L’Annuario del Festival dei Due Mondi 1967

Nel proseguire la rassegna sulla pubblicazione degli annuari storici del Festival dei Due Mondi – cui sono dedicate queste ultime uscite della rubrica “Accadde a Spoleto” con appuntamento  bisettimanale solo in concomitanza col Festival – ci si imbatte in un volume particolarmente corposo, quello del 1967, il cui peso specifico è dato sia dal denso programma approntato per l’edizione di quell’anno (il “Don Giovanni” di Mozart per la regia di Menotti con le scene di Henry Moore, il Balletto del Teatro Statale di Stoccarda, “Il Principe Costante” per la regia di Grotowski, “Le Diavolerie. Appunti sull’angoscia”, di Alessandro Fersen, i balletti di Alberto Testa, le sperimentazioni della MaMa, le mostre di Carandente, l’esperienza della cupola geodetica della SpoletoSphere di Fuller), sia perché ricorre il decennale della creatura menottiana, fornendo l’occasione per celebrarne degnamente l’anniversario con un copioso speciale che copre gran parte delle pagine dell’annuario.

Copertina

Per questo, vista la ricchezza dell’apparato testuale e figurativo, abbiamo deciso di concentrare la rubrica, di solito riferibile a più anni del Festival, ad una sola, intensa edizione dell’annuario 1967.

Jeanne Moreau e Rudolf Nureyev

Del quale, oltre alla copertina e al programma, la quasi totalità delle foto presentate sono tratte dall’esaustivo excursus contenuto nella seconda parte del volume, caratterizzato da numerose istantanee di forte impatto e da testimonianze di grande interesse, come quella visionaria e toccante di Rafael Alberti sul binomio Menotti e Spoleto e poi gli interventi-saggio che ripercorrono i dieci anni del Festival e che sono affidati a William Weaver per la musica, a Sandro de Feo per il teatro, a Vittoria Ottolenghi per il balletto, ad Ariodante Marianni per la poesia, a Giovanni Carandente per l’arte e a Sergio Frosali per il cinema.

Concerto in piazza Duomo

Chiude l’annuario un lungo contributo di Giancarlo del Re che dedica al Festival un pezzo di carattere più generale, sull’impatto che Menotti e la manifestazione hanno avuto su Spoleto e la forte dimensione internazionale che la città si è riconquistata in pochi anni.

Un prezioso allegato all’annuario è un librettino staccabile e tascabile che riporta tutti i programmi dei primi dieci anni del Festival.

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