VISIONI D’AUTORE – Presentazione film SEMBRA MIO FIGLIO di Costanza Quatriglio

Quando:
30 Settembre 2018@21:30
2018-09-30T21:30:00+02:00
2018-09-30T22:00:00+02:00
Dove:
Cinéma Sala Pegasus
Piazza G.Bovio
1, 06049 Spoleto PG
Italia
<!--:it-->VISIONI D'AUTORE - Presentazione film SEMBRA MIO FIGLIO di Costanza Quatriglio<!--:--> @ Cinéma Sala Pegasus | Spoleto | Umbria | Italia

Visioni d’Autore è organizzato da Comune Di Spoleto, MAIA Associazione Culturale e Cinéma Sala Pegasus.
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Domenica 30 settembre alle ore 21.30 nuovo appuntamento con #VisionidAutore al Cinéma Sala Pegasus.

▶ La regista Costanza Quatriglio sarà a Spoleto con il suo nuovo film ● SEMBRA MIO FIGLIO ● presentato fuori concorso al 71mo Festival di Locarno.

Il film racconta la storia di Ismail (Basir Ahang), sfuggito alle persecuzioni in Afghanistan quando era ancora un bambino e, da allora, alla ricerca della madre perduta. Un’occasione per la regista Costanza Quatriglio per mettere sotto i riflettori del cinema la tragedia del genocidio del popolo Hazara, che oggi conta quasi 8 milioni di persone e che, in Pakistan come in Afghanistan, è stato ciclicamente colpito da attacchi di gruppi terroristici sunniti: «Il mio è un film che apre domande e che, volutamente, non offre risposte. È nato da un corto, fatto nel 2009, e ho capito quanto fosse giusto girarlo ascoltando i racconti di chi ha vissuto lo strappo dalla propria terra e dalla propria madre». Le radici della narrazione, spiega la regista, sono nel destino di «un’etnia che forse oggi è tra le più perseguitate al mondo, anche se di questa gente, originariamente buddista e oggi perlopiù di fede sciita, pochi sanno e vogliono sapere».

▶ Al termine della proiezione Q&A con la regista e Roberto Lazzerini, formatore esperto di cinema.
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“Costanza Quatriglio è una personalità di rara costanza, professionalmente e umanamente, ha fornito prove molto convincenti della sua fiducia nel cinema come strumento etico per capire la realtà. La nuova prova è ‘Sembra mio figlio’ (…) viaggio di estrema fatica morale e materiale, un viaggio all’indietro nel suo inconscio fino a trovarsi tra donne in attesa di deportazione: scena magica. Non c’è alcuna retorica: immagini, silenzi, sguardi sono eloquenti e il volto di Ismail (Basir Ahgang) è quello di tutti noi, figlio di ognuno.” (Maurizio Porro, ‘Corriere della Sera’, 20 settembre 2018)
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IL FILM
● Sfuggito alle persecuzioni in Afghanistan quando era ancora bambino, Ismail vive in Europa con il fratello Hassan. La madre, che non ha mai smesso di attendere notizie dei suoi figli, oggi non lo riconosce. Dopo diverse e inquiete telefonate, Ismail andrà incontro al destino della sua famiglia facendo i conti con l’insensatezza della guerra e con la storia del suo popolo, il popolo Hazara.
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NOTE DI REGIA
● Un figlio si rivolge alla madre creduta morta fino a quel momento, ma lei non lo riconosce. Da quell’istante una forza misteriosa lo porta alla ricerca del modo per ricongiungersi a lei.
Il corpo di Ismail, la mitezza del suo viso, la sua voce sospesa tra gli angoli più angusti dell’Europa, ci conducono in un altrove che ci appartiene molto di più di quanto siamo disposti a immaginare: dall’evocazione di posti lontani nel tempo e nello spazio a una concretezza fatta di carne e sangue, il film viaggia alla ricerca di risposte che non esistono; ad esistere è la possibilità, per Ismail, di prendersi la parola, quella parola negata perché nessuno, fino a quel momento, l’ha ascoltata. Nella lingua madre riconosciamo la lingua del mondo, della pietà antica che non ha patria né paese né confini né frontiere.
Costanza Quatriglio

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