Da San Nicolò a Pontebari

S. Nicolò costituisce la porta di accesso alla “strada verde”: da qui prende avvio il primo tratto del percorso ciclabile che si snoda per circa 1.200 m in direzione nord-est, costeggiando sulla destra il corso del Torrente Tessino e sulla sinistra quello del Marroggia. L’ingresso alla Greenway è contrassegnato dalla presenza del terminal “Le Mattonelle”, edificio realizzato come punto di assistenza alla pista ciclabile, il cui nome deriva dall’omonimo opificio che un tempo vi operava. Procedendo lungo la pista, è possibile osservare gli interventi di piantumazione di specie autoctone realizzati con l’obiettivo di ripristinare la vegetazione ripariale.

Proseguendo lungo il percorso, guardando verso Spoleto (sud-est) si osserva il rilievo calcareo di Monteluco, alla cui sommità è presente un’importante lecceta di alberi plurisecolari denominata “Bosco Sacro”, importantissimo rifugio per numerose specie animali. Prima di arrivare agli impianti sportivi è possibile scorgere il Torrente Marroggia, regolato dalla Diga di Arezzo, da cui si è poi originato l’omonimo lago. Lungo il Marroggia si osservano alcuni relitti di vegetazione ripariale spontanea, che costituiscono piccole oasi naturali in grado di offrire cibo e rifugio alle numerose specie ornitiche presenti nella valle.

Giunti al ponte di Pontebari, i due torrenti si avvicinano e proseguono paralleli; qui la pista passa sotto il ponte, per poi deviare a sinistra. Dalla passerella ciclo-pedonale che affianca il ponte, si prosegue lungo la ciclabile sul lato opposto.


La fabbrica delle “Mattonelle”

La vecchia fabbrica di mattonelle, che oggi si manifesta come un piano inclinato di cemento sorretto da numerose arcate in laterizio, risale al periodo delle Miniere di Morgnano, che all’epoca costituivano il fulcro dell’economia della Valle Spoletana. La fabbrica estraeva la ghiaia dal torrente Marroggia e la macinava per ricavarne graniglia; dopodiché la impastava con materiale legante, soprattutto cemento, per ricavarne delle mattonelle per pavimenti.

Diga di Arezzo
È situata sul lato orientale dei Monti Martani, lungo il torrente Marroggia, che unisce la montagna alla Valle Spoletana. Fu realizzata tra il 1956 e il 1962 per regolare le piene del torrente Marroggia, disastrose per campagne e città situate a valle. Lo sbarramento del torrente mediante la diga originò il Lago di Firenzuola, o d’Arezzo, bacino artificiale molto apprezzato da pescatori, escursionisti e appassionati. I versanti dei colli che degradano dolcemente verso l’invaso sono caratterizzati dalla presenza di querceti in cui domina la roverella.

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