Ponte Sanguinario

Il Ponte Sanguinario appartiene alla serie di monumenti, civili e religiosi, sorti nella città di Spoleto nella fase imperiale romana (27 a.C. – 395 d.C.), seguita al raggiungimento della cittadinanza romanacon la Lex Iulia del 90 a.C., in cui si ebbe una fioritura testimoniata da notevoli edifici: la Casa Romana; l’Anfiteatro, l’Arco di Druso; i resti del tempio nell’area del Foro (attuale piazza del Mercato).

Il Ponte si colloca alle pendici settentrionali dell’abitato, nell’area adiacente a piazza Garibaldi ed era sorto per consentire l’attraversamento del torrente Tessino, da dove il tracciato interno della strada Flaminia si dirigeva verso l’attuale via Cerquiglia o in direzione dell’attuale via Flaminia. La successiva trasformazione del luogo aveva portato ad un progressivo, completo  interramento del monumento, dopo che il torrente aveva deviato gradualmente il suo corso verso nord.

In occasione dei lavori per il rifacimento della porta San Gregorio, a partire dal 1817, riemersero le strutture del ponte, di cui non si conservava la memoria. La notizia destò infatti un grande stupore, segno che la funzione di attraversamento fluviale era venuta meno da lungo tempo.

Dopo ingenti lavori di consolidamento nel 1846 venne ricoperto ed assunse l’assetto attuale.

Il Ponte, nella parte superstite, risulta completamente interrato al di sotto del livello stradale, e si raggiunge attraverso una scala. Si presenta formato da due arcate a tutto sesto in travertino, di cui non è possibile rilevare l’altezza complessiva a causa dell’interramento. Gli studiosi hanno ipotizzato che in origine fosse costituito da tre arcate: una centrale più ampia, corrispondente a quella attualmente a sinistra, e due laterali meno ampie, di cui si conserva solo quella di destra. Una terza doveva infatti estendersi verso Corso Garibaldi, ma nei lavori di costruzione della porta, per il terrapieno creato, rimase interrata. L’ampiezza differente delle due arcate superstiti confermerebbe questa ipotesi. Quanto invece al piano di calpestio sovrastante si ipotizza che fosse realizzato in pietra.

Le testimonianze sul ponte, desumibili dalle fonti scritte, lo attestano almeno in epoca longobarda. Paolo Diacono, nell’VIII secolo, ne parla ricordando il suo utilizzo da parte di Liutprando. Lo Statuto comunale del 1296 riporta la notizia di lavori compiuti per regimentare il corso del Tessino sotto il ponte di San Gregorio.

La tradizione attribuisce diversi significati all’appellativo “sanguinario” che potrebbe riferirsi al sangue dei martiri cristiani, le cui esecuzioni avvenivano in quel luogo, come era accaduto per il patrono di Spoleto, San Ponziano; oppure potrebbe essere una derivazione del termine Sandapilarius (così era denominata la porta del vicino Anfiteatro romano).

Indirizzo: Piazza della Vittoria

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