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PROGRAMMA P.I.P.P.I.: NELLE ZONE SOCIALI 9 E 6 UN MODELLO INNOVATIVO PER SOSTENERE FAMIGLIE E BAMBINI
Si è svolto nei giorni scorsi il seminario dedicato al Programma P.I.P.P.I., il modello nazionale di intervento promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e riconosciuto come LEPS (Livello Essenziale delle Prestazioni Sociali), finalizzato alla prevenzione dell’allontanamento dei minori dal nucleo familiare attraverso il sostegno alle competenze genitoriali e il rafforzamento delle reti territoriali.
Nel corso dell’iniziativa sono intervenute Luigina Renzi, assessora al benessere e innovazione sociale, Serenella Banconi, presidente della Cooperative Il Cerchio, Paola Milani, professoressa dell’Università degli Studi di Padova, Maria Paola Fedeli, referente territoriale del Comune di Spoleto, Graziella Attanasi, assistente sociale del Comune di Spoleto, la psicologa Sara Urbani e le educatrici Ilaria Sorci e Beatrice Baglioni.
L’esperienza maturata in questi anni è stata definita intensa e profondamente significativa dagli operatori coinvolti. Grande soddisfazione è stata espressa per la partecipazione delle famiglie, che hanno dimostrato fiducia nei servizi e nelle équipe multidisciplinari, prendendo parte attivamente ai percorsi di cambiamento e di superamento delle vulnerabilità.
Nel corso del seminario è stato evidenziato come il Programma abbia prodotto risultati concreti, tra cui una riduzione degli inserimenti in strutture residenziali per minori e un significativo rafforzamento della rete territoriale tra servizi sociali, scuola, sanità e Terzo Settore.
L’assessora Renzi ha evidenziato l’importanza del Programma P.I.P.P.I. nel promuovere una comunità più inclusiva, accogliente e capace di costruire interventi condivisi a sostegno delle famiglie. Ha sottolineato come il progetto punti su prevenzione, ascolto e partecipazione attiva, mettendo bambini e genitori al centro dei percorsi di accompagnamento. Ha inoltre richiamato la necessità di valorizzare le risorse e la resilienza delle persone, ringraziando operatori e insegnanti per il ruolo fondamentale svolto quotidianamente nel sostenere il benessere dei minori e delle famiglie.
“Il cambiamento è possibile quando le persone si sentono ascoltate, accolte e sostenute da una comunità capace di farsi carico delle fragilità”, è stato ricordato nel corso dell’incontro.
Con il PNRR, la Zona Sociale n. 9 – con il Comune di Spoleto capofila e costituita dai Comuni di Spoleto, Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi e Giano dell’Umbria – ha avviato un importante partenariato con la Zona Sociale n. 6 Valnerina, costituendo un unico ATS per la realizzazione delle edizioni P.I.P.P.I. 11, 12 tuttora in corso di attuazione. Parallelamente, la Zona Sociale n. 9 ha aderito anche all’edizione P.I.P.P.I. 13 FNPS.
Il servizio è stato affidato al Raggruppamento Temporaneo di Imprese composto dalle Cooperative sociali Il Cerchio e L’Incontro.
Le famiglie coinvolte nelle tre edizioni PNRR sono complessivamente 30, tutte seguite dalle assistenti sociali delle due Zone Sociali. I nuclei sono stati individuati secondo i criteri definiti dal LabRIEF dell’Università di Padova: famiglie in condizioni di vulnerabilità lieve con figli tra 0 e 11 anni, con possibilità di estensione ad adolescenti, e caratterizzate da una disponibilità a collaborare con i servizi. L’adesione al programma è avvenuta esclusivamente su base volontaria, attraverso consenso scritto.
Uno degli elementi centrali del programma è il lavoro delle Équipe Multidisciplinari (EM), coordinate dal case manager, generalmente l’assistente sociale, e composte da genitori, bambini, educatori, psicologi, neuropsichiatri, insegnanti e altre figure significative per il nucleo familiare. L’approccio è fondato sulla valutazione partecipativa e trasformativa: ogni attore coinvolto contribuisce alla costruzione condivisa degli obiettivi e delle strategie di intervento.
L’esperienza delle due Zone Sociali ha consolidato un modello di coprogettazione tra enti pubblici, scuola, ASL, cooperative e famiglie, promuovendo una cultura dell’inclusione e della corresponsabilità educativa.
Il Programma P.I.P.P.I. continua così a rappresentare un percorso concreto per ascoltare, sostenere e tutelare i diritti dei bambini, accompagnando le famiglie verso maggiore autonomia, partecipazione e benessere sociale.
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Ultimo aggiornamento: 20 maggio 2026, 10:16