Italia Langobardorum: Centri di potere e di culto (568-774 d.C.)

 candidatura di tipo seriale a Patrimonio Mondiale UNESCO

 
 
La Basilica di San Salvatorea Spoleto è inserita nel sito seriale “Italia Langobardorum. Centri di Potere e di culto (568-774 d.C.)” ed è candidata ufficiale 2008 dell'Italia per la World Heritage List dell’UNESCO.
 
La città del Festival, insieme a Campello sul Clitunno e ad altre cinque realtà italiane, fa parte del sito seriale “Italia langobardorum. Centri di Potere e di culto”, un unico sito che raccoglie le maggiori testimonianze della cultura longobarda nel suo momento di massima capacità espressiva, prima della caduta dei territori del centro e nord Italia ad opera dei Franchi di Carlo Magno.
 
Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Segretariato Generale Area Ricerca, Innovazione e Organizzazione – Lista del Patrimonio Mondiale Unesco – dopo un’attenta ricognizione del territorio nazionale ha disposto il formale inserimento della Basilica di San Salvatore di Spoleto, quale sito di eccellenza, nel gruppo di città che dal Nord al Sud rappresentano le testimonianze più rilevanti di cultura longobarda in Italia.
Il Comitato del Patrimonio Mondiale ammette a selezione una sola candidatura l’anno per ciascuno Stato; pertanto il Ministero ha proceduto ad avviare una candidatura di carattere seriale che annovera un insieme di realtà eterogenee con un comune sostrato dato dalla presenza della civiltà longobarda.
 
I beni compresi nel Sito “Italia Langobardorum. Centri di potere e di culto (568-774 d.C.)”, sono i seguenti:
 
a Cividale del Friuli (UD) l’area della Gastaldaga con il cd. Tempietto Longobardo, e il Complesso episcopale con i resti del Palazzo Patriarcale sottostanti il Museo Archeologico Nazionale;
 
a Brescia il monastero di San Salvatore-Santa Giulia;
 
a Castelseprio (VA) l’area del castrum con la Torre di Torba e la chiesa extra-moenia di Santa Maria foris portas;
 
a Spoleto (PG) la Basilica di San Salvatore;
 
 
a Benevento il complesso di Santa Sofia con la chiesa e l’annesso chiostro, parte dell’abbazia che oggi ospita il Museo del Sannio;
 
a Monte Sant'Angelo (FG) il Santuario di San Michele.

 


Su tutto il territorio italiano, infatti, sono presenti testimonianze della civiltà longobarda di valore eccezionale e assolutamente unico che, anche a motivo della molteplicità dei soggetti coinvolti: ben 5 Regioni, 6 Province, 8 Amministrazioni comunali, 1 Ente parco, 2 Comunità Montane, 3 Enti ecclesiastici, 2 Fondazioni pubblico-private, 2 Centri di studi, ben 19 Uffici territoriali del Ministero per i beni e le attività culturali (Direzioni Regionali e Soprintendenze, conferisce alla candidatura un carattere di innovazione e uno spiccato interesse, ponendola in linea con i desiderata del Centro del Patrimonio Mondiale UNESCO.

Il progetto Italia Langobardorum per la sua caratteristica di sito seriale offre la possibilità ai 7 comuni della rete di far conoscere il valore di ognuna di queste città sia a livello nazionale che internazionale.
Il processo di tutela e conservazione del patrimonio culturale passa anche attraverso quello della conoscenza, della valorizzazione, della promozione culturale e sensibilizzazione, dello sviluppo socio–economico. Il rapporto col nascente Museo del Ducato, con i percorsi naturalistici, con itinerari cittadini costruiti intorno al tema dei Longobardi; la promozione di un artigianato orafo di qualità, di una tradizione culinaria specifica sono un’occasione altrettanto allettante per lo sviluppo della nostra città.
 

Immagini di San Salvatore

copyright Marcello Fedeli

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Immagini del Tempietto sul Clitunno

copyright Marcello Fedeli

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