Alexander Calder – Teodelapio

Percorrendo il viale Trento e Trieste, che conduce alla stazione ferroviaria, la visuale è dominata dal Tedodelapio di Alexander Calder, la più imponente delle sculture rimaste in città dopo la mostra Sculture nella città, curata da Giovanni Carandente nell’ambito del quinto Festival dei Due Mondi.

Quando, nel marzo del 1962, Giovanni Candente invitò Alexander Calder a partecipare all’evento, gli chiese di realizzare un Mobile che potesse svolgere la funzione di arco trionfale all’ingresso della città e che ne divenisse il simbolo. Lo scultore americano rispose realizzando un bozzetto in lamiera, conservato all’interno del Museo Carandente, all’interno di Palazzo Collicola, che venne ingrandito 27 volte, dando così origine al primo di tanti Stabiles presenti oggi in molte città d’Europa e d’America.  Il nome dell’opera deriva da quello di un duca longobardo che in una antica stampa è rappresentato con una corona dalle punte aguzze che ricordano quelle dello Stabile spoletino. Alta 18 metri, l’opera viene considerata la prima scultura monumentale stabile del mondo.

Come ha ricordato Carandente, fino ad allora nessuno aveva mai pensato ad uno stabile tanto grande da riempire un’intera piazza, capace di inquadrare nell’arcata delle sue lamiere di ferro l’intero prospetto di una città. Dopo il Teodelapio gli enormi stabiles di Calder si sono moltiplicati nelle città di ogni continente. E sculture di grande mole di molti altri autori hanno invaso le città di tutto il mondo. Il Teodelapio è l’unica scultura monumentale dell’artista presente in Italia.

Indirizzo: Piazzale Polvani

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