Palazzo Collicola – Galleria d’Arte Moderna G. Carandente

Su piazza Collicola prospetta l’omonimo Palazzo, costruito tra il 1717 e il 1730 su progetto dell’architetto romano Sebastiano Cipriani, per volontà del cardinale Francesco Collicola, in un momento di particolare fortuna economica e sociale della famiglia. Il disegno segue linee sobrie, con planimetria a ferro di cavallo, incompiuta per la mancata realizzazione di uno dei bracci corti che ha determinato una conformazione ad “L”. Imponenti le dimensioni dell’edifico, che contava centodieci stanze ordinate su quattro livelli, oltre agli ambienti del seminterrato e delle soffitte.

La facciata principale si apre sulla piazza, fronteggiata da una fontana addossata all’edificio che ospitava le scuderie; il prospetto interno si affaccia sul cortile che un tempo era il giardino all’italiana, con fontana centrale contornata da aiuole che rappresentavano i simboli araldici dei proprietari. Su quello che era il giardino (di cui è prevista la ricostituzione) prospetta la galleria del piano nobile, chiusa da vetrate, con pareti completamente decorate a tempera, notevole esempio della destrezza compositiva e del virtuosismo illusionistico tipico di una piacevole declinazione della grande tradizione seicentesca, efficacemente compendiata dalla storia dell’arte con il termine di barocchetto o di proto-rococò. Interessanti le altre sale del Palazzo, ornate da soffitti a cassettoni, con sfondi trattati pittoricamente a ghirlande o scolpiti a intagli dorati, da fregi sottosoffitto, da porte decorate e dalle decorazioni degli alti zoccoli e degli imbotti delle finestre.

Il Palazzo e una parte considerevole degli arredi furono acquistati all’asta dal Comune nel 1939. Dopo lunghi e complessi restauri, nel 2010 è stato portato a compimento il programma di farne il Centro del sistema museale cittadino.

All’interno di Palazzo Collicola ha sede la Galleria d’Arte Moderna G. Carandente, collezione d’arte di proprietà comunale, costituitasi a partire dai primissimi anni Cinquanta

Al Piano nobile è stata ricostruita una abitazione gentilizia settecentesca che presenta arredi sia già appartenuti allo stesso palazzo, sia di diversa provenienza ma riconducibili alla stessa epoca e una Quadreria con dipinti dei secoli XV-XX, già nella Pinacoteca comunale.

Durante l’anno Palazzo Collicola ospita mostre temporanee di artisti moderni e contemporanei.

Nel Palazzo è collocata anche la Biblioteca Giovanni Carandente, notevolissima raccolta d’arte contemporanea con oltre trentamila volumi schedati e consultabili.

La collezione permanente d’arte contemporanea si è originata con il Premio Spoleto, manifestazione nata con l’intento di formare una galleria d’arte contemporanea attraverso la formula dei premi acquisto. Durante le 13 edizioni del premio, negli anni 1953-1968, sono entrate importanti opere fra cui, per citare solo un esempio, la Coda di cetaceo di Pino Pascali, esempio emblematico della pop art imperante negli anni Sessanta. La raccolta si è arricchita alla fine degli anni Ottanta con il progetto Nuove acquisizioni che ha portato, fra l’altro, alla costituzione di un nucleo di opere dello scultore spoletino Leoncillo Leonardi, considerato dalla critica fra i maggiori artisti italiani del XX sec.

Con i bozzetti della mostra Sculture nella città. Spoleto 1962, e la munifica donazione Carandente, sono entrate opere di Calder, Smith, Moore, Franchina, Colla, Pascali, Giò ed Arnaldo Pomodoro ed altri; una parte cospicua del Museo è costituita da opere di artisti italiani e stranieri che Giovanni Carandente ha incontrato nell’arco della sua lunga, appassionata e prestigiosa carriera di critico e collezionista di arte contemporanea. Sol Lewitt, fra i massimi esponenti del minimalismo americano, ha donato alla città e al museo un’intera sala di wall drawing, Bands of color. Delle opere che compongono la collezione comunale esiste un approfondito catalogo, edito nel 2007 da Electa, disponibile nel bookshop.

I dipinti di proprietà comunale dei secoli XV-XX, già nella Pinacoteca comunale, sono ora esposti nell’appartamento nobile e nell’annessa quadreria. Provengono essenzialmente dall’incameramento dei beni ecclesiastici attuato con l’Unità d’Italia. Tra i più interessanti si segnalano i ritratti di Carlo e Marianna Collicola e la grande tela che raffigura l’arrivo a Spoleto di Leone III, con un’immagine panoramica della città dell’epoca, che accolgono i visitatori nel Salone d’ingresso; la tavoletta con san Giorgio e il drago (copia da Raffaello); la Madonna con il Bambino e San Giovannino di Sebastiano Conca (1746) con ricca cornice dorata; vari paesaggi e nature morte; il gruppo di opere giunte dalla collezione Palettoni, tra cui spiccano la Spezieria, la Cleopatra e i ritratti delle dame di famiglia (alla sua committenza si deve anche la Maddalena attribuita a Guercino, ora esposta nelle sale di rappresentanza del Palazzo comunale); il Presepe di Giacomo di Giovannofrio; la Madonna leggente con il Bambino, del senese Antiveduto Grammatica, che ebbe, nella sua bottega romana, il Caravaggio; il gruppo delle opere dello spoletino Cesare Detti, che ebbe una fortunata attività nella Parigi del XIX sec. Tra le opere più recenti, si segnalano quelle di Scipione Pistrucci, avventuroso artista patriota risorgimentale, che ha lasciato a Spoleto le sue uniche tre opere conosciute, e la Veduta di Spoleto di Giuseppe Moscatelli (1904).

Tra gli arredi spiccano il grande cassone appartenuto a Urbano VIII Barberini nel Salone d’ingresso; le numerose consolle dorate settecentesche, lo stipo finemente intarsiato bois de rose e i seggioloni in tessuto fiammato nelle anticamere; i cassoni con vedute della città e a bugne e la panca e il tronetto Orsini, provenienti dal Duomo, nella Quadreria. Facevano parte dell’arredo del Palazzo anche la bellissima serie di cinque arazzi, manifattura di Bruxelles, appartenuti alla Regina Cristina di Svezia, ora non esposti perché bisognosi di restauro.

Indirizzo: Piazza Collicola
Sito Web: www.palazzocollicola.it
Tel: 0743 46434
Per orari e costi visita il sito della Spoleto Card

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