Long Ago in Spoleto

1902: prima della ferrovia, quando si andava da Spoleto a Norcia con le automobili a vapore

«Fra la città di Spoleto e Norcia esiste attualmente un servizio di diligenze, il quale collega i paesi di Piedipaterno, Cerreto, Triponzo e Serravalle situati lungo il percorso […] Essendo stato proposto di sostituire all’attuale servizio con diligenza a cavalli, un servizio con automobili, ed avendo noi ricevuto l’incarico dal Municipio di Spoleto di studiare la possibilità tecnica di una tale sostituzione, riferiamo quanto appresso»: si apre così una relazione di progetto, datata novembre 1901, in merito ad un nuovo servizio di collegamento automobilistico tra Spoleto e Norcia.

A cavallo tra ‘800 e ‘900, con l’incedere inarrestabile e pervasivo dello sviluppo tecnologico, sulla scia delle grandi innovazioni scientifiche figlie della seconda rivoluzione industriale, anche la città di Spoleto intraprende una serie di azioni per stare al passo con i tempi e intercettare le magnifiche sorti e progressive della modernità. Così, oltre all’illuminazione pubblica e all’introduzione del telefono, si cerca di sfruttare le capacità straordinarie di un nuovo portento, l’automobile, per risolvere il problema dei collegamenti e abbattere l’isolamento tra i territori.

Svanito, per eccesso di ambizione, complicanze di natura tecnica e insostenibilità dei costi, il progetto di una linea ferroviaria capace di raggiungere il Piceno, si pensò di limitare il raggio dei collegamenti decidendo per il momento di collegare Spoleto con la Valnerina, arrivando fino a Norcia e sostituendo la trazione animale con l’inedita velocità e la capacità dinamica consentita dai nuovi mezzi automobilistici.

La relazione del progetto che apre il libello, conservato alla Biblioteca Carducci, porta la firma di Vittorio Arcioni, un brillante ingegnere spoletino – destinato in breve tempo a grandi cose con la Olivetti – incaricato dall’ex sindaco di Spoleto Tito Sinibaldi di redigere un documento di fattibilità dell’impresa. All’interno del fascicolo, oltre all’intervento di Arcioni – che prevede un costo di investimento di 100mila lire e che si pronuncia a favore del ricorso ad automobili con motore a vapore piuttosto che elettrico o a benzina – si trova uno scritto dello stesso Sinibaldi che in quel momento, poiché impegnato quasi a tempo pieno come Deputato alla Camera, ricopre la carica di assessore supplente della Giunta comunale capeggiata da Oliviero Sansi. Sinibaldi confronta la relazione e il preventivo di Arcioni con i dati dell’ingegner Bernasconi, rappresentante della casa francese “De Dion Bouton”, una delle prime industrie automobilistiche e produttrice delle tre vetture (due in funzione e una di riserva) con motore a vapore di 35 cavalli e 20 posti passeggero, scelte per il servizio e già testate un mese prima con un primo viaggio sperimentatale, effettuato il 2 ottobre.

I costi non sono affatto contenuti ma Sinibaldi, propugnatore instancabile della modernizzazione della città e del territorio, è fiducioso che gli ammanchi iniziali, calcolati intorno alle 10mila lire, possano essere assorbiti grazie al sostegno dei municipi interessati e al numero sempre maggiore dei passeggeri che saranno attirati dall’esercizio. E così, tra entusiasmi di massa, manifestazioni di giubilo e articoli celebrativi (come quello su uno dei primi numeri del settimanale “La Stampa Sportiva”) il servizio automobilistico tra Spoleto e Norcia, uno dei i primi in Italia, può essere ufficialmente inaugurato il 12 ottobre 1902.

Peccato che l’ottimismo presto scolori nella rassegnazione: i costi di gestione si riveleranno quasi subito proibitivi, gli incidenti lungo il percorso preoccupanti e le problematiche di natura tecnica malamente risolvibili. Dopo pochi anni, nel 1905, il servizio sarà affidato a privati mentre dal 1909 le auto a vapore verranno sostituite con quelle a benzina.

Le costanti e sempre maggiori difficoltà del collegamento automobilistico preluderanno ad un nuovo progetto e a una diversa soluzione, coincidente con la vecchia idea della linea ferroviaria. È l’embrione della mitica ferrovia Spoleto-Norcia, il cui progetto viene consegnato nel 1909. Ma questa è un’altra storia… che però abbiamo già raccontato, proprio in questa rubrica, e che è possibile leggere seguendo questo link.

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