Accadde a Spoleto: la biblioteca di Palazzo Mauri

Dodici anni fa, dopo complessi lavori di restauro, la biblioteca di palazzo Mauri riapriva al pubblico

Oggi si festeggia un anniversario: esattamente 12 anni fa, il 9 aprile del 2009, riapriva al pubblico, nelle sua sede storica di palazzo Mauri, la Biblioteca comunale “Giosuè Carducci”. Il maggiore patrimonio librario spoletino era ospitato nel seicentesco palazzo dall’ottobre del 1933.

Il legame tra la biblioteca, palazzo Mauri e la città fu interrotto per ventisette anni, dal 1982 al 2009, sopratutto a causa degli eventi sismici che nel 1979 avevano danneggiato l’edificio gentilizio.

Biblioteca comunale | Inaugurazione 1989 | Sede di viale Trento e Trieste

Se si esclude un breve periodo di tempo, nel 1984, in cui la biblioteca funzionò solo garantendo servizi essenziali, i complessi lavori di restauro di palazzo Mauri costrinsero la città a pensare ad una sede provvisoria che venne individuata in alcuni locali di via Trento e Trieste, dove, a partire dal 20 maggio 1989, la biblioteca si trasferì.

Palazzo Mauri - Sala lettura II piano (prima del restauro)

Fino appunto al 2009 quando la città, con la biblioteca di nuovo a palazzo Mauri, si riappropriò di un patrimonio librario di più di centomila volumi sistemato all’interno di una cornice storico-architettonica (disposta su tre piani di circa 2.200 metri quadrati) di pregevole valore che, oltre ad essere un punto di riferimento per la memoria e la conoscenza, ridiventò anche uno dei più significativi luoghi di fruizione e di produzione culturale del territorio. L’operazione di restauro e di riqualificazione del palazzo fu realizzata attraverso fondi regionali per il terremoto, fondi CIPE, finanziamenti europei, legge 400 del 2000, e un co-finanziamento del Comune per una cifra complessiva di 10,5 milioni di euro.

Palazzo Mauri | Inaugurazione 2009

La storia delle biblioteche condivide con la città origini antiche. Forse la più antica delle biblioteche spoletine, stando ai documenti pervenutici, apparteneva, intorno all’anno mille, al Capitolo del Duomo. Se la intendiamo invece come istituzione civica, essa nasce nel 1861, quando la collezione del collegio dei gesuiti – che era allora la più importante raccolta pubblica di libri della città – fu messa a disposizione della città. I libri costituivano – si legge in un articolo del 1934 del critico d’arte e archivista Luigi Fausti – un fondo di 5892 volumi. Ospitata per brevissimo tempo nel collegio dei gesuiti, la collezione fu trasferita nei locali della Chiesa della Trinità (in piazza XX Settembre) e intitolata a Giosuè Carducci nel 1907, subito dopo la morte del poeta. Ad un anno dalla fondazione la direzione della biblioteca fu affidata a Rinaldo Gherghi, figura fondamentale per lo sviluppo dell’istituzione culturale che nel giro di trent’anni riusci quasi a triplicare il numero dei volumi grazie al patrimonio ceduto al Comune delle soppresse case religiose. Negli anni ‘30 la biblioteca poteva contare su un patrimonio di circa 40mila volumi.

Fu Luigi Fausti, nel 1918, a sollecitare e convincere il Comune ad acquistare palazzo Mauri, seicentesca dimora di una delle nobili famiglie spoletine, destinandolo ad ospitare la Biblioteca, così una trovando una sede più adatta e prestigiosa rispetto ai vecchi locali della chiesa della Trinità.

Dovettero passare molti anni prima del trasferimento a palazzo Mauri che avvenne ufficialmente il 28 ottobre del 1933, proprio sotto la direzione di Luigi Fausti.

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