Chiesa di San Giuliano

La chiesa di San Giuliano sorge in cima ad un colle appena distaccato dal massiccio del Monteluco, la montagna che sovrasta la città di Spoleto. L’edificio appartiene nell’insieme al secolo XII, ma la sua edificazione si lega alle origini degli insediamenti monastici sorti sul monte. La tradizione vuole che una matrona di nome Gregoria avesse donato i propri possedimenti sul colle a Sant’Isacco, monaco siriaco giunto a Spoleto verso la fine del V secolo, allo scopo di fondarvi una chiesa ed un monastero dedicati a San Giuliano. La notizia trova conferma nei “Dialoghi” di San Gregorio Magno nei quali si apprende che Sant’Isacco condusse vita eremitica in un luogo ameno non lontano da Spoleto, che la tradizione identifica con Monteluco. Il suo esempio fu seguito da molti altri monaci che vivevano secondo il modello orientale delle “laure”, isolati in celle o dentro grotte dislocate per la montagna, in obbedienza all’abate che risiedeva a San Giuliano.

Di certo il monastero era già esistente intorno alla metà del VI secolo, in quanto risulta menzionato in due lettere di Papa Pelagio I (morto nel 561); successivamente, forse ancora durante quel secolo, divenne abbazia benedettina, retta prima dai Cassinesi e in seguito dai Cluniacensi. Ad essa continuavano a far capo gli eremiti del Monteluco i quali, dopo la morte di Sant’Isacco, erano entrati  a far parte della grande famiglia benedettina.

L’Abbazia ebbe vita fiorente, ma fu soppressa alla fine del XV secolo da papa Innocenzo VIII, per passare  nel 1502 ai Canonici Lateranensi. All’inizio dell’Ottocento il complesso abbaziale era ormai in abbandono  da tempo, mentre la chiesa, anch’essa abbandonata, passò in mani private e fu adibita  a fienile. Nei primi del ‘900, anche grazie all’interessamento dell’archeologo spoletino Giuseppe Sordini, il Comune ne rivendicò la proprietà.

All’esterno la facciata si presentava in origine probabilmente a quattro spioventi, sul modello della chiesa spoletina di Sant’Eufemia, ma oggi appare alterata nelle sue proporzioni a causa della perdita della parte superiore. Interessanti sono la trifora composta da archeggiature curiosamente sovrapposte,  e il portale ad arco a tutto sesto, negli stipiti del quale sono stati rimessi in opera antichi frammenti scultorei. Lo stipite destro presenta una decorazione a motivi fitomorfi di ispirazione classica ed una serie di formelle con motivi vegetali e animali in cui si riconoscono due colombi affrontati ai lati di un vaso rovesciato da cui fuoriescono dei tralci; un bue; una pantera (?); un pavone. Lo stipite sinistro, sempre dal basso, presenta un motivo a trifogli, i due colombi, una croce, un centauro. Ad eccezione degli ultimi due menzionati, realizzati in epoca romanica per completare la serie, tutti i  rilievi provenivano quasi certamente da un edificio paleocristiano, secondo la diffusissima pratica del reimpiego. I caratteri stilistici dei rilievi scultorei sono stati avvicinati a quelli di chiese siriache, e sembrano ricondurre pertanto alle origini della chiesa ed alla figura di Sant’ Isacco.

Nell’interno, a tre navate divise da colonne e terminanti in tre absidi, è caratteristica la forma delle tozze colonne  in pietra. Un’iscrizione frammentaria, murata nella parete destra e proveniente dalla cripta, di cui è però noto il testo integrale, ricorda l’esistenza in quell’ambiente del sepolcro di Sant’Isacco, ora al Museo Nazionale del Ducato , all’interno della Rocca Albornoziana.

Della decorazione pittorica rimangono una Madonna col Bambino databile al XV secolo, ed il ciclo absidale su tre registri orizzontali con un fregio dipinto, Santi e Incoronazione della Vergine. Fra le figure si riconosce la Beata Gregoria col cartiglio della donazione. La datazione è 1442 e l’autore il cosiddetto Maestro di Eggi, molto attivo a Spoleto e nel territorio nella prima metà del Quattrocento.

Le pareti del presbiterio, infine, conservano resti di un ciclo ad affresco dedicato alle storie di Sant’Isacco databile al XV secolo.

Indirizzo: Località San Giuliano / strada per Monteluco

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