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Nov
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Ven
Mostra | FRAMMENTI DI MEMORIE. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano
Nov 19 giorno intero

Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal 26 settembre 2021 al 6 gennaio 2022
Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina

Fino al 6 gennaio nel giardino del Teatro romano e nelle sale del Museo archeologico nazionale di Spoleto saranno esposti alcuni manufatti del piano di riuso delle macerie realizzato dall’arch. Matteo Ferroni per il Comune di Norcia, messi a confronto con alcuni reperti archeologici della Valnerina. La mostra, intitolata Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina sarà inaugurata dalla direttrice Silvia Casciarri domenica 26 settembre alle ore 11.

L’allestimento mette a confronto due modalità di ricostruzione. Da una parte la ricomposizione filologica dei frammenti archeologici in oggetti originari e dall’altra la ricomposizione dei frammenti architettonici in nuove forme e nuove funzioni.

Orario di apertura:
Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal mercoledì alla domenica 8:30–19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
chiuso lunedì e martedì

Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato
Nov 19 giorno intero
<!--:it-->Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--><!--:en-->Exhibition | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--> @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato

San Salvatore ARMONIE imPERFETTE
Mostra fotografica-documentaria a cura del Comune di Spoleto per il decennale dall’inserimento nella lista del patrimonio mondiale Unesco del sito seriale i Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.c.)

dal 25 giugno al 15 agosto
sale espositive ex Monte di Pietà via A. Saffi
dal giovedì alla domenica
10.30/13.00 – 16.30-19.00

fino al 31 dicembre
presso palazzo Mauri, biblioteca comunale G. Carducci
orari apertura biblioteca – info 0743/218801

presso la sezione dell’Archivio di Stato di Spoleto, Complesso San Matteo
mercoledì e giovedì dalle ore 10 alle ore 13
venerdì dalle ore 15 alle ore 17
sabato e domenica dalle ore 17 alle ore 20

Mostra | VITTORIO MESSINA – DISHABITAT @ Palazzo Collicola
Nov 19 giorno intero

VITTORIO MESSINA | DISHABITAT
Palazzo Collicola, dal 9 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022
a cura di Marco Tonelli e Davide Silvioli

L’inaugurazione è in programma sabato 9 ottobre alle ore 11.30.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione: cultura.turismo@comune.spoleto.pg.it

In una larga parte del suo lavoro Vittorio Messina ha sviluppato il tema dell’Habitat e del costruire, concentrando la sua attenzione sulle iconografie di “celle” e “stanze” intese come elemento base dell’architettura.

Il carattere aperto e enigmatico delle sue opere è accostabile in parte col modo di costruire il pensiero e il linguaggio del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, o coi romanzi dello scrittore praghese Franz Kafka o ancora con le teorie della fisica quantistica. Senza mai basare il suo discorso su contenuti critici, politici, sociali, economici o ideologici, l’opera di Messina è una chiara metafora del costruire l’opera d’arte come attività sempre fluida, dinamica, mobile, concreta e allo stesso tempo misteriosa, immateriale e metafisica, una sorta di cantiere attraversato dalle esigenze del presente e dalle possibilità del futuro.

Come in tante altre occasioni, dunque l’artista ha elaborato appositamente per lo spazio – in questo caso il Piano Nobile di Palazzo Collicola – un progetto specifico dal titolo Dishabitat, composto da due grandi opere pensate e realizzate per il luogo, progetto quindi che si colloca e deriva dalla natura del sito destinato ad accoglierlo, e nello stesso tempo alimenta un campo di riflessione sull’attualità delle condizioni e delle emergenze del nostro tempo.

La ricostruzione essenziale di un edificio tagliato dal pavimento stesso del Salone d’Onore di Palazzo Collicola dal titolo Dishabitat 1 (di cui si vede solo la copertura del tetto e parte del muro di sostegno in blocchetti di gasbeton), analogamente alla trasformazione della lunga Galleria in uno spazio denso di luce rossa dal titolo Dishabitat 2, definiscono un percorso abitativo in forma di cantiere all’interno di ambienti che oggi sono di natura strettamente museale, ma che in passato furono dimora e luoghi di rappresentanza della famiglia Collicola.

L’edificio, costruito dall’architetto Sebastiano Cipriani nel 1730 con annesso giardino, fu acquistato nel 1939 dal Comune di Spoleto ed è diventato poi, nel 2000, sede della Galleria d’Arte Moderna e nel 2010 anche della Pinacoteca civica.

In senso metaforico, rispetto all’idea di un habitat originario, già modificato dalla sua trasformazione in museo, Messina ne ha aggiunto un altro (di qui il termine dishabitat) di matrice concettuale e contemporanea, che rende le sue opere dei veri e propri cantieri metafisici e mentali. L’abbassamento del punto di vista della cima di una casa e la suggestione di una luce rossa provocata dal fenomeno di un allontanamento (il tipico effetto fisico del redshift gravitazionale), sono dunque per Messina forme di distanziamento dal tempo e dal luogo, ma anche di paradossale riavvicinamento al presente, e di elevazione della nostra percezione e visione del mondo.

Il progetto espositivo usufruisce della sponsorizzazione tecnica dell’azienda Leroy-Merlin e del sostegno della Galleria Nicola Pedana, mentre il catalogo della mostra verrà pubblicato nel corso dell’esposizione.

Biografia
Vittorio Messina è nato a Zafferana Etnea (Catania) nel 1946. Compie gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura di Roma, dove, alla fine degli anni Settanta, esordisce nello spazio di Sant’Agata dei Goti, punto di incontro e luogo di sperimentazione della giovane arte di quegli anni, con La Muraglia Cinese, una mostra articolata intorno all’omonimo testo kafkiano.
Fin dalle mostre alla galleria La Salita di Roma (1982), e alla galleria Locus Solus di Genova (1983), il suo lavoro si orienta verso una forma di scultura ambientale, e dopo le personali alla galleria Minini di Brescia (1985) e al PAC di Milano (1986), Messina espone le prime “celle” alla Moltkerei Werkstatt di Colonia e alla galleria Shimada di Yamaguchi (Giappone), veri e propri edifici costruiti con materiali seriali di uso edilizio, autoilluminati con lampade industriali.
Nel 1987, a Palazzo Taverna in Roma (Incontri Internazionali d’Arte), all’interno di un ciclo dove si succedono gli interventi di Maria Nordman, Bruce Naumann e Luca Maria Patella, Messina costruisce una “cella” e pubblica un testo, “Paesaggio con luce lontana”, dove affiora la tematica heisenberghiana dell’indeterminazione, già presente peraltro nella mostra Spostamenti sulla banda del rosso di Villa Romana (Firenze 1985). Da questo momento il suo lavoro si svolge con stringente continuità visionaria nel grande Krater esposto alla mostra Europa Oggi del Museo Pecci di Prato (1988), nell’installazione totale alla galleria Oddi Baglioni di Roma dello stesso anno, fino alla mostra Aetatis suae alla galleria Tucci Russo di Torino (1990).
Dalla “cella” della galleria Minini, Brescia (1991), a quella del Kunstverein di Kassel (1991) e della galleria Victoria Miro (Londra 1992), come nelle 24 finestre della mostra Lux Europae di Edinburgh (1992), fino ai lavori del Castello di Girifalco, Cortona (con Thomas Schütte, 1993), l’opera di Messina si configura con l’imprevedibilità e il disincanto di un vero e proprio cantiere metafisico. Seguono negli anni Novanta, le mostre al Kunstverein di Düsseldorf, alla Villa delle Rose di Bologna, alla National Galerie di Berlino, al Museo di Erfurt, al Museo di Leeds, fino alle grandi installazioni nei Dialoghi (Maschio Angioino e Castel dell’Ovo di Napoli, 2002). Nella mostra A village and its surroundings (H. Moore Foundation, Halifax 1999) alcune installazioni includono l’uso di film-video. In La discrezione del tempo 1 (Museo Ujazdovki, Varsavia, 2002), e in Una città visibile (Modena, 2004), e poi ancora nelle Cronografie, o della città verticale (Cavallerizza Reale, Torino (2006) e in Momentanea Mens (DKM Foundation, Duisburg 2009), lo spazio-tempo dell’habitat umano tende a espandersi ulteriormente, fino alla dilatazione estrema di Hermes, film della durata di 72 ore. Infine, nella mostra alla Galleria Guidi di (Roma, 2011), come nelle opere al MACRO (Eighties are Back, Roma 2011) e nella mostra con Thomas Schütte alla Villa Massimo (Roma 2011), Messina rafforza la componente tautologica del suo lavoro e avvia una nuova riflessione sulle forze e le dimensioni dello spazio reale. Nel 2014 espone al MACRO di Roma e alla Kunsthalle di Göppingen, nel 2015 è invitato alla mostra Au rendez vous des Amis organizzata dalla Fondazione Burri a Città di Castello, nel 2016 tiene una personale presso il Regio Albergo delle Povere e il Museo Riso di Palermo e nel 2019 è invitato alla Biennale de L’Havana.

Orario di apertura:
Palazzo Collicola Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”
Appartamento Nobile e mostre temporanee
dal mercoledì al lunedì 10:30-13:00/15:30-19:00
chiuso il martedì

Nov
20
Sab
Mostra | FRAMMENTI DI MEMORIE. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano
Nov 20 giorno intero

Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal 26 settembre 2021 al 6 gennaio 2022
Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina

Fino al 6 gennaio nel giardino del Teatro romano e nelle sale del Museo archeologico nazionale di Spoleto saranno esposti alcuni manufatti del piano di riuso delle macerie realizzato dall’arch. Matteo Ferroni per il Comune di Norcia, messi a confronto con alcuni reperti archeologici della Valnerina. La mostra, intitolata Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina sarà inaugurata dalla direttrice Silvia Casciarri domenica 26 settembre alle ore 11.

L’allestimento mette a confronto due modalità di ricostruzione. Da una parte la ricomposizione filologica dei frammenti archeologici in oggetti originari e dall’altra la ricomposizione dei frammenti architettonici in nuove forme e nuove funzioni.

Orario di apertura:
Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal mercoledì alla domenica 8:30–19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
chiuso lunedì e martedì

Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato
Nov 20 giorno intero
<!--:it-->Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--><!--:en-->Exhibition | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--> @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato

San Salvatore ARMONIE imPERFETTE
Mostra fotografica-documentaria a cura del Comune di Spoleto per il decennale dall’inserimento nella lista del patrimonio mondiale Unesco del sito seriale i Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.c.)

dal 25 giugno al 15 agosto
sale espositive ex Monte di Pietà via A. Saffi
dal giovedì alla domenica
10.30/13.00 – 16.30-19.00

fino al 31 dicembre
presso palazzo Mauri, biblioteca comunale G. Carducci
orari apertura biblioteca – info 0743/218801

presso la sezione dell’Archivio di Stato di Spoleto, Complesso San Matteo
mercoledì e giovedì dalle ore 10 alle ore 13
venerdì dalle ore 15 alle ore 17
sabato e domenica dalle ore 17 alle ore 20

Mostra | VITTORIO MESSINA – DISHABITAT @ Palazzo Collicola
Nov 20 giorno intero

VITTORIO MESSINA | DISHABITAT
Palazzo Collicola, dal 9 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022
a cura di Marco Tonelli e Davide Silvioli

L’inaugurazione è in programma sabato 9 ottobre alle ore 11.30.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione: cultura.turismo@comune.spoleto.pg.it

In una larga parte del suo lavoro Vittorio Messina ha sviluppato il tema dell’Habitat e del costruire, concentrando la sua attenzione sulle iconografie di “celle” e “stanze” intese come elemento base dell’architettura.

Il carattere aperto e enigmatico delle sue opere è accostabile in parte col modo di costruire il pensiero e il linguaggio del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, o coi romanzi dello scrittore praghese Franz Kafka o ancora con le teorie della fisica quantistica. Senza mai basare il suo discorso su contenuti critici, politici, sociali, economici o ideologici, l’opera di Messina è una chiara metafora del costruire l’opera d’arte come attività sempre fluida, dinamica, mobile, concreta e allo stesso tempo misteriosa, immateriale e metafisica, una sorta di cantiere attraversato dalle esigenze del presente e dalle possibilità del futuro.

Come in tante altre occasioni, dunque l’artista ha elaborato appositamente per lo spazio – in questo caso il Piano Nobile di Palazzo Collicola – un progetto specifico dal titolo Dishabitat, composto da due grandi opere pensate e realizzate per il luogo, progetto quindi che si colloca e deriva dalla natura del sito destinato ad accoglierlo, e nello stesso tempo alimenta un campo di riflessione sull’attualità delle condizioni e delle emergenze del nostro tempo.

La ricostruzione essenziale di un edificio tagliato dal pavimento stesso del Salone d’Onore di Palazzo Collicola dal titolo Dishabitat 1 (di cui si vede solo la copertura del tetto e parte del muro di sostegno in blocchetti di gasbeton), analogamente alla trasformazione della lunga Galleria in uno spazio denso di luce rossa dal titolo Dishabitat 2, definiscono un percorso abitativo in forma di cantiere all’interno di ambienti che oggi sono di natura strettamente museale, ma che in passato furono dimora e luoghi di rappresentanza della famiglia Collicola.

L’edificio, costruito dall’architetto Sebastiano Cipriani nel 1730 con annesso giardino, fu acquistato nel 1939 dal Comune di Spoleto ed è diventato poi, nel 2000, sede della Galleria d’Arte Moderna e nel 2010 anche della Pinacoteca civica.

In senso metaforico, rispetto all’idea di un habitat originario, già modificato dalla sua trasformazione in museo, Messina ne ha aggiunto un altro (di qui il termine dishabitat) di matrice concettuale e contemporanea, che rende le sue opere dei veri e propri cantieri metafisici e mentali. L’abbassamento del punto di vista della cima di una casa e la suggestione di una luce rossa provocata dal fenomeno di un allontanamento (il tipico effetto fisico del redshift gravitazionale), sono dunque per Messina forme di distanziamento dal tempo e dal luogo, ma anche di paradossale riavvicinamento al presente, e di elevazione della nostra percezione e visione del mondo.

Il progetto espositivo usufruisce della sponsorizzazione tecnica dell’azienda Leroy-Merlin e del sostegno della Galleria Nicola Pedana, mentre il catalogo della mostra verrà pubblicato nel corso dell’esposizione.

Biografia
Vittorio Messina è nato a Zafferana Etnea (Catania) nel 1946. Compie gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura di Roma, dove, alla fine degli anni Settanta, esordisce nello spazio di Sant’Agata dei Goti, punto di incontro e luogo di sperimentazione della giovane arte di quegli anni, con La Muraglia Cinese, una mostra articolata intorno all’omonimo testo kafkiano.
Fin dalle mostre alla galleria La Salita di Roma (1982), e alla galleria Locus Solus di Genova (1983), il suo lavoro si orienta verso una forma di scultura ambientale, e dopo le personali alla galleria Minini di Brescia (1985) e al PAC di Milano (1986), Messina espone le prime “celle” alla Moltkerei Werkstatt di Colonia e alla galleria Shimada di Yamaguchi (Giappone), veri e propri edifici costruiti con materiali seriali di uso edilizio, autoilluminati con lampade industriali.
Nel 1987, a Palazzo Taverna in Roma (Incontri Internazionali d’Arte), all’interno di un ciclo dove si succedono gli interventi di Maria Nordman, Bruce Naumann e Luca Maria Patella, Messina costruisce una “cella” e pubblica un testo, “Paesaggio con luce lontana”, dove affiora la tematica heisenberghiana dell’indeterminazione, già presente peraltro nella mostra Spostamenti sulla banda del rosso di Villa Romana (Firenze 1985). Da questo momento il suo lavoro si svolge con stringente continuità visionaria nel grande Krater esposto alla mostra Europa Oggi del Museo Pecci di Prato (1988), nell’installazione totale alla galleria Oddi Baglioni di Roma dello stesso anno, fino alla mostra Aetatis suae alla galleria Tucci Russo di Torino (1990).
Dalla “cella” della galleria Minini, Brescia (1991), a quella del Kunstverein di Kassel (1991) e della galleria Victoria Miro (Londra 1992), come nelle 24 finestre della mostra Lux Europae di Edinburgh (1992), fino ai lavori del Castello di Girifalco, Cortona (con Thomas Schütte, 1993), l’opera di Messina si configura con l’imprevedibilità e il disincanto di un vero e proprio cantiere metafisico. Seguono negli anni Novanta, le mostre al Kunstverein di Düsseldorf, alla Villa delle Rose di Bologna, alla National Galerie di Berlino, al Museo di Erfurt, al Museo di Leeds, fino alle grandi installazioni nei Dialoghi (Maschio Angioino e Castel dell’Ovo di Napoli, 2002). Nella mostra A village and its surroundings (H. Moore Foundation, Halifax 1999) alcune installazioni includono l’uso di film-video. In La discrezione del tempo 1 (Museo Ujazdovki, Varsavia, 2002), e in Una città visibile (Modena, 2004), e poi ancora nelle Cronografie, o della città verticale (Cavallerizza Reale, Torino (2006) e in Momentanea Mens (DKM Foundation, Duisburg 2009), lo spazio-tempo dell’habitat umano tende a espandersi ulteriormente, fino alla dilatazione estrema di Hermes, film della durata di 72 ore. Infine, nella mostra alla Galleria Guidi di (Roma, 2011), come nelle opere al MACRO (Eighties are Back, Roma 2011) e nella mostra con Thomas Schütte alla Villa Massimo (Roma 2011), Messina rafforza la componente tautologica del suo lavoro e avvia una nuova riflessione sulle forze e le dimensioni dello spazio reale. Nel 2014 espone al MACRO di Roma e alla Kunsthalle di Göppingen, nel 2015 è invitato alla mostra Au rendez vous des Amis organizzata dalla Fondazione Burri a Città di Castello, nel 2016 tiene una personale presso il Regio Albergo delle Povere e il Museo Riso di Palermo e nel 2019 è invitato alla Biennale de L’Havana.

Orario di apertura:
Palazzo Collicola Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”
Appartamento Nobile e mostre temporanee
dal mercoledì al lunedì 10:30-13:00/15:30-19:00
chiuso il martedì

Enrico Ruggeri in concerto | Una storia da cantare @ Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti
Nov 20@21:00
<!--:it-->Enrico Ruggeri in concerto | Una storia da cantare<!--:--><!--:en-->Enrico Ruggeri in concert | Una storia da cantare<!--:--> @ Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti

Nell’ambito della stagione Tourné 2019/2020 promossa da AUCMA e MEA Concerti, Enrico Ruggeri farà tappa al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto con il suo nuovo tour “Una storia da cantare”.

L’evento, inizialmente previsto il 30 aprile 2021, è stato posticipato al 20 novembre 2021.

Enrico Ruggeri vanta una carriera più che quarantennale, raggiunse il successo alla fine degli anni Settanta come leader del gruppo punk rock dei Decibel, apprezzati dal grande pubblico per brani quali “Polvere” e “Contessa”, brano quest’ultimo, che portarono al Festival di Sanremo 1980 raggiungendo la fase finale.

Sul palco Ruggeri ripropone il fortunato tour che lo ha portato in teatro l’anno scorso. Rinominato “Una storia da cantare” come l’ultimo singolo del cantautore, sigla dell’omonima trasmissione che lo ha visto protagonista per ben sei prime serate su Rai uno, lo spettacolo proporrà i suoi grandi successi. Non mancheranno, come sempre, incursioni nei brani che da tempo mancano in scaletta, monologhi, e, in alcuni casi, interpretazioni di classici della canzone d’autore. Sempre tenendo presente il principio secondo il quale ogni concerto deve essere diverso dal precedente.

Enrico Ruggeri sarà accompagnato da Paolo Zanetti (pianoforte) e Davide “Billa” Brambille (fisarmonica, flicorno, cajòn).

Prevendite su circuiti TicketItalia e TicketOne

Nov
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Dom
Mostra | FRAMMENTI DI MEMORIE. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano
Nov 21 giorno intero

Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal 26 settembre 2021 al 6 gennaio 2022
Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina

Fino al 6 gennaio nel giardino del Teatro romano e nelle sale del Museo archeologico nazionale di Spoleto saranno esposti alcuni manufatti del piano di riuso delle macerie realizzato dall’arch. Matteo Ferroni per il Comune di Norcia, messi a confronto con alcuni reperti archeologici della Valnerina. La mostra, intitolata Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina sarà inaugurata dalla direttrice Silvia Casciarri domenica 26 settembre alle ore 11.

L’allestimento mette a confronto due modalità di ricostruzione. Da una parte la ricomposizione filologica dei frammenti archeologici in oggetti originari e dall’altra la ricomposizione dei frammenti architettonici in nuove forme e nuove funzioni.

Orario di apertura:
Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal mercoledì alla domenica 8:30–19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
chiuso lunedì e martedì

Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato
Nov 21 giorno intero
<!--:it-->Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--><!--:en-->Exhibition | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--> @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato

San Salvatore ARMONIE imPERFETTE
Mostra fotografica-documentaria a cura del Comune di Spoleto per il decennale dall’inserimento nella lista del patrimonio mondiale Unesco del sito seriale i Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.c.)

dal 25 giugno al 15 agosto
sale espositive ex Monte di Pietà via A. Saffi
dal giovedì alla domenica
10.30/13.00 – 16.30-19.00

fino al 31 dicembre
presso palazzo Mauri, biblioteca comunale G. Carducci
orari apertura biblioteca – info 0743/218801

presso la sezione dell’Archivio di Stato di Spoleto, Complesso San Matteo
mercoledì e giovedì dalle ore 10 alle ore 13
venerdì dalle ore 15 alle ore 17
sabato e domenica dalle ore 17 alle ore 20

Mostra | VITTORIO MESSINA – DISHABITAT @ Palazzo Collicola
Nov 21 giorno intero

VITTORIO MESSINA | DISHABITAT
Palazzo Collicola, dal 9 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022
a cura di Marco Tonelli e Davide Silvioli

L’inaugurazione è in programma sabato 9 ottobre alle ore 11.30.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione: cultura.turismo@comune.spoleto.pg.it

In una larga parte del suo lavoro Vittorio Messina ha sviluppato il tema dell’Habitat e del costruire, concentrando la sua attenzione sulle iconografie di “celle” e “stanze” intese come elemento base dell’architettura.

Il carattere aperto e enigmatico delle sue opere è accostabile in parte col modo di costruire il pensiero e il linguaggio del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, o coi romanzi dello scrittore praghese Franz Kafka o ancora con le teorie della fisica quantistica. Senza mai basare il suo discorso su contenuti critici, politici, sociali, economici o ideologici, l’opera di Messina è una chiara metafora del costruire l’opera d’arte come attività sempre fluida, dinamica, mobile, concreta e allo stesso tempo misteriosa, immateriale e metafisica, una sorta di cantiere attraversato dalle esigenze del presente e dalle possibilità del futuro.

Come in tante altre occasioni, dunque l’artista ha elaborato appositamente per lo spazio – in questo caso il Piano Nobile di Palazzo Collicola – un progetto specifico dal titolo Dishabitat, composto da due grandi opere pensate e realizzate per il luogo, progetto quindi che si colloca e deriva dalla natura del sito destinato ad accoglierlo, e nello stesso tempo alimenta un campo di riflessione sull’attualità delle condizioni e delle emergenze del nostro tempo.

La ricostruzione essenziale di un edificio tagliato dal pavimento stesso del Salone d’Onore di Palazzo Collicola dal titolo Dishabitat 1 (di cui si vede solo la copertura del tetto e parte del muro di sostegno in blocchetti di gasbeton), analogamente alla trasformazione della lunga Galleria in uno spazio denso di luce rossa dal titolo Dishabitat 2, definiscono un percorso abitativo in forma di cantiere all’interno di ambienti che oggi sono di natura strettamente museale, ma che in passato furono dimora e luoghi di rappresentanza della famiglia Collicola.

L’edificio, costruito dall’architetto Sebastiano Cipriani nel 1730 con annesso giardino, fu acquistato nel 1939 dal Comune di Spoleto ed è diventato poi, nel 2000, sede della Galleria d’Arte Moderna e nel 2010 anche della Pinacoteca civica.

In senso metaforico, rispetto all’idea di un habitat originario, già modificato dalla sua trasformazione in museo, Messina ne ha aggiunto un altro (di qui il termine dishabitat) di matrice concettuale e contemporanea, che rende le sue opere dei veri e propri cantieri metafisici e mentali. L’abbassamento del punto di vista della cima di una casa e la suggestione di una luce rossa provocata dal fenomeno di un allontanamento (il tipico effetto fisico del redshift gravitazionale), sono dunque per Messina forme di distanziamento dal tempo e dal luogo, ma anche di paradossale riavvicinamento al presente, e di elevazione della nostra percezione e visione del mondo.

Il progetto espositivo usufruisce della sponsorizzazione tecnica dell’azienda Leroy-Merlin e del sostegno della Galleria Nicola Pedana, mentre il catalogo della mostra verrà pubblicato nel corso dell’esposizione.

Biografia
Vittorio Messina è nato a Zafferana Etnea (Catania) nel 1946. Compie gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura di Roma, dove, alla fine degli anni Settanta, esordisce nello spazio di Sant’Agata dei Goti, punto di incontro e luogo di sperimentazione della giovane arte di quegli anni, con La Muraglia Cinese, una mostra articolata intorno all’omonimo testo kafkiano.
Fin dalle mostre alla galleria La Salita di Roma (1982), e alla galleria Locus Solus di Genova (1983), il suo lavoro si orienta verso una forma di scultura ambientale, e dopo le personali alla galleria Minini di Brescia (1985) e al PAC di Milano (1986), Messina espone le prime “celle” alla Moltkerei Werkstatt di Colonia e alla galleria Shimada di Yamaguchi (Giappone), veri e propri edifici costruiti con materiali seriali di uso edilizio, autoilluminati con lampade industriali.
Nel 1987, a Palazzo Taverna in Roma (Incontri Internazionali d’Arte), all’interno di un ciclo dove si succedono gli interventi di Maria Nordman, Bruce Naumann e Luca Maria Patella, Messina costruisce una “cella” e pubblica un testo, “Paesaggio con luce lontana”, dove affiora la tematica heisenberghiana dell’indeterminazione, già presente peraltro nella mostra Spostamenti sulla banda del rosso di Villa Romana (Firenze 1985). Da questo momento il suo lavoro si svolge con stringente continuità visionaria nel grande Krater esposto alla mostra Europa Oggi del Museo Pecci di Prato (1988), nell’installazione totale alla galleria Oddi Baglioni di Roma dello stesso anno, fino alla mostra Aetatis suae alla galleria Tucci Russo di Torino (1990).
Dalla “cella” della galleria Minini, Brescia (1991), a quella del Kunstverein di Kassel (1991) e della galleria Victoria Miro (Londra 1992), come nelle 24 finestre della mostra Lux Europae di Edinburgh (1992), fino ai lavori del Castello di Girifalco, Cortona (con Thomas Schütte, 1993), l’opera di Messina si configura con l’imprevedibilità e il disincanto di un vero e proprio cantiere metafisico. Seguono negli anni Novanta, le mostre al Kunstverein di Düsseldorf, alla Villa delle Rose di Bologna, alla National Galerie di Berlino, al Museo di Erfurt, al Museo di Leeds, fino alle grandi installazioni nei Dialoghi (Maschio Angioino e Castel dell’Ovo di Napoli, 2002). Nella mostra A village and its surroundings (H. Moore Foundation, Halifax 1999) alcune installazioni includono l’uso di film-video. In La discrezione del tempo 1 (Museo Ujazdovki, Varsavia, 2002), e in Una città visibile (Modena, 2004), e poi ancora nelle Cronografie, o della città verticale (Cavallerizza Reale, Torino (2006) e in Momentanea Mens (DKM Foundation, Duisburg 2009), lo spazio-tempo dell’habitat umano tende a espandersi ulteriormente, fino alla dilatazione estrema di Hermes, film della durata di 72 ore. Infine, nella mostra alla Galleria Guidi di (Roma, 2011), come nelle opere al MACRO (Eighties are Back, Roma 2011) e nella mostra con Thomas Schütte alla Villa Massimo (Roma 2011), Messina rafforza la componente tautologica del suo lavoro e avvia una nuova riflessione sulle forze e le dimensioni dello spazio reale. Nel 2014 espone al MACRO di Roma e alla Kunsthalle di Göppingen, nel 2015 è invitato alla mostra Au rendez vous des Amis organizzata dalla Fondazione Burri a Città di Castello, nel 2016 tiene una personale presso il Regio Albergo delle Povere e il Museo Riso di Palermo e nel 2019 è invitato alla Biennale de L’Havana.

Orario di apertura:
Palazzo Collicola Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”
Appartamento Nobile e mostre temporanee
dal mercoledì al lunedì 10:30-13:00/15:30-19:00
chiuso il martedì

Nov
22
Lun
Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato
Nov 22 giorno intero
<!--:it-->Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--><!--:en-->Exhibition | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--> @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato

San Salvatore ARMONIE imPERFETTE
Mostra fotografica-documentaria a cura del Comune di Spoleto per il decennale dall’inserimento nella lista del patrimonio mondiale Unesco del sito seriale i Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.c.)

dal 25 giugno al 15 agosto
sale espositive ex Monte di Pietà via A. Saffi
dal giovedì alla domenica
10.30/13.00 – 16.30-19.00

fino al 31 dicembre
presso palazzo Mauri, biblioteca comunale G. Carducci
orari apertura biblioteca – info 0743/218801

presso la sezione dell’Archivio di Stato di Spoleto, Complesso San Matteo
mercoledì e giovedì dalle ore 10 alle ore 13
venerdì dalle ore 15 alle ore 17
sabato e domenica dalle ore 17 alle ore 20

Mostra | VITTORIO MESSINA – DISHABITAT @ Palazzo Collicola
Nov 22 giorno intero

VITTORIO MESSINA | DISHABITAT
Palazzo Collicola, dal 9 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022
a cura di Marco Tonelli e Davide Silvioli

L’inaugurazione è in programma sabato 9 ottobre alle ore 11.30.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione: cultura.turismo@comune.spoleto.pg.it

In una larga parte del suo lavoro Vittorio Messina ha sviluppato il tema dell’Habitat e del costruire, concentrando la sua attenzione sulle iconografie di “celle” e “stanze” intese come elemento base dell’architettura.

Il carattere aperto e enigmatico delle sue opere è accostabile in parte col modo di costruire il pensiero e il linguaggio del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, o coi romanzi dello scrittore praghese Franz Kafka o ancora con le teorie della fisica quantistica. Senza mai basare il suo discorso su contenuti critici, politici, sociali, economici o ideologici, l’opera di Messina è una chiara metafora del costruire l’opera d’arte come attività sempre fluida, dinamica, mobile, concreta e allo stesso tempo misteriosa, immateriale e metafisica, una sorta di cantiere attraversato dalle esigenze del presente e dalle possibilità del futuro.

Come in tante altre occasioni, dunque l’artista ha elaborato appositamente per lo spazio – in questo caso il Piano Nobile di Palazzo Collicola – un progetto specifico dal titolo Dishabitat, composto da due grandi opere pensate e realizzate per il luogo, progetto quindi che si colloca e deriva dalla natura del sito destinato ad accoglierlo, e nello stesso tempo alimenta un campo di riflessione sull’attualità delle condizioni e delle emergenze del nostro tempo.

La ricostruzione essenziale di un edificio tagliato dal pavimento stesso del Salone d’Onore di Palazzo Collicola dal titolo Dishabitat 1 (di cui si vede solo la copertura del tetto e parte del muro di sostegno in blocchetti di gasbeton), analogamente alla trasformazione della lunga Galleria in uno spazio denso di luce rossa dal titolo Dishabitat 2, definiscono un percorso abitativo in forma di cantiere all’interno di ambienti che oggi sono di natura strettamente museale, ma che in passato furono dimora e luoghi di rappresentanza della famiglia Collicola.

L’edificio, costruito dall’architetto Sebastiano Cipriani nel 1730 con annesso giardino, fu acquistato nel 1939 dal Comune di Spoleto ed è diventato poi, nel 2000, sede della Galleria d’Arte Moderna e nel 2010 anche della Pinacoteca civica.

In senso metaforico, rispetto all’idea di un habitat originario, già modificato dalla sua trasformazione in museo, Messina ne ha aggiunto un altro (di qui il termine dishabitat) di matrice concettuale e contemporanea, che rende le sue opere dei veri e propri cantieri metafisici e mentali. L’abbassamento del punto di vista della cima di una casa e la suggestione di una luce rossa provocata dal fenomeno di un allontanamento (il tipico effetto fisico del redshift gravitazionale), sono dunque per Messina forme di distanziamento dal tempo e dal luogo, ma anche di paradossale riavvicinamento al presente, e di elevazione della nostra percezione e visione del mondo.

Il progetto espositivo usufruisce della sponsorizzazione tecnica dell’azienda Leroy-Merlin e del sostegno della Galleria Nicola Pedana, mentre il catalogo della mostra verrà pubblicato nel corso dell’esposizione.

Biografia
Vittorio Messina è nato a Zafferana Etnea (Catania) nel 1946. Compie gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura di Roma, dove, alla fine degli anni Settanta, esordisce nello spazio di Sant’Agata dei Goti, punto di incontro e luogo di sperimentazione della giovane arte di quegli anni, con La Muraglia Cinese, una mostra articolata intorno all’omonimo testo kafkiano.
Fin dalle mostre alla galleria La Salita di Roma (1982), e alla galleria Locus Solus di Genova (1983), il suo lavoro si orienta verso una forma di scultura ambientale, e dopo le personali alla galleria Minini di Brescia (1985) e al PAC di Milano (1986), Messina espone le prime “celle” alla Moltkerei Werkstatt di Colonia e alla galleria Shimada di Yamaguchi (Giappone), veri e propri edifici costruiti con materiali seriali di uso edilizio, autoilluminati con lampade industriali.
Nel 1987, a Palazzo Taverna in Roma (Incontri Internazionali d’Arte), all’interno di un ciclo dove si succedono gli interventi di Maria Nordman, Bruce Naumann e Luca Maria Patella, Messina costruisce una “cella” e pubblica un testo, “Paesaggio con luce lontana”, dove affiora la tematica heisenberghiana dell’indeterminazione, già presente peraltro nella mostra Spostamenti sulla banda del rosso di Villa Romana (Firenze 1985). Da questo momento il suo lavoro si svolge con stringente continuità visionaria nel grande Krater esposto alla mostra Europa Oggi del Museo Pecci di Prato (1988), nell’installazione totale alla galleria Oddi Baglioni di Roma dello stesso anno, fino alla mostra Aetatis suae alla galleria Tucci Russo di Torino (1990).
Dalla “cella” della galleria Minini, Brescia (1991), a quella del Kunstverein di Kassel (1991) e della galleria Victoria Miro (Londra 1992), come nelle 24 finestre della mostra Lux Europae di Edinburgh (1992), fino ai lavori del Castello di Girifalco, Cortona (con Thomas Schütte, 1993), l’opera di Messina si configura con l’imprevedibilità e il disincanto di un vero e proprio cantiere metafisico. Seguono negli anni Novanta, le mostre al Kunstverein di Düsseldorf, alla Villa delle Rose di Bologna, alla National Galerie di Berlino, al Museo di Erfurt, al Museo di Leeds, fino alle grandi installazioni nei Dialoghi (Maschio Angioino e Castel dell’Ovo di Napoli, 2002). Nella mostra A village and its surroundings (H. Moore Foundation, Halifax 1999) alcune installazioni includono l’uso di film-video. In La discrezione del tempo 1 (Museo Ujazdovki, Varsavia, 2002), e in Una città visibile (Modena, 2004), e poi ancora nelle Cronografie, o della città verticale (Cavallerizza Reale, Torino (2006) e in Momentanea Mens (DKM Foundation, Duisburg 2009), lo spazio-tempo dell’habitat umano tende a espandersi ulteriormente, fino alla dilatazione estrema di Hermes, film della durata di 72 ore. Infine, nella mostra alla Galleria Guidi di (Roma, 2011), come nelle opere al MACRO (Eighties are Back, Roma 2011) e nella mostra con Thomas Schütte alla Villa Massimo (Roma 2011), Messina rafforza la componente tautologica del suo lavoro e avvia una nuova riflessione sulle forze e le dimensioni dello spazio reale. Nel 2014 espone al MACRO di Roma e alla Kunsthalle di Göppingen, nel 2015 è invitato alla mostra Au rendez vous des Amis organizzata dalla Fondazione Burri a Città di Castello, nel 2016 tiene una personale presso il Regio Albergo delle Povere e il Museo Riso di Palermo e nel 2019 è invitato alla Biennale de L’Havana.

Orario di apertura:
Palazzo Collicola Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”
Appartamento Nobile e mostre temporanee
dal mercoledì al lunedì 10:30-13:00/15:30-19:00
chiuso il martedì

Nov
23
Mar
Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato
Nov 23 giorno intero
<!--:it-->Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--><!--:en-->Exhibition | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--> @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato

San Salvatore ARMONIE imPERFETTE
Mostra fotografica-documentaria a cura del Comune di Spoleto per il decennale dall’inserimento nella lista del patrimonio mondiale Unesco del sito seriale i Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.c.)

dal 25 giugno al 15 agosto
sale espositive ex Monte di Pietà via A. Saffi
dal giovedì alla domenica
10.30/13.00 – 16.30-19.00

fino al 31 dicembre
presso palazzo Mauri, biblioteca comunale G. Carducci
orari apertura biblioteca – info 0743/218801

presso la sezione dell’Archivio di Stato di Spoleto, Complesso San Matteo
mercoledì e giovedì dalle ore 10 alle ore 13
venerdì dalle ore 15 alle ore 17
sabato e domenica dalle ore 17 alle ore 20

Nov
24
Mer
Mostra | FRAMMENTI DI MEMORIE. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano
Nov 24 giorno intero

Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal 26 settembre 2021 al 6 gennaio 2022
Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina

Fino al 6 gennaio nel giardino del Teatro romano e nelle sale del Museo archeologico nazionale di Spoleto saranno esposti alcuni manufatti del piano di riuso delle macerie realizzato dall’arch. Matteo Ferroni per il Comune di Norcia, messi a confronto con alcuni reperti archeologici della Valnerina. La mostra, intitolata Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina sarà inaugurata dalla direttrice Silvia Casciarri domenica 26 settembre alle ore 11.

L’allestimento mette a confronto due modalità di ricostruzione. Da una parte la ricomposizione filologica dei frammenti archeologici in oggetti originari e dall’altra la ricomposizione dei frammenti architettonici in nuove forme e nuove funzioni.

Orario di apertura:
Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal mercoledì alla domenica 8:30–19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
chiuso lunedì e martedì

Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato
Nov 24 giorno intero
<!--:it-->Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--><!--:en-->Exhibition | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--> @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato

San Salvatore ARMONIE imPERFETTE
Mostra fotografica-documentaria a cura del Comune di Spoleto per il decennale dall’inserimento nella lista del patrimonio mondiale Unesco del sito seriale i Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.c.)

dal 25 giugno al 15 agosto
sale espositive ex Monte di Pietà via A. Saffi
dal giovedì alla domenica
10.30/13.00 – 16.30-19.00

fino al 31 dicembre
presso palazzo Mauri, biblioteca comunale G. Carducci
orari apertura biblioteca – info 0743/218801

presso la sezione dell’Archivio di Stato di Spoleto, Complesso San Matteo
mercoledì e giovedì dalle ore 10 alle ore 13
venerdì dalle ore 15 alle ore 17
sabato e domenica dalle ore 17 alle ore 20

Mostra | VITTORIO MESSINA – DISHABITAT @ Palazzo Collicola
Nov 24 giorno intero

VITTORIO MESSINA | DISHABITAT
Palazzo Collicola, dal 9 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022
a cura di Marco Tonelli e Davide Silvioli

L’inaugurazione è in programma sabato 9 ottobre alle ore 11.30.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione: cultura.turismo@comune.spoleto.pg.it

In una larga parte del suo lavoro Vittorio Messina ha sviluppato il tema dell’Habitat e del costruire, concentrando la sua attenzione sulle iconografie di “celle” e “stanze” intese come elemento base dell’architettura.

Il carattere aperto e enigmatico delle sue opere è accostabile in parte col modo di costruire il pensiero e il linguaggio del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, o coi romanzi dello scrittore praghese Franz Kafka o ancora con le teorie della fisica quantistica. Senza mai basare il suo discorso su contenuti critici, politici, sociali, economici o ideologici, l’opera di Messina è una chiara metafora del costruire l’opera d’arte come attività sempre fluida, dinamica, mobile, concreta e allo stesso tempo misteriosa, immateriale e metafisica, una sorta di cantiere attraversato dalle esigenze del presente e dalle possibilità del futuro.

Come in tante altre occasioni, dunque l’artista ha elaborato appositamente per lo spazio – in questo caso il Piano Nobile di Palazzo Collicola – un progetto specifico dal titolo Dishabitat, composto da due grandi opere pensate e realizzate per il luogo, progetto quindi che si colloca e deriva dalla natura del sito destinato ad accoglierlo, e nello stesso tempo alimenta un campo di riflessione sull’attualità delle condizioni e delle emergenze del nostro tempo.

La ricostruzione essenziale di un edificio tagliato dal pavimento stesso del Salone d’Onore di Palazzo Collicola dal titolo Dishabitat 1 (di cui si vede solo la copertura del tetto e parte del muro di sostegno in blocchetti di gasbeton), analogamente alla trasformazione della lunga Galleria in uno spazio denso di luce rossa dal titolo Dishabitat 2, definiscono un percorso abitativo in forma di cantiere all’interno di ambienti che oggi sono di natura strettamente museale, ma che in passato furono dimora e luoghi di rappresentanza della famiglia Collicola.

L’edificio, costruito dall’architetto Sebastiano Cipriani nel 1730 con annesso giardino, fu acquistato nel 1939 dal Comune di Spoleto ed è diventato poi, nel 2000, sede della Galleria d’Arte Moderna e nel 2010 anche della Pinacoteca civica.

In senso metaforico, rispetto all’idea di un habitat originario, già modificato dalla sua trasformazione in museo, Messina ne ha aggiunto un altro (di qui il termine dishabitat) di matrice concettuale e contemporanea, che rende le sue opere dei veri e propri cantieri metafisici e mentali. L’abbassamento del punto di vista della cima di una casa e la suggestione di una luce rossa provocata dal fenomeno di un allontanamento (il tipico effetto fisico del redshift gravitazionale), sono dunque per Messina forme di distanziamento dal tempo e dal luogo, ma anche di paradossale riavvicinamento al presente, e di elevazione della nostra percezione e visione del mondo.

Il progetto espositivo usufruisce della sponsorizzazione tecnica dell’azienda Leroy-Merlin e del sostegno della Galleria Nicola Pedana, mentre il catalogo della mostra verrà pubblicato nel corso dell’esposizione.

Biografia
Vittorio Messina è nato a Zafferana Etnea (Catania) nel 1946. Compie gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura di Roma, dove, alla fine degli anni Settanta, esordisce nello spazio di Sant’Agata dei Goti, punto di incontro e luogo di sperimentazione della giovane arte di quegli anni, con La Muraglia Cinese, una mostra articolata intorno all’omonimo testo kafkiano.
Fin dalle mostre alla galleria La Salita di Roma (1982), e alla galleria Locus Solus di Genova (1983), il suo lavoro si orienta verso una forma di scultura ambientale, e dopo le personali alla galleria Minini di Brescia (1985) e al PAC di Milano (1986), Messina espone le prime “celle” alla Moltkerei Werkstatt di Colonia e alla galleria Shimada di Yamaguchi (Giappone), veri e propri edifici costruiti con materiali seriali di uso edilizio, autoilluminati con lampade industriali.
Nel 1987, a Palazzo Taverna in Roma (Incontri Internazionali d’Arte), all’interno di un ciclo dove si succedono gli interventi di Maria Nordman, Bruce Naumann e Luca Maria Patella, Messina costruisce una “cella” e pubblica un testo, “Paesaggio con luce lontana”, dove affiora la tematica heisenberghiana dell’indeterminazione, già presente peraltro nella mostra Spostamenti sulla banda del rosso di Villa Romana (Firenze 1985). Da questo momento il suo lavoro si svolge con stringente continuità visionaria nel grande Krater esposto alla mostra Europa Oggi del Museo Pecci di Prato (1988), nell’installazione totale alla galleria Oddi Baglioni di Roma dello stesso anno, fino alla mostra Aetatis suae alla galleria Tucci Russo di Torino (1990).
Dalla “cella” della galleria Minini, Brescia (1991), a quella del Kunstverein di Kassel (1991) e della galleria Victoria Miro (Londra 1992), come nelle 24 finestre della mostra Lux Europae di Edinburgh (1992), fino ai lavori del Castello di Girifalco, Cortona (con Thomas Schütte, 1993), l’opera di Messina si configura con l’imprevedibilità e il disincanto di un vero e proprio cantiere metafisico. Seguono negli anni Novanta, le mostre al Kunstverein di Düsseldorf, alla Villa delle Rose di Bologna, alla National Galerie di Berlino, al Museo di Erfurt, al Museo di Leeds, fino alle grandi installazioni nei Dialoghi (Maschio Angioino e Castel dell’Ovo di Napoli, 2002). Nella mostra A village and its surroundings (H. Moore Foundation, Halifax 1999) alcune installazioni includono l’uso di film-video. In La discrezione del tempo 1 (Museo Ujazdovki, Varsavia, 2002), e in Una città visibile (Modena, 2004), e poi ancora nelle Cronografie, o della città verticale (Cavallerizza Reale, Torino (2006) e in Momentanea Mens (DKM Foundation, Duisburg 2009), lo spazio-tempo dell’habitat umano tende a espandersi ulteriormente, fino alla dilatazione estrema di Hermes, film della durata di 72 ore. Infine, nella mostra alla Galleria Guidi di (Roma, 2011), come nelle opere al MACRO (Eighties are Back, Roma 2011) e nella mostra con Thomas Schütte alla Villa Massimo (Roma 2011), Messina rafforza la componente tautologica del suo lavoro e avvia una nuova riflessione sulle forze e le dimensioni dello spazio reale. Nel 2014 espone al MACRO di Roma e alla Kunsthalle di Göppingen, nel 2015 è invitato alla mostra Au rendez vous des Amis organizzata dalla Fondazione Burri a Città di Castello, nel 2016 tiene una personale presso il Regio Albergo delle Povere e il Museo Riso di Palermo e nel 2019 è invitato alla Biennale de L’Havana.

Orario di apertura:
Palazzo Collicola Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”
Appartamento Nobile e mostre temporanee
dal mercoledì al lunedì 10:30-13:00/15:30-19:00
chiuso il martedì

Nov
25
Gio
Mostra | FRAMMENTI DI MEMORIE. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano
Nov 25 giorno intero

Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal 26 settembre 2021 al 6 gennaio 2022
Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina

Fino al 6 gennaio nel giardino del Teatro romano e nelle sale del Museo archeologico nazionale di Spoleto saranno esposti alcuni manufatti del piano di riuso delle macerie realizzato dall’arch. Matteo Ferroni per il Comune di Norcia, messi a confronto con alcuni reperti archeologici della Valnerina. La mostra, intitolata Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina sarà inaugurata dalla direttrice Silvia Casciarri domenica 26 settembre alle ore 11.

L’allestimento mette a confronto due modalità di ricostruzione. Da una parte la ricomposizione filologica dei frammenti archeologici in oggetti originari e dall’altra la ricomposizione dei frammenti architettonici in nuove forme e nuove funzioni.

Orario di apertura:
Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal mercoledì alla domenica 8:30–19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
chiuso lunedì e martedì

Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato
Nov 25 giorno intero
<!--:it-->Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--><!--:en-->Exhibition | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--> @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato

San Salvatore ARMONIE imPERFETTE
Mostra fotografica-documentaria a cura del Comune di Spoleto per il decennale dall’inserimento nella lista del patrimonio mondiale Unesco del sito seriale i Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.c.)

dal 25 giugno al 15 agosto
sale espositive ex Monte di Pietà via A. Saffi
dal giovedì alla domenica
10.30/13.00 – 16.30-19.00

fino al 31 dicembre
presso palazzo Mauri, biblioteca comunale G. Carducci
orari apertura biblioteca – info 0743/218801

presso la sezione dell’Archivio di Stato di Spoleto, Complesso San Matteo
mercoledì e giovedì dalle ore 10 alle ore 13
venerdì dalle ore 15 alle ore 17
sabato e domenica dalle ore 17 alle ore 20

Mostra | VITTORIO MESSINA – DISHABITAT @ Palazzo Collicola
Nov 25 giorno intero

VITTORIO MESSINA | DISHABITAT
Palazzo Collicola, dal 9 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022
a cura di Marco Tonelli e Davide Silvioli

L’inaugurazione è in programma sabato 9 ottobre alle ore 11.30.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione: cultura.turismo@comune.spoleto.pg.it

In una larga parte del suo lavoro Vittorio Messina ha sviluppato il tema dell’Habitat e del costruire, concentrando la sua attenzione sulle iconografie di “celle” e “stanze” intese come elemento base dell’architettura.

Il carattere aperto e enigmatico delle sue opere è accostabile in parte col modo di costruire il pensiero e il linguaggio del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, o coi romanzi dello scrittore praghese Franz Kafka o ancora con le teorie della fisica quantistica. Senza mai basare il suo discorso su contenuti critici, politici, sociali, economici o ideologici, l’opera di Messina è una chiara metafora del costruire l’opera d’arte come attività sempre fluida, dinamica, mobile, concreta e allo stesso tempo misteriosa, immateriale e metafisica, una sorta di cantiere attraversato dalle esigenze del presente e dalle possibilità del futuro.

Come in tante altre occasioni, dunque l’artista ha elaborato appositamente per lo spazio – in questo caso il Piano Nobile di Palazzo Collicola – un progetto specifico dal titolo Dishabitat, composto da due grandi opere pensate e realizzate per il luogo, progetto quindi che si colloca e deriva dalla natura del sito destinato ad accoglierlo, e nello stesso tempo alimenta un campo di riflessione sull’attualità delle condizioni e delle emergenze del nostro tempo.

La ricostruzione essenziale di un edificio tagliato dal pavimento stesso del Salone d’Onore di Palazzo Collicola dal titolo Dishabitat 1 (di cui si vede solo la copertura del tetto e parte del muro di sostegno in blocchetti di gasbeton), analogamente alla trasformazione della lunga Galleria in uno spazio denso di luce rossa dal titolo Dishabitat 2, definiscono un percorso abitativo in forma di cantiere all’interno di ambienti che oggi sono di natura strettamente museale, ma che in passato furono dimora e luoghi di rappresentanza della famiglia Collicola.

L’edificio, costruito dall’architetto Sebastiano Cipriani nel 1730 con annesso giardino, fu acquistato nel 1939 dal Comune di Spoleto ed è diventato poi, nel 2000, sede della Galleria d’Arte Moderna e nel 2010 anche della Pinacoteca civica.

In senso metaforico, rispetto all’idea di un habitat originario, già modificato dalla sua trasformazione in museo, Messina ne ha aggiunto un altro (di qui il termine dishabitat) di matrice concettuale e contemporanea, che rende le sue opere dei veri e propri cantieri metafisici e mentali. L’abbassamento del punto di vista della cima di una casa e la suggestione di una luce rossa provocata dal fenomeno di un allontanamento (il tipico effetto fisico del redshift gravitazionale), sono dunque per Messina forme di distanziamento dal tempo e dal luogo, ma anche di paradossale riavvicinamento al presente, e di elevazione della nostra percezione e visione del mondo.

Il progetto espositivo usufruisce della sponsorizzazione tecnica dell’azienda Leroy-Merlin e del sostegno della Galleria Nicola Pedana, mentre il catalogo della mostra verrà pubblicato nel corso dell’esposizione.

Biografia
Vittorio Messina è nato a Zafferana Etnea (Catania) nel 1946. Compie gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura di Roma, dove, alla fine degli anni Settanta, esordisce nello spazio di Sant’Agata dei Goti, punto di incontro e luogo di sperimentazione della giovane arte di quegli anni, con La Muraglia Cinese, una mostra articolata intorno all’omonimo testo kafkiano.
Fin dalle mostre alla galleria La Salita di Roma (1982), e alla galleria Locus Solus di Genova (1983), il suo lavoro si orienta verso una forma di scultura ambientale, e dopo le personali alla galleria Minini di Brescia (1985) e al PAC di Milano (1986), Messina espone le prime “celle” alla Moltkerei Werkstatt di Colonia e alla galleria Shimada di Yamaguchi (Giappone), veri e propri edifici costruiti con materiali seriali di uso edilizio, autoilluminati con lampade industriali.
Nel 1987, a Palazzo Taverna in Roma (Incontri Internazionali d’Arte), all’interno di un ciclo dove si succedono gli interventi di Maria Nordman, Bruce Naumann e Luca Maria Patella, Messina costruisce una “cella” e pubblica un testo, “Paesaggio con luce lontana”, dove affiora la tematica heisenberghiana dell’indeterminazione, già presente peraltro nella mostra Spostamenti sulla banda del rosso di Villa Romana (Firenze 1985). Da questo momento il suo lavoro si svolge con stringente continuità visionaria nel grande Krater esposto alla mostra Europa Oggi del Museo Pecci di Prato (1988), nell’installazione totale alla galleria Oddi Baglioni di Roma dello stesso anno, fino alla mostra Aetatis suae alla galleria Tucci Russo di Torino (1990).
Dalla “cella” della galleria Minini, Brescia (1991), a quella del Kunstverein di Kassel (1991) e della galleria Victoria Miro (Londra 1992), come nelle 24 finestre della mostra Lux Europae di Edinburgh (1992), fino ai lavori del Castello di Girifalco, Cortona (con Thomas Schütte, 1993), l’opera di Messina si configura con l’imprevedibilità e il disincanto di un vero e proprio cantiere metafisico. Seguono negli anni Novanta, le mostre al Kunstverein di Düsseldorf, alla Villa delle Rose di Bologna, alla National Galerie di Berlino, al Museo di Erfurt, al Museo di Leeds, fino alle grandi installazioni nei Dialoghi (Maschio Angioino e Castel dell’Ovo di Napoli, 2002). Nella mostra A village and its surroundings (H. Moore Foundation, Halifax 1999) alcune installazioni includono l’uso di film-video. In La discrezione del tempo 1 (Museo Ujazdovki, Varsavia, 2002), e in Una città visibile (Modena, 2004), e poi ancora nelle Cronografie, o della città verticale (Cavallerizza Reale, Torino (2006) e in Momentanea Mens (DKM Foundation, Duisburg 2009), lo spazio-tempo dell’habitat umano tende a espandersi ulteriormente, fino alla dilatazione estrema di Hermes, film della durata di 72 ore. Infine, nella mostra alla Galleria Guidi di (Roma, 2011), come nelle opere al MACRO (Eighties are Back, Roma 2011) e nella mostra con Thomas Schütte alla Villa Massimo (Roma 2011), Messina rafforza la componente tautologica del suo lavoro e avvia una nuova riflessione sulle forze e le dimensioni dello spazio reale. Nel 2014 espone al MACRO di Roma e alla Kunsthalle di Göppingen, nel 2015 è invitato alla mostra Au rendez vous des Amis organizzata dalla Fondazione Burri a Città di Castello, nel 2016 tiene una personale presso il Regio Albergo delle Povere e il Museo Riso di Palermo e nel 2019 è invitato alla Biennale de L’Havana.

Orario di apertura:
Palazzo Collicola Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”
Appartamento Nobile e mostre temporanee
dal mercoledì al lunedì 10:30-13:00/15:30-19:00
chiuso il martedì

Nov
26
Ven
Mostra | FRAMMENTI DI MEMORIE. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano
Nov 26 giorno intero

Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal 26 settembre 2021 al 6 gennaio 2022
Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina

Fino al 6 gennaio nel giardino del Teatro romano e nelle sale del Museo archeologico nazionale di Spoleto saranno esposti alcuni manufatti del piano di riuso delle macerie realizzato dall’arch. Matteo Ferroni per il Comune di Norcia, messi a confronto con alcuni reperti archeologici della Valnerina. La mostra, intitolata Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina sarà inaugurata dalla direttrice Silvia Casciarri domenica 26 settembre alle ore 11.

L’allestimento mette a confronto due modalità di ricostruzione. Da una parte la ricomposizione filologica dei frammenti archeologici in oggetti originari e dall’altra la ricomposizione dei frammenti architettonici in nuove forme e nuove funzioni.

Orario di apertura:
Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal mercoledì alla domenica 8:30–19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
chiuso lunedì e martedì

Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato
Nov 26 giorno intero
<!--:it-->Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--><!--:en-->Exhibition | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--> @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato

San Salvatore ARMONIE imPERFETTE
Mostra fotografica-documentaria a cura del Comune di Spoleto per il decennale dall’inserimento nella lista del patrimonio mondiale Unesco del sito seriale i Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.c.)

dal 25 giugno al 15 agosto
sale espositive ex Monte di Pietà via A. Saffi
dal giovedì alla domenica
10.30/13.00 – 16.30-19.00

fino al 31 dicembre
presso palazzo Mauri, biblioteca comunale G. Carducci
orari apertura biblioteca – info 0743/218801

presso la sezione dell’Archivio di Stato di Spoleto, Complesso San Matteo
mercoledì e giovedì dalle ore 10 alle ore 13
venerdì dalle ore 15 alle ore 17
sabato e domenica dalle ore 17 alle ore 20

Mostra | VITTORIO MESSINA – DISHABITAT @ Palazzo Collicola
Nov 26 giorno intero

VITTORIO MESSINA | DISHABITAT
Palazzo Collicola, dal 9 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022
a cura di Marco Tonelli e Davide Silvioli

L’inaugurazione è in programma sabato 9 ottobre alle ore 11.30.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione: cultura.turismo@comune.spoleto.pg.it

In una larga parte del suo lavoro Vittorio Messina ha sviluppato il tema dell’Habitat e del costruire, concentrando la sua attenzione sulle iconografie di “celle” e “stanze” intese come elemento base dell’architettura.

Il carattere aperto e enigmatico delle sue opere è accostabile in parte col modo di costruire il pensiero e il linguaggio del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, o coi romanzi dello scrittore praghese Franz Kafka o ancora con le teorie della fisica quantistica. Senza mai basare il suo discorso su contenuti critici, politici, sociali, economici o ideologici, l’opera di Messina è una chiara metafora del costruire l’opera d’arte come attività sempre fluida, dinamica, mobile, concreta e allo stesso tempo misteriosa, immateriale e metafisica, una sorta di cantiere attraversato dalle esigenze del presente e dalle possibilità del futuro.

Come in tante altre occasioni, dunque l’artista ha elaborato appositamente per lo spazio – in questo caso il Piano Nobile di Palazzo Collicola – un progetto specifico dal titolo Dishabitat, composto da due grandi opere pensate e realizzate per il luogo, progetto quindi che si colloca e deriva dalla natura del sito destinato ad accoglierlo, e nello stesso tempo alimenta un campo di riflessione sull’attualità delle condizioni e delle emergenze del nostro tempo.

La ricostruzione essenziale di un edificio tagliato dal pavimento stesso del Salone d’Onore di Palazzo Collicola dal titolo Dishabitat 1 (di cui si vede solo la copertura del tetto e parte del muro di sostegno in blocchetti di gasbeton), analogamente alla trasformazione della lunga Galleria in uno spazio denso di luce rossa dal titolo Dishabitat 2, definiscono un percorso abitativo in forma di cantiere all’interno di ambienti che oggi sono di natura strettamente museale, ma che in passato furono dimora e luoghi di rappresentanza della famiglia Collicola.

L’edificio, costruito dall’architetto Sebastiano Cipriani nel 1730 con annesso giardino, fu acquistato nel 1939 dal Comune di Spoleto ed è diventato poi, nel 2000, sede della Galleria d’Arte Moderna e nel 2010 anche della Pinacoteca civica.

In senso metaforico, rispetto all’idea di un habitat originario, già modificato dalla sua trasformazione in museo, Messina ne ha aggiunto un altro (di qui il termine dishabitat) di matrice concettuale e contemporanea, che rende le sue opere dei veri e propri cantieri metafisici e mentali. L’abbassamento del punto di vista della cima di una casa e la suggestione di una luce rossa provocata dal fenomeno di un allontanamento (il tipico effetto fisico del redshift gravitazionale), sono dunque per Messina forme di distanziamento dal tempo e dal luogo, ma anche di paradossale riavvicinamento al presente, e di elevazione della nostra percezione e visione del mondo.

Il progetto espositivo usufruisce della sponsorizzazione tecnica dell’azienda Leroy-Merlin e del sostegno della Galleria Nicola Pedana, mentre il catalogo della mostra verrà pubblicato nel corso dell’esposizione.

Biografia
Vittorio Messina è nato a Zafferana Etnea (Catania) nel 1946. Compie gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura di Roma, dove, alla fine degli anni Settanta, esordisce nello spazio di Sant’Agata dei Goti, punto di incontro e luogo di sperimentazione della giovane arte di quegli anni, con La Muraglia Cinese, una mostra articolata intorno all’omonimo testo kafkiano.
Fin dalle mostre alla galleria La Salita di Roma (1982), e alla galleria Locus Solus di Genova (1983), il suo lavoro si orienta verso una forma di scultura ambientale, e dopo le personali alla galleria Minini di Brescia (1985) e al PAC di Milano (1986), Messina espone le prime “celle” alla Moltkerei Werkstatt di Colonia e alla galleria Shimada di Yamaguchi (Giappone), veri e propri edifici costruiti con materiali seriali di uso edilizio, autoilluminati con lampade industriali.
Nel 1987, a Palazzo Taverna in Roma (Incontri Internazionali d’Arte), all’interno di un ciclo dove si succedono gli interventi di Maria Nordman, Bruce Naumann e Luca Maria Patella, Messina costruisce una “cella” e pubblica un testo, “Paesaggio con luce lontana”, dove affiora la tematica heisenberghiana dell’indeterminazione, già presente peraltro nella mostra Spostamenti sulla banda del rosso di Villa Romana (Firenze 1985). Da questo momento il suo lavoro si svolge con stringente continuità visionaria nel grande Krater esposto alla mostra Europa Oggi del Museo Pecci di Prato (1988), nell’installazione totale alla galleria Oddi Baglioni di Roma dello stesso anno, fino alla mostra Aetatis suae alla galleria Tucci Russo di Torino (1990).
Dalla “cella” della galleria Minini, Brescia (1991), a quella del Kunstverein di Kassel (1991) e della galleria Victoria Miro (Londra 1992), come nelle 24 finestre della mostra Lux Europae di Edinburgh (1992), fino ai lavori del Castello di Girifalco, Cortona (con Thomas Schütte, 1993), l’opera di Messina si configura con l’imprevedibilità e il disincanto di un vero e proprio cantiere metafisico. Seguono negli anni Novanta, le mostre al Kunstverein di Düsseldorf, alla Villa delle Rose di Bologna, alla National Galerie di Berlino, al Museo di Erfurt, al Museo di Leeds, fino alle grandi installazioni nei Dialoghi (Maschio Angioino e Castel dell’Ovo di Napoli, 2002). Nella mostra A village and its surroundings (H. Moore Foundation, Halifax 1999) alcune installazioni includono l’uso di film-video. In La discrezione del tempo 1 (Museo Ujazdovki, Varsavia, 2002), e in Una città visibile (Modena, 2004), e poi ancora nelle Cronografie, o della città verticale (Cavallerizza Reale, Torino (2006) e in Momentanea Mens (DKM Foundation, Duisburg 2009), lo spazio-tempo dell’habitat umano tende a espandersi ulteriormente, fino alla dilatazione estrema di Hermes, film della durata di 72 ore. Infine, nella mostra alla Galleria Guidi di (Roma, 2011), come nelle opere al MACRO (Eighties are Back, Roma 2011) e nella mostra con Thomas Schütte alla Villa Massimo (Roma 2011), Messina rafforza la componente tautologica del suo lavoro e avvia una nuova riflessione sulle forze e le dimensioni dello spazio reale. Nel 2014 espone al MACRO di Roma e alla Kunsthalle di Göppingen, nel 2015 è invitato alla mostra Au rendez vous des Amis organizzata dalla Fondazione Burri a Città di Castello, nel 2016 tiene una personale presso il Regio Albergo delle Povere e il Museo Riso di Palermo e nel 2019 è invitato alla Biennale de L’Havana.

Orario di apertura:
Palazzo Collicola Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”
Appartamento Nobile e mostre temporanee
dal mercoledì al lunedì 10:30-13:00/15:30-19:00
chiuso il martedì

Nov
27
Sab
Mostra | FRAMMENTI DI MEMORIE. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano
Nov 27 giorno intero

Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal 26 settembre 2021 al 6 gennaio 2022
Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina

Fino al 6 gennaio nel giardino del Teatro romano e nelle sale del Museo archeologico nazionale di Spoleto saranno esposti alcuni manufatti del piano di riuso delle macerie realizzato dall’arch. Matteo Ferroni per il Comune di Norcia, messi a confronto con alcuni reperti archeologici della Valnerina. La mostra, intitolata Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina sarà inaugurata dalla direttrice Silvia Casciarri domenica 26 settembre alle ore 11.

L’allestimento mette a confronto due modalità di ricostruzione. Da una parte la ricomposizione filologica dei frammenti archeologici in oggetti originari e dall’altra la ricomposizione dei frammenti architettonici in nuove forme e nuove funzioni.

Orario di apertura:
Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal mercoledì alla domenica 8:30–19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
chiuso lunedì e martedì

Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato
Nov 27 giorno intero
<!--:it-->Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--><!--:en-->Exhibition | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--> @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato

San Salvatore ARMONIE imPERFETTE
Mostra fotografica-documentaria a cura del Comune di Spoleto per il decennale dall’inserimento nella lista del patrimonio mondiale Unesco del sito seriale i Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.c.)

dal 25 giugno al 15 agosto
sale espositive ex Monte di Pietà via A. Saffi
dal giovedì alla domenica
10.30/13.00 – 16.30-19.00

fino al 31 dicembre
presso palazzo Mauri, biblioteca comunale G. Carducci
orari apertura biblioteca – info 0743/218801

presso la sezione dell’Archivio di Stato di Spoleto, Complesso San Matteo
mercoledì e giovedì dalle ore 10 alle ore 13
venerdì dalle ore 15 alle ore 17
sabato e domenica dalle ore 17 alle ore 20

Mostra | VITTORIO MESSINA – DISHABITAT @ Palazzo Collicola
Nov 27 giorno intero

VITTORIO MESSINA | DISHABITAT
Palazzo Collicola, dal 9 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022
a cura di Marco Tonelli e Davide Silvioli

L’inaugurazione è in programma sabato 9 ottobre alle ore 11.30.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione: cultura.turismo@comune.spoleto.pg.it

In una larga parte del suo lavoro Vittorio Messina ha sviluppato il tema dell’Habitat e del costruire, concentrando la sua attenzione sulle iconografie di “celle” e “stanze” intese come elemento base dell’architettura.

Il carattere aperto e enigmatico delle sue opere è accostabile in parte col modo di costruire il pensiero e il linguaggio del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, o coi romanzi dello scrittore praghese Franz Kafka o ancora con le teorie della fisica quantistica. Senza mai basare il suo discorso su contenuti critici, politici, sociali, economici o ideologici, l’opera di Messina è una chiara metafora del costruire l’opera d’arte come attività sempre fluida, dinamica, mobile, concreta e allo stesso tempo misteriosa, immateriale e metafisica, una sorta di cantiere attraversato dalle esigenze del presente e dalle possibilità del futuro.

Come in tante altre occasioni, dunque l’artista ha elaborato appositamente per lo spazio – in questo caso il Piano Nobile di Palazzo Collicola – un progetto specifico dal titolo Dishabitat, composto da due grandi opere pensate e realizzate per il luogo, progetto quindi che si colloca e deriva dalla natura del sito destinato ad accoglierlo, e nello stesso tempo alimenta un campo di riflessione sull’attualità delle condizioni e delle emergenze del nostro tempo.

La ricostruzione essenziale di un edificio tagliato dal pavimento stesso del Salone d’Onore di Palazzo Collicola dal titolo Dishabitat 1 (di cui si vede solo la copertura del tetto e parte del muro di sostegno in blocchetti di gasbeton), analogamente alla trasformazione della lunga Galleria in uno spazio denso di luce rossa dal titolo Dishabitat 2, definiscono un percorso abitativo in forma di cantiere all’interno di ambienti che oggi sono di natura strettamente museale, ma che in passato furono dimora e luoghi di rappresentanza della famiglia Collicola.

L’edificio, costruito dall’architetto Sebastiano Cipriani nel 1730 con annesso giardino, fu acquistato nel 1939 dal Comune di Spoleto ed è diventato poi, nel 2000, sede della Galleria d’Arte Moderna e nel 2010 anche della Pinacoteca civica.

In senso metaforico, rispetto all’idea di un habitat originario, già modificato dalla sua trasformazione in museo, Messina ne ha aggiunto un altro (di qui il termine dishabitat) di matrice concettuale e contemporanea, che rende le sue opere dei veri e propri cantieri metafisici e mentali. L’abbassamento del punto di vista della cima di una casa e la suggestione di una luce rossa provocata dal fenomeno di un allontanamento (il tipico effetto fisico del redshift gravitazionale), sono dunque per Messina forme di distanziamento dal tempo e dal luogo, ma anche di paradossale riavvicinamento al presente, e di elevazione della nostra percezione e visione del mondo.

Il progetto espositivo usufruisce della sponsorizzazione tecnica dell’azienda Leroy-Merlin e del sostegno della Galleria Nicola Pedana, mentre il catalogo della mostra verrà pubblicato nel corso dell’esposizione.

Biografia
Vittorio Messina è nato a Zafferana Etnea (Catania) nel 1946. Compie gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura di Roma, dove, alla fine degli anni Settanta, esordisce nello spazio di Sant’Agata dei Goti, punto di incontro e luogo di sperimentazione della giovane arte di quegli anni, con La Muraglia Cinese, una mostra articolata intorno all’omonimo testo kafkiano.
Fin dalle mostre alla galleria La Salita di Roma (1982), e alla galleria Locus Solus di Genova (1983), il suo lavoro si orienta verso una forma di scultura ambientale, e dopo le personali alla galleria Minini di Brescia (1985) e al PAC di Milano (1986), Messina espone le prime “celle” alla Moltkerei Werkstatt di Colonia e alla galleria Shimada di Yamaguchi (Giappone), veri e propri edifici costruiti con materiali seriali di uso edilizio, autoilluminati con lampade industriali.
Nel 1987, a Palazzo Taverna in Roma (Incontri Internazionali d’Arte), all’interno di un ciclo dove si succedono gli interventi di Maria Nordman, Bruce Naumann e Luca Maria Patella, Messina costruisce una “cella” e pubblica un testo, “Paesaggio con luce lontana”, dove affiora la tematica heisenberghiana dell’indeterminazione, già presente peraltro nella mostra Spostamenti sulla banda del rosso di Villa Romana (Firenze 1985). Da questo momento il suo lavoro si svolge con stringente continuità visionaria nel grande Krater esposto alla mostra Europa Oggi del Museo Pecci di Prato (1988), nell’installazione totale alla galleria Oddi Baglioni di Roma dello stesso anno, fino alla mostra Aetatis suae alla galleria Tucci Russo di Torino (1990).
Dalla “cella” della galleria Minini, Brescia (1991), a quella del Kunstverein di Kassel (1991) e della galleria Victoria Miro (Londra 1992), come nelle 24 finestre della mostra Lux Europae di Edinburgh (1992), fino ai lavori del Castello di Girifalco, Cortona (con Thomas Schütte, 1993), l’opera di Messina si configura con l’imprevedibilità e il disincanto di un vero e proprio cantiere metafisico. Seguono negli anni Novanta, le mostre al Kunstverein di Düsseldorf, alla Villa delle Rose di Bologna, alla National Galerie di Berlino, al Museo di Erfurt, al Museo di Leeds, fino alle grandi installazioni nei Dialoghi (Maschio Angioino e Castel dell’Ovo di Napoli, 2002). Nella mostra A village and its surroundings (H. Moore Foundation, Halifax 1999) alcune installazioni includono l’uso di film-video. In La discrezione del tempo 1 (Museo Ujazdovki, Varsavia, 2002), e in Una città visibile (Modena, 2004), e poi ancora nelle Cronografie, o della città verticale (Cavallerizza Reale, Torino (2006) e in Momentanea Mens (DKM Foundation, Duisburg 2009), lo spazio-tempo dell’habitat umano tende a espandersi ulteriormente, fino alla dilatazione estrema di Hermes, film della durata di 72 ore. Infine, nella mostra alla Galleria Guidi di (Roma, 2011), come nelle opere al MACRO (Eighties are Back, Roma 2011) e nella mostra con Thomas Schütte alla Villa Massimo (Roma 2011), Messina rafforza la componente tautologica del suo lavoro e avvia una nuova riflessione sulle forze e le dimensioni dello spazio reale. Nel 2014 espone al MACRO di Roma e alla Kunsthalle di Göppingen, nel 2015 è invitato alla mostra Au rendez vous des Amis organizzata dalla Fondazione Burri a Città di Castello, nel 2016 tiene una personale presso il Regio Albergo delle Povere e il Museo Riso di Palermo e nel 2019 è invitato alla Biennale de L’Havana.

Orario di apertura:
Palazzo Collicola Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”
Appartamento Nobile e mostre temporanee
dal mercoledì al lunedì 10:30-13:00/15:30-19:00
chiuso il martedì

Nov
28
Dom
Mostra | FRAMMENTI DI MEMORIE. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano
Nov 28 giorno intero

Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal 26 settembre 2021 al 6 gennaio 2022
Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina

Fino al 6 gennaio nel giardino del Teatro romano e nelle sale del Museo archeologico nazionale di Spoleto saranno esposti alcuni manufatti del piano di riuso delle macerie realizzato dall’arch. Matteo Ferroni per il Comune di Norcia, messi a confronto con alcuni reperti archeologici della Valnerina. La mostra, intitolata Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina sarà inaugurata dalla direttrice Silvia Casciarri domenica 26 settembre alle ore 11.

L’allestimento mette a confronto due modalità di ricostruzione. Da una parte la ricomposizione filologica dei frammenti archeologici in oggetti originari e dall’altra la ricomposizione dei frammenti architettonici in nuove forme e nuove funzioni.

Orario di apertura:
Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal mercoledì alla domenica 8:30–19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
chiuso lunedì e martedì

Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato
Nov 28 giorno intero
<!--:it-->Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--><!--:en-->Exhibition | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--> @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato

San Salvatore ARMONIE imPERFETTE
Mostra fotografica-documentaria a cura del Comune di Spoleto per il decennale dall’inserimento nella lista del patrimonio mondiale Unesco del sito seriale i Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.c.)

dal 25 giugno al 15 agosto
sale espositive ex Monte di Pietà via A. Saffi
dal giovedì alla domenica
10.30/13.00 – 16.30-19.00

fino al 31 dicembre
presso palazzo Mauri, biblioteca comunale G. Carducci
orari apertura biblioteca – info 0743/218801

presso la sezione dell’Archivio di Stato di Spoleto, Complesso San Matteo
mercoledì e giovedì dalle ore 10 alle ore 13
venerdì dalle ore 15 alle ore 17
sabato e domenica dalle ore 17 alle ore 20

Mostra | VITTORIO MESSINA – DISHABITAT @ Palazzo Collicola
Nov 28 giorno intero

VITTORIO MESSINA | DISHABITAT
Palazzo Collicola, dal 9 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022
a cura di Marco Tonelli e Davide Silvioli

L’inaugurazione è in programma sabato 9 ottobre alle ore 11.30.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione: cultura.turismo@comune.spoleto.pg.it

In una larga parte del suo lavoro Vittorio Messina ha sviluppato il tema dell’Habitat e del costruire, concentrando la sua attenzione sulle iconografie di “celle” e “stanze” intese come elemento base dell’architettura.

Il carattere aperto e enigmatico delle sue opere è accostabile in parte col modo di costruire il pensiero e il linguaggio del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, o coi romanzi dello scrittore praghese Franz Kafka o ancora con le teorie della fisica quantistica. Senza mai basare il suo discorso su contenuti critici, politici, sociali, economici o ideologici, l’opera di Messina è una chiara metafora del costruire l’opera d’arte come attività sempre fluida, dinamica, mobile, concreta e allo stesso tempo misteriosa, immateriale e metafisica, una sorta di cantiere attraversato dalle esigenze del presente e dalle possibilità del futuro.

Come in tante altre occasioni, dunque l’artista ha elaborato appositamente per lo spazio – in questo caso il Piano Nobile di Palazzo Collicola – un progetto specifico dal titolo Dishabitat, composto da due grandi opere pensate e realizzate per il luogo, progetto quindi che si colloca e deriva dalla natura del sito destinato ad accoglierlo, e nello stesso tempo alimenta un campo di riflessione sull’attualità delle condizioni e delle emergenze del nostro tempo.

La ricostruzione essenziale di un edificio tagliato dal pavimento stesso del Salone d’Onore di Palazzo Collicola dal titolo Dishabitat 1 (di cui si vede solo la copertura del tetto e parte del muro di sostegno in blocchetti di gasbeton), analogamente alla trasformazione della lunga Galleria in uno spazio denso di luce rossa dal titolo Dishabitat 2, definiscono un percorso abitativo in forma di cantiere all’interno di ambienti che oggi sono di natura strettamente museale, ma che in passato furono dimora e luoghi di rappresentanza della famiglia Collicola.

L’edificio, costruito dall’architetto Sebastiano Cipriani nel 1730 con annesso giardino, fu acquistato nel 1939 dal Comune di Spoleto ed è diventato poi, nel 2000, sede della Galleria d’Arte Moderna e nel 2010 anche della Pinacoteca civica.

In senso metaforico, rispetto all’idea di un habitat originario, già modificato dalla sua trasformazione in museo, Messina ne ha aggiunto un altro (di qui il termine dishabitat) di matrice concettuale e contemporanea, che rende le sue opere dei veri e propri cantieri metafisici e mentali. L’abbassamento del punto di vista della cima di una casa e la suggestione di una luce rossa provocata dal fenomeno di un allontanamento (il tipico effetto fisico del redshift gravitazionale), sono dunque per Messina forme di distanziamento dal tempo e dal luogo, ma anche di paradossale riavvicinamento al presente, e di elevazione della nostra percezione e visione del mondo.

Il progetto espositivo usufruisce della sponsorizzazione tecnica dell’azienda Leroy-Merlin e del sostegno della Galleria Nicola Pedana, mentre il catalogo della mostra verrà pubblicato nel corso dell’esposizione.

Biografia
Vittorio Messina è nato a Zafferana Etnea (Catania) nel 1946. Compie gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura di Roma, dove, alla fine degli anni Settanta, esordisce nello spazio di Sant’Agata dei Goti, punto di incontro e luogo di sperimentazione della giovane arte di quegli anni, con La Muraglia Cinese, una mostra articolata intorno all’omonimo testo kafkiano.
Fin dalle mostre alla galleria La Salita di Roma (1982), e alla galleria Locus Solus di Genova (1983), il suo lavoro si orienta verso una forma di scultura ambientale, e dopo le personali alla galleria Minini di Brescia (1985) e al PAC di Milano (1986), Messina espone le prime “celle” alla Moltkerei Werkstatt di Colonia e alla galleria Shimada di Yamaguchi (Giappone), veri e propri edifici costruiti con materiali seriali di uso edilizio, autoilluminati con lampade industriali.
Nel 1987, a Palazzo Taverna in Roma (Incontri Internazionali d’Arte), all’interno di un ciclo dove si succedono gli interventi di Maria Nordman, Bruce Naumann e Luca Maria Patella, Messina costruisce una “cella” e pubblica un testo, “Paesaggio con luce lontana”, dove affiora la tematica heisenberghiana dell’indeterminazione, già presente peraltro nella mostra Spostamenti sulla banda del rosso di Villa Romana (Firenze 1985). Da questo momento il suo lavoro si svolge con stringente continuità visionaria nel grande Krater esposto alla mostra Europa Oggi del Museo Pecci di Prato (1988), nell’installazione totale alla galleria Oddi Baglioni di Roma dello stesso anno, fino alla mostra Aetatis suae alla galleria Tucci Russo di Torino (1990).
Dalla “cella” della galleria Minini, Brescia (1991), a quella del Kunstverein di Kassel (1991) e della galleria Victoria Miro (Londra 1992), come nelle 24 finestre della mostra Lux Europae di Edinburgh (1992), fino ai lavori del Castello di Girifalco, Cortona (con Thomas Schütte, 1993), l’opera di Messina si configura con l’imprevedibilità e il disincanto di un vero e proprio cantiere metafisico. Seguono negli anni Novanta, le mostre al Kunstverein di Düsseldorf, alla Villa delle Rose di Bologna, alla National Galerie di Berlino, al Museo di Erfurt, al Museo di Leeds, fino alle grandi installazioni nei Dialoghi (Maschio Angioino e Castel dell’Ovo di Napoli, 2002). Nella mostra A village and its surroundings (H. Moore Foundation, Halifax 1999) alcune installazioni includono l’uso di film-video. In La discrezione del tempo 1 (Museo Ujazdovki, Varsavia, 2002), e in Una città visibile (Modena, 2004), e poi ancora nelle Cronografie, o della città verticale (Cavallerizza Reale, Torino (2006) e in Momentanea Mens (DKM Foundation, Duisburg 2009), lo spazio-tempo dell’habitat umano tende a espandersi ulteriormente, fino alla dilatazione estrema di Hermes, film della durata di 72 ore. Infine, nella mostra alla Galleria Guidi di (Roma, 2011), come nelle opere al MACRO (Eighties are Back, Roma 2011) e nella mostra con Thomas Schütte alla Villa Massimo (Roma 2011), Messina rafforza la componente tautologica del suo lavoro e avvia una nuova riflessione sulle forze e le dimensioni dello spazio reale. Nel 2014 espone al MACRO di Roma e alla Kunsthalle di Göppingen, nel 2015 è invitato alla mostra Au rendez vous des Amis organizzata dalla Fondazione Burri a Città di Castello, nel 2016 tiene una personale presso il Regio Albergo delle Povere e il Museo Riso di Palermo e nel 2019 è invitato alla Biennale de L’Havana.

Orario di apertura:
Palazzo Collicola Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”
Appartamento Nobile e mostre temporanee
dal mercoledì al lunedì 10:30-13:00/15:30-19:00
chiuso il martedì

Nov
29
Lun
Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato
Nov 29 giorno intero
<!--:it-->Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--><!--:en-->Exhibition | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--> @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato

San Salvatore ARMONIE imPERFETTE
Mostra fotografica-documentaria a cura del Comune di Spoleto per il decennale dall’inserimento nella lista del patrimonio mondiale Unesco del sito seriale i Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.c.)

dal 25 giugno al 15 agosto
sale espositive ex Monte di Pietà via A. Saffi
dal giovedì alla domenica
10.30/13.00 – 16.30-19.00

fino al 31 dicembre
presso palazzo Mauri, biblioteca comunale G. Carducci
orari apertura biblioteca – info 0743/218801

presso la sezione dell’Archivio di Stato di Spoleto, Complesso San Matteo
mercoledì e giovedì dalle ore 10 alle ore 13
venerdì dalle ore 15 alle ore 17
sabato e domenica dalle ore 17 alle ore 20

Mostra | VITTORIO MESSINA – DISHABITAT @ Palazzo Collicola
Nov 29 giorno intero

VITTORIO MESSINA | DISHABITAT
Palazzo Collicola, dal 9 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022
a cura di Marco Tonelli e Davide Silvioli

L’inaugurazione è in programma sabato 9 ottobre alle ore 11.30.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione: cultura.turismo@comune.spoleto.pg.it

In una larga parte del suo lavoro Vittorio Messina ha sviluppato il tema dell’Habitat e del costruire, concentrando la sua attenzione sulle iconografie di “celle” e “stanze” intese come elemento base dell’architettura.

Il carattere aperto e enigmatico delle sue opere è accostabile in parte col modo di costruire il pensiero e il linguaggio del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, o coi romanzi dello scrittore praghese Franz Kafka o ancora con le teorie della fisica quantistica. Senza mai basare il suo discorso su contenuti critici, politici, sociali, economici o ideologici, l’opera di Messina è una chiara metafora del costruire l’opera d’arte come attività sempre fluida, dinamica, mobile, concreta e allo stesso tempo misteriosa, immateriale e metafisica, una sorta di cantiere attraversato dalle esigenze del presente e dalle possibilità del futuro.

Come in tante altre occasioni, dunque l’artista ha elaborato appositamente per lo spazio – in questo caso il Piano Nobile di Palazzo Collicola – un progetto specifico dal titolo Dishabitat, composto da due grandi opere pensate e realizzate per il luogo, progetto quindi che si colloca e deriva dalla natura del sito destinato ad accoglierlo, e nello stesso tempo alimenta un campo di riflessione sull’attualità delle condizioni e delle emergenze del nostro tempo.

La ricostruzione essenziale di un edificio tagliato dal pavimento stesso del Salone d’Onore di Palazzo Collicola dal titolo Dishabitat 1 (di cui si vede solo la copertura del tetto e parte del muro di sostegno in blocchetti di gasbeton), analogamente alla trasformazione della lunga Galleria in uno spazio denso di luce rossa dal titolo Dishabitat 2, definiscono un percorso abitativo in forma di cantiere all’interno di ambienti che oggi sono di natura strettamente museale, ma che in passato furono dimora e luoghi di rappresentanza della famiglia Collicola.

L’edificio, costruito dall’architetto Sebastiano Cipriani nel 1730 con annesso giardino, fu acquistato nel 1939 dal Comune di Spoleto ed è diventato poi, nel 2000, sede della Galleria d’Arte Moderna e nel 2010 anche della Pinacoteca civica.

In senso metaforico, rispetto all’idea di un habitat originario, già modificato dalla sua trasformazione in museo, Messina ne ha aggiunto un altro (di qui il termine dishabitat) di matrice concettuale e contemporanea, che rende le sue opere dei veri e propri cantieri metafisici e mentali. L’abbassamento del punto di vista della cima di una casa e la suggestione di una luce rossa provocata dal fenomeno di un allontanamento (il tipico effetto fisico del redshift gravitazionale), sono dunque per Messina forme di distanziamento dal tempo e dal luogo, ma anche di paradossale riavvicinamento al presente, e di elevazione della nostra percezione e visione del mondo.

Il progetto espositivo usufruisce della sponsorizzazione tecnica dell’azienda Leroy-Merlin e del sostegno della Galleria Nicola Pedana, mentre il catalogo della mostra verrà pubblicato nel corso dell’esposizione.

Biografia
Vittorio Messina è nato a Zafferana Etnea (Catania) nel 1946. Compie gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura di Roma, dove, alla fine degli anni Settanta, esordisce nello spazio di Sant’Agata dei Goti, punto di incontro e luogo di sperimentazione della giovane arte di quegli anni, con La Muraglia Cinese, una mostra articolata intorno all’omonimo testo kafkiano.
Fin dalle mostre alla galleria La Salita di Roma (1982), e alla galleria Locus Solus di Genova (1983), il suo lavoro si orienta verso una forma di scultura ambientale, e dopo le personali alla galleria Minini di Brescia (1985) e al PAC di Milano (1986), Messina espone le prime “celle” alla Moltkerei Werkstatt di Colonia e alla galleria Shimada di Yamaguchi (Giappone), veri e propri edifici costruiti con materiali seriali di uso edilizio, autoilluminati con lampade industriali.
Nel 1987, a Palazzo Taverna in Roma (Incontri Internazionali d’Arte), all’interno di un ciclo dove si succedono gli interventi di Maria Nordman, Bruce Naumann e Luca Maria Patella, Messina costruisce una “cella” e pubblica un testo, “Paesaggio con luce lontana”, dove affiora la tematica heisenberghiana dell’indeterminazione, già presente peraltro nella mostra Spostamenti sulla banda del rosso di Villa Romana (Firenze 1985). Da questo momento il suo lavoro si svolge con stringente continuità visionaria nel grande Krater esposto alla mostra Europa Oggi del Museo Pecci di Prato (1988), nell’installazione totale alla galleria Oddi Baglioni di Roma dello stesso anno, fino alla mostra Aetatis suae alla galleria Tucci Russo di Torino (1990).
Dalla “cella” della galleria Minini, Brescia (1991), a quella del Kunstverein di Kassel (1991) e della galleria Victoria Miro (Londra 1992), come nelle 24 finestre della mostra Lux Europae di Edinburgh (1992), fino ai lavori del Castello di Girifalco, Cortona (con Thomas Schütte, 1993), l’opera di Messina si configura con l’imprevedibilità e il disincanto di un vero e proprio cantiere metafisico. Seguono negli anni Novanta, le mostre al Kunstverein di Düsseldorf, alla Villa delle Rose di Bologna, alla National Galerie di Berlino, al Museo di Erfurt, al Museo di Leeds, fino alle grandi installazioni nei Dialoghi (Maschio Angioino e Castel dell’Ovo di Napoli, 2002). Nella mostra A village and its surroundings (H. Moore Foundation, Halifax 1999) alcune installazioni includono l’uso di film-video. In La discrezione del tempo 1 (Museo Ujazdovki, Varsavia, 2002), e in Una città visibile (Modena, 2004), e poi ancora nelle Cronografie, o della città verticale (Cavallerizza Reale, Torino (2006) e in Momentanea Mens (DKM Foundation, Duisburg 2009), lo spazio-tempo dell’habitat umano tende a espandersi ulteriormente, fino alla dilatazione estrema di Hermes, film della durata di 72 ore. Infine, nella mostra alla Galleria Guidi di (Roma, 2011), come nelle opere al MACRO (Eighties are Back, Roma 2011) e nella mostra con Thomas Schütte alla Villa Massimo (Roma 2011), Messina rafforza la componente tautologica del suo lavoro e avvia una nuova riflessione sulle forze e le dimensioni dello spazio reale. Nel 2014 espone al MACRO di Roma e alla Kunsthalle di Göppingen, nel 2015 è invitato alla mostra Au rendez vous des Amis organizzata dalla Fondazione Burri a Città di Castello, nel 2016 tiene una personale presso il Regio Albergo delle Povere e il Museo Riso di Palermo e nel 2019 è invitato alla Biennale de L’Havana.

Orario di apertura:
Palazzo Collicola Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”
Appartamento Nobile e mostre temporanee
dal mercoledì al lunedì 10:30-13:00/15:30-19:00
chiuso il martedì

Nov
30
Mar
Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato
Nov 30 giorno intero
<!--:it-->Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--><!--:en-->Exhibition | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--> @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato

San Salvatore ARMONIE imPERFETTE
Mostra fotografica-documentaria a cura del Comune di Spoleto per il decennale dall’inserimento nella lista del patrimonio mondiale Unesco del sito seriale i Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.c.)

dal 25 giugno al 15 agosto
sale espositive ex Monte di Pietà via A. Saffi
dal giovedì alla domenica
10.30/13.00 – 16.30-19.00

fino al 31 dicembre
presso palazzo Mauri, biblioteca comunale G. Carducci
orari apertura biblioteca – info 0743/218801

presso la sezione dell’Archivio di Stato di Spoleto, Complesso San Matteo
mercoledì e giovedì dalle ore 10 alle ore 13
venerdì dalle ore 15 alle ore 17
sabato e domenica dalle ore 17 alle ore 20

Dic
1
Mer
Mostra | FRAMMENTI DI MEMORIE. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano
Dic 1 giorno intero

Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal 26 settembre 2021 al 6 gennaio 2022
Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina

Fino al 6 gennaio nel giardino del Teatro romano e nelle sale del Museo archeologico nazionale di Spoleto saranno esposti alcuni manufatti del piano di riuso delle macerie realizzato dall’arch. Matteo Ferroni per il Comune di Norcia, messi a confronto con alcuni reperti archeologici della Valnerina. La mostra, intitolata Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina sarà inaugurata dalla direttrice Silvia Casciarri domenica 26 settembre alle ore 11.

L’allestimento mette a confronto due modalità di ricostruzione. Da una parte la ricomposizione filologica dei frammenti archeologici in oggetti originari e dall’altra la ricomposizione dei frammenti architettonici in nuove forme e nuove funzioni.

Orario di apertura:
Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal mercoledì alla domenica 8:30–19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
chiuso lunedì e martedì

Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato
Dic 1 giorno intero
<!--:it-->Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--><!--:en-->Exhibition | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--> @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato

San Salvatore ARMONIE imPERFETTE
Mostra fotografica-documentaria a cura del Comune di Spoleto per il decennale dall’inserimento nella lista del patrimonio mondiale Unesco del sito seriale i Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.c.)

dal 25 giugno al 15 agosto
sale espositive ex Monte di Pietà via A. Saffi
dal giovedì alla domenica
10.30/13.00 – 16.30-19.00

fino al 31 dicembre
presso palazzo Mauri, biblioteca comunale G. Carducci
orari apertura biblioteca – info 0743/218801

presso la sezione dell’Archivio di Stato di Spoleto, Complesso San Matteo
mercoledì e giovedì dalle ore 10 alle ore 13
venerdì dalle ore 15 alle ore 17
sabato e domenica dalle ore 17 alle ore 20

Mostra | VITTORIO MESSINA – DISHABITAT @ Palazzo Collicola
Dic 1 giorno intero

VITTORIO MESSINA | DISHABITAT
Palazzo Collicola, dal 9 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022
a cura di Marco Tonelli e Davide Silvioli

L’inaugurazione è in programma sabato 9 ottobre alle ore 11.30.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione: cultura.turismo@comune.spoleto.pg.it

In una larga parte del suo lavoro Vittorio Messina ha sviluppato il tema dell’Habitat e del costruire, concentrando la sua attenzione sulle iconografie di “celle” e “stanze” intese come elemento base dell’architettura.

Il carattere aperto e enigmatico delle sue opere è accostabile in parte col modo di costruire il pensiero e il linguaggio del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, o coi romanzi dello scrittore praghese Franz Kafka o ancora con le teorie della fisica quantistica. Senza mai basare il suo discorso su contenuti critici, politici, sociali, economici o ideologici, l’opera di Messina è una chiara metafora del costruire l’opera d’arte come attività sempre fluida, dinamica, mobile, concreta e allo stesso tempo misteriosa, immateriale e metafisica, una sorta di cantiere attraversato dalle esigenze del presente e dalle possibilità del futuro.

Come in tante altre occasioni, dunque l’artista ha elaborato appositamente per lo spazio – in questo caso il Piano Nobile di Palazzo Collicola – un progetto specifico dal titolo Dishabitat, composto da due grandi opere pensate e realizzate per il luogo, progetto quindi che si colloca e deriva dalla natura del sito destinato ad accoglierlo, e nello stesso tempo alimenta un campo di riflessione sull’attualità delle condizioni e delle emergenze del nostro tempo.

La ricostruzione essenziale di un edificio tagliato dal pavimento stesso del Salone d’Onore di Palazzo Collicola dal titolo Dishabitat 1 (di cui si vede solo la copertura del tetto e parte del muro di sostegno in blocchetti di gasbeton), analogamente alla trasformazione della lunga Galleria in uno spazio denso di luce rossa dal titolo Dishabitat 2, definiscono un percorso abitativo in forma di cantiere all’interno di ambienti che oggi sono di natura strettamente museale, ma che in passato furono dimora e luoghi di rappresentanza della famiglia Collicola.

L’edificio, costruito dall’architetto Sebastiano Cipriani nel 1730 con annesso giardino, fu acquistato nel 1939 dal Comune di Spoleto ed è diventato poi, nel 2000, sede della Galleria d’Arte Moderna e nel 2010 anche della Pinacoteca civica.

In senso metaforico, rispetto all’idea di un habitat originario, già modificato dalla sua trasformazione in museo, Messina ne ha aggiunto un altro (di qui il termine dishabitat) di matrice concettuale e contemporanea, che rende le sue opere dei veri e propri cantieri metafisici e mentali. L’abbassamento del punto di vista della cima di una casa e la suggestione di una luce rossa provocata dal fenomeno di un allontanamento (il tipico effetto fisico del redshift gravitazionale), sono dunque per Messina forme di distanziamento dal tempo e dal luogo, ma anche di paradossale riavvicinamento al presente, e di elevazione della nostra percezione e visione del mondo.

Il progetto espositivo usufruisce della sponsorizzazione tecnica dell’azienda Leroy-Merlin e del sostegno della Galleria Nicola Pedana, mentre il catalogo della mostra verrà pubblicato nel corso dell’esposizione.

Biografia
Vittorio Messina è nato a Zafferana Etnea (Catania) nel 1946. Compie gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura di Roma, dove, alla fine degli anni Settanta, esordisce nello spazio di Sant’Agata dei Goti, punto di incontro e luogo di sperimentazione della giovane arte di quegli anni, con La Muraglia Cinese, una mostra articolata intorno all’omonimo testo kafkiano.
Fin dalle mostre alla galleria La Salita di Roma (1982), e alla galleria Locus Solus di Genova (1983), il suo lavoro si orienta verso una forma di scultura ambientale, e dopo le personali alla galleria Minini di Brescia (1985) e al PAC di Milano (1986), Messina espone le prime “celle” alla Moltkerei Werkstatt di Colonia e alla galleria Shimada di Yamaguchi (Giappone), veri e propri edifici costruiti con materiali seriali di uso edilizio, autoilluminati con lampade industriali.
Nel 1987, a Palazzo Taverna in Roma (Incontri Internazionali d’Arte), all’interno di un ciclo dove si succedono gli interventi di Maria Nordman, Bruce Naumann e Luca Maria Patella, Messina costruisce una “cella” e pubblica un testo, “Paesaggio con luce lontana”, dove affiora la tematica heisenberghiana dell’indeterminazione, già presente peraltro nella mostra Spostamenti sulla banda del rosso di Villa Romana (Firenze 1985). Da questo momento il suo lavoro si svolge con stringente continuità visionaria nel grande Krater esposto alla mostra Europa Oggi del Museo Pecci di Prato (1988), nell’installazione totale alla galleria Oddi Baglioni di Roma dello stesso anno, fino alla mostra Aetatis suae alla galleria Tucci Russo di Torino (1990).
Dalla “cella” della galleria Minini, Brescia (1991), a quella del Kunstverein di Kassel (1991) e della galleria Victoria Miro (Londra 1992), come nelle 24 finestre della mostra Lux Europae di Edinburgh (1992), fino ai lavori del Castello di Girifalco, Cortona (con Thomas Schütte, 1993), l’opera di Messina si configura con l’imprevedibilità e il disincanto di un vero e proprio cantiere metafisico. Seguono negli anni Novanta, le mostre al Kunstverein di Düsseldorf, alla Villa delle Rose di Bologna, alla National Galerie di Berlino, al Museo di Erfurt, al Museo di Leeds, fino alle grandi installazioni nei Dialoghi (Maschio Angioino e Castel dell’Ovo di Napoli, 2002). Nella mostra A village and its surroundings (H. Moore Foundation, Halifax 1999) alcune installazioni includono l’uso di film-video. In La discrezione del tempo 1 (Museo Ujazdovki, Varsavia, 2002), e in Una città visibile (Modena, 2004), e poi ancora nelle Cronografie, o della città verticale (Cavallerizza Reale, Torino (2006) e in Momentanea Mens (DKM Foundation, Duisburg 2009), lo spazio-tempo dell’habitat umano tende a espandersi ulteriormente, fino alla dilatazione estrema di Hermes, film della durata di 72 ore. Infine, nella mostra alla Galleria Guidi di (Roma, 2011), come nelle opere al MACRO (Eighties are Back, Roma 2011) e nella mostra con Thomas Schütte alla Villa Massimo (Roma 2011), Messina rafforza la componente tautologica del suo lavoro e avvia una nuova riflessione sulle forze e le dimensioni dello spazio reale. Nel 2014 espone al MACRO di Roma e alla Kunsthalle di Göppingen, nel 2015 è invitato alla mostra Au rendez vous des Amis organizzata dalla Fondazione Burri a Città di Castello, nel 2016 tiene una personale presso il Regio Albergo delle Povere e il Museo Riso di Palermo e nel 2019 è invitato alla Biennale de L’Havana.

Orario di apertura:
Palazzo Collicola Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”
Appartamento Nobile e mostre temporanee
dal mercoledì al lunedì 10:30-13:00/15:30-19:00
chiuso il martedì

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Mostra | FRAMMENTI DI MEMORIE. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano
Dic 2 giorno intero

Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal 26 settembre 2021 al 6 gennaio 2022
Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina

Fino al 6 gennaio nel giardino del Teatro romano e nelle sale del Museo archeologico nazionale di Spoleto saranno esposti alcuni manufatti del piano di riuso delle macerie realizzato dall’arch. Matteo Ferroni per il Comune di Norcia, messi a confronto con alcuni reperti archeologici della Valnerina. La mostra, intitolata Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina sarà inaugurata dalla direttrice Silvia Casciarri domenica 26 settembre alle ore 11.

L’allestimento mette a confronto due modalità di ricostruzione. Da una parte la ricomposizione filologica dei frammenti archeologici in oggetti originari e dall’altra la ricomposizione dei frammenti architettonici in nuove forme e nuove funzioni.

Orario di apertura:
Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal mercoledì alla domenica 8:30–19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
chiuso lunedì e martedì

Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato
Dic 2 giorno intero
<!--:it-->Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--><!--:en-->Exhibition | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--> @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato

San Salvatore ARMONIE imPERFETTE
Mostra fotografica-documentaria a cura del Comune di Spoleto per il decennale dall’inserimento nella lista del patrimonio mondiale Unesco del sito seriale i Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.c.)

dal 25 giugno al 15 agosto
sale espositive ex Monte di Pietà via A. Saffi
dal giovedì alla domenica
10.30/13.00 – 16.30-19.00

fino al 31 dicembre
presso palazzo Mauri, biblioteca comunale G. Carducci
orari apertura biblioteca – info 0743/218801

presso la sezione dell’Archivio di Stato di Spoleto, Complesso San Matteo
mercoledì e giovedì dalle ore 10 alle ore 13
venerdì dalle ore 15 alle ore 17
sabato e domenica dalle ore 17 alle ore 20

Mostra | VITTORIO MESSINA – DISHABITAT @ Palazzo Collicola
Dic 2 giorno intero

VITTORIO MESSINA | DISHABITAT
Palazzo Collicola, dal 9 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022
a cura di Marco Tonelli e Davide Silvioli

L’inaugurazione è in programma sabato 9 ottobre alle ore 11.30.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione: cultura.turismo@comune.spoleto.pg.it

In una larga parte del suo lavoro Vittorio Messina ha sviluppato il tema dell’Habitat e del costruire, concentrando la sua attenzione sulle iconografie di “celle” e “stanze” intese come elemento base dell’architettura.

Il carattere aperto e enigmatico delle sue opere è accostabile in parte col modo di costruire il pensiero e il linguaggio del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, o coi romanzi dello scrittore praghese Franz Kafka o ancora con le teorie della fisica quantistica. Senza mai basare il suo discorso su contenuti critici, politici, sociali, economici o ideologici, l’opera di Messina è una chiara metafora del costruire l’opera d’arte come attività sempre fluida, dinamica, mobile, concreta e allo stesso tempo misteriosa, immateriale e metafisica, una sorta di cantiere attraversato dalle esigenze del presente e dalle possibilità del futuro.

Come in tante altre occasioni, dunque l’artista ha elaborato appositamente per lo spazio – in questo caso il Piano Nobile di Palazzo Collicola – un progetto specifico dal titolo Dishabitat, composto da due grandi opere pensate e realizzate per il luogo, progetto quindi che si colloca e deriva dalla natura del sito destinato ad accoglierlo, e nello stesso tempo alimenta un campo di riflessione sull’attualità delle condizioni e delle emergenze del nostro tempo.

La ricostruzione essenziale di un edificio tagliato dal pavimento stesso del Salone d’Onore di Palazzo Collicola dal titolo Dishabitat 1 (di cui si vede solo la copertura del tetto e parte del muro di sostegno in blocchetti di gasbeton), analogamente alla trasformazione della lunga Galleria in uno spazio denso di luce rossa dal titolo Dishabitat 2, definiscono un percorso abitativo in forma di cantiere all’interno di ambienti che oggi sono di natura strettamente museale, ma che in passato furono dimora e luoghi di rappresentanza della famiglia Collicola.

L’edificio, costruito dall’architetto Sebastiano Cipriani nel 1730 con annesso giardino, fu acquistato nel 1939 dal Comune di Spoleto ed è diventato poi, nel 2000, sede della Galleria d’Arte Moderna e nel 2010 anche della Pinacoteca civica.

In senso metaforico, rispetto all’idea di un habitat originario, già modificato dalla sua trasformazione in museo, Messina ne ha aggiunto un altro (di qui il termine dishabitat) di matrice concettuale e contemporanea, che rende le sue opere dei veri e propri cantieri metafisici e mentali. L’abbassamento del punto di vista della cima di una casa e la suggestione di una luce rossa provocata dal fenomeno di un allontanamento (il tipico effetto fisico del redshift gravitazionale), sono dunque per Messina forme di distanziamento dal tempo e dal luogo, ma anche di paradossale riavvicinamento al presente, e di elevazione della nostra percezione e visione del mondo.

Il progetto espositivo usufruisce della sponsorizzazione tecnica dell’azienda Leroy-Merlin e del sostegno della Galleria Nicola Pedana, mentre il catalogo della mostra verrà pubblicato nel corso dell’esposizione.

Biografia
Vittorio Messina è nato a Zafferana Etnea (Catania) nel 1946. Compie gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura di Roma, dove, alla fine degli anni Settanta, esordisce nello spazio di Sant’Agata dei Goti, punto di incontro e luogo di sperimentazione della giovane arte di quegli anni, con La Muraglia Cinese, una mostra articolata intorno all’omonimo testo kafkiano.
Fin dalle mostre alla galleria La Salita di Roma (1982), e alla galleria Locus Solus di Genova (1983), il suo lavoro si orienta verso una forma di scultura ambientale, e dopo le personali alla galleria Minini di Brescia (1985) e al PAC di Milano (1986), Messina espone le prime “celle” alla Moltkerei Werkstatt di Colonia e alla galleria Shimada di Yamaguchi (Giappone), veri e propri edifici costruiti con materiali seriali di uso edilizio, autoilluminati con lampade industriali.
Nel 1987, a Palazzo Taverna in Roma (Incontri Internazionali d’Arte), all’interno di un ciclo dove si succedono gli interventi di Maria Nordman, Bruce Naumann e Luca Maria Patella, Messina costruisce una “cella” e pubblica un testo, “Paesaggio con luce lontana”, dove affiora la tematica heisenberghiana dell’indeterminazione, già presente peraltro nella mostra Spostamenti sulla banda del rosso di Villa Romana (Firenze 1985). Da questo momento il suo lavoro si svolge con stringente continuità visionaria nel grande Krater esposto alla mostra Europa Oggi del Museo Pecci di Prato (1988), nell’installazione totale alla galleria Oddi Baglioni di Roma dello stesso anno, fino alla mostra Aetatis suae alla galleria Tucci Russo di Torino (1990).
Dalla “cella” della galleria Minini, Brescia (1991), a quella del Kunstverein di Kassel (1991) e della galleria Victoria Miro (Londra 1992), come nelle 24 finestre della mostra Lux Europae di Edinburgh (1992), fino ai lavori del Castello di Girifalco, Cortona (con Thomas Schütte, 1993), l’opera di Messina si configura con l’imprevedibilità e il disincanto di un vero e proprio cantiere metafisico. Seguono negli anni Novanta, le mostre al Kunstverein di Düsseldorf, alla Villa delle Rose di Bologna, alla National Galerie di Berlino, al Museo di Erfurt, al Museo di Leeds, fino alle grandi installazioni nei Dialoghi (Maschio Angioino e Castel dell’Ovo di Napoli, 2002). Nella mostra A village and its surroundings (H. Moore Foundation, Halifax 1999) alcune installazioni includono l’uso di film-video. In La discrezione del tempo 1 (Museo Ujazdovki, Varsavia, 2002), e in Una città visibile (Modena, 2004), e poi ancora nelle Cronografie, o della città verticale (Cavallerizza Reale, Torino (2006) e in Momentanea Mens (DKM Foundation, Duisburg 2009), lo spazio-tempo dell’habitat umano tende a espandersi ulteriormente, fino alla dilatazione estrema di Hermes, film della durata di 72 ore. Infine, nella mostra alla Galleria Guidi di (Roma, 2011), come nelle opere al MACRO (Eighties are Back, Roma 2011) e nella mostra con Thomas Schütte alla Villa Massimo (Roma 2011), Messina rafforza la componente tautologica del suo lavoro e avvia una nuova riflessione sulle forze e le dimensioni dello spazio reale. Nel 2014 espone al MACRO di Roma e alla Kunsthalle di Göppingen, nel 2015 è invitato alla mostra Au rendez vous des Amis organizzata dalla Fondazione Burri a Città di Castello, nel 2016 tiene una personale presso il Regio Albergo delle Povere e il Museo Riso di Palermo e nel 2019 è invitato alla Biennale de L’Havana.

Orario di apertura:
Palazzo Collicola Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”
Appartamento Nobile e mostre temporanee
dal mercoledì al lunedì 10:30-13:00/15:30-19:00
chiuso il martedì

Dic
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Ven
Mostra | FRAMMENTI DI MEMORIE. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano
Dic 3 giorno intero

Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal 26 settembre 2021 al 6 gennaio 2022
Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina

Fino al 6 gennaio nel giardino del Teatro romano e nelle sale del Museo archeologico nazionale di Spoleto saranno esposti alcuni manufatti del piano di riuso delle macerie realizzato dall’arch. Matteo Ferroni per il Comune di Norcia, messi a confronto con alcuni reperti archeologici della Valnerina. La mostra, intitolata Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina sarà inaugurata dalla direttrice Silvia Casciarri domenica 26 settembre alle ore 11.

L’allestimento mette a confronto due modalità di ricostruzione. Da una parte la ricomposizione filologica dei frammenti archeologici in oggetti originari e dall’altra la ricomposizione dei frammenti architettonici in nuove forme e nuove funzioni.

Orario di apertura:
Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal mercoledì alla domenica 8:30–19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
chiuso lunedì e martedì

Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato
Dic 3 giorno intero
<!--:it-->Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--><!--:en-->Exhibition | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--> @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato

San Salvatore ARMONIE imPERFETTE
Mostra fotografica-documentaria a cura del Comune di Spoleto per il decennale dall’inserimento nella lista del patrimonio mondiale Unesco del sito seriale i Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.c.)

dal 25 giugno al 15 agosto
sale espositive ex Monte di Pietà via A. Saffi
dal giovedì alla domenica
10.30/13.00 – 16.30-19.00

fino al 31 dicembre
presso palazzo Mauri, biblioteca comunale G. Carducci
orari apertura biblioteca – info 0743/218801

presso la sezione dell’Archivio di Stato di Spoleto, Complesso San Matteo
mercoledì e giovedì dalle ore 10 alle ore 13
venerdì dalle ore 15 alle ore 17
sabato e domenica dalle ore 17 alle ore 20

Mostra | VITTORIO MESSINA – DISHABITAT @ Palazzo Collicola
Dic 3 giorno intero

VITTORIO MESSINA | DISHABITAT
Palazzo Collicola, dal 9 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022
a cura di Marco Tonelli e Davide Silvioli

L’inaugurazione è in programma sabato 9 ottobre alle ore 11.30.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione: cultura.turismo@comune.spoleto.pg.it

In una larga parte del suo lavoro Vittorio Messina ha sviluppato il tema dell’Habitat e del costruire, concentrando la sua attenzione sulle iconografie di “celle” e “stanze” intese come elemento base dell’architettura.

Il carattere aperto e enigmatico delle sue opere è accostabile in parte col modo di costruire il pensiero e il linguaggio del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, o coi romanzi dello scrittore praghese Franz Kafka o ancora con le teorie della fisica quantistica. Senza mai basare il suo discorso su contenuti critici, politici, sociali, economici o ideologici, l’opera di Messina è una chiara metafora del costruire l’opera d’arte come attività sempre fluida, dinamica, mobile, concreta e allo stesso tempo misteriosa, immateriale e metafisica, una sorta di cantiere attraversato dalle esigenze del presente e dalle possibilità del futuro.

Come in tante altre occasioni, dunque l’artista ha elaborato appositamente per lo spazio – in questo caso il Piano Nobile di Palazzo Collicola – un progetto specifico dal titolo Dishabitat, composto da due grandi opere pensate e realizzate per il luogo, progetto quindi che si colloca e deriva dalla natura del sito destinato ad accoglierlo, e nello stesso tempo alimenta un campo di riflessione sull’attualità delle condizioni e delle emergenze del nostro tempo.

La ricostruzione essenziale di un edificio tagliato dal pavimento stesso del Salone d’Onore di Palazzo Collicola dal titolo Dishabitat 1 (di cui si vede solo la copertura del tetto e parte del muro di sostegno in blocchetti di gasbeton), analogamente alla trasformazione della lunga Galleria in uno spazio denso di luce rossa dal titolo Dishabitat 2, definiscono un percorso abitativo in forma di cantiere all’interno di ambienti che oggi sono di natura strettamente museale, ma che in passato furono dimora e luoghi di rappresentanza della famiglia Collicola.

L’edificio, costruito dall’architetto Sebastiano Cipriani nel 1730 con annesso giardino, fu acquistato nel 1939 dal Comune di Spoleto ed è diventato poi, nel 2000, sede della Galleria d’Arte Moderna e nel 2010 anche della Pinacoteca civica.

In senso metaforico, rispetto all’idea di un habitat originario, già modificato dalla sua trasformazione in museo, Messina ne ha aggiunto un altro (di qui il termine dishabitat) di matrice concettuale e contemporanea, che rende le sue opere dei veri e propri cantieri metafisici e mentali. L’abbassamento del punto di vista della cima di una casa e la suggestione di una luce rossa provocata dal fenomeno di un allontanamento (il tipico effetto fisico del redshift gravitazionale), sono dunque per Messina forme di distanziamento dal tempo e dal luogo, ma anche di paradossale riavvicinamento al presente, e di elevazione della nostra percezione e visione del mondo.

Il progetto espositivo usufruisce della sponsorizzazione tecnica dell’azienda Leroy-Merlin e del sostegno della Galleria Nicola Pedana, mentre il catalogo della mostra verrà pubblicato nel corso dell’esposizione.

Biografia
Vittorio Messina è nato a Zafferana Etnea (Catania) nel 1946. Compie gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura di Roma, dove, alla fine degli anni Settanta, esordisce nello spazio di Sant’Agata dei Goti, punto di incontro e luogo di sperimentazione della giovane arte di quegli anni, con La Muraglia Cinese, una mostra articolata intorno all’omonimo testo kafkiano.
Fin dalle mostre alla galleria La Salita di Roma (1982), e alla galleria Locus Solus di Genova (1983), il suo lavoro si orienta verso una forma di scultura ambientale, e dopo le personali alla galleria Minini di Brescia (1985) e al PAC di Milano (1986), Messina espone le prime “celle” alla Moltkerei Werkstatt di Colonia e alla galleria Shimada di Yamaguchi (Giappone), veri e propri edifici costruiti con materiali seriali di uso edilizio, autoilluminati con lampade industriali.
Nel 1987, a Palazzo Taverna in Roma (Incontri Internazionali d’Arte), all’interno di un ciclo dove si succedono gli interventi di Maria Nordman, Bruce Naumann e Luca Maria Patella, Messina costruisce una “cella” e pubblica un testo, “Paesaggio con luce lontana”, dove affiora la tematica heisenberghiana dell’indeterminazione, già presente peraltro nella mostra Spostamenti sulla banda del rosso di Villa Romana (Firenze 1985). Da questo momento il suo lavoro si svolge con stringente continuità visionaria nel grande Krater esposto alla mostra Europa Oggi del Museo Pecci di Prato (1988), nell’installazione totale alla galleria Oddi Baglioni di Roma dello stesso anno, fino alla mostra Aetatis suae alla galleria Tucci Russo di Torino (1990).
Dalla “cella” della galleria Minini, Brescia (1991), a quella del Kunstverein di Kassel (1991) e della galleria Victoria Miro (Londra 1992), come nelle 24 finestre della mostra Lux Europae di Edinburgh (1992), fino ai lavori del Castello di Girifalco, Cortona (con Thomas Schütte, 1993), l’opera di Messina si configura con l’imprevedibilità e il disincanto di un vero e proprio cantiere metafisico. Seguono negli anni Novanta, le mostre al Kunstverein di Düsseldorf, alla Villa delle Rose di Bologna, alla National Galerie di Berlino, al Museo di Erfurt, al Museo di Leeds, fino alle grandi installazioni nei Dialoghi (Maschio Angioino e Castel dell’Ovo di Napoli, 2002). Nella mostra A village and its surroundings (H. Moore Foundation, Halifax 1999) alcune installazioni includono l’uso di film-video. In La discrezione del tempo 1 (Museo Ujazdovki, Varsavia, 2002), e in Una città visibile (Modena, 2004), e poi ancora nelle Cronografie, o della città verticale (Cavallerizza Reale, Torino (2006) e in Momentanea Mens (DKM Foundation, Duisburg 2009), lo spazio-tempo dell’habitat umano tende a espandersi ulteriormente, fino alla dilatazione estrema di Hermes, film della durata di 72 ore. Infine, nella mostra alla Galleria Guidi di (Roma, 2011), come nelle opere al MACRO (Eighties are Back, Roma 2011) e nella mostra con Thomas Schütte alla Villa Massimo (Roma 2011), Messina rafforza la componente tautologica del suo lavoro e avvia una nuova riflessione sulle forze e le dimensioni dello spazio reale. Nel 2014 espone al MACRO di Roma e alla Kunsthalle di Göppingen, nel 2015 è invitato alla mostra Au rendez vous des Amis organizzata dalla Fondazione Burri a Città di Castello, nel 2016 tiene una personale presso il Regio Albergo delle Povere e il Museo Riso di Palermo e nel 2019 è invitato alla Biennale de L’Havana.

Orario di apertura:
Palazzo Collicola Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”
Appartamento Nobile e mostre temporanee
dal mercoledì al lunedì 10:30-13:00/15:30-19:00
chiuso il martedì

Dic
4
Sab
Mostra | FRAMMENTI DI MEMORIE. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano
Dic 4 giorno intero

Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal 26 settembre 2021 al 6 gennaio 2022
Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina

Fino al 6 gennaio nel giardino del Teatro romano e nelle sale del Museo archeologico nazionale di Spoleto saranno esposti alcuni manufatti del piano di riuso delle macerie realizzato dall’arch. Matteo Ferroni per il Comune di Norcia, messi a confronto con alcuni reperti archeologici della Valnerina. La mostra, intitolata Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina sarà inaugurata dalla direttrice Silvia Casciarri domenica 26 settembre alle ore 11.

L’allestimento mette a confronto due modalità di ricostruzione. Da una parte la ricomposizione filologica dei frammenti archeologici in oggetti originari e dall’altra la ricomposizione dei frammenti architettonici in nuove forme e nuove funzioni.

Orario di apertura:
Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal mercoledì alla domenica 8:30–19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
chiuso lunedì e martedì

Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato
Dic 4 giorno intero
<!--:it-->Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--><!--:en-->Exhibition | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--> @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato

San Salvatore ARMONIE imPERFETTE
Mostra fotografica-documentaria a cura del Comune di Spoleto per il decennale dall’inserimento nella lista del patrimonio mondiale Unesco del sito seriale i Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.c.)

dal 25 giugno al 15 agosto
sale espositive ex Monte di Pietà via A. Saffi
dal giovedì alla domenica
10.30/13.00 – 16.30-19.00

fino al 31 dicembre
presso palazzo Mauri, biblioteca comunale G. Carducci
orari apertura biblioteca – info 0743/218801

presso la sezione dell’Archivio di Stato di Spoleto, Complesso San Matteo
mercoledì e giovedì dalle ore 10 alle ore 13
venerdì dalle ore 15 alle ore 17
sabato e domenica dalle ore 17 alle ore 20

Mostra | VITTORIO MESSINA – DISHABITAT @ Palazzo Collicola
Dic 4 giorno intero

VITTORIO MESSINA | DISHABITAT
Palazzo Collicola, dal 9 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022
a cura di Marco Tonelli e Davide Silvioli

L’inaugurazione è in programma sabato 9 ottobre alle ore 11.30.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione: cultura.turismo@comune.spoleto.pg.it

In una larga parte del suo lavoro Vittorio Messina ha sviluppato il tema dell’Habitat e del costruire, concentrando la sua attenzione sulle iconografie di “celle” e “stanze” intese come elemento base dell’architettura.

Il carattere aperto e enigmatico delle sue opere è accostabile in parte col modo di costruire il pensiero e il linguaggio del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, o coi romanzi dello scrittore praghese Franz Kafka o ancora con le teorie della fisica quantistica. Senza mai basare il suo discorso su contenuti critici, politici, sociali, economici o ideologici, l’opera di Messina è una chiara metafora del costruire l’opera d’arte come attività sempre fluida, dinamica, mobile, concreta e allo stesso tempo misteriosa, immateriale e metafisica, una sorta di cantiere attraversato dalle esigenze del presente e dalle possibilità del futuro.

Come in tante altre occasioni, dunque l’artista ha elaborato appositamente per lo spazio – in questo caso il Piano Nobile di Palazzo Collicola – un progetto specifico dal titolo Dishabitat, composto da due grandi opere pensate e realizzate per il luogo, progetto quindi che si colloca e deriva dalla natura del sito destinato ad accoglierlo, e nello stesso tempo alimenta un campo di riflessione sull’attualità delle condizioni e delle emergenze del nostro tempo.

La ricostruzione essenziale di un edificio tagliato dal pavimento stesso del Salone d’Onore di Palazzo Collicola dal titolo Dishabitat 1 (di cui si vede solo la copertura del tetto e parte del muro di sostegno in blocchetti di gasbeton), analogamente alla trasformazione della lunga Galleria in uno spazio denso di luce rossa dal titolo Dishabitat 2, definiscono un percorso abitativo in forma di cantiere all’interno di ambienti che oggi sono di natura strettamente museale, ma che in passato furono dimora e luoghi di rappresentanza della famiglia Collicola.

L’edificio, costruito dall’architetto Sebastiano Cipriani nel 1730 con annesso giardino, fu acquistato nel 1939 dal Comune di Spoleto ed è diventato poi, nel 2000, sede della Galleria d’Arte Moderna e nel 2010 anche della Pinacoteca civica.

In senso metaforico, rispetto all’idea di un habitat originario, già modificato dalla sua trasformazione in museo, Messina ne ha aggiunto un altro (di qui il termine dishabitat) di matrice concettuale e contemporanea, che rende le sue opere dei veri e propri cantieri metafisici e mentali. L’abbassamento del punto di vista della cima di una casa e la suggestione di una luce rossa provocata dal fenomeno di un allontanamento (il tipico effetto fisico del redshift gravitazionale), sono dunque per Messina forme di distanziamento dal tempo e dal luogo, ma anche di paradossale riavvicinamento al presente, e di elevazione della nostra percezione e visione del mondo.

Il progetto espositivo usufruisce della sponsorizzazione tecnica dell’azienda Leroy-Merlin e del sostegno della Galleria Nicola Pedana, mentre il catalogo della mostra verrà pubblicato nel corso dell’esposizione.

Biografia
Vittorio Messina è nato a Zafferana Etnea (Catania) nel 1946. Compie gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura di Roma, dove, alla fine degli anni Settanta, esordisce nello spazio di Sant’Agata dei Goti, punto di incontro e luogo di sperimentazione della giovane arte di quegli anni, con La Muraglia Cinese, una mostra articolata intorno all’omonimo testo kafkiano.
Fin dalle mostre alla galleria La Salita di Roma (1982), e alla galleria Locus Solus di Genova (1983), il suo lavoro si orienta verso una forma di scultura ambientale, e dopo le personali alla galleria Minini di Brescia (1985) e al PAC di Milano (1986), Messina espone le prime “celle” alla Moltkerei Werkstatt di Colonia e alla galleria Shimada di Yamaguchi (Giappone), veri e propri edifici costruiti con materiali seriali di uso edilizio, autoilluminati con lampade industriali.
Nel 1987, a Palazzo Taverna in Roma (Incontri Internazionali d’Arte), all’interno di un ciclo dove si succedono gli interventi di Maria Nordman, Bruce Naumann e Luca Maria Patella, Messina costruisce una “cella” e pubblica un testo, “Paesaggio con luce lontana”, dove affiora la tematica heisenberghiana dell’indeterminazione, già presente peraltro nella mostra Spostamenti sulla banda del rosso di Villa Romana (Firenze 1985). Da questo momento il suo lavoro si svolge con stringente continuità visionaria nel grande Krater esposto alla mostra Europa Oggi del Museo Pecci di Prato (1988), nell’installazione totale alla galleria Oddi Baglioni di Roma dello stesso anno, fino alla mostra Aetatis suae alla galleria Tucci Russo di Torino (1990).
Dalla “cella” della galleria Minini, Brescia (1991), a quella del Kunstverein di Kassel (1991) e della galleria Victoria Miro (Londra 1992), come nelle 24 finestre della mostra Lux Europae di Edinburgh (1992), fino ai lavori del Castello di Girifalco, Cortona (con Thomas Schütte, 1993), l’opera di Messina si configura con l’imprevedibilità e il disincanto di un vero e proprio cantiere metafisico. Seguono negli anni Novanta, le mostre al Kunstverein di Düsseldorf, alla Villa delle Rose di Bologna, alla National Galerie di Berlino, al Museo di Erfurt, al Museo di Leeds, fino alle grandi installazioni nei Dialoghi (Maschio Angioino e Castel dell’Ovo di Napoli, 2002). Nella mostra A village and its surroundings (H. Moore Foundation, Halifax 1999) alcune installazioni includono l’uso di film-video. In La discrezione del tempo 1 (Museo Ujazdovki, Varsavia, 2002), e in Una città visibile (Modena, 2004), e poi ancora nelle Cronografie, o della città verticale (Cavallerizza Reale, Torino (2006) e in Momentanea Mens (DKM Foundation, Duisburg 2009), lo spazio-tempo dell’habitat umano tende a espandersi ulteriormente, fino alla dilatazione estrema di Hermes, film della durata di 72 ore. Infine, nella mostra alla Galleria Guidi di (Roma, 2011), come nelle opere al MACRO (Eighties are Back, Roma 2011) e nella mostra con Thomas Schütte alla Villa Massimo (Roma 2011), Messina rafforza la componente tautologica del suo lavoro e avvia una nuova riflessione sulle forze e le dimensioni dello spazio reale. Nel 2014 espone al MACRO di Roma e alla Kunsthalle di Göppingen, nel 2015 è invitato alla mostra Au rendez vous des Amis organizzata dalla Fondazione Burri a Città di Castello, nel 2016 tiene una personale presso il Regio Albergo delle Povere e il Museo Riso di Palermo e nel 2019 è invitato alla Biennale de L’Havana.

Orario di apertura:
Palazzo Collicola Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”
Appartamento Nobile e mostre temporanee
dal mercoledì al lunedì 10:30-13:00/15:30-19:00
chiuso il martedì

Dic
5
Dom
Mostra | FRAMMENTI DI MEMORIE. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano
Dic 5 giorno intero

Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal 26 settembre 2021 al 6 gennaio 2022
Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina

Fino al 6 gennaio nel giardino del Teatro romano e nelle sale del Museo archeologico nazionale di Spoleto saranno esposti alcuni manufatti del piano di riuso delle macerie realizzato dall’arch. Matteo Ferroni per il Comune di Norcia, messi a confronto con alcuni reperti archeologici della Valnerina. La mostra, intitolata Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina sarà inaugurata dalla direttrice Silvia Casciarri domenica 26 settembre alle ore 11.

L’allestimento mette a confronto due modalità di ricostruzione. Da una parte la ricomposizione filologica dei frammenti archeologici in oggetti originari e dall’altra la ricomposizione dei frammenti architettonici in nuove forme e nuove funzioni.

Orario di apertura:
Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal mercoledì alla domenica 8:30–19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
chiuso lunedì e martedì

Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato
Dic 5 giorno intero
<!--:it-->Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--><!--:en-->Exhibition | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--> @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato

San Salvatore ARMONIE imPERFETTE
Mostra fotografica-documentaria a cura del Comune di Spoleto per il decennale dall’inserimento nella lista del patrimonio mondiale Unesco del sito seriale i Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.c.)

dal 25 giugno al 15 agosto
sale espositive ex Monte di Pietà via A. Saffi
dal giovedì alla domenica
10.30/13.00 – 16.30-19.00

fino al 31 dicembre
presso palazzo Mauri, biblioteca comunale G. Carducci
orari apertura biblioteca – info 0743/218801

presso la sezione dell’Archivio di Stato di Spoleto, Complesso San Matteo
mercoledì e giovedì dalle ore 10 alle ore 13
venerdì dalle ore 15 alle ore 17
sabato e domenica dalle ore 17 alle ore 20

Mostra | VITTORIO MESSINA – DISHABITAT @ Palazzo Collicola
Dic 5 giorno intero

VITTORIO MESSINA | DISHABITAT
Palazzo Collicola, dal 9 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022
a cura di Marco Tonelli e Davide Silvioli

L’inaugurazione è in programma sabato 9 ottobre alle ore 11.30.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione: cultura.turismo@comune.spoleto.pg.it

In una larga parte del suo lavoro Vittorio Messina ha sviluppato il tema dell’Habitat e del costruire, concentrando la sua attenzione sulle iconografie di “celle” e “stanze” intese come elemento base dell’architettura.

Il carattere aperto e enigmatico delle sue opere è accostabile in parte col modo di costruire il pensiero e il linguaggio del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, o coi romanzi dello scrittore praghese Franz Kafka o ancora con le teorie della fisica quantistica. Senza mai basare il suo discorso su contenuti critici, politici, sociali, economici o ideologici, l’opera di Messina è una chiara metafora del costruire l’opera d’arte come attività sempre fluida, dinamica, mobile, concreta e allo stesso tempo misteriosa, immateriale e metafisica, una sorta di cantiere attraversato dalle esigenze del presente e dalle possibilità del futuro.

Come in tante altre occasioni, dunque l’artista ha elaborato appositamente per lo spazio – in questo caso il Piano Nobile di Palazzo Collicola – un progetto specifico dal titolo Dishabitat, composto da due grandi opere pensate e realizzate per il luogo, progetto quindi che si colloca e deriva dalla natura del sito destinato ad accoglierlo, e nello stesso tempo alimenta un campo di riflessione sull’attualità delle condizioni e delle emergenze del nostro tempo.

La ricostruzione essenziale di un edificio tagliato dal pavimento stesso del Salone d’Onore di Palazzo Collicola dal titolo Dishabitat 1 (di cui si vede solo la copertura del tetto e parte del muro di sostegno in blocchetti di gasbeton), analogamente alla trasformazione della lunga Galleria in uno spazio denso di luce rossa dal titolo Dishabitat 2, definiscono un percorso abitativo in forma di cantiere all’interno di ambienti che oggi sono di natura strettamente museale, ma che in passato furono dimora e luoghi di rappresentanza della famiglia Collicola.

L’edificio, costruito dall’architetto Sebastiano Cipriani nel 1730 con annesso giardino, fu acquistato nel 1939 dal Comune di Spoleto ed è diventato poi, nel 2000, sede della Galleria d’Arte Moderna e nel 2010 anche della Pinacoteca civica.

In senso metaforico, rispetto all’idea di un habitat originario, già modificato dalla sua trasformazione in museo, Messina ne ha aggiunto un altro (di qui il termine dishabitat) di matrice concettuale e contemporanea, che rende le sue opere dei veri e propri cantieri metafisici e mentali. L’abbassamento del punto di vista della cima di una casa e la suggestione di una luce rossa provocata dal fenomeno di un allontanamento (il tipico effetto fisico del redshift gravitazionale), sono dunque per Messina forme di distanziamento dal tempo e dal luogo, ma anche di paradossale riavvicinamento al presente, e di elevazione della nostra percezione e visione del mondo.

Il progetto espositivo usufruisce della sponsorizzazione tecnica dell’azienda Leroy-Merlin e del sostegno della Galleria Nicola Pedana, mentre il catalogo della mostra verrà pubblicato nel corso dell’esposizione.

Biografia
Vittorio Messina è nato a Zafferana Etnea (Catania) nel 1946. Compie gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura di Roma, dove, alla fine degli anni Settanta, esordisce nello spazio di Sant’Agata dei Goti, punto di incontro e luogo di sperimentazione della giovane arte di quegli anni, con La Muraglia Cinese, una mostra articolata intorno all’omonimo testo kafkiano.
Fin dalle mostre alla galleria La Salita di Roma (1982), e alla galleria Locus Solus di Genova (1983), il suo lavoro si orienta verso una forma di scultura ambientale, e dopo le personali alla galleria Minini di Brescia (1985) e al PAC di Milano (1986), Messina espone le prime “celle” alla Moltkerei Werkstatt di Colonia e alla galleria Shimada di Yamaguchi (Giappone), veri e propri edifici costruiti con materiali seriali di uso edilizio, autoilluminati con lampade industriali.
Nel 1987, a Palazzo Taverna in Roma (Incontri Internazionali d’Arte), all’interno di un ciclo dove si succedono gli interventi di Maria Nordman, Bruce Naumann e Luca Maria Patella, Messina costruisce una “cella” e pubblica un testo, “Paesaggio con luce lontana”, dove affiora la tematica heisenberghiana dell’indeterminazione, già presente peraltro nella mostra Spostamenti sulla banda del rosso di Villa Romana (Firenze 1985). Da questo momento il suo lavoro si svolge con stringente continuità visionaria nel grande Krater esposto alla mostra Europa Oggi del Museo Pecci di Prato (1988), nell’installazione totale alla galleria Oddi Baglioni di Roma dello stesso anno, fino alla mostra Aetatis suae alla galleria Tucci Russo di Torino (1990).
Dalla “cella” della galleria Minini, Brescia (1991), a quella del Kunstverein di Kassel (1991) e della galleria Victoria Miro (Londra 1992), come nelle 24 finestre della mostra Lux Europae di Edinburgh (1992), fino ai lavori del Castello di Girifalco, Cortona (con Thomas Schütte, 1993), l’opera di Messina si configura con l’imprevedibilità e il disincanto di un vero e proprio cantiere metafisico. Seguono negli anni Novanta, le mostre al Kunstverein di Düsseldorf, alla Villa delle Rose di Bologna, alla National Galerie di Berlino, al Museo di Erfurt, al Museo di Leeds, fino alle grandi installazioni nei Dialoghi (Maschio Angioino e Castel dell’Ovo di Napoli, 2002). Nella mostra A village and its surroundings (H. Moore Foundation, Halifax 1999) alcune installazioni includono l’uso di film-video. In La discrezione del tempo 1 (Museo Ujazdovki, Varsavia, 2002), e in Una città visibile (Modena, 2004), e poi ancora nelle Cronografie, o della città verticale (Cavallerizza Reale, Torino (2006) e in Momentanea Mens (DKM Foundation, Duisburg 2009), lo spazio-tempo dell’habitat umano tende a espandersi ulteriormente, fino alla dilatazione estrema di Hermes, film della durata di 72 ore. Infine, nella mostra alla Galleria Guidi di (Roma, 2011), come nelle opere al MACRO (Eighties are Back, Roma 2011) e nella mostra con Thomas Schütte alla Villa Massimo (Roma 2011), Messina rafforza la componente tautologica del suo lavoro e avvia una nuova riflessione sulle forze e le dimensioni dello spazio reale. Nel 2014 espone al MACRO di Roma e alla Kunsthalle di Göppingen, nel 2015 è invitato alla mostra Au rendez vous des Amis organizzata dalla Fondazione Burri a Città di Castello, nel 2016 tiene una personale presso il Regio Albergo delle Povere e il Museo Riso di Palermo e nel 2019 è invitato alla Biennale de L’Havana.

Orario di apertura:
Palazzo Collicola Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”
Appartamento Nobile e mostre temporanee
dal mercoledì al lunedì 10:30-13:00/15:30-19:00
chiuso il martedì

Dic
6
Lun
Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato
Dic 6 giorno intero
<!--:it-->Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--><!--:en-->Exhibition | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--> @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato

San Salvatore ARMONIE imPERFETTE
Mostra fotografica-documentaria a cura del Comune di Spoleto per il decennale dall’inserimento nella lista del patrimonio mondiale Unesco del sito seriale i Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.c.)

dal 25 giugno al 15 agosto
sale espositive ex Monte di Pietà via A. Saffi
dal giovedì alla domenica
10.30/13.00 – 16.30-19.00

fino al 31 dicembre
presso palazzo Mauri, biblioteca comunale G. Carducci
orari apertura biblioteca – info 0743/218801

presso la sezione dell’Archivio di Stato di Spoleto, Complesso San Matteo
mercoledì e giovedì dalle ore 10 alle ore 13
venerdì dalle ore 15 alle ore 17
sabato e domenica dalle ore 17 alle ore 20

Mostra | VITTORIO MESSINA – DISHABITAT @ Palazzo Collicola
Dic 6 giorno intero

VITTORIO MESSINA | DISHABITAT
Palazzo Collicola, dal 9 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022
a cura di Marco Tonelli e Davide Silvioli

L’inaugurazione è in programma sabato 9 ottobre alle ore 11.30.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione: cultura.turismo@comune.spoleto.pg.it

In una larga parte del suo lavoro Vittorio Messina ha sviluppato il tema dell’Habitat e del costruire, concentrando la sua attenzione sulle iconografie di “celle” e “stanze” intese come elemento base dell’architettura.

Il carattere aperto e enigmatico delle sue opere è accostabile in parte col modo di costruire il pensiero e il linguaggio del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, o coi romanzi dello scrittore praghese Franz Kafka o ancora con le teorie della fisica quantistica. Senza mai basare il suo discorso su contenuti critici, politici, sociali, economici o ideologici, l’opera di Messina è una chiara metafora del costruire l’opera d’arte come attività sempre fluida, dinamica, mobile, concreta e allo stesso tempo misteriosa, immateriale e metafisica, una sorta di cantiere attraversato dalle esigenze del presente e dalle possibilità del futuro.

Come in tante altre occasioni, dunque l’artista ha elaborato appositamente per lo spazio – in questo caso il Piano Nobile di Palazzo Collicola – un progetto specifico dal titolo Dishabitat, composto da due grandi opere pensate e realizzate per il luogo, progetto quindi che si colloca e deriva dalla natura del sito destinato ad accoglierlo, e nello stesso tempo alimenta un campo di riflessione sull’attualità delle condizioni e delle emergenze del nostro tempo.

La ricostruzione essenziale di un edificio tagliato dal pavimento stesso del Salone d’Onore di Palazzo Collicola dal titolo Dishabitat 1 (di cui si vede solo la copertura del tetto e parte del muro di sostegno in blocchetti di gasbeton), analogamente alla trasformazione della lunga Galleria in uno spazio denso di luce rossa dal titolo Dishabitat 2, definiscono un percorso abitativo in forma di cantiere all’interno di ambienti che oggi sono di natura strettamente museale, ma che in passato furono dimora e luoghi di rappresentanza della famiglia Collicola.

L’edificio, costruito dall’architetto Sebastiano Cipriani nel 1730 con annesso giardino, fu acquistato nel 1939 dal Comune di Spoleto ed è diventato poi, nel 2000, sede della Galleria d’Arte Moderna e nel 2010 anche della Pinacoteca civica.

In senso metaforico, rispetto all’idea di un habitat originario, già modificato dalla sua trasformazione in museo, Messina ne ha aggiunto un altro (di qui il termine dishabitat) di matrice concettuale e contemporanea, che rende le sue opere dei veri e propri cantieri metafisici e mentali. L’abbassamento del punto di vista della cima di una casa e la suggestione di una luce rossa provocata dal fenomeno di un allontanamento (il tipico effetto fisico del redshift gravitazionale), sono dunque per Messina forme di distanziamento dal tempo e dal luogo, ma anche di paradossale riavvicinamento al presente, e di elevazione della nostra percezione e visione del mondo.

Il progetto espositivo usufruisce della sponsorizzazione tecnica dell’azienda Leroy-Merlin e del sostegno della Galleria Nicola Pedana, mentre il catalogo della mostra verrà pubblicato nel corso dell’esposizione.

Biografia
Vittorio Messina è nato a Zafferana Etnea (Catania) nel 1946. Compie gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura di Roma, dove, alla fine degli anni Settanta, esordisce nello spazio di Sant’Agata dei Goti, punto di incontro e luogo di sperimentazione della giovane arte di quegli anni, con La Muraglia Cinese, una mostra articolata intorno all’omonimo testo kafkiano.
Fin dalle mostre alla galleria La Salita di Roma (1982), e alla galleria Locus Solus di Genova (1983), il suo lavoro si orienta verso una forma di scultura ambientale, e dopo le personali alla galleria Minini di Brescia (1985) e al PAC di Milano (1986), Messina espone le prime “celle” alla Moltkerei Werkstatt di Colonia e alla galleria Shimada di Yamaguchi (Giappone), veri e propri edifici costruiti con materiali seriali di uso edilizio, autoilluminati con lampade industriali.
Nel 1987, a Palazzo Taverna in Roma (Incontri Internazionali d’Arte), all’interno di un ciclo dove si succedono gli interventi di Maria Nordman, Bruce Naumann e Luca Maria Patella, Messina costruisce una “cella” e pubblica un testo, “Paesaggio con luce lontana”, dove affiora la tematica heisenberghiana dell’indeterminazione, già presente peraltro nella mostra Spostamenti sulla banda del rosso di Villa Romana (Firenze 1985). Da questo momento il suo lavoro si svolge con stringente continuità visionaria nel grande Krater esposto alla mostra Europa Oggi del Museo Pecci di Prato (1988), nell’installazione totale alla galleria Oddi Baglioni di Roma dello stesso anno, fino alla mostra Aetatis suae alla galleria Tucci Russo di Torino (1990).
Dalla “cella” della galleria Minini, Brescia (1991), a quella del Kunstverein di Kassel (1991) e della galleria Victoria Miro (Londra 1992), come nelle 24 finestre della mostra Lux Europae di Edinburgh (1992), fino ai lavori del Castello di Girifalco, Cortona (con Thomas Schütte, 1993), l’opera di Messina si configura con l’imprevedibilità e il disincanto di un vero e proprio cantiere metafisico. Seguono negli anni Novanta, le mostre al Kunstverein di Düsseldorf, alla Villa delle Rose di Bologna, alla National Galerie di Berlino, al Museo di Erfurt, al Museo di Leeds, fino alle grandi installazioni nei Dialoghi (Maschio Angioino e Castel dell’Ovo di Napoli, 2002). Nella mostra A village and its surroundings (H. Moore Foundation, Halifax 1999) alcune installazioni includono l’uso di film-video. In La discrezione del tempo 1 (Museo Ujazdovki, Varsavia, 2002), e in Una città visibile (Modena, 2004), e poi ancora nelle Cronografie, o della città verticale (Cavallerizza Reale, Torino (2006) e in Momentanea Mens (DKM Foundation, Duisburg 2009), lo spazio-tempo dell’habitat umano tende a espandersi ulteriormente, fino alla dilatazione estrema di Hermes, film della durata di 72 ore. Infine, nella mostra alla Galleria Guidi di (Roma, 2011), come nelle opere al MACRO (Eighties are Back, Roma 2011) e nella mostra con Thomas Schütte alla Villa Massimo (Roma 2011), Messina rafforza la componente tautologica del suo lavoro e avvia una nuova riflessione sulle forze e le dimensioni dello spazio reale. Nel 2014 espone al MACRO di Roma e alla Kunsthalle di Göppingen, nel 2015 è invitato alla mostra Au rendez vous des Amis organizzata dalla Fondazione Burri a Città di Castello, nel 2016 tiene una personale presso il Regio Albergo delle Povere e il Museo Riso di Palermo e nel 2019 è invitato alla Biennale de L’Havana.

Orario di apertura:
Palazzo Collicola Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”
Appartamento Nobile e mostre temporanee
dal mercoledì al lunedì 10:30-13:00/15:30-19:00
chiuso il martedì

Dic
7
Mar
Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato
Dic 7 giorno intero
<!--:it-->Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--><!--:en-->Exhibition | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--> @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato

San Salvatore ARMONIE imPERFETTE
Mostra fotografica-documentaria a cura del Comune di Spoleto per il decennale dall’inserimento nella lista del patrimonio mondiale Unesco del sito seriale i Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.c.)

dal 25 giugno al 15 agosto
sale espositive ex Monte di Pietà via A. Saffi
dal giovedì alla domenica
10.30/13.00 – 16.30-19.00

fino al 31 dicembre
presso palazzo Mauri, biblioteca comunale G. Carducci
orari apertura biblioteca – info 0743/218801

presso la sezione dell’Archivio di Stato di Spoleto, Complesso San Matteo
mercoledì e giovedì dalle ore 10 alle ore 13
venerdì dalle ore 15 alle ore 17
sabato e domenica dalle ore 17 alle ore 20

Dic
8
Mer
Mostra | FRAMMENTI DI MEMORIE. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano
Dic 8 giorno intero

Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal 26 settembre 2021 al 6 gennaio 2022
Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina

Fino al 6 gennaio nel giardino del Teatro romano e nelle sale del Museo archeologico nazionale di Spoleto saranno esposti alcuni manufatti del piano di riuso delle macerie realizzato dall’arch. Matteo Ferroni per il Comune di Norcia, messi a confronto con alcuni reperti archeologici della Valnerina. La mostra, intitolata Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina sarà inaugurata dalla direttrice Silvia Casciarri domenica 26 settembre alle ore 11.

L’allestimento mette a confronto due modalità di ricostruzione. Da una parte la ricomposizione filologica dei frammenti archeologici in oggetti originari e dall’altra la ricomposizione dei frammenti architettonici in nuove forme e nuove funzioni.

Orario di apertura:
Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal mercoledì alla domenica 8:30–19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
chiuso lunedì e martedì

Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato
Dic 8 giorno intero
<!--:it-->Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--><!--:en-->Exhibition | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--> @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato

San Salvatore ARMONIE imPERFETTE
Mostra fotografica-documentaria a cura del Comune di Spoleto per il decennale dall’inserimento nella lista del patrimonio mondiale Unesco del sito seriale i Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.c.)

dal 25 giugno al 15 agosto
sale espositive ex Monte di Pietà via A. Saffi
dal giovedì alla domenica
10.30/13.00 – 16.30-19.00

fino al 31 dicembre
presso palazzo Mauri, biblioteca comunale G. Carducci
orari apertura biblioteca – info 0743/218801

presso la sezione dell’Archivio di Stato di Spoleto, Complesso San Matteo
mercoledì e giovedì dalle ore 10 alle ore 13
venerdì dalle ore 15 alle ore 17
sabato e domenica dalle ore 17 alle ore 20

Mostra | VITTORIO MESSINA – DISHABITAT @ Palazzo Collicola
Dic 8 giorno intero

VITTORIO MESSINA | DISHABITAT
Palazzo Collicola, dal 9 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022
a cura di Marco Tonelli e Davide Silvioli

L’inaugurazione è in programma sabato 9 ottobre alle ore 11.30.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione: cultura.turismo@comune.spoleto.pg.it

In una larga parte del suo lavoro Vittorio Messina ha sviluppato il tema dell’Habitat e del costruire, concentrando la sua attenzione sulle iconografie di “celle” e “stanze” intese come elemento base dell’architettura.

Il carattere aperto e enigmatico delle sue opere è accostabile in parte col modo di costruire il pensiero e il linguaggio del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, o coi romanzi dello scrittore praghese Franz Kafka o ancora con le teorie della fisica quantistica. Senza mai basare il suo discorso su contenuti critici, politici, sociali, economici o ideologici, l’opera di Messina è una chiara metafora del costruire l’opera d’arte come attività sempre fluida, dinamica, mobile, concreta e allo stesso tempo misteriosa, immateriale e metafisica, una sorta di cantiere attraversato dalle esigenze del presente e dalle possibilità del futuro.

Come in tante altre occasioni, dunque l’artista ha elaborato appositamente per lo spazio – in questo caso il Piano Nobile di Palazzo Collicola – un progetto specifico dal titolo Dishabitat, composto da due grandi opere pensate e realizzate per il luogo, progetto quindi che si colloca e deriva dalla natura del sito destinato ad accoglierlo, e nello stesso tempo alimenta un campo di riflessione sull’attualità delle condizioni e delle emergenze del nostro tempo.

La ricostruzione essenziale di un edificio tagliato dal pavimento stesso del Salone d’Onore di Palazzo Collicola dal titolo Dishabitat 1 (di cui si vede solo la copertura del tetto e parte del muro di sostegno in blocchetti di gasbeton), analogamente alla trasformazione della lunga Galleria in uno spazio denso di luce rossa dal titolo Dishabitat 2, definiscono un percorso abitativo in forma di cantiere all’interno di ambienti che oggi sono di natura strettamente museale, ma che in passato furono dimora e luoghi di rappresentanza della famiglia Collicola.

L’edificio, costruito dall’architetto Sebastiano Cipriani nel 1730 con annesso giardino, fu acquistato nel 1939 dal Comune di Spoleto ed è diventato poi, nel 2000, sede della Galleria d’Arte Moderna e nel 2010 anche della Pinacoteca civica.

In senso metaforico, rispetto all’idea di un habitat originario, già modificato dalla sua trasformazione in museo, Messina ne ha aggiunto un altro (di qui il termine dishabitat) di matrice concettuale e contemporanea, che rende le sue opere dei veri e propri cantieri metafisici e mentali. L’abbassamento del punto di vista della cima di una casa e la suggestione di una luce rossa provocata dal fenomeno di un allontanamento (il tipico effetto fisico del redshift gravitazionale), sono dunque per Messina forme di distanziamento dal tempo e dal luogo, ma anche di paradossale riavvicinamento al presente, e di elevazione della nostra percezione e visione del mondo.

Il progetto espositivo usufruisce della sponsorizzazione tecnica dell’azienda Leroy-Merlin e del sostegno della Galleria Nicola Pedana, mentre il catalogo della mostra verrà pubblicato nel corso dell’esposizione.

Biografia
Vittorio Messina è nato a Zafferana Etnea (Catania) nel 1946. Compie gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura di Roma, dove, alla fine degli anni Settanta, esordisce nello spazio di Sant’Agata dei Goti, punto di incontro e luogo di sperimentazione della giovane arte di quegli anni, con La Muraglia Cinese, una mostra articolata intorno all’omonimo testo kafkiano.
Fin dalle mostre alla galleria La Salita di Roma (1982), e alla galleria Locus Solus di Genova (1983), il suo lavoro si orienta verso una forma di scultura ambientale, e dopo le personali alla galleria Minini di Brescia (1985) e al PAC di Milano (1986), Messina espone le prime “celle” alla Moltkerei Werkstatt di Colonia e alla galleria Shimada di Yamaguchi (Giappone), veri e propri edifici costruiti con materiali seriali di uso edilizio, autoilluminati con lampade industriali.
Nel 1987, a Palazzo Taverna in Roma (Incontri Internazionali d’Arte), all’interno di un ciclo dove si succedono gli interventi di Maria Nordman, Bruce Naumann e Luca Maria Patella, Messina costruisce una “cella” e pubblica un testo, “Paesaggio con luce lontana”, dove affiora la tematica heisenberghiana dell’indeterminazione, già presente peraltro nella mostra Spostamenti sulla banda del rosso di Villa Romana (Firenze 1985). Da questo momento il suo lavoro si svolge con stringente continuità visionaria nel grande Krater esposto alla mostra Europa Oggi del Museo Pecci di Prato (1988), nell’installazione totale alla galleria Oddi Baglioni di Roma dello stesso anno, fino alla mostra Aetatis suae alla galleria Tucci Russo di Torino (1990).
Dalla “cella” della galleria Minini, Brescia (1991), a quella del Kunstverein di Kassel (1991) e della galleria Victoria Miro (Londra 1992), come nelle 24 finestre della mostra Lux Europae di Edinburgh (1992), fino ai lavori del Castello di Girifalco, Cortona (con Thomas Schütte, 1993), l’opera di Messina si configura con l’imprevedibilità e il disincanto di un vero e proprio cantiere metafisico. Seguono negli anni Novanta, le mostre al Kunstverein di Düsseldorf, alla Villa delle Rose di Bologna, alla National Galerie di Berlino, al Museo di Erfurt, al Museo di Leeds, fino alle grandi installazioni nei Dialoghi (Maschio Angioino e Castel dell’Ovo di Napoli, 2002). Nella mostra A village and its surroundings (H. Moore Foundation, Halifax 1999) alcune installazioni includono l’uso di film-video. In La discrezione del tempo 1 (Museo Ujazdovki, Varsavia, 2002), e in Una città visibile (Modena, 2004), e poi ancora nelle Cronografie, o della città verticale (Cavallerizza Reale, Torino (2006) e in Momentanea Mens (DKM Foundation, Duisburg 2009), lo spazio-tempo dell’habitat umano tende a espandersi ulteriormente, fino alla dilatazione estrema di Hermes, film della durata di 72 ore. Infine, nella mostra alla Galleria Guidi di (Roma, 2011), come nelle opere al MACRO (Eighties are Back, Roma 2011) e nella mostra con Thomas Schütte alla Villa Massimo (Roma 2011), Messina rafforza la componente tautologica del suo lavoro e avvia una nuova riflessione sulle forze e le dimensioni dello spazio reale. Nel 2014 espone al MACRO di Roma e alla Kunsthalle di Göppingen, nel 2015 è invitato alla mostra Au rendez vous des Amis organizzata dalla Fondazione Burri a Città di Castello, nel 2016 tiene una personale presso il Regio Albergo delle Povere e il Museo Riso di Palermo e nel 2019 è invitato alla Biennale de L’Havana.

Orario di apertura:
Palazzo Collicola Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”
Appartamento Nobile e mostre temporanee
dal mercoledì al lunedì 10:30-13:00/15:30-19:00
chiuso il martedì

Dic
9
Gio
Mostra | FRAMMENTI DI MEMORIE. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano
Dic 9 giorno intero

Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal 26 settembre 2021 al 6 gennaio 2022
Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina

Fino al 6 gennaio nel giardino del Teatro romano e nelle sale del Museo archeologico nazionale di Spoleto saranno esposti alcuni manufatti del piano di riuso delle macerie realizzato dall’arch. Matteo Ferroni per il Comune di Norcia, messi a confronto con alcuni reperti archeologici della Valnerina. La mostra, intitolata Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina sarà inaugurata dalla direttrice Silvia Casciarri domenica 26 settembre alle ore 11.

L’allestimento mette a confronto due modalità di ricostruzione. Da una parte la ricomposizione filologica dei frammenti archeologici in oggetti originari e dall’altra la ricomposizione dei frammenti architettonici in nuove forme e nuove funzioni.

Orario di apertura:
Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal mercoledì alla domenica 8:30–19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
chiuso lunedì e martedì

Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato
Dic 9 giorno intero
<!--:it-->Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--><!--:en-->Exhibition | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--> @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato

San Salvatore ARMONIE imPERFETTE
Mostra fotografica-documentaria a cura del Comune di Spoleto per il decennale dall’inserimento nella lista del patrimonio mondiale Unesco del sito seriale i Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.c.)

dal 25 giugno al 15 agosto
sale espositive ex Monte di Pietà via A. Saffi
dal giovedì alla domenica
10.30/13.00 – 16.30-19.00

fino al 31 dicembre
presso palazzo Mauri, biblioteca comunale G. Carducci
orari apertura biblioteca – info 0743/218801

presso la sezione dell’Archivio di Stato di Spoleto, Complesso San Matteo
mercoledì e giovedì dalle ore 10 alle ore 13
venerdì dalle ore 15 alle ore 17
sabato e domenica dalle ore 17 alle ore 20

Mostra | VITTORIO MESSINA – DISHABITAT @ Palazzo Collicola
Dic 9 giorno intero

VITTORIO MESSINA | DISHABITAT
Palazzo Collicola, dal 9 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022
a cura di Marco Tonelli e Davide Silvioli

L’inaugurazione è in programma sabato 9 ottobre alle ore 11.30.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione: cultura.turismo@comune.spoleto.pg.it

In una larga parte del suo lavoro Vittorio Messina ha sviluppato il tema dell’Habitat e del costruire, concentrando la sua attenzione sulle iconografie di “celle” e “stanze” intese come elemento base dell’architettura.

Il carattere aperto e enigmatico delle sue opere è accostabile in parte col modo di costruire il pensiero e il linguaggio del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, o coi romanzi dello scrittore praghese Franz Kafka o ancora con le teorie della fisica quantistica. Senza mai basare il suo discorso su contenuti critici, politici, sociali, economici o ideologici, l’opera di Messina è una chiara metafora del costruire l’opera d’arte come attività sempre fluida, dinamica, mobile, concreta e allo stesso tempo misteriosa, immateriale e metafisica, una sorta di cantiere attraversato dalle esigenze del presente e dalle possibilità del futuro.

Come in tante altre occasioni, dunque l’artista ha elaborato appositamente per lo spazio – in questo caso il Piano Nobile di Palazzo Collicola – un progetto specifico dal titolo Dishabitat, composto da due grandi opere pensate e realizzate per il luogo, progetto quindi che si colloca e deriva dalla natura del sito destinato ad accoglierlo, e nello stesso tempo alimenta un campo di riflessione sull’attualità delle condizioni e delle emergenze del nostro tempo.

La ricostruzione essenziale di un edificio tagliato dal pavimento stesso del Salone d’Onore di Palazzo Collicola dal titolo Dishabitat 1 (di cui si vede solo la copertura del tetto e parte del muro di sostegno in blocchetti di gasbeton), analogamente alla trasformazione della lunga Galleria in uno spazio denso di luce rossa dal titolo Dishabitat 2, definiscono un percorso abitativo in forma di cantiere all’interno di ambienti che oggi sono di natura strettamente museale, ma che in passato furono dimora e luoghi di rappresentanza della famiglia Collicola.

L’edificio, costruito dall’architetto Sebastiano Cipriani nel 1730 con annesso giardino, fu acquistato nel 1939 dal Comune di Spoleto ed è diventato poi, nel 2000, sede della Galleria d’Arte Moderna e nel 2010 anche della Pinacoteca civica.

In senso metaforico, rispetto all’idea di un habitat originario, già modificato dalla sua trasformazione in museo, Messina ne ha aggiunto un altro (di qui il termine dishabitat) di matrice concettuale e contemporanea, che rende le sue opere dei veri e propri cantieri metafisici e mentali. L’abbassamento del punto di vista della cima di una casa e la suggestione di una luce rossa provocata dal fenomeno di un allontanamento (il tipico effetto fisico del redshift gravitazionale), sono dunque per Messina forme di distanziamento dal tempo e dal luogo, ma anche di paradossale riavvicinamento al presente, e di elevazione della nostra percezione e visione del mondo.

Il progetto espositivo usufruisce della sponsorizzazione tecnica dell’azienda Leroy-Merlin e del sostegno della Galleria Nicola Pedana, mentre il catalogo della mostra verrà pubblicato nel corso dell’esposizione.

Biografia
Vittorio Messina è nato a Zafferana Etnea (Catania) nel 1946. Compie gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura di Roma, dove, alla fine degli anni Settanta, esordisce nello spazio di Sant’Agata dei Goti, punto di incontro e luogo di sperimentazione della giovane arte di quegli anni, con La Muraglia Cinese, una mostra articolata intorno all’omonimo testo kafkiano.
Fin dalle mostre alla galleria La Salita di Roma (1982), e alla galleria Locus Solus di Genova (1983), il suo lavoro si orienta verso una forma di scultura ambientale, e dopo le personali alla galleria Minini di Brescia (1985) e al PAC di Milano (1986), Messina espone le prime “celle” alla Moltkerei Werkstatt di Colonia e alla galleria Shimada di Yamaguchi (Giappone), veri e propri edifici costruiti con materiali seriali di uso edilizio, autoilluminati con lampade industriali.
Nel 1987, a Palazzo Taverna in Roma (Incontri Internazionali d’Arte), all’interno di un ciclo dove si succedono gli interventi di Maria Nordman, Bruce Naumann e Luca Maria Patella, Messina costruisce una “cella” e pubblica un testo, “Paesaggio con luce lontana”, dove affiora la tematica heisenberghiana dell’indeterminazione, già presente peraltro nella mostra Spostamenti sulla banda del rosso di Villa Romana (Firenze 1985). Da questo momento il suo lavoro si svolge con stringente continuità visionaria nel grande Krater esposto alla mostra Europa Oggi del Museo Pecci di Prato (1988), nell’installazione totale alla galleria Oddi Baglioni di Roma dello stesso anno, fino alla mostra Aetatis suae alla galleria Tucci Russo di Torino (1990).
Dalla “cella” della galleria Minini, Brescia (1991), a quella del Kunstverein di Kassel (1991) e della galleria Victoria Miro (Londra 1992), come nelle 24 finestre della mostra Lux Europae di Edinburgh (1992), fino ai lavori del Castello di Girifalco, Cortona (con Thomas Schütte, 1993), l’opera di Messina si configura con l’imprevedibilità e il disincanto di un vero e proprio cantiere metafisico. Seguono negli anni Novanta, le mostre al Kunstverein di Düsseldorf, alla Villa delle Rose di Bologna, alla National Galerie di Berlino, al Museo di Erfurt, al Museo di Leeds, fino alle grandi installazioni nei Dialoghi (Maschio Angioino e Castel dell’Ovo di Napoli, 2002). Nella mostra A village and its surroundings (H. Moore Foundation, Halifax 1999) alcune installazioni includono l’uso di film-video. In La discrezione del tempo 1 (Museo Ujazdovki, Varsavia, 2002), e in Una città visibile (Modena, 2004), e poi ancora nelle Cronografie, o della città verticale (Cavallerizza Reale, Torino (2006) e in Momentanea Mens (DKM Foundation, Duisburg 2009), lo spazio-tempo dell’habitat umano tende a espandersi ulteriormente, fino alla dilatazione estrema di Hermes, film della durata di 72 ore. Infine, nella mostra alla Galleria Guidi di (Roma, 2011), come nelle opere al MACRO (Eighties are Back, Roma 2011) e nella mostra con Thomas Schütte alla Villa Massimo (Roma 2011), Messina rafforza la componente tautologica del suo lavoro e avvia una nuova riflessione sulle forze e le dimensioni dello spazio reale. Nel 2014 espone al MACRO di Roma e alla Kunsthalle di Göppingen, nel 2015 è invitato alla mostra Au rendez vous des Amis organizzata dalla Fondazione Burri a Città di Castello, nel 2016 tiene una personale presso il Regio Albergo delle Povere e il Museo Riso di Palermo e nel 2019 è invitato alla Biennale de L’Havana.

Orario di apertura:
Palazzo Collicola Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”
Appartamento Nobile e mostre temporanee
dal mercoledì al lunedì 10:30-13:00/15:30-19:00
chiuso il martedì

Dic
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Ven
Mostra | FRAMMENTI DI MEMORIE. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano
Dic 10 giorno intero

Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal 26 settembre 2021 al 6 gennaio 2022
Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina

Fino al 6 gennaio nel giardino del Teatro romano e nelle sale del Museo archeologico nazionale di Spoleto saranno esposti alcuni manufatti del piano di riuso delle macerie realizzato dall’arch. Matteo Ferroni per il Comune di Norcia, messi a confronto con alcuni reperti archeologici della Valnerina. La mostra, intitolata Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina sarà inaugurata dalla direttrice Silvia Casciarri domenica 26 settembre alle ore 11.

L’allestimento mette a confronto due modalità di ricostruzione. Da una parte la ricomposizione filologica dei frammenti archeologici in oggetti originari e dall’altra la ricomposizione dei frammenti architettonici in nuove forme e nuove funzioni.

Orario di apertura:
Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal mercoledì alla domenica 8:30–19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
chiuso lunedì e martedì

Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato
Dic 10 giorno intero
<!--:it-->Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--><!--:en-->Exhibition | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--> @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato

San Salvatore ARMONIE imPERFETTE
Mostra fotografica-documentaria a cura del Comune di Spoleto per il decennale dall’inserimento nella lista del patrimonio mondiale Unesco del sito seriale i Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.c.)

dal 25 giugno al 15 agosto
sale espositive ex Monte di Pietà via A. Saffi
dal giovedì alla domenica
10.30/13.00 – 16.30-19.00

fino al 31 dicembre
presso palazzo Mauri, biblioteca comunale G. Carducci
orari apertura biblioteca – info 0743/218801

presso la sezione dell’Archivio di Stato di Spoleto, Complesso San Matteo
mercoledì e giovedì dalle ore 10 alle ore 13
venerdì dalle ore 15 alle ore 17
sabato e domenica dalle ore 17 alle ore 20

Mostra | VITTORIO MESSINA – DISHABITAT @ Palazzo Collicola
Dic 10 giorno intero

VITTORIO MESSINA | DISHABITAT
Palazzo Collicola, dal 9 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022
a cura di Marco Tonelli e Davide Silvioli

L’inaugurazione è in programma sabato 9 ottobre alle ore 11.30.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione: cultura.turismo@comune.spoleto.pg.it

In una larga parte del suo lavoro Vittorio Messina ha sviluppato il tema dell’Habitat e del costruire, concentrando la sua attenzione sulle iconografie di “celle” e “stanze” intese come elemento base dell’architettura.

Il carattere aperto e enigmatico delle sue opere è accostabile in parte col modo di costruire il pensiero e il linguaggio del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, o coi romanzi dello scrittore praghese Franz Kafka o ancora con le teorie della fisica quantistica. Senza mai basare il suo discorso su contenuti critici, politici, sociali, economici o ideologici, l’opera di Messina è una chiara metafora del costruire l’opera d’arte come attività sempre fluida, dinamica, mobile, concreta e allo stesso tempo misteriosa, immateriale e metafisica, una sorta di cantiere attraversato dalle esigenze del presente e dalle possibilità del futuro.

Come in tante altre occasioni, dunque l’artista ha elaborato appositamente per lo spazio – in questo caso il Piano Nobile di Palazzo Collicola – un progetto specifico dal titolo Dishabitat, composto da due grandi opere pensate e realizzate per il luogo, progetto quindi che si colloca e deriva dalla natura del sito destinato ad accoglierlo, e nello stesso tempo alimenta un campo di riflessione sull’attualità delle condizioni e delle emergenze del nostro tempo.

La ricostruzione essenziale di un edificio tagliato dal pavimento stesso del Salone d’Onore di Palazzo Collicola dal titolo Dishabitat 1 (di cui si vede solo la copertura del tetto e parte del muro di sostegno in blocchetti di gasbeton), analogamente alla trasformazione della lunga Galleria in uno spazio denso di luce rossa dal titolo Dishabitat 2, definiscono un percorso abitativo in forma di cantiere all’interno di ambienti che oggi sono di natura strettamente museale, ma che in passato furono dimora e luoghi di rappresentanza della famiglia Collicola.

L’edificio, costruito dall’architetto Sebastiano Cipriani nel 1730 con annesso giardino, fu acquistato nel 1939 dal Comune di Spoleto ed è diventato poi, nel 2000, sede della Galleria d’Arte Moderna e nel 2010 anche della Pinacoteca civica.

In senso metaforico, rispetto all’idea di un habitat originario, già modificato dalla sua trasformazione in museo, Messina ne ha aggiunto un altro (di qui il termine dishabitat) di matrice concettuale e contemporanea, che rende le sue opere dei veri e propri cantieri metafisici e mentali. L’abbassamento del punto di vista della cima di una casa e la suggestione di una luce rossa provocata dal fenomeno di un allontanamento (il tipico effetto fisico del redshift gravitazionale), sono dunque per Messina forme di distanziamento dal tempo e dal luogo, ma anche di paradossale riavvicinamento al presente, e di elevazione della nostra percezione e visione del mondo.

Il progetto espositivo usufruisce della sponsorizzazione tecnica dell’azienda Leroy-Merlin e del sostegno della Galleria Nicola Pedana, mentre il catalogo della mostra verrà pubblicato nel corso dell’esposizione.

Biografia
Vittorio Messina è nato a Zafferana Etnea (Catania) nel 1946. Compie gli studi all’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura di Roma, dove, alla fine degli anni Settanta, esordisce nello spazio di Sant’Agata dei Goti, punto di incontro e luogo di sperimentazione della giovane arte di quegli anni, con La Muraglia Cinese, una mostra articolata intorno all’omonimo testo kafkiano.
Fin dalle mostre alla galleria La Salita di Roma (1982), e alla galleria Locus Solus di Genova (1983), il suo lavoro si orienta verso una forma di scultura ambientale, e dopo le personali alla galleria Minini di Brescia (1985) e al PAC di Milano (1986), Messina espone le prime “celle” alla Moltkerei Werkstatt di Colonia e alla galleria Shimada di Yamaguchi (Giappone), veri e propri edifici costruiti con materiali seriali di uso edilizio, autoilluminati con lampade industriali.
Nel 1987, a Palazzo Taverna in Roma (Incontri Internazionali d’Arte), all’interno di un ciclo dove si succedono gli interventi di Maria Nordman, Bruce Naumann e Luca Maria Patella, Messina costruisce una “cella” e pubblica un testo, “Paesaggio con luce lontana”, dove affiora la tematica heisenberghiana dell’indeterminazione, già presente peraltro nella mostra Spostamenti sulla banda del rosso di Villa Romana (Firenze 1985). Da questo momento il suo lavoro si svolge con stringente continuità visionaria nel grande Krater esposto alla mostra Europa Oggi del Museo Pecci di Prato (1988), nell’installazione totale alla galleria Oddi Baglioni di Roma dello stesso anno, fino alla mostra Aetatis suae alla galleria Tucci Russo di Torino (1990).
Dalla “cella” della galleria Minini, Brescia (1991), a quella del Kunstverein di Kassel (1991) e della galleria Victoria Miro (Londra 1992), come nelle 24 finestre della mostra Lux Europae di Edinburgh (1992), fino ai lavori del Castello di Girifalco, Cortona (con Thomas Schütte, 1993), l’opera di Messina si configura con l’imprevedibilità e il disincanto di un vero e proprio cantiere metafisico. Seguono negli anni Novanta, le mostre al Kunstverein di Düsseldorf, alla Villa delle Rose di Bologna, alla National Galerie di Berlino, al Museo di Erfurt, al Museo di Leeds, fino alle grandi installazioni nei Dialoghi (Maschio Angioino e Castel dell’Ovo di Napoli, 2002). Nella mostra A village and its surroundings (H. Moore Foundation, Halifax 1999) alcune installazioni includono l’uso di film-video. In La discrezione del tempo 1 (Museo Ujazdovki, Varsavia, 2002), e in Una città visibile (Modena, 2004), e poi ancora nelle Cronografie, o della città verticale (Cavallerizza Reale, Torino (2006) e in Momentanea Mens (DKM Foundation, Duisburg 2009), lo spazio-tempo dell’habitat umano tende a espandersi ulteriormente, fino alla dilatazione estrema di Hermes, film della durata di 72 ore. Infine, nella mostra alla Galleria Guidi di (Roma, 2011), come nelle opere al MACRO (Eighties are Back, Roma 2011) e nella mostra con Thomas Schütte alla Villa Massimo (Roma 2011), Messina rafforza la componente tautologica del suo lavoro e avvia una nuova riflessione sulle forze e le dimensioni dello spazio reale. Nel 2014 espone al MACRO di Roma e alla Kunsthalle di Göppingen, nel 2015 è invitato alla mostra Au rendez vous des Amis organizzata dalla Fondazione Burri a Città di Castello, nel 2016 tiene una personale presso il Regio Albergo delle Povere e il Museo Riso di Palermo e nel 2019 è invitato alla Biennale de L’Havana.

Orario di apertura:
Palazzo Collicola Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”
Appartamento Nobile e mostre temporanee
dal mercoledì al lunedì 10:30-13:00/15:30-19:00
chiuso il martedì

Dic
11
Sab
Mostra | FRAMMENTI DI MEMORIE. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina @ Museo archeologico nazionale di Spoleto e Teatro romano
Dic 11 giorno intero

Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal 26 settembre 2021 al 6 gennaio 2022
Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina

Fino al 6 gennaio nel giardino del Teatro romano e nelle sale del Museo archeologico nazionale di Spoleto saranno esposti alcuni manufatti del piano di riuso delle macerie realizzato dall’arch. Matteo Ferroni per il Comune di Norcia, messi a confronto con alcuni reperti archeologici della Valnerina. La mostra, intitolata Frammenti di memorie. Ricostruzioni tra architettura e archeologia in Valnerina sarà inaugurata dalla direttrice Silvia Casciarri domenica 26 settembre alle ore 11.

L’allestimento mette a confronto due modalità di ricostruzione. Da una parte la ricomposizione filologica dei frammenti archeologici in oggetti originari e dall’altra la ricomposizione dei frammenti architettonici in nuove forme e nuove funzioni.

Orario di apertura:
Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto
dal mercoledì alla domenica 8:30–19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
chiuso lunedì e martedì

Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato
Dic 11 giorno intero
<!--:it-->Mostra | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--><!--:en-->Exhibition | San Salvatore ARMONIE imPERFETTE<!--:--> @ Monte di Pietà, Palazzo Mauri, Archivio di Stato

San Salvatore ARMONIE imPERFETTE
Mostra fotografica-documentaria a cura del Comune di Spoleto per il decennale dall’inserimento nella lista del patrimonio mondiale Unesco del sito seriale i Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.c.)

dal 25 giugno al 15 agosto
sale espositive ex Monte di Pietà via A. Saffi
dal giovedì alla domenica
10.30/13.00 – 16.30-19.00

fino al 31 dicembre
presso palazzo Mauri, biblioteca comunale G. Carducci
orari apertura biblioteca – info 0743/218801

presso la sezione dell’Archivio di Stato di Spoleto, Complesso San Matteo
mercoledì e giovedì dalle ore 10 alle ore 13
venerdì dalle ore 15 alle ore 17
sabato e domenica dalle ore 17 alle ore 20

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