Spoletosphere – R. B. Fuller

La Spoletosfera, collocata in un’area verde tra Viale Matteotti e Viale Martiri della Resistenza, fu realizzata dall’architetto Buckminster Fuller (1895-1983) in occasione del X° Festival dei Due Mondi di Spoleto. In concomitanza, Giovanni Carandente allestiva la mostra “Le strutture di Fuller: 40 anni di ricerca architettonica, 1927-1967″.

L’opera donata dall’architetto alla città di Spoleto è oggi divenuta parte integrante del paesaggio urbano: il connubio antico/moderno ha funzionato ancora dopo l’avventura di Sculture nella città, nel 1962. Fuller brevettò la cupola geodetica nel 1954. Questo termine si riferiva ad una struttura basata sull’estensione di alcuni principi base dei solidi semplici ( tetraedro, ottaedro e solidi con numero di facce maggiori ) che possano considerarsi approssimazione della sfera. Ne risultò un’opera estremamente leggera ed allo stesso tempo stabile. Le cupole diedero fama a Fuller; a tutt’oggi ce ne sono in uso in Giappone e negli Stati Uniti ed ospitano stazioni radar, edifici civili e tensostrutture.

La Spoletosfera di Spoleto ha ospitato eventi artistici di vario interesse: istallazioni (ricordiamo “Io” di Mario Ceroli nel 1969), performance (ad esempio in occasione degli eventi organizzati nel 1980 dai Laboratori di Nuova Creatività) e concerti. In seguito la struttura è rimasta inutilizzata fin quando nel 2008, in occasione dell’apertura del parcheggio sotterraneo Spoletosfera situato proprio al di sotto dell’opera, è stata dotata di un sistema di illuminazione non invasivo formato da circa 105.000 luci a led bianche che la rende viva anche nella ore di buio.

Indirizzo: Viale G. Matteotti/Viale Martiri della Resistenza

Fonti bibliografiche per approfondimenti
I. Tomassoni, Spoleto, Charleston, Melbourne, Roma 1987
G. Volpi, Spoleto story, Milano 1982
Souvenir del Festival, anno 1967

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