Teatro Nuovo “Gian Carlo Menotti”

Il dirigente dei lavori pubblici risponde a Spoleto Cinque Stelle

Il dirigente della Direzione Progettazione Interventi sul Territorio del Comune di Spoleto Massimo Coccetta offre precisazioni in merito ai lavori della mobilità alternativa che interessano il Teatro Nuovo e risponde a Spoleto 5 Stelle.

“I beni culturali sono parti fondamentali dei “beni comuni” di una comunità e la loro tutela e conservazione è un dovere per ciascun cittadino e a maggior ragione per le istituzioni pubbliche. Il Comune di Spoleto è tanto convinto di tale dovere da aver inserito questi principi nel proprio Statuto e l’attuale Amministrazione comunale ha sempre ispirato la propria azione al rispetto di tali principi. Si tratta di un dovere che riguarda tutti coloro, siano essi singole persone o gruppo politici, che partecipano all’Amministrazione della città.  Chi sceglie di svolgere tale ruolo si carica di responsabilità maggiori rispetto al singolo cittadino, tra cui quello di dare informazioni corrette e verificate. Diffondere notizie imprecise, nel caso specifico di disprezzo e danneggiamento di preziosi manufatti artistici, costituisce un grave danno all’immagine di una città che deve la propria fama all’essere una città d’arte e di cultura e su ciò fonda una parte importante della propria economia. Come può quindi chi ha già un ruolo istituzionale, e legittimamente si candida a governare la città, introdursi illegalmente in un cantiere e dire che si sta distruggendo un bene di fine Ottocento e alcuni manufatti pertinenti al teatro per far posto ad un moderno ascensore senza informarsi sulla reale conoscenza dei fatti e senza svolgere opportune verifiche? Verifiche che peraltro sono semplici da svolgere esistendo tavole progettuali corredate da relazioni storico-architettoniche che tutti possono consultare, volumi pubblicati sul Teatro Nuovo che danno conto delle sue fasi costruttive e, seppure più difficili da reperire, delibere del Consiglio comunale dell’epoca che danno conto degli interventi. Insomma qual è la verità dei fatti?

La porzione di edificio su cui si sta intervenendo (l’attuale bar del Teatro Nuovo) come si può vedere dai disegni di progetto conservati nella Biblioteca di Spoleto e di Macerata era in origine divisa in tre piccoli vani adiacenti: verso le scale c’era un guardaroba con sopra la sala di intrattenimento per i servitori; al centro c’era l’ingresso per quelli che entravano al teatro in carrozza; verso l’attuale porta esterna del bar era infine destinato a posto di guardia. Negli anni ’30 fu demolita la volta a botte negli ambienti soprastanti questi locali furono realizzati dei servizi igienici e i tre locali furono uniti in un unico spazio che avesse come zona di servizio probabilmente destinata a diverse funzioni tra cui quella di bar.

Nel 1960 e 61 con Delibera del Consiglio Comunale n. 259 del 12.2.60 e poi con Delibera di Giunta comunale n. 288 del 18.2.61 furono disposti lavori di miglioramento dell’atrio e del bar (spendendo circa 80mila dell’epoca per lavori in gesso per decorazioni e circa 80mila per lavori di doratura) ragionevolmente fu in quell’occasione che artigiani e scenografi rifacendosi alla decorazione esistente nel teatro realizzarono maschere ed elementi vegetali in gesso e stucco. Questo è quello che si sta rimuovendo, avendo naturalmente inviato preventivamente i progetto alla competente Soprintendenza e avendo avuto ottenuto il suo parere positivo come è normale fare nel rispetto della legge e come questa Amministrazione fa sempre per ordinaria procedura. Per quanto riguarda i rischi sollevati sull’alterazione dell’acustica del teatro è del tutto evidente che i lavori non riguardano in alcun modo la sala teatrale ma solo ed esclusivamente la zona del bar. Per quanto riguarda invece le macchine che saranno montate è bene sapere che il tapis roulant cammina a circa 24 metri sotto il piano stradale in corrispondenza di largo Battisti e quindi ben distante dal teatro; la prima coppia degli ascensori si ferma a circa 5 metri sotto strada, in corrispondenza di via Belli e solo un piccolo ascensore idraulico, che si raggiunge con un breve tratto pedonale, sale dal livello sottostante all’attuale locale bar. Questi sono i fatti e di questo dovremmo parlare con dati e documenti alla mano, senza inutili allarmismi e bugie.”

 

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