Descrizione
“Non condivido affatto l’analisi del presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti. Spoleto è e deve rimanere un ospedale DEA di I livello”.
Così il sindaco Andrea Sisti a seguito delle dichiarazioni rilasciate in questi giorni dal presidente Presciutti che ha condiviso un pensiero di carattere personale, come ha specificato alla giornalista Ilaria Bosi del Messaggero, sulla riorganizzazione della sanità umbra.
“Si tratta di un’analisi grossolana, dispiace dirlo ma non saprei come aggettivarla diversamente. Presciutti confonde innanzitutto gli ospedali DEA di I livello con quelli di II livello, come Perugia e Terni, mettendo tutto in un unico calderone e sostenendo che lui l’ha sempre pensata così.
A quello che non è certo un buon inizio aggiunge, affermandolo con una certa decisione nell’intervista rilasciata al giornalista Marco Brunacci su UmbriaTV, che il nostro sistema sanitario regionale non può avere più di 5 ospedali DEA, salvo poi, a distanza di 48 ore, rilanciare a 6 aggiungendo anche Orvieto nelle dichiarazioni rilasciate al Messaggero.
In una fase in cui dobbiamo ancora discutere il nuovo piano socio sanitario regionale, confrontandoci per garantire dignità ai servizi nei territori di Spoleto e della Valnerina, nonché nella parte sudest della Regione a partire da Acquasparta, sentire queste affermazioni non solo confonde i cittadini, li allarma e li preoccupa, ma restituisce un’approssimazione che di certo non può essere in alcun modo la base da cui partire per riorganizzare la sanità umbra.
Non è mia intenzione e non è mia prassi alimentare polemiche. Nella mia esperienza di vita, professionale ancor prima che politica, ho sempre cercato di attenermi ai fatti. Le analisi del presidente Presciutti però, oltre ad essere evidentemente errate e lontane dalla realtà, non coincidono né con il programma politico espresso dal governo di questa Regione, né tanto meno con la volontà manifestata pubblicamente in più occasioni dalla presidente Stefania Proietti.
Quello che dobbiamo fare, nella sua complessità, ritengo sia molto semplice: parlare meno e meglio e rimboccarci le maniche per migliorare i servizi socio sanitari in tutti i territori della nostra regione, Spoleto e Valnerina compresi”.
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Ultimo aggiornamento: 27 aprile 2026, 10:53