Da Spoleto a Patrico a Monte Fionchi

La “Strada dei Patricani”, sentiero n. 6, si diparte dalla Strada Statale Flaminia poco a sud di Spoleto. Attraversato il Torrente Tessino si lascia la strada che prosegue lungo il Fosso di Vallecchia risalendo tra grandi querce fino ad alcuni insediamenti rurali. Da qui ci s’inoltra in un bosco di leccio;  raggiunto il crinale si continua lungo una strada carrabile che lambisce il convento di Sant’Anna. È questo il luogo scelto dai Cappuccini nel 1541 per il loro primo convento spoletino, trent’anni prima cioè che costruissero quello di colle Attivoli, più spazioso e vicino alla città. Dopo un tratto piuttosto ripido si sale più gradualmente fino al valico da cui parte il sentiero n. 7 per Casa San Bettone e le Aie; la prima, ridotta a rudere, è dominata da una lunga parete di calcare massiccio alla cui base alcune cavità vennero utilizzate come insediamenti eremitici.

Procedendo si arriva a Patrico, antica villa di transito sul percorso Spoleto-Ancaiano. La parte antica del paese conserva i caratteri dell’edilizia quattro-cinquecentesca (case generalmente in pietra, talvolta dalle mura perimetrali curve). L’edificio più antico è la chiesa di San Crisanto. La dedica è a uno dei primi vescovi di Spoleto e l’unica che si sia conservata in tutta la vasta diocesi. Sebbene i caratteri generali dell’edificio rimandino al XIV-XV secolo, alcuni particolari ne dimostrano un’origine più antica, precedente al paese stesso. Anche la nascita di Patrico si legherebbe all’esistenza di una chiesa o cappella isolata. A sud del paese, su di un’altura che sovrasta la piccola valle denominata “campo di Lalle”, sono i ruderi della “Torraccia”: resti di murature a terra lasciano pensare che si tratti delle superstiti tracce di un piccolo castello due-trecentesco.

Oltrepassato il paese si prosegue per la strada carrabile e dopo 500 m s’incrocia il Sentiero dei Castellieri (S. C.), fortificazioni protostoriche costruite sulle alture, piuttosto diffuse sui pascoli dei monti intorno a Spoleto. Volendo far ritorno alla città compiendo un circuito, si prosegue a sinistra per scendere poi a Castelmonte e quindi lungo tutta la Valcieca per il sentiero n. 3. Proseguendo a destra ci si dirige invece verso Monte Fionchi.

Raggiunta una fonte si sale diretti alla piccola sella e si prosegue per raggiungere Monte Fionchi. Quest’area è una “zona di protezione speciale” (ZPS): i suoi pascoli sono infatti abitati da molte specie rare e minacciate, come il falco pecchiaiolo, il biancone, l’aquila reale, il lanario, il pellegrino, il codirossone e lo zigolo muciatto.

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