella effettuata nelle Istituzioni pubbliche a questa dedicate, quella di Enti ed associazioni private.

“Testimonianze” è lo spazio dedicato agli Artisti invitati in quanto rappresentativi della Fiber Art italiana, alcuni con predilezione ricorrente per il medium fibra, altri con interesse non esclusivo per detto medium. Un ecosistema, dove il contributo singolo possa essere percepito come partecipazione ad una visione comune dell’arte e della cultura.
Sin dalla prima edizione i promotori hanno scelto di esporre, accanto ad Artisti consolidati, ricchi di esperienze, con alle spalle una ricerca che li ha resi noti nell’ambito della Fiber Art, opere di giovani che frequentano le Accademie di Belle Arti e ricercano la loro espressione artistica attraverso linguaggi, materiali, tecniche. Questo risponde all’esigenza di scandagliare attraverso il concreto le tendenze dell’Arte del nostro tempo, mediante la forma espressiva della Fiber Art.
Accademie ed Artisti si esprimono individuando, spesso, temi di grande attualità. La crisi ambientale, la vita al tempo della pandemia, l’economia circolare, il tema del riciclo e, a tale proposito, prosegue la collaborazione con la Ditta Galassia di Perugia, produttrice di maglieria in cashmere di alta gamma, attraverso il Progetto “Ritagli d’Autore. Nuove declinazioni del riuso” a cura di Margherita Labbe. Hanno aderito al progetto e concesso il Patrocinio le Accademie di Belle Arti di Brera, Carrara, Catania, Foggia, Lecce, Roma, Torino, Urbino, Venezia.
L’Accademia di Belle Arti di Bologna è presente con quattro opere di cinque allievi del biennio di Decorazione per l’Architettura. È stato interesse dei promotori invitare questa Istituzione per proporre ai visitatori ulteriori elementi della Ricerca in campo artistico attraverso il linguaggio della Fiber Art. Si segnala in particolare il progetto Patrimonio, risorse per lo spazio pubblico, strumenti per la progettazione artistica contemporanea, promosso dall’Accademia in collaborazione con Bologna Musei/Musei Civici d’Arte Antica curato dalla docente Vanna Romualdi. L’installazione multisensoriale site specific ospitata presso la Rocca Albornoziana è parte di questo progetto.
L’associazione-partner DARS di Udine partecipa con una selezione di opere provenienti dall’ultima edizione della Biennale del Libro d’Artista di Udine, oltre ai lavori di quattro artiste attive nell’ambito dell’associazione.
La galleria Officina d’Arte&Tessuti ospita sette fiberartiste invitate per dare vita al progetto “Una nuova materia di espressività’ creativa: il feltro”, curato da Lydia Predominato ed Eva Basile.
Alla musica, che delinea il carattere sinestetico dell’Associazione Officina d’Arte e Tessuti, è dedicato l’appuntamento dell’11 dicembre alle ore 11 per il concerto inaugurale in Sala Pegasus (musiche di P. Hindemith, R. Strauss, L. Dallapiccola).

SCHEDA TECNICA
Presentazione in anteprima presso il CAOS di Terni sabato 20 novembre ore 17
Inaugurazione: 8 dicembre ore 11 Via Saffi,12

Quando: dall’8 dicembre 2021 al 16 gennaio 2022
Dove: Palazzo della Signoria (ex Museo Civico), Piazza Duomo
Palazzo Comunale (ex Monte di Pietà), Via Saffi 12;
Museo Nazionale del Ducato – Rocca Albornoz
galleria Officina d’Arte&Tessuti Via Plinio il Giovane 6/8;

Orari: ex Museo Civico//ex Monte di Pietà da venerdì a domenica 11,00-18,00.
CHIUSO: 24-25-26 dicembre. Dal 28 dicembre al 6 gennaio apertura tutti i giorni 11,00/18,00
galleria Officina d’Arte&Tessuti: da venerdì a domenica previa prenotazione: officinadartetessuti21@gmail.com
Rocca Albornoz: dal 27 dicembre al 9 gennaio: dal lunedì alla domenica: 9.30-13.45 (ultimo ingresso ore 13.15) chiuso: 1 gennaio

Ideazione e Coordinamento M. Giuseppina Caldarola, Pierfrancesco Caprio
Organizzazione Associazione Culturale Officina d’Arte e Tessuti
Allestimento Pierfrancesco Caprio
Media partner ARTEMORBIDA – Textile art Magazine

Gli Artisti
“Testimonianze”: Tiziana Abretti, Riccardo Ajossa, Silvia Beccaria, Loretta Cappanera, Silvia Giani, Bahar Hamzehpour, Ilaria Margutti, Cristina Mariani, Anna Moro Lin, Lydia Predominato, Annacarla Scanu, Virginia Ryan, Manuela Toselli

“Accademie” (docenti, studenti, ex studenti)
Bologna: Camilla Callarelli, Nikola Filipović, Elham M. Aghili, Songy Du, Khorshid Pouyan
Brera: Valerio Ambiveri, Danilo Ferrero, Ada Ghinato, Chiara Giorgetti, Margherita Labbe, Lucia Bonomo, Michele Bruna, Elisa Camozzi, Martina Chiodini, Jessica Fanchini, Giulia Gentilcore e Irene Lupia, Maria D. Iuculano, Natalia Lenini, Vanessa Lobosco, Serena Lombardi, Anna Prestigiacomo, Luana Pulici, Giulia Roncucci, Clemente Rossi, Lorenzo Silvestrini, Giulia Soldi, Giuseppe Stornello, Alice Vercesi, Chiara Vitali
Carrara: Carla Crosio, Mattia Barone, Violetta Reho, Flavia Spasari
Catania: Marcella Barone, Cristina Agnello, Andrea Cacciola, Gabriele Fazio, Diego Greco e Domenico Litrico
Foggia: Laura Scaringi, Paolo Anguilano, Sara P. Bonassisa, Alessandra Fuzio, Grazia P. Galante, Nunzia Inchingolo
Lecce: Aida Dzhafarova, Carmina A. Falcione, Sara Totaro, Giulia Villani
Napoli: Angela Vinciguerra e Maria Tirotta, Andrea Apicella e Christian Lamberti, Maria D’Apuzzo, Noemi Frezza, Angelo Pisano e Sabina Maresca, Gloria Rea e Giuseppina Russo
Roma: Patrizia Bisonni e Antonella Marotta, Gianluca Murasecchi, Alessandra M. Porfidia, Arion Bajrami, Flaminia Cicerchia, Andrea Guerra, Virginia Lorenzetti, Sara Romeo, Eleonora Ruggeri
Torino: Ornella Rovera, Valentina Avonda, Linda Biella, Greta Manzone, Elisa Massimino, Samanta Orsi, Lei Tong
Urbino: Giancarlo Lepore, Ana M. Dinu, Adrian G. Joita e Nadia Latessa, Simone Leanza, Nicola Sebatiani
Venezia: Elena Armellini, Beatrice Bellet, Gaia Bellini, Angela Trione

Artiste DARS: Silvia Braida, Manuela Collini, Renza Moreale, Maddalena Valerio
Selezione Libri d’Artista DARS: ACCADEMIA di BELLE ARTI LECCE: Grazia Tagliente, Angelica Cazzetta, Chiara Funiati
FACOLTÀ DI BELLE ARTI – UNIVERSITÀ COMPLUTENSE DI MADRID: Belén Armario Rodríguez, Nahia Bedialauneta Coira, José Javier Fernández Calderón, Olga Muñoz Montero, Marta Aguilar Moreno, Carmen Hidalgo De Cisneros Wilckens, Mónica Oliva Lozano
ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI PALERMO: Martina Carollo, Teodora Pirau, Chiara Maria Piva, Margherita Spera, Francesca Genna
Il Feltro: Elham M. Aghili, Annamaria Atturo, Daniela Costanzo Giorgio, Barbara Girardi, Grazia Santi, Chiara Valentini, Esther Weber

Info: officinadartetessuti21@gmail.com //+39 333 3763011

Per accedere agli spazi espositivi è necessario essere muniti di Green Pass nel rispetto del DECRETO-LEGGE 8 ottobre 2021, n. 139 e DECRETO-LEGGE 23 luglio 2021 n. 105

La manifestazione ha un Comitato d’Onore del quale fanno parte: Giorgio Di Genova, Stefano Di Stasio, Silvia Grandi, Anna Leonardi, Anna Moro-Lin, Lydia Predominato, Bruno Toscano, Battistina Vargiu.

Mostra | MAURIZIO CANNAVACCIUOLO / CLAUDIO MASSINI “Ma non ho bicchieri come i tuoi” @ Palazzo Collicola
Gen 5 giorno intero

Ma non ho bicchieri come i tuoi
A cura di Marco Tonelli e Lorenzo Fiorucci
Palazzo Collicola, Spoleto
13 novembre 2021– 13 febbraio 2022

Una mostra di pittura, imprevedibile, eccentrica, un dialogo tra due artisti che lavorano sui margini stessi delle immagini e della rappresentazione, della linea e dell’ornamento, dell’illusione e del significato.

Maurizio Cannavacciuolo (1954) e Claudio Massini (1955), entrambi nati a Napoli, coetanei, una storia di lunga amicizia, fatta di interferenze ma non di influenze, hanno condiviso tra anni Settanta e Ottanta la galleria di Lucio Amelio a Napoli, vero e proprio centro del mondo dell’arte contemporanea del tempo in Italia: in occasione di questa mostra a Palazzo Collicola si sono dunque ri-chiamati a vicenda.

Il percorso espositivo (una doppia personale) si snoda lungo le dieci sale del Piano terra dedicate alle mostre temporanee. Cannavacciuolo e Massini espongono 30 opere (tra cui alcuni polittici) realizzate dalla fine degli anni Novanta ad oggi, per lo più dipinti su tela, con la presenza da parte di Cannavacciuolo anche di una grande opera di formelle di ceramica (Sinestesia) a testimonianza della sua apertura verso altri “generi”, mentre spetta a Massini chiudere la mostra con la riproposizione fotografica di interventi di arte sociale realizzati tra il 1974 e il 1980, un periodo di ricerca che oscilla tra l’antropologico e il popolare e che prese forma in un contesto collettivo quale l’intervento realizzato a Sant’Antimo nel 1977 dal titolo La notte di Maggio Mellone.

La mostra cerca di sottolineare diversi aspetti umorali e narrativi dei loro percorsi, che nel caso di Cannavacciuolo si manifestano con una sorta di sana ironia, quasi didattica, da osservatore tenero e spietato che cerca di far riflettere lo spettatore attraverso trappole logiche e visive, in quello di Massini con sottili e precise architetture fatte di equilibri, innumerevoli strati di colore, piccole utopie, orientalismi, polittici, recuperi e nostalgie stile impero, intrecci di costellazioni e edonistiche decorazioni.

I rebus visivi, stravaganti ed impertinenti di Cannavacciuolo di opere come Bubbles, Fire Zazazà!, Excelsior, Bored Sea Food vs Barbed Wire Family o Menina do Rio, calor que provoca arrepio fanno così da perfetto controcanto agli spazi onirici e congelati di Massini di dipinti come Barcellonese, Riparo, Dall’alto e fuori o Architettura fatale, deviando entrambi dalla pratica corrente di modernità, tradizione e contemporaneità.

Due pittori dunque non marginali, complessi e stratificati, antagonisti involontari della scena contemporanea da cui si distinguono per fitte trame di significati e rimandi, ibridazioni e richiami a culture altre e internazionali e quindi parte di una cultura universale.

Mostra | SPOLETOSPHERE Modello, documenti e progetti @ Galleria d’Arte Moderna G. Carandente - Palazzo Collicola
Gen 5 giorno intero

SPOLETOSPHERE
Modello, documenti e progetti

18 dicembre 2021 – 13 febbraio 2022
Galleria d’Arte Moderna G. Carandente – Palazzo Collicola

Presentazione sabato 18 dicembre ore 12,00

VIDEO >> https://www.youtube.com/watch?v=DCgLHwRtv5E

Richard Buckminster Fuller (1895-1983), architetto e designer statunitense, geniale e visionario, nel corso della sua vita progettò sempre immaginando il futuro, come si evince dal suo trattato Operating Manual for Spaceship Earth scritto nel 1969. Temi quali la sostenibilità, l’ecologismo, i problemi energetici e le fonti rinnovabili sono infatti alla base del suo pensiero e delle sue strutture architettoniche, dalla sfera del Dymaxion House alle cupole dei Paperboard Domes fino alle automobili quali la Dymaxion car.

Il tratto più distintivo della sua poetica rimane però senza dubbio la concezione e la realizzazione delle cupole geodetiche (di cui Fuller possiede il brevetto), edifici estremamente leggeri e di facile costruzione che iniziò a progettare a partire dal 1957 in ogni parte del mondo e che hanno perfino ispirato la denominazione di una molecola chimica complessa quale il “fullerene”. Tale fu il successo che l’esercito degli Stati Uniti gli commissionò la costruzione di centinaia di queste strutture per installazioni militari.

Le cupole geodetiche sono strutture composte da elementi triangolari, tubulari e modulari, che si raccordano in punti specifici dando forma a poligoni e che possono essere rivestite di materiali sintetici o coperture leggere, come fu il caso della cosiddetta Spoletosfera (l’unica cupola geodetica di Fuller in Italia) che fu installata nel 1967 in occasione del X Festival dei Due Mondi di Spoleto su progetto di Fuller e Shoji Sadao (architetto giapponese suo collaboratore) e costruita con l’aiuto di studenti di otto paesi e architetti locali, la supervisione di Giovanni Carandente e il contributo della Southern Illinois University, dell’Usa International Council of the Arts e dell’Alluminium Company of America. L’inaugurazione sarà un gran successo alla presenza di Fuller e con l’esecuzione di un vero e proprio happening (due anni dopo anche Mario Ceroli e Claudio Cintoli realizzeranno all’interno della struttura gli happening dal titolo Io e Rimbalzare).

Dando seguito a un accordo tra il Comune di Spoleto e l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia (accordo che ha già visto le due istituzioni collaborare in occasione di alcune mostre a Palazzo Collicola) e sotto la supervisione del professore di modellistica Giuseppe Fioroni, un gruppo di studenti ha riprodotto, dopo rilievi e misurazioni prese in situ, un modello in scala 1:20 della Spoletosfera utilizzando fibre di carbonio e di vetro e alluminio, evidenziandone il principio costruttivo fondato su incastri e alternanze di esagoni e pentagoni e sull’uso di tre diverse misure di aste di collegamento. L’opera verrà donata al museo di Palazzo Collicola dopo la fine della mostra (per l’occasione è stata anche realizzata una breve video presentazione di Vincenzo Alessandria).

Inoltre viene esposta al pubblico per la prima volta una serie di documenti di archivio conservati presso la Biblioteca Carandente tra cui figurano schizzi progettuali originali con indicazioni tecniche autografe di Fuller, articoli e riviste a lui dedicate, fotografie delle fasi del montaggio e dell’inaugurazione o di modellini di altre strutture progettate dall’architetto, oltre a parte della corrispondenza scambiata tra lui e il Festival dei Due Mondi.

Palazzo Collicola – Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”, Appartamento Nobile e mostre temporanee
Giorni e orari di apertura

dal giovedì al lunedì
10:30-13:00/15:00-17:30
chiuso il martedì e il mercoledì

Aperture straordinarie
mercoledì 8, martedì 28, mercoledì 29 dicembre, martedì 4 e mercoledì 5 gennaio
10:30-13:00/15:00-17:30

Mostra | VITTORIO MESSINA – DISHABITAT @ Palazzo Collicola
Gen 5 giorno intero

VITTORIO MESSINA | DISHABITAT
Palazzo Collicola, dal 9 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022
a cura di Marco Tonelli e Davide Silvioli

L’inaugurazione è in programma sabato 9 ottobre alle ore 11.30.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione: cultura.turismo@comune.spoleto.pg.it

In una larga parte del suo lavoro Vittorio Messina ha sviluppato il tema dell’Habitat e del costruire, concentrando la sua attenzione sulle iconografie di “celle” e “stanze” intese come elemento base dell’architettura.

Il carattere aperto e enigmatico delle sue opere è accostabile in parte col modo di costruire il pensiero e il linguaggio del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, o coi romanzi dello scrittore praghese Franz Kafka o ancora con le teorie della fisica quantistica. Senza mai basare il suo discorso su contenuti critici, politici, sociali, economici o ideologici, l’opera di Messina è una chiara metafora del costruire l’opera d’arte come attività sempre fluida, dinamica, mobile, concreta e allo stesso tempo misteriosa, immateriale e metafisica, una sorta di cantiere attraversato dalle esigenze del presente e dalle possibilità del futuro.

Come in tante altre occasioni, dunque l’artista ha elaborato appositamente per lo spazio – in questo caso il Piano Nobile di Palazzo Collicola – un progetto specifico dal titolo Dishabitat, composto da due grandi opere pensate e realizzate per il luogo, progetto quindi che si colloca e deriva dalla natura del sito destinato ad accoglierlo, e nello stesso tempo alimenta un campo di riflessione sull’attualità delle condizioni e delle emergenze del nostro tempo.

La ricostruzione essenziale di un edificio tagliato dal pavimento stesso del Salone d’Onore di Palazzo Collicola dal titolo Dishabitat 1 (di cui si vede solo la copertura del tetto e parte del muro di sostegno in blocchetti di gasbeton), analogamente alla trasformazione della lunga Galleria in uno spazio denso di luce rossa dal titolo Dishabitat 2, definiscono un percorso abitativo in forma di cantiere all’interno di ambienti che oggi sono di natura strettamente museale, ma che in passato furono dimora e luoghi di rappresentanza della famiglia Collicola.

L’edificio, costruito dall’architetto Sebastiano Cipriani nel 1730 con annesso giardino, fu acquistato nel 1939 dal Comune di Spoleto ed è diventato poi, nel 2000, sede della Galleria d’Arte Moderna e nel 2010 anche della Pinacoteca civica.

In senso metaforico, rispetto all’idea di un habitat originario, già modificato dalla sua trasformazione in museo, Messina ne ha aggiunto un altro (di qui il termine dishabitat) di matrice concettuale e contemporanea, che rende le sue opere dei veri e propri cantieri metafisici e mentali. L’abbassamento del punto di vista della cima di una casa e la suggestione di una luce rossa provocata dal fenomeno di un allontanamento (il tipico effetto fisico del redshift gravitazionale), sono dunque per Messina forme di distanziamento dal tempo e dal luogo, ma anche di paradossale riavvicinamento al presente, e di elevazione della nostra percezione e visione del mondo.

Il progetto espositivo usufruisce della sponsorizzazione tecnica dell’azienda Leroy-Merlin e del sostegno della Galleria Nicola Pedana, mentre il catalogo della mostra verrà pubblicato nel corso dell’esposizione.

Biografia
Vittorio Messina è nato a Zafferana Etnea (Catania) nel 1946. Compie gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura di Roma, dove, alla fine degli anni Settanta, esordisce nello spazio di Sant’Agata dei Goti, punto di incontro e luogo di sperimentazione della giovane arte di quegli anni, con La Muraglia Cinese, una mostra articolata intorno all’omonimo testo kafkiano.
Fin dalle mostre alla galleria La Salita di Roma (1982), e alla galleria Locus Solus di Genova (1983), il suo lavoro si orienta verso una forma di scultura ambientale, e dopo le personali alla galleria Minini di Brescia (1985) e al PAC di Milano (1986), Messina espone le prime “celle” alla Moltkerei Werkstatt di Colonia e alla galleria Shimada di Yamaguchi (Giappone), veri e propri edifici costruiti con materiali seriali di uso edilizio, autoilluminati con lampade industriali.
Nel 1987, a Palazzo Taverna in Roma (Incontri Internazionali d’Arte), all’interno di un ciclo dove si succedono gli interventi di Maria Nordman, Bruce Naumann e Luca Maria Patella, Messina costruisce una “cella” e pubblica un testo, “Paesaggio con luce lontana”, dove affiora la tematica heisenberghiana dell’indeterminazione, già presente peraltro nella mostra Spostamenti sulla banda del rosso di Villa Romana (Firenze 1985). Da questo momento il suo lavoro si svolge con stringente continuità visionaria nel grande Krater esposto alla mostra Europa Oggi del Museo Pecci di Prato (1988), nell’installazione totale alla galleria Oddi Baglioni di Roma dello stesso anno, fino alla mostra Aetatis suae alla galleria Tucci Russo di Torino (1990).
Dalla “cella” della galleria Minini, Brescia (1991), a quella del Kunstverein di Kassel (1991) e della galleria Victoria Miro (Londra 1992), come nelle 24 finestre della mostra Lux Europae di Edinburgh (1992), fino ai lavori del Castello di Girifalco, Cortona (con Thomas Schütte, 1993), l’opera di Messina si configura con l’imprevedibilità e il disincanto di un vero e proprio cantiere metafisico. Seguono negli anni Novanta, le mostre al Kunstverein di Düsseldorf, alla Villa delle Rose di Bologna, alla National Galerie di Berlino, al Museo di Erfurt, al Museo di Leeds, fino alle grandi installazioni nei Dialoghi (Maschio Angioino e Castel dell’Ovo di Napoli, 2002). Nella mostra A village and its surroundings (H. Moore Foundation, Halifax 1999) alcune installazioni includono l’uso di film-video. In La discrezione del tempo 1 (Museo Ujazdovki, Varsavia, 2002), e in Una città visibile (Modena, 2004), e poi ancora nelle Cronografie, o della città verticale (Cavallerizza Reale, Torino (2006) e in Momentanea Mens (DKM Foundation, Duisburg 2009), lo spazio-tempo dell’habitat umano tende a espandersi ulteriormente, fino alla dilatazione estrema di Hermes, film della durata di 72 ore. Infine, nella mostra alla Galleria Guidi di (Roma, 2011), come nelle opere al MACRO (Eighties are Back, Roma 2011) e nella mostra con Thomas Schütte alla Villa Massimo (Roma 2011), Messina rafforza la componente tautologica del suo lavoro e avvia una nuova riflessione sulle forze e le dimensioni dello spazio reale. Nel 2014 espone al MACRO di Roma e alla Kunsthalle di Göppingen, nel 2015 è invitato alla mostra Au rendez vous des Amis organizzata dalla Fondazione Burri a Città di Castello, nel 2016 tiene una personale presso il Regio Albergo delle Povere e il Museo Riso di Palermo e nel 2019 è invitato alla Biennale de L’Havana.

Orario di apertura:
Palazzo Collicola Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”
Appartamento Nobile e mostre temporanee
dal giovedì al lunedì 10:30-13:00/15:00-17:30
chiuso martedì e mercoledì

Aperture straordinarie
mercoledì 8, martedì 28, mercoledì 29 dicembre, martedì 4 e mercoledì 5 gennaio
10:30-13:00/15:00-17:30

PRESEPI NATALIZI a Spoleto
Gen 5 giorno intero

IL PRESEPE MONUMENTALE PIÙ GRANDE D’EUROPA
Auditorium della Stella
Giorni di apertura: 8-12 dicembre | 17 dicembre – 9 gennaio | 14 gennaio
Orario: 10-13 e 15-18.30

Un presepe monumentale a grandezza naturale divenuto il più grande d’Europa, realizzato in terracotta, legno e cartapesta dal maestro di arte presepiale Mario Agrestini.
Il presepe, frutto di un lavoro di oltre 40 anni che ricostruisce l’antico mondo contadino, interagisce tra pittura e scultura ed è unico nella sua realizzazione e dimensione.
L’abbigliamento dei personaggi è in parte tessuto a mano ed in parte originario della Giordania, così come tutti gli accessori sia dei personaggi che degli animali presenti.
L’opera è già stata esposta nel 2010 a Roma, nella Sala del Carroccio in Campidoglio.

SPOLETO, LA CITTÀ IN UN PRESEPE – 10a edizione
dal 12 dicembre 2021 al 6 gennaio 2022
Mostre di presepi: Sala degli Ori, Piazza Campello (uscita della mobilità alternativa), Via di Visiale

Programma e info: Pro Loco di Spoleto “A. Busetti” – Via Minervio 2 – Tel. e Fax 0743 46484 – Mob. 375.5035362 E-mail: prospoleto@gmail.com Web: www.prolocospoleto.it

PRESEPI SUBACQUEI
dal 8 dicembre 2021 al 14 gennaio 2022
a cura dell’Associazione G. Parenzi

fontana di piazza Campello
fontana di piazza del Mercato
fontana di piazza della Vittoria
lavatoi di via Posterna

PRESEPE DEGLI ORTI
Orti del Sole, via San Carlo, dall’8 dicembre 2021 al 6 gennaio 2022
Orario: giorni feriali dalle 16 alle 19, giorni festivi dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19. Chiuso in caso di maltempo.

Opera di Agostino Agostinelli sono la piccola Natività in cartapesta posta all’ingresso degli orti e la bella natività a grandezza naturale realizzata per i Presepi al Borgaccio nel 2003.
La terza Natività artistica è stata realizzata dal prof. Massimiliano Albanese.
L’allestimento delle scene è opera di volenterosi “ortolani” innamorati della magia del Presepe.

Lungo il percorso sagome dipinte dal prof. Pietro Mita. Le tre opere creano una grande suggestione, negli Orti del Sole, all’ombra della Rocca e del Ponte delle Torri, un luogo ricco di fascino e da valorizzare. Un fondale di grande atmosfera nella semplicità di un allestimento che richiama l’intima umiltà della Natività.

Gen
6
Gio
Mostra | FRAMMENTI DI MEMORIE. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano
Gen 6 giorno intero

Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal 26 settembre 2021 al 6 gennaio 2022
Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina

Fino al 6 gennaio nel giardino del Teatro romano e nelle sale del Museo archeologico nazionale di Spoleto saranno esposti alcuni manufatti del piano di riuso delle macerie realizzato dall’arch. Matteo Ferroni per il Comune di Norcia, messi a confronto con alcuni reperti archeologici della Valnerina. La mostra, intitolata Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina sarà inaugurata dalla direttrice Silvia Casciarri domenica 26 settembre alle ore 11.

L’allestimento mette a confronto due modalità di ricostruzione. Da una parte la ricomposizione filologica dei frammenti archeologici in oggetti originari e dall’altra la ricomposizione dei frammenti architettonici in nuove forme e nuove funzioni.

Orario di apertura:
Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal mercoledì alla domenica 8:30–19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
chiuso lunedì e martedì

Mostra | FRAMMENTI DI UN PERCORSO TEATRALE @ Palazzo Collicola, ingresso via Vittori
Gen 6 giorno intero

FRAMMENTI DI UN PERCORSO TEATRALE
Nuovamente aperta al pubblico la mostra che celebra la storia del Festival dei Due Mondi. Ingresso gratuito

Riapre al pubblico ‘Frammenti di un percorso teatrale’, la mostra-omaggio che riporta alla luce documenti, fotografie, bozzetti d’epoca, costumi e arredi scenici che hanno fatto la storia del Festival dei Due Mondi.

Durante il periodo natalizio, per permettere a turisti e residenti di ammirare veri e propri pezzi d’arte realizzati dalle sapienti mani delle maestranze che si sono susseguite di edizione in edizione, la mostra sarà visitabile a Palazzo Collicola (ingresso via Loreto Vittori) fino al 12 dicembre, il 18, 19 e 26 dicembre, il 2 gennaio e dal 6 al 9 gennaio 2022.

L’esposizione, a cura di Piero Maccarinelli, intende valorizzare il fondamentale lavoro degli artigiani-artisti senza i quali il festival non avrebbe ottenuto il prestigio internazionale che lo ha contraddistinto. Si tratta di una prima ricognizione eclettica di costumi selezionati fra le migliaia del magazzino del festival che rappresenta un’anteprima del lavoro che più organicamente verrà sviluppato nei prossimi anni per cicli tematici.

Dopo gennaio i giorni di apertura al pubblico saranno il 12, 13, 19, 20, 26 e 27 marzo, il 2, 3, 9, 10, 16, 18, 23, 24, 25, 30 aprile e il 1° maggio 2022.

Nei giorni indicati la mostra sarà visitabile dalle ore 10.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.30.

Mostra | FRANCO TROIANI: Fotografie. 1997-2007 @ ADD-art galleria
Gen 6 giorno intero

ADD-art galleria (via Palazzo dei Duchi 6), dal 31 ottobre 2021 al 15 gennaio 2022
FRANCO TROIANI: Fotografie. 1997-2007
a cura di Davide Silvioli

L’esposizione vede per la prima volta esposti gli scatti fotografici dell’artista spoletino realizzati tra il 1997 e il 2007, una produzione inedita e raffinata in cui il corpo è il protagonista.

Dal testo del curatore Davide Silvioli:
“Nella ricerca pluriennale di Franco Troiani la fotografia equivale a strumento di studio; spesso un mezzo preliminare alla pratica pittorica. Tuttavia, la fotografia non soffre uno status di subalternità nei confronti degli altri orientamenti perseguiti dall’artista, configurandosi come territorio di sperimentazione completamente autonomo. Troiani, secondo tali accenti, delega esclusivamente alla fotografia l’investigazione sulla figura umana, con l’intenzione di esplorarne l’espressione, la simbologia e il mistero. Sulla base di questa attitudine, la mostra Fotografie. 1997-2007 presenta un corpus di scatti mai esposti, relativi a operazioni intraprese dall’artista fra gli anni Novanta e Duemila, in cui il corpo è il soggetto di una narrazione in grado di ricondurre a tematiche senza tempo di ordine storico-artistico, estetico e filosofico”.

Aperta su appuntamento tramite form su https://www.add-art.it/?page_id=15

Mostra | II EDIZIONE RASSEGNA BIENNALE DI FIBER ART @ Ex Museo Civico, Ex Monte di Pietà, Museo nazionale del Ducato di Spoleto - Rocca Albornoziana, Galleria Officina d’Arte&Tessuti
Gen 6 giorno intero
<!--:it-->Mostra | II EDIZIONE RASSEGNA BIENNALE DI FIBER ART<!--:--><!--:en-->Exhibition | 2nd EDITION FIBER ART BIENNIAL<!--:--> @ Ex Museo Civico, Ex Monte di Pietà, Museo nazionale del Ducato di Spoleto - Rocca Albornoziana, Galleria Officina d’Arte&Tessuti

II EDIZIONE RASSEGNA BIENNALE DI FIBER ART
Spoleto, 8 dicembre 2021 – 16 gennaio 2022
A cura di Maria Giuseppina Caldarola in collaborazione con Margherita Labbe

Palazzo della Signoria (ex Museo Civico)
Palazzo Comunale (ex Monte di Pietà)
Museo nazionale del Ducato di Spoleto – Rocca Albornoziana
Galleria Officina d’Arte&Tessuti, Spoleto

Inaugurazione mercoledì 8 dicembre ore 11
Palazzo Comunale – Via Saffi, 12

Dopo un anno di sospensione a causa della pandemia la Biennale di Fiber Art, giunta alla seconda edizione, torna a Spoleto dall’8 dicembre 2021 al 16 gennaio 2022. La manifestazione ha ottenuto il Patrocinio della Regione Umbria, del Comune di Spoleto e del Museo nazionale del Ducato di Spoleto – Rocca Albornoziana, che ha offerto anche una sala espositiva all’interno della Rocca, mentre il CAOS di Terni ospiterà un incontro il 20 novembre nel quale verrà presentata in anteprima la Biennale.

Quattro le sedi espositive: quattro spazi per porre l’Arte al centro e per riflettere sull’Arte. Il tema fondante della Biennale è la Ricerca, quella effettuata nelle Istituzioni pubbliche a questa dedicate, quella di Enti ed associazioni private.

“Testimonianze” è lo spazio dedicato agli Artisti invitati in quanto rappresentativi della Fiber Art italiana, alcuni con predilezione ricorrente per il medium fibra, altri con interesse non esclusivo per detto medium. Un ecosistema, dove il contributo singolo possa essere percepito come partecipazione ad una visione comune dell’arte e della cultura.
Sin dalla prima edizione i promotori hanno scelto di esporre, accanto ad Artisti consolidati, ricchi di esperienze, con alle spalle una ricerca che li ha resi noti nell’ambito della Fiber Art, opere di giovani che frequentano le Accademie di Belle Arti e ricercano la loro espressione artistica attraverso linguaggi, materiali, tecniche. Questo risponde all’esigenza di scandagliare attraverso il concreto le tendenze dell’Arte del nostro tempo, mediante la forma espressiva della Fiber Art.
Accademie ed Artisti si esprimono individuando, spesso, temi di grande attualità. La crisi ambientale, la vita al tempo della pandemia, l’economia circolare, il tema del riciclo e, a tale proposito, prosegue la collaborazione con la Ditta Galassia di Perugia, produttrice di maglieria in cashmere di alta gamma, attraverso il Progetto “Ritagli d’Autore. Nuove declinazioni del riuso” a cura di Margherita Labbe. Hanno aderito al progetto e concesso il Patrocinio le Accademie di Belle Arti di Brera, Carrara, Catania, Foggia, Lecce, Roma, Torino, Urbino, Venezia.
L’Accademia di Belle Arti di Bologna è presente con quattro opere di cinque allievi del biennio di Decorazione per l’Architettura. È stato interesse dei promotori invitare questa Istituzione per proporre ai visitatori ulteriori elementi della Ricerca in campo artistico attraverso il linguaggio della Fiber Art. Si segnala in particolare il progetto Patrimonio, risorse per lo spazio pubblico, strumenti per la progettazione artistica contemporanea, promosso dall’Accademia in collaborazione con Bologna Musei/Musei Civici d’Arte Antica curato dalla docente Vanna Romualdi. L’installazione multisensoriale site specific ospitata presso la Rocca Albornoziana è parte di questo progetto.
L’associazione-partner DARS di Udine partecipa con una selezione di opere provenienti dall’ultima edizione della Biennale del Libro d’Artista di Udine, oltre ai lavori di quattro artiste attive nell’ambito dell’associazione.
La galleria Officina d’Arte&Tessuti ospita sette fiberartiste invitate per dare vita al progetto “Una nuova materia di espressività’ creativa: il feltro”, curato da Lydia Predominato ed Eva Basile.
Alla musica, che delinea il carattere sinestetico dell’Associazione Officina d’Arte e Tessuti, è dedicato l’appuntamento dell’11 dicembre alle ore 11 per il concerto inaugurale in Sala Pegasus (musiche di P. Hindemith, R. Strauss, L. Dallapiccola).

SCHEDA TECNICA
Presentazione in anteprima presso il CAOS di Terni sabato 20 novembre ore 17
Inaugurazione: 8 dicembre ore 11 Via Saffi,12

Quando: dall’8 dicembre 2021 al 16 gennaio 2022
Dove: Palazzo della Signoria (ex Museo Civico), Piazza Duomo
Palazzo Comunale (ex Monte di Pietà), Via Saffi 12;
Museo Nazionale del Ducato – Rocca Albornoz
galleria Officina d’Arte&Tessuti Via Plinio il Giovane 6/8;

Orari: ex Museo Civico//ex Monte di Pietà da venerdì a domenica 11,00-18,00.
CHIUSO: 24-25-26 dicembre. Dal 28 dicembre al 6 gennaio apertura tutti i giorni 11,00/18,00
galleria Officina d’Arte&Tessuti: da venerdì a domenica previa prenotazione: officinadartetessuti21@gmail.com
Rocca Albornoz: dal 27 dicembre al 9 gennaio: dal lunedì alla domenica: 9.30-13.45 (ultimo ingresso ore 13.15) chiuso: 1 gennaio

Ideazione e Coordinamento M. Giuseppina Caldarola, Pierfrancesco Caprio
Organizzazione Associazione Culturale Officina d’Arte e Tessuti
Allestimento Pierfrancesco Caprio
Media partner ARTEMORBIDA – Textile art Magazine

Gli Artisti
“Testimonianze”: Tiziana Abretti, Riccardo Ajossa, Silvia Beccaria, Loretta Cappanera, Silvia Giani, Bahar Hamzehpour, Ilaria Margutti, Cristina Mariani, Anna Moro Lin, Lydia Predominato, Annacarla Scanu, Virginia Ryan, Manuela Toselli

“Accademie” (docenti, studenti, ex studenti)
Bologna: Camilla Callarelli, Nikola Filipović, Elham M. Aghili, Songy Du, Khorshid Pouyan
Brera: Valerio Ambiveri, Danilo Ferrero, Ada Ghinato, Chiara Giorgetti, Margherita Labbe, Lucia Bonomo, Michele Bruna, Elisa Camozzi, Martina Chiodini, Jessica Fanchini, Giulia Gentilcore e Irene Lupia, Maria D. Iuculano, Natalia Lenini, Vanessa Lobosco, Serena Lombardi, Anna Prestigiacomo, Luana Pulici, Giulia Roncucci, Clemente Rossi, Lorenzo Silvestrini, Giulia Soldi, Giuseppe Stornello, Alice Vercesi, Chiara Vitali
Carrara: Carla Crosio, Mattia Barone, Violetta Reho, Flavia Spasari
Catania: Marcella Barone, Cristina Agnello, Andrea Cacciola, Gabriele Fazio, Diego Greco e Domenico Litrico
Foggia: Laura Scaringi, Paolo Anguilano, Sara P. Bonassisa, Alessandra Fuzio, Grazia P. Galante, Nunzia Inchingolo
Lecce: Aida Dzhafarova, Carmina A. Falcione, Sara Totaro, Giulia Villani
Napoli: Angela Vinciguerra e Maria Tirotta, Andrea Apicella e Christian Lamberti, Maria D’Apuzzo, Noemi Frezza, Angelo Pisano e Sabina Maresca, Gloria Rea e Giuseppina Russo
Roma: Patrizia Bisonni e Antonella Marotta, Gianluca Murasecchi, Alessandra M. Porfidia, Arion Bajrami, Flaminia Cicerchia, Andrea Guerra, Virginia Lorenzetti, Sara Romeo, Eleonora Ruggeri
Torino: Ornella Rovera, Valentina Avonda, Linda Biella, Greta Manzone, Elisa Massimino, Samanta Orsi, Lei Tong
Urbino: Giancarlo Lepore, Ana M. Dinu, Adrian G. Joita e Nadia Latessa, Simone Leanza, Nicola Sebatiani
Venezia: Elena Armellini, Beatrice Bellet, Gaia Bellini, Angela Trione

Artiste DARS: Silvia Braida, Manuela Collini, Renza Moreale, Maddalena Valerio
Selezione Libri d’Artista DARS: ACCADEMIA di BELLE ARTI LECCE: Grazia Tagliente, Angelica Cazzetta, Chiara Funiati
FACOLTÀ DI BELLE ARTI – UNIVERSITÀ COMPLUTENSE DI MADRID: Belén Armario Rodríguez, Nahia Bedialauneta Coira, José Javier Fernández Calderón, Olga Muñoz Montero, Marta Aguilar Moreno, Carmen Hidalgo De Cisneros Wilckens, Mónica Oliva Lozano
ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI PALERMO: Martina Carollo, Teodora Pirau, Chiara Maria Piva, Margherita Spera, Francesca Genna
Il Feltro: Elham M. Aghili, Annamaria Atturo, Daniela Costanzo Giorgio, Barbara Girardi, Grazia Santi, Chiara Valentini, Esther Weber

Info: officinadartetessuti21@gmail.com //+39 333 3763011

Per accedere agli spazi espositivi è necessario essere muniti di Green Pass nel rispetto del DECRETO-LEGGE 8 ottobre 2021, n. 139 e DECRETO-LEGGE 23 luglio 2021 n. 105

La manifestazione ha un Comitato d’Onore del quale fanno parte: Giorgio Di Genova, Stefano Di Stasio, Silvia Grandi, Anna Leonardi, Anna Moro-Lin, Lydia Predominato, Bruno Toscano, Battistina Vargiu.

Mostra | MAURIZIO CANNAVACCIUOLO / CLAUDIO MASSINI “Ma non ho bicchieri come i tuoi” @ Palazzo Collicola
Gen 6 giorno intero

Ma non ho bicchieri come i tuoi
A cura di Marco Tonelli e Lorenzo Fiorucci
Palazzo Collicola, Spoleto
13 novembre 2021– 13 febbraio 2022

Una mostra di pittura, imprevedibile, eccentrica, un dialogo tra due artisti che lavorano sui margini stessi delle immagini e della rappresentazione, della linea e dell’ornamento, dell’illusione e del significato.

Maurizio Cannavacciuolo (1954) e Claudio Massini (1955), entrambi nati a Napoli, coetanei, una storia di lunga amicizia, fatta di interferenze ma non di influenze, hanno condiviso tra anni Settanta e Ottanta la galleria di Lucio Amelio a Napoli, vero e proprio centro del mondo dell’arte contemporanea del tempo in Italia: in occasione di questa mostra a Palazzo Collicola si sono dunque ri-chiamati a vicenda.

Il percorso espositivo (una doppia personale) si snoda lungo le dieci sale del Piano terra dedicate alle mostre temporanee. Cannavacciuolo e Massini espongono 30 opere (tra cui alcuni polittici) realizzate dalla fine degli anni Novanta ad oggi, per lo più dipinti su tela, con la presenza da parte di Cannavacciuolo anche di una grande opera di formelle di ceramica (Sinestesia) a testimonianza della sua apertura verso altri “generi”, mentre spetta a Massini chiudere la mostra con la riproposizione fotografica di interventi di arte sociale realizzati tra il 1974 e il 1980, un periodo di ricerca che oscilla tra l’antropologico e il popolare e che prese forma in un contesto collettivo quale l’intervento realizzato a Sant’Antimo nel 1977 dal titolo La notte di Maggio Mellone.

La mostra cerca di sottolineare diversi aspetti umorali e narrativi dei loro percorsi, che nel caso di Cannavacciuolo si manifestano con una sorta di sana ironia, quasi didattica, da osservatore tenero e spietato che cerca di far riflettere lo spettatore attraverso trappole logiche e visive, in quello di Massini con sottili e precise architetture fatte di equilibri, innumerevoli strati di colore, piccole utopie, orientalismi, polittici, recuperi e nostalgie stile impero, intrecci di costellazioni e edonistiche decorazioni.

I rebus visivi, stravaganti ed impertinenti di Cannavacciuolo di opere come Bubbles, Fire Zazazà!, Excelsior, Bored Sea Food vs Barbed Wire Family o Menina do Rio, calor que provoca arrepio fanno così da perfetto controcanto agli spazi onirici e congelati di Massini di dipinti come Barcellonese, Riparo, Dall’alto e fuori o Architettura fatale, deviando entrambi dalla pratica corrente di modernità, tradizione e contemporaneità.

Due pittori dunque non marginali, complessi e stratificati, antagonisti involontari della scena contemporanea da cui si distinguono per fitte trame di significati e rimandi, ibridazioni e richiami a culture altre e internazionali e quindi parte di una cultura universale.

Mostra | SPOLETOSPHERE Modello, documenti e progetti @ Galleria d’Arte Moderna G. Carandente - Palazzo Collicola
Gen 6 giorno intero

SPOLETOSPHERE
Modello, documenti e progetti

18 dicembre 2021 – 13 febbraio 2022
Galleria d’Arte Moderna G. Carandente – Palazzo Collicola

Presentazione sabato 18 dicembre ore 12,00

VIDEO >> https://www.youtube.com/watch?v=DCgLHwRtv5E

Richard Buckminster Fuller (1895-1983), architetto e designer statunitense, geniale e visionario, nel corso della sua vita progettò sempre immaginando il futuro, come si evince dal suo trattato Operating Manual for Spaceship Earth scritto nel 1969. Temi quali la sostenibilità, l’ecologismo, i problemi energetici e le fonti rinnovabili sono infatti alla base del suo pensiero e delle sue strutture architettoniche, dalla sfera del Dymaxion House alle cupole dei Paperboard Domes fino alle automobili quali la Dymaxion car.

Il tratto più distintivo della sua poetica rimane però senza dubbio la concezione e la realizzazione delle cupole geodetiche (di cui Fuller possiede il brevetto), edifici estremamente leggeri e di facile costruzione che iniziò a progettare a partire dal 1957 in ogni parte del mondo e che hanno perfino ispirato la denominazione di una molecola chimica complessa quale il “fullerene”. Tale fu il successo che l’esercito degli Stati Uniti gli commissionò la costruzione di centinaia di queste strutture per installazioni militari.

Le cupole geodetiche sono strutture composte da elementi triangolari, tubulari e modulari, che si raccordano in punti specifici dando forma a poligoni e che possono essere rivestite di materiali sintetici o coperture leggere, come fu il caso della cosiddetta Spoletosfera (l’unica cupola geodetica di Fuller in Italia) che fu installata nel 1967 in occasione del X Festival dei Due Mondi di Spoleto su progetto di Fuller e Shoji Sadao (architetto giapponese suo collaboratore) e costruita con l’aiuto di studenti di otto paesi e architetti locali, la supervisione di Giovanni Carandente e il contributo della Southern Illinois University, dell’Usa International Council of the Arts e dell’Alluminium Company of America. L’inaugurazione sarà un gran successo alla presenza di Fuller e con l’esecuzione di un vero e proprio happening (due anni dopo anche Mario Ceroli e Claudio Cintoli realizzeranno all’interno della struttura gli happening dal titolo Io e Rimbalzare).

Dando seguito a un accordo tra il Comune di Spoleto e l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia (accordo che ha già visto le due istituzioni collaborare in occasione di alcune mostre a Palazzo Collicola) e sotto la supervisione del professore di modellistica Giuseppe Fioroni, un gruppo di studenti ha riprodotto, dopo rilievi e misurazioni prese in situ, un modello in scala 1:20 della Spoletosfera utilizzando fibre di carbonio e di vetro e alluminio, evidenziandone il principio costruttivo fondato su incastri e alternanze di esagoni e pentagoni e sull’uso di tre diverse misure di aste di collegamento. L’opera verrà donata al museo di Palazzo Collicola dopo la fine della mostra (per l’occasione è stata anche realizzata una breve video presentazione di Vincenzo Alessandria).

Inoltre viene esposta al pubblico per la prima volta una serie di documenti di archivio conservati presso la Biblioteca Carandente tra cui figurano schizzi progettuali originali con indicazioni tecniche autografe di Fuller, articoli e riviste a lui dedicate, fotografie delle fasi del montaggio e dell’inaugurazione o di modellini di altre strutture progettate dall’architetto, oltre a parte della corrispondenza scambiata tra lui e il Festival dei Due Mondi.

Palazzo Collicola – Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”, Appartamento Nobile e mostre temporanee
Giorni e orari di apertura

dal giovedì al lunedì
10:30-13:00/15:00-17:30
chiuso il martedì e il mercoledì

Aperture straordinarie
mercoledì 8, martedì 28, mercoledì 29 dicembre, martedì 4 e mercoledì 5 gennaio
10:30-13:00/15:00-17:30

Mostra | TOCCAR CON MANO I LONGOBARDI @ Rocca Albornoz - Museo Nazionale del Ducato di Spoleto
Gen 6 giorno intero

Dal 12 novembre 2021 e fino al 6 marzo 2022 alla Rocca Albornoz – Museo Nazionale del Ducato di Spoleto una mostra itinerante che offre la possibilità unica di ammirare contemporaneamente i monumenti del sito seriale ‘I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)’, Patrimonio UNESCO da dieci anni

Continuano le celebrazioni per il decennale del sito seriale ‘I longobardi in Italia’ come Patrimonio Mondiale UNESCO, con la mostra itinerante “Toccar con mano i Longobardi” che sarà inaugurata venerdì 12 novembre alle ore 15.30 alla Rocca Albornoz – Museo nazionale del ducato di Spoleto, dopo le tappe di Ancona, Benevento e Monte Sant’Angelo.

L’esposizione, che sarà visitabile fino al 6 marzo, è stata realizzata in collaborazione con il ‘Museo Tattile Statale Omero’ di Ancona e finanziata dal Ministero della Cultura a valere della L.77/2006, si pone l’obiettivo di far conoscere la straordinarietà e la complessità del sito UNESCO attraverso un percorso tattile e una gamma differenziata di opzioni di fruizione che ne facilitano la comprensione, assicurando a tutti un’esperienza multisensoriale ottimale.

Nelle sale saranno esposti sette modellini tridimensionali in scala dei monumenti architettonici che rappresentano maggiormente il sito seriale longobardo e sette modellini relativi alle aree in cui sono situati i monumenti, per permettere l’esplorazione tattile dei loro contesti di provenienza. A rendere il percorso ancor più accessibile saranno le audio descrizioni (in italiano e inglese), registrate dagli attori della Compagnia #SIneNOmine della Casa di Reclusione di Maiano a Spoleto, da ascoltare tramite NFC e QR code, nonché un catalogo in Braille e uno in large print in libera consultazione, infine, per consentire una fruizione dei modelli inclusiva, sono stati realizzati dei video con la tecnica del compositing nella LIS – Lingua dei Segni Italiana, insieme ad immagini e animazioni, sottotitoli e audio.

La mostra ‘Toccar con mano i longobardi’, permette di conoscere e “toccare” le sette eccellenze architettoniche del sito seriale ‘I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)’, da dieci anni riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio Mondiale, un itinerario dei luoghi del potere Longobardo che, oltre alla Basilica di San Salvatore a Spoleto (PG), ricomprende: l’area della Gastaldaga e il complesso episcopale a Cividale del Friuli (UD), l’area monumentale con il Monastero di San Salvatore – Santa Giulia a Brescia, il Castrum con la Torre di Torba e la Chiesa di Santa Maria foris portas a Torba e a Castelseprio (VA), il Tempietto del Clitunno a Campello sul Clitunno (PG), il Complesso di Santa Sofia a Benevento e il Santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo (FG).

L’esposizione è curata dall’Associazione Italia Langobardorum – struttura di gestione del sito seriale – che fa parte del circuito della IX edizione della Biennale “Arteinsieme – cultura e culture senza barriere” un gruppo di musei e luoghi della cultura che promuovono attività finalizzate a favorire la partecipazione delle persone con disabilità e con esigenze speciali in generale o provenienti da culture altre, valorizzando il patrimonio artistico contemporaneo, l’accessibilità dell’arte e dei beni culturali, nella convinzione del forte potere sociale che ha l’arte, che si vive ed esperisce insieme.

INFO: Mostra “Toccar con Mano i Longobardi”
Inaugurazione: venerdì 12 novembre, ore 15.30
Indirizzo Rocca Albornoz-Museo Nazionale del Ducato di Spoleto | Piazza Bernardino Campello 1, Spoleto (PG)
orario dal 27 dicembre al 9 gennaio: dal lunedì alla domenica: 9.30-13.45 (ultimo ingresso 13.15)
chiuso: dal 13 al 26 dicembre | 1, 16 e 30 gennaio | 6 e 20 febbraio | 6 marzo
info e prenotazioni: +39 0743 223055

Mostra | VITTORIO MESSINA – DISHABITAT @ Palazzo Collicola
Gen 6 giorno intero

VITTORIO MESSINA | DISHABITAT
Palazzo Collicola, dal 9 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022
a cura di Marco Tonelli e Davide Silvioli

L’inaugurazione è in programma sabato 9 ottobre alle ore 11.30.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione: cultura.turismo@comune.spoleto.pg.it

In una larga parte del suo lavoro Vittorio Messina ha sviluppato il tema dell’Habitat e del costruire, concentrando la sua attenzione sulle iconografie di “celle” e “stanze” intese come elemento base dell’architettura.

Il carattere aperto e enigmatico delle sue opere è accostabile in parte col modo di costruire il pensiero e il linguaggio del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, o coi romanzi dello scrittore praghese Franz Kafka o ancora con le teorie della fisica quantistica. Senza mai basare il suo discorso su contenuti critici, politici, sociali, economici o ideologici, l’opera di Messina è una chiara metafora del costruire l’opera d’arte come attività sempre fluida, dinamica, mobile, concreta e allo stesso tempo misteriosa, immateriale e metafisica, una sorta di cantiere attraversato dalle esigenze del presente e dalle possibilità del futuro.

Come in tante altre occasioni, dunque l’artista ha elaborato appositamente per lo spazio – in questo caso il Piano Nobile di Palazzo Collicola – un progetto specifico dal titolo Dishabitat, composto da due grandi opere pensate e realizzate per il luogo, progetto quindi che si colloca e deriva dalla natura del sito destinato ad accoglierlo, e nello stesso tempo alimenta un campo di riflessione sull’attualità delle condizioni e delle emergenze del nostro tempo.

La ricostruzione essenziale di un edificio tagliato dal pavimento stesso del Salone d’Onore di Palazzo Collicola dal titolo Dishabitat 1 (di cui si vede solo la copertura del tetto e parte del muro di sostegno in blocchetti di gasbeton), analogamente alla trasformazione della lunga Galleria in uno spazio denso di luce rossa dal titolo Dishabitat 2, definiscono un percorso abitativo in forma di cantiere all’interno di ambienti che oggi sono di natura strettamente museale, ma che in passato furono dimora e luoghi di rappresentanza della famiglia Collicola.

L’edificio, costruito dall’architetto Sebastiano Cipriani nel 1730 con annesso giardino, fu acquistato nel 1939 dal Comune di Spoleto ed è diventato poi, nel 2000, sede della Galleria d’Arte Moderna e nel 2010 anche della Pinacoteca civica.

In senso metaforico, rispetto all’idea di un habitat originario, già modificato dalla sua trasformazione in museo, Messina ne ha aggiunto un altro (di qui il termine dishabitat) di matrice concettuale e contemporanea, che rende le sue opere dei veri e propri cantieri metafisici e mentali. L’abbassamento del punto di vista della cima di una casa e la suggestione di una luce rossa provocata dal fenomeno di un allontanamento (il tipico effetto fisico del redshift gravitazionale), sono dunque per Messina forme di distanziamento dal tempo e dal luogo, ma anche di paradossale riavvicinamento al presente, e di elevazione della nostra percezione e visione del mondo.

Il progetto espositivo usufruisce della sponsorizzazione tecnica dell’azienda Leroy-Merlin e del sostegno della Galleria Nicola Pedana, mentre il catalogo della mostra verrà pubblicato nel corso dell’esposizione.

Biografia
Vittorio Messina è nato a Zafferana Etnea (Catania) nel 1946. Compie gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura di Roma, dove, alla fine degli anni Settanta, esordisce nello spazio di Sant’Agata dei Goti, punto di incontro e luogo di sperimentazione della giovane arte di quegli anni, con La Muraglia Cinese, una mostra articolata intorno all’omonimo testo kafkiano.
Fin dalle mostre alla galleria La Salita di Roma (1982), e alla galleria Locus Solus di Genova (1983), il suo lavoro si orienta verso una forma di scultura ambientale, e dopo le personali alla galleria Minini di Brescia (1985) e al PAC di Milano (1986), Messina espone le prime “celle” alla Moltkerei Werkstatt di Colonia e alla galleria Shimada di Yamaguchi (Giappone), veri e propri edifici costruiti con materiali seriali di uso edilizio, autoilluminati con lampade industriali.
Nel 1987, a Palazzo Taverna in Roma (Incontri Internazionali d’Arte), all’interno di un ciclo dove si succedono gli interventi di Maria Nordman, Bruce Naumann e Luca Maria Patella, Messina costruisce una “cella” e pubblica un testo, “Paesaggio con luce lontana”, dove affiora la tematica heisenberghiana dell’indeterminazione, già presente peraltro nella mostra Spostamenti sulla banda del rosso di Villa Romana (Firenze 1985). Da questo momento il suo lavoro si svolge con stringente continuità visionaria nel grande Krater esposto alla mostra Europa Oggi del Museo Pecci di Prato (1988), nell’installazione totale alla galleria Oddi Baglioni di Roma dello stesso anno, fino alla mostra Aetatis suae alla galleria Tucci Russo di Torino (1990).
Dalla “cella” della galleria Minini, Brescia (1991), a quella del Kunstverein di Kassel (1991) e della galleria Victoria Miro (Londra 1992), come nelle 24 finestre della mostra Lux Europae di Edinburgh (1992), fino ai lavori del Castello di Girifalco, Cortona (con Thomas Schütte, 1993), l’opera di Messina si configura con l’imprevedibilità e il disincanto di un vero e proprio cantiere metafisico. Seguono negli anni Novanta, le mostre al Kunstverein di Düsseldorf, alla Villa delle Rose di Bologna, alla National Galerie di Berlino, al Museo di Erfurt, al Museo di Leeds, fino alle grandi installazioni nei Dialoghi (Maschio Angioino e Castel dell’Ovo di Napoli, 2002). Nella mostra A village and its surroundings (H. Moore Foundation, Halifax 1999) alcune installazioni includono l’uso di film-video. In La discrezione del tempo 1 (Museo Ujazdovki, Varsavia, 2002), e in Una città visibile (Modena, 2004), e poi ancora nelle Cronografie, o della città verticale (Cavallerizza Reale, Torino (2006) e in Momentanea Mens (DKM Foundation, Duisburg 2009), lo spazio-tempo dell’habitat umano tende a espandersi ulteriormente, fino alla dilatazione estrema di Hermes, film della durata di 72 ore. Infine, nella mostra alla Galleria Guidi di (Roma, 2011), come nelle opere al MACRO (Eighties are Back, Roma 2011) e nella mostra con Thomas Schütte alla Villa Massimo (Roma 2011), Messina rafforza la componente tautologica del suo lavoro e avvia una nuova riflessione sulle forze e le dimensioni dello spazio reale. Nel 2014 espone al MACRO di Roma e alla Kunsthalle di Göppingen, nel 2015 è invitato alla mostra Au rendez vous des Amis organizzata dalla Fondazione Burri a Città di Castello, nel 2016 tiene una personale presso il Regio Albergo delle Povere e il Museo Riso di Palermo e nel 2019 è invitato alla Biennale de L’Havana.

Orario di apertura:
Palazzo Collicola Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”
Appartamento Nobile e mostre temporanee
dal giovedì al lunedì 10:30-13:00/15:00-17:30
chiuso martedì e mercoledì

Aperture straordinarie
mercoledì 8, martedì 28, mercoledì 29 dicembre, martedì 4 e mercoledì 5 gennaio
10:30-13:00/15:00-17:30

PRESEPI NATALIZI a Spoleto
Gen 6 giorno intero

IL PRESEPE MONUMENTALE PIÙ GRANDE D’EUROPA
Auditorium della Stella
Giorni di apertura: 8-12 dicembre | 17 dicembre – 9 gennaio | 14 gennaio
Orario: 10-13 e 15-18.30

Un presepe monumentale a grandezza naturale divenuto il più grande d’Europa, realizzato in terracotta, legno e cartapesta dal maestro di arte presepiale Mario Agrestini.
Il presepe, frutto di un lavoro di oltre 40 anni che ricostruisce l’antico mondo contadino, interagisce tra pittura e scultura ed è unico nella sua realizzazione e dimensione.
L’abbigliamento dei personaggi è in parte tessuto a mano ed in parte originario della Giordania, così come tutti gli accessori sia dei personaggi che degli animali presenti.
L’opera è già stata esposta nel 2010 a Roma, nella Sala del Carroccio in Campidoglio.

SPOLETO, LA CITTÀ IN UN PRESEPE – 10a edizione
dal 12 dicembre 2021 al 6 gennaio 2022
Mostre di presepi: Sala degli Ori, Piazza Campello (uscita della mobilità alternativa), Via di Visiale

Programma e info: Pro Loco di Spoleto “A. Busetti” – Via Minervio 2 – Tel. e Fax 0743 46484 – Mob. 375.5035362 E-mail: prospoleto@gmail.com Web: www.prolocospoleto.it

PRESEPI SUBACQUEI
dal 8 dicembre 2021 al 14 gennaio 2022
a cura dell’Associazione G. Parenzi

fontana di piazza Campello
fontana di piazza del Mercato
fontana di piazza della Vittoria
lavatoi di via Posterna

PRESEPE DEGLI ORTI
Orti del Sole, via San Carlo, dall’8 dicembre 2021 al 6 gennaio 2022
Orario: giorni feriali dalle 16 alle 19, giorni festivi dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19. Chiuso in caso di maltempo.

Opera di Agostino Agostinelli sono la piccola Natività in cartapesta posta all’ingresso degli orti e la bella natività a grandezza naturale realizzata per i Presepi al Borgaccio nel 2003.
La terza Natività artistica è stata realizzata dal prof. Massimiliano Albanese.
L’allestimento delle scene è opera di volenterosi “ortolani” innamorati della magia del Presepe.

Lungo il percorso sagome dipinte dal prof. Pietro Mita. Le tre opere creano una grande suggestione, negli Orti del Sole, all’ombra della Rocca e del Ponte delle Torri, un luogo ricco di fascino e da valorizzare. Un fondale di grande atmosfera nella semplicità di un allestimento che richiama l’intima umiltà della Natività.

Visite guidate tematiche | DALL’ALTO DELLE TORRI e CAPOLAVORI DA MUSEO @ Musei di Spoleto
Gen 6 giorno intero

Dall’alto delle torri”, visite guidate alla Camera Pinta e ai percorsi difensivi della Rocca Albornoz e “Capolavori da Museo”, visite guidate tematiche nei musei della Spoleto Card

Nel periodo delle festività natalizie Sistema Museo continua il programma di visite guidate a tema per scoprire l’incredibile patrimonio storico artistico dei musei delle città di Spoleto e Campello sul Clitunno. Gli incontri in calendario coinvolgono i sei musei della rete Spoleto Card: la Rocca Albornoz – Museo Nazionale del Ducato, il Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano, Palazzo Collicola, la Casa Romana, la Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo e il Tempietto sul Clitunno.

Proseguono le visite guidate “Dall’alto delle torri” alla scoperta della Camera Pinta e dei percorsi difensivi della Rocca Albornoz, un’occasione da non perdere per scoprire la stretta relazione tra la funzione difensiva della fortezza e la sua posizione strategica nel territorio (in caso di maltempo la visita guidata prevede delle modifiche al percorso).

Il programma di Natale prevede anche le visite guidate tematicheCapolavori da Museo” alle collezioni dei musei della Spoleto Card, un’opportunità unica per vivere a pieno la carta turistica museale e scoprire il prezioso patrimonio storico artistico di Spoleto e di Campello sul Clitunno.

Le attività sono a cura di Sistema Museo in collaborazione con la Direzione Regionale Musei dell’Umbria – Rocca Albornoz – Museo Nazionale del Ducato di Spoleto – Tempietto sul Clitunno e Museo Archeologico Nazionale – Teatro Romano di Spoleto, il Comune di Spoleto e il Comune di Campello sul Clitunno.

DALL’ALTO DELLE TORRI
VISITE GUIDATE ALLA CAMERA PINTA E AI PERCORSI DIFENSIVI della ROCCA ALBORNOZ
giovedì e venerdì – ore 11.00 – 12.00
sabato e domenica – ore 11.00 – 12.00

CAPOLAVORI DA MUSEO
VISITE GUIDATE TEMATICHE
Un monumento che affascina da secoli – TEMPIETTO SUL CLITUNNO
Dicembre: sabato ore 15.00 / Gennaio: sabato ore 13.00
Una nobile passeggiataPALAZZO COLLICOLA
sabato ore 16.00
Uno scrigno di antiche pitture – CHIESA DEI SANTI GIOVANNI E PAOLO sabato 17.00
Spoleto in scena – TEATRO ROMANO DI SPOLETO
domenica ore 14.30
Una domus da sogno – CASA ROMANA
domenica ore 15.30

Tariffe di partecipazione a tutte le visite guidate
Intero
€ 4,00 | Ridotto € 3,00 per i possessori della Spoleto Card e dai 7 ai 17 anni | Gratuito fino a 6 anni |
Previo acquisto della Spoleto Card o del biglietto di ingresso al museo.

Le visite guidate prevedono la PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA fino ad esaurimento posti e il rispetto delle norme Covid-19 vigenti.

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Ven
Mostra | FRAMMENTI DI UN PERCORSO TEATRALE @ Palazzo Collicola, ingresso via Vittori
Gen 7 giorno intero

FRAMMENTI DI UN PERCORSO TEATRALE
Nuovamente aperta al pubblico la mostra che celebra la storia del Festival dei Due Mondi. Ingresso gratuito

Riapre al pubblico ‘Frammenti di un percorso teatrale’, la mostra-omaggio che riporta alla luce documenti, fotografie, bozzetti d’epoca, costumi e arredi scenici che hanno fatto la storia del Festival dei Due Mondi.

Durante il periodo natalizio, per permettere a turisti e residenti di ammirare veri e propri pezzi d’arte realizzati dalle sapienti mani delle maestranze che si sono susseguite di edizione in edizione, la mostra sarà visitabile a Palazzo Collicola (ingresso via Loreto Vittori) fino al 12 dicembre, il 18, 19 e 26 dicembre, il 2 gennaio e dal 6 al 9 gennaio 2022.

L’esposizione, a cura di Piero Maccarinelli, intende valorizzare il fondamentale lavoro degli artigiani-artisti senza i quali il festival non avrebbe ottenuto il prestigio internazionale che lo ha contraddistinto. Si tratta di una prima ricognizione eclettica di costumi selezionati fra le migliaia del magazzino del festival che rappresenta un’anteprima del lavoro che più organicamente verrà sviluppato nei prossimi anni per cicli tematici.

Dopo gennaio i giorni di apertura al pubblico saranno il 12, 13, 19, 20, 26 e 27 marzo, il 2, 3, 9, 10, 16, 18, 23, 24, 25, 30 aprile e il 1° maggio 2022.

Nei giorni indicati la mostra sarà visitabile dalle ore 10.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.30.

Mostra | FRANCO TROIANI: Fotografie. 1997-2007 @ ADD-art galleria
Gen 7 giorno intero

ADD-art galleria (via Palazzo dei Duchi 6), dal 31 ottobre 2021 al 15 gennaio 2022
FRANCO TROIANI: Fotografie. 1997-2007
a cura di Davide Silvioli

L’esposizione vede per la prima volta esposti gli scatti fotografici dell’artista spoletino realizzati tra il 1997 e il 2007, una produzione inedita e raffinata in cui il corpo è il protagonista.

Dal testo del curatore Davide Silvioli:
“Nella ricerca pluriennale di Franco Troiani la fotografia equivale a strumento di studio; spesso un mezzo preliminare alla pratica pittorica. Tuttavia, la fotografia non soffre uno status di subalternità nei confronti degli altri orientamenti perseguiti dall’artista, configurandosi come territorio di sperimentazione completamente autonomo. Troiani, secondo tali accenti, delega esclusivamente alla fotografia l’investigazione sulla figura umana, con l’intenzione di esplorarne l’espressione, la simbologia e il mistero. Sulla base di questa attitudine, la mostra Fotografie. 1997-2007 presenta un corpus di scatti mai esposti, relativi a operazioni intraprese dall’artista fra gli anni Novanta e Duemila, in cui il corpo è il soggetto di una narrazione in grado di ricondurre a tematiche senza tempo di ordine storico-artistico, estetico e filosofico”.

Aperta su appuntamento tramite form su https://www.add-art.it/?page_id=15

Mostra | II EDIZIONE RASSEGNA BIENNALE DI FIBER ART @ Ex Museo Civico, Ex Monte di Pietà, Museo nazionale del Ducato di Spoleto - Rocca Albornoziana, Galleria Officina d’Arte&Tessuti
Gen 7 giorno intero
<!--:it-->Mostra | II EDIZIONE RASSEGNA BIENNALE DI FIBER ART<!--:--><!--:en-->Exhibition | 2nd EDITION FIBER ART BIENNIAL<!--:--> @ Ex Museo Civico, Ex Monte di Pietà, Museo nazionale del Ducato di Spoleto - Rocca Albornoziana, Galleria Officina d’Arte&Tessuti

II EDIZIONE RASSEGNA BIENNALE DI FIBER ART
Spoleto, 8 dicembre 2021 – 16 gennaio 2022
A cura di Maria Giuseppina Caldarola in collaborazione con Margherita Labbe

Palazzo della Signoria (ex Museo Civico)
Palazzo Comunale (ex Monte di Pietà)
Museo nazionale del Ducato di Spoleto – Rocca Albornoziana
Galleria Officina d’Arte&Tessuti, Spoleto

Inaugurazione mercoledì 8 dicembre ore 11
Palazzo Comunale – Via Saffi, 12

Dopo un anno di sospensione a causa della pandemia la Biennale di Fiber Art, giunta alla seconda edizione, torna a Spoleto dall’8 dicembre 2021 al 16 gennaio 2022. La manifestazione ha ottenuto il Patrocinio della Regione Umbria, del Comune di Spoleto e del Museo nazionale del Ducato di Spoleto – Rocca Albornoziana, che ha offerto anche una sala espositiva all’interno della Rocca, mentre il CAOS di Terni ospiterà un incontro il 20 novembre nel quale verrà presentata in anteprima la Biennale.

Quattro le sedi espositive: quattro spazi per porre l’Arte al centro e per riflettere sull’Arte. Il tema fondante della Biennale è la Ricerca, quella effettuata nelle Istituzioni pubbliche a questa dedicate, quella di Enti ed associazioni private.

“Testimonianze” è lo spazio dedicato agli Artisti invitati in quanto rappresentativi della Fiber Art italiana, alcuni con predilezione ricorrente per il medium fibra, altri con interesse non esclusivo per detto medium. Un ecosistema, dove il contributo singolo possa essere percepito come partecipazione ad una visione comune dell’arte e della cultura.
Sin dalla prima edizione i promotori hanno scelto di esporre, accanto ad Artisti consolidati, ricchi di esperienze, con alle spalle una ricerca che li ha resi noti nell’ambito della Fiber Art, opere di giovani che frequentano le Accademie di Belle Arti e ricercano la loro espressione artistica attraverso linguaggi, materiali, tecniche. Questo risponde all’esigenza di scandagliare attraverso il concreto le tendenze dell’Arte del nostro tempo, mediante la forma espressiva della Fiber Art.
Accademie ed Artisti si esprimono individuando, spesso, temi di grande attualità. La crisi ambientale, la vita al tempo della pandemia, l’economia circolare, il tema del riciclo e, a tale proposito, prosegue la collaborazione con la Ditta Galassia di Perugia, produttrice di maglieria in cashmere di alta gamma, attraverso il Progetto “Ritagli d’Autore. Nuove declinazioni del riuso” a cura di Margherita Labbe. Hanno aderito al progetto e concesso il Patrocinio le Accademie di Belle Arti di Brera, Carrara, Catania, Foggia, Lecce, Roma, Torino, Urbino, Venezia.
L’Accademia di Belle Arti di Bologna è presente con quattro opere di cinque allievi del biennio di Decorazione per l’Architettura. È stato interesse dei promotori invitare questa Istituzione per proporre ai visitatori ulteriori elementi della Ricerca in campo artistico attraverso il linguaggio della Fiber Art. Si segnala in particolare il progetto Patrimonio, risorse per lo spazio pubblico, strumenti per la progettazione artistica contemporanea, promosso dall’Accademia in collaborazione con Bologna Musei/Musei Civici d’Arte Antica curato dalla docente Vanna Romualdi. L’installazione multisensoriale site specific ospitata presso la Rocca Albornoziana è parte di questo progetto.
L’associazione-partner DARS di Udine partecipa con una selezione di opere provenienti dall’ultima edizione della Biennale del Libro d’Artista di Udine, oltre ai lavori di quattro artiste attive nell’ambito dell’associazione.
La galleria Officina d’Arte&Tessuti ospita sette fiberartiste invitate per dare vita al progetto “Una nuova materia di espressività’ creativa: il feltro”, curato da Lydia Predominato ed Eva Basile.
Alla musica, che delinea il carattere sinestetico dell’Associazione Officina d’Arte e Tessuti, è dedicato l’appuntamento dell’11 dicembre alle ore 11 per il concerto inaugurale in Sala Pegasus (musiche di P. Hindemith, R. Strauss, L. Dallapiccola).

SCHEDA TECNICA
Presentazione in anteprima presso il CAOS di Terni sabato 20 novembre ore 17
Inaugurazione: 8 dicembre ore 11 Via Saffi,12

Quando: dall’8 dicembre 2021 al 16 gennaio 2022
Dove: Palazzo della Signoria (ex Museo Civico), Piazza Duomo
Palazzo Comunale (ex Monte di Pietà), Via Saffi 12;
Museo Nazionale del Ducato – Rocca Albornoz
galleria Officina d’Arte&Tessuti Via Plinio il Giovane 6/8;

Orari: ex Museo Civico//ex Monte di Pietà da venerdì a domenica 11,00-18,00.
CHIUSO: 24-25-26 dicembre. Dal 28 dicembre al 6 gennaio apertura tutti i giorni 11,00/18,00
galleria Officina d’Arte&Tessuti: da venerdì a domenica previa prenotazione: officinadartetessuti21@gmail.com
Rocca Albornoz: dal 27 dicembre al 9 gennaio: dal lunedì alla domenica: 9.30-13.45 (ultimo ingresso ore 13.15) chiuso: 1 gennaio

Ideazione e Coordinamento M. Giuseppina Caldarola, Pierfrancesco Caprio
Organizzazione Associazione Culturale Officina d’Arte e Tessuti
Allestimento Pierfrancesco Caprio
Media partner ARTEMORBIDA – Textile art Magazine

Gli Artisti
“Testimonianze”: Tiziana Abretti, Riccardo Ajossa, Silvia Beccaria, Loretta Cappanera, Silvia Giani, Bahar Hamzehpour, Ilaria Margutti, Cristina Mariani, Anna Moro Lin, Lydia Predominato, Annacarla Scanu, Virginia Ryan, Manuela Toselli

“Accademie” (docenti, studenti, ex studenti)
Bologna: Camilla Callarelli, Nikola Filipović, Elham M. Aghili, Songy Du, Khorshid Pouyan
Brera: Valerio Ambiveri, Danilo Ferrero, Ada Ghinato, Chiara Giorgetti, Margherita Labbe, Lucia Bonomo, Michele Bruna, Elisa Camozzi, Martina Chiodini, Jessica Fanchini, Giulia Gentilcore e Irene Lupia, Maria D. Iuculano, Natalia Lenini, Vanessa Lobosco, Serena Lombardi, Anna Prestigiacomo, Luana Pulici, Giulia Roncucci, Clemente Rossi, Lorenzo Silvestrini, Giulia Soldi, Giuseppe Stornello, Alice Vercesi, Chiara Vitali
Carrara: Carla Crosio, Mattia Barone, Violetta Reho, Flavia Spasari
Catania: Marcella Barone, Cristina Agnello, Andrea Cacciola, Gabriele Fazio, Diego Greco e Domenico Litrico
Foggia: Laura Scaringi, Paolo Anguilano, Sara P. Bonassisa, Alessandra Fuzio, Grazia P. Galante, Nunzia Inchingolo
Lecce: Aida Dzhafarova, Carmina A. Falcione, Sara Totaro, Giulia Villani
Napoli: Angela Vinciguerra e Maria Tirotta, Andrea Apicella e Christian Lamberti, Maria D’Apuzzo, Noemi Frezza, Angelo Pisano e Sabina Maresca, Gloria Rea e Giuseppina Russo
Roma: Patrizia Bisonni e Antonella Marotta, Gianluca Murasecchi, Alessandra M. Porfidia, Arion Bajrami, Flaminia Cicerchia, Andrea Guerra, Virginia Lorenzetti, Sara Romeo, Eleonora Ruggeri
Torino: Ornella Rovera, Valentina Avonda, Linda Biella, Greta Manzone, Elisa Massimino, Samanta Orsi, Lei Tong
Urbino: Giancarlo Lepore, Ana M. Dinu, Adrian G. Joita e Nadia Latessa, Simone Leanza, Nicola Sebatiani
Venezia: Elena Armellini, Beatrice Bellet, Gaia Bellini, Angela Trione

Artiste DARS: Silvia Braida, Manuela Collini, Renza Moreale, Maddalena Valerio
Selezione Libri d’Artista DARS: ACCADEMIA di BELLE ARTI LECCE: Grazia Tagliente, Angelica Cazzetta, Chiara Funiati
FACOLTÀ DI BELLE ARTI – UNIVERSITÀ COMPLUTENSE DI MADRID: Belén Armario Rodríguez, Nahia Bedialauneta Coira, José Javier Fernández Calderón, Olga Muñoz Montero, Marta Aguilar Moreno, Carmen Hidalgo De Cisneros Wilckens, Mónica Oliva Lozano
ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI PALERMO: Martina Carollo, Teodora Pirau, Chiara Maria Piva, Margherita Spera, Francesca Genna
Il Feltro: Elham M. Aghili, Annamaria Atturo, Daniela Costanzo Giorgio, Barbara Girardi, Grazia Santi, Chiara Valentini, Esther Weber

Info: officinadartetessuti21@gmail.com //+39 333 3763011

Per accedere agli spazi espositivi è necessario essere muniti di Green Pass nel rispetto del DECRETO-LEGGE 8 ottobre 2021, n. 139 e DECRETO-LEGGE 23 luglio 2021 n. 105

La manifestazione ha un Comitato d’Onore del quale fanno parte: Giorgio Di Genova, Stefano Di Stasio, Silvia Grandi, Anna Leonardi, Anna Moro-Lin, Lydia Predominato, Bruno Toscano, Battistina Vargiu.

Mostra | MAURIZIO CANNAVACCIUOLO / CLAUDIO MASSINI “Ma non ho bicchieri come i tuoi” @ Palazzo Collicola
Gen 7 giorno intero

Ma non ho bicchieri come i tuoi
A cura di Marco Tonelli e Lorenzo Fiorucci
Palazzo Collicola, Spoleto
13 novembre 2021– 13 febbraio 2022

Una mostra di pittura, imprevedibile, eccentrica, un dialogo tra due artisti che lavorano sui margini stessi delle immagini e della rappresentazione, della linea e dell’ornamento, dell’illusione e del significato.

Maurizio Cannavacciuolo (1954) e Claudio Massini (1955), entrambi nati a Napoli, coetanei, una storia di lunga amicizia, fatta di interferenze ma non di influenze, hanno condiviso tra anni Settanta e Ottanta la galleria di Lucio Amelio a Napoli, vero e proprio centro del mondo dell’arte contemporanea del tempo in Italia: in occasione di questa mostra a Palazzo Collicola si sono dunque ri-chiamati a vicenda.

Il percorso espositivo (una doppia personale) si snoda lungo le dieci sale del Piano terra dedicate alle mostre temporanee. Cannavacciuolo e Massini espongono 30 opere (tra cui alcuni polittici) realizzate dalla fine degli anni Novanta ad oggi, per lo più dipinti su tela, con la presenza da parte di Cannavacciuolo anche di una grande opera di formelle di ceramica (Sinestesia) a testimonianza della sua apertura verso altri “generi”, mentre spetta a Massini chiudere la mostra con la riproposizione fotografica di interventi di arte sociale realizzati tra il 1974 e il 1980, un periodo di ricerca che oscilla tra l’antropologico e il popolare e che prese forma in un contesto collettivo quale l’intervento realizzato a Sant’Antimo nel 1977 dal titolo La notte di Maggio Mellone.

La mostra cerca di sottolineare diversi aspetti umorali e narrativi dei loro percorsi, che nel caso di Cannavacciuolo si manifestano con una sorta di sana ironia, quasi didattica, da osservatore tenero e spietato che cerca di far riflettere lo spettatore attraverso trappole logiche e visive, in quello di Massini con sottili e precise architetture fatte di equilibri, innumerevoli strati di colore, piccole utopie, orientalismi, polittici, recuperi e nostalgie stile impero, intrecci di costellazioni e edonistiche decorazioni.

I rebus visivi, stravaganti ed impertinenti di Cannavacciuolo di opere come Bubbles, Fire Zazazà!, Excelsior, Bored Sea Food vs Barbed Wire Family o Menina do Rio, calor que provoca arrepio fanno così da perfetto controcanto agli spazi onirici e congelati di Massini di dipinti come Barcellonese, Riparo, Dall’alto e fuori o Architettura fatale, deviando entrambi dalla pratica corrente di modernità, tradizione e contemporaneità.

Due pittori dunque non marginali, complessi e stratificati, antagonisti involontari della scena contemporanea da cui si distinguono per fitte trame di significati e rimandi, ibridazioni e richiami a culture altre e internazionali e quindi parte di una cultura universale.

Mostra | SPOLETOSPHERE Modello, documenti e progetti @ Galleria d’Arte Moderna G. Carandente - Palazzo Collicola
Gen 7 giorno intero

SPOLETOSPHERE
Modello, documenti e progetti

18 dicembre 2021 – 13 febbraio 2022
Galleria d’Arte Moderna G. Carandente – Palazzo Collicola

Presentazione sabato 18 dicembre ore 12,00

VIDEO >> https://www.youtube.com/watch?v=DCgLHwRtv5E

Richard Buckminster Fuller (1895-1983), architetto e designer statunitense, geniale e visionario, nel corso della sua vita progettò sempre immaginando il futuro, come si evince dal suo trattato Operating Manual for Spaceship Earth scritto nel 1969. Temi quali la sostenibilità, l’ecologismo, i problemi energetici e le fonti rinnovabili sono infatti alla base del suo pensiero e delle sue strutture architettoniche, dalla sfera del Dymaxion House alle cupole dei Paperboard Domes fino alle automobili quali la Dymaxion car.

Il tratto più distintivo della sua poetica rimane però senza dubbio la concezione e la realizzazione delle cupole geodetiche (di cui Fuller possiede il brevetto), edifici estremamente leggeri e di facile costruzione che iniziò a progettare a partire dal 1957 in ogni parte del mondo e che hanno perfino ispirato la denominazione di una molecola chimica complessa quale il “fullerene”. Tale fu il successo che l’esercito degli Stati Uniti gli commissionò la costruzione di centinaia di queste strutture per installazioni militari.

Le cupole geodetiche sono strutture composte da elementi triangolari, tubulari e modulari, che si raccordano in punti specifici dando forma a poligoni e che possono essere rivestite di materiali sintetici o coperture leggere, come fu il caso della cosiddetta Spoletosfera (l’unica cupola geodetica di Fuller in Italia) che fu installata nel 1967 in occasione del X Festival dei Due Mondi di Spoleto su progetto di Fuller e Shoji Sadao (architetto giapponese suo collaboratore) e costruita con l’aiuto di studenti di otto paesi e architetti locali, la supervisione di Giovanni Carandente e il contributo della Southern Illinois University, dell’Usa International Council of the Arts e dell’Alluminium Company of America. L’inaugurazione sarà un gran successo alla presenza di Fuller e con l’esecuzione di un vero e proprio happening (due anni dopo anche Mario Ceroli e Claudio Cintoli realizzeranno all’interno della struttura gli happening dal titolo Io e Rimbalzare).

Dando seguito a un accordo tra il Comune di Spoleto e l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia (accordo che ha già visto le due istituzioni collaborare in occasione di alcune mostre a Palazzo Collicola) e sotto la supervisione del professore di modellistica Giuseppe Fioroni, un gruppo di studenti ha riprodotto, dopo rilievi e misurazioni prese in situ, un modello in scala 1:20 della Spoletosfera utilizzando fibre di carbonio e di vetro e alluminio, evidenziandone il principio costruttivo fondato su incastri e alternanze di esagoni e pentagoni e sull’uso di tre diverse misure di aste di collegamento. L’opera verrà donata al museo di Palazzo Collicola dopo la fine della mostra (per l’occasione è stata anche realizzata una breve video presentazione di Vincenzo Alessandria).

Inoltre viene esposta al pubblico per la prima volta una serie di documenti di archivio conservati presso la Biblioteca Carandente tra cui figurano schizzi progettuali originali con indicazioni tecniche autografe di Fuller, articoli e riviste a lui dedicate, fotografie delle fasi del montaggio e dell’inaugurazione o di modellini di altre strutture progettate dall’architetto, oltre a parte della corrispondenza scambiata tra lui e il Festival dei Due Mondi.

Palazzo Collicola – Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”, Appartamento Nobile e mostre temporanee
Giorni e orari di apertura

dal giovedì al lunedì
10:30-13:00/15:00-17:30
chiuso il martedì e il mercoledì

Aperture straordinarie
mercoledì 8, martedì 28, mercoledì 29 dicembre, martedì 4 e mercoledì 5 gennaio
10:30-13:00/15:00-17:30

Mostra | TOCCAR CON MANO I LONGOBARDI @ Rocca Albornoz - Museo Nazionale del Ducato di Spoleto
Gen 7 giorno intero

Dal 12 novembre 2021 e fino al 6 marzo 2022 alla Rocca Albornoz – Museo Nazionale del Ducato di Spoleto una mostra itinerante che offre la possibilità unica di ammirare contemporaneamente i monumenti del sito seriale ‘I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)’, Patrimonio UNESCO da dieci anni

Continuano le celebrazioni per il decennale del sito seriale ‘I longobardi in Italia’ come Patrimonio Mondiale UNESCO, con la mostra itinerante “Toccar con mano i Longobardi” che sarà inaugurata venerdì 12 novembre alle ore 15.30 alla Rocca Albornoz – Museo nazionale del ducato di Spoleto, dopo le tappe di Ancona, Benevento e Monte Sant’Angelo.

L’esposizione, che sarà visitabile fino al 6 marzo, è stata realizzata in collaborazione con il ‘Museo Tattile Statale Omero’ di Ancona e finanziata dal Ministero della Cultura a valere della L.77/2006, si pone l’obiettivo di far conoscere la straordinarietà e la complessità del sito UNESCO attraverso un percorso tattile e una gamma differenziata di opzioni di fruizione che ne facilitano la comprensione, assicurando a tutti un’esperienza multisensoriale ottimale.

Nelle sale saranno esposti sette modellini tridimensionali in scala dei monumenti architettonici che rappresentano maggiormente il sito seriale longobardo e sette modellini relativi alle aree in cui sono situati i monumenti, per permettere l’esplorazione tattile dei loro contesti di provenienza. A rendere il percorso ancor più accessibile saranno le audio descrizioni (in italiano e inglese), registrate dagli attori della Compagnia #SIneNOmine della Casa di Reclusione di Maiano a Spoleto, da ascoltare tramite NFC e QR code, nonché un catalogo in Braille e uno in large print in libera consultazione, infine, per consentire una fruizione dei modelli inclusiva, sono stati realizzati dei video con la tecnica del compositing nella LIS – Lingua dei Segni Italiana, insieme ad immagini e animazioni, sottotitoli e audio.

La mostra ‘Toccar con mano i longobardi’, permette di conoscere e “toccare” le sette eccellenze architettoniche del sito seriale ‘I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)’, da dieci anni riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio Mondiale, un itinerario dei luoghi del potere Longobardo che, oltre alla Basilica di San Salvatore a Spoleto (PG), ricomprende: l’area della Gastaldaga e il complesso episcopale a Cividale del Friuli (UD), l’area monumentale con il Monastero di San Salvatore – Santa Giulia a Brescia, il Castrum con la Torre di Torba e la Chiesa di Santa Maria foris portas a Torba e a Castelseprio (VA), il Tempietto del Clitunno a Campello sul Clitunno (PG), il Complesso di Santa Sofia a Benevento e il Santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo (FG).

L’esposizione è curata dall’Associazione Italia Langobardorum – struttura di gestione del sito seriale – che fa parte del circuito della IX edizione della Biennale “Arteinsieme – cultura e culture senza barriere” un gruppo di musei e luoghi della cultura che promuovono attività finalizzate a favorire la partecipazione delle persone con disabilità e con esigenze speciali in generale o provenienti da culture altre, valorizzando il patrimonio artistico contemporaneo, l’accessibilità dell’arte e dei beni culturali, nella convinzione del forte potere sociale che ha l’arte, che si vive ed esperisce insieme.

INFO: Mostra “Toccar con Mano i Longobardi”
Inaugurazione: venerdì 12 novembre, ore 15.30
Indirizzo Rocca Albornoz-Museo Nazionale del Ducato di Spoleto | Piazza Bernardino Campello 1, Spoleto (PG)
orario dal 27 dicembre al 9 gennaio: dal lunedì alla domenica: 9.30-13.45 (ultimo ingresso 13.15)
chiuso: dal 13 al 26 dicembre | 1, 16 e 30 gennaio | 6 e 20 febbraio | 6 marzo
info e prenotazioni: +39 0743 223055

Mostra | VITTORIO MESSINA – DISHABITAT @ Palazzo Collicola
Gen 7 giorno intero

VITTORIO MESSINA | DISHABITAT
Palazzo Collicola, dal 9 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022
a cura di Marco Tonelli e Davide Silvioli

L’inaugurazione è in programma sabato 9 ottobre alle ore 11.30.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione: cultura.turismo@comune.spoleto.pg.it

In una larga parte del suo lavoro Vittorio Messina ha sviluppato il tema dell’Habitat e del costruire, concentrando la sua attenzione sulle iconografie di “celle” e “stanze” intese come elemento base dell’architettura.

Il carattere aperto e enigmatico delle sue opere è accostabile in parte col modo di costruire il pensiero e il linguaggio del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, o coi romanzi dello scrittore praghese Franz Kafka o ancora con le teorie della fisica quantistica. Senza mai basare il suo discorso su contenuti critici, politici, sociali, economici o ideologici, l’opera di Messina è una chiara metafora del costruire l’opera d’arte come attività sempre fluida, dinamica, mobile, concreta e allo stesso tempo misteriosa, immateriale e metafisica, una sorta di cantiere attraversato dalle esigenze del presente e dalle possibilità del futuro.

Come in tante altre occasioni, dunque l’artista ha elaborato appositamente per lo spazio – in questo caso il Piano Nobile di Palazzo Collicola – un progetto specifico dal titolo Dishabitat, composto da due grandi opere pensate e realizzate per il luogo, progetto quindi che si colloca e deriva dalla natura del sito destinato ad accoglierlo, e nello stesso tempo alimenta un campo di riflessione sull’attualità delle condizioni e delle emergenze del nostro tempo.

La ricostruzione essenziale di un edificio tagliato dal pavimento stesso del Salone d’Onore di Palazzo Collicola dal titolo Dishabitat 1 (di cui si vede solo la copertura del tetto e parte del muro di sostegno in blocchetti di gasbeton), analogamente alla trasformazione della lunga Galleria in uno spazio denso di luce rossa dal titolo Dishabitat 2, definiscono un percorso abitativo in forma di cantiere all’interno di ambienti che oggi sono di natura strettamente museale, ma che in passato furono dimora e luoghi di rappresentanza della famiglia Collicola.

L’edificio, costruito dall’architetto Sebastiano Cipriani nel 1730 con annesso giardino, fu acquistato nel 1939 dal Comune di Spoleto ed è diventato poi, nel 2000, sede della Galleria d’Arte Moderna e nel 2010 anche della Pinacoteca civica.

In senso metaforico, rispetto all’idea di un habitat originario, già modificato dalla sua trasformazione in museo, Messina ne ha aggiunto un altro (di qui il termine dishabitat) di matrice concettuale e contemporanea, che rende le sue opere dei veri e propri cantieri metafisici e mentali. L’abbassamento del punto di vista della cima di una casa e la suggestione di una luce rossa provocata dal fenomeno di un allontanamento (il tipico effetto fisico del redshift gravitazionale), sono dunque per Messina forme di distanziamento dal tempo e dal luogo, ma anche di paradossale riavvicinamento al presente, e di elevazione della nostra percezione e visione del mondo.

Il progetto espositivo usufruisce della sponsorizzazione tecnica dell’azienda Leroy-Merlin e del sostegno della Galleria Nicola Pedana, mentre il catalogo della mostra verrà pubblicato nel corso dell’esposizione.

Biografia
Vittorio Messina è nato a Zafferana Etnea (Catania) nel 1946. Compie gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura di Roma, dove, alla fine degli anni Settanta, esordisce nello spazio di Sant’Agata dei Goti, punto di incontro e luogo di sperimentazione della giovane arte di quegli anni, con La Muraglia Cinese, una mostra articolata intorno all’omonimo testo kafkiano.
Fin dalle mostre alla galleria La Salita di Roma (1982), e alla galleria Locus Solus di Genova (1983), il suo lavoro si orienta verso una forma di scultura ambientale, e dopo le personali alla galleria Minini di Brescia (1985) e al PAC di Milano (1986), Messina espone le prime “celle” alla Moltkerei Werkstatt di Colonia e alla galleria Shimada di Yamaguchi (Giappone), veri e propri edifici costruiti con materiali seriali di uso edilizio, autoilluminati con lampade industriali.
Nel 1987, a Palazzo Taverna in Roma (Incontri Internazionali d’Arte), all’interno di un ciclo dove si succedono gli interventi di Maria Nordman, Bruce Naumann e Luca Maria Patella, Messina costruisce una “cella” e pubblica un testo, “Paesaggio con luce lontana”, dove affiora la tematica heisenberghiana dell’indeterminazione, già presente peraltro nella mostra Spostamenti sulla banda del rosso di Villa Romana (Firenze 1985). Da questo momento il suo lavoro si svolge con stringente continuità visionaria nel grande Krater esposto alla mostra Europa Oggi del Museo Pecci di Prato (1988), nell’installazione totale alla galleria Oddi Baglioni di Roma dello stesso anno, fino alla mostra Aetatis suae alla galleria Tucci Russo di Torino (1990).
Dalla “cella” della galleria Minini, Brescia (1991), a quella del Kunstverein di Kassel (1991) e della galleria Victoria Miro (Londra 1992), come nelle 24 finestre della mostra Lux Europae di Edinburgh (1992), fino ai lavori del Castello di Girifalco, Cortona (con Thomas Schütte, 1993), l’opera di Messina si configura con l’imprevedibilità e il disincanto di un vero e proprio cantiere metafisico. Seguono negli anni Novanta, le mostre al Kunstverein di Düsseldorf, alla Villa delle Rose di Bologna, alla National Galerie di Berlino, al Museo di Erfurt, al Museo di Leeds, fino alle grandi installazioni nei Dialoghi (Maschio Angioino e Castel dell’Ovo di Napoli, 2002). Nella mostra A village and its surroundings (H. Moore Foundation, Halifax 1999) alcune installazioni includono l’uso di film-video. In La discrezione del tempo 1 (Museo Ujazdovki, Varsavia, 2002), e in Una città visibile (Modena, 2004), e poi ancora nelle Cronografie, o della città verticale (Cavallerizza Reale, Torino (2006) e in Momentanea Mens (DKM Foundation, Duisburg 2009), lo spazio-tempo dell’habitat umano tende a espandersi ulteriormente, fino alla dilatazione estrema di Hermes, film della durata di 72 ore. Infine, nella mostra alla Galleria Guidi di (Roma, 2011), come nelle opere al MACRO (Eighties are Back, Roma 2011) e nella mostra con Thomas Schütte alla Villa Massimo (Roma 2011), Messina rafforza la componente tautologica del suo lavoro e avvia una nuova riflessione sulle forze e le dimensioni dello spazio reale. Nel 2014 espone al MACRO di Roma e alla Kunsthalle di Göppingen, nel 2015 è invitato alla mostra Au rendez vous des Amis organizzata dalla Fondazione Burri a Città di Castello, nel 2016 tiene una personale presso il Regio Albergo delle Povere e il Museo Riso di Palermo e nel 2019 è invitato alla Biennale de L’Havana.

Orario di apertura:
Palazzo Collicola Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”
Appartamento Nobile e mostre temporanee
dal giovedì al lunedì 10:30-13:00/15:00-17:30
chiuso martedì e mercoledì

Aperture straordinarie
mercoledì 8, martedì 28, mercoledì 29 dicembre, martedì 4 e mercoledì 5 gennaio
10:30-13:00/15:00-17:30

PRESEPI NATALIZI a Spoleto
Gen 7 giorno intero

IL PRESEPE MONUMENTALE PIÙ GRANDE D’EUROPA
Auditorium della Stella
Giorni di apertura: 8-12 dicembre | 17 dicembre – 9 gennaio | 14 gennaio
Orario: 10-13 e 15-18.30

Un presepe monumentale a grandezza naturale divenuto il più grande d’Europa, realizzato in terracotta, legno e cartapesta dal maestro di arte presepiale Mario Agrestini.
Il presepe, frutto di un lavoro di oltre 40 anni che ricostruisce l’antico mondo contadino, interagisce tra pittura e scultura ed è unico nella sua realizzazione e dimensione.
L’abbigliamento dei personaggi è in parte tessuto a mano ed in parte originario della Giordania, così come tutti gli accessori sia dei personaggi che degli animali presenti.
L’opera è già stata esposta nel 2010 a Roma, nella Sala del Carroccio in Campidoglio.

SPOLETO, LA CITTÀ IN UN PRESEPE – 10a edizione
dal 12 dicembre 2021 al 6 gennaio 2022
Mostre di presepi: Sala degli Ori, Piazza Campello (uscita della mobilità alternativa), Via di Visiale

Programma e info: Pro Loco di Spoleto “A. Busetti” – Via Minervio 2 – Tel. e Fax 0743 46484 – Mob. 375.5035362 E-mail: prospoleto@gmail.com Web: www.prolocospoleto.it

PRESEPI SUBACQUEI
dal 8 dicembre 2021 al 14 gennaio 2022
a cura dell’Associazione G. Parenzi

fontana di piazza Campello
fontana di piazza del Mercato
fontana di piazza della Vittoria
lavatoi di via Posterna

PRESEPE DEGLI ORTI
Orti del Sole, via San Carlo, dall’8 dicembre 2021 al 6 gennaio 2022
Orario: giorni feriali dalle 16 alle 19, giorni festivi dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19. Chiuso in caso di maltempo.

Opera di Agostino Agostinelli sono la piccola Natività in cartapesta posta all’ingresso degli orti e la bella natività a grandezza naturale realizzata per i Presepi al Borgaccio nel 2003.
La terza Natività artistica è stata realizzata dal prof. Massimiliano Albanese.
L’allestimento delle scene è opera di volenterosi “ortolani” innamorati della magia del Presepe.

Lungo il percorso sagome dipinte dal prof. Pietro Mita. Le tre opere creano una grande suggestione, negli Orti del Sole, all’ombra della Rocca e del Ponte delle Torri, un luogo ricco di fascino e da valorizzare. Un fondale di grande atmosfera nella semplicità di un allestimento che richiama l’intima umiltà della Natività.

Visite guidate tematiche | DALL’ALTO DELLE TORRI e CAPOLAVORI DA MUSEO @ Musei di Spoleto
Gen 7 giorno intero

Dall’alto delle torri”, visite guidate alla Camera Pinta e ai percorsi difensivi della Rocca Albornoz e “Capolavori da Museo”, visite guidate tematiche nei musei della Spoleto Card

Nel periodo delle festività natalizie Sistema Museo continua il programma di visite guidate a tema per scoprire l’incredibile patrimonio storico artistico dei musei delle città di Spoleto e Campello sul Clitunno. Gli incontri in calendario coinvolgono i sei musei della rete Spoleto Card: la Rocca Albornoz – Museo Nazionale del Ducato, il Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano, Palazzo Collicola, la Casa Romana, la Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo e il Tempietto sul Clitunno.

Proseguono le visite guidate “Dall’alto delle torri” alla scoperta della Camera Pinta e dei percorsi difensivi della Rocca Albornoz, un’occasione da non perdere per scoprire la stretta relazione tra la funzione difensiva della fortezza e la sua posizione strategica nel territorio (in caso di maltempo la visita guidata prevede delle modifiche al percorso).

Il programma di Natale prevede anche le visite guidate tematicheCapolavori da Museo” alle collezioni dei musei della Spoleto Card, un’opportunità unica per vivere a pieno la carta turistica museale e scoprire il prezioso patrimonio storico artistico di Spoleto e di Campello sul Clitunno.

Le attività sono a cura di Sistema Museo in collaborazione con la Direzione Regionale Musei dell’Umbria – Rocca Albornoz – Museo Nazionale del Ducato di Spoleto – Tempietto sul Clitunno e Museo Archeologico Nazionale – Teatro Romano di Spoleto, il Comune di Spoleto e il Comune di Campello sul Clitunno.

DALL’ALTO DELLE TORRI
VISITE GUIDATE ALLA CAMERA PINTA E AI PERCORSI DIFENSIVI della ROCCA ALBORNOZ
giovedì e venerdì – ore 11.00 – 12.00
sabato e domenica – ore 11.00 – 12.00

CAPOLAVORI DA MUSEO
VISITE GUIDATE TEMATICHE
Un monumento che affascina da secoli – TEMPIETTO SUL CLITUNNO
Dicembre: sabato ore 15.00 / Gennaio: sabato ore 13.00
Una nobile passeggiataPALAZZO COLLICOLA
sabato ore 16.00
Uno scrigno di antiche pitture – CHIESA DEI SANTI GIOVANNI E PAOLO sabato 17.00
Spoleto in scena – TEATRO ROMANO DI SPOLETO
domenica ore 14.30
Una domus da sogno – CASA ROMANA
domenica ore 15.30

Tariffe di partecipazione a tutte le visite guidate
Intero
€ 4,00 | Ridotto € 3,00 per i possessori della Spoleto Card e dai 7 ai 17 anni | Gratuito fino a 6 anni |
Previo acquisto della Spoleto Card o del biglietto di ingresso al museo.

Le visite guidate prevedono la PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA fino ad esaurimento posti e il rispetto delle norme Covid-19 vigenti.

Gen
8
Sab
Mostra | FRAMMENTI DI UN PERCORSO TEATRALE @ Palazzo Collicola, ingresso via Vittori
Gen 8 giorno intero

FRAMMENTI DI UN PERCORSO TEATRALE
Nuovamente aperta al pubblico la mostra che celebra la storia del Festival dei Due Mondi. Ingresso gratuito

Riapre al pubblico ‘Frammenti di un percorso teatrale’, la mostra-omaggio che riporta alla luce documenti, fotografie, bozzetti d’epoca, costumi e arredi scenici che hanno fatto la storia del Festival dei Due Mondi.

Durante il periodo natalizio, per permettere a turisti e residenti di ammirare veri e propri pezzi d’arte realizzati dalle sapienti mani delle maestranze che si sono susseguite di edizione in edizione, la mostra sarà visitabile a Palazzo Collicola (ingresso via Loreto Vittori) fino al 12 dicembre, il 18, 19 e 26 dicembre, il 2 gennaio e dal 6 al 9 gennaio 2022.

L’esposizione, a cura di Piero Maccarinelli, intende valorizzare il fondamentale lavoro degli artigiani-artisti senza i quali il festival non avrebbe ottenuto il prestigio internazionale che lo ha contraddistinto. Si tratta di una prima ricognizione eclettica di costumi selezionati fra le migliaia del magazzino del festival che rappresenta un’anteprima del lavoro che più organicamente verrà sviluppato nei prossimi anni per cicli tematici.

Dopo gennaio i giorni di apertura al pubblico saranno il 12, 13, 19, 20, 26 e 27 marzo, il 2, 3, 9, 10, 16, 18, 23, 24, 25, 30 aprile e il 1° maggio 2022.

Nei giorni indicati la mostra sarà visitabile dalle ore 10.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.30.

Mostra | FRANCO TROIANI: Fotografie. 1997-2007 @ ADD-art galleria
Gen 8 giorno intero

ADD-art galleria (via Palazzo dei Duchi 6), dal 31 ottobre 2021 al 15 gennaio 2022
FRANCO TROIANI: Fotografie. 1997-2007
a cura di Davide Silvioli

L’esposizione vede per la prima volta esposti gli scatti fotografici dell’artista spoletino realizzati tra il 1997 e il 2007, una produzione inedita e raffinata in cui il corpo è il protagonista.

Dal testo del curatore Davide Silvioli:
“Nella ricerca pluriennale di Franco Troiani la fotografia equivale a strumento di studio; spesso un mezzo preliminare alla pratica pittorica. Tuttavia, la fotografia non soffre uno status di subalternità nei confronti degli altri orientamenti perseguiti dall’artista, configurandosi come territorio di sperimentazione completamente autonomo. Troiani, secondo tali accenti, delega esclusivamente alla fotografia l’investigazione sulla figura umana, con l’intenzione di esplorarne l’espressione, la simbologia e il mistero. Sulla base di questa attitudine, la mostra Fotografie. 1997-2007 presenta un corpus di scatti mai esposti, relativi a operazioni intraprese dall’artista fra gli anni Novanta e Duemila, in cui il corpo è il soggetto di una narrazione in grado di ricondurre a tematiche senza tempo di ordine storico-artistico, estetico e filosofico”.

Aperta su appuntamento tramite form su https://www.add-art.it/?page_id=15

Mostra | II EDIZIONE RASSEGNA BIENNALE DI FIBER ART @ Ex Museo Civico, Ex Monte di Pietà, Museo nazionale del Ducato di Spoleto - Rocca Albornoziana, Galleria Officina d’Arte&Tessuti
Gen 8 giorno intero
<!--:it-->Mostra | II EDIZIONE RASSEGNA BIENNALE DI FIBER ART<!--:--><!--:en-->Exhibition | 2nd EDITION FIBER ART BIENNIAL<!--:--> @ Ex Museo Civico, Ex Monte di Pietà, Museo nazionale del Ducato di Spoleto - Rocca Albornoziana, Galleria Officina d’Arte&Tessuti

II EDIZIONE RASSEGNA BIENNALE DI FIBER ART
Spoleto, 8 dicembre 2021 – 16 gennaio 2022
A cura di Maria Giuseppina Caldarola in collaborazione con Margherita Labbe

Palazzo della Signoria (ex Museo Civico)
Palazzo Comunale (ex Monte di Pietà)
Museo nazionale del Ducato di Spoleto – Rocca Albornoziana
Galleria Officina d’Arte&Tessuti, Spoleto

Inaugurazione mercoledì 8 dicembre ore 11
Palazzo Comunale – Via Saffi, 12

Dopo un anno di sospensione a causa della pandemia la Biennale di Fiber Art, giunta alla seconda edizione, torna a Spoleto dall’8 dicembre 2021 al 16 gennaio 2022. La manifestazione ha ottenuto il Patrocinio della Regione Umbria, del Comune di Spoleto e del Museo nazionale del Ducato di Spoleto – Rocca Albornoziana, che ha offerto anche una sala espositiva all’interno della Rocca, mentre il CAOS di Terni ospiterà un incontro il 20 novembre nel quale verrà presentata in anteprima la Biennale.

Quattro le sedi espositive: quattro spazi per porre l’Arte al centro e per riflettere sull’Arte. Il tema fondante della Biennale è la Ricerca, quella effettuata nelle Istituzioni pubbliche a questa dedicate, quella di Enti ed associazioni private.

“Testimonianze” è lo spazio dedicato agli Artisti invitati in quanto rappresentativi della Fiber Art italiana, alcuni con predilezione ricorrente per il medium fibra, altri con interesse non esclusivo per detto medium. Un ecosistema, dove il contributo singolo possa essere percepito come partecipazione ad una visione comune dell’arte e della cultura.
Sin dalla prima edizione i promotori hanno scelto di esporre, accanto ad Artisti consolidati, ricchi di esperienze, con alle spalle una ricerca che li ha resi noti nell’ambito della Fiber Art, opere di giovani che frequentano le Accademie di Belle Arti e ricercano la loro espressione artistica attraverso linguaggi, materiali, tecniche. Questo risponde all’esigenza di scandagliare attraverso il concreto le tendenze dell’Arte del nostro tempo, mediante la forma espressiva della Fiber Art.
Accademie ed Artisti si esprimono individuando, spesso, temi di grande attualità. La crisi ambientale, la vita al tempo della pandemia, l’economia circolare, il tema del riciclo e, a tale proposito, prosegue la collaborazione con la Ditta Galassia di Perugia, produttrice di maglieria in cashmere di alta gamma, attraverso il Progetto “Ritagli d’Autore. Nuove declinazioni del riuso” a cura di Margherita Labbe. Hanno aderito al progetto e concesso il Patrocinio le Accademie di Belle Arti di Brera, Carrara, Catania, Foggia, Lecce, Roma, Torino, Urbino, Venezia.
L’Accademia di Belle Arti di Bologna è presente con quattro opere di cinque allievi del biennio di Decorazione per l’Architettura. È stato interesse dei promotori invitare questa Istituzione per proporre ai visitatori ulteriori elementi della Ricerca in campo artistico attraverso il linguaggio della Fiber Art. Si segnala in particolare il progetto Patrimonio, risorse per lo spazio pubblico, strumenti per la progettazione artistica contemporanea, promosso dall’Accademia in collaborazione con Bologna Musei/Musei Civici d’Arte Antica curato dalla docente Vanna Romualdi. L’installazione multisensoriale site specific ospitata presso la Rocca Albornoziana è parte di questo progetto.
L’associazione-partner DARS di Udine partecipa con una selezione di opere provenienti dall’ultima edizione della Biennale del Libro d’Artista di Udine, oltre ai lavori di quattro artiste attive nell’ambito dell’associazione.
La galleria Officina d’Arte&Tessuti ospita sette fiberartiste invitate per dare vita al progetto “Una nuova materia di espressività’ creativa: il feltro”, curato da Lydia Predominato ed Eva Basile.
Alla musica, che delinea il carattere sinestetico dell’Associazione Officina d’Arte e Tessuti, è dedicato l’appuntamento dell’11 dicembre alle ore 11 per il concerto inaugurale in Sala Pegasus (musiche di P. Hindemith, R. Strauss, L. Dallapiccola).

SCHEDA TECNICA
Presentazione in anteprima presso il CAOS di Terni sabato 20 novembre ore 17
Inaugurazione: 8 dicembre ore 11 Via Saffi,12

Quando: dall’8 dicembre 2021 al 16 gennaio 2022
Dove: Palazzo della Signoria (ex Museo Civico), Piazza Duomo
Palazzo Comunale (ex Monte di Pietà), Via Saffi 12;
Museo Nazionale del Ducato – Rocca Albornoz
galleria Officina d’Arte&Tessuti Via Plinio il Giovane 6/8;

Orari: ex Museo Civico//ex Monte di Pietà da venerdì a domenica 11,00-18,00.
CHIUSO: 24-25-26 dicembre. Dal 28 dicembre al 6 gennaio apertura tutti i giorni 11,00/18,00
galleria Officina d’Arte&Tessuti: da venerdì a domenica previa prenotazione: officinadartetessuti21@gmail.com
Rocca Albornoz: dal 27 dicembre al 9 gennaio: dal lunedì alla domenica: 9.30-13.45 (ultimo ingresso ore 13.15) chiuso: 1 gennaio

Ideazione e Coordinamento M. Giuseppina Caldarola, Pierfrancesco Caprio
Organizzazione Associazione Culturale Officina d’Arte e Tessuti
Allestimento Pierfrancesco Caprio
Media partner ARTEMORBIDA – Textile art Magazine

Gli Artisti
“Testimonianze”: Tiziana Abretti, Riccardo Ajossa, Silvia Beccaria, Loretta Cappanera, Silvia Giani, Bahar Hamzehpour, Ilaria Margutti, Cristina Mariani, Anna Moro Lin, Lydia Predominato, Annacarla Scanu, Virginia Ryan, Manuela Toselli

“Accademie” (docenti, studenti, ex studenti)
Bologna: Camilla Callarelli, Nikola Filipović, Elham M. Aghili, Songy Du, Khorshid Pouyan
Brera: Valerio Ambiveri, Danilo Ferrero, Ada Ghinato, Chiara Giorgetti, Margherita Labbe, Lucia Bonomo, Michele Bruna, Elisa Camozzi, Martina Chiodini, Jessica Fanchini, Giulia Gentilcore e Irene Lupia, Maria D. Iuculano, Natalia Lenini, Vanessa Lobosco, Serena Lombardi, Anna Prestigiacomo, Luana Pulici, Giulia Roncucci, Clemente Rossi, Lorenzo Silvestrini, Giulia Soldi, Giuseppe Stornello, Alice Vercesi, Chiara Vitali
Carrara: Carla Crosio, Mattia Barone, Violetta Reho, Flavia Spasari
Catania: Marcella Barone, Cristina Agnello, Andrea Cacciola, Gabriele Fazio, Diego Greco e Domenico Litrico
Foggia: Laura Scaringi, Paolo Anguilano, Sara P. Bonassisa, Alessandra Fuzio, Grazia P. Galante, Nunzia Inchingolo
Lecce: Aida Dzhafarova, Carmina A. Falcione, Sara Totaro, Giulia Villani
Napoli: Angela Vinciguerra e Maria Tirotta, Andrea Apicella e Christian Lamberti, Maria D’Apuzzo, Noemi Frezza, Angelo Pisano e Sabina Maresca, Gloria Rea e Giuseppina Russo
Roma: Patrizia Bisonni e Antonella Marotta, Gianluca Murasecchi, Alessandra M. Porfidia, Arion Bajrami, Flaminia Cicerchia, Andrea Guerra, Virginia Lorenzetti, Sara Romeo, Eleonora Ruggeri
Torino: Ornella Rovera, Valentina Avonda, Linda Biella, Greta Manzone, Elisa Massimino, Samanta Orsi, Lei Tong
Urbino: Giancarlo Lepore, Ana M. Dinu, Adrian G. Joita e Nadia Latessa, Simone Leanza, Nicola Sebatiani
Venezia: Elena Armellini, Beatrice Bellet, Gaia Bellini, Angela Trione

Artiste DARS: Silvia Braida, Manuela Collini, Renza Moreale, Maddalena Valerio
Selezione Libri d’Artista DARS: ACCADEMIA di BELLE ARTI LECCE: Grazia Tagliente, Angelica Cazzetta, Chiara Funiati
FACOLTÀ DI BELLE ARTI – UNIVERSITÀ COMPLUTENSE DI MADRID: Belén Armario Rodríguez, Nahia Bedialauneta Coira, José Javier Fernández Calderón, Olga Muñoz Montero, Marta Aguilar Moreno, Carmen Hidalgo De Cisneros Wilckens, Mónica Oliva Lozano
ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI PALERMO: Martina Carollo, Teodora Pirau, Chiara Maria Piva, Margherita Spera, Francesca Genna
Il Feltro: Elham M. Aghili, Annamaria Atturo, Daniela Costanzo Giorgio, Barbara Girardi, Grazia Santi, Chiara Valentini, Esther Weber

Info: officinadartetessuti21@gmail.com //+39 333 3763011

Per accedere agli spazi espositivi è necessario essere muniti di Green Pass nel rispetto del DECRETO-LEGGE 8 ottobre 2021, n. 139 e DECRETO-LEGGE 23 luglio 2021 n. 105

La manifestazione ha un Comitato d’Onore del quale fanno parte: Giorgio Di Genova, Stefano Di Stasio, Silvia Grandi, Anna Leonardi, Anna Moro-Lin, Lydia Predominato, Bruno Toscano, Battistina Vargiu.

Mostra | MAURIZIO CANNAVACCIUOLO / CLAUDIO MASSINI “Ma non ho bicchieri come i tuoi” @ Palazzo Collicola
Gen 8 giorno intero

Ma non ho bicchieri come i tuoi
A cura di Marco Tonelli e Lorenzo Fiorucci
Palazzo Collicola, Spoleto
13 novembre 2021– 13 febbraio 2022

Una mostra di pittura, imprevedibile, eccentrica, un dialogo tra due artisti che lavorano sui margini stessi delle immagini e della rappresentazione, della linea e dell’ornamento, dell’illusione e del significato.

Maurizio Cannavacciuolo (1954) e Claudio Massini (1955), entrambi nati a Napoli, coetanei, una storia di lunga amicizia, fatta di interferenze ma non di influenze, hanno condiviso tra anni Settanta e Ottanta la galleria di Lucio Amelio a Napoli, vero e proprio centro del mondo dell’arte contemporanea del tempo in Italia: in occasione di questa mostra a Palazzo Collicola si sono dunque ri-chiamati a vicenda.

Il percorso espositivo (una doppia personale) si snoda lungo le dieci sale del Piano terra dedicate alle mostre temporanee. Cannavacciuolo e Massini espongono 30 opere (tra cui alcuni polittici) realizzate dalla fine degli anni Novanta ad oggi, per lo più dipinti su tela, con la presenza da parte di Cannavacciuolo anche di una grande opera di formelle di ceramica (Sinestesia) a testimonianza della sua apertura verso altri “generi”, mentre spetta a Massini chiudere la mostra con la riproposizione fotografica di interventi di arte sociale realizzati tra il 1974 e il 1980, un periodo di ricerca che oscilla tra l’antropologico e il popolare e che prese forma in un contesto collettivo quale l’intervento realizzato a Sant’Antimo nel 1977 dal titolo La notte di Maggio Mellone.

La mostra cerca di sottolineare diversi aspetti umorali e narrativi dei loro percorsi, che nel caso di Cannavacciuolo si manifestano con una sorta di sana ironia, quasi didattica, da osservatore tenero e spietato che cerca di far riflettere lo spettatore attraverso trappole logiche e visive, in quello di Massini con sottili e precise architetture fatte di equilibri, innumerevoli strati di colore, piccole utopie, orientalismi, polittici, recuperi e nostalgie stile impero, intrecci di costellazioni e edonistiche decorazioni.

I rebus visivi, stravaganti ed impertinenti di Cannavacciuolo di opere come Bubbles, Fire Zazazà!, Excelsior, Bored Sea Food vs Barbed Wire Family o Menina do Rio, calor que provoca arrepio fanno così da perfetto controcanto agli spazi onirici e congelati di Massini di dipinti come Barcellonese, Riparo, Dall’alto e fuori o Architettura fatale, deviando entrambi dalla pratica corrente di modernità, tradizione e contemporaneità.

Due pittori dunque non marginali, complessi e stratificati, antagonisti involontari della scena contemporanea da cui si distinguono per fitte trame di significati e rimandi, ibridazioni e richiami a culture altre e internazionali e quindi parte di una cultura universale.

Mostra | SPOLETOSPHERE Modello, documenti e progetti @ Galleria d’Arte Moderna G. Carandente - Palazzo Collicola
Gen 8 giorno intero

SPOLETOSPHERE
Modello, documenti e progetti

18 dicembre 2021 – 13 febbraio 2022
Galleria d’Arte Moderna G. Carandente – Palazzo Collicola

Presentazione sabato 18 dicembre ore 12,00

VIDEO >> https://www.youtube.com/watch?v=DCgLHwRtv5E

Richard Buckminster Fuller (1895-1983), architetto e designer statunitense, geniale e visionario, nel corso della sua vita progettò sempre immaginando il futuro, come si evince dal suo trattato Operating Manual for Spaceship Earth scritto nel 1969. Temi quali la sostenibilità, l’ecologismo, i problemi energetici e le fonti rinnovabili sono infatti alla base del suo pensiero e delle sue strutture architettoniche, dalla sfera del Dymaxion House alle cupole dei Paperboard Domes fino alle automobili quali la Dymaxion car.

Il tratto più distintivo della sua poetica rimane però senza dubbio la concezione e la realizzazione delle cupole geodetiche (di cui Fuller possiede il brevetto), edifici estremamente leggeri e di facile costruzione che iniziò a progettare a partire dal 1957 in ogni parte del mondo e che hanno perfino ispirato la denominazione di una molecola chimica complessa quale il “fullerene”. Tale fu il successo che l’esercito degli Stati Uniti gli commissionò la costruzione di centinaia di queste strutture per installazioni militari.

Le cupole geodetiche sono strutture composte da elementi triangolari, tubulari e modulari, che si raccordano in punti specifici dando forma a poligoni e che possono essere rivestite di materiali sintetici o coperture leggere, come fu il caso della cosiddetta Spoletosfera (l’unica cupola geodetica di Fuller in Italia) che fu installata nel 1967 in occasione del X Festival dei Due Mondi di Spoleto su progetto di Fuller e Shoji Sadao (architetto giapponese suo collaboratore) e costruita con l’aiuto di studenti di otto paesi e architetti locali, la supervisione di Giovanni Carandente e il contributo della Southern Illinois University, dell’Usa International Council of the Arts e dell’Alluminium Company of America. L’inaugurazione sarà un gran successo alla presenza di Fuller e con l’esecuzione di un vero e proprio happening (due anni dopo anche Mario Ceroli e Claudio Cintoli realizzeranno all’interno della struttura gli happening dal titolo Io e Rimbalzare).

Dando seguito a un accordo tra il Comune di Spoleto e l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia (accordo che ha già visto le due istituzioni collaborare in occasione di alcune mostre a Palazzo Collicola) e sotto la supervisione del professore di modellistica Giuseppe Fioroni, un gruppo di studenti ha riprodotto, dopo rilievi e misurazioni prese in situ, un modello in scala 1:20 della Spoletosfera utilizzando fibre di carbonio e di vetro e alluminio, evidenziandone il principio costruttivo fondato su incastri e alternanze di esagoni e pentagoni e sull’uso di tre diverse misure di aste di collegamento. L’opera verrà donata al museo di Palazzo Collicola dopo la fine della mostra (per l’occasione è stata anche realizzata una breve video presentazione di Vincenzo Alessandria).

Inoltre viene esposta al pubblico per la prima volta una serie di documenti di archivio conservati presso la Biblioteca Carandente tra cui figurano schizzi progettuali originali con indicazioni tecniche autografe di Fuller, articoli e riviste a lui dedicate, fotografie delle fasi del montaggio e dell’inaugurazione o di modellini di altre strutture progettate dall’architetto, oltre a parte della corrispondenza scambiata tra lui e il Festival dei Due Mondi.

Palazzo Collicola – Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”, Appartamento Nobile e mostre temporanee
Giorni e orari di apertura

dal giovedì al lunedì
10:30-13:00/15:00-17:30
chiuso il martedì e il mercoledì

Aperture straordinarie
mercoledì 8, martedì 28, mercoledì 29 dicembre, martedì 4 e mercoledì 5 gennaio
10:30-13:00/15:00-17:30

Mostra | TOCCAR CON MANO I LONGOBARDI @ Rocca Albornoz - Museo Nazionale del Ducato di Spoleto
Gen 8 giorno intero

Dal 12 novembre 2021 e fino al 6 marzo 2022 alla Rocca Albornoz – Museo Nazionale del Ducato di Spoleto una mostra itinerante che offre la possibilità unica di ammirare contemporaneamente i monumenti del sito seriale ‘I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)’, Patrimonio UNESCO da dieci anni

Continuano le celebrazioni per il decennale del sito seriale ‘I longobardi in Italia’ come Patrimonio Mondiale UNESCO, con la mostra itinerante “Toccar con mano i Longobardi” che sarà inaugurata venerdì 12 novembre alle ore 15.30 alla Rocca Albornoz – Museo nazionale del ducato di Spoleto, dopo le tappe di Ancona, Benevento e Monte Sant’Angelo.

L’esposizione, che sarà visitabile fino al 6 marzo, è stata realizzata in collaborazione con il ‘Museo Tattile Statale Omero’ di Ancona e finanziata dal Ministero della Cultura a valere della L.77/2006, si pone l’obiettivo di far conoscere la straordinarietà e la complessità del sito UNESCO attraverso un percorso tattile e una gamma differenziata di opzioni di fruizione che ne facilitano la comprensione, assicurando a tutti un’esperienza multisensoriale ottimale.

Nelle sale saranno esposti sette modellini tridimensionali in scala dei monumenti architettonici che rappresentano maggiormente il sito seriale longobardo e sette modellini relativi alle aree in cui sono situati i monumenti, per permettere l’esplorazione tattile dei loro contesti di provenienza. A rendere il percorso ancor più accessibile saranno le audio descrizioni (in italiano e inglese), registrate dagli attori della Compagnia #SIneNOmine della Casa di Reclusione di Maiano a Spoleto, da ascoltare tramite NFC e QR code, nonché un catalogo in Braille e uno in large print in libera consultazione, infine, per consentire una fruizione dei modelli inclusiva, sono stati realizzati dei video con la tecnica del compositing nella LIS – Lingua dei Segni Italiana, insieme ad immagini e animazioni, sottotitoli e audio.

La mostra ‘Toccar con mano i longobardi’, permette di conoscere e “toccare” le sette eccellenze architettoniche del sito seriale ‘I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)’, da dieci anni riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio Mondiale, un itinerario dei luoghi del potere Longobardo che, oltre alla Basilica di San Salvatore a Spoleto (PG), ricomprende: l’area della Gastaldaga e il complesso episcopale a Cividale del Friuli (UD), l’area monumentale con il Monastero di San Salvatore – Santa Giulia a Brescia, il Castrum con la Torre di Torba e la Chiesa di Santa Maria foris portas a Torba e a Castelseprio (VA), il Tempietto del Clitunno a Campello sul Clitunno (PG), il Complesso di Santa Sofia a Benevento e il Santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo (FG).

L’esposizione è curata dall’Associazione Italia Langobardorum – struttura di gestione del sito seriale – che fa parte del circuito della IX edizione della Biennale “Arteinsieme – cultura e culture senza barriere” un gruppo di musei e luoghi della cultura che promuovono attività finalizzate a favorire la partecipazione delle persone con disabilità e con esigenze speciali in generale o provenienti da culture altre, valorizzando il patrimonio artistico contemporaneo, l’accessibilità dell’arte e dei beni culturali, nella convinzione del forte potere sociale che ha l’arte, che si vive ed esperisce insieme.

INFO: Mostra “Toccar con Mano i Longobardi”
Inaugurazione: venerdì 12 novembre, ore 15.30
Indirizzo Rocca Albornoz-Museo Nazionale del Ducato di Spoleto | Piazza Bernardino Campello 1, Spoleto (PG)
orario dal 27 dicembre al 9 gennaio: dal lunedì alla domenica: 9.30-13.45 (ultimo ingresso 13.15)
chiuso: dal 13 al 26 dicembre | 1, 16 e 30 gennaio | 6 e 20 febbraio | 6 marzo
info e prenotazioni: +39 0743 223055

Mostra | VITTORIO MESSINA – DISHABITAT @ Palazzo Collicola
Gen 8 giorno intero

VITTORIO MESSINA | DISHABITAT
Palazzo Collicola, dal 9 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022
a cura di Marco Tonelli e Davide Silvioli

L’inaugurazione è in programma sabato 9 ottobre alle ore 11.30.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione: cultura.turismo@comune.spoleto.pg.it

In una larga parte del suo lavoro Vittorio Messina ha sviluppato il tema dell’Habitat e del costruire, concentrando la sua attenzione sulle iconografie di “celle” e “stanze” intese come elemento base dell’architettura.

Il carattere aperto e enigmatico delle sue opere è accostabile in parte col modo di costruire il pensiero e il linguaggio del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, o coi romanzi dello scrittore praghese Franz Kafka o ancora con le teorie della fisica quantistica. Senza mai basare il suo discorso su contenuti critici, politici, sociali, economici o ideologici, l’opera di Messina è una chiara metafora del costruire l’opera d’arte come attività sempre fluida, dinamica, mobile, concreta e allo stesso tempo misteriosa, immateriale e metafisica, una sorta di cantiere attraversato dalle esigenze del presente e dalle possibilità del futuro.

Come in tante altre occasioni, dunque l’artista ha elaborato appositamente per lo spazio – in questo caso il Piano Nobile di Palazzo Collicola – un progetto specifico dal titolo Dishabitat, composto da due grandi opere pensate e realizzate per il luogo, progetto quindi che si colloca e deriva dalla natura del sito destinato ad accoglierlo, e nello stesso tempo alimenta un campo di riflessione sull’attualità delle condizioni e delle emergenze del nostro tempo.

La ricostruzione essenziale di un edificio tagliato dal pavimento stesso del Salone d’Onore di Palazzo Collicola dal titolo Dishabitat 1 (di cui si vede solo la copertura del tetto e parte del muro di sostegno in blocchetti di gasbeton), analogamente alla trasformazione della lunga Galleria in uno spazio denso di luce rossa dal titolo Dishabitat 2, definiscono un percorso abitativo in forma di cantiere all’interno di ambienti che oggi sono di natura strettamente museale, ma che in passato furono dimora e luoghi di rappresentanza della famiglia Collicola.

L’edificio, costruito dall’architetto Sebastiano Cipriani nel 1730 con annesso giardino, fu acquistato nel 1939 dal Comune di Spoleto ed è diventato poi, nel 2000, sede della Galleria d’Arte Moderna e nel 2010 anche della Pinacoteca civica.

In senso metaforico, rispetto all’idea di un habitat originario, già modificato dalla sua trasformazione in museo, Messina ne ha aggiunto un altro (di qui il termine dishabitat) di matrice concettuale e contemporanea, che rende le sue opere dei veri e propri cantieri metafisici e mentali. L’abbassamento del punto di vista della cima di una casa e la suggestione di una luce rossa provocata dal fenomeno di un allontanamento (il tipico effetto fisico del redshift gravitazionale), sono dunque per Messina forme di distanziamento dal tempo e dal luogo, ma anche di paradossale riavvicinamento al presente, e di elevazione della nostra percezione e visione del mondo.

Il progetto espositivo usufruisce della sponsorizzazione tecnica dell’azienda Leroy-Merlin e del sostegno della Galleria Nicola Pedana, mentre il catalogo della mostra verrà pubblicato nel corso dell’esposizione.

Biografia
Vittorio Messina è nato a Zafferana Etnea (Catania) nel 1946. Compie gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura di Roma, dove, alla fine degli anni Settanta, esordisce nello spazio di Sant’Agata dei Goti, punto di incontro e luogo di sperimentazione della giovane arte di quegli anni, con La Muraglia Cinese, una mostra articolata intorno all’omonimo testo kafkiano.
Fin dalle mostre alla galleria La Salita di Roma (1982), e alla galleria Locus Solus di Genova (1983), il suo lavoro si orienta verso una forma di scultura ambientale, e dopo le personali alla galleria Minini di Brescia (1985) e al PAC di Milano (1986), Messina espone le prime “celle” alla Moltkerei Werkstatt di Colonia e alla galleria Shimada di Yamaguchi (Giappone), veri e propri edifici costruiti con materiali seriali di uso edilizio, autoilluminati con lampade industriali.
Nel 1987, a Palazzo Taverna in Roma (Incontri Internazionali d’Arte), all’interno di un ciclo dove si succedono gli interventi di Maria Nordman, Bruce Naumann e Luca Maria Patella, Messina costruisce una “cella” e pubblica un testo, “Paesaggio con luce lontana”, dove affiora la tematica heisenberghiana dell’indeterminazione, già presente peraltro nella mostra Spostamenti sulla banda del rosso di Villa Romana (Firenze 1985). Da questo momento il suo lavoro si svolge con stringente continuità visionaria nel grande Krater esposto alla mostra Europa Oggi del Museo Pecci di Prato (1988), nell’installazione totale alla galleria Oddi Baglioni di Roma dello stesso anno, fino alla mostra Aetatis suae alla galleria Tucci Russo di Torino (1990).
Dalla “cella” della galleria Minini, Brescia (1991), a quella del Kunstverein di Kassel (1991) e della galleria Victoria Miro (Londra 1992), come nelle 24 finestre della mostra Lux Europae di Edinburgh (1992), fino ai lavori del Castello di Girifalco, Cortona (con Thomas Schütte, 1993), l’opera di Messina si configura con l’imprevedibilità e il disincanto di un vero e proprio cantiere metafisico. Seguono negli anni Novanta, le mostre al Kunstverein di Düsseldorf, alla Villa delle Rose di Bologna, alla National Galerie di Berlino, al Museo di Erfurt, al Museo di Leeds, fino alle grandi installazioni nei Dialoghi (Maschio Angioino e Castel dell’Ovo di Napoli, 2002). Nella mostra A village and its surroundings (H. Moore Foundation, Halifax 1999) alcune installazioni includono l’uso di film-video. In La discrezione del tempo 1 (Museo Ujazdovki, Varsavia, 2002), e in Una città visibile (Modena, 2004), e poi ancora nelle Cronografie, o della città verticale (Cavallerizza Reale, Torino (2006) e in Momentanea Mens (DKM Foundation, Duisburg 2009), lo spazio-tempo dell’habitat umano tende a espandersi ulteriormente, fino alla dilatazione estrema di Hermes, film della durata di 72 ore. Infine, nella mostra alla Galleria Guidi di (Roma, 2011), come nelle opere al MACRO (Eighties are Back, Roma 2011) e nella mostra con Thomas Schütte alla Villa Massimo (Roma 2011), Messina rafforza la componente tautologica del suo lavoro e avvia una nuova riflessione sulle forze e le dimensioni dello spazio reale. Nel 2014 espone al MACRO di Roma e alla Kunsthalle di Göppingen, nel 2015 è invitato alla mostra Au rendez vous des Amis organizzata dalla Fondazione Burri a Città di Castello, nel 2016 tiene una personale presso il Regio Albergo delle Povere e il Museo Riso di Palermo e nel 2019 è invitato alla Biennale de L’Havana.

Orario di apertura:
Palazzo Collicola Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”
Appartamento Nobile e mostre temporanee
dal giovedì al lunedì 10:30-13:00/15:00-17:30
chiuso martedì e mercoledì

Aperture straordinarie
mercoledì 8, martedì 28, mercoledì 29 dicembre, martedì 4 e mercoledì 5 gennaio
10:30-13:00/15:00-17:30

PRESEPI NATALIZI a Spoleto
Gen 8 giorno intero

IL PRESEPE MONUMENTALE PIÙ GRANDE D’EUROPA
Auditorium della Stella
Giorni di apertura: 8-12 dicembre | 17 dicembre – 9 gennaio | 14 gennaio
Orario: 10-13 e 15-18.30

Un presepe monumentale a grandezza naturale divenuto il più grande d’Europa, realizzato in terracotta, legno e cartapesta dal maestro di arte presepiale Mario Agrestini.
Il presepe, frutto di un lavoro di oltre 40 anni che ricostruisce l’antico mondo contadino, interagisce tra pittura e scultura ed è unico nella sua realizzazione e dimensione.
L’abbigliamento dei personaggi è in parte tessuto a mano ed in parte originario della Giordania, così come tutti gli accessori sia dei personaggi che degli animali presenti.
L’opera è già stata esposta nel 2010 a Roma, nella Sala del Carroccio in Campidoglio.

SPOLETO, LA CITTÀ IN UN PRESEPE – 10a edizione
dal 12 dicembre 2021 al 6 gennaio 2022
Mostre di presepi: Sala degli Ori, Piazza Campello (uscita della mobilità alternativa), Via di Visiale

Programma e info: Pro Loco di Spoleto “A. Busetti” – Via Minervio 2 – Tel. e Fax 0743 46484 – Mob. 375.5035362 E-mail: prospoleto@gmail.com Web: www.prolocospoleto.it

PRESEPI SUBACQUEI
dal 8 dicembre 2021 al 14 gennaio 2022
a cura dell’Associazione G. Parenzi

fontana di piazza Campello
fontana di piazza del Mercato
fontana di piazza della Vittoria
lavatoi di via Posterna

PRESEPE DEGLI ORTI
Orti del Sole, via San Carlo, dall’8 dicembre 2021 al 6 gennaio 2022
Orario: giorni feriali dalle 16 alle 19, giorni festivi dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19. Chiuso in caso di maltempo.

Opera di Agostino Agostinelli sono la piccola Natività in cartapesta posta all’ingresso degli orti e la bella natività a grandezza naturale realizzata per i Presepi al Borgaccio nel 2003.
La terza Natività artistica è stata realizzata dal prof. Massimiliano Albanese.
L’allestimento delle scene è opera di volenterosi “ortolani” innamorati della magia del Presepe.

Lungo il percorso sagome dipinte dal prof. Pietro Mita. Le tre opere creano una grande suggestione, negli Orti del Sole, all’ombra della Rocca e del Ponte delle Torri, un luogo ricco di fascino e da valorizzare. Un fondale di grande atmosfera nella semplicità di un allestimento che richiama l’intima umiltà della Natività.

Programma UN NATALE CONDIVISO @ Spoleto
Gen 8 giorno intero
Visite guidate tematiche | DALL’ALTO DELLE TORRI e CAPOLAVORI DA MUSEO @ Musei di Spoleto
Gen 8 giorno intero

Dall’alto delle torri”, visite guidate alla Camera Pinta e ai percorsi difensivi della Rocca Albornoz e “Capolavori da Museo”, visite guidate tematiche nei musei della Spoleto Card

Nel periodo delle festività natalizie Sistema Museo continua il programma di visite guidate a tema per scoprire l’incredibile patrimonio storico artistico dei musei delle città di Spoleto e Campello sul Clitunno. Gli incontri in calendario coinvolgono i sei musei della rete Spoleto Card: la Rocca Albornoz – Museo Nazionale del Ducato, il Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano, Palazzo Collicola, la Casa Romana, la Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo e il Tempietto sul Clitunno.

Proseguono le visite guidate “Dall’alto delle torri” alla scoperta della Camera Pinta e dei percorsi difensivi della Rocca Albornoz, un’occasione da non perdere per scoprire la stretta relazione tra la funzione difensiva della fortezza e la sua posizione strategica nel territorio (in caso di maltempo la visita guidata prevede delle modifiche al percorso).

Il programma di Natale prevede anche le visite guidate tematicheCapolavori da Museo” alle collezioni dei musei della Spoleto Card, un’opportunità unica per vivere a pieno la carta turistica museale e scoprire il prezioso patrimonio storico artistico di Spoleto e di Campello sul Clitunno.

Le attività sono a cura di Sistema Museo in collaborazione con la Direzione Regionale Musei dell’Umbria – Rocca Albornoz – Museo Nazionale del Ducato di Spoleto – Tempietto sul Clitunno e Museo Archeologico Nazionale – Teatro Romano di Spoleto, il Comune di Spoleto e il Comune di Campello sul Clitunno.

DALL’ALTO DELLE TORRI
VISITE GUIDATE ALLA CAMERA PINTA E AI PERCORSI DIFENSIVI della ROCCA ALBORNOZ
giovedì e venerdì – ore 11.00 – 12.00
sabato e domenica – ore 11.00 – 12.00

CAPOLAVORI DA MUSEO
VISITE GUIDATE TEMATICHE
Un monumento che affascina da secoli – TEMPIETTO SUL CLITUNNO
Dicembre: sabato ore 15.00 / Gennaio: sabato ore 13.00
Una nobile passeggiataPALAZZO COLLICOLA
sabato ore 16.00
Uno scrigno di antiche pitture – CHIESA DEI SANTI GIOVANNI E PAOLO sabato 17.00
Spoleto in scena – TEATRO ROMANO DI SPOLETO
domenica ore 14.30
Una domus da sogno – CASA ROMANA
domenica ore 15.30

Tariffe di partecipazione a tutte le visite guidate
Intero
€ 4,00 | Ridotto € 3,00 per i possessori della Spoleto Card e dai 7 ai 17 anni | Gratuito fino a 6 anni |
Previo acquisto della Spoleto Card o del biglietto di ingresso al museo.

Le visite guidate prevedono la PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA fino ad esaurimento posti e il rispetto delle norme Covid-19 vigenti.

NATALE È… | REGALATI… UN MUSEO Visite guidate tematiche e attività creative per famiglie @ Tempietto sul Clitunno
Gen 8@13:00

NATALE E’
Regalati… un Museo

In occasione delle festività natalizie Sistema Museo propone NATALE E’ Regalati … un Museo, un calendario di visite guidate e attività creative per famiglie che regaleranno l’occasione di vivere l’atmosfera delle festività alla scoperta del prestigioso patrimonio storico artistico dei musei delle città di Spoleto e Campello sul Clitunno.

Le attività sono a cura di Sistema Museo in collaborazione con la Direzione Regionale Musei dell’Umbria – Rocca Albornoz – Museo Nazionale del Ducato di Spoleto – Tempietto sul Clitunno, il Comune di Spoleto e il Comune di Campello sul Clitunno.

PROGRAMMA DELLE ATTIVITÀ:

Palazzo Collicola
MERCOLEDÌ 8 DICEMBRE 2021 ore 15:30
Speciale Natale al Museo!
SOTTO FORMA DI NATALE

Laboratorio creativo per famiglie

Palazzo Collicola – Biblioteca Giovanni Carandente
GIOVEDÌ 16 DICEMBRE 2021 ore 15:30
UN NATALE AL CALDER

Proiezione del video “Il favoloso mondo di Alexander Calder” e attività creativa per bambini
Attività gratuita

Palazzo Collicola – Appartamento Nobile
SABATO 18 DICEMBRE 2021 ore 16:00
L’ARAZZO DELLA REGINA
Da Cristina di Svezia alla famiglia Collicola

Visita guidata tematica

Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo
MERCOLEDÌ 29 DICEMBRE 2021 ore 15:30
UN RARO AFFRESCO NELLA CHIESA DEI SANTI GIOVANNI E PAOLO

Visita guidata tematica in occasione di San Thomas Becket

Rocca Albornoz – Museo Nazionale del Ducato di Spoleto
VENERDÌ 31 DICEMBRE 2021 ore 12:00
NEL SEGNO DELL’AMORE
Auguri di Buon Anno dalla Torre Maestra

Visita guidata tematica

Rocca Albornoz – Museo Nazionale del Ducato di Spoleto
***ANNULLATO***
GIOVEDÌ 6 GENNAIO 2022 ore 15:30
Speciale Natale al Museo!
UN CASTELLO PIENO DI ANGELI

Laboratorio creativo per famiglie

Tempietto sul Clitunno
SABATO 8 GENNAIO 2022 ore 13:00
IL TEMPIETTO SUL CLITUNNO
Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco

Visita guidata tematica

Tariffe di partecipazione
VISITE GUIDATE

Intero € 4,00 | Ridotto € 3,00 per i possessori della Spoleto Card e dai 7 ai 17 anni | Gratuito fino a 6 anni |
Previo acquisto della Spoleto Card o del biglietto di ingresso al museo.
ATTIVITA’ CREATIVE per bambini fino a 11 anni – € 5,00 a bambino

Tutte le attività in programma prevedono la PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA fino ad esaurimento posti e il rispetto delle norme Covid-19 vigenti.

Informazioni e prenotazioni:
SISTEMA MUSEO 0743.224952 | museoducatospoleto@sistemamuseo.it | 0743.46434 | spoleto@sistemamuseo.it

***RINVIATO*** TEKNA feat. John B. Arnold e Simone Locarni @ Teatro Caio Melisso
Gen 8@21:00
<!--:it-->***RINVIATO*** TEKNA feat. John B. Arnold e Simone Locarni <!--:--> @ Teatro Caio Melisso

***RINVIATO***

Ultimo concerto in programma per Un Natale condiviso. Sabato 8 gennaio alle ore 21.00 l’appuntamento sarà al Teatro Caio Melisso – Spazio Carla Fendi con TEKNA feat. John B. Arnold (drums & elettronics), Simone Locarni (keyboards), Joe Rehmer (bass).

L’evento, a cura di associazione GREFTI by Metronome, è a ingresso libero su prenotazione (Info: carla60cianchettini@gmail.com – 338.8562727). Come da disposizioni la capienza per gli spettacoli al chiuso è ridotta al 50%.

TEKNA è un’anomalia acustica, che combina la struttura percussiva della musica elettronica con l’improvvisazione del jazz, mutuando da entrambi ma non appartenendo a nessuno dei due.

Nato da un’idea del batterista di New York City John B. Arnold, supportato dal pianista di Domodossola Simone Locarni k e dal contrabbassista di Chicago John Rehmer , TEKNA si spinge in un nuovo territorio con un suono che può essere descritto solo come “ipnotico”.

Il compositore / batterista John B. Arnold, nipote del cantautore americano Hoagy Carmichael (Georgia on my Mind, Stardust, the Nearness of You), ha da tempo un piede in entrambi i mondi: una lunga discografia come artista jazz e un uomo la cui passione per la musica elettronica lo ha ispirato a creare Calcatronica, un festival di musica elettronica di tre giorni in Italia. Il pianista / tastierista Simone Locarni nonostante la giovane eta’, è un bandleader e compositore a pieno titolo che ha al suo attivo gia’ importanti collaborazioni internazionali come il russo Yuri Goloubev o Fabrizio Sferra; il pianista di Domodossola e’ attualmente da considerarsi e confermare tra i nuovi piu’ grossi talenti di jazz apparsi in questi ultimi tempi in Europa , mentre John Rehmer e’ un bassista sensibile e con un bel “groove” che si e’ distinto tra le molte e disparate collaborazioni, nei gruppi internazionali di Giovanni Guidi è Dan Kinzelman .

Frustrato dalla mancanza di innovazione nel jazz moderno, John ha creato TEKNA per incarnare la spinta della techno con l’anima della composizione jazz, motivo per cui il pianoforte e la batteria sono registrati dal vivo. Ma più di ogni altra cosa, è un omaggio sia agli amori, sia al jazz che alla musica elettronica, e si sforza di rispondere alla domanda: cosa c’è dopo?

Gen
9
Dom
Mostra | FRAMMENTI DI UN PERCORSO TEATRALE @ Palazzo Collicola, ingresso via Vittori
Gen 9 giorno intero

FRAMMENTI DI UN PERCORSO TEATRALE
Nuovamente aperta al pubblico la mostra che celebra la storia del Festival dei Due Mondi. Ingresso gratuito

Riapre al pubblico ‘Frammenti di un percorso teatrale’, la mostra-omaggio che riporta alla luce documenti, fotografie, bozzetti d’epoca, costumi e arredi scenici che hanno fatto la storia del Festival dei Due Mondi.

Durante il periodo natalizio, per permettere a turisti e residenti di ammirare veri e propri pezzi d’arte realizzati dalle sapienti mani delle maestranze che si sono susseguite di edizione in edizione, la mostra sarà visitabile a Palazzo Collicola (ingresso via Loreto Vittori) fino al 12 dicembre, il 18, 19 e 26 dicembre, il 2 gennaio e dal 6 al 9 gennaio 2022.

L’esposizione, a cura di Piero Maccarinelli, intende valorizzare il fondamentale lavoro degli artigiani-artisti senza i quali il festival non avrebbe ottenuto il prestigio internazionale che lo ha contraddistinto. Si tratta di una prima ricognizione eclettica di costumi selezionati fra le migliaia del magazzino del festival che rappresenta un’anteprima del lavoro che più organicamente verrà sviluppato nei prossimi anni per cicli tematici.

Dopo gennaio i giorni di apertura al pubblico saranno il 12, 13, 19, 20, 26 e 27 marzo, il 2, 3, 9, 10, 16, 18, 23, 24, 25, 30 aprile e il 1° maggio 2022.

Nei giorni indicati la mostra sarà visitabile dalle ore 10.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.30.

Mostra | FRANCO TROIANI: Fotografie. 1997-2007 @ ADD-art galleria
Gen 9 giorno intero

ADD-art galleria (via Palazzo dei Duchi 6), dal 31 ottobre 2021 al 15 gennaio 2022
FRANCO TROIANI: Fotografie. 1997-2007
a cura di Davide Silvioli

L’esposizione vede per la prima volta esposti gli scatti fotografici dell’artista spoletino realizzati tra il 1997 e il 2007, una produzione inedita e raffinata in cui il corpo è il protagonista.

Dal testo del curatore Davide Silvioli:
“Nella ricerca pluriennale di Franco Troiani la fotografia equivale a strumento di studio; spesso un mezzo preliminare alla pratica pittorica. Tuttavia, la fotografia non soffre uno status di subalternità nei confronti degli altri orientamenti perseguiti dall’artista, configurandosi come territorio di sperimentazione completamente autonomo. Troiani, secondo tali accenti, delega esclusivamente alla fotografia l’investigazione sulla figura umana, con l’intenzione di esplorarne l’espressione, la simbologia e il mistero. Sulla base di questa attitudine, la mostra Fotografie. 1997-2007 presenta un corpus di scatti mai esposti, relativi a operazioni intraprese dall’artista fra gli anni Novanta e Duemila, in cui il corpo è il soggetto di una narrazione in grado di ricondurre a tematiche senza tempo di ordine storico-artistico, estetico e filosofico”.

Aperta su appuntamento tramite form su https://www.add-art.it/?page_id=15

Mostra | II EDIZIONE RASSEGNA BIENNALE DI FIBER ART @ Ex Museo Civico, Ex Monte di Pietà, Museo nazionale del Ducato di Spoleto - Rocca Albornoziana, Galleria Officina d’Arte&Tessuti
Gen 9 giorno intero
<!--:it-->Mostra | II EDIZIONE RASSEGNA BIENNALE DI FIBER ART<!--:--><!--:en-->Exhibition | 2nd EDITION FIBER ART BIENNIAL<!--:--> @ Ex Museo Civico, Ex Monte di Pietà, Museo nazionale del Ducato di Spoleto - Rocca Albornoziana, Galleria Officina d’Arte&Tessuti

II EDIZIONE RASSEGNA BIENNALE DI FIBER ART
Spoleto, 8 dicembre 2021 – 16 gennaio 2022
A cura di Maria Giuseppina Caldarola in collaborazione con Margherita Labbe

Palazzo della Signoria (ex Museo Civico)
Palazzo Comunale (ex Monte di Pietà)
Museo nazionale del Ducato di Spoleto – Rocca Albornoziana
Galleria Officina d’Arte&Tessuti, Spoleto

Inaugurazione mercoledì 8 dicembre ore 11
Palazzo Comunale – Via Saffi, 12

Dopo un anno di sospensione a causa della pandemia la Biennale di Fiber Art, giunta alla seconda edizione, torna a Spoleto dall’8 dicembre 2021 al 16 gennaio 2022. La manifestazione ha ottenuto il Patrocinio della Regione Umbria, del Comune di Spoleto e del Museo nazionale del Ducato di Spoleto – Rocca Albornoziana, che ha offerto anche una sala espositiva all’interno della Rocca, mentre il CAOS di Terni ospiterà un incontro il 20 novembre nel quale verrà presentata in anteprima la Biennale.

Quattro le sedi espositive: quattro spazi per porre l’Arte al centro e per riflettere sull’Arte. Il tema fondante della Biennale è la Ricerca, quella effettuata nelle Istituzioni pubbliche a questa dedicate, quella di Enti ed associazioni private.

“Testimonianze” è lo spazio dedicato agli Artisti invitati in quanto rappresentativi della Fiber Art italiana, alcuni con predilezione ricorrente per il medium fibra, altri con interesse non esclusivo per detto medium. Un ecosistema, dove il contributo singolo possa essere percepito come partecipazione ad una visione comune dell’arte e della cultura.
Sin dalla prima edizione i promotori hanno scelto di esporre, accanto ad Artisti consolidati, ricchi di esperienze, con alle spalle una ricerca che li ha resi noti nell’ambito della Fiber Art, opere di giovani che frequentano le Accademie di Belle Arti e ricercano la loro espressione artistica attraverso linguaggi, materiali, tecniche. Questo risponde all’esigenza di scandagliare attraverso il concreto le tendenze dell’Arte del nostro tempo, mediante la forma espressiva della Fiber Art.
Accademie ed Artisti si esprimono individuando, spesso, temi di grande attualità. La crisi ambientale, la vita al tempo della pandemia, l’economia circolare, il tema del riciclo e, a tale proposito, prosegue la collaborazione con la Ditta Galassia di Perugia, produttrice di maglieria in cashmere di alta gamma, attraverso il Progetto “Ritagli d’Autore. Nuove declinazioni del riuso” a cura di Margherita Labbe. Hanno aderito al progetto e concesso il Patrocinio le Accademie di Belle Arti di Brera, Carrara, Catania, Foggia, Lecce, Roma, Torino, Urbino, Venezia.
L’Accademia di Belle Arti di Bologna è presente con quattro opere di cinque allievi del biennio di Decorazione per l’Architettura. È stato interesse dei promotori invitare questa Istituzione per proporre ai visitatori ulteriori elementi della Ricerca in campo artistico attraverso il linguaggio della Fiber Art. Si segnala in particolare il progetto Patrimonio, risorse per lo spazio pubblico, strumenti per la progettazione artistica contemporanea, promosso dall’Accademia in collaborazione con Bologna Musei/Musei Civici d’Arte Antica curato dalla docente Vanna Romualdi. L’installazione multisensoriale site specific ospitata presso la Rocca Albornoziana è parte di questo progetto.
L’associazione-partner DARS di Udine partecipa con una selezione di opere provenienti dall’ultima edizione della Biennale del Libro d’Artista di Udine, oltre ai lavori di quattro artiste attive nell’ambito dell’associazione.
La galleria Officina d’Arte&Tessuti ospita sette fiberartiste invitate per dare vita al progetto “Una nuova materia di espressività’ creativa: il feltro”, curato da Lydia Predominato ed Eva Basile.
Alla musica, che delinea il carattere sinestetico dell’Associazione Officina d’Arte e Tessuti, è dedicato l’appuntamento dell’11 dicembre alle ore 11 per il concerto inaugurale in Sala Pegasus (musiche di P. Hindemith, R. Strauss, L. Dallapiccola).

SCHEDA TECNICA
Presentazione in anteprima presso il CAOS di Terni sabato 20 novembre ore 17
Inaugurazione: 8 dicembre ore 11 Via Saffi,12

Quando: dall’8 dicembre 2021 al 16 gennaio 2022
Dove: Palazzo della Signoria (ex Museo Civico), Piazza Duomo
Palazzo Comunale (ex Monte di Pietà), Via Saffi 12;
Museo Nazionale del Ducato – Rocca Albornoz
galleria Officina d’Arte&Tessuti Via Plinio il Giovane 6/8;

Orari: ex Museo Civico//ex Monte di Pietà da venerdì a domenica 11,00-18,00.
CHIUSO: 24-25-26 dicembre. Dal 28 dicembre al 6 gennaio apertura tutti i giorni 11,00/18,00
galleria Officina d’Arte&Tessuti: da venerdì a domenica previa prenotazione: officinadartetessuti21@gmail.com
Rocca Albornoz: dal 27 dicembre al 9 gennaio: dal lunedì alla domenica: 9.30-13.45 (ultimo ingresso ore 13.15) chiuso: 1 gennaio

Ideazione e Coordinamento M. Giuseppina Caldarola, Pierfrancesco Caprio
Organizzazione Associazione Culturale Officina d’Arte e Tessuti
Allestimento Pierfrancesco Caprio
Media partner ARTEMORBIDA – Textile art Magazine

Gli Artisti
“Testimonianze”: Tiziana Abretti, Riccardo Ajossa, Silvia Beccaria, Loretta Cappanera, Silvia Giani, Bahar Hamzehpour, Ilaria Margutti, Cristina Mariani, Anna Moro Lin, Lydia Predominato, Annacarla Scanu, Virginia Ryan, Manuela Toselli

“Accademie” (docenti, studenti, ex studenti)
Bologna: Camilla Callarelli, Nikola Filipović, Elham M. Aghili, Songy Du, Khorshid Pouyan
Brera: Valerio Ambiveri, Danilo Ferrero, Ada Ghinato, Chiara Giorgetti, Margherita Labbe, Lucia Bonomo, Michele Bruna, Elisa Camozzi, Martina Chiodini, Jessica Fanchini, Giulia Gentilcore e Irene Lupia, Maria D. Iuculano, Natalia Lenini, Vanessa Lobosco, Serena Lombardi, Anna Prestigiacomo, Luana Pulici, Giulia Roncucci, Clemente Rossi, Lorenzo Silvestrini, Giulia Soldi, Giuseppe Stornello, Alice Vercesi, Chiara Vitali
Carrara: Carla Crosio, Mattia Barone, Violetta Reho, Flavia Spasari
Catania: Marcella Barone, Cristina Agnello, Andrea Cacciola, Gabriele Fazio, Diego Greco e Domenico Litrico
Foggia: Laura Scaringi, Paolo Anguilano, Sara P. Bonassisa, Alessandra Fuzio, Grazia P. Galante, Nunzia Inchingolo
Lecce: Aida Dzhafarova, Carmina A. Falcione, Sara Totaro, Giulia Villani
Napoli: Angela Vinciguerra e Maria Tirotta, Andrea Apicella e Christian Lamberti, Maria D’Apuzzo, Noemi Frezza, Angelo Pisano e Sabina Maresca, Gloria Rea e Giuseppina Russo
Roma: Patrizia Bisonni e Antonella Marotta, Gianluca Murasecchi, Alessandra M. Porfidia, Arion Bajrami, Flaminia Cicerchia, Andrea Guerra, Virginia Lorenzetti, Sara Romeo, Eleonora Ruggeri
Torino: Ornella Rovera, Valentina Avonda, Linda Biella, Greta Manzone, Elisa Massimino, Samanta Orsi, Lei Tong
Urbino: Giancarlo Lepore, Ana M. Dinu, Adrian G. Joita e Nadia Latessa, Simone Leanza, Nicola Sebatiani
Venezia: Elena Armellini, Beatrice Bellet, Gaia Bellini, Angela Trione

Artiste DARS: Silvia Braida, Manuela Collini, Renza Moreale, Maddalena Valerio
Selezione Libri d’Artista DARS: ACCADEMIA di BELLE ARTI LECCE: Grazia Tagliente, Angelica Cazzetta, Chiara Funiati
FACOLTÀ DI BELLE ARTI – UNIVERSITÀ COMPLUTENSE DI MADRID: Belén Armario Rodríguez, Nahia Bedialauneta Coira, José Javier Fernández Calderón, Olga Muñoz Montero, Marta Aguilar Moreno, Carmen Hidalgo De Cisneros Wilckens, Mónica Oliva Lozano
ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI PALERMO: Martina Carollo, Teodora Pirau, Chiara Maria Piva, Margherita Spera, Francesca Genna
Il Feltro: Elham M. Aghili, Annamaria Atturo, Daniela Costanzo Giorgio, Barbara Girardi, Grazia Santi, Chiara Valentini, Esther Weber

Info: officinadartetessuti21@gmail.com //+39 333 3763011

Per accedere agli spazi espositivi è necessario essere muniti di Green Pass nel rispetto del DECRETO-LEGGE 8 ottobre 2021, n. 139 e DECRETO-LEGGE 23 luglio 2021 n. 105

La manifestazione ha un Comitato d’Onore del quale fanno parte: Giorgio Di Genova, Stefano Di Stasio, Silvia Grandi, Anna Leonardi, Anna Moro-Lin, Lydia Predominato, Bruno Toscano, Battistina Vargiu.

Mostra | MAURIZIO CANNAVACCIUOLO / CLAUDIO MASSINI “Ma non ho bicchieri come i tuoi” @ Palazzo Collicola
Gen 9 giorno intero

Ma non ho bicchieri come i tuoi
A cura di Marco Tonelli e Lorenzo Fiorucci
Palazzo Collicola, Spoleto
13 novembre 2021– 13 febbraio 2022

Una mostra di pittura, imprevedibile, eccentrica, un dialogo tra due artisti che lavorano sui margini stessi delle immagini e della rappresentazione, della linea e dell’ornamento, dell’illusione e del significato.

Maurizio Cannavacciuolo (1954) e Claudio Massini (1955), entrambi nati a Napoli, coetanei, una storia di lunga amicizia, fatta di interferenze ma non di influenze, hanno condiviso tra anni Settanta e Ottanta la galleria di Lucio Amelio a Napoli, vero e proprio centro del mondo dell’arte contemporanea del tempo in Italia: in occasione di questa mostra a Palazzo Collicola si sono dunque ri-chiamati a vicenda.

Il percorso espositivo (una doppia personale) si snoda lungo le dieci sale del Piano terra dedicate alle mostre temporanee. Cannavacciuolo e Massini espongono 30 opere (tra cui alcuni polittici) realizzate dalla fine degli anni Novanta ad oggi, per lo più dipinti su tela, con la presenza da parte di Cannavacciuolo anche di una grande opera di formelle di ceramica (Sinestesia) a testimonianza della sua apertura verso altri “generi”, mentre spetta a Massini chiudere la mostra con la riproposizione fotografica di interventi di arte sociale realizzati tra il 1974 e il 1980, un periodo di ricerca che oscilla tra l’antropologico e il popolare e che prese forma in un contesto collettivo quale l’intervento realizzato a Sant’Antimo nel 1977 dal titolo La notte di Maggio Mellone.

La mostra cerca di sottolineare diversi aspetti umorali e narrativi dei loro percorsi, che nel caso di Cannavacciuolo si manifestano con una sorta di sana ironia, quasi didattica, da osservatore tenero e spietato che cerca di far riflettere lo spettatore attraverso trappole logiche e visive, in quello di Massini con sottili e precise architetture fatte di equilibri, innumerevoli strati di colore, piccole utopie, orientalismi, polittici, recuperi e nostalgie stile impero, intrecci di costellazioni e edonistiche decorazioni.

I rebus visivi, stravaganti ed impertinenti di Cannavacciuolo di opere come Bubbles, Fire Zazazà!, Excelsior, Bored Sea Food vs Barbed Wire Family o Menina do Rio, calor que provoca arrepio fanno così da perfetto controcanto agli spazi onirici e congelati di Massini di dipinti come Barcellonese, Riparo, Dall’alto e fuori o Architettura fatale, deviando entrambi dalla pratica corrente di modernità, tradizione e contemporaneità.

Due pittori dunque non marginali, complessi e stratificati, antagonisti involontari della scena contemporanea da cui si distinguono per fitte trame di significati e rimandi, ibridazioni e richiami a culture altre e internazionali e quindi parte di una cultura universale.

Mostra | SPOLETOSPHERE Modello, documenti e progetti @ Galleria d’Arte Moderna G. Carandente - Palazzo Collicola
Gen 9 giorno intero

SPOLETOSPHERE
Modello, documenti e progetti

18 dicembre 2021 – 13 febbraio 2022
Galleria d’Arte Moderna G. Carandente – Palazzo Collicola

Presentazione sabato 18 dicembre ore 12,00

VIDEO >> https://www.youtube.com/watch?v=DCgLHwRtv5E

Richard Buckminster Fuller (1895-1983), architetto e designer statunitense, geniale e visionario, nel corso della sua vita progettò sempre immaginando il futuro, come si evince dal suo trattato Operating Manual for Spaceship Earth scritto nel 1969. Temi quali la sostenibilità, l’ecologismo, i problemi energetici e le fonti rinnovabili sono infatti alla base del suo pensiero e delle sue strutture architettoniche, dalla sfera del Dymaxion House alle cupole dei Paperboard Domes fino alle automobili quali la Dymaxion car.

Il tratto più distintivo della sua poetica rimane però senza dubbio la concezione e la realizzazione delle cupole geodetiche (di cui Fuller possiede il brevetto), edifici estremamente leggeri e di facile costruzione che iniziò a progettare a partire dal 1957 in ogni parte del mondo e che hanno perfino ispirato la denominazione di una molecola chimica complessa quale il “fullerene”. Tale fu il successo che l’esercito degli Stati Uniti gli commissionò la costruzione di centinaia di queste strutture per installazioni militari.

Le cupole geodetiche sono strutture composte da elementi triangolari, tubulari e modulari, che si raccordano in punti specifici dando forma a poligoni e che possono essere rivestite di materiali sintetici o coperture leggere, come fu il caso della cosiddetta Spoletosfera (l’unica cupola geodetica di Fuller in Italia) che fu installata nel 1967 in occasione del X Festival dei Due Mondi di Spoleto su progetto di Fuller e Shoji Sadao (architetto giapponese suo collaboratore) e costruita con l’aiuto di studenti di otto paesi e architetti locali, la supervisione di Giovanni Carandente e il contributo della Southern Illinois University, dell’Usa International Council of the Arts e dell’Alluminium Company of America. L’inaugurazione sarà un gran successo alla presenza di Fuller e con l’esecuzione di un vero e proprio happening (due anni dopo anche Mario Ceroli e Claudio Cintoli realizzeranno all’interno della struttura gli happening dal titolo Io e Rimbalzare).

Dando seguito a un accordo tra il Comune di Spoleto e l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia (accordo che ha già visto le due istituzioni collaborare in occasione di alcune mostre a Palazzo Collicola) e sotto la supervisione del professore di modellistica Giuseppe Fioroni, un gruppo di studenti ha riprodotto, dopo rilievi e misurazioni prese in situ, un modello in scala 1:20 della Spoletosfera utilizzando fibre di carbonio e di vetro e alluminio, evidenziandone il principio costruttivo fondato su incastri e alternanze di esagoni e pentagoni e sull’uso di tre diverse misure di aste di collegamento. L’opera verrà donata al museo di Palazzo Collicola dopo la fine della mostra (per l’occasione è stata anche realizzata una breve video presentazione di Vincenzo Alessandria).

Inoltre viene esposta al pubblico per la prima volta una serie di documenti di archivio conservati presso la Biblioteca Carandente tra cui figurano schizzi progettuali originali con indicazioni tecniche autografe di Fuller, articoli e riviste a lui dedicate, fotografie delle fasi del montaggio e dell’inaugurazione o di modellini di altre strutture progettate dall’architetto, oltre a parte della corrispondenza scambiata tra lui e il Festival dei Due Mondi.

Palazzo Collicola – Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”, Appartamento Nobile e mostre temporanee
Giorni e orari di apertura

dal giovedì al lunedì
10:30-13:00/15:00-17:30
chiuso il martedì e il mercoledì

Aperture straordinarie
mercoledì 8, martedì 28, mercoledì 29 dicembre, martedì 4 e mercoledì 5 gennaio
10:30-13:00/15:00-17:30

Mostra | TOCCAR CON MANO I LONGOBARDI @ Rocca Albornoz - Museo Nazionale del Ducato di Spoleto
Gen 9 giorno intero

Dal 12 novembre 2021 e fino al 6 marzo 2022 alla Rocca Albornoz – Museo Nazionale del Ducato di Spoleto una mostra itinerante che offre la possibilità unica di ammirare contemporaneamente i monumenti del sito seriale ‘I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)’, Patrimonio UNESCO da dieci anni

Continuano le celebrazioni per il decennale del sito seriale ‘I longobardi in Italia’ come Patrimonio Mondiale UNESCO, con la mostra itinerante “Toccar con mano i Longobardi” che sarà inaugurata venerdì 12 novembre alle ore 15.30 alla Rocca Albornoz – Museo nazionale del ducato di Spoleto, dopo le tappe di Ancona, Benevento e Monte Sant’Angelo.

L’esposizione, che sarà visitabile fino al 6 marzo, è stata realizzata in collaborazione con il ‘Museo Tattile Statale Omero’ di Ancona e finanziata dal Ministero della Cultura a valere della L.77/2006, si pone l’obiettivo di far conoscere la straordinarietà e la complessità del sito UNESCO attraverso un percorso tattile e una gamma differenziata di opzioni di fruizione che ne facilitano la comprensione, assicurando a tutti un’esperienza multisensoriale ottimale.

Nelle sale saranno esposti sette modellini tridimensionali in scala dei monumenti architettonici che rappresentano maggiormente il sito seriale longobardo e sette modellini relativi alle aree in cui sono situati i monumenti, per permettere l’esplorazione tattile dei loro contesti di provenienza. A rendere il percorso ancor più accessibile saranno le audio descrizioni (in italiano e inglese), registrate dagli attori della Compagnia #SIneNOmine della Casa di Reclusione di Maiano a Spoleto, da ascoltare tramite NFC e QR code, nonché un catalogo in Braille e uno in large print in libera consultazione, infine, per consentire una fruizione dei modelli inclusiva, sono stati realizzati dei video con la tecnica del compositing nella LIS – Lingua dei Segni Italiana, insieme ad immagini e animazioni, sottotitoli e audio.

La mostra ‘Toccar con mano i longobardi’, permette di conoscere e “toccare” le sette eccellenze architettoniche del sito seriale ‘I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)’, da dieci anni riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio Mondiale, un itinerario dei luoghi del potere Longobardo che, oltre alla Basilica di San Salvatore a Spoleto (PG), ricomprende: l’area della Gastaldaga e il complesso episcopale a Cividale del Friuli (UD), l’area monumentale con il Monastero di San Salvatore – Santa Giulia a Brescia, il Castrum con la Torre di Torba e la Chiesa di Santa Maria foris portas a Torba e a Castelseprio (VA), il Tempietto del Clitunno a Campello sul Clitunno (PG), il Complesso di Santa Sofia a Benevento e il Santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo (FG).

L’esposizione è curata dall’Associazione Italia Langobardorum – struttura di gestione del sito seriale – che fa parte del circuito della IX edizione della Biennale “Arteinsieme – cultura e culture senza barriere” un gruppo di musei e luoghi della cultura che promuovono attività finalizzate a favorire la partecipazione delle persone con disabilità e con esigenze speciali in generale o provenienti da culture altre, valorizzando il patrimonio artistico contemporaneo, l’accessibilità dell’arte e dei beni culturali, nella convinzione del forte potere sociale che ha l’arte, che si vive ed esperisce insieme.

INFO: Mostra “Toccar con Mano i Longobardi”
Inaugurazione: venerdì 12 novembre, ore 15.30
Indirizzo Rocca Albornoz-Museo Nazionale del Ducato di Spoleto | Piazza Bernardino Campello 1, Spoleto (PG)
orario dal 27 dicembre al 9 gennaio: dal lunedì alla domenica: 9.30-13.45 (ultimo ingresso 13.15)
chiuso: dal 13 al 26 dicembre | 1, 16 e 30 gennaio | 6 e 20 febbraio | 6 marzo
info e prenotazioni: +39 0743 223055

Mostra | VITTORIO MESSINA – DISHABITAT @ Palazzo Collicola
Gen 9 giorno intero

VITTORIO MESSINA | DISHABITAT
Palazzo Collicola, dal 9 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022
a cura di Marco Tonelli e Davide Silvioli

L’inaugurazione è in programma sabato 9 ottobre alle ore 11.30.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione: cultura.turismo@comune.spoleto.pg.it

In una larga parte del suo lavoro Vittorio Messina ha sviluppato il tema dell’Habitat e del costruire, concentrando la sua attenzione sulle iconografie di “celle” e “stanze” intese come elemento base dell’architettura.

Il carattere aperto e enigmatico delle sue opere è accostabile in parte col modo di costruire il pensiero e il linguaggio del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, o coi romanzi dello scrittore praghese Franz Kafka o ancora con le teorie della fisica quantistica. Senza mai basare il suo discorso su contenuti critici, politici, sociali, economici o ideologici, l’opera di Messina è una chiara metafora del costruire l’opera d’arte come attività sempre fluida, dinamica, mobile, concreta e allo stesso tempo misteriosa, immateriale e metafisica, una sorta di cantiere attraversato dalle esigenze del presente e dalle possibilità del futuro.

Come in tante altre occasioni, dunque l’artista ha elaborato appositamente per lo spazio – in questo caso il Piano Nobile di Palazzo Collicola – un progetto specifico dal titolo Dishabitat, composto da due grandi opere pensate e realizzate per il luogo, progetto quindi che si colloca e deriva dalla natura del sito destinato ad accoglierlo, e nello stesso tempo alimenta un campo di riflessione sull’attualità delle condizioni e delle emergenze del nostro tempo.

La ricostruzione essenziale di un edificio tagliato dal pavimento stesso del Salone d’Onore di Palazzo Collicola dal titolo Dishabitat 1 (di cui si vede solo la copertura del tetto e parte del muro di sostegno in blocchetti di gasbeton), analogamente alla trasformazione della lunga Galleria in uno spazio denso di luce rossa dal titolo Dishabitat 2, definiscono un percorso abitativo in forma di cantiere all’interno di ambienti che oggi sono di natura strettamente museale, ma che in passato furono dimora e luoghi di rappresentanza della famiglia Collicola.

L’edificio, costruito dall’architetto Sebastiano Cipriani nel 1730 con annesso giardino, fu acquistato nel 1939 dal Comune di Spoleto ed è diventato poi, nel 2000, sede della Galleria d’Arte Moderna e nel 2010 anche della Pinacoteca civica.

In senso metaforico, rispetto all’idea di un habitat originario, già modificato dalla sua trasformazione in museo, Messina ne ha aggiunto un altro (di qui il termine dishabitat) di matrice concettuale e contemporanea, che rende le sue opere dei veri e propri cantieri metafisici e mentali. L’abbassamento del punto di vista della cima di una casa e la suggestione di una luce rossa provocata dal fenomeno di un allontanamento (il tipico effetto fisico del redshift gravitazionale), sono dunque per Messina forme di distanziamento dal tempo e dal luogo, ma anche di paradossale riavvicinamento al presente, e di elevazione della nostra percezione e visione del mondo.

Il progetto espositivo usufruisce della sponsorizzazione tecnica dell’azienda Leroy-Merlin e del sostegno della Galleria Nicola Pedana, mentre il catalogo della mostra verrà pubblicato nel corso dell’esposizione.

Biografia
Vittorio Messina è nato a Zafferana Etnea (Catania) nel 1946. Compie gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura di Roma, dove, alla fine degli anni Settanta, esordisce nello spazio di Sant’Agata dei Goti, punto di incontro e luogo di sperimentazione della giovane arte di quegli anni, con La Muraglia Cinese, una mostra articolata intorno all’omonimo testo kafkiano.
Fin dalle mostre alla galleria La Salita di Roma (1982), e alla galleria Locus Solus di Genova (1983), il suo lavoro si orienta verso una forma di scultura ambientale, e dopo le personali alla galleria Minini di Brescia (1985) e al PAC di Milano (1986), Messina espone le prime “celle” alla Moltkerei Werkstatt di Colonia e alla galleria Shimada di Yamaguchi (Giappone), veri e propri edifici costruiti con materiali seriali di uso edilizio, autoilluminati con lampade industriali.
Nel 1987, a Palazzo Taverna in Roma (Incontri Internazionali d’Arte), all’interno di un ciclo dove si succedono gli interventi di Maria Nordman, Bruce Naumann e Luca Maria Patella, Messina costruisce una “cella” e pubblica un testo, “Paesaggio con luce lontana”, dove affiora la tematica heisenberghiana dell’indeterminazione, già presente peraltro nella mostra Spostamenti sulla banda del rosso di Villa Romana (Firenze 1985). Da questo momento il suo lavoro si svolge con stringente continuità visionaria nel grande Krater esposto alla mostra Europa Oggi del Museo Pecci di Prato (1988), nell’installazione totale alla galleria Oddi Baglioni di Roma dello stesso anno, fino alla mostra Aetatis suae alla galleria Tucci Russo di Torino (1990).
Dalla “cella” della galleria Minini, Brescia (1991), a quella del Kunstverein di Kassel (1991) e della galleria Victoria Miro (Londra 1992), come nelle 24 finestre della mostra Lux Europae di Edinburgh (1992), fino ai lavori del Castello di Girifalco, Cortona (con Thomas Schütte, 1993), l’opera di Messina si configura con l’imprevedibilità e il disincanto di un vero e proprio cantiere metafisico. Seguono negli anni Novanta, le mostre al Kunstverein di Düsseldorf, alla Villa delle Rose di Bologna, alla National Galerie di Berlino, al Museo di Erfurt, al Museo di Leeds, fino alle grandi installazioni nei Dialoghi (Maschio Angioino e Castel dell’Ovo di Napoli, 2002). Nella mostra A village and its surroundings (H. Moore Foundation, Halifax 1999) alcune installazioni includono l’uso di film-video. In La discrezione del tempo 1 (Museo Ujazdovki, Varsavia, 2002), e in Una città visibile (Modena, 2004), e poi ancora nelle Cronografie, o della città verticale (Cavallerizza Reale, Torino (2006) e in Momentanea Mens (DKM Foundation, Duisburg 2009), lo spazio-tempo dell’habitat umano tende a espandersi ulteriormente, fino alla dilatazione estrema di Hermes, film della durata di 72 ore. Infine, nella mostra alla Galleria Guidi di (Roma, 2011), come nelle opere al MACRO (Eighties are Back, Roma 2011) e nella mostra con Thomas Schütte alla Villa Massimo (Roma 2011), Messina rafforza la componente tautologica del suo lavoro e avvia una nuova riflessione sulle forze e le dimensioni dello spazio reale. Nel 2014 espone al MACRO di Roma e alla Kunsthalle di Göppingen, nel 2015 è invitato alla mostra Au rendez vous des Amis organizzata dalla Fondazione Burri a Città di Castello, nel 2016 tiene una personale presso il Regio Albergo delle Povere e il Museo Riso di Palermo e nel 2019 è invitato alla Biennale de L’Havana.

Orario di apertura:
Palazzo Collicola Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”
Appartamento Nobile e mostre temporanee
dal giovedì al lunedì 10:30-13:00/15:00-17:30
chiuso martedì e mercoledì

Aperture straordinarie
mercoledì 8, martedì 28, mercoledì 29 dicembre, martedì 4 e mercoledì 5 gennaio
10:30-13:00/15:00-17:30

PRESEPI NATALIZI a Spoleto
Gen 9 giorno intero

IL PRESEPE MONUMENTALE PIÙ GRANDE D’EUROPA
Auditorium della Stella
Giorni di apertura: 8-12 dicembre | 17 dicembre – 9 gennaio | 14 gennaio
Orario: 10-13 e 15-18.30

Un presepe monumentale a grandezza naturale divenuto il più grande d’Europa, realizzato in terracotta, legno e cartapesta dal maestro di arte presepiale Mario Agrestini.
Il presepe, frutto di un lavoro di oltre 40 anni che ricostruisce l’antico mondo contadino, interagisce tra pittura e scultura ed è unico nella sua realizzazione e dimensione.
L’abbigliamento dei personaggi è in parte tessuto a mano ed in parte originario della Giordania, così come tutti gli accessori sia dei personaggi che degli animali presenti.
L’opera è già stata esposta nel 2010 a Roma, nella Sala del Carroccio in Campidoglio.

SPOLETO, LA CITTÀ IN UN PRESEPE – 10a edizione
dal 12 dicembre 2021 al 6 gennaio 2022
Mostre di presepi: Sala degli Ori, Piazza Campello (uscita della mobilità alternativa), Via di Visiale

Programma e info: Pro Loco di Spoleto “A. Busetti” – Via Minervio 2 – Tel. e Fax 0743 46484 – Mob. 375.5035362 E-mail: prospoleto@gmail.com Web: www.prolocospoleto.it

PRESEPI SUBACQUEI
dal 8 dicembre 2021 al 14 gennaio 2022
a cura dell’Associazione G. Parenzi

fontana di piazza Campello
fontana di piazza del Mercato
fontana di piazza della Vittoria
lavatoi di via Posterna

PRESEPE DEGLI ORTI
Orti del Sole, via San Carlo, dall’8 dicembre 2021 al 6 gennaio 2022
Orario: giorni feriali dalle 16 alle 19, giorni festivi dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19. Chiuso in caso di maltempo.

Opera di Agostino Agostinelli sono la piccola Natività in cartapesta posta all’ingresso degli orti e la bella natività a grandezza naturale realizzata per i Presepi al Borgaccio nel 2003.
La terza Natività artistica è stata realizzata dal prof. Massimiliano Albanese.
L’allestimento delle scene è opera di volenterosi “ortolani” innamorati della magia del Presepe.

Lungo il percorso sagome dipinte dal prof. Pietro Mita. Le tre opere creano una grande suggestione, negli Orti del Sole, all’ombra della Rocca e del Ponte delle Torri, un luogo ricco di fascino e da valorizzare. Un fondale di grande atmosfera nella semplicità di un allestimento che richiama l’intima umiltà della Natività.

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