Cajamarca in Perù

Cajamarca è una città dell’altopiano settentrionale del Perù, situata a circa 2.700 metri di quota. È capitale dell’omonima regione peruviana e conta una popolazione di circa 153.466 abitanti che la qualifica come la principale città nel settentrione del Paese. L’attuale denominazione della località peruviana trae origine da quella antica che in lingua quechua suona Caxamalca. La sua fondazione, remota quanto quella di Cuzco e Quito, precede l’invasione dei conquistadores ed è databile intorno al 1370.
Nel 1986 l’Organizzazione degli Stati Americani ha dichiarato la città Patrimonio storico e culturale delle Americhe.

Storia
Cajamarca viene ricordata soprattutto per le vicende storiche legate alla colonizzazione spagnola e alla fine dell’Impero Inca note come Fatti di Cajamarca.
In questa città, il 16 novembre 1532, gli uomini di Francisco Pizarro incontrarono l’imperatore Atahualpa che reggeva l’Impero Inca come monarca assoluto ed era venerato come un dio dai connazionali. Il piccolo drappello spagnolo catturò in breve tempo Atahualpa, che cadde così nell’imboscata che gli era stata tesa, e dopo aver ricevuto una enorme somma per il suo riscatto decise ugualmente di giustiziarlo. Da questo momento comincia la conquista europea della regione e la città di cajamarca diventa la piazzaforte dell’esercito spagnolo; da qui partirono e irradiarono in tutto il Perù le spedizioni di conquista che allargarono il dominio del Re di Spagna.

El Cuarto del Rescate
A Cajamarca, in una stanza che tuttora esiste dalle dimensioni approssimative di 6 metri per 4, l’imperatore a colloquio con Pizarro addivenne ad un compromesso, gravosissimo ma non irrealizzabile. Atahualpa con un pezzo di mattone, levatosi in piedi, tracciò una riga rossa ad altezza di braccio teso in alto e promise di far riempire la stanza fino alla riga di oro raccolto in tutto l’impero in pagamento per il suo rilascio.

Pizarro accettò e promise che solo al raggiungimento della riga rossa l’illustre ospite sarebbe stato liberato. Partirono immediati ordini per tutto il vasto impero per raccogliere tutto l’oro possibile in qualsiasi parte esso si trovasse. Templi furono svuotati, tra le lacrime e la disperazione di sacerdoti e popolo, forzieri furono demoliti e lunghe carovane di indios portarono in spalla pesanti fardelli del prezioso metallo verso Caxamalca. Il pavimento era già abbondantemente coperto e il livello era ormai all’altezza di un ginocchio d’uomo. I soldati avidi di quell’oro sbirciavano attraverso la porta ogni qualvolta carichi d’oro venivano aggiunti e prima che la porta venisse ben serrata con robusti catenacci dalle guardie spagnole. Ma le cose andavano per le lunghe.

La pazienza delle soldataglie spagnole non era certo tra quelle proverbiali quando l’oro “urlava” scintillando nel buio e la sopravvivenza di ogni giorno era precaria e difficile. Il malcontento per tanta attesa aumentò in modo intollerabile. Le richieste di “incominciare a suddividere quanto è già stato depositato” si moltiplicarono e alla fine Pizarro, temendo diserzioni e rivolte, distribuì l’oro ai soldati. Seguirà l’uccisione di Atahualpa e la conquista finale dell’impero.

La sala del riscatto rimase intatta. Passarono i secoli e fu adibita ad usi diversi, deposito di materiali vari, ricovero per animali ed anche scuola elementare. La traccia rossa rimase in alto e ancora oggi è ben visibile (venendo, di tanto in tanto, opportunamente ravvivata ad uso dei turisti).

È comunque opportuno precisare che i maggiori studiosi di civiltà incaica sono concordi nel ritenere che la stanza in questione non sia quella originaria in cui fu rinchiuso l’Inca prigioniero.

Tra i principali siti d’interesse, oltre alla Sala del Riscatto, figurano la Piazza delle Armi e la Cattedrale.

La Piazza delle Armi è il luogo dove gli spagnoli strangolarono Atahualpa nel 1533. In febbraio si celebra lì il Carnevale più importante e colorato del Perù.

La Cattedrale è il primo edificio religioso edificato in risposta al Decreto Reale del 26 di dicembre del 1665 che ordinava lo stabilimento di una parrocchia spagnola nella città di Cajamarca. Furono necessari circa 250 anni per costruire la cattedrale attuale con le sue 2 torri mozze, anche se il campanile non fu mai edificato.

Città gemellata con Spoleto dal 2010.

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