Descrizione
Anafora, mostra personale di Giuseppe Penone a cura di Saverio Verini
Grande assurdo, mostra personale di Adelaide Cioni a cura di Saverio Verini
Un salto nel vuoto, mostra personale di Filippo Marignoli a cura di Peter Benson Miller
Presentazione del nuovo allestimento della Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente”
(collezione permanente di arte contemporanea di Palazzo Collicola)
Sabato 27 giugno 2026, a partire dalle ore 11.00, è in programma l’inaugurazione delle mostre a Palazzo Collicola, a Spoleto. Il ciclo, che durerà per tutta la stagione estiva e si protrarrà fino alla fine dell’anno, include tre progetti espositivi, oltre al nuovo allestimento della collezione permanente del museo. Le mostre, che inaugureranno in concomitanza con l’inizio della 69a edizione del Festival dei Due Mondi, accompagneranno il pubblico per tutta la durata della rassegna e si estenderanno fino ai mesi successivi, abbracciando una varietà di linguaggi artistici e rivolgendosi a un pubblico ampio. Anche altre due delle sedi dei Musei Civici di Spoleto, la Casa Roma e il MuST - Museo delle Scienze e del Territorio, saranno coinvolte nelle inaugurazioni estive.
Il programma espositivo è reso possibile grazie al Comune di Spoleto, in collaborazione con: Festival dei Due Mondi, Fondazione Marignoli di Montecorona, Fondazione Carla Fendi, Gagosian, associazione Amici di Palazzo Collicola, Viaindustriae, Mahler & LeWitt Studios, il Liceo Artistico Sansi Leonardi Volta e il brand Fabiana Filippi, con il supporto di Maggioli Cultura e Turismo. Il riallestimento della Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente” è sostenuto dalle donazioni dell’Art Bonus, promosso dal MiBACT. Le mostre di Palazzo Collicola saranno visibili fino al 10 gennaio 2027.
Il Piano Nobile di Palazzo Collicola ospita Anafora, mostra personale di Giuseppe Penone (Garessio, 1947) a cura di Saverio Verini. Il progetto, nato dalla collaborazione tra il Festival dei Due Mondi e i Musei Civici di Spoleto, presenta una selezione di sculture tra le più significative della produzione dell’artista, allestite in dialogo con gli ambienti storici del Palazzo, sottolineandone le qualità architettoniche. La mostra coinvolge in particolare il Salone d’onore e la Galleria del Piano Nobile, offrendo una lettura inedita degli spazi di Palazzo Collicola. Nel Salone d’Onore, l’imponente Albero di 11 metri accoglie i visitatori come presenza monumentale e organica, mentre nella Galleria il nucleo principale delle opere si sviluppa in corrispondenza delle grandi finestre, instaurando una relazione continua tra interno ed esterno. La disposizione delle sculture genera così una scansione ritmica dello spazio, evocata dal titolo stesso della mostra, Anafora, e accompagna il visitatore in un percorso dove materia, natura e architettura si intrecciano in un’esperienza di grande impatto visivo.
La presenza di Penone si estende, inoltre, ad altri luoghi della città, grazie a un programma di interventi promosso dalla Fondazione Carla Fendi in sinergia con il Festival dei Due Mondi, i Musei Civici di Spoleto, e realizzato in collaborazione con lo Studio Giuseppe Penone. In piazza Pianciani sarà installata Le foglie delle radici, monumentale scultura in bronzo pensata per lo spazio pubblico e già presentata in sedi prestigiose come Versailles e il Giardino di Boboli, scelta dal Festival anche come manifesto della sua sessantanovesima edizione. Parallelamente, il battistero della Manna d’Oro ospiterà Epheměris, che inaugurerà sabato 27 giugno alle ore 14.00: si tratta di una selezione di sette video dell’artista a cura di Saverio Verini, dedicati al processo creativo e al rapporto tra gesto, materia e natura nella pratica di Penone. Attraverso questi interventi diffusi, il progetto rende omaggio alla ricerca di un grande maestro dell’arte contemporanea, creando un percorso espositivo ispirato al tema delle radici e al dialogo tra uomo, ambiente e trasformazione della materia. Le mostre di Palazzo Collicola e della Manna d’Oro saranno accompagnate da un catalogo edito da ViaIndustriae.
Il piano terra di Palazzo Collicola ospita Grande assurdo, mostra personale di Adelaide Cioni (Bologna, 1976), a cura di Saverio Verini. Per l’occasione, l’artista presenta un progetto espositivo inedito, concepito appositamente per gli spazi del Palazzo. Si tratta della prima mostra personale dell’artista in un’istituzione pubblica italiana: un percorso immersivo in cui ogni ambiente si apre come una visione autonoma, popolata da forme geometriche, organiche e archetipiche, tra elementi sospesi, prati verticali, simboli ricorrenti e presenze non umane. Attraverso materiali come tessuto, gesso e legno, Cioni dialoga con l’architettura del museo, esaltandone prospettive, lunghezze e punti di vista in un continuo gioco percettivo che trasforma l’abituale configurazione degli spazi espositivi. La mostra, nutrita di suggestioni che spaziano dalla storia dell’arte al teatro dell’assurdo, fino alle visioni mistiche, si configura come una serie di ambienti avvolgenti e sorprendenti, capaci di condurre il visitatore fuori dall’ordinario verso una dimensione poetica e liberatoria. Da pochi anni residente a Spoleto, Cioni si inserisce nella tradizione di artisti che hanno scelto la città come luogo d’elezione, tra cui Sol LeWitt, riferimento importante per la sua ricerca. Nello spirito della città, il progetto vive di un dialogo intenso con il territorio che trova espressione nella partecipazione del Liceo Artistico Sansi Leonardi Volta e dei suoi studenti, che hanno dato un contributo fondamentale all'allestimento, nella sponsorizzazione tecnica di Fabiana Filippi, che ha messo a disposizione i materiali tessili impiegati dall’artista per la realizzazione di alcune opere, nella collaborazione con maestranze e artigiani della zona e, al tempo stesso, nel generoso sostegno di attori internazionali dell’arte contemporanea.
Sempre al piano terra di Palazzo Collicola è allestita Un salto nel vuoto, la mostra dedicata a Filippo Marignoli (Perugia, 1926 – Seattle, 1995), a cura di Peter Benson Miller, assistito da Gemma Fullone. Promossa dalla Fondazione Marignoli di Montecorona in occasione del centenario della nascita dell’artista, l’esposizione ripercorre i momenti fondamentali della sua ricerca pittorica attraverso una selezione accurata di opere emblematiche. Già membro del Gruppo di Spoleto, Marignoli viene raccontato attraverso un percorso che restituisce la ricchezza e l’evoluzione del suo linguaggio visivo, evidenziandone il dialogo con le principali esperienze artistiche del secondo Novecento. La mostra Un salto nel vuoto è accompagnata da un catalogo edito da Viaindustriae con un contributo di Davide Ferri e una conversazione tra Fabio Sargentini e Saverio Verini. Il progetto espositivo è realizzato in collaborazione con Mahler & LeWitt Studios e con il supporto della Fondazione CaRiSpo.
Ospitata al secondo piano di Palazzo Collicola, la Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente” costituisce la collezione permanente del museo. Questo nucleo di opere, all’interno del quale figurano grandi autori della scena artistica nazionale e internazionale come Alexander Calder, Leoncillo, Sol LeWitt, Beverly Pepper, Pino Pascali, David Smith, Anthony Caro, Alberto Burri, Carla Accardi, Pietro Consagra, è al centro di un nuovo progetto di allestimento. L’intervento, sotto il coordinamento di Saverio Verini, intende porre l’accento sul legame unico tra l’arte contemporanea e la città di Spoleto, omaggiando le figure e le vicende che l’hanno resa un crocevia imprescindibile dell’arte italiana e internazionale. Il progetto di allestimento prevede l’ingresso in collezione di opere provenienti dai depositi; inoltre, grazie a importanti comodati, la collezione si arricchirà in maniera significativa con opere della collezione della famiglia Bonomo, di Intesa Sanpaolo, dell’Archivio Domenico Gnoli, della Fondazione Progetti Beverly Pepper e dell’Estate of Anna Mahler. Il percorso di fruizione, completamente rinnovato nella successione di opere e autori, vedrà la creazione di nuove sale tematiche e di nuovi apparati testuali, per raccontare la collezione attraverso un linguaggio accurato e, insieme, accessibile ai diversi pubblici. L’intervento è stato reso possibile grazie a una campagna di coinvolgimento di mecenati e imprese del territorio che, in particolar modo grazie alla piattaforma Art Bonus, hanno sostenuto il progetto di riallestimento: Fondazione CaRiSpo, associazione Amici di Palazzo Collicola, Monini S.p.a., Coo.Be.C. Soc. Coop, Forti s.r.l., La Lucente S.r.l., Meccanotecnica Umbra S.p.a., QFP s.r.l., Tulli Acque Minerali s.r.l., Urbani Tartufi s.r.l., Lions Club Spoleto.
Al programma espositivo si aggiungono, inoltre, due ulteriori mostre che arricchiscono il calendario del periodo estivo. La prima, ospitata alla Casa Romana, è realizzata in collaborazione con Mahler & LeWitt Studios e prevede il progetto In Negotiation del collettivo anglo-svizzero jocjonjosch. Per l’occasione gli artisti presentano una grande scultura in ceramica, esito della loro ricerca basata su pratiche collaborative che attraversano scultura, performance, pittura, fotografia e video, indagando il rapporto tra individuo e gruppo. Realizzata da jocjonjosch Studio e Mahler & LeWitt Studios, la mostra ha visto la collaborazione di ingegneri e ceramisti e sarà accompagnata da eventi collaterali e da un programma didattico in collaborazione con il Liceo Artistico Sansi Leonardi Volta. L’inaugurazione si terrà sempre sabato 27 giugno alle ore 15.00; la mostra sarà aperta al pubblico fino a domenica 11 ottobre.
La seconda mostra, presentata in un’altra delle altre sedi dei Musei Civici di Spoleto, coinvolge questa volta il MuST - Museo delle Scienze e del Territorio, con un progetto a cura di Isabella Vitale, in collaborazione con Saverio Verini. Il Museo ospita Marmotta. Studio per una specie non osservata, dell’artista francese Laurent Le Deunff (Talence, Francia, 1977). In dialogo con il contesto museale, il progetto prende avvio da una scultura-fontana raffigurante una marmotta, un reperto anomalo e “fuori luogo” all’interno del percorso espositivo: animale non riconducibile al territorio spoletino, la marmotta diventa una presenza sospesa tra dato scientifico e invenzione, capace di attivare interrogativi su errore, migrazione e plausibilità. Attorno a questo nucleo si sviluppa una costellazione di micro-interventi e indizi che suggeriscono una narrazione parallela e che rafforzano l’ambiguità dell’intervento di Le Deunff, affidando all’artista il ruolo di “naturalista apocrifo” che destabilizza le categorie di classificazione scientifica. La mostra vede la collaborazione della galleria parigina Semiose e dello spazio pianobi di Roma. L’inaugurazione è in programma sabato 27 giugno alle ore 17.00; l’esposizione terminerà sabato 5 settembre.
Come sottolinea il direttore dei Musei Civici, Saverio Verini, «È un vero onore ospitare a Palazzo Collicola un ciclo di opere così rappresentative della poetica di Giuseppe Penone, artista il cui nome è ormai sinonimo di scultura a livello internazionale. È particolarmente significativo che il suo lavoro trovi spazio a Spoleto, città che ha legato profondamente la propria storia alla scultura, da Leoncillo Leonardi alla storica mostra Sculture nella città curata da Giovanni Carandente nel 1962 per il Festival dei Due Mondi. Il programma di questo ciclo di mostre è particolarmente incentrato sul rapporto tra Spoleto e l’arte contemporanea: l’omaggio a Filippo Marignoli, che a cento anni dalla nascita celebra un grande pittore, parte del cosiddetto “Gruppo di Spoleto”; la mostra personale di Adelaide Cioni, autrice nel pieno della sua maturità artistica, che ha scelto qualche anno fa Spoleto come città dove vivere e lavorare; il nuovo allestimento della collezione permanente di Palazzo Collicola, che intende sottolineare il rapporto straordinario tra la città e la creazione artistica. Altro elemento centrale è la collaborazione tra le principali istituzioni culturali del territorio – il Festival dei Due Mondi, i Musei Civici di Spoleto e la Fondazione Carla Fendi – che hanno scelto di unire le forze per questo omaggio diffuso a Penone nel centro storico della città. Un percorso che sarà ancora più ricco grazie agli interventi che toccheranno altre sedi dei Musei Civici di Spoleto, come la Casa Romana e il Museo delle Scienze e del Territorio, con le mostre degli artisti internazionali jocjonjosch e Laurent Le Deunff».
«Con il nuovo ciclo di mostre e il riallestimento della Galleria “G. Carandente”, Palazzo Collicola rafforza il proprio ruolo di centro di riferimento per l’arte contemporanea e per la valorizzazione del patrimonio culturale della città – ha dichiarato il sindaco di Spoleto, Andrea Sisti - Questo progetto rappresenta un investimento sulla qualità dell’offerta culturale, sulla capacità di attrarre pubblico e sulla valorizzazione del legame storico tra Spoleto e le grandi esperienze artistiche del Novecento e del contemporaneo».
«La collaborazione tra Comune, Musei Civici, Festival dei Due Mondi, Fondazione Carla Fendi e gli altri partner coinvolti dimostra quanto il lavoro di rete sia fondamentale per costruire progetti culturali di respiro nazionale e internazionale – ha aggiunto l’assessore alla valorizzazione delle culture, Danilo Chiodetti – Palazzo Collicola non è solo un luogo espositivo, ma uno spazio vivo di ricerca, dialogo e crescita culturale per la comunità e per i visitatori che scelgono Spoleto come meta culturale».
Biografie degli artisti
Giuseppe Penone (Garessio, 1947) vive e lavora a Torino. A partire dal 1968 sviluppa una pratica scultorea e installativa in cui il processo di realizzazione è parte integrante dell’opera, attraverso azioni che mettono in relazione intervento umano e processi naturali, facendo emergere le trasformazioni della materia. Tra i protagonisti dell’Arte Povera, partecipa sin dagli esordi a importanti rassegne internazionali dedicate alle avanguardie, tra cui Konzeption-Conception (Städtische Museum, Leverkusen, 1969), Conceptual Art Arte Povera Land Art (Galleria Civica d’Arte Moderna, Torino, 1970) e Information (Museum of Modern Art, New York, 1970). Il suo lavoro è stato presentato in numerose istituzioni internazionali, tra cui Stedelijk Museum (Amsterdam), Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, Centre Georges Pompidou (Parigi), Museum Folkwang (Essen), Städtische Museum Abteiberg (Mönchengladbach), Kunstmuseum (Bonn), Musée d’Art Contemporain (Nîmes), Castello di Rivoli, Château de Versailles, Nasher Sculpture Center (Dallas), Yorkshire Sculpture Park (Wakefield), Rijksmuseum (Amsterdam), Galleria degli Uffizi (Firenze), Galleria Borghese (Roma), Serpentine Galleries (Londra) e Gagosian (New York). Ha rappresentato l’Italia alla 52ª Biennale di Venezia (2007), è stato insignito del Praemium Imperiale (2014) ed è membro associato straniero della sezione scultura dell’Académie des Beaux-Arts di Parigi dal 2022.
Adelaide Cioni (Bologna, 1976) ha studiato disegno a UCLA, Los Angeles, e scultura all’Accademia di Belle Arti di Roma. Laureata in storia contemporanea e con un master in traduzione letteraria, prima di dedicarsi alla pratica artistica per dieci anni ha tradotto letteratura americana (John Cheever, David Foster Wallace, Lydia Davis, tra gli altri). Lavora all'incrocio tra tessuto, pittura e performance. Gli elementi costanti alla base della sua pratica sono il disegno, l’assenza di narrazione e l’approccio femminista. Negli ultimi anni la sua ricerca si è estesa allo spazio, creando ambienti installativi e un dialogo con musica e danza, in un approccio multidisciplinare e collaborativo. È rappresentata dalle gallerie P420, Bologna, e The Approach, Londra. Nel 2021 è stata residente presso i Mahler & Lewitt Studios, Spoleto, e nel 2022 presso Gasworks, Londra. Fra i progetti personali recenti, Teatro mobile, 91530 Le Marais, Parigi, Five Geometric Songs, Artefiera e Fondazione Furla, Bologna,True Form, The Approach, Londra, Touch Song, St. James Church, Piccadilly, Londra, Drawings for Myself, P420, Bologna, Il mondo, Centro Pecci, Prato, Ab ovo / On Patterns, Mimosa House, Londra (grazie all’Italian Council), fra le mostre collettive, Tragicomica, Maxxi Roma, 18° Quadriennale, Palazzo delle Esposizioni, Roma, True Colors, Maxxi L’Aquila, Italian Painting Today, Triennale Milano, Io dico io (I say I), Galleria Nazionale, Roma. Dal 2023 vive e lavora a Spoleto.
Filippo Marignoli nasce nel 1926 a Perugia. Si avvicina all'arte da autodidatta, maturando la propria formazione in Umbria. Nel 1954 dà vita al “Gruppo di Spoleto” (o dei “Sei di Spoleto”) insieme a Giuseppe De Gregorio, Giannetto Orsini, Ugo Rambaldi, Piero Raspi e Bruno Toscano. Il gruppo contribuisce alla nascita del "Premio Spoleto", inserendosi attivamente nel dibattito e negli scambi artistici contemporanei. Nel 1957 avvia una proficua collaborazione con la Galleria L'Attico, inaugurata nel 1958 da una mostra personale presentata da Enrico Crispolti, alla quale seguono numerose mostre personali e collettive. Nel 1959 lascia l’Italia per raggiungere prima Maui, nelle isole Hawaii, dove si stabilisce con la famiglia dal mese di dicembre, e poi New York, dove risiede per due anni. Nel 1963 rientra in Italia e si allontana dalla scena artistica, pur continuando a dipingere, ma esponendo in rare occasioni. Nel 1970 parte nuovamente per le Hawaii, dove espone in due mostre personali. Nel 1974 si stabilisce a Parigi e nel 1977 inaugura una duratura collaborazione con la Galerie Denise René, prendendo parte a diverse mostre collettive e personali. Nel 1978 rientra in contatto con il gallerista Bruno Sargentini e nel 1979 espone in una mostra personale alla Galleria L'Attico - Esse Arte, realizzata in collaborazione con la Galerie Denise René. Dal 1984 le sue precarie condizioni di salute gli impediscono di continuare a dipingere. Muore a Seattle il 22 gennaio 1995.
jocjonjosch è un collettivo anglo-svizzero con sede a Londra e Zurigo, attivo in forma collaborativa dal 2009. La loro pratica attraversa performance, video, scultura, fotografia e pittura, con l’obiettivo di indagare le dinamiche della vita di gruppo e il significato dell’azione collettiva. Il collettivo ha esposto ampiamente in Europa e a livello internazionale, tra cui presso Mahler & LeWitt Studios (Spoleto, IT, 2026), Studio Smithfield (Londra, 2024), Galerie Zur Matze (Brig, CH, 2023), Bex & Arts Triennial (Bex, CH, 2023), Shanghai Duolun Museum of Modern Art (Shanghai, CN, 2020), Laure Genillard Gallery (Londra, 2016 e 2020), Museum Voorlinden (Paesi Bassi, 2018), Kunsthal KAdE (Paesi Bassi, 2018), Parasol Unit (Londra, 2014), Royal Academy of Arts (Londra, 2010), Saatchi Gallery (Londra, 2012) e ICA Live Weekend (Londra, 2010). Tra i riconoscimenti figurano ArtPro (2014, Svizzera), Prix Manor (2013, Svizzera), la selezione per RBS Sculpture Shock (2015, Regno Unito) e l’Artist’s International Development Fund dell’Arts Council England. Le loro opere sono presenti in collezioni pubbliche e private internazionali, tra cui la Caldic Collection (Paesi Bassi), il Musée d’art du Valais (Sion), la Manor Collection (Svizzera), la FCD Collection (Svizzera) e The Mahler Collection (Spoleto, Italia).
Laurent Le Deunff (1977, Talence – Francia) è un artista che sviluppa una pratica scultorea in cui la discrepanza tra materiali e soggetti rappresentati genera spesso effetti di straniamento percettivo. Il suo lavoro rivela un interesse per le tecniche tradizionali dell’arte e dell’artigianato e per gli artifici decorativi, mettendo in relazione materiali come cartapesta e calce con effetti illusionistici e forme ibride. Le sue opere sono state presentate in numerosi contesti internazionali, tra cui la Biennale Gherdëina (Val Gardena), Le Portique (Le Havre), MASC (Les Sables-d’Olonne), MRAC Occitanie (Sérignan), La Halle des Bouchers (Vienne), Carré Scène nationale (Château-Gontier), ArtSpace Boan (Seoul), Museum Beelden aan Zee (L’Aia), Parco Arte Vivente (Torino), LAMAG (Los Angeles) e il Musée d’Art Moderne de Paris, oltre che in diverse istituzioni e collezioni pubbliche come CAPC Bordeaux e i FRAC di Parigi, Bordeaux, Limoges e Caen. Il suo lavoro è rappresentato dalla Semiose Gallery.
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Ultimo aggiornamento: 18 giugno 2026, 15:23